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Lista di cose irritanti #1

Non avendo ancora serie tv, libri o film di cui parlare perché è un periodo un po’ di magra, quindi parlerò di cose a caso.

La prima che mi viene in mente è: che fine ha fatto mia mamma? E’ uscita un’ora fa con il cane e da allora non ho più sue notizie. Madre, se leggi queste righe, rispondimi al cellulare che ti devo parlare.
Un’altra cosa che sento di voler condividere è che voglio un paio di Jeffrey Campbell Lita. Sì, quelle scarpe brutte, grosse, volgari, col tacco alto quanto un grattacielo… Le adoro. Le voglio. I NEED IT.
Mi rendo conto che la popolazione mondiale o le ama o le odia, e che la maggior parte delle persone le odino, ma io credo di esserne innamorata. Peccato costino più o meno quanto un cucciolo di bassotto, e che con duecento euro mi potrei comprare un bastimento di barattoli di Nutella… Non credo saranno mai mie.


Lista dei cinque categorie di persone che mi irritano a morte:

1) quelli che attraversano lentamente sulle strisce.

Non so voi, ma ogni volta che qualcuno ferma la macchina per farmi passare entro per dieci secondi in modalità Bolt e attraverso a velocità supersonica, che sia sulle strisce o meno. (poi effettivamente collasso per il troppo sforzo, ma questa è un’altra storia)
Invece quando sono in macchina -con altra gente, visto che io ancora non guido- sembra che le persone diventino cretine tutto ad un tratto quando devono attraversare. Prima erano tutte un “sono in ritardo, devo scappare, scappare, scappare!” e poi in mezzo alla strada se la prendono comoda. Mangiano il gelato, scrivono le loro memorie, guardano l’orizzonte pensando ai bei tempi andati… Quando avrò la patente vi darò dodici secondi, dopodiché accelleratore a tavoletta.

2) Quelli che “mi scusi, uno sconto?”
Io non sono una commessa, ma se lo fossi pretenderei di avere una mazza da baseball da usare con determinati clienti. Non so quante volte mi è capitato di essere in coda e beccare davanti a me il più furbo dell’universo: quello che chiede lo sconto. Su qualunque cosa, in qualunque periodo, anche per pagare un caffè.
Penso di parlare a nome di tutte le commesse del mondo: ma col cazzo.
Scusate la volgarità ma io le vedo le facce dei commessi quando si sentono fare queste domande, se potessero uscirebbero dalla loro pelle come i pitoni.

3) Quelli che ” io non ho niente contro i gay MA…”
No.
“Ma” una mazza. Se dici “ma” perdi tutta la credibilità che nel tempo avevi acquisito. Non possono esserci “ma” in una frase del genere, è come se dicessi “mi sei simpatico MA ti investirei con un trattore”, ha senso?
Evitate, please. Piuttosto dite “sì, sono una persona orribile e ignorante quindi non “, così vi beccate qualche dito medio e finisce lì.

4) Gli anziani o le famiglie con bambini al mercato
Questa è una categoria a me insopportabile. Tu stai camminando per il mercato/fiera quel che è e all’improvviso SBAM: via bloccata.
Da chi? Da un gruppo di anziani intenti a fare a gara a chi ha più acciacchi. Oppure da una madre con il gregge di figli che ha incontrato un’altra madre con annessa mandria. E non è che stanno tutti da un lato, in un angolo, no! Loro stanno agglomerati proprio in mezzo alla carreggiata, così che per passare o prendi un asta e ti dai al salto in lungo e in largo -nuova specialità- o li abbatti con una palla da bowling.
Ma io dico.
Levatevi da lì.
Andate al parco. Andate al bar. Andate al diavolo. Ma non state in mezzo alle balle per ciarlare di cose inutili, non potete bloccare la viabilità così! Bisognerebbe scacciarvi come si fa con i piccioni.

5) Quelli che fanno gli acidi su Facebook
Quindi sì, probabilmente anche tu che stai leggendo in questo momento.
Facebook è un fioccare di acidità, di melensità, di cattiveria e di stupidità. O volano insulti o volano complimenti che nemmeno a Miss Italia. Calma. Date la giusta forma e la giusta importanza alle parole. Non scrivete stati in cui fate capire palesemente quanto superiori a tutti voi vi sentiate.
L’acidità lasciatela agli yougurt, al limone, non ai vostri messaggi. Perché fate veramente venire voglia di commentare scrivendo “togliti quel palo da lì”.

Okay per oggi credo possa bastare, mi sono già tirata addosso l’ira di abbastanza gente… Anche a voi fanno arrabbiare queste persone? O c’è qualche altra categoria che proprio vi fa uscire dai gangheri? Fatemelo sapere! 😀
Vado a finire di preparare la roba per il Giffoni visto che parto dopodomani e ancora non ho preparato

 

Pubblicato in: Amy, apocalisse, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, In the flesh, Jemima, Kerien, serialmente parlando, serie tv, splatter c'è ma non si vede, telefilmando, zombie

Tutorial per una serata perfetta #Serialmente Parlando: In the flesh. Quando gli zombie non convenzionali tornano a casa, e tu pretendi una terza stagione

Buongiorno, madames et monsieurs!
Allora, oggi voglio condividere con voi la formula della serata perfetta.

Occorrente:
– una sera noiosa


– un temporale bestiale che infuria fuori dalla finestra (in realtà va bene qualunque tipo di condizione atmosferica, io ho provato questo)

– una buona connessione internet

In the Flesh

Kerien Walker

Avete tutto questo? Benissimo, siete a posto! Premete “play” e godetevi la prima stagione tra attimi di raccapriccio e attimi di commozione.

Quanta serietà.
Che dire, la mia ossessione per la BBC va avanti e mi porta a scoprire questa piccola perla di telefilm. In the flesh, serie del 2013 ovviamente inglese scritta da Dominic Mitchell e direta da  Jonny Campbell.  

 
Amy

Per ora due sole stagioni, di cui la prima composta da tre episodi (Sherlock ha lanciato una moda) e la seconda sei per un totale di nove puntate da un’ora l’uno. Vi assicuro che il tempo passa in un lampo, io mi sono messa alle nove e a mezzanotte avevo finito la prima stagione.
Sto cercando di scrivere questo post con il mio cane -un batuffolo di soli trentacinque chili- schiaccia tasti a caso con la zampa, dico solo questo.
Di cosa parla “In the flesh”? Di zombie. Ma non è la solita apocalisse zombie alla “the walking dead”, ve lo giuro! Ambientato infatti dopo un’apocalisse zombie (il “Risveglio” come lo chiamano loro) hanno trovato una cura per debellare il gene zombiefero e ora stanno re-inserendo i Parzialmente Morti nella società, rimandandoli a casa dalle loro famiglie. Noi seguiamo il reinserimento di Kieren Walker nella cittadina di Roarton, una delle più attive nella resistenza agli zombie dopo il Risveglio e in cui ancora c’è un gruppo di attivisti che perlustra i boschi alla caccia dei mostri ancora da catturare e curare (o uccidere). Di questo gruppo fa parte anche Jemima, la sorella di Kieren.

Kieren dovrà quindi fare i conti non solo con sé stesso e i suoi sensi di colpa per ciò che ha fatto quando non era in sé, a anche con tutti coloro che sono contrari alla riabilitazione dei parzialmente morti; dovrà affrontare le reazioni dei suoi genitori riguardo al modo in cui era morto, avrà a che fare con Amy, anche lei ex zombie un po’ pazzoide e perennemente allegra che va in giro al naturale, rifiutando lenti a contatto e crema colorante. Una grande, insomma.

Io e gli zombie non siamo mai andati particolarmente d’accordo, non sono il mio “mostro” preferito, anzi… gli unici zombie con cui ho avuto a che fare sono quelli del gioco “plants vs zombies”, per farvi capire.
E invece questo giovane allampanato parzialmente morto mi ha proprio presa, tanto che sono stata tre ore di fila attaccata allo schermo del pc per finire la prima stagione.
La mia retina non è più la stessa, ma sono i rischi del mestiere.
Date una possibilità a questo telefilm. Non è la serie più bella del mondo, quella posizione se la giocano Sherlock, Doctor Who e Shameless, ma secondo me merita molto.
O almeno la prima stagione, perché il primo episodio della seconda non mi ha convinta del tutto; il fatto che io abbia ancora solo cinque puntate da guardare mi sta turbando tantissimo, ogni volta che arrivo a questo punto mi dico “Okay Sara, d’ora in poi solo serie tv che hanno minimo otto stagioni da cinquanta episodi l’una!” e poi sbaaam mi ritrovo a guardare miniserie… Ho un problema.

Vi terrò aggiornati sulla seconda stagione. Oppure, viceversa, informatemi voi se l’avete già vista! 😀

Pubblicato in: Senza categoria

Inutilità delle 12:30

Ahhh da quanto tempo! In realtà non tantissimo, ma mi sembra sia passata un’eternità dall’ultimo post. Sarà che ho vissuto un’espreienza extra-temporale al Giffoni che mi ha completamente sballata?
Eh sì, sono andata fino a Salerno per vedere il mio amato Dylan O’Brien, è stata l’esperienza più strafiga del mondo, è passato a pochi metri da me, mi sono sgolata e il tutto è finito in qualcosa come mezz’ora.
Dodici ore di viaggio complessive per quaranta minuti di Q&A.
Son quelle cose.
Comunque posso dire con sicurezza che tornare a casa da Salerno con Ed Sheeran a fare da colonna sonora è un’esperienza catartica quanto deprimente.
Ah, prima che mi dimentichi: Italo, ti detesto e piuttosto che prenderti di nuovo spendo un patrimonio in biglietti di Trenitalia.
Tornare a casa dopo l’esperienza al Giffoni Film Festival… Un dramma. E’ una di quelle cose che vorresti non finissero mai, come il barattolo di Nutella.

Momento di riflessione sulla la gara di ieri  di Formula Uno.
Avevo intrecciato tutto l’intrecciabile nella speranza che Alonso si tenesse in testa ma Tornado Ricciardo è stato incredibile. Gara bellissima, dall’inizio alla fine.

Ah, sto scoprendo le gioie del truccarsi. Cioè seriamente, non avevo mai messo un ombretto prima di qualche giorno fa, mi sento una donna ora. S
Non so metterlo bene quindi è come se una bambina di cinque anni mi avesse pasticciato in faccia coi pastelli a cera, ma secondo me sto facendo progressi, ora so addirittura distinguere ombretti matt da ombretti shimmer.
Credo diventerò una fashion blogger.
Sto proprio dicendo cose inutili, me ne rendo conto. L’obbiettivo che mi pongo per questo pomeriggio è trovare una matita color burro che non costi quanto un televisore al plasma da trenta pollici… Se qualquno sa dove posso trovarne una VI PREGO ditemelo perché sto tipo impazzendo.
Probabilmente mi starà pure malissimo, ma ormai necessito di quella matita. Stupidi bisogni indotti.

Poniamo fine a questo post inutile, alla prossima 😀

Pubblicato in: Bradl, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, Jorge Lorenzo, Marc Marquez, MotoGP, Motomondiale, pagellando la MotoGP, Pagelle, valentino Rossi

Pagellando la MotoGP #Sachsenring: era una gara buia e tempestosa…Ma soprattutto lunga e noiosa.

Ommioddio. Ho finito la sessione estiva, people. Non ci posso credere.
Mi sento una persona nuova, una persona migliore, una persona più leggera! Ma dubito che a voi interessi la mia leggerezza interiore quindi andiamo alle qualifiche, che sono più o meno la solita solfa: Marquez, Pedrosa, Bradl che sentendo odore di casa decide di fare bella figura (almeno in qualifica…) poi Espargaro e le Yamaha a seguito.



Oplà!

Domenica:
Ci spostiamo sulla griglia di partenza dove troviamo…Nessuno.
Ho sbagliato canale? E’ un altro week end?
Ehi, dove sono tutti?! Hanno disertato? Hanno tutti rapito Marquez e ora lo stanno legando a qualche spaventapasseri come nelle confraternite? Vogliono far vincere Bradl visto che corre in casa con le forbici in mano?
Ah no, scusate, sono tutti ai box a fare la gara del canguro, saltando da una moto all’altra come le pulci sui cani. Che paragoni poetici, eh?
Visto che si erano tutti bevuti il cervello per un attimo mettendo le gomme da bagnato, quando si sono resi conto che la pista era asciutta e che rotolavano addirittura balle di fieno qua e là hanno fatto una corsa a cambiare moto.
Quindi qualche pilota parte dalla griglia, gli altri dalla pit, mandando a ‘fanculo il sistema delle qualifiche e anche qualsiasi parvenza di sicurezza visto che sono ammassati come le fan degli One Direction davanti ai cancelli per i concerti e che partono tutti ad muzzum rischiando di toccarsi e passarsi sopra una trentina di volte.
No, no, no. Per me non ci siamo.




Piloti al macello


Partenza in solitaria di Bradl dalla griglia che poi si mette le gambein spalla e si da alla fuga. Io mi immagino l’ansia allo stato brado -o allo stato Bradl?- che doveva avere addosso sapendo di essere braccato da una ventina di piloti imbufaliti.
Ovviamente viene ripreso dopo un nanosecondo da Mister Marquez che lo supera pensando palesemente “ma come, è stato così facile?” e che poi fila via sgommando qua e là-
Jorge è disperso tra la diciassettesima e la novemillesima posizione, Bradl ha inserito la retromarcia senza rendersene conto e va all’indietro invece che in avanti, Valentino supera un po’ a casaccio fino a raggiungerlo e degli altri non si sa molto, forse sono di nuovo al cambiare moto, forse sono andati a casa, forse stanno guardando la gara dal bar…

TurboPedrosa intanto cerca di dimostrare che vale la fiducia della Honda che gli affida la moto per altri due anni raggiungendo Marc e standogli più o meno a distanza di sicurezza in caso Marc frenasse di colpo, mantenendosi a circa mezzo secondo da lui.
Non si sa come o quando ma ad un tratto ci troviamo Lorenzo dietro a valentino in quinta posizione, se avete sentito qualcuno urlare probabilmente ero io, c’è un sorpasso vario tra Bradl e Valentino ma poi in un attimo di puro Lorenzismo Jorge lo sorpassa e si piazza terzo ancorandosi alla sua posizione come un transoceanico al porto di Malta; di tentare di prendere i due evidenziatori arancioni là davanti non ne vale nemmeno la pena considerando che sono già saliti sul podio mentre lui deve ancora finire l’ultimo giro, ma almeno mette un anno luce di distanza tra sé e Valentino in ricordo del 2013.

“Mah, in Moto2 e Moto3 neanche uno spagnolo sul podio, dici che in MotoGP almeno uno è assicurato?”
 



Marc “Germania” Marquez: voto 7 a 1.
Che devo dire, vince, stravince, batte record come se fossero talpe di Acchiappa la talpa.
Imita Valentino e Pedrosa che vanno a cambiare moto, parte dal mucchione improponibile e se ne distacca in un quarto di secondo andando a prendere Stefan così in fretta che se avessi sbattuto le palpebre in quel momento mi sarei persa il sorpasso.

Incredibile.

Dani “finalmente il mio posto” Pedrosa: 9.
Mamma mia. Tra la gara scorsa e questa Pedrosa ha dimostrato un notevole possedimento di attributi, sfrecciando sull’asfalto all’inseguimento di Marc a velocità massima. sorvolando un biliardo di piloti. C’è sempre qualcosa che lo distanzia da Marquez, ma almeno ci sta provando.

Jorge “fuck yeah” Lorenzo: era ora!
Finalmente. FINALMENTE.
Parte dal mucchione, taglia per evitare il traffico ma con una prontezza allucinante lascia subito passare i due piloti come da regolamento, vaga per le retrovie cercando forse la voglia di vincere e ad un certo punto la trova -sta cretina si era nascosta in Germania!- e il caccia-Lorenzo-bombardiere parte e non ce n’è per nessuno, vola avanti come non so che roba e rimane lì, ponendo otto secondi da Valentino.

Valentino “uff” Rossi: Boh.
Non ho ben capito cosa sia successo, sinceramente. Otto secondi da Lorenzo è una mazzata, considerando poi che per fino ad ora era lui quello che faceva podio a manetta in Yamaha… Le condizioni non erano il massimo ma se ce la fa uno soprannominato “baby champion” la tua esperienza millenaria dovrebbe darti una mano. Boh!

Stefan”oh, volevo tornare a casa a guardare la finale” Bradl: 5.
Ha azzeccato le gomme ma la moto era settata per la pioggia. Minchia.
Viene ripreso da un nanosecondo da Marc quindi pensa palesemente “va beh, io torno a casa ad aspettare la finale” e in effetti gira la moto e fila via.

Anche per stavolta basta, vado a guardare Doctor Who. Ora che non ho più esami imminentissimi credo mi darò alla pazza gioia, in più il 21 sarò al Giffoni a urlare “Dulan, sposami, ti prego!”.
A presto!

Pubblicato in: chi me lo fa fare, comico, horror, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, Librando, libri, paura, porcaccia un vampiro, vampiri

Librando: prossimi acquisti italianissimi

E’ estate e la mia vita si alterna tra studio e serie tv (e con “serie tv” intendo Doctor Who, che è spettacolare) con qualche gara o partita -di tennis, non i mondiali- qua e là. A voi come va? Spero tutto bene!
Magari siete già al mare o in montagna, con un buon libro, degli amici stupidi, a bere birra e ascoltare canzoni rock in macchina? Beh, beati voi!
Per l’università mi tocca leggere libri di cui avrei fatto volentieri a meno, come “La peste” di Camus, un sacco di romanzi di Thomas Mann e qualcosa di autori neozelandesi decisamente sconosciuti. Perfino “Cecità” di Saramago si sta rivelando una delusione, e dire che era uno dei pochi che ero contenta ci avessero rifilato.


Intanto la mia wish-list si allunga sempre di più; ad avermi incuriosita in questo periodo sono principalmente due libri, ma la cosa strana è che… *rullo di tamburi, suspance che sale* sono di autori italiani!!

Capiamoci, l’Italia mi piace (gli italiani un po’ meno) riconosco la nostra supremazia in tante cose ma la scrittura, negli ultimi anni, non è stata decisamente il nostro campo. Tra una merda di Moccia, quelle vaccate di libri dei “comici” di Colorado, e la Troisi che personalmente non disdegno ma ha un po’ sfrantecato le balle con le sue saghe direi che non siamo messi benissimo.

Che Giacomo Gardumi ci dia una speranza? Che un coniglio assassino (immagino) sia la svolta?
Vi spiego, stranamente ero in libreria. Stavo spulciando le novità segnandomi qualche titolo sul cellulare quando mi viene un piccolo infarto: un coniglio nero con un’ascia sulla spalla mi sta fissando da una copertina. Okay all’inizio pensavo fosse un lupo mannaro o qualcosa del genere, poi guardando meglio mi sono resa conto che era ancora più sinistro. Sarà che dopo Donnie Darko i conigli non mi ispirano più tutta quella tenerezza…

 

Dalla quarta di copertina:
Un’inaspettata apocalisse distrugge la razza umana e trasforma la terra in un pianeta morto. Sopravvivono quattro piccoli nuclei familiari, rinchiusi in minirifugi atomici nella città di San Francisco. I superstiti possono comunicare tra loro grazie a un trasmettitore satellitare. Improvvisamente gli occupanti di uno dei rifugi cominciano a sentire dei colpi battuti sulla porta, come se qualcuno volesse entrare, benché la telecamera che inquadra la superficie riveli chiaramente che nessuno si è avvicinato. Gli avvenimenti misteriosi si moltiplicano, finché un «coniglio» rosa penetra nel rifugio e compie un orrendo massacro. Gli altri memebri del gruppo si rendono presto conto che il «coniglio» è solo all’inizio della sua missione di morte…

Insomma, sembra proprio fico. L’horror non è proprio il mio genere, ho letto solo qualcosina del Re (Stephen King, ovviamente), ma è giunto il momento di allargare i miei orizzonti!So già che mi pentirò della lettura essendo una fifona di quarto livello, ma ormai ho deciso: alla prima occasione sarà mio. E ogni notte avrò gli incubi, ma sono i rischi del mestiere.

L’altro è un romanzo a cui faccio il filo da parecchi mesi, che non è ancora mio solo per stupidità (mia e delle librerie della mia città): avrei dovuto ordinarlo e attendere un paio di settimane perché fosse mio ma invece di farlo mi son detta “massì, lo troverò in un’altra libreria”. Non l’ho trovato.

Si intitola “Porcaccia, un vampiro!”, l’autrice è Giusy de Nicolo ed è di tutt’altro genere, un fantasy-comico con protagonisti due ragazzi: Ludovico, misterioso e scorbutico vampiro bisessuale, e Andrea, un normalissimo umano un po’ sfigato.
L’idea di una storia di vampiri con battute sarcastiche e idiozie varie&eventuali mi ispira tantissimo, il contorto di storia d’amore sembra fichissimo e sinceramente, se qualcuno non me lo regala al più presto me lo regalerò da sola.

Dalla quarta di copertina“Allora Andrea Magli” iniziò, “ho due possibilità, ti uccido o ti lascio andare. Tu che consigli?” “Io… per favore… non…” “Lo immaginavo” sorrise. Pasta al burro a fine mese. Una città hard rock come Bari. La faida dello zerbino con la famiglia del secondo piano. Andrea “Cespuglio” Magli è uno studente con la sindrome del criceto. Ludovico, dark e fascinoso, sembrerebbe l’ideale per toglierlo dalla gabbia, se non fosse un vampiro pericolosamente bisex e per giunta nel mirino del racket.
Okay concludo anche oggi, se qualcuno ha letto uno di questi libri… Faccio bene a comprarli?? Risparmiate una spesa inutile ad una giovane universitaria squattrinata! Oppure sono bellissimi e devo mollare tutto e fiondarmi in libreria?
Torno sui libri, stavolta quelli di testo, a prepararmi per un nuovo fantastico esame, alla prossima!

Pubblicato in: Cinema, Clint Eastwood, film, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, Jersey Boys, John Lloyd Weber, Vincent Piazza

Cinemando: #Jersey Boys. Quando hai una voce del genere il mondo è tuo




“Oh what a movie, what a night!”

Regia: quel geniaccio di Clint Eastwood
Anno: 2014

Allora, allorissima. Da dove cominciare? Da me che inciampo mentre entro in macchina rischiando di sfracellarmi?
No dai, a voi non credo interessi.
Io partirei da Broadway. Non so se lo sapete, ma io adoro i musical; aspetto i Tony Awards con la stessa impazienza di chi aspetta gli Oscar, che per me sono un gradino meno.
Bene, dovete sapere che a Broadway, da otto anni, va in scena un musical. Un musical su quattro ragazzetti che vivono in un quartiere malfamato di New York che si fanno strada nella vita a suon di musica.
Il titolo? Jersey Boys.
Clint Eastwood, che forse ha preso spunto dall’idea (riuscita malino) di Tom Hooper che aveva fatto la trasposizione cinematografica del musical “Les Miserables”, decide di portare i Four Seasons sul grande schermo.

(Se davvero non sapete chi sono i Four Seasons vergognatevi e cliccate qui e qui )

Toh, John Lloyd Young!


Il protagonista del musical a Broadway? John Lloyd Young, (vincitore di un Tony Award e di un sacco di altri premi).
Il protgonisa del film? John Lloyd Young, sempre lui.


 Queste cose le adoro.
Il re del mondo? John Lloyd Young.

Un’altra cosa interessante è Frankie Valli e Bob Gaudio stessi hanno preso parte come produttori esecutivi a questo film.
Cioè dai che figata fare un film su sé stessi!


Parliamo del film, dai: Jersey Boys ripercorre la storia dei Four Seasons dagli albori alla separazione, fino all’ultima reunion negli anni ’90.
Il film si apre con Tommy DeVito che presenta sé stesso e man mano gli altri personaggi; lui sarà il narratore della storia, della sua storia e di quella dei suoi amici, rivolgendosi di tanto in tanto a noi spettatori della loro vita.
Vediamo Tommy farsi in quattro per tenere il suo amico e protetto Frankie lontano dalla prigione che invece lui e i suoi amici visitano fin troppo spesso, lo vediamo esibirsi con il suo gruppo, lo vediamo fare il cretino con le ragazze.
Vediamo il gruppo formarsi e andare incontro al successo, per poi affrontare alti e bassi con alti molto alti e bassi davvero molto bassi, fino al drammatico scioglimento della band e l’avvio da solista di Frankie Valli.


Lo ammetto, la biografia della band non la conoscevo granchè quindi non so effettivamente quanto abbiano romanzato e quanto abbiano inventato, so solo che funziona. E’ un film che funziona incredibilmente bene.

C’è la parte in cui va tutto alla grande, quella in cui sei in sala
registrazione con loro, in cui parti anche tu per il tour con una giacca rossa e le scarpe nere ai piedi, quella in cui canti davanti alle telecamere.
E poi ovviamente arriva il declino, il momento in cui la facciata cade e lascia il posto ai drammi familiari, alle debolezze personali, e i Four Seasons si sgretolano lasciando solo il leader Frankie e la sua voce meravigliosa a fare tappe in giro per l’America.

Sarà che Clint Eastwood è una garanzia, sarà che mi sono mezza infatuata di Vincent Piazza (e della sua faccia da schiaffi), sarà che detesto la musica che stanno producendo in questi anni e che un ritorno a quella purezza mi ha ridato fiducia nell’umanità, fatto sta che questo film mi è piaciuto proprio. Very good.

Le canzoni piazzate al momento giusto sono una gioia da sentire (“Can’t take my eyes off you” è un trionfo. Tornerei al cinema anche solo per quella canzone, davvero), certe scene -soprattutto nella seconda parte- sono di una soffice drammaticità che non opprime ma che lascia un po’ storditi, la colonna sonora è perfetta… Non riesco a trovare qualcosa che non mi sia piaciuto. Forse è un po’ troppo lungo? Forse un po’ lento in alcune parti? Non so. So che mi è piaciuto, e che i lati positivi surclassano quelli negativi facendoli sparire.
Mi rendo conto che è lungo per essere un film del genere ma sinceramente non mi sono mai ritrovata a guardare l’ora o lanciare i popcorn alle mie compari per passare il tempo. Stavo lì con gli occhi incollati allo schermo, punto.

E alla fine mi sono ritrovata a sorridere come un’ebete. (come al solito, allora)
Bello, bello, bello.
Forse deve piacere il genere. Forse bisogna conoscere i Four Seasons, per apprezzarlo. Questo non posso saperlo, perché le loro canzoni sono nel mio mp3 da anni… Se qualcuno non aveva mai sentito parlare di questi ragazzi ed ha visto il film mi faccia sapere che effetto gli ha fatto, che sono curiosa!

Alla prossima cinechiacchierata 😀

Pubblicato in: Aleix Espargaro, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, Jorge Lorenzo, Marc Marquez, Motomondiale, pagellando la MotoGP, Pagelle, valentino Rossi

Pagellando la MotoGP: Assen(zio) per tutti

*Riemerge da libri di inglese e tedesco*
Buongiorno! Avete presente la sessione estiva? Ecco. Mi sta uccidendo.
Ma svolazziamo in Olanda e piazziamoci comodi comodi da qualche parte, magari con una birra e delle patatine per rilassarci e non pensare all’imminente esame di tedesco che non passeremo neanche per sbaglio.
Mentre tutti ci chiediamo chi e come fermerà Marc Marquez (c’è chi punta su Alvaro, chi sul veleno, io personalmente vado sulla combo micidiale: veleno + Alvaro assoldato da Lorenzo), vedremo chi avrà ragione!
Questa volta non è proprio nel week end che si corre: prove libere al giovedì, qualifiche al venerdì, gara di sabato perché la tradizione olandese così vuole.

Le FPVARIE sono un tripudio di Espargaro che sono fulminei sul circuito, quasi lasciano una scia di fuoco al loro passaggio, ma tanto quelle che contano sono le qualifiche quindi passiamo a venerdì.
Lo streaming funziona malissimo e io clicco a casaccio cercando di non far saltare la connessione ogni due per tre, in ogni caso alle Q1 passano Bautista (che ha già intascato i soldi per il lavoro sporco di sabato) e Crutchlow, che per una volta non è troppo acciaccato.
Le Q2 sono un casino. Il tempo ovviamente è disgraziato e comincia a piovigginare giusto giusto quando i piloti scendono in pista, il che significa solo una cosa:


“Ad Assen ogni giovedì un pilota si sveglia e sa che dovrà andare più veloce degli altri piloti entro due giri perché altrimenti la pioggia renderà tutto un casino.”

Non c’è tempo per andare a scaglioni quindi è come se fosse già sabato: partenza a mille per tutti in modo da strappare il miglior tempo sull’asfalto ancora asciutto.
Marquez fa una cosa impressionante e completamente folle superando in curva quattro piloti come se nulla fosse, tanto che io per un attimo ho pensato che fossimo già in gara, invece era solo Marquez che faceva le sue smargiassate accaparrandosi il secondo posto della griglia. Io gli avrei dato la pole a priori dopo una manovra del genere.
Grande Aleix Espargaro che ha sfruttato la situazione per piazzarsi davanti, Pedrosa terzo, Lorenzo e Valentino arrancavano qua e là chiedendo di poter guidare un motoscafo ma non c’è stato niente da fare.

Sabato, gara: partenza ritardata per pioggia. Che strano, e dire che ad Assen non piove mai!
Quando finalmente ci si decide a partire Valentino è disperso. Non è in griglia, non è ai box, che stia giocando a nascondino? Quando qualcuno urla “tana libera tutti” finalmente scopriamo che Rossi era al pit a cambiare gomme, ma ormai è tardi e deve partire da lì maledendo l’attimo di follia che gli aveva fatto montare le gomme da asciutto.
Parte bene Dovizioso che si lancia in avanti accaparrandosi la prima posizione che gli viene successivamente portata via da Marquez mentre Iannone viene passato da Aleix Espargaro e da Pedro, Lorenzo è sesto ma Crutchlow lo sta già puntando con palesi intenzioni malandrine, Valentino è lontano anni luce; tutto sembra perduto, insomma.
Il sole sbuca fuori a tradimento asciugando il circuito a velocità Marquez (che sì, ormai è un’unità di misura), quindi tutti si fanno una scampagnata a cambiare gomme; Dovizioso approfitta della situazione e svicola via  mentre Marc litiga per un’attimo con la Honda, poi fanno pace e si rimette all’inseguimento del Dovi.
Dietro bagarrano senza pietà Aleix Espargaro e Pedrosa, che a un certo punto quasi gli molla un pugno pur di levarselo dalle scatole. Rossi intanto fa un recupero che neanche Fenati la scorsa gara, prendendosi un allucinante quinto posto.
Lorenzo non si sa dove sia.
Fino all’anno scorso se non l’avessi visto in lotta per il primo posto avrei detto che era già arrivato al traguardo e che si stesse probabilmente cambiando mentre gli altri dovevano ancora finire la gara, ma quest’anno… Quest’anno è quattordicesimo.
D’accordo, d’accordo, non piangerò.


Marc “che sarà mai, son due gocce” Marquez: 200. Come i suoi punti in classifica, porca miseria.
Non solo non importa da che posizione parta o quanti errori faccia in gara, ora non importa neanche se c’è il sole, la pioggia, la neve o uno sharknado in corso.
In qualifica fa delle robe allucinanti, in gara vince alla grande, arriva al traguardo facendomi venire un infarto perché pirleggia a un metro dal muretto mimando un pesce (che poi diciamocelo, non ha piovuto!)… Bravissimo. Oggi sei pure ospite da qualche parte qui in Italia, se domani non avessi un esame verrei a farmi autografare qualunque cosa.
E poi devo dirlo, ogni volta che a fine gara gli chiedono com’è andata lui risponde “abbastanza bene” quando potrebbe tranquillamente dire “otto su otto, zio, ce la fai? Sono uno strafigo!”200 anche per questo.


Andrea “pazzesco” Dovizioso: 10.
Di più non si poteva proprio fare, lui e la sua Ducati hanno fatto il mazzo a tutti.
10 anche per i nervi saldi.
Io sapendo di avere dietro Marc Marquez credo mi sarei lasciata andare ad una raffica di attacchi di panico, invece il Dovi ha guidato benissimo per tutta la gara. Secondo posto meritatissimo, speriamo di vederlo sempre sul podio!

Valentino “Fenati” Rossi: 9.
Si starà mangiando le mani per quella simpatica decisione di cambiare moto a due secondi dall’inizio della gara…Ma partendo da là è riuscito a risalire superando a destra e a manca come un forsennato accaparrandosi la quinta posizione. Pazzesco. Fosse partito insieme agli altri immagino sarebbe arrivato primo due volte, poi si sarebbe diretto in Germania direttamente con la sua M1.

Dani “chi è questo?” Pedrosa e Aleix “Pedrito, ti sfrangoEspargaro: 8.5.
Che. Bravi.
Un sorpasso unico, quello che va forte sul rettilineo, l’altro in curva… Che gara!
Sono molto molto molto contenta di Aleix Espargaro, qualcuno dia una moto ufficiale a quell’uomo!
Dani non ci è stato a farsi mettere sotto (o dietro) da quello straniero, ma Aleix ha lottato con le unghie e con i denti (alla Suarez, insomma)

Super Espargaro alla riscossa

Jorge “…” Lorenzo: desolazione. Non mi vengono neanche battute da fare.
Dice di aver avuto paura perché la pista era bagnata, come l’anno scorso quando si è spiaccicato la clavicola. Cosa si può dire dopo un’affermazione del genere? Niente.
Rispetto.
Non sta correndo per il titolo quindi può permettersi di lasciarsi andare, immagino… Ma certe affermazioni mi mettono ansia. Se cominci ad aver paura non è un buon segno. Jorge, se ti prendessi una pausa ti aspetteremmo comunque tutti a braccia e forse anche gambe aperte.

 

Alvaro “Missione fallita” Bautista: voto basso.
Dopo le qualifiche me lo aspettavo mucho combattivo invece chiude undicesimo… Alvaro pensavamo tutti che avresti demolito Marc! Okay che hai ancora una decina di gare per farlo, però c’erano delle scommesse su di te!

E anche questa è andata. Domani esamone, speravo in una vittoria propiziatoria di Lorenzo ma mi ha abbandonata, quindi lo prendo come un presagio di un imminente bocciatura. Esame di inglese, cominci a farmi paura.
Ci si rivede in Germania tra due settimane!

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Pagellando la MotoGP #Catalunya

Avrebbero potuto fare i medici, vista la calligrafia


Sabato
Ho un’ammissione da fare.
Mi sono persa le qualifiche perché -lo so che sembra strano- ho una vita sociale anche io, e nonostante tutti sappiano che generalmente almeno due week-end al mese io smetto di esistere per il mondo esterno almeno per qualche ora proprio questo finesettimana è stata organizzata una specie di fiera del fumetto. E sì, quando si tratta di fiere di fumetti o serie tv ci sono io, un po’ come dove c’è Barilla c’è casa.
Quindi mentre mi vesitvo-truccavo-cercavo-di-non-accecarmi-con-la-matita guardavo le Q1 ma delle Q2 non ho visto proprio nulla.

Ovviamente mi sono persa delle qualifiche assurde.
 


Non so né come né perché ma la griglia di domenica sarà questa: DANI PEDROSA alla prima posizione. DANI. PEDROSA.
PRIMA. POSIZIONE.
Non Marc Marquez. 

Se fossi stata lì avrei dato un bacio in fronte a Pedrosa. Secondo me non ci credeva neanche lui, si sarà aspettato una Candid Camera? Ho paura che andrà in crisi, alla gara. Non è abituato a non avere qualcuno davanti e di partire così a destra. Penserà di dover girare la moto, me lo sento.

Poi ho scoperto che Marc è caduto a pochissimo dalla fine perché ha zuzzurrellato un po’ troppo, quindi immagino avrebbe fatto l’ultimo giro a velocità supersonica per beccarsi la pole ma si è sfrantecato la tuta contro l’asfalto. Non l’ha presa troppo bene.
Anche Aleix Espargaro è caduto ed è tornato ai box incazzato nero.

Lorenzo secondo, Marquez terzo, poi Bradl e Rossi.
So che Bautista a un certo punto si è sfracellato in maniera anche abbastanza traumatica ma credo niente di grave…

 Domenica, verso le 14.

Si accendono i semafori, si spengono, poi si riaccendono, poi parte stay’n alive perché siamo in discoteca e via, partiti!
Dani parte con uno scatto felino ma Jorge si catapulta in avanti come se non ci fosse un domani piazzandosi primo, Valentino subito dopo, quarto Marquez, di quelli dietro di loro vi giuro che non so niente perché non li hanno inquadrati neanche per scherzo (forse non c’erano neanche), e i quattro piloti bagarrano già dall’inizio superandosi circa settecento volte


Il siluro Valentino che ormai è un tutt’uno con la moto sbaraglia tutti quanti, si posiziona a capo della gara e si prepara a difendere la posizione con qualunque mezzo, ha anche assoldato un esercito per difendere la base, cerca di darsi alla fuga ma rimane braccato dalle Honda e dalla Yamaha di Lorenzo.
A un certo punto da qualche parte imprecisata ci viene detto che Bautista ha fatto game over e sta tornando ai box, intanto nessuno inquadra un cazzo e mandano solo replay a casaccio facendoci vedere a rallenty la crescita dell’erba; Marc decide di fare il kamikaze della situazione e si avventa su Valentino come un leone si butta su una gazzella per morderle una chiappa, ma si rende conto di non poter addentare proprio niente perché Valentino indossa la tuta quindi per noi spiaccicare sé stesso e Rossi si lancia di lato come Buffon quando deve parare un rigore. Tanto siamo in vena di mondiali.

Immagine a caso per spezzare un po’ la monotonia del post

Dopo quella che sembra un’eternità Marc ritrova la voglia di superare e si prende la prima posizione sfrangando il Dottore, che a questo punto prende il Tardis e riappare davanti a lui.
Lorenzo ha smesso di combattere e si è fatto portare dei popcorn e una lattina di coca per gustarsi in tutta tranquillità lo spettacolo che gli si propone davanti, tanto chissenefrega, per una volta che non corre per il titolo lasciamolo in pace.
Pedrosa a sto giro non ci sta di farsi lasciare indietro e spinge come non mai per andare a riprendere Valentino e quel mocciosetto arancione che vuole prendersi la settima vittoria su sette.

Delle retrovie continuano a non inquadrare NULLA e per vie traverse si scopre che Crutchlow esce per problemi elettronici (ma quest’anno finirà almeno una gara? Okay che con i suoi tweet ha vinto il mondiale di simpatia, ma vederlo un po’ in pista non dispiacerebbe…)

Pedrosa in questo week-end deve aver fatto colazione con pane e aggressività perché si lancia, si imbuca, si infiltra di prepotenza dove può e dopo aver superato Rossi punta a Marquez, forse ora che il suo corpo è pieno di ferro si sente Iron Man?!
Fatto sta che a un certo punto, forse per puro masochismo o forse per sete di vendetta, decide di rischiare di fare un macello toccando la posteriore di Marc e finendo in una parte imprecisata della pista, consegnando con garbo la sua seconda posizione a Valentino mentre il suo compare arancione trotta indisturbato al traguardo.
C’hai provato, Dani, alla prossima prova a passargli direttamente attraverso.

Marc “mi do al calcio che ormai le gare sono noiose” Marquez: 10.
Marc? Vai a quel paese.
Fai una gara perfetta e vinci, fai una gara in cui commetti errori ad cazzum e vinci, parti bene e vinci, parti male e vinci. Secondo me puoi anche non partire proprio, vinceresti lo stesso. 

Stavolta Marc va ad esplorare nuovi punti della pista che nessuno ha visto mai, va lungo, va corto, va a casaccio con una benda sugli occhi, fa deviazioni che lo portano in Australia a pescare trote con Stoner ma rimane comunque davanti regalando posizioni come se fossero caramelle per poi riprendersele sgommando qua e là… Honda, hai creato un mostro.
Valentino “Marc, siamo amici ma un po’ ti odio” Rossi: 9.
Ha fatto di tutto e di più, il Dottore. Gara perfetta, semplicemente non ce n’è con la coppia perfetta Marc/Honda. C’ha creduto, noi c’abbiamo creduto con lui ma niente da fare, è sempre bello comunque vederlo tra i primi e combattere per il podio!
(Secondo me prima o poi ridendo e scherzando lo uccide davvero spacciando la cosa per una simpatica burla.)
Vale, io consiglio il veleno

Dani “uomo di latta Iron Man” Pedrosa e Jorge “sì, una coca media, grazie” Lorenzo : 9 a Dani, 6 a Jorge.
Alla faccia del bicarbonato di sodio! Dani, ma sei proprio tu? 
Alle qualifiche ha fatto il colpaccio, in gara non lo vedevo così agguerrito dall’inizio alla fine da non so quanto tempo, cosa gli sta succedendo? Sta subendo una mutazione genetica?
E’ stato morso da un pilota radioattivo?
Parte bene, rimane tra la quarta e la terza posizione e quando tutto sembra perduto e Marquez sembra pronto a vincere Dani si fa sotto e lo sorpassa senza pudore; da lì una lotta che Dani perde solo per la troppa irruenza. Sì, Dani e irruenza nella stessa frase, rendetevi conto.
Lorenzo invece delusione a mille. Parte bene, sta col gruppetto di testa e poi si lascia andare e rimane indietro a filosofeggiare perdendo terreno a ogni curva. Non dirmi che il Mugello è stato solo un caso isolato, non reggerei la notizia.
Ho una teoria!
Secondo me Daniel e Jorge una sera di bagordi si sono guardati negli occhi e si sono detti “vorrei essere te!” come in Freaky Friday e ora Jorge si ritrova nel corpo di Pedrosa e Dani in quello di Lorenzo!

Stefan “scelte azzardate” Bradl: 7.5
Quando ha scelto la gomma “hard” mi sono schiaffata una mano in faccia ma devo ammettere che forse non è stata una mossa sbagliata visto che è riuscito a stare attaccato al gruppetto di testa per un po’; poi si è ricordato che non gli piace la gente ed è andato a farsi un solitario, ma almeno l’abbiamo intravisto.

Bandiera gialla: -10.
Non c’ha capito niente nessuno, nemmeno Valentino che corre da trent’anni. A un certo punto sembrava di essere al mercato delle posizioni, chi ne regala, chi ne prende un etto…

Posso dire anche “grande Bastianini!!!”? Ha fatto una gara pazzesca, più che una bestia è una bastia selvatica, aspetto la prossima gara solo per lui.
Anche per oggi è tutto, linguistica generale mi attende a fauci spalancate come il coccodrillo di Peter Pan aspetta Uncino.

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Love is in the air… O è solo un po’ di vento?

Che periodo!
Devo ammetterlo, in questi giorni non ho guardato film, non ho letto nulla, ho a malapena toccato i testi universitari (cosa di cui mi pentirò enormemente tra due settimane ma ehi, va bene così).
Perché?
Eh.

Non so come definire questa situazione.
Potrebbe c’entrare un esemplare maschio della razza umana, in tutto questo.
In maniera molto vaga eh, non sia mai che io ponga fine alla mia era di single-itudine.


Comunque… Avete presente il post in cui parlavo del mio odio per Whatsapp? Ecco, ora il mio risentimento nei suoi confronti si è come minimo centuplicato, perché sto vivendo quel periodo patetico del “perché è online e non mi scrive?” “Perché è sempre online, non ce l’ha una vita?” “PERCHE’ E’ OFFLINE, CON CHI CAVOLO E’?!”.
Che vita difficile.

Ah, recentemente ho passato una serata a giocare ad astrusi giochi da tavolo, di quelli a cui avevo sempre voluto giocare ma non avevo mai trovato qualcuno con cui farlo, e posso dirlo con una certa sincerità: FACCIO PENA.
Appena devo mettere un minimo di logica in quello che faccio vado in crisi, e un gioco con tre mazzi e delle civiltà da costruire rientra nella categoria di “cose in cui devo mettere un minimo di logica”.

Insomma, queste sono le cose interessanti della mia vita dell’ultima settimana. (Perché sì, Maleficent l’ho visto molto più di una settimana fa)
Sono oberata di studio, sento ogni giorno che potrei letteralmente schiattare per il caldo, cerco di non pensare agli esami imminentissimi perché potrei avere una crisi di nervi.
Passando a cose meno reali ma molto più interessanti vi avverto che ho cominciato Doctor Who in modo serio, non guardando episodi in ordine sparso.

Che figata di serie tv.

Se qualcuno mi chiedesse in questo momento cosa desidero la risposta sarebbe immediata: David Tennant.
In alternativa il Tardis.

Ho anche guardato i Tony Awards, che attendo ogni anno con molta più impazienza rispetto agli Oscar, e fosse stato per me avrebbero vinto tutti per qualunque categoria.
Hugh Jackman è tornato a presentarli ❤
Neil Patrick Harris STELLARE, Idina Menzel (o Adele Dazeem, che dir si voglia -cit John Travolta-) incredibile, James Iglehart MAGICO, l’esibizione di “A Gentleman’s Guide to Love and Murder” mi ha fatta scompisciare, e a fine nottata avevo solo un pensiero: VOGLIO ANDARE A BROADWAY.
Spero che a Londra arrivino tutti questi nuovi musical perché sembrano tutti bellissimi e io voglio spendere tutti i miei risparmi in biglietti di teatro.
Se avete tempo e vi piacciono i musical o il teatro in generale o la musica o semplicemente l’arte, cercate le esibizioni dei Tony Awards 🙂

Concludo perché è quasi l’una e domani devo assolutamente alzarmi per studiare un po’ di grammatica tedesca. La morte, insomma.
Spero che voi abbiate una vita più attiva e un po’ meno sfigata della mia, sentitevi liberi farmi sapere i vostri giochi da tavolo preferiti, chi avrebbe dovuto vincere un Tony Award e non l’ha fatto o viceversa, oppure semplicemente qualche sclero Whoviano.

Ci sentiamo domenica o lunedì con il #Pagellando la MotoGP!

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Cinemando #Maleficent: Angelina, sposami.


Sono innamorata.
E dire che a me Angelina Jolie non è mai piaciuta particolarmente dal punto di visa fisico. Ero quella che al “ma è la donna più bella del mondo!” rispondeva con una faccia scettica. Con quella mascella enorme e le labbra rifattissime non era proprio il mio tipo.
Ma in questo film, con quelle labbra rosso scuro, quegli zigomi allucinanti e quegli occhi che più post-prodotti di così si muore… mi ha stesa. Malefica, sei bellissima.
Ha tirato fuori la parte omosessuale di me, che ci devo fare, è stupenda.

A parte la mia stracotta parliamo di Maleficent, il nuovo film Disney sulla perfida Malefica, la strega cattiva de “La bella addormentata”, che al contrario della protagonista non mi è piaciuto da impazzire.
Non mi chiederò perché abbiano lasciato il titolo in lingua originale quando di solito traducono anche le virgole, dico solo che per noi che la strega la conosciamo con il nome di “Malefica” forse sarebbe stato meglio tradurlo. Mah…

Il film si apre con una strana creatura in una strana contea; questo giovane essere alato è una fata, la più potente di tutte, e la sua vita procede in modo tranquillo fino a che un umano varca la barriera e lei va a vederlo. Ovviamente scatta l’ammmore nonostante questo ragazzetto smunto non sia niente di che e cresca decisamente male.
Sbalzo temporale di parecchi anni, entrambi sono adulti, lui passa le sue giornate nella sua contea, Malefica svolazza qua e là circondata da mostriciattoli vari ed eventuali fino a che il re del regno umano non tenta di conquistare quello fatato e lei sbaraglia il suo esercito come se nulla fosse.

Prima di schiattare il re assicura di lasciare in eredità il regno a chiunque ucciderà Malefica. Stefano (cioè, seriamente, Stefano? Non mi traduci Malefica e mi traduci Stefano? STEFANO!? ) attirato dall’idea di diventare re decide di tarpare le ali (in senso letterale) alla povera fata che giustamente si incazza e decide di vendicarsi. Quando nasce la figlia di Stefano lei irrompe alla cerimonia e maledice la piccola creatura e bla bla bla, sedici anni, puntura con un telaio, bla bla bla, sappiamo tutti in cosa consiste la maledizione.
E’ da qui in poi che il film stravolge la trama che tutti noi conosciamo presentandocela in una chiave nuova e, devo ammetterlo, originale.
La piccola Aurora viene mandata insieme alle sue tre irritanti fate madrine in un rifugio in modo che  la tengano al sicuro per sedici anni e un giorno, ma su di lei veglierà una quarta persona: Malefica.

Io mi rendo conto di concentrarmi su cose stupide, ma una cosa devo dirla.
Re Stefano, posso dirti una cosa? Non che io sia una mente superiore, ma…Se la maledizione scatta precisamente quando compie sedici anni… COSA LA FAI ANDARE A VIVERE DA UN’ALTRA PARTE PER TUTTO IL RESTO DEL TEMPO?!
Tienitela a casa e falle scrivere millemila volte “non devo toccare le cose appuntite”! Fasciale le mani per ventiquattr’ore allo scoccare del suo compleanno! Chiudila in una bara in versione vampiro!

Per tutta la prima metà del film il mio giudizio era negativo. Le mie amiche mi avrebbero volentieri tappato la bocca con il cestello dei pop-corn se fosse stato vuoto quando ho detto che non mi stava piacendo.
(Ci rendiamo conto che non so come si chiami il coso dei popcorn? Qualcuno mi illumini.)
Sorvolando sulla mia ignoranza e sul mio lessico limitato torniamo al film: la prima parte è un saltare da un anno all’altro senza sosta. Un attimo Aurora ha due anni e quello dopo ne ha tredici… Boh. Già questo non mi ha

Insomma, la prima parte è senz’anima.
Sicuramente ci sarà un termine tecnico per indicare quello che intendo dire ma non saprei come altro esprimermi. Non mi sono sentita coinvolta nella vita dei personaggi nemmeno per scherzo, guardavo Aurora e Malefica interagire ma non si è mosso niente dentro di me.
Forse sono semplicemente una persona orribile.

La seconda parte si riprende, sarà che non ci sono più salti temporali sparsi ma solo scrosci di eventi in più o meno rapida successione. Bella la svolta che prende la storia, bello il bacio del vero amore, bella Malefica… Ma io mi aspettavo altro. Mi aspettavo più retroscena, più prequel, più “perché Malefica è diventata malvagia”. Invece nada.
Uff.

Insomma, voto complessivo? 6.5. Perché la prima parte non mi è piaciuta e la seconda non può compensare la mancanza di sentimenti della prima ora, né i trailer ingannevoli mandati a ogni ora del giorno e della notte.

Morale del film: non lanciate sortilegi potenzialmente mortali o simil-mortali in preda a deliri di vendetta perché potreste pentirvene.