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La storia della mia depressione, parte 1

Buongiorno miei adorati Spelacchiati, come state?
Oggi vorrei fare un post diverso dal solito imbecille a cui vi sto abituando con la mia idiozia.
Oggi vorrei iniziare un racconto serio della mia depressione. Non so perché, forse sto cercando di capire come raccontarla a Mr Batterista, forse le sedute con la psicologa stanno andando bene e voglio guardare da dove sono partita. Forse spero che anche soltanto una persona leggendo queste righe possa sentirsi vagamente meno isolata.
Insomma regà, oggi peso. Vi chiedo già scusa, e se non avrete voglia di leggere avete tutta la mia spelacchiatissima comprensione.

Cominciamo?
Via.

Non so bene quando sia cominciata questa cosa. Questa sensazione spossante di stanchezza, di noia, di non voler far niente. Può essere che sia stata sempre così, fin da bambina, una specie di tratto caratteriale bislacco che poi si è evoluto in qualcosa di decisamente problematico.
Credo di aver cominciato ad avere un problema all’ultimo anno di liceo: ero sempre stata una studentessa bravissima -matematica a parte, facevo, faccio e farò per sempre cagare coi numeri- e all’improvviso ero svogliata e sbuffavo quando i professori mi chiamavano. Dormivo poco e male, prendevo voti più bassi e stavo spesso a casa.
Poi è iniziata l’università, io dormivo sempre peggio tanto da passare notti di fila insonni; una volta è venuta la guardia medica a darmi una specie di sedativo, non ricordo bene, perché avevo tremori incontrollabili e mi sembrava mi si stesse spaccando il cranietto dal mal di testa. Non dormivo da più di 50 ore.

Piangevo ovunque. Appena ero da sola scoppiavo in lacrime. Sul treno per tornare a casa, in bagno quando mi ci rifugiavo durante le cene, di notte nel mio letto. Con gli altri cercavo di dare una parvenza di normalità, anche se non ero più la persona solare di sempre.

Passano i mesi e gli anni, e io mi ripetevo che era una fase, un “momemento no”.
Solo che era molto peggio di un momento no.
Era come se tutte le emozioni positive le sentissi molto attenuate, come se a viverle fosse un’altra persona, mentre quelle negative mi travolgevano con intensità moltiplicata per dieci. Insomma, ‘nammerda.
Mi capitava quello che si chiama “depersonalizzazione” o “derealizzazione”: mi sentivo fuori dal mio corpo. Non ero io a vivere le situazioni, era come guardare un film. Un film tra l’altro particolarmente noioso, e io ero sempre sul punto di addormentarmi; mi sentivo in un limbo strano, molto distante da tutto.
“Ma queste persone stanno parlando con me? mi hanno chiesto qualcosa? Non mi ricordo cos’ho fatto dieci minuti fa. Dov’ero ieri a pranzo?”.
E’ una sensazione quasi inspiegabile a parole, me ne rendo conto.
Non ero più io, ero un fantoccio che si muoveva e respirava per inerzia.
Pensavo che avrei vissuto così per sempre, senza sentire niente se non angoscia e disperazione.
Credo che disperazione sia la parola che nei primi mesi ho usato più spesso durante le sedute con la psicologa.

In tutto ciò l’estate di quattro anni fa ho deciso di andare a fare una vacanza studio, un mese e mezzo in Germania. Volevo lasciare tutto indietro, pensavo che una scossa mi avrebbe aiutata. Sapete, tutta quella roba del “rimani in movimento bla bla bla”, ma vaffanculo. Volevo solo dormire tutto il giorno. Volevo stare sdraiata per terra a fissare il soffitto, ed effettivamente era quello che facevo la maggior parte del tempo.
Il viaggio in Germania comunque mi ha fatto peggio: lì ho avuto la prima crisi suicida vera e propria. Non ho provato a togliermi la vita, ma c’è stato un momento in cui l’idea è stata spaventosamente concreta, non più una vaga ipotesi che turbinava qua e là nel mio piccolo, chiaramente bacato cervelletto sottosviluppato.

La cosa più assurda della mia storia credo sia questa: la prima persona che si è accorta di come stavo è stata il professore del corso di tedesco lì a Friburgo.
Mi vedeva ogni giorno per quattro ore al giorno, pochissimo tempo rispetto ai miei amici e parenti, eppure dopo due settimane siamo andati tutti quanti a bere una birra in un posto con una vista spettacolare; ero in coda per prendermi una birra quando il professore mi ha fatto cenno di avvicinarmi.
Abbiamo parlato. Mi ha spiazzata. Con lui non avevo mai parlato di niente, soltanto le frasi esemplificative a lezione, eppure aveva captato qualcosa.
Dal nulla ci siamo isolati a un tavolo e mi ha raccontato con calma e intensità di come sua madre gli avesse salvato la vita trovandolo in piedi su una sedia con un cappio al collo. Aveva legato la corda a una trave della soffitta.
Mi ha detto che certi dolori li riconosci. E’ stato il primo -e forse l’unico, ora che ci penso- a dirmi che mi serviva una mano.
Sono tornata all’appartamento piangendo, e con la consapevolezza spaventosa di avere un problema.

Poi sono tornata in Italia, e qui ho conosciuto la persona che più mi ha fatto bene e male allo stesso tempo in quel periodo; ne avrò parlato un sacco qui sul blog, lo avevo soprannominato Il Pirla perchè lo amavo e lo odiavo contemporaneamente e lui se ne stava in balia delle mie emozioni senza fare nulla.
Non abbiamo mai avuto una storia, ma quello che avevamo era malsano, ora lo vedo. 

Lui era esattamente quello che cercavo inconsciamente: un continuo, costante ribadire che io non ero abbastanza.
Non a parole, quello mai.
Ma con lui sono stati mesi e mesi di “mi piaci tantissimo, ma non possiamo stare insieme” “vorrei davvero, ma è meglio di no”, che nella mia testa era un logorante, estenuante: non sei abbastanza. Abbastanza cosa? Abbastanza tutto. Qualunque aggettivo positivo potesse venirmi in mente, io non lo ero.
Non ero abbastanza: carismatica, intelligente, carina, atletica, interessante, amabile audace, intraprendente, divertente, attraente.

Non ero niente e non mi sentivo niente, e mi sembrava semplicemente ovvio che lui non mi desiderasse, che non volesse nemmeno provare a stare con me. Perché non ne valevo la pena. Tutt’ora ho questo pensiero: non ne valgo la pena. E’ abbastanza difficile convivere con questa convinzione, ma ci sto lavorando.
Insomma, lui era quello che mi serviva per rimanere a galla: era una boa nell’oceano in tempesta che era il mio cervelletto depresso; sapere che l’avrei visto il giorno dopo o nel weekend mi faceva andare avanti; ero impaziente all’idea di incontrarlo. Allo stesso tempo era la persona peggiore che potessi trovare, perché ha reso le mie insicurezze ancora più solide e più difficili da estirpare.

In realtà ci facevamo del male e del bene a vicenda.
Lui con me parlava di quante volte aveva pensato di impiccarsi in salotto, io gli confessavo di quella volta in cui ero stata sveglia tutta la notte pensando di tagliarmi le vene con il cotlello da cucina del mio coinquilino a Friburgo.

Non sapevamo come uscirne, però stare insieme ci faceva bene.
Con lui mi sentivo a posto, poi tornavo a casa e mi demolivo ogni volta di più.

Alla fine ho deciso di andare in terapia.
Credo che la prima telefonata, quella per prendere appuntamento per la prima seduta di psicoterapia, sia stata una delle più difficili della mia esistenza spelacchiata. Voleva dire arrendersi all’idea di avere un problema, cosa che io continuavo a negare a me stessa.

Non mi sentivo meritevole nemmeno di avere una malattia mentale.

Fine prima parte

Regà, che pesantezza eh?
Chiedo venia. Non so, oggi sono in modalità “flusso di coscienza palloso e melodrammatico”.
Non sono sicura di scrivere la seconda parte, forse non interessa a nessuno ed è un’agonia starmi a leggere quando scrivo cose serie, BOH! Se vi va ditemi la vostra.
Ovviamente mi farebbe piacere leggere i vostri commenti spelacchiati, di qualunque natura: sia cose serie sia cose imbecilli per tirarmi fuori da questo viale dei ricordi.
In ogni caso, vi attendo con impazienza.
Buona serata Spelacchiati miei, hasta la pasta!

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Ciance sparse: ansia sociale e domande cretine

Io avevo fatto un fioretto, avevo promesso a me stessa di non parlare di politica per un po’. Possibilmente per una trentina d’anni, che mi viene il sangue praticamente radioattivo quando ci penso.
PERO’.
Ora.
A me va bene tutto.
Non c’è più Giuseppy del mio cuore, okay. C’è Drogon al suo posto, va bene.
PERO’.
CAZZO.
GIURO CHE AVREI ACCETTATO QUALUNQUE COSA SENZA BATTERE CICLIO.
MA BRUNETTA?
R E N A T O B R U N E T T A?
DAVVERO?
Puoi tu, Drogon dei miei stivaletti, mettere Brunetta come ministro e aspettarti che io non scleri?
Suvvia.
LA GELMINI? SERIAMENTE?
Mah.
Posso dire solo un flebile, appena sussurrato “ma vaffanculoooooo”? Mi è concesso?

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Stasera è una di quelle sere in cui sono sversa e vorrei essere un serpente. Ora, non dico un cobra reale o un fighissimo boa costrictor (io mi limito ad avere l’aspetto di una boa di quelle che trovi in mare), mi accontenterei di essere una viscida biscia o qualcosa del genere. Una lucertola zoppa. Un vermetto dell’hummus.
In realtà mi basterebbe essere un qualunque esserino in grado di cambiare pelle.
Non parlo di pelle fisica, mi sono ormai arresa alla mia totale mancanza di tette (e mi sto anche affezionando alle scollature vertiginose che posso sfoggiare con il mio petto di pollo), mi riferisco a una pelle mentale che mi renda un filo meno incapace di gestire le situazioni della vita.
Argh.
Ho presentato Mr Batterista a una coppia di amici e ho passato il tempo in un imbarazzo così totale e assoluto che se avessi potuto far aprire una voragine nel terreno e farmici risucchiare l’avrei fatto immediatamente.
Uno zombie al contrario.
Uno eibmoz.
… Ma capite che non cancello nemmeno ‘ste vaccate e le pubblico? Chissà se ho mai avuto una dignità.
Poi io quando sono veramente in imbarazzo non sono nè tenera nè simpatica, divento una capra ignorante, mi do al silenzio non selettivo: sto zitta a priori, chiunque sia il mio interlocutore. Non seleziono proprio niente e mi limito ad essere un camaleonte che passa tutte le sfumature di rosso.
Uno spettacolo orripilante, oltre che assolutamente insensato.
Immaginate di essere in compagnia a prendere un caffè e di punto in bianco una comincia a boccheggiare come una trota arenata sulla sabbia divendo di colori improbabili in volto, dando prova di evidentissimi disagi psicologici meglio chiamabili “mentecattismo”.
C’era solo da chiamare la neuro, ve lo dico io. Oppure prendere un badile e porre fine alle mie sofferenze, cosa che avrei molto gradito.

Ora visto che non avevo niente di cui parlare ho deciso di cercare delle domande assolutamente inutili che non vi dicano niente su di me se non che sono deficiente nell’anima.

1.quale parte ti piace di più del corpo umano?
Il belino
Ovviamente il cervello. Per chi mi avete presa, piccoli infingardi malpensanti? (Cioè che arrivate direttamente da Malpensa, intendo).

2. e del TUO corpo?
Sempre il belino
L’unghia dell’alluce. Alluce sinistro, l’altra è un po’ incarnita.

3. quale parte del corpo ti piace di più toccare?
Devo davvero dirlo di nuovo? 
La punta del gomito.

4.quale parte del corpo ti piace di più farti toccare?


La gola, possibilmente con una presa ferrea che ponga fine alle mie sofferenze su questo pazzo pianeta.

5.lo sai che se hai risposto viso, o mani, sei un ipocrita?
Ma tu che cazzo vuoi?

6.ti è mai capitato che ti cadesse l’occhio proprio su di un punto un pò intimo di un estraneo mentre parlavi con lui?
Sì ma poi l’ho sempre raccolto, non volevo lasciare il mio bulbo oculare lì… sarebbe stato un po’ macabro.

7.hai mai toccato qualcuno in quel punto per sbaglio?
“Per sbaglio”, ceeeeerto. Sbaglissimo.
Volevo accarezzargli la testa e invece la mano ha deviato verso l’incavo del ginocchio. Ah non intendevi quello con “in quel punto”?

8.Hai mai avuto a che fare con una mano morta indesiderata?

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Lei? Sempre

10.e tu hai mai fatto la mano morta a qualcuno?
No, ma la mano viva sì.

12.sei mai stata attratta da un animale?
… Lo so che la risposta giusta sarebbe “NO MA CHE DOMANDA E’, CHE ORRORE” però brutti bislacchi possiamo parlare un attimo di Kovu de Il re leone 2 o la Bestia di La Bella e la Bestia???? Addio

14.hai mai chiamato qualcuno nell’intimità “mio stallone imperiale!”?
La domanda giusta è se è mai capitato che non lo chiamassi così.
Durante gli amplessi sono tutta un “Oooh, Spirit cavallo selvaggio, uuuh, Furia cavallo del weeest…Sì, Flicka spirito libero!”

15.hai mai dato soprannomi a parti del tuo corpo?

No ma ora penso che chiamerò il mignolo del mio piede destro Gino.

18.Che parte del tuo corpo cambieresti?
Trasformerei un rene in un fegato così da averne due e poter bere il doppio. Oppure parte di stomaco in un polmone aggiuntivo.

20.che parte del tuo corpo viene più apprezzata?
Nessuna, faccio espletare i propri bisogni fisiologici sotto ogni punto di vista, di udito, di tatto e di qualunque altro senso.

22.in che parte del tuo corpo vorresti che qualcuno mangiasse sopra?
“Oh sì, mangiami sull’orecchio, di piùùùùù! Sgranocchiami nel timpano”

25.hai mai partecipato ad un concorso di miss maglietta bagnata?
Credo mi verrebbe categoricamente impedito di partecipare, sarebbe istigazione al suicidio. Vedermi con una maglietta bagnata è una visione troppo raccapricciante per chiunque.

26.hai mai visto qualcuno nudo provando ribrezzo?
Un lombrico. Letteralmente, non sto facendo riferimenti ambigui!
…Okay, ora li sto facendo.

27.ti ha mai visto nudo qualcuno e ha provato ribrezzo?
Penso che chiunque mi abbia vista nuda abbia provato ribrezzo e sia stato scosso da incontrollabili conati di vomito. Povero Mr Batterista.

28.hai mai baciato un cane?
No ma ho limonato con un armadillo.

29.qual’è la cosa più stramba a cui riesci a pensare che il tuo corpo possa fare?
Mi balla l’occhio ogni tanto, a volte la samba a volte la bachata. Stiamo lavorando sul tango.

30.hai mai chiamato per sbaglio il tuo partner con il nome di qualcun altro mentre eravate in intimità?
Nell’intimità no, ma mi è partito un “non fare l’idiota, *nome sbagliato*.
A parti invertite io avrei dato vita ad una mattanza di dimensioni epocali, lo avreste dovuto raccogliere con la paletta e poi fare un puzzle per ricomporlo.

34.credi che ti abbiano mai coccolato per pena?
In ventisei anni credo mi abbiano coccolata SOLO per pena

35.hai mai giocato al gioco della bottiglia?
No perché se vedo una bottiglia mi ci attacco e basta e se qualcuno prova a rubarmela lo mordo.

36.ti è mai capitato di baciare il tipo figo della compagnia?
Con anni di distanza, ma sì. Grandi rivincite.

37.hai mai baciato il tuo migliore amico?
No perché non ho amici, figuriamoci migliori.

38.Hai mai fatto eccitare qualcuno senza volerlo?
Non ci riesco neanche volendo, figuratevi.

40.ti è mai venuta una reazione strana mentre eri a telefono?
Ma tipo? Una colonia di stafilococchi nell’orecchio?

47.Hai mai avuto dei pensieri piccanti su una persona molto più grande di te?
Beh qua c’è da stendere una trapunta double face pietosa.

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Bene ragazzuoli miei cari, so che questo post non ha arricchito per nulla la vostra vita ma sentivo di volerlo condividere. Vi ringrazio tantissimo per tutti i vostri commenti spelacchiati, siete la cosa che più mi distrae quando ho i miei momenti bui e ve ne sono estremamente grata!
Voi come state invece, miei piccoli prodi? Come vi state barcamenando in questo continuo delirio? Narratemi di tutto e di più, scambiamoci delle ciance! E ovviamente se vi va rispondete a queste domande bizzarre, che io vi leggo sempre.
Hasta la pastaaaaa

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Ciance sparse: infiltrata nella Batt-Family

Ragazzi, sono dentro.
Sono un’infilatrata, anzi, un’infiltrazione; avete presente quelle muffe schifose che si nascondono in qualche anfratto e poi si espandono senza dare nell’occhio e tu ti accorgi di loro quando ormai è troppo tardi? Ecco, sono proprio io con Mr Batterista.
Sono una muschia.
Prolifico nell’oscurità, anzi, per citare qualcuno “con il favore delle tenebre”.

Nelle ultime settimane Mr Batterista mi ha più volte invitata a cena con la sua famiglia tanto che ormai ho conosciuto l’intera Battery Family e conto di accollarmi come una patella sullo scoglio; dovranno usare martello e scalpello per disfarsi di me, e comunque cercherò di lasciare rimasugli di guscio e puzza di pesce ovunque, solo per dare fastidio e rendermi difficile da dimenticare (che poi la mia faccia da schiaffi è comunque difficile da rimuovere, credo stia ancora tormentando gli incubi di molta gente che ha avuto la sfortuna di incontrarmi.)

Dunque.
L’idea di conoscere la sua famiglia per la prima volta mi ha provocato due reazioni ben distinte: una è quella patetica, ovvero emozione a mille perché “ma che carino vuole che io faccia parte del suo mondo e non si vergogna di me che cosa bellina è completamente pazzooooo” e l’altra è stata panico mista a fifa blu perché sono la persona meno adatta ai contesti sociali che l’universo abbia mai conosciuto.
Con le persone divento un gamberetto che cammina all’indietro per allontanarsi senza dare nell’occhio, solo che camminando senza guardare dove vado finisce che travolgo di tutto ruzzolando dolorosamente e attirando l’attenzione di tutti con la mia somma goffaggine.
Cioè io sono la tipica persona che dice le cose sbagliate al momento sbagliato e soprattutto alle persone sbagliate. Sono una gaffe che cammina.
Se fossi un animale sarei una gigaffa.
(Ragazzi qualcuno mi tolga questa tastiera, scrivo cose troppo imbecilli)

La sera in cui mi ha presentata in famigghia ero tutta timorosa e con la coda bassa, tipo un cane randagio che non ha idea di come si sta in gruppo, potendo mi sarei accucciata sotto una sedia… e invece ho presenziato a tavola come le signorine educate, cercando di mangiare con le posate, pulirmi la bocca col tovagliolo, e di non ruttare come un macaco insubordinato.
Ho cercato di comprare subdolamente il loro affetto dando una mano in cucina e portando i pasticcini per il dopocena, tentando di mascherare il fatto che fossi un piccolo invertebrato in imbarazzo; il problema è che mi hanno fatto domande assurde, cose per cui non ero minimamente preparata, e ho perso l’uso della parola.
Vi faccio alcuni esempi, così capirete che sono stati veramente spietati nei miei poveri confronti:
“E tu Sara quanti anni hai?”
Panico.
Vuoto pneumatico.
Criceto nel cervello che squttisce e poi muore di infarto. 
Rispondo.
ACOIFDFOFQW.”
Ehm…Okay… E, dicci, cosa studi?”
“OPRILòKSADBC”

A questo punto avrei voluto prendere una forchetta e conficcarmela in una gamba, possibilmente centrando la femorale e schiattando tra atroci sofferenze.
“E come vi siete conosciuti?”
“SU TINDER, VOLEVAMO SCOP-Ehm, coff coff…Ci siamo galantemente conosciuti tramite i social network, ora perdonatemi, devo chiamare Oxford perché sono una lady posata, elegante e raffinata.”

Va beh, esagerazioni cretine a parte direi che è andata bene. O meglio, direi che conoscendomi poteva andare molto peggio, ecco.
La famiglia di Mr Batterista è meravigliosa: sono persone super solari, alla mano, spontanee e genuine, e mi hanno accolta benissimo.
Una piccola parte del mio cervello è convinta che probabilmente mi odino tutti ma siano incredibilmente bravi a mascherarlo, però è un po’ improbabile e a quanto pare la mia presenza sarà richiesta ancora, quindi per sicurezza vado a comprarmi dello xanax.
Negli anni ho capito che quello che turba la mia piccola anima nera è l’idea di mettere in qualche modo a disagio o in imbarazzo le persone intorno a me, in questo caso Mr Batterista. Penso che preferirei spararmi in un piede piuttosto che far sentire a disagio lui con la famiglia/gli amici a causa mia.

Insomma, volevo evitare che la sua famiglia gli dicesse “Scusa, Mr Batterista, ma ti rendi conto di stare con una mentecatta?”.
Che poi a questo punto suppongo che se ne sia accorto da solo e sono giunta alla conclusione che mi tenga intorno perché così almeno lui può fare la parte di quello normale e intelligente della coppia. (Cosa che vi assicuro, con qualunque altra persona sarebbe impossibile perché è proprio un cretino. TVB Mr Batterista, sto a scherzà, non riprenderti la gift card della libreria ti prego❤️)

Bene, direi che posso smettere di cianciare e ora mi rivolgo a voi per un consiglio, miei cari spelacchiati; mi serve la vostra opinione che mi sta sempre molto a cuore: faccio leggere o no questo blog a Mr Batterista?
Sono combattuta.
Vivo questo blog come un angolo tutto mio in cui parlare di qualunque cosa senza inibizioni di alcun tipo, e se da una parte vorrei metterlo a conoscenza di questo spazietto spelacchiato dall’altra temo che sapere che mi leggerà potrebbe frenarmi un pochino, soprattutto se le cose non dovessero andare bene tra di noi. Cioè se ci lasciassimo e volessi scrivere che è un vile farabutto, un citrullo fedifrago o una triglia fritta? O se volessi piangermi addosso per post e post rompendovi ampiamentissimamente le balle? E se volessi sfogare le mie paturnie qui per non fracassare a lui i gioielli di famiglia con le mie paranoie e insicurezza?
Mmh. Non so. Voi che fareste?
E soprattutto, voi come state? Avete aneddoti su incontri in famiglia andati particolarmente bene, male o maldestramente? Sono tutta orecchiette al sugo, fatemi volare con i vostri commenti!
Hasta la pasta!

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Film brutt, bruttissim: “Non mi scaricare”

Buongiorno, miei cari Spelacchiati delle Galapagos, come state? Come procede la vita a zone colorate?

Oggi parlo di un film di rara bruttezza, un film veramente becero, putridamente imbecille, fastidiosamente insensato e che mi ha innervosita così tanto che stavo per lanciare via tutto e andare a vendere noci di cocco in Alaska.
Tra l’altro il film di oggi me l’ha consigliato quel PIRULO del mio migliore amico, quindi se questo post infinitamente lungo vi fa pena potete andare a picchiare lui.
“Sara devi guardarlo, lo odierai a morte.”
Ed è proprio così ragazzi, l’ho detestato dal profondo del mio cuore di capra, se questo film fosse una persona vorrei sputargli in tutti e due gli occhi e fargli la ceretta alle sopracciglia per puro sadismo.

Ma andiamo con ordine, voglio che anche voi lo odiate.


“Non mi scaricare”

Il film si apre facendoci vedere che Peter -che io chiamerò Marshall perché per me Jason Segal sarà per sempre solo e soltanto Marshall di How I met your mother- e Veronica Mars stanno insieme e sono la coppia più stucchevole del mondo: hanno tazze con le loro foto, cuscini con le loro foto, foto con le loro foto, si sbaciucchiano, si slinguazzano… insomma fanno pena da quanto sono una coppietta felice.
Se non che un giorno Veronica Mars torna a casa e c’è Marshall appena uscito dalla doccia che ha solo l’asciugamano in vita.
Regà, mezzo minuto di film e la scena è la seguente:
“Marshall, dobbiamo parlare.”
Lui spalanca gli occhi come un cerbiatto in autostrada illuminato dai fari di un tir, capisce che sta per essere piantato come un seme di pomodoro e dallo sconvolgimento LASCIA CADERE L’ASCIUGAMANO E NOI VEDIAMO IL BELINO DI JASON SEGAL INTEGRALMENTE! MA GIURO!!! MA SONO SCONVOLTA
Ora, non è che io mi scandalizzi per un belino -che poi, belino… belone direi- anzi ben vengano, ma c’è qualcosa in questa scena che mi ha lasciata stranita e basta perché è completamente fuori luogo e inutile. Non fa ridere, non è sexy, non è N I E N T E.
BOH.
Anche perché poi segue una scena che ho trovato sinceramente irritante in cui lei cerca di spiegargli perché e per come lo stia lasciando e lui passa tutto il tempo nudo ad abbracciarla. Ehm… se mentre ti lascio tu mi abbracci mentre sei nudo e flaccido il belino tu lo ritrovi sepolto in giardino, claro?

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Marshall è ovviamente devastato dalla rottura anche perché Veronica Mars si è messo con un tizio pazzo, un cantante anche lui fastidiosissimo ma di cui vi parlerò dopo; dicevo, Marshall è distrutto e passa la fase che tutti quanti abbiamo passato almeno una volta nella vita: entra in modalità “sgualdrinella per dimenticare”.
Solo che, indovinate un po? Le scene non fanno ridere. Mai. Neanche per scherzo. Neanche per sbaglio.
Va a letto con una e scoppia a piangere appena finito, va a letto con un’altra che ha il coinvolgimento di un’aringa secca, poi finisce con un’altra che continua a ripetere “ciao” durante tutto l’amplesso ed è la cosa più disagiante che abbia mai visto… 
MA QUALCUNO PUO’ SPIEGARE A QUESTI QUI COME FAR RIDERE IL PUBBLICO?

Il fratello di Marshall cerca di farlo ragionare e tenta di dirgli che Veronica Mars è una stronzetta ma lui non lo ascolta minimamente e alla fine viene convinto ad andare alle Hawaii a farsi una vacanza e staccare un po’.

Alla reception dell’hotel incontriamo quella che sarà la piaga peggiore di tutto il film: una coppia di sposini dolorosamente fastidiosa. Io stavo male in ogni scena in cui c’erano questi due, una roba inguardabile.
Esempio di dialogo di questi due mentecatti:
lei cerca di baciarlo con un po’ di trasporto e lui fa “ehi calma, ma cosa ti è entrato dentro? Sicuramente non io!”

Ho io una domanda “ma chi ha scritto questi dialogi? Sicuramente non una persona divertente!” 

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Va beh saltiamo la parte assurda e inutile in cui la receptionist più bella del mondo -credo di essermi innamorata di Mila Kunis- lo fa stare nella suite più costosa dell’hotel GRATUITAMENTE perché lui non ha prenotato una cazzo di stanza e lei si è intenerita.
Ma tutto a posto? Ma che cazzo di trama è mai questa? MA PERCHE’ A LUI DANNO LE SUITE DELLA MADONNA E IO DEVO PAGARE ANCHE PER STARE IN UN OSTELLO CON LE PULCI COME COMPAGNE DI STANZA?
Ma vaffanculo va

Comunque ovviamente chi arriva in sto cazzo di hotel? Veronica Mars col suo nuovo fidanzato, Aldous.
Ora.
Io cerco di non fissarmi sulle cose importanti e non sulle quisquilie, PERO’ ORA QUALCUNO DEVE SPIEGARMI DA DOVE CAZZO HANNO TIRATO FUORI IL NOME ALDOUS PERCHE’ IO NON CI DORMO LA NOTTE, PORCA DI QUELLA PUTTANA.

Siccome questo film è composto solo da personaggi veramente esecrabili ci tocca fare la conoscenza di un altro deficiente con evidenti menomazioni a livello cerebrale, uno così fastidioso che mi sono dovuta grattare le mani da quanto mi prudevano dalla voglia di mollargli un gancio destro in faccia; per farvi capire il tipo di persona di cui sto parlando:
“Ciao, tu devi essere Chuck”
“Quello è il mio nome continentale, qua mi chiamo Koonu!”
“Oh fico, ha un significato speciale in hawaiano?”
“Sì, significa Chuck!”
RAGAZZI TENETEMI PERCHE’ STO PER DARE UNA CRANIATA COSI POTENTE ALLO SCHERMO DEL PC CHE NON SO COSA POTREBBE SUCCEDERE
CHE CAZZO VUOL DIRE
COSA MINCHIA DICI
CHE PORCA PUTTANA DI DIALOGO E’ MAI QUESTO QUALCUNO MI SPARI IN FRONTE PER FAVORE 

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LE BOTTE, GLI SCHIAFFI CHE TI DAREI CHUCK INFAME

Non contenti c’è un’altra scena con questo imbecille che racconta di quando si è trasferito alle Hawaii e fa che la prima cosa che ha fatto una volta arrivato lì è stata buttare il suo orologio.
“Wow, selvaggio!”
“No, è che il mio cellulare segna l’ora, quindi…”
MA QUINDI COSA, DI GRAZIA? QUINDI QUANTO NON FAI RIDERE DA UNO A DUE? EH? EHH????

Basta regà ora vado avanti rapidamente con un excursus di cose perchè dura una vita questo tumulto di imbecillità, questo tripudio di idiozia, questo marasma di quoziente intellettivo inferiore ai tre punti:

  • Scena che io ancora mi domando cosa cazzo voglia dire: Marshall è seduto a un tavolino e si sta mangiando una torta, arriva un cameriere strambo che fa per portargli via il piatto, lui gli dice che sta mangiando e quello risponde “ah scusa, vado a farmi fottere.”

    Scusami?
    Ma c’è una correlazione tra quello che pensi e quello che dici o avviene tutto a caso?
    MA QUALCUNO MI SPIEGA CHE CAZZO VUOL DIRE QUESTA SCENA PER FAVORE L’HO GUARDATA DODICI VOLTE, NON HA SENSO, ESCO DI TESTA
  • Aldous dedica a Veronica Mars una canzone su quanto sia bello “stare dentro di lei”.
    Fine, elegante, romantico… Sono invidiosa. Sono diventata verde come una lucertola per l’invidia. Davvero.
  • Altra scena completamente randomica: Marshall è triste e col cuore spezzato, incontra il cuoco dell’hotel che gli chiede se vuole ammazzare un maiale da cucinare e lui lo fa. Accoltella quel povero suino. Io ormai non capisco se sono gli autori del film ad essersi drogati o sono io che ho sniffato qualcosa e ora non capisco più niente.
  • Marshall e Mila Kunis si avvicinano sempre di più e mentre sono a un falò sulla spiaggia arriva l’ex di lei, lei sclera, Marshall e Mila se ne vanno in un locale in cui c’è una foto di lei in topless nel bagno degli uomini…e boh non ha senso niente
  • Altra scena con quel RINCOGLIONITO di Koonu che vede una coi capelli rossi e fa, testualmente: “che bei capelli, chissà se anche lì sotto è dello stesso colore”.
    Adesso io prendo, cerco chi è l’attore e giuro che vado a pestarlo a sangue.
  • Il nuovo tipo di Veronica Mars le chiede di andare in tour con lui. Premessa: lui di cognome fa Sorrow.
    “Dai vieni con me, sarai la regina delle Succhia-Sorrow”.
    Non siete commossi anche voi da cotanta delicatezza? Io sto per piangere. Forse è un pianto isterico però.
  • Marshall in videochiamata con il fratellastro e sua moglie che la fa mettere in modo che dalla webcam sembra che lei gli stia facendo un… Va beh.
    Con tanto di “che bella quella collana di perle, te l’ha regalata lui un attimo fa?”
    (Per chi non lo sapesse, si chiama “collana di perle” in inglese quando l’uomo eiacula sul petto/collo della donna. Così, giusto per farvi capire il livello di battute esilaranti di questo film)
  • Aldous e lo sposino insopportabile fanno dimostrazioni pratiche di posizioni sessuali.
    Vomito e non fa ridere, non fa ridere e vomito.
  • Rachel e Peter vanno a fare una scampagnata, lei si butta in mare dalla scogliera, lui è terrorizzato e non vuole farlo e lei gli urla “vedo la tua vagina fin da qui!”.
    Ahahah che belle queste battute sessiste, sono esilaranti! Non siete piegati in due dalle risate? Non siete in preda alle convulsioni? Io sì, ma non per il riso. Credo di star avendo un ictus.
  • Scena assolutamente inutile di Veronica Mars e Mila Kunis che si confrontano dicendosi solo “sei più carina tu” “no lo sei di più tu”.
    Ho assistito a conversazioni più avvincenti tra due galline.
  • Scena semplicemente aberrante in cui dopo una cena a quattro le due coppie -Marshall e Mila Kunis, Veronica Mars e Aldous- FANNO A GARA A CHI FA PIU’ RUMORE DURANTE L’AMPLESSO
    MA IO DICO
    MA CHE SCHIFO E’ TUTTO QUESTO
    MA TUTTO A POSTO GENTE? 
  • Va beh regà ma che cazzo stiamo dicendo… Aldous e Veronica Mars si mollano quindi lei prova a riavvicinarsi a Marshall praticandogli “quindici secondi di sesso orale” perchè lui poi si riveste e se ne va; Mila Kunis ovviamente si incazza e lo caccia finchè non riceve un invito a un evento di Marshall e un barista la fa ragionare dicendole “ha rifiutato del sesso orale, è una cosa incredibileee vuol dire che ti amaaaa”
    MA BRUTTA TESTA DI MINCHIA, COSA STAI DICENDO
    TU SE AMI UNA PERSONA E SEI NORMODOTATO CEREBRALMENTE EVITI LE SITUAZIONI CHE POTREBBERO DIVENTARE AMBIGUE, PUNTO, FINE, STOP, TACI E VAI A QUEL PAESE
  • Va beh regà basta questa epopea di merda giunge al termine con Mila e Marshall che si mettono insieme perché lei va allo spettacolo di lui e alla fine entra in camerino, trova Marshall nudo e noi ci becchiamo di nuovo il belino di Jason Segel. 

Minchia ragazzi…che agonia. Non credo possiate capire. Sono devastata, distrutta, sfiancata. Questa visione è stata impegnativa e mi ha demolita.
Questo film non fa ridere, non fa ridere e come ultima cosa non fa ridere. Mai. Neanche per sbaglio. Ci prova, ci riprova, ma è una roba inenarrabile, uno sfacelo.
Non guardatelo. Vi prego.
Scusate per il post super lungo, spero vi abbia almeno tenuto un pochino compagnia, la prossima volta vedrò di essere più concisa! Fatemi sapere voi come state, spelacchiatini cari, e ci leggiamo presto!

Pubblicato in: depressione, random

Ciance sparse: tra il serio e l’imbecille

Aaaah, miei cari, salve a tutti. Come state?
Io sono di quello che definisco “umore MEH”, ovvero grigetto. Grigio occhiaia.
Stasera i miei pensieri rimbalzano qua e là, li sento praticamente sbattere contro le pareti umidicce della mia scatoletta cranica (grande come una di quelle di tonno, per contenere un cervelletto incredibilmente piccolo non è che serva molto spazio).
E’ tipo il pinball, pensieri che schizzano disordinatamente su e giù per le rampe facendo però un punteggio misero perché non colpiscono nessun moltiplicatore di punti. Si moltiplicano solo le bestemmie che tiro ininterrottamente, una sequela di imprecazioni a mitragliatrice.

Visto che le cose non vanno già abbastanza male volevo aggiornarvi un po’ sulla mia situazione mentale.
Mi è comparso un nuovo brufolo sul mento, fine.
Madonna regà quanto NON faccio ridere da uno a dieci, in cui uno è comunque tantissimo? Secondo me come minimo SEICENTO.

Battute veramente imbecilli a parte volevo sfogare un po’ della mia irrazionale pazzia, perché è da un po’ che faccio post imbecilli illudendomi da sola di essere una persona divertente e allegra quando la verità è che io mi sto veramente poco simpatica.
Mi detesto sotto così tanti punti di vista che non saprei da dove cominciare e in questi giorni vorrei decompormi. Se poi fosse possibile essere riassemblata completamente da capo, fisicamente, mentalmente, tuttamente, accetterei volentieri, se no potete lasciarmi tranquillamente a raggrinzire sempre di più.
Odio anche scrivere queste cose perché penso possa sembrare una richiesta di “ma Sara cosa dici sei meravigliosaaahhhh” ma la verità è che penso che qualcun altro si senta così e forse è giusto parlarne e parlare del fatto che non va bene sentirsi così.
Me ne rendo conto, è davvero un problema. Un problema serio, che mina un po’ tutti gli ambiti della mia vita.
Me ne accorgo in particolar modo ora che ho Mr Batterista accanto: lui è fantastico, io mi sento un miserabile lombrico immeritevole di attenzioni e affetto perché, onestamente, mi sto sui coglioni. Mi do fastidio in tutto. La mia faccia, le mie espressioni, il mio reagire alle cose, il modo in cui parlo, la mia voce, quello che dico, come lo dico, come mi sento, quello che penso.
Mi sento stupida e fuori luogo in quasi tutti i contesti, e se non mi sento così mentre vivo le cose mi sento così a posteriori, quando il mio cervelletto parte in quarta a recriminare tutto. 
Se ho fatto passi avanti grazie alla terapia, mi rendo comunque conto che di strada ne ho ancora tanta da fare, ed è strada sterrata, fangosa, piena di buche e io vorrei soltanto starmene a letto invece che percorrerla.
Niente, fine momento piagnisteo, se qualcuno volesse venire a prendermi a sprangate me lo dica che gli faccio avere il mio indirizzo e una spranga piuttosto pesante.

Per dimostrarvi che comunque sono una persona becera e imbecille vi narro due aneddoti un po’ pirli.
L’altro giorno ho dato un esame (passato con 23, grazie a qualche divinità) e avendo un’oretta di tempo prima di prendere il treno e probabilmente incoronirmi mortalmente sono andata a fare un giro di shopping.


Sono entrata in un negozio perché ero in preda ad un raptus di acquisti compulsivi grazie ai saldi e non so per quale assurda ragione ho deciso di provare una tuta, non da ginnastica eh, una di quelle pantaloni+parte di sopra, che mi stanno proverbialmente da cani ma ero imbecillemente ottimista.
La scena è questa:

Esco dal camerino e mi guardo allo specchio. Orrore e raccapriccio, per poco non vomito lì nel corridoio del negozio, faccio per catapultarmi di nuovo nel camerino e darmi fuoco per aver solo pensato di poter provare una tuta quando alle mie spalle sento una specie di rantolo, un singulto, un verso di disgusto e schifo.

Dovevate vedere la faccia della commessa che mi stava guardando.
Una donna distrutta.
Un essere umano devastato.
Nemmeno i reduci del Vietnam, giuro.
Se avesse visto un lombrico sventrato sarebbe stata meno schifata.
Nei suoi occhi leggevo chiaramente, a caratteri cubitali, “PASSATEMI UN SECCHIO CHE DEVO VOMITARE”.
Una donna segnata per sempre, nel profondo, dall’atroce visione di me strizzata in una tuta.
Anni e anni di terapia per colpa della sottoscritta, forse dovrei farle un bonifico.
Questa è una mia supposizione ma secondo me una volta rimasta sola ha preso a testate il muro sperando in una commozione cerebrale che le facesse dimenticare lo scempio appena visto.
Signora, mi perdoni, non lo faccio più. Giuro che d’ora in poi faccio solo shopping online.
GIURO. 

Poc’anzi invece ero intenta ad adempiere un’impresa titanica, una missione ardua, pericolosissima ed estremamente estenuante: stavo tentando di estirpare il vello che cresce su di me come i muschi sulle cortecce.
Non so come facciate voi, Spelacchiate e Spelacchiati all’ascolto, ma ormai prenotare un appuntamento dall’estetista è diventata una Mission Impossible che nemmeno Tom Cruise paracadutandosi da una navicella spaziale riuscirebbe a stendersi su quel lettino e farsi massacrare l’epidermide.

Ma torniamo a me, che sono egocentrica quanto una mangusta: ero lì che mi contorcevo come un’anguilla morente, una gamba dietro la testa, l’altra direttamente a Bari, la cera spalmata un po’ ovunque a chiazze disomogenee, un dolore incredibile che quasi svenivo,  faccio per prendere il mio cellulare… e quello non si muove.
Parbleau, che cosa accade?
Semplice: sono riuscita a cerettare il telefono.
L’ho spiaccicato su un tocco di cerca fusa senza rendermene conto. Ovviamente dritto sulla fotocamera da quindici fantastilioni di megapixel (che comunque non sono in grado di camuffare la mia faccia da natiche, quindi tutti soldi buttati), e non voleva saperne di staccarsi.

Ho dovuto sgrassare via la cera con l’olio.

Alla luce di questi recenti avvenimenti la domanda è solo una: vado di veleno o rivoltella? Oppure vado in Papua Nuova Guinea ad sgranocchiare animali a caso finché non contraggo un nuovo virus sperando che mi renda intelligente. 

Detto ciò Follettini e Follettine Spelacchiatini e Spelacchiatine, voi come state? So che ormai siamo tutti stremati da questa situazione assurda in cui riversiamo, ma spero che vi stiate tenendo occupati e soprattutto al sicuro.
Nei commenti sentitevi liberi di mandarmi a fare in chiul, raccontarmi quello che volete, insomma avete come sempre carta bianca e almeno ci facciamo tutti un po’ compagnia.
Hasta luego, alla prossima spelacchiataggine!

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Tag 100 domande (più o meno)

Buonasera miei adorati Spelacchiatini, come state? Come ve la passate?
Io sono un po’ sparita perché il Natale è sempre un periodo abbastanza critico per me ma non volevo appesantire i vostri animi con le mie paturnie da sciroccata. Ora che è tutto finito però tornerò ad ammorbarvi un po’!
Narratemi, come sono andate queste festività?
Intanto vi lascio con questo tag che ho rubacchiato dal canale youtube del mio pirlissimo miglior amico: https://www.youtube.com/watch?v=DKvJoEz6wOQ
(Salterò qualche domanda particolarmente inutile a mio avviso)

1: Dormi con le porte dell’armadio aperte o chiuse?
Aperte perché con la goffaggine che mi contraddistingue ho divelto un’anta anni fa e non è mai stata riparata. Credo di essermici aggrappata per non cadere, finendo con il farmi un male indegno.

2: Prendi gli shampoo e i saponi dagli hotel ?
Prendo tutto quello che non è attaccato al pavimento o al muro.

3: Dormi dentro o fuori dalle lenzuola?
A parte che non è corretto dire “dentro” e la cosa mi infastidisce perché sono una persona ignobile, ma in inverno mi raggomitolo sotto il piumone mentre in estate potessi dormire anche fuori dalla mia pellacchia lo farei.

4: Hai mai rubato un cartello stradale?
No ma vorrei tanto, ora che mi ci fate pensare.

6: Hai mai tagliato i coupon per poi non usarli?
La vera domanda è se mi sono mai ricordata di usare un coupon…

7: Preferiresti essere attaccato da un orso o uno sciame di api?
Un orso, alla Revenant.

9: Sorridi sempre nelle foto?
Ci provo sempre ma mi escono solo smorfie davvero raccapriccianti, un misto tra IT e L’Urlo di Munch

12: Hai mai fatto la pipì nel bosco?
Avoja

14: Ti sei messo a ballare anche se non c’era musica?
Sì e anche quello è uno spettacolo non adatto ai deboli di stomaco.

15: Mastichi le penne e matite?
No e mi disgusta molto questa pratica barbara che io punirei con la sedia elettrica

18: Qual è la canzone della settimana?
“With or without you” degli U2, ascoltata piangendo ogni volta senza ragioni valide.

19: Va bene se i ragazzi indossano il rosa?
No, se ne vedo uno gli sputo in un occhio. MA CERTO CHE VA BENE QUELLO CHE NON VA BENE SONO DOMANDE COME QUESTA SANT’IDDIO

20: Guardi ancora i cartoni animati?
Purtroppo no ma ho in programma una maratona di cartoni Disney scroccando l’abbonamento a mio cognato

21: Quale è il tuo film preferito?
Argh.
Quando mi fanno queste domande il mio cervello si svuota di ogni film che io abbia mai visto nella mia miserabile esistenza.
Forse al trilogia di Batman di Nolan!

22: Dove nasconderesti un tesoro se ne avessi uno?
Credo me lo infilerei nel reggiseno, che tanto di spazio ce n’è visto che non ho le tette.
In realtà è un nascondiglio pessimo perché piomberebbe tutto al suolo direttamente, mannaggia.

23: Cosa bevi a cena?
Quello che bevo anche a pranzo: lacrime di bambini.

24: In cosa immergi i chicken nuggets?
MAIONESE, MAIONESE E ANCORA UNA VOLTA TUTTI IN CORO: MAIONESE
SU LE MANI
MAIONESE

25: Qual è il tuo cibo preferito?
Ho un’ossessione per il chicken curry indiano, altrimenti pizza col salame piccante tutta la vita!

27: L’ultima persona che hai baciato / ti ha baciato?
Mr Batterista

28: sei mai stato un boy/ Girl Scout?
No anche perché sarei ancora dispersa tra i boschi o morta in qualche modo assolutamente imbecille.

29: Poseresti mai nudo per una rivista?
Poi verrei accusata di crimini contro l’umanità (giustamente) quindi eviterei

31: sai cambiare l’olio in una macchina?
No ma il sale e l’aceto sì, condisco da paura

32: mai ricevuto una multa per eccesso di velocità?
A piedi è un po’ difficile, anche perché la mia velocità di crociera è un chilometro all’ora

34: Panino preferito?
Cheesburgerazzo con aggiunta di cipolle caramellate.
“E a mezzogiorno topi morti?!”

35: La cosa migliore da mangiare a colazione?
BRIOCHE IN OGNI MODO IN OGNI LUOGO E IN OGNI LAGO

36: A che ora vai a dormire?
Dormire? Mi ricorda qualcosa questa parola… “Sono passati ottantaquattro anni…”

38: Quando eri un bambino, da cosa ti vestivi ad Halloween?
Non credo di averlo mai festeggiata da bambina, probabilmente avrei potuto fare un’ottima imitazione di una larva. Cosa che tutt’ora mi riesce molto bene.

40: Quante lingue sai parlare?
Nessuna in modo decente, italiano in primis

41: hai abbonamenti a riviste?
No ma sento la mancanza del mio abbonamento a Topolino ogni giorno della mia vita.

43: Sei testardo?
In generale no ma per le cose che io reputo importantissime divento un mulo, mi metto pure a ragliare.

46: Hai paura dell’altezza?
E’ probabilmente l’unica paura che mi manca, per il resto ho una fifa blu di qualunque cosa possibile e immaginabile.
Che esserino pavido che sono.

47: canti in macchina?
Per pietà a chi viaggia con me cerco di evitare

48: canti sotto la doccia?
Canticchio, più che altro rantolo e mugugno cose sconclusionate

51: L’ultima volta che un fotografo ti ha fatto un ritratto?
Mai e mai succederà, sono l’anticristo della fotogenia e rifuggo ogni obiettivo.

52: Pensi che i musical siano ridicoli?
CHI HA FATTO QUESTA DOMANDA E’ RIDICOLO, I MUSICAL SONO LA COSA PIU’ BELLA DEL MONDO
Ovviamente quelli a teatro, non i film musicali.

53: il Natale è stressante?
“MINCHIA” vi basta come risposta?

54: mai mangiato un pierogi (ravioli polacchi)?
Avevo letto “pidocchi” e stavo per lanciare via il pc.
Comunque no

57: Credi ai fantasmi?
No, di solito mentono

59: Prendi vitamine giornalmente?
No ma dovrei, cado a pezzi

60: indossi le pantofole?
No perché sono la cosa più scomoda del mondo quindi vado in giro con tre paia di calzini per non morire assiderata

63: Primo concerto?
Uh diu, credo che i miei mi abbiano portata a sentire Cristina d’Avena. Poi Bennato. Il primo a cui sono voluta andare penso sia stato quello dei Green Day, pazzeskissimo

66: Patatine o fonzies?
Patatine E fonzies. Contemporaneamente.

69: hai mai preso lezioni di ballo?
No.
Dovrei. Sono l’essere più scoordinato che io abbia mai avuto la sfortuna di vedere. Mi dimeno come un orso con le convulsioni.

70: che lavoro vuoi che faccia la tua o il tuo futuro coniuge?
Lo sceicco

71: Sai arricciare la lingua?
Quella degli altri sì

72: ha mai vinto una gara di spelling?
Non so fare neanche lo spelling della parola “spelinlg”

73: hai mai pianto perché eri felice?
Non sono mai stata felice
(scherzo, suvvia, è capitato in un passato abbastanza remoto)

74: possiedi dei dischi?
Volanti? No.
Musicali? Sì

76: Bruci incenso regolarmente?
Brucio solo le aspettative che gli altri hanno in me.
L’incenso mi irrita.

77: mai stato innamorato?
Chi può dirlo, cos’è davvero l’amore, da dove veniamo, cosa facciamo… UN FIORINO!

78: Chi vorresti vedere in concerto?
Al momento i Verdena, sono tornata in fissa.

79: Qual è stato l’ultimo concerto che hai visto?
Phil Collins!

80: Tè caldo o tè freddo?
Freddoooooo
Odio il tè caldo, mi da sui nervi quell’acquetta vagamente saporita, che fastidioooooo! In generale tutto ciò che è caldo mi fa schifo.

82: Zucchero o snickerdoodles (biscotti alla cannella)?
Adelmo Fornaciari
(faccio pena, lo so, ciao)

83: Sai nuotare bene?
No, sono l’unico cetaceo che sta a galla a malapena.

85: Sei paziente?
No, medico.

86: DJ o band, a un matrimonio?
BAND

87: mai vinto un concorso?
Non ho mai vinto un cazzo di niente perché non ho talenti
Anche se autocommiserarmi mi viene abbastanza bene

89: Quali sono le olive migliori nere o verdi?
TUTTE, NO AL RAZZISMO

90: sai fare a maglia o uncinetto?
Mia nonna ha provato tante volte a insegnarmi ma io ho le capacità di apprendimento di un macaco morto

92: Vuoi sposarti?
Me ne sbatto allegramente le natiche di queste cose

94: qual è stata la tua cotta alle superiori?
Madòòòòò c’era questo ragazzo SPETTACOLARE al mio liceo, non era bello in modo assurdo ma aveva uno stile incredibile e io ero completamente persa per lui.
Mai successo niente, poi qualche anno fa ci siamo rivisti e lui ci ha provato assai con me… Grandi rivincite.

95: Piangi e fai capricci fino a quando non ottieni quel che vuoi?
Piango sempre, figurati se non lo faccio per ottenere qualcosa.
(in realtà no)

96: Hai figli?
TI SPACCO LA FACCIA COME OSI CHE SCHIFO I BAMBINI

97: Vuoi bambini?
Piuttosto mi do fuoco


Bene regà questo tag è finito, io mi sento un po’ meno giù di morale, non so se qualcuno arriverà mai alla fine di questo post ma in caso qualche avventuriero lo faccia… Grazie! Se vi va rispondete a questo tag o anche solo a qualche domanda nei commenti, così ci conosciamo un po’!
Vi leggo sempre, vi adoro.
Hasta la pasta!

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Ciance sparse: gamberoni e Mr Batterista

Buongiorno miei cari Spelacchiati, come state? Siete pronti a queste feste anomale? Ma soprattutto ditemi, sono solo io che a questo punto non capisco una minchia di cosa mi sia permesso fare e cosa no?

Io pensavo che l’unica cosa buona di questo Coviddimmerda fosse l’evitare i parenti durante le feste e invece mi sa che mi tocca vedere mia zia.

Io mi uccido.

Ora, a parte il rapporto molto conflittuale che ho con lei, vi narro cosa succede di solito, ogni singolo natale da che ho memoria.

Dopo le solite ciance e frecciatine durante l’inizio serata, arriva il momento clou.

La scena di solito è la seguente:

Mia zia sopraggiunge dalla cucina con una padellata enorme di spaghetti e gamberoni di merda, io mi schifo, mia mamma mi lancia un’occhiata della serie “Sara, non ribaltarle la padella addosso, sii civile” e mia zia che sobbalza e mi fa “ah già che tu non li mangi! Però puoi fare uno sforzo…”

Zia.

Zia cara

Io sto già facendo uno sforzo. Non puoi capire quanto io mi stia sforzando di non prendere un gamberone e ficcarrtelo su per il setto nasale, tipo tampone per il coviddimmerda.

Al che io chiamando a me tutta la pazienza che l’Onnipotente mi ha donato, sorrido a trentadue denti, le dico di non preoccuparsi e vado in cucina a prepararmi UN PIATTO DI PASTA IN BIANCO DI MERDA CHE BEL NATALE GRAZIE MILLE GAMBERONI.

Che poi oh lo so che sono una viziata di merda ma io gna faccio proprio. Non è una questione di gusto, è proprio il mangiare qualcosa che mi fissa con quegli occhietti neri, per non parlare dei baffi lunghissimi (minchia sono pure più lunghi dei miei, il che è tutto dire)… Bleh, mi viene la nausea solo a pensarci. Poveri gamberozzi. Mi turba nell’anima vederli nel piatto. Non solo sono stecchiti ma gli tocca pure passare il Natale con noi, una roba atroce.

L’alternativa è ingozzarmi di tartine, l’anno scorso sono quasi morta, ne avrò mangiate cinquanta. Tartine col tonno, tartine con salse varie, antipasti di ogni tipo. E tutto perché? PERCHÉ MIA ZIA DEVE FARE STI CAZZO DI GAMBERONI, MA DICO IO, MA LASCIALI STARE P0VERR BESTIOLE

Ma cucina quel ratto del mio vicino di casa, se mai, che cazzo.

Non so perche ma mi sa che quest’anno sbrocco (ma si dice ancora “sbrocco” o sono una boomer ormai?) e salto sul tavolo urlando “VIVE LA REVOLUSION!” calciando via la spadellata. SE NON MANGIO IO NON MANGERÀ NESSUNO!

Okay mi calmo. Scusate.

Vi aggiorno sulla situa sentimentale, va.

Credo che Mr Batterista sia pazzo. Completamente instabile.

Ne sono abbastanza sicura ormai, dopo tre mesi.

Cosa me lo fa pensare? Il fatto che a volte mi sembra che io gli piaccia davvero. Cioe gli piaccia piaccia. Gli fa piacere avermi intorno, nonostante le mie battute idiote, la pancia, le smagliature, la mia stupida faccia, gli sbalzi di umore, l’incapacità di prendere le cose seriamente… Insomma, io.

Non so che tipo di menomazione cerebrale abbia per provare qualcosa per me, credo potrei essere accusata di circonvenzione di incapace. (Ho dovuto cercare su internet come si dicesse perché mi veniva da scrivere “circoncisione”, che non è proprio la stessa cosa)

Rega mi sono pure giocata il tutto per tutto per allontanarlo:mi sono fatta vedere nuda. Uno spettacolo agghiacciante, ve lo posso assicurare, non augurerei neanche al mio peggior nemico di vedermi senza vestiti, vorrei risparmiargli l’orrore e il raccapriccio… Eppure Mr Batterista sembra apprezzare. Sembra volermi spogliare molto spesso. E riesce addirittura a farmi sentire bella e sexy, cosa che per una foca monaca come me non credevo fosse possibile.

Allego foto di me in spiaggia

Insomma, va tutto esageratamente bene e la cosa mi turba. Non sono abituata. Panico. Però sono estremamente contenta, e fosse per me lo vedrei tutti i giorni perché sono in modalità patetica.

E voi cosa mi raccontate? Come state? Come passarete le feste? Perché io che ho una famiglia disfunzionale speravo di starmene sola come un orso ma mi rendo conto che invece c’è chi vorrebbe passare le festività con la famiglia ed è impossibilitato,quindi che dobbiate sorbirvi i parenti o che non possiate vederli mi raccomando, siate forti e cerchiamo di far passare rapidamente questo periodo infame.

Alla prossima miei cari, non vedo l’ora di leggere i vostri commentini ❤️

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Film Bell: “E venne il giorno”

Buonasera miei adorati spelacchiatini, come state?
Spero siate pronti ad un post cretino perché sono le due e ventitrè di notte mentre scrivo, e scrivo perché sto avendo un momento di tristezza mistica dovuta anche al Signor Batterista, mio attuale ragazzo. Madonna che strano scriverlo.
Non prendetevela con lui, è straordinariamente straordinario, le mie sono paranoie da persona pazza e schizzata quale sono; poi ci sono le mestruazioni che incombono su di me quindi sono tutta emotiva, abbiate pietà di me.

Cosa faccio dunque quando sto mezzo piangendo mezzo sclerando?
SCRIVO. Quindi vi beccate un FILM BELL per la prima volta su questi schermi, perché porca vacca questo film mi è piaciuto un sacco ma mi stavo cappottando dal ridere per certe cose.
Tra l’altro film di sir M.Night Shyamalan (er regista de “Il sesto senso”, “Split”
Ah ovviamente sarà pieno di spoiler di ogni tipo, quindi se volete recuperatelo e poi tornate qui a leggere e a farmi sapere cosa ne pensate!

E venne il giorno - Film (2008)

Ragazzi riporto questo dialogo perché io mi stavo ribaltando dal ridere, ero allibita da questa cosa ma forse fa ridere solo me che sono deficiente.
Il film si apre con questa scena meravigliosa: ci sono due tipe su una panchina, stanno leggendo, una alza lo sguardo e fa “non mi ricordo, dov’ero rimasta?”
e l’altra (che poi perché cazzo dovrebbe sapere a che pagina eri?!) “eri al punto in cui i killer decidono cosa fare della ragazza handicappata”.
MA COSA STATE DICENDO AHAHA CHE LIBRO E’ COS’E VOGLIO IL TITOLO MA PUO’ QUESTO ESSERE IL PRIMO DIALOGO DEL FILM AHAHAH
Scusate mi ricompongo, sono una persona ignobile e deprecabile, addio.

Quella che sa tutto (scusi signorina mi può dire a punto ero arrivata di “American Psycho” che porca vacca mi è volato via il segnalibro?) si rende conto che sta succedendo qualcosa di inquietante nel parco: c’è un comizio della Meloni.

No non è vero, quello sarebbe proprio il peggio del peggio, lì semplicemente tutti i presenti si sono immobilizzati -secondo me è una mega partita di “un due tre stella”- e anche la sua amica è diventata immobile fino a che non prende la bacchetta con cui si era legata i capelli e se la pianta nella gola. Ammetto che questa scena mi ha un attimo colpita, molto fico.

E venne il giorno" di M. Night Shyamalan | CineFile
Ehi lei, lei in terza fila, ho visto che si è mosso torni indietro di tre passi

Passiamo ad un’altra scena con un altro dialogo epico, regà io non so se si è notato ma mi focalizzo sulle puttanate inutili invece che sulla trama.
Cantiere: ci sono degli operai dal manto scuro -non so più cosa sia politically correct o no ormai, lasciatemi nella mia ignoranza- e uno sta raccontando una barzelletta:
“E quindi questo tipo mi fa ‘anche la tua ragazza si chiama Brenda? C’è una B sul tuo pene…’ e io gli dico ‘no amico, sul mio c’è scritto ‘benvenuto in Jamaica, ti auguro una buona giornata!”
Cioè avete capito? Perché ce l’ha così lungo che ci sta tutta la frase… eheh… basta ragazzi ma perché seguite questo blog, fatevi un favore e smettete di leggermi, io smetterei di scrivere se avessi una dignità.

Mentre io digito puttanate nel film cominciano a piovere uomini: tutti gli operai sui tetti si stanno lanciando di sotto. Forse stanno girando il video di “Raining men?” Forse hanno sentito Conte pronunciare le parole “nuovo DPCM” e in preda all’isteria hanno deciso di farla finita?
No niente del genere, ci verrà spiegato dopo; passiamo a Philadelphia -dove si sa, tutti mangiano bruschette col formaggio spalmabile dalla mattina alla sera- e incontriamo Elliott, un professore di biologia universitario, a cui viene detto di andare a casa perché -parafrasando- sta succedendo un casino.

La situa è che uno strano virus sta portando la gente a suicidarsi inibendo ogni recettore della sopravvivenza, non si sa cosa sia nè da dove venga e c’è del panico nell’aere.
Improvvisamente sto rivalutando il Covid.
Elliott e sua moglie decidono di partire e andare a casa della mamma di un loro amico, solo che in stazione la moglie, Alma, sclera perché lui ha raccontato all’amico di una loro litigata.
Ora.
Lo so, il femminismo è importante e tutto, MA QUALCUNO PUO’ DARLE UN MANROVESCIO DA PARTE MIA?
MA SIGNORA SI RENDE CONTO CHE LA SITUA E’ UN PO’ PIU’ GRAVE DI TUO MARITO CHE CHIEDE CONSIGLIO AL SUO BFF? CIOE LA GENTE SI STA AMMAZZANDO INTORNO A VOI, CARA, DOVETE SQUAGLIARVELA ALLA VELOCE, LE SCENATE GLIELE FAI DOPO MAGARI, CHE DICI?
Scusate mi calmo.
La pandemia si espande mentre sono sul treno che è costretto a fermarsi e tutti devono scendere in una cittadina sperduta.

Intanto escono centinaia di video di gente che si spara, un tizio che entra nella gabbia dei leoni e si fa magnare come uno snack pomeridiano (regà per tutto il film le scene dei sucidi sono PAZZESKE), chi si spara, chi si impicca, chi si lancia sotto ai tosaerba… Madò! Ovviamente scatta il delirio ed Elliott, Alma e la figlia dell’amico vanno con una coppia non si sa dove mentre l’amico cerca di raggiungere la moglie a Princeton.
Spoiler: l’amico non arriverà mai dalla moglie.

Elliott e le altre due quindi sono in macchina con una coppia completamente sciroccata, due tizi pazzi fissati con le piante. Ma fosse almeno marijuana cazzo, almeno uno se ne va felice… Comunque il tipo sciroccatissimo comincia a dire che seconodo lui sono le piante a produrre la tossina per difendersi da qualcosa.

Ora chiedo un attimo di attenzione, per favore, perché devo proclamare il vincitore di un premio molto ambito, il famoso premio Infame dell’Anno.
Con i poteri a me conferitimi da me stessa proclamo vincitrice di questo per niente ambito premio… Alma! Congratulazioni piccola subdola infamotta, sei proprio una merda!
Credo di sia meritata questo titolo perché mentre stanno tutti cercando di raggiungere una cittadina sperduta perché a quanto pare le piante si incazzano quando c’è troppa gente, lei si alleggerisce la coscienza rivelando al marito che un sera invece di essere stata a lavoro come gli aveva detto era andata a cena con un collega, anche se non era successo niente tra di loro lei si sentiva in colpa.

MA BRUTTO RABARBARO CHE NON SEI ALTRO, STATE VIVENDO UN INCUBO, E’ QUASI CERTO CHE MORIRETE MALAMENTE TUTTI QUANTI E TU FAI VIVERE I PROBABILI ULTIMI MINUTI DI TUO MARITO COSI, SAPENDO CHE GLI HAI MENTITO E SEI USCITA CON UN ALTRO? MA QUANTO INFAME SEI DA UNO A DUE, IN CUI UNO E’ COMUNQUE TANTISSIMO?
Ma vaffanculo, va.

E venne il giorno: il peggior film di M. Night Shyamalan, senza dubbio

Elliott capisce finalmente che le piante sono diventate razziste nei confronti degli umani, cosa per me più che comprensibile visto che la nostra razza fa cagare, quindi dice a tutti di formare gruppetti piccolini e si sparpagliano nella campagna.
Cioè regà dai, una scampagnata, chi ha portato i toast?
Elliott poi raggiunge il livello di pazzia che tutti noi in questi lockdown abbiamo raggiunto (non mentite, so che l’avete raggiunto anche voi): si mette a parlare con una pianta cercando di spiegarle che sono lì per poco e non hanno intenzioni bellicose.
Poi si accorge che è di plastica.

Passano quindi di casa in casa, sti sciacalli di merda, e il gruppo formato da quella palla di Alma, Elliott, la figlia dell’amico e due adolescenti cretini si insinuano in un’abitazione ma i due ragazzi sclerano quando il padrone di casa rifiuta di aiutarli E QUELLO GLI SPARA! SPARA AI DUE RAGAZZINI! MA CHE CAZZOOOOOO MA QUESTO FILM E’ SENZA PUDORE, CHE FIGOOOOOO
Niente ormai sono esaltata come una bertuccia che salta sulla sua roccia, mi avete persa.

Raggiungono poi la casa di una vecchia eremita e si fermano da lei, che è chiaramente me tra pochissimi anni: una vecchia rude, bisbetica, che odia il mondo e il mondo la odia, se ne sbatte le natiche flaccide di tutto e di tutti e non ha la minima idea di cosa stia succedendo perché non ha contatti con nessuno.
Minchia signora, mi insegni la via, la prego.

Dossier | E venne il giorno di M. Night Shyamalan: un loop esistenziale che  sovverte il genere | Il Cineocchio

Purtroppo la signora/me schiatta il giorno dopo prendendo a craniate ogni superficie dura le capiti a tiro mentre Elliott si rifugia in camera e Alma e la marmocchia inutile sono nel capanno in giardino.
I tre riescono a comunicare perchè c’è un tubo che collega le due cose…ma chissenefrega non ho capito, insomma, possono parlarsi.
Lui top tatone, tutto devastato, sapendo che la morte sta per sopraggiungere, dice ad Alma “non è giusto, se devo morire voglio essere lì con te” ed esce di casa per andare da leiiiii da quell’infame… però anche lei e la marmocchia escono dal capanno e si corrono incontro pronti a morire in modo bizzarro ma uniti; sono lì in un turbinio di vento e foglie (credo ci sia un Bulbasaur da qualche parte, quello è chiaramente un Foglielama… regà se non sapete di cosa sto parlando mi fate piangere) MA colpo di scena: l’attacco delle piante è finito, tutti salvi.
Cioè, così, a caso. L’attacco è durato ventiquattr’ore, si dice che fosse un avvertimento. Sì, perché le piante mandano avvertimenti, certo. Prima via fax, poi via mail e se proprio non capisci ti chiamano al cellulare.
Va beh, io speravo che Alma si prendesse a pugni da sola fino a schiattare e invece ce la ritroviamo mesi dopo insieme ad Elliott ad accudire la figlia del loro amico (cioè sta bambina ha visto più gente morirle davanti di chiunque altro, se non diventa una serial killer psicopatica lei non lo diventa più nessuno), e rimane pure incinta.

Il film si chiude con una scena notevole: siamo a Parigi, in un giardino, quando parte il fruscio di foglie e tutti i presenti si immobilizzano.
Fine.

MINCHIAZZA REGA’ CHE FILMAZZO! Cioè è del 2008 ma è proprio figo, l’idea è figa, gli attori sono fighi, io ho avuto dell’ansia incredibile in certi momenti e tutte le scene di suicidi sono qualcosa di sconvolgente! Era davvero come quando vedi un’incidente in autostrada, che non vuoi guardare ma è più forte di te e quindi distogli un attimo lo sguardo e poi torni a sbirciare… Molto figo. 
Voi l’avevate già visto? Vi era piaciuto? O l’avete trovato una vaccata, come alcuni miei ignorantissimi amici che ora depennerò dalla lista di persone con cui voglio avere a che fare?
Ditemi se questa cosa del “Film Bell” può funzionare o se è meglio che io rimanga a parlare solo di quelle ciofeche cinematografiche in cui mi imbatto, non so se possa funzionare anche così quindi attendo un vostro parere!
Per il resto spero stiate tutti bene, che siate in zona rossa, gialla, verde, blu o a pois violetti.
Hasta la pasta regà!

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Film Brutt: Twilight

Buongiorno miei prodissimi ragazzuoli sempre più spelacchiati -vi vedo che avete quasi l’alopecia, dovete rilassarvi- come state? Io qua sono sempre sul filo dell’incoronimento, al primo starnuto mi porto le mani al cuore pensando “ecco, Dio, vengo su“.

Oggi vorrei sdrammatizzare un po’ la situa perché se invece di scrivere mi metto sui social sento che al prossimo post su Maradona o sul Covid mi sbucheranno sei teste e comincerò a sputare fuoco e fiamme come Drogon con la raucedine.

Best Drogon GIFs | Gfycat

Urge però fare una premessa doverosa, un’ammissione di colpa che potrà essere usata contro di me in tribunale: a me Twilight piaceva. Giuro. In gioventù ero una twilighter, ma a mia discolpa posso dire che tutt’ora ritengo il primo libro della saga una lettura piacevole. E’ il resto che è un ammasso di cose inutili e astruse.
Detto ciò parleremo del film, che invece è insalvabile su tutta la linea.

Il film si apre con un monologo di straordinaria profondità, parole che verranno incise sulla pietra e mai dimenticate: “Non ho mai pensato a come sarei morta” (e già qui parti male, che cazzo vieni a dirlo a me che ci penso ogni giorno da ventisei anni più o meno ininterrottamente?) “ma andarmene al posto di qualcuno che amo mi sembra un bel modo per andarmene.
MA SEI CRETINA UN BEL MODO PER ANDARTENE E’ IN UNA MEGAVILLA CON BALDI GIOVANI SEMINUDI CHE TI IMBOCCANO DI CUCCHIAIATE DI NUTELLA MENTRE SGUAZZI NELL’ORO, POSSIBILMENTE SOTTO DROGHE LEGGERE, E LEONARDO DICAPRIO AL TUO CAPEZZALE CHE TI GIURA AMORE ETERNO!
Al posto di qualcuno che ami… che pezzente.

Queste parole ci arrivano direttamente dalla protagonista, Bella -che poi, bella… carina, dai- Swan.
Come descriverla… Una mentecatta.
Un’ameba dalle sembianze quasi umanoidi, un essere acefalo senza quoziente intellettivo, un invertebrato senza spina dorsale… Avete capito.
La nostra bislacca protagonista deve andare a vivere dal padre in una cittadina sperduta tra le montagne e la nebbia -credo stia venendo qui a Novara quindi- e sprizza annichilimento da ogni poro.
Per farvi capire il tipo di persona di cui stiamo parlando, lei arriva in sta cazzo di città, il padre va a prenderla in aereoporto e lei si fa il viaggio in macchina con un cactus in mano.
Bella, posso darti un consiglio su dove infilarti quella pianta grassa quanto me?

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Inizia ad andare a scuola in questa nuova mirabolante cittadina inutile e per qualche assurda ragione fa pure amicizia, cosa per me assolutamente incomprendibile data la personalità di Bella: un misto tra una foglia secca e un pesce palla. Credo sia più che altro l’incontrastabile potere della vagina perché ogni penemunito della scuola sembra rimanere folgorato dalla vista del viso pallidino di Isabella Swan.
La nostra piccola mentecatta va a pranzo in mensa e qui finalmente conosciamo lui, il solo e grazie a Dio l’unico: Edward Callo, l’incubo di ogni feticista.

edward cullen gifs Page 22 | WiffleGif
Ho visto barracuda con più fascino

Va beh, si chiama Cullen di cognome, ma pure lui ha la personalità di un bozzo del piede quindi… Nomen omen.
Tra l’altro la scena in cui compare per la prima volta è terribile, lui ha il sex appeal di una cimice morta, avete presente quando ne trovate una capovolta, con le zampette rattrappite? Ecco. Idem.
Lui le passa a fianco e lei praticamente già ha un orgasmo, peccato che poi quel citrullo lei se lo ritrova come compagno di banco a biologia e lui passa il tempo a fissarla con odio estremo senza nemmeno rivolgerle la parola.
Ovviamente dopo queste occhiate cariche di disprezzo lei è già completamente cotta e ossessionata, “devo capire perché mi odia così tanto, bla blaaaa” ma i giorni successivi lui sparisce dalla circolazione e quando torna è una persona nuova: le ronza intorno come una mosca su una deiezione di animali, cerca di psicanalizzarla con duemila domande -zio, se vuoi psicanalizzare anche me gratuitamente io ci sto, neh- fino al punto di svolta che ora andrò a narrarvi.

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Siamo nel parcheggio della scuola, Bella non si capisce che cosa minchia stia facendo ma è a fianco al suo stupido pick up a lanciare occhiate bizzarre alla famiglia Calli quando un furgoncino sbanda, fuori controllo, proprio verso di lei: parbleau, e ‘mo?
Attimi di panico sugli spalti, noi siamo tutti lì a pensare “dai, spiaccicala, spiaccicala!” come Yzma di “Le follie dell’Imperatore” ma quella mozzarellina vivente -alias Edward Cullen- con lo scatto felino di chi non si fa i cazzi propri si catapulta al fianco della donzella e spinge via a manate il veicolo che minacciava di farci un favore seccandola lì sul colpo.
Grazie Edward, eh.
Lei tutta un tripudio di espressioni sconvolte (quindi ha solo la stessa espressione per tutto il tempo) e occhi da triglia impanata, lui fa tutto lo strafottente e non le da spiegazioni se non un fastidiosissimo “è stata una scarica di adrenalina, cercalo su Google”, a cui io avrei risposto con “cerca su Google il cazzo che me ne frega di te, coglioneeeee”.

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Il miglior attore qua è stato il furgoncino

Altri dialoghi di un certo spessore tipo “non credo dovremmo essere amici” cit il ragazzo fantasma che la segue ovunque e cerca di parlarle ogni quattro secondi e mezzo. E lei “non capisco perché ti dispiaccia avermi salvata”… Ma vedi un po’ te, hai visto che fa robe fuori dalla portata dei comuni mortali e potresti dirlo potenzialmente a chiunque, secondo te perché teme di aver fatto una cazzata? MAH.
Gallinacea pure tu.
“Se tu fossi furba staresti lontana da me”
“E se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carriola, testa a pera.”

Essendo comunque due deficienti non riescono a starsi lontani più di mezzo secondo, una roba veramente raccapricciante da quanto sono patetici, nemmeno io con la nutella ho questo rapporto morboso.
Un vecchio amico di infanzia di Bella però comincia a metterle la pulce nell’orecchio: secondo la sua tribù i Cullen sono creature millenarie che scassano le balle da centinaia di anni.

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Andiamo avanti con la rubrica “Bella anima della festa”: va con due compagne di scuola ad aiutarle a scegliere l’abito per il ballo scolastico e mentre loro sono lì tutte infighettite con abiti lunghi e taccazzi lei se ne sta in un angolo a scarabocchiare su un libro.
MINCHIA MA TI DAI UNA SVEGLIATA, PORCA DI QUELLA MISERIACCIA LADRUNCOLA? MA DOVRESTI BACIARE DOVE CAMMINANO QUELLE DUE CHE TI RIVOLGONO LA PAROLA NONOSTANTE TU SIA UNA PIATTOLA!
Ma no, lei è diversa, a lei non importano i vestiti bellissimi, lei è scema.

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Lascia le amiche in negozio e va in questa straminchia di libreria ma mentre torna indietro per raggiungere le compagne, che a questo punto spero l’abbiano abbandonata lì come un rifiuto, viene seguita da un gruppo di ragazzi inquietanti con chiari intenti poco raccomandabili -Feltri direbbe che vogliono 

Edward le salva le pallide chiappe e vanno a cena, dove avviene uno dei dialoghi più inquietanti del mondo.
Ragazze e ragazzi all’ascolto, quando qualcuno dice queste parole è il momento di fare fagotto e andarvene. Correndo. E urlando, possibilmente.
“Mi sento molto protettivo verso di te” è un biglietto di sola andata per “amore criminale”.

Va beh, tornano a casa, lei ormai ha unito tutti i puntini dunque le due menti brillanti e brillantinate se ne vanno nel bosco lontano da tutto e da tutti e succede questo:

“Quanti anni hai?”
“17.”
“Da quanto tempo hai 17 anni?”
“Da un po’. E anche da un Tevere, ora che ci penso.”
E poi ancora:
“Io so cosa sei.”
“Dillo. Ad alta voce.”
Lei prende fiato “Un pirla.”

Edward Cullen Twilight GIF - EdwardCullen Twilight Vampire - Discover &  Share GIFs

Segue scena in cui lui cerca di dimostrarle quanto sia pericoloso; come? La agguanta e la porta in una radura, qui si spoglia mostrando un fisico eccesssivamente deludente e così vediamo che lui è come una di quelle magliette piene di paiettes che tanto piacciono alle vecchie: sbrilluccica alla luce del sole.
Edward, un po’ complessato, pensa di disgustarla ma Bella è completamente andata, partita per la tangente, irrecuperabile: “sei bellissimo”.
Lui fa cose a caso per cercare di spaventarla -tipo correre in tondo super velocemente e sradicare arbusti- e con una sincerità notevole le dice che non desidera altro che magnarsela. Lei ha solo reazioni normali: “ho paura. Non di te, ho paura di perderti”.

MINCHIA MA SEI SERIAMENTE COSI IMBECILLE? MA NON LO CONOSCI NEANCHE, TI VUOLE MAGNARE COME UN FIORE DI ZUCCA PASTELLATO, DOVRESTI PRENDERE LE TUE COSE E DARTELA A GAMBE!

Altre citazioni incredibili che non ricordo benissimo ma erano una cosa tipo “e così la bertuccia si innamorò di Lucio Dalla”
“Che macaco birichino… e che barbagianni pazzo e masochista..”

So The Lion Fell In Love With The Lamb Edward Cullen GIF -  SoTheLionFellInLoveWithTheLamb EdwardCullen RobertPattinson - Discover &  Share GIFs

Insomma, alto livello.

Non so se qualcuno di voi si ricorda questo cartone ma nella mia infanzia c’era immancabilmente “Un tritone per amico”, bellissimo. Qui invece inizia la saga “Un vampiro per fidanzato”, solo che Bella scopre molto presto che le attività da svolgere col suo ragazzo sono limitate: niente limonate focose perché se gli parte l’ormone la disintegra, sesso men che meno, quindi cosa rimane? Cena insieme? No, lui non mangia. Dormire insieme? No, lui non dorme. ‘Na birretta semplice semplice? No, lui non beve.

MINCHIA CHE PALLE EDWARD. 

Dopo neanche due giorni il vampirello la porta a casa per presentarla alla famigghia, di cui l’unica che si salva è Rosalie che detesta Bella come è giusto che sia. 

Regà saltiamo cose che non ne usciamo più, tanto abbiamo capito che questi passano il tempo a fissarsi nelle palle degli occhi per ore e ore.

La famiglia Calli va a fare una partita di baseball e si porta dietro Bella, tipo cagnolino, e mentre loro fanno acrobazie incredibili con quel gatto morto del cantante dei Muse che agonizza in sottofondo (non linciatemi please), e finalmente arriva il vampirone cattivone figone che giustamente vuole farsi uno spezzatino di Isabella Swan sfumato col vino; i Calli partono in difesa della cretina, succedono cose, inseguimenti inutili, Bella che non si sa come riesce a scappare dalla guardia dei Calli e pensando di dover salvare sua madre va dove quel figo incredibile di James le ha detto di andare.

Scontro tra mostri, Edward vince e il povero James sembra morire ma in realtà va ad Orange County a fare surf.
Rottura di balle infinita perché Bella è stata morsa da James quindi Edward che non vuole che lei si trasformi si mette a succhiarle il sangue dalla ferita per aspirare il veleno, come si fa quando sei in montagna da solo e ti morde una vipera.
Tutto normale no? Ma minchia.

Il film finisce con tutti felici, Edward e Bella al ballo di fine anno che si promettono amore eterno e l’amante cattiva di James che li fissa con astio da una finestra.
Ma io dico, sei una vampira, vai lì e la sgozzi in quattro secondi netti, che diamine aspetti? Boh, se non sono tutti scemi dal primo all’ultimo non va bene mi sa.

Fine

Regà ora passo la palla a voi: avevate visto il film? Vi era piaciuto? Vi eravate innamorati tutti quanti di Bella o di Edward o magari pure di Jacob, che alla fine è il più figo di tutti?
Fatemi sapere come vanno le cose nelle vostre regioni e nelle vostre vite, che qua se non ci sosteniamo un po’ a vicenda è la fine.
Hasta la pasta!

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Ciance sparse da una zona non rossa, di più

Buonasera miei cari Spelacchiatini. Niente domanda di rito stasera perché diciamocelo, che domanda della minchia è “come state?” in questo periodo? E con “in questo periodo” intendo l’intero 2020, sia chiaro. L’unica cosa positiva è che quel citrullo di Donaldo Trumpo deve sloggiare dalla casa dal colore molto chiaro. Si prendesse pure la cheerleader italiana saremmo tutti a posto!

Ma parliamo dell’argomento scottante.
Indovinate un po’ di che colore è la mia zona?
Rossa.
Potesse esserlo sarebbe bordeaux mi sa, anche se per essere più accurata dovrebbe essere marrone escremento.

Non so come sia la qualità dell’aria nella vostra zona ma nella mia ci sono proprio particelle di panico e delirio, miste ovviamente a smog e schifo; per stare proprio tranquilla per qualche assurda ragione ancora a me sconosciuta l’altra sera sono finita in un gruppo FB di persone guarite dal Coviddimmerda (nomenclatura ufficiale per me) e mi è venuta un’angoscia tale che ho chiuso di scatto il pc e sono andata a infilare la testa nel barattolo della nutella, da bravo struzzo grasso quale sono.

Avevo detto che non avrei fatto polemica ma qui la situazione mi sta mettendo a dura prova; passo le mie giornate a chiedermi cosa sia potuto succedere di così traumatico nella vita di un essere subumano da renderlo incapace addirittura di capire COME STRACAZZO SI INDOSSA UNA STRACAZZO DI MASCHERINA.
No perché se vedo un altro naso spuntare da una mascherina io prendo un trinciapolli e lo taglio di netto.
Avete presente “il collezionista di occhi”? Ecco, io divento La Collezionista di Nasi. 

Ma quella effettivamente è la cosa minore, considerate che nella mia città il pronto soccorso per tre ore ha dovuto “chiudere”, nel senso che era così pieno da non poter più accettare nuovi arrivi che quindi venivano smistati in paesi vicini.
Perché?
Perché la gente ora ha una paura folle e al primo sintomo di qualunque cosa va in pronto soccorso.
Ora, io sono la prima che se dovesse avere quattro linee di febbre o fare due colpi di tosse si preparerebbe all’estrema unzione e scriverebbe il testamento lasciando tutto al cane, però porca di quell’orca, ragazzi… cerchiamo di rimanere razionali, perché non c’è solo il Coviddimmerda al mondo e se qualcuno ha un incidente o qualunque altra malattia che gli fa rischiare la vita in quel momento non può non poter andare all’ospedale, cazzo.
E sì, non è normale che siano così poco organizzati, e sì, è tutto una merda, e sì, hanno fatto allarmismo per mesi quindi ora al primo starnuto uno pensa di star tirando le cuoia, ma non mettiamoci del nostro per peggiorare le cose. 

Ma parliamo un attimo della piaga superiore, il vero problema di questo periodo, la cosa più grave di tutte.
*Inspira*
Regà io ve lo dico, al prossimo che posta su qualunque social qualcosa sulla RESILIENZA giuro che faccio un casino. MA SE FINO A IERI NON SAPEVI NEANCHE CHE ESISTESSE LA ZETA NELL’ALFABETO PERCHE’ NON CI ERI MAI ARRIVATO, MA COSA CAZZO SCRIVI RESILIENZA OVUNQUE, ANCORA UN PO’ E TE LO TATUI PURE IN FRONTE? MA RESILIENTE COSA? MA COSA TI RENDEREBBE RESILIENTE, TESTA A PERA PIENA DI AMMACCATURE?
IMPARA ANCHE QUESTA PAROLA: SEGATURA, CHE E’ QUELLA CHE TROVERANNO NEL TUO PICCOLISSIMO CERVELLO SOTTOSVILUPPATO QUANDO TI TROVERANNO COL CRANIO APERTO DA UNA MIA MANGANELLATA!
Scusate, mi calmo. Divento resiliente pure io. Resilio.

Poi io sono fortunatissima: il Coviddimmerda per ora non ha intaccato la mia sfera personale direttamente, però ammetto che questo secondo lockdown mi sta già pesando molto. Sarà che finalmente ho una vita sentimentale e non poter vedere quel pazzo esserino che da un paio di mesi orbita nella mia vita mi turba parecchio… che patetismo, qualcuno mi picchi. O mi merli.
(L’avete capita? Il picchio e il merlo sono due uccelli, ah ah ah sono proprio simpa)

Vi lascio un link di Ivan Grieco, uno streamer con una dialettica molto migliore della mia e che in questo video esprime praticamente tutto quello che personalmente mi fa incazzare per questa situazione:

Detto ciò regà, ditemi. Voi come state? Spero davvero che nel male ve la stiate passando decentemente. Raccontatemi, in che zona colorata siete? Come state vivendo questa situazione? Anche voi siete resilienti?
Aggiornatemi un po’, facciamoci compagnia anche in questo momento molto provante.
Hasta la pasta, Spalacchiatini!