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Anziani d’oggi

Brad ed Angelina si sono sposati. Ecco cos’era quel rumore di cuori infranti, ed ecco spiegati i pianti disperati di donne e uomini di tutto il mondo.
Sono una persona cattiva&cinica se dico che non mi piace il velo di Angelina? Sì? Va beh.

Bell’idea eh farlo decorare dai figli, avessero avuto dei piccoli Van Gogh sarebbe stato stupendo. Un velo stellato. Invece sono scarabocchi molto simili ai miei.
Deve amarli tantissimo, io al mio matrimonio (se mai ci sarà) dovrò essere impeccabile.
Una lady.
Niente omini stilizzati sul mio vestito né fiori sghimbesci. Magari qualche diamante qua e là, giusto per volare basso.


Frivolezze a parte, passiamo ad oggi.
Argh.

Sto per implodere, perché esplodere sarebbe troppo impegnativo.
Due ore a girare per negozi alla ricerca di un paio di pantaloni a vita altissima, più o meno altezza mento, a quanto pare introvabili. Perché non li ho trovati.
Due ore.
Niente pantaloni.
Game over, nervosismo livello 2000.
Quindi sfogherò la mia notevole irritazione parlandovi (male) di una cosa. Anzi, di qualcuno.
Degli anziani.
Perché tutti dicono “eh, i giovani d’oggi…” per poi partire coi rimproveri, ma io non ci sto. Perché i giovani d’oggi sono principalmente teste di cazzuola, ma gli anziani d’oggi sono degli strofinacci mica da meno.

Perché l’immagine dell’anziano medio è quello del vecchino secco e canuto seduto su una panchina a dispensare consigli, e la nonnina è quella piccolina e fragile che bisogna aiutare ad attraversare la strada.
Ma non è più così. Quelli sono rari. Esemplari che il WWF dovrebbe proteggere.
Oggi le nonnine sono per lo più dei pesi massimi che si buttano in mezzo alla strada a chilometri di distanza dalle strisce, spesso pure in curva, pretendendo di non essere nemmeno strombazzate.
I vecchietti sono sì sulle panchine, ma più che consigli dispensano fischi di apprezzamento e commenti volgari alle belle ragazze.
Sono quelli che fanno le scenate nei negozi, rispondono male perché abusano del diritto di anzianità.
Sono quelli che in coda ti passano davanti senza chiedere né il permesso né scusa.
Sono quelli che sul treno becchi a parlare a voce altissima di quanto disprezzino gli extracomunitari e gli omosessuali. (in treno ho avuto un’epica discussione con una donna  che sosteneva “l’Italia agli italiani”. E suo figlio lavorava a Londra.)
A tutti questi dico una cosa: grazie. Perché mi fate capire esattamente come non voglio diventare, stronzi.

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Lista di cose irritanti #1

Non avendo ancora serie tv, libri o film di cui parlare perché è un periodo un po’ di magra, quindi parlerò di cose a caso.

La prima che mi viene in mente è: che fine ha fatto mia mamma? E’ uscita un’ora fa con il cane e da allora non ho più sue notizie. Madre, se leggi queste righe, rispondimi al cellulare che ti devo parlare.
Un’altra cosa che sento di voler condividere è che voglio un paio di Jeffrey Campbell Lita. Sì, quelle scarpe brutte, grosse, volgari, col tacco alto quanto un grattacielo… Le adoro. Le voglio. I NEED IT.
Mi rendo conto che la popolazione mondiale o le ama o le odia, e che la maggior parte delle persone le odino, ma io credo di esserne innamorata. Peccato costino più o meno quanto un cucciolo di bassotto, e che con duecento euro mi potrei comprare un bastimento di barattoli di Nutella… Non credo saranno mai mie.


Lista dei cinque categorie di persone che mi irritano a morte:

1) quelli che attraversano lentamente sulle strisce.

Non so voi, ma ogni volta che qualcuno ferma la macchina per farmi passare entro per dieci secondi in modalità Bolt e attraverso a velocità supersonica, che sia sulle strisce o meno. (poi effettivamente collasso per il troppo sforzo, ma questa è un’altra storia)
Invece quando sono in macchina -con altra gente, visto che io ancora non guido- sembra che le persone diventino cretine tutto ad un tratto quando devono attraversare. Prima erano tutte un “sono in ritardo, devo scappare, scappare, scappare!” e poi in mezzo alla strada se la prendono comoda. Mangiano il gelato, scrivono le loro memorie, guardano l’orizzonte pensando ai bei tempi andati… Quando avrò la patente vi darò dodici secondi, dopodiché accelleratore a tavoletta.

2) Quelli che “mi scusi, uno sconto?”
Io non sono una commessa, ma se lo fossi pretenderei di avere una mazza da baseball da usare con determinati clienti. Non so quante volte mi è capitato di essere in coda e beccare davanti a me il più furbo dell’universo: quello che chiede lo sconto. Su qualunque cosa, in qualunque periodo, anche per pagare un caffè.
Penso di parlare a nome di tutte le commesse del mondo: ma col cazzo.
Scusate la volgarità ma io le vedo le facce dei commessi quando si sentono fare queste domande, se potessero uscirebbero dalla loro pelle come i pitoni.

3) Quelli che ” io non ho niente contro i gay MA…”
No.
“Ma” una mazza. Se dici “ma” perdi tutta la credibilità che nel tempo avevi acquisito. Non possono esserci “ma” in una frase del genere, è come se dicessi “mi sei simpatico MA ti investirei con un trattore”, ha senso?
Evitate, please. Piuttosto dite “sì, sono una persona orribile e ignorante quindi non “, così vi beccate qualche dito medio e finisce lì.

4) Gli anziani o le famiglie con bambini al mercato
Questa è una categoria a me insopportabile. Tu stai camminando per il mercato/fiera quel che è e all’improvviso SBAM: via bloccata.
Da chi? Da un gruppo di anziani intenti a fare a gara a chi ha più acciacchi. Oppure da una madre con il gregge di figli che ha incontrato un’altra madre con annessa mandria. E non è che stanno tutti da un lato, in un angolo, no! Loro stanno agglomerati proprio in mezzo alla carreggiata, così che per passare o prendi un asta e ti dai al salto in lungo e in largo -nuova specialità- o li abbatti con una palla da bowling.
Ma io dico.
Levatevi da lì.
Andate al parco. Andate al bar. Andate al diavolo. Ma non state in mezzo alle balle per ciarlare di cose inutili, non potete bloccare la viabilità così! Bisognerebbe scacciarvi come si fa con i piccioni.

5) Quelli che fanno gli acidi su Facebook
Quindi sì, probabilmente anche tu che stai leggendo in questo momento.
Facebook è un fioccare di acidità, di melensità, di cattiveria e di stupidità. O volano insulti o volano complimenti che nemmeno a Miss Italia. Calma. Date la giusta forma e la giusta importanza alle parole. Non scrivete stati in cui fate capire palesemente quanto superiori a tutti voi vi sentiate.
L’acidità lasciatela agli yougurt, al limone, non ai vostri messaggi. Perché fate veramente venire voglia di commentare scrivendo “togliti quel palo da lì”.

Okay per oggi credo possa bastare, mi sono già tirata addosso l’ira di abbastanza gente… Anche a voi fanno arrabbiare queste persone? O c’è qualche altra categoria che proprio vi fa uscire dai gangheri? Fatemelo sapere! 😀
Vado a finire di preparare la roba per il Giffoni visto che parto dopodomani e ancora non ho preparato