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La solitudine dei numeri due. (ovvero quando nessuno ti risponde e tu impazzisci).


Un attimo sei lì, sdraiata sul letto. Il PC ti sta fondendo i femori, il ventilatore sposta aria calda mista a fiamme e tu non hai programmi per la serata. All’improvviso, senza preavviso, succede: ti senti la persona più sola sulla Terra.
Neanche ET quando era qua si è sentito così.
E la mente fa quel salto logico del tutto irrazionale: “se stasera non ho una cena, un gioco da tavolo o un aperitivo, significa che tutti mi odiano”. Semplice.
Non c’è un motivo, non hai discusso con nessuno. Succede e basta.
Allora prendi il telefono. Rispondi a messaggi vecchi di tre giorni lanciando domande aperte a caso, scrivi a gente che non senti dal 2018, mandi reel su Instagram che non ti fanno manco ridere.

Ma non risponde nessuno.

Perché nessuno risponde in venti secondi, ovviamente; per la tua testa, però, quel silenzio è la prova definitiva: ti hanno dimenticata. Sei nell’oblio dei reietti. Il tuo nome verrà dimenticato per sempre.
L’unica cosa che ti rimane è un lavoro che odi, una vita di sventure e nessuno con cui lamentartene.

Poi, la svolta epica, hai un guizzo di rivalsa: ti dici che devi cambiare vita, trovare un altro lavoro, riappacificarti con quelli che ti hanno ferita nell’era del Cretaceo rubandoti lo stegosauro che avevi puntato tu, andare un Uzbekistan, comprare un emù, dondolarti da una liana a Bali o fare il rodeo su un rinoceronte… Il mondo è pieno di possibilità!
E così sei lì: sudata, in mutande, a valutare se affogare la frustrazione nella Nutella, sprizzando una rabbia stizzita e completamente priva di senso (“Ma sai che c’è? Sticazzi se non mi vogliono!”).

Poi succede.

Bzz. Il telefono vibra.

Arrivano le notifiche. Risposte normalissime. Nessuno ti odia, nessuno si era dimenticato di te. Il tuo stomaco si scioglie, il tempo ricomincia a scorrere e la vita torna a fare un po’ meno schifo.
È durato tutto un’ora.

Ditemi che succede anche a voi o devo direttamente chiamare uno bravo, ma forse anche due bravi.Per non sbagliare, facciamo tre.
Fatemi sapere, miei cari spelacchiati, io intanto rifletto e dubito di me stessa (come ogni giorno).

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Simpatica come una piaga da decupito e fine come un babbuino che si gratta il sedere. Se vi va di scambiare quattro chiacchiere, mandarmi mail minatorie o proporre una bevuta insieme: pensierispelacchiati@gmail.com

2 pensieri riguardo “La solitudine dei numeri due. (ovvero quando nessuno ti risponde e tu impazzisci).

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