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Filmando: #Babdook

Filmando: #Babadook
Ovvero quando un film horror incontra una bella trama
Come credo di aver già detto, io e gli horror abbiamo un rapporto controverso, Facebook lo descriverebbe come “una relazione complicata”.
Il fascino del macabro e dello spaventoso colpisce anche me, ma in generale non è il tipo di film che guardo anche perché sinceramente detesto i film horror-splatter e gli horror-survivor in cui i protagonisti muoiono semplicemente uno dopo l’altro. Gli unici del genere che ho apprezzato sono i primi “Final Destination”, poi mi hanno stufata anche quelli.
Per intenderci, preferisco gli horror tendenti al thriller.
Un giorno però ho visto il trailer di questo film chiamato “
Babadook“, ed è stato un piccolo colpo di fulmine. Mi è sembrato, finalmente, un film horror interessante.
Mi sono quindi mobilitata a rompere le balls a tutti per andare a vederlo al cinema, ma per una serie di motivazioni io e le mie amiche (molto più amanti del genere di me) ci siamo ritrovate a guardarlo a casa, una sera, sole.

Babadook ha una durata complessiva di un’ora e mezza ed è scritto e diretto da Jennifer Kent.

Babadook racconta la storia di Amelia, madre single in quanto rimasta vedova dopo l’incidente d’auto avuto proprio mentre il marito la portava in ospedale per partorire il figlio Samuel.
Il piccolo, che noi conoscermo bambino, è un ragazzino molto particolare, vagamente inquietante e con qualche problema a relazionarsi.

Una sera Samuel trova un libro apparentemente per bambini, intitolato “The Babadook”, e Amelia comincia a leggerglielo finche non si rende conto di quanto sia spaventoso. Samuel ne rimane traumatizzato e da allora la sua missione sarà combattere il mostro e proteggere se stesso e sua madre, che lo ritira dalla scuola in seguito al fatto che lui si sia portato un classe un coltellino artigianale. É in casa che comincia l’incubo.

Questa è la trama senza spoiler, perché sono una brava bambina.
Anche questa volta il casting è notevole.
Noah Wiseman oltre ad essere tenerissimo tanto da avermi fatto rivalutare la mia visione dei bambini (ora voglio un figlio come lui, se no niente) è anche molto, molto bravo. Dava un senso di innocenza, tristezza e paura che mi ha fatto tifare per lui tutto il tempo.

Lui ed
Essie Davis (Amelia) reggono il film completamente da soli, e questo è tutto dire. Lei è bravissima, il suo cambiamento durante il film è riuscitissimo e le sue espressioni sono veramente paurose.

Considerazioni sparse e qualche spoilerino:

Una delle cose che più ho apprezzato di questo film è la praticamente totale mancanza di spargimenti di sangue. Niente dita mozzate o squartamenti vari per una volta, solo un’aurea inquietante per tutto il tempo.
Non è uno di quei film pieni di jumpscare (sapete che non so come tradurlo? intendo i “sobbalzi” che si fanno quando c’è per esempio un mostro che sbuca all’improvviso), anzi, le scene con il Babadook sono lente: tu sai che sta arrivando e lui incombe inarrestabile, e questo fa più paura dello sbucare da un armadio.

Luci tendenti al blu, angoli bui di un nero pestissimo in cui può nascondersi qualunque cosa, una psicologia seria dietro a questo mostro, una morale e soprattutto una trama e un finale che hanno un senso. Non è un horror fine a sè stesso, non è solo un film con un mostro da sconfiggere.

Forse perché Babadook non è solo un mostro, è una metafora.

Perchè ognuno di noi ha un mostro dentro di sè, e non sempre riusciamo a sottometterlo. A volte esce, ci perseguita, ci distrugge se non riusciamo a domarlo. 

Insomma, questo film mi è piaciuto molto proprio perché non ha la solita filosofia spicciola dell’ultimo minuto, ma credo che anche qui la componente “gusto personale” sia molto importante… forse chi è abituato ad altri generi di horror non sarà soddisfatto da questa pellicola, proprio perché si discosta dai soliti filoni. Probabilmente a chi è avvezzo (ragazzi che fatica cercare di non ripetere i termini…) al genere non si sentirà inquietato come lo ero io durante la visione, ma secondo me una possibilità dovrebbe dargliela chiunque.
Fatemi sapere se l’avete visto e cosa ne pensate, mi raccomando, e soprattutto… “Non fatelo entrare, non fatelo entrare!” 
 

Saramandra



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Serialmente parlando #Vicious

Serialmente parlando: #Vicious seconda stagione
Ovvero quando (far) ridere allunga la vita


Sto per dire una cosa sorprendente, che non ha mai detto nessuno: fa caldo.
Schiatto.
A me il caldo fa veramente veramente male, è una cosa insopportabile. Se potessi mi sfascerei sul divano, condizionatore a palla, e mi alzerei a ottobre.
Al caldo aggiungiamo la sessione d’esami, il sentirsi rifiutati e tutte le paranoie fisiche che l’estate porta sempre con sè, direi che la ricetta per sentirsi uno schifo è pronta.
Ma, perché c’è sempre un ma, in questo mare di tristezza ci sono delle gioie.
Vicious seconda stagione.
EPICA.
Sei puntate da venti minuti, Freddie, Stuart, Ash e Violet che danno il meglio di loro stessi, Penelope che con due uscite mi ha spezzata.
Vicious seconda stagione.
In effetti io l’ho guardata in contemporanea con gli Stati Uniti, quindi da qualche mese, ma ve la consiglio oggi perché è un telefilm che mi sembra adatto alle giornate estive.

Che dire, veramente, per me questa serie è una perla. La prima stagione era stata uno spasso, questa è una bomba.
Per chi se lo fosse perso, Vicious è una minissima serie targata BBC (ovviamente un nome una garanzia) che ha come protagonisti Freddie e Stuart, due anzianotti signori che stanno insieme da cinquant’anni e che battibeccano con battute al vetriolo dalla mattina alla sera; a loro due si aggiunge Ash, il giovane nuovo vicino che abita sopra di loro, Violet, amica di lunga data, Penelope che è la vecchietta che se ne esce con delle battute da piegarsi a metà dal ridere e Mason, il fratello di Freddie.

Credo che la puntata che più mi ha fatto ridere è la seconda: fan di Game of Thrones (la serie), adorerete una parte. Ve lo prometto. Io volevo applaudire allo schermo.
Anche in questa stagione ci sono grandi battibecchi e battutacce cattivissime, ma ci sono anche dei momenti seri e commoventi, e scene molto tenere.
E’ veramente una serie carina e piacevole da guardare, e questa stagione ha dei picchi di ilarità divertentissimi, l’unica pecca? La durata! Dateci più Vicious, marrani della BBC!

Insomma, correte a guardare questa serie. Anche solo per vedere Iwan Rheon vestito così.

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(Noiosa) "Storia di una ladra di libri"


Librando: #(noiosa) Storia di una ladra di libri
Ovvero quando un successo mondiale non ti piace




Qualcosa mi dice che questa recensione porterà grande delusione, dunque lo dico subito: questo libro non mi è piaciuto.

Non mi ha fatto schifo, questo no, ma io mi ero aspettata i grandi romanzi, il grande libro del mondo, 

Il romanzo è scritto da un punto di vista moooolto particolare e che all’inizio mi ha fatta rimanere 
un po’ così: O.O

Il punto di vista, regà, è quello della Morte. La Morte a sto giro è una creatura curiosa, misericordiosa, che si china verso noi umanoidi in procinto di trapassare e prende con sè le nostre anime bambine. La Muerte, dunque, segue a suo modo le vicende della protagonista Leslie, acchiappando anime qua e là e dispensandoci frasi dall’aria profonda ogni due per tre.

Meh.

Dico “dall’aria profonda” perché ogni tanto, non so se per la traduzione o erano proprio volutamente così, queste frasi pazzesche mi sembravano vuote e un po’ prive di senso e di quel tocco poetico che invece avrebbero voluto contenere.

La scelta del narratore all’inizo del romanzo non sapevo se a lungo andare mi sarebbe piaciuta o meno, ora posso dire che non mi ha colpita più di tanto; la morte che racconta della seconda guerra mondiale mi fa strano, e soprattutto non credo che offra chissà quale arricchimento alla trama.
Lo so, volete picchiarmi, ma please trattenetevi dal farlo, sono ancora giovane e ho così tanti libri da leggere!
La trama non è male, ma la prima metà del romanzo è stata un’agonia. Scrittura lenta, avvenimenti radi, pochissimi dialoghi e troppo “nulla” in mezzo a tutte quelle righe… Poi, a metà romanzo, la svolta: la storia comincia a prendere, la scrittura si velocizza quel che basta, e le ultime duecento pagine vanno via rapidamente.
La storia di Leslie è triste, la storia delle sue guerre lo è: una è quella per la sopravvivenza. Lei è stata abbandonata dalla madre e viene affidata ad una famiglia nella HimmelstraBe, e la piccola dovrà lottare per smettere di piangere ed andare avanti, costruendosi una vita con la famiglia che la ospita. 

La seconda è ovviamente la guerra mondiale, che le porterà via tutto, poco a poco.
Ma questo romanzo è anche la storia di Max, ebreo perennemente in fuga finché il padre adottivo di 
Leslie non lo accoglie nascondendolo nel seminterrato freddo. La scrittura di Zusak rende molto bene l’atmosfera ansiosa, precaria, di paura dell’uomo e di chiunque abbia a che fare con lui, consapevole del pericolo in cui incorre, ma ci infila sempre troppi ghirigori.

La storia, dunque, è interessante. E’ profonda, anche. Ma c’è qualcosa nello stile di Zusak che veramente non mi prende… Probabilmente va solo a gusti personali, o forse avevo aspettative troppo alte vista la quantità di recensioni super iper mega positivissime che circondano questo libro.

In ogni caso… A voi che è piaciuto, perché è piaciuto? C’è qualcuno che la pensa come me?

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Serialmente parlando #Gotham

Serialmente parlando: #Gotham
Ovvero quando tifi per i cattivi

Quest’oggi si parla di serie tv, una serie che avevo cominciato, poi l’avevo stupidamente accantonata per non so quale motivo, e che ho ripreso e recuperato in tre giorni.
Sto parlando di Gotham, telefilm targato Fox e datato 2014 che, in soldoni, segue le vicende di una Gotham giovane e vediamo cosa spinge i personaggi più famosi del fumetto diventare quello che sappiamo diventeranno.
Ventidue puntate da quarantacinque minuti l’una, ma credetemi: una volta ingranato il ritmo le puntate voleranno.

Di cosa parla Gotham?
I detective del Dipartimento della Polizia di Gotham City, guidati dal capitano Sarah Essen, il giovane James Gordon (detto Jim), e il suo nuovo partner Harvey Bullock, vengono ingaggiati per risolvere uno degli omicidi più sconvolgenti e di alto profilo a cui Gotham abbia mai assistito: l’assassinio di Thomas e Martha Wayne. Durante la sua indagine, Gordon incontrerà il figlio dei Wayne, Bruce, ora sotto la tutela del maggiordomo Alfred Pennyworth, che darà informazioni utili a Gordon per trovare il killer. Lungo il suo cammino da detective, Gordon dovrà confrontarsi con diversi boss della mafia (alcuni dei quali appartenenti alle storyboard originali, come Carmine Falcone e Sal Maroni, altri inventati per la serie come Fish Mooney o Butch Gilzean), e con quelli che saranno i futuri supercattivi dell’universo di Batman, tra i quali Selina Kyle (la futura Catwoman), Oswald Cobblepot(detto Pinguino), Edward NigmaIvy PepperHarvey Dent e Jonathan Crane coloro che, rispettivamente, diverranno l’Enigmista,Poison IvyDue Facce e lo Spaventapasseri.” -cit Wikipedia-


Da qualche parte dovrò partire, quindi inziamo con i personaggi:
Il personaggio super buono e super onesto in questa prima stagione è l’incorruttibile e indefesso detective Gordon, sì, il Gordon che, se siete appassionati di Batman, avete già visto interpretato da Pat Hingle e Gary Oldman sul grande schermo.
Stavolta Gordon è interpretato da Benjamin McKenzie.
In generale quando ritrovo un attore di un’altra serie tv ci metto un po’ ad ingranare con il nuovo personaggio, ma con Benjamin non è andata così: era Gordon dall’inizio della prima puntata alla fine dell’ultima, non ho mai pensato a Ryan Atwood (se non quando gli hanno fatto indossare la canottiera bianca, lì il richiamo era troppo forte).
Il problema, ma a quanto pare sono l’unica a notarlo, è la sua capacità attoriale.

Non è un pessimo attore ma non è neanche un attorone da Oscar immediato… Perché è monoespressivo! E’ un po’ come se lui riuscisse a recitare con il corpo più che con il viso, il che è particolare. 

Chi invece mi ha colpita da morire e per il quale nutro una sorta di rispetto reverenziale in questa serie è Robin Lord Taylor, ovvero Oswald Cobblepot.
Dal primo momento è stato amore. Sarà che amo i cattivi psicopatici e con un’aria triste e un po’ sfigata, sarà che l’espressività di quest uomo è qualcosa di pazzesco, sarà che abbiamo le stesse occhiaie, io sono capitolata alla prima scena.
Se McKenzie recita con il corpo, Robin Taylor recita con ogni singolo muscolo, quindi che il personaggio sia qualcosa di geniale, carismatico e incredibilmente affascinante è solo un surplus. Per tutta la stagione lo vediamo fare il doppio, il triplo, il quadruplo gioco tanto che non si sa mai veramente a chi è fedele questo subdolo e viscido uomo. Bellissima la trasformazione graduale della sua personalità, il suo modo di abbracciare il suo soprannome, il suo rapporto con Jim Gordon.

Un altro personaggio interpretato in maniera incredibile è Nygma, e l’attore è Cory Micheal Smith.
Che dire. Nygma è un ricercatore che lavora al GCPD, adora gli indovinelli, ha una naturale propensione al macabro ed è sicuramente uno “strano”, nella serie “creepy” o “freak”.

Nygma si capisce immediatamente che sarà uno dei cattivi più psicotici della serie, ma la sua è una trasformazione lenta e graduale; la sua follia è un crescendo che vede la sua esplosione solo nell’ultima puntata, con una scena da novanta minuti di applausi.

Di solito gli attori bambini non mi piacciono mai, ma in ultimamente sto trovando parecchie eccezioni -per esempio Noah Wiseman in Babadook– e una di queste è sicuramente David Mazouz che interpreta il giovanissimo Bruce Wayne. Bruce ha assistito all’assassinio dei suoi genitori, spaventato e impotente, e trova conforto non solo nel maggiordomo Alfred ma anche in Gordon, il quale gli promette di continuare a lavorare sul caso dei suoi genitori finché non troverà l’assassino.
Diventa amico della piccola ladra di strada Selina Kyle (interpretata dalla bellissima e particolarissima Camren Bicondova), personaggio che non ho amato particolarmente; troppo strafottente e sicura di sè, fino ad essere irritante… Ha guadagnato punti durante la stagione ma li ha persi tutti nel finale, per me.
Questi sono solo alcuni dei personaggi fissi della serie, a loro si aggiungono i capi mafiosi Falcone e Maroni con tanto di scagnozzi, la bellissima e potente Fish Mooney che ambisce, come Oswald Cobblepot, a diventare il capo di Gotham, Harvey il compagno detective di Gordon, Barbara Kean, l’iniziale ragazza di Gordon, Alfred il padre-maggiordomo…
E non solo, perché in ogni puntata c’è un cattivone diverso. Non so chi abbia gestito i casting, ma meriterebbe una medaglia: tutti bravissimi. Degnissimi di nota sono il mio amato Cameron Monaghan, che interpreta Jerome, il futuro Joker. L’abbiamo visto solo in un episodio, ma tranquilli… Nella seconda stagione (che andrà in onda in America il 17 gennaio) sarà molto più presente.
Uno dei cattivi che più mi ha inquietata però è sicuramente Jason Lennon, il primo vero serial killer della serie, spaventoso e affascinante come un serpente velenoso. Interpretato da Milo Ventimiglia (per intenderci, l’incompreso Jess Mariano di “Una mamma per amica” e Peter Petrelli in “Heroes”) occupa due puntate all’interno della serie e che farà uscire un lato oscuro di un personaggio piuttosto inaspettato… (in realtà io l’avevo capito abbastanza in fretta, ma credo che dipenda dal mio allenamento con tutti i cattivi psicopatici che ho visto in altri telefilm).
Nella serie si scoprono un sacco di cose sui grandi cattivi dell’universo di Gotham: come e perché lo spaventapasseri è diventato lo spaventapasseri, la storia del Joker, come Oswald Cobblepot è diventato Pinguino, come Bruce ha deciso di diventare paladino della giustizia e moooolte altre cose interessanti.

Insomma, se amate i cattivi, se amate Batman, se amate la città di Gotham e i suoi abitanti oppure se volete iniziarvi a questo mondo, questa serie è un must. Io l’ho adorata, le ultime quattro puntate sono incredibili per intensità e ritmo. 
Super consigliata!

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#Universitaria in crisi

Aah, che bello.
E’ il 26 luglio, è domenica, è notte e io sto studiando.
Va beh, “studiando” è un parolone, ma ho i fogli fotocopiati davanti e li sto fissando intensamente.
Non so se avete presente, tra l’altro, la meravigliosa sensazione di ansia mista ad angoscia pura tipica di quando sapete di non aver fatto un cazzo per prepararvi all’imminente esame e continuate imperterriti a non fare un cazzo.
Per dire, io dovrei ancora guardarmi un film e leggere circa novanta pagine di un libro di testo. La notte è ancora lunga.
Vi prego se mi capite ditemelo. Scrivetemi che non sono l’unica umanamente incapace di organizzarsi.
Sarà un esame divertente quello di domani… E come se non bastasse è orale!
Mentre scrivo qua sto anche mettendo a caricare lo streaming di “Uccellacci e Uccellini” di Pasolini, che è uno dei film che devo vedere… MEEEEH.
Va bene, finamola qui con questo post inutile. Non sono sparita. Più o meno. Da domani libertà, comunque vada l’esame.

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Random #Acquisti folli

Ancora una volta un post per sole ragazze (o anche per i ragazzi a cui piace truccarsi) perché si tratta di shopping.
Shopping ossessivo compulsivo.

Shopping apocalittico, ho speso un patrimonio.
Prima tappa: Sephora.

Più o meno i soldi spesi oggi

E già li son partiti i big money.
Poi giretto da Tezenis, che con i saldi non partono i big money ma sempre money partono. Ma ho un reggiseno di un colore stupendo e tre canottiere carinissime, quindi va bene così. I soldi sono fatti per essere spesi.
Infine Bottega VerdeCAD, che è la mia fonte primaria di trucchi della Maybelline e Rimmel. Capirete, dunque, che sono ormai oltre la soglia di povertà.
Infine per non farmi mancare niente mi sono sparata tre vestiti fichissimi da un negozio sconosciuto, due lunghi e uno corto, rosso fuoco.
Credo di essere a posto per la vita,

Da Sephora, per il modico prezzo di 28 euro, ho comprato un correttore. “Minchia!” direte voi, e l’ho quasi detto anche io lì nel negozio, “28 euro per un correttore? Mai nella vita!” però, people che mi giudicate, forse voi non soffrite di insonnia. Forse voi al mattino, quando vi guardate allo specchio, non sembrate una persona reduce da una rissa persa miseramente. Forse non assomigliate più ad un panda che ad un essere umano.
Io sì. E vi assicuro che ho provato decine di correttori anti occhiaie, alcuni anche buoni eh, ma non avete idea di quante volte sono uscita la sera per una cena e poi magari dopo qualche ora con uno sguardo allo specchio mi sono accorta che ero tornata ad essere un gibbone con gli occhi pesti.
Uno schifo, e con il caldo e il sudore sembro perennemente in crisi d’astinenza.

Comunque sia oggi mi sono fatta consigliare da una commessa gentilissima che mi ha piazzata sulla sedia e mi ha spalmato la faccia di roba finché non ho trovato quello che cercavo: la Erease Paste di Benefit.
Il mio primo acquisto di Benefit, sono quasi commossa. A quanto pare è l’anti-occhiaie più a lunga durata del mondo con la coprenza maggiore, quindi speriamo sia la fine della mia odissea occhiaiosa… Vedremo, lo testerò già domani. In caso non dovesse soddisfarmi potrei quasi lanciarmi da un ponte visto quanto l’ho pagato.


Altro acquisto truccoso è il famoserrimo fondotinta della Bare Minerals, il fondotinta minerale in polvere libera che spero mi dia un’aria sana e uniforme coprendo le varie imperfezioni da ciclo. Anche questo ha un costo non indifferente, 31 euro di polvere, ma non volevo niente di liquido nè siliconi a manetta per una volta.
Per compensare comunque ho comprato anche il fondotinta in mousse della Rimmel, lo Stay Matte, per vedere come va, e quello di siliconi ne contiene a palate.

Da Bottega verde invece ho preso un po’ tutto quello che avevano in offerta al cocco, quindi olio secco, crema corpo, bagnodoccia… Più un gloss davvero davvero fico che hanno in offerta in questi giorni. Non so come si chiamino ma io ho la colorazione più rossa possibile, “Rubino”, e l’ho messo a casa prima di cena per provarlo e dopo cena era ancora li! Certo, niente più effetto bagnato, ma le labbra erano ancora colorate dibbrutto!

Pant, pant, ragazzi non capite che fatica allineare tutte queste immagini. Righe su, immagini giù, parole sparse per la pagina… Perché sono incapace?
Al CAD comunque ho preso anche una sobria fascia per capelli di colore azzurro elettrico, azzurro convulsioni immediate ecco. Perché mi serviva e perché mi piaceva.

Ora vedo di mettermi a pagellare la gara di domenica, che è sicuramente più divertente che pensare alle mie spese folli. Vedremo come va con ‘sti prodottuzzi.
E voi? Avete fatto acquisti pazzi o non pazzi? Avete provato qualcuno di questi prodotti? Spendereste mai quasi trenta euro per un correttore?
Fatemi sapere di tutto e di più!

Saramandra
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Librando #5 Coppie Letterarie

All you need is love, love is all you need


Do you need me?
Do you think I’m pretty? 

Immagino che a tutti capiti di avere una canzone in testa, impossibile da scrollarsi di dosso… Per me oggi è “Cheerleader” di OMI, fino a poche ore fa a me sconosciutissimo, e ora il ritornello si è impiantato nel mio cervello e va in loop da ore.

Chissà se qualcuno scriverà mai una canzone per me… qualcosa mi dice che ci sarebbero le parole “cretina”, “pigra”, “non si laureerà mai” sparse in giro per il testo. Forse è meglio che nessuno lo faccia.
Ahh, l’amore. Che sentimento del cavolo.
Sì, sto avendo qualche problema di cuore. Cioè, diciamo che il mio cuore è abbastanza sbrindellato al momento…
Non so chi l’abbia deciso, ma su Facebook oggi tutti postavano foto di coppie innamorate dicendo che il 6 Luglio è la giornata del bacio. Mah, va bene. Se lo dite voi, popolo di Facebook.
Dunque dunque ho deciso di stilare una lista di cinque coppie letterarie che amo e che mi hanno fatta sospirare come una quindicenne mentre li leggevo. Anche perché mentre leggevo alcuni di questi avevo davvero quindici anni.

  1. Mr Darcy ed Elizabeth Bennet. Lo so, è banale, ma se penso ad una coppia letteraria sono loro i primi a saltarmi in mente.
    Il burberissimo Darcy e l’agguerrita Elizabeth credo siano una delle prime -se non la prima in assoluto- coppie che mi abbia fatta innamorare in un libro, occupano un posto speciale nel mio cuore.
  2. Aragorn ed Arwen. Più di così, dai. Sarà che Il Signore degli Anelli è una delle mie saghe preferite in assoluto ed ho atteso con ansia e impazienza ogni loro contatto.
    Belli, belli, belli.
    Guardateli, shippateli, e datemi un guerriero.

  3. Jay Gatsby e Daisy. Lei è un’idiota, ma lui la ama abbastanza per tutti e due.
    E per far innamorare anche noi.
    Vecchio mio, molla quella sciacquetta e vieni da me, ti tratterò bene!
  4. Khal Drogo e Daenerys Targaryen. Che belli, che tenerezza… Lui così grande e forte, lei così esile e spaventata, si danno la forza l’un l’altro e grazie a lui il Drago viene fuori. 
    Quante lacrime, sono perfetti.
  5. Jane Eyre ed Edward Rochester. Perché sì, sono una donnetta e amo anche loro, va bene?
    Perché l’amore va oltre l’aspetto fisico! Perché va oltre la classe sociale!
    Almeno nei libri…
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Allarme rosso Chanel

Lettori e lettrici, non so cosa mi stia succedendo.
Starò diventando veramente una donna? Una di quelle con la “d” maiuscola?
Vi spiego.
Da giorni sento l’impellente, inutile bisogno di comprarmi un rossetto di Chanel. Non so perché.
Io e le grandi marche non andiamo d’accordo, abbiamo più quel tipo rapporto da “ti guardo da lontano perchè non posso permettermi altro”, ecco.
Al pensiero di spendere trenta euro per un rossetto mi si accappona la pelle, i peli mi si rizzano.
Eppure lo voglio. Lo desidero. Lo necessito, vi prego aiutatemi, fermatemi prima che sia troppo tardi.
Ho anche cercato su internet i colori. Al momento credo di amare e voler sposare il numero 102, Palpitante, un fucsia rosso molto fico.
Ragazzi lo so che per voi è incomprensibile. E’ incomprensibile anche per alcune ragazze.
Anche per me.

Ma mi immagino già la gioia di tirare fuori il mio rossetto, magari in pieno centro, fargli fare “click”, applicarlo con lo charme di un’oca impazzita e rimetterlo comodamente in borsa
Non so cosa faccia scattare questo tipo di psicopatia, queste ossessioni femminili impossibili da togliersi dalla testa. Ma esiste il corrispettivo per i maschi? Ci sono cose che hanno l’impellente bisogno di comprare spendendo un capitale?
Non so.
Forse le scarpette da calcio, o le maglie delle squadre?
I gadget di Star Wars?
Non so. Non mi è chiaro. Forse a un certo punto della vita succede, si diventa più venali. O scatta qualcosa, a noi donne, un po’ come il desiderio di maternità… Boh.
Forse è solo il mio cuore infranto che cerca di compensare.
Fatto sta che se passo almeno uno dei tre esami che ho ancora da dare me lo compro, perché funziono come i cani di Pavlov: a rinforzi positivi.

E voi? Quali spese pazzissime avete fatto nella vostra vita? Spendereste trenta euri per un rossettazzo fico che possibilmente duri millemila ore? Quali sono le cose per le quali spendete grandi cifre?
Fatemi sapere!

Saramandra
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Randomando #Bambini e rossetti

Bambini e rossetti

Notiziona notiziona, mi è arrivata la Sephora Black Card. Non so per quale ragione, compro da Sephora tipo tre volte all’anno e in genere per fare regali… Forse per fare l’upgrade bastano dieci punti? O forse li ho mossi a compassione…
Comunque sia ora ho il dieci percento di sconto su quello che voglio quindi qualcosa mi dice che un nuovo rossettazzo sarà presto sulla mia scrivania, sparso insieme a tutti gli altri.

Ora mi serve solo un fondotinta che mi faccia assumere la sua faccia


Parlando di rossettazzi comunque sto amando alla follia il numero 107 della Rimmel linea di Kate “sono bellissima” Moss. 
Lasciatemi fare la donnicciola per una manciata di secondi: è un colore verameeeeeente strafigo, e per la prima volta nella vita guardandomi allo specchio ho pensato che mi stesse bene. E’ il potere di Kate Moss.
Come durata non c’è male, tre-quattro ore senza mangiare. L’ho provato prima di andare ad abbuffarmi di cheesburger e patatine ma a fine cena era rimasto solo sui bordi, com’era ovvio.
Probabilmente finirò con il comprare anche il rosso scuro della stessa edizione e poi tutti gli altri perché ho un problema con i rossetti, anche se poi finisco con il metterli una o due volte al decennio.

Ragazzi lo so che non ve ne frega una mazza ferrata, ma non si può parlare solo di Marquez… Sono pur sempre una young lady.
Giusto per provarvelo, oggi parlerei della gente con bambini.
Ma non delle coppie normali che cercano di educare i loro pargoletti a non rompere i cocomeri alla povera gente che sta già affrontando il peso della vita, no, parliamo di quelle che mandano i loro piccoli mostriciattoli in giro in piena libertà. Ma vi rendete conto che un bambino di quattro/cinque anni è un Godzilla in miniatura?
Ma vi rendete conto che se mi spatascia il gelato addosso gli tiro un calcio che finisce in Giappone?
No perchè, se ancora non lo sapete, io ho un problema con i bambini. Mi irritano a morte, Davvero, so che è una cosa orribile, ma non li reggo. Quelli agitati li legherei alla sedia con lo scotch.
Corrono, ti vengono addosso, urlano, piangono, rovesciano cose, spingono, strillano, fanno i capricci, si buttano per terra… Ma volete educarli o li state crescendo alla Mowgli?
Che poi mi rendo conto che il problema non sono i bambini ma i loro genitori. Quelle teste di merluzzo che hanno messo al mondo delle creature e che spariscono quando le suddette creature al ristorante si mettono a lanciare le posate pulite prese dal bancone nella vasca dei pesci. Oppure quando, sempre al ristorante, cominciano a correre e gridare tra i tavoli, e i genitori lì a ridere come cretini.
Schiaffi per tutti, in promozione 3×2.
Al parco se vuoi leggere in santa pace dopo una giornata di studio massacrante ti ritrovi inondato d’acqua perché giocano con i mega pistoloni d’acqua, con i genitori che non dcono nemmeno “provate a giocare lontano dalla società”, ma se ne sbattono le natiche flosce.
Ora, io vorrei lanciare un messaggio a questi genitori. Un messaggio pacato, cortese, tranquillo.
Siamo tutti amici, dai.
Il messaggio è questo: Se il tuo ributtante esserino mi arreca un danno, te lo spedisco a casa in piccoli pezzi, come un puzzle, poi sta a te ricostruirlo con un po’ di educazione
Ma insomma.

Saramandra
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Pagellando la MotoGP: Assen, ovvero la fine di un amore

Uh la che gare! La Moto3 da sempre soddisfazioni incredibili, c’è poco da fare… Non vedo l’ora che questi giovanissimi crescano e vadano in MotoGP, ce ne saranno veramente delle belle.
Ma pensiamo alla classe regina, va, che da dire ce n’è già ababstanza.

Domenica:
I semafori si spengono e Jorge, in ottava posizione perché ha fatto delle qualifiche un po’ de mierda, in due curve passa praticamente chiunque gli capiti a tiro arrivando a piazzarsi terzo senza neanche sapere bene lui come.
Valentino intanto è partito a razzo, con Marquez attaccato dietro come se lui fosse il motoscafo e Marc quello che fa windsurf; Pedrosa con un altro dito staccato ormai è sempre più simile a Reek del Trono di Spade e parte dalla zona di Lorenzo, ma senza rimonta stratosferica e contandosi continuamente le dita, mica che qualcuna salti via a metà gara.
Barbera e Miller si schiantano giusto per non farci mancare nulla.
La sorpresa della giornata sono i fratelli Espargaro: non solo Aleix si è accaparrato la seconda posizione con un giro da paura, ma in gara se le danno di santa ragione… Come veri fratelli.
Se io e mia sorella fossimo rivali in campionato ci avveleneremmo reciprocamente il cibo, loro si limitano a sportellarsi a destra e a manca.
Aleix, comunque due goccine nel caffè...
Intanto davanti Marquez e Rossi mettono il turbo e lasciano dietro Jorge, che se ne frega di tutto e di tutti, mette il pilota automatico e sonnecchia tranquillo e beato sognando un duetto con Ramazzotti.
Iannone comunque sorpassa Aleix con un sorpassone mica da ridere, e si accaparra la quarta posizione pronto a difenderla con le unghie e con i denti. Dovizioso intanto è in settima posizione, Rossi ha bevuto la Redbull e ha messo le ali, Marquez gli è sempre alle costole e Loenzo va così piano che tra un po’ lo doppiano.
Non succede nulla per un po’, Marquez studia Valentino, poi Valentino lo lascia passare per studiarlo a sua volta, neanche dovessero sostenere un esame.
Continuando così, si arriva all’ultimo giro.
Ultima curva.
Rossi è davanti, Marquez dietro, Meda sta per farsi uscire un polmone dal naso da quanto è agitato, noi impiantiamo le unghie nel divano come i gatti e ci prepariamo al peggio.
E infatti succedono cose, cose che voi umani che non seguite le gare non potete neanche immaginare.
Marc si infila a caso nella curva, spedendo Valentino a fare motocross nella sabbia e pensando “parbleu, ho vinto!”, ma il Vale ormai guida le moto anche sull’acqua e non è un po’ di sabbia a fermarlo: tagliando di mille metri la curva, arriva direttamente al traguardo. Primo.
Ora, a parte tutto, la classe.

Polemiche a non finire, chi da ragione a chi, parole che si sprecano, giornalisti che andrebbero presi a martellate, Suppo che non è ancora successo nulla e lui è già schizzato alla Race Direction a contestare… Che mondo meraviglioso, questo.

Ora, io penso una cosa.
Se tagli la curva, devi cedere la posizione.
Dunque Rossi, che era davanti, doveva cedere la posizione a Rossi.
E l’ha fatto.
Con questo incredibile e indiscutibile ragionamento affermo: caso chius

Valentino “le curve sono come le torte, se devo le taglio” Rossi: 10. 
Pazzesco, incredibile, un vero boss. Tutti stanno lì a pensare all’ultima curva ma il modo in cui ha superato Marquez all’esterno poco prima mi è stato vero spettacolo!

Marc “ma vaffanc-” Marquez: 9

Lo so che volevi dirlo. Te lo si leggeva negli occhi ogni volta che Valentino parlava.
Insoma c’hai provato, non ha funzionato e Rossi è stato bravo a gestire il tutto, onore a lui e un “calmino” a te, che ci sta sempre.

Jorge “ma cazzo, potevate cadere entrambi…” Lorenzo: 7
C’ha sperato eh, il malandrino, che quei due si autoeliminassero a vicenda.
Omicidio-suicidio.
Eh Jorge, ora che ti sei dato al canto (certo che proprio Eros Ramazzotti devi scegliere? ma qualcosa di vagamente più fico? please?) non puoi pretendere che gli altri facciano il lavoro sporco. Gara passabile, almeno non ha lasciato altri frammenti ossei in giro per Assen!

Andrea “povca misevia ci sono quasi” Iannone: 8 
BRAVO. Punto.

Oggi sono di poche parole, sarà che le conservo per gli esami. E voi cosa pensate di questa scoppiettante gara? L’amicizia è finita ora che si è arrivati allo scontro diretto?
To be continued…

Saramandra