Pubblicato in: Cinema, Clint Eastwood, film, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, Jersey Boys, John Lloyd Weber, Vincent Piazza

Cinemando: #Jersey Boys. Quando hai una voce del genere il mondo è tuo





“Oh what a movie, what a night!”

Regia: quel geniaccio di Clint Eastwood
Anno: 2014

Allora, allorissima. Da dove cominciare? Da me che inciampo mentre entro in macchina rischiando di sfracellarmi?
No dai, a voi non credo interessi.
Io partirei da Broadway. Non so se lo sapete, ma io adoro i musical; aspetto i Tony Awards con la stessa impazienza di chi aspetta gli Oscar, che per me sono un gradino meno.
Bene, dovete sapere che a Broadway, da otto anni, va in scena un musical. Un musical su quattro ragazzetti che vivono in un quartiere malfamato di New York che si fanno strada nella vita a suon di musica.
Il titolo? Jersey Boys.
Clint Eastwood, che forse ha preso spunto dall’idea (riuscita malino) di Tom Hooper che aveva fatto la trasposizione cinematografica del musical “Les Miserables”, decide di portare i Four Seasons sul grande schermo.

(Se davvero non sapete chi sono i Four Seasons vergognatevi e cliccate qui e qui )

Toh, John Lloyd Young!


Il protagonista del musical a Broadway? John Lloyd Young, (vincitore di un Tony Award e di un sacco di altri premi).
Il protgonisa del film? John Lloyd Young, sempre lui.


 Queste cose le adoro.
Il re del mondo? John Lloyd Young.

Un’altra cosa interessante è Frankie Valli e Bob Gaudio stessi hanno preso parte come produttori esecutivi a questo film.
Cioè dai che figata fare un film su sé stessi!


Parliamo del film, dai: Jersey Boys ripercorre la storia dei Four Seasons dagli albori alla separazione, fino all’ultima reunion negli anni ’90.
Il film si apre con Tommy DeVito che presenta sé stesso e man mano gli altri personaggi; lui sarà il narratore della storia, della sua storia e di quella dei suoi amici, rivolgendosi di tanto in tanto a noi spettatori della loro vita.
Vediamo Tommy farsi in quattro per tenere il suo amico e protetto Frankie lontano dalla prigione che invece lui e i suoi amici visitano fin troppo spesso, lo vediamo esibirsi con il suo gruppo, lo vediamo fare il cretino con le ragazze.
Vediamo il gruppo formarsi e andare incontro al successo, per poi affrontare alti e bassi con alti molto alti e bassi davvero molto bassi, fino al drammatico scioglimento della band e l’avvio da solista di Frankie Valli.


Lo ammetto, la biografia della band non la conoscevo granchè quindi non so effettivamente quanto abbiano romanzato e quanto abbiano inventato, so solo che funziona. E’ un film che funziona incredibilmente bene.

C’è la parte in cui va tutto alla grande, quella in cui sei in sala
registrazione con loro, in cui parti anche tu per il tour con una giacca rossa e le scarpe nere ai piedi, quella in cui canti davanti alle telecamere.
E poi ovviamente arriva il declino, il momento in cui la facciata cade e lascia il posto ai drammi familiari, alle debolezze personali, e i Four Seasons si sgretolano lasciando solo il leader Frankie e la sua voce meravigliosa a fare tappe in giro per l’America.

Sarà che Clint Eastwood è una garanzia, sarà che mi sono mezza infatuata di Vincent Piazza (e della sua faccia da schiaffi), sarà che detesto la musica che stanno producendo in questi anni e che un ritorno a quella purezza mi ha ridato fiducia nell’umanità, fatto sta che questo film mi è piaciuto proprio. Very good.

Le canzoni piazzate al momento giusto sono una gioia da sentire (“Can’t take my eyes off you” è un trionfo. Tornerei al cinema anche solo per quella canzone, davvero), certe scene -soprattutto nella seconda parte- sono di una soffice drammaticità che non opprime ma che lascia un po’ storditi, la colonna sonora è perfetta… Non riesco a trovare qualcosa che non mi sia piaciuto. Forse è un po’ troppo lungo? Forse un po’ lento in alcune parti? Non so. So che mi è piaciuto, e che i lati positivi surclassano quelli negativi facendoli sparire.
Mi rendo conto che è lungo per essere un film del genere ma sinceramente non mi sono mai ritrovata a guardare l’ora o lanciare i popcorn alle mie compari per passare il tempo. Stavo lì con gli occhi incollati allo schermo, punto.

E alla fine mi sono ritrovata a sorridere come un’ebete. (come al solito, allora)
Bello, bello, bello.
Forse deve piacere il genere. Forse bisogna conoscere i Four Seasons, per apprezzarlo. Questo non posso saperlo, perché le loro canzoni sono nel mio mp3 da anni… Se qualcuno non aveva mai sentito parlare di questi ragazzi ed ha visto il film mi faccia sapere che effetto gli ha fatto, che sono curiosa!

Alla prossima cinechiacchierata 😀

Autore:

Simpatica come una piaga da decupito e fine come un babbuino che si gratta il sedere. Se vi va di scambiare quattro chiacchiere, mandarmi mail minatorie o proporre una bevuta insieme: pensierispelacchiati@gmail.com

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