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Serialmente parlando: #Galavant

Serialmente parlando: #Galavant

Ovvero quando un musical fa schiattare dal ridere e tu tifi per il re cattiwone

Nuova serie, nuovo post!
Mesi e mesi fa vidi un trailer. Un trailer promettente, simpatico, in cui un cavaliere cominciava a cantare e un re pazzo canticchiava di come avrebbe voluto ucciderlo; immediatamente misi il titolo nelle serie tv attese.
A gennaio, people, l’attesa è finita e Galavant è piombato nella mia vita come una palla da demolizione. (Avrei voluto che ci fosse attaccato il protagonista invece che Miley Cyrus ma tant’è).
Una stagione (per ora), otto puntate, venti minuti a puntata. Troppo poco, lo so. Ma ne vale la pena, ve lo giuro.
La trama di questa serie tv brevissima è molto semplice.
C’è lui: l’eroe di tutti gli eroi, bello e valoroso, per niente modesto e con qualche problema di sudorazione.
C’è lei: viziata e odiosissima, che ama solo sè stessa, il denaro, e sè stessa 
E non può ovviamente mancare l’altro: il re cattivissimo, spietato che ha come scopo quello di fare a pezzettini il nostro Galavant e metterlo nello stufato.

Lei
L’altro
Lui


A questi si aggiungono Isabella, la principessa dai dubbi tratti etnici che chiede aiuto a Galavant per salvare il suo regno e la sua famiglia, e il fido scudiero, un ragazzo sarcastico e fedele a Galavant.

Ora che avete tutti gli ingredienti indovinare la trama è facile: il re Richard rapisce Madalena che è tutt’altro che vogliosa di essere salvata, Galavant cade in depressione finché la principessa Isabella non chiede il suo aiuto, ed entrambi più lo scudiero partono alla volta di Valencia, dove il terribilmente effemminato re... Ehm, volevo dire dove il terribile e basta re cerca in ogni modo di conquistare Madalena, che ancora lo snobba malamente. ‘sta sgualdrina.
Tutto questo è condito da battute incredibilmente stupide, canzoni spassose, citazioni totalmente a random, pirati che navigano in collina, cuochi che rischiano di essere sterminati da un momento all’altro, guardie dal cuore tenero, guardie dal cuore di metallo, e un susseguirsi di scambi che definire divertenti è un enorme eufemismo.

Non fatevi ingannare dalla prima puntata, che è forse quella più debole sotto diversi punti di vista, perché con le altre puntate è un crescendo fino ad arrivare a momenti di pura epicità come il duello dei due cavalieri con tanto di volgari battute sulle madri, o praticamente ogni scena con il supremo re Richard, che ammetto più di una volta mi ha fatta quasi commuovere. Un personaggio tanto idiota quanto adorabile.

Nel caso non l’abbiate ancora fatto, guardate questa serie. Guardatela, ridete, amate re Richard e tornate qui a parlarmene.

Attenzione: la serie può provocare dipendenza.

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Cinemando #Nightcrawler, che il titolo in inglese fa sempre più scena

The Nightcrawler -Lo sciacallo

Quando Jake Gyllenhaal deve vincere l’Oscar

Anno: 2014
Durata: 117 minuti
Genere: Drammatico, thriller
Regia&sceneggiatura: Dan Gilroy

Se qualcuno mi chiedesse di descrivere “Lo sciacallo” in una parola direi: spaventoso.
Spaventoso il film, spaventosa l’interpretazione di Jake Gyllenhaal, spaventosa la sensazione che rimane addosso dopo i titoli di coda.
In tre parole? Gran bel film

“un sorriso per la stampa, grazie”

The Nightcrawler si apre con Lou Bloom, uomo bianco, disoccupato, dall’aria vagamente piscopatica, che per raccimolare un po’ di soldi vende rame e metalli rubati da reti e ferrovie.
La disoccupazione è forte e Lou fa parte di quella generazione di disoccupati che impara su internet e non a scuola, che è capace a fare di tutto ma nessuno lo assume. Una sera, però, assiste ad un incidente e si accorge che i primi ad arrivare sono poliziotti e un cameramen pronto a riprendere la scena dell’incidente, e lì capisce che quella è la sua via.Compra una telecamera, si trova un assistente e si piazza in macchina pronto a partire ad ogni segnalazione. Quello che lo rende diverso dagli altri reporter è la sua totale mancanza di morale, etica, qualunque cosa che tiene noi persone “comuni” lontane dallo sparare la telecamera in faccia ad un uomo che si sta dissanguando in strada. Lui non si fa scrupoli ed anzi è attirato e affascinato dalla violenza, dal sangue, e invece che stare a casa a guardare Grey’s Anatomy o Dexter decide appunto di intraprendere questa agghiacciante carriera, ritrovandosi a riprendere le peggio scene, finché la cosa non degenera sempre di più…

Centodiciassette minuti di sciacallaggio becero. Ad ogni scena Lou diventa meno “umano”, sempre più feroce, sempre più sicuro di sè e pericoloso, arriva a minacciare la donna a capo dell’emittente televisiva a cui vende i suoi video affinchè lei vada ripetutamente a letto con lui, costringe il suo assistente a lavori mal pagati e struggenti, infrange la legge fino al limite del possibile…
Gli ultimi quindici minuti sono incredibili, adrenalina altissima per tutto il finale con tanto di urlo “ma che bastardooooooo!” con tanto di dito medio allo schermo.

E in tutto questo… Lo dico io o lo dite voi?
JAKE GYLLENHAAL OSCAR SUBITO.
Ora, non si sa ancora le nomination agli oscar ma questa performance la vale tutta. (come quella di Benedict Cumberbatch in “The imitation game”, ma questa è un’altra storia…)

Occhi incavatissimi, freddezza smisurata, sorrisi forzati, ancora un po’ e lo avremmo sentito ringhiare come un vero sciacallo: questo è il Jake Gyllenhaal che ci troviamo davanti, con una tagliola di denti, occhi spiritati e i capelli legati in un codino.

Occorrente per interpretare Lou Bloom:
– Espressione da pazzo per tutti i centodiciassette minuti di pellicola
– Occhi praticamente incavati
– Emanare un’aura inquietante e pericolosa ogni due per tre

che sorriso incoraggiante, altro che il Joker









Citazioni inquietanti dal film
What if my problem wasn’t that I don’t understand people but that I don’t like them? What if I was the kind of person who was obliged to hurt you for this? I mean physically. I think you’d have to believe afterward, if you could, that agreeing to participate and then backing out at the critical moment was a mistake. Because that’s what I’m telling you, as clearly as I can

I’d like to think if you’re seeing me you’re having the worst day of your life.

E voi regà l’avete visto? Cosa ne pensate? Non l’avreste volentieri preso a sprangate sulle ginocchia?

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Serialmente parlando

Grey’s Anatomy

Quando tiri troppo lo stetoscopio, va a finire che si spezza

Anno2005- in produzione
Paese: Stati Uniti
Ideatore: quel geniaccio di Shonda Rhymes
Rete televisiva: ABC
Spin Off: Private Practice

Ahhh, sembra ieri che io, giovane e facilmente impressionabile ragazzina, accendevo la tv e mi guardavo Grey’s Anatomy rimanendo traumatizzatissima dalla quantità di sangue ed organi trapiantati presenti in quei quaranta minuti di puntata.
Facevo incubi terribili, ma mi piaceva tantissimo.
Parlo al passato perché, capirete, in undici anni le cose sono cambiate molto…

Trama: Nella prima stagione conosciamo i nostri protagonisti: Meredith Grey, figlia di una famosissima chirurga che le ha lasciato in eredità molti traumi ma il “tocco” chirurgico, Cristina Yang, diventerà la migliore amica di Meredith ed è decisa a diventare la superstar della cardiochirurgia, George O’Malley, forse il più ingenuo ma il più gentile e sincero del gruppo. Alex Karev è quello con il passato turbolento, Izzy Stevens è quella che… Non so bene cosa faccia lei.
Nel corso delle puntate e degli anni vediamo questo gruppo di protagonisti assottigliarsi, integrare nuovi membri, raggiungere obiettivi, crescere, diventare chirurghi. Li vediamo combattere le loro battaglie, ideologiche e fisiche, li seguiamo nella loro vita privata, scopriamo il loro passato e i progetti per il loro futuro, e vediamo la realtà irrompere nei loro sogni, spesso schiacciandoli a terra.
E li vediamo rialzarsi ogni volta con una cicatrice diversa.

Per ora siamo a quota undici stagioni con una dodicesima confermata, e vi assicuro che in queste undici stagioni (da ventiquattro puntate l’una!) succede di tutto.
Malattie terribili, tradimenti, catastrofi naturali, imprevisti, disastri aerei, cuori spezzati, liti furiose, scazzottate… insomma, chi più ne ha più ne metta!

Cosa rende Grey’s Anatomy diverso dagli altri medical drama?

    potete ringraziarmi dopo per la scelta della foto
  • Mark Sloan
  • La trama. E che trama! Si passa dai giovani specializzandi agli strutturati ai chirurghi affermati e più famosi del paese. Ci sono parti molto “medical”, altre molto “drama”, le storyline dei personaggi sono ricche e nonostante a questi quattro poveracci succeda di tutto gli eventi non sembrano mai forzati (o almeno nelle prime stagioni)
  •  Il cast eccezionale. Ogni attore nel corso delle stagioni ha dato prove attoriali meravigliose, una delle mie preferite è quella in cui Callie si confronta con il padre sull’omosessualità.
  •  I casi medici mai banali. Vedrete gente che vive tranquillamente con un’accetta in testa, tumori grandi quanto un cocomero, mutilazioni di ogni genere… (ora, c’è chi dice “ma che schifo!” ma all’interno delle puntate tutto questo viene vissuto in maniera molto professionale)
  • Le citazioni. Epica quella sulla mancanza dell’amore.
  • Le lacrime che ti fa versare ogni due puntate. Morti a non finire, alla fine della quinta ero un colabrodo. E quando una serie ti fa piangere, vuol dire che ha fatto centro.
  • Cristina e Owen
♪♫ Le note dolenti e le opinabili opinioni personali♫♪

Come ogni serie tv che si rispetti, andando avanti con il tempo peggiora. Io ho una teoria: le serie tv sono belle quando durano poco.
Grey’s Anatomy mi piaceva molto fino alla settima stagione, da lì in poi è cominciato il lento declino…E ora che sto recupereando la nona e la decima stagione posso dire che non mi stanno piacendo particolarmente. Le storyline si sono complicate troppo perdendo di credibilità, i personaggi comiciano ad essere pesanti, i colpi di scena fanno scuotere la testa.
Shonda, ti prego, poni fine a questa serie tv quando sei ancora in tempo. Il declino è cominciato, non aspettare di toccare il fondo. Please.

Unpopular opinionodio Izzy Stevens, Meredith Grey mi sta antipatica, Jo è di un’inutilità immane e Richard doveva morire più o meno alla quarta stagione.
Dopo questa carrellata di pareri schiettissimi, mi accingo a spiegarne i motivi.
Izzy. Izzy è il personaggio più fastidioso del mondo. Un continua prendi&molla con Alex e George, con la chirurgia e con qualunque cosa le interessi. La storia con Danny (oh, Danny…) è l’unica cosa che la salva.
Meredith è una lagna di dimensioni epiche, non so come faccia Derek a viverci assieme. E quando è incinta non fa che ripetere che suo figlio sarà un mostro, e quando c’è sua sorella è odiosa, e le ha tutte lei! Nessuno la capisce, l’unica al mondo a soffrire è lei quindi fa cose sconsiderate e vagamente folli ma nessuno la fa rinchiudere. Mah.

E voi? Cosa ne pensate di Grey’s Anatomy e dei suoi personaggi?

La Saramandra

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Serialmente parlando

But first, let’s watch Selfie

Ovvero quando si guarda una serie tv solo per Karen Gillan

Io non guardo comedy. Non guardo comedy da parecchio tempo, l’unica che ho seguito con amore recentemente mi ha delusa quasi quanto l’ultimo libro di Harry Potter. Sto parlando di How I met your mother, il cui finale per me non esiste perché è inaccettabile.
Ma non divaghiamo, farò un post apposito prima o poi.
Dicevo…Ah sì, io non guardo molte comedy, ma dopo aver visto la settima stagione di Doctor Who ero così in astinenza da Matt Smith e Karen Gillan che avrei dato un rene pur di vederli da qualche parte; non potendo avere Matt, ho scoperto Selfie.

Selfie, una stagione, tredici puntate, venti minuti a puntata, Karen.
Se non siete come me e dunque Karen non è per voi una ragione sufficiente per guardare questa serie, forse devo dirvi qualcosa sulla trama… Ma siete davvero sicuri che “Karen” non basti?
Va bene, va bene…
Trama: La serie tv ruota attorno a Eliza Dooley, una giovane donna la cui vita consiste nell’essere famosa sul web. La sua autostima si misura in “mi piace” su Instagram e Facebook, i suoi amici sono quelli che commentano i suoi stati sui social network e le persone reali non esistono.
Tutto questo cambia quando nell’azienda per la quale lavora viene assunto Henry, un uomo che i social network non sa cosa siano e che lavora ventiaquattr’ore su ventiquattro.
Inutile dire che i due diventano amici inseparabili: Henry insegnerà ad Eliza come rapportarsi alla gente nel mondo normale, e lei insegnerà poco a poco ad Henry come divertirsi e addirittura come taggarsi in una foto.

E’ una serie tv deliziosa. Divertente, carina, ben fatta e ben recitata, alterna momenti molto comedy ad altri più seri, il tutto in meno di mezz’ora. E’ un telefilm piacevolissimo persino per me che le comedy non le digerisco molto, di un umorismo leggero ma con -a volte- un retrogusto amaro, perché Eliza non è così svampita e puerile come molti credono.
Devo ammettere che le prime puntate mi sono piaciute tantissimo, mentre le ultime che ho visto, più o meno dalla sesta in poi, mi sembra abbiano avuto un calo. In ogni caso aspetto con impazienza le ultime quattro puntate che mi separano dal finale.

Passando alle note dolenti… L’hanno cancellato. Forse avrei dovuto dirvelo prima.
L’hannno malamente, brutalmente cancellato. E intanto rinnovano Teen Wolf come se non ci fosse un domani, vi pare normale? Rinnovano The Vampire Diaries e non Selfie? Rinnovano Grey’s anatomy per la settecentomillesima stagione… E Selfie me lo bocciano alla prima?
Inaccettabile.
Speriamo almeno gli diano un finale coi fiocchi, che se no parte la ribellione, ho già chiamato Katniss. E’ d’accordo.
Lo slogan sarà “Abc, se bruci Selfie bruci con lei”.

#guardatelo #karen gillan #sonotroppocarini

La Saramandra
Pubblicato in: Doevstoevskij, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, Le notti bianche, libri

"Le notti bianche", Doevstoevskij

Le notti bianche, Fedor M. Doevstoevskij

Breve ma intenso

Sempre siano lodate le edizioni da 0,99 centesimi della Newton Compton. Ammettete di avere una carrellata di quei libricini, tanto anche se negate nessuno vi crede. Menzogneri.
Insomma, proprio di questa economicissima edizione sono entrata in possesso perché la poracceria non è morta (altro che cavalleria, che ormai è sepolta).
Per la rubrica “cose inutili”, trovo molto azzeccata ed evocativa anche l’unica immagine presente nella copertina: una panchina vuota. Brava Newton Compton.

Trama: “Le notti bianche”, un romanzo brevissimo -appena centocinquantaquattro pagine in questa particolare edizione- ma denso di significati, di concetti, di solitudine e di amore.
Il protagonista è un sognatore, un uomo solo, un pensatore anonimo; incapace di relazionarsi e di mantenere le amicizie, il nostro personaggio incontrerà un giorno una giovane donna che lo farà capitolare dal primo istante: superando la sua timidezza estrema infatti entra in contatto con la donna e i due diventano subito amici; iniziano così le loro notti bianche, notti passate a parlare del loro passato e del loro futuro, di amore e di delusione, notti di speranza e di passato.

E’ il momento delle confessioni: non avevo mai letto nulla di Dostoevskij. Shame on me, lo so, ma recupererò visto che il mio primo approccio con lui è andato così bene.
Devo dire che il caro Fedor ha uno stile incredibilmente piacevole, con poche righe ti fa entrare non solo nel “mood” del romanzo ma rende subito chiari i tratti principali dei personaggi.

Essendo io una persona che di sociale e socevole ha ben poco mi sono ritrovata a capire e compatire il protagonista sconosciuto, il quale si ritrova a rendersi conto di tutto quello che gli è mancato per anni. Una donna, un’amore, una compagnia…
E proprio quando si abitua a tutto questo, quando si aggrappa all’idea di aver finalmente trovato tutto quello che gli era sembrato irraggiungibile… Nansten’ka gli viene portata via, e con lei tutta la felicità e le speranze che aveva portato nella vita del sognatore, che ora tornerà alla San Pietroburgo della fantasia.

Riflettendoci sono arrivata a pensare che forse uno dei punti di forza di questo romanzo è il fatto che il lettore può riconoscersi, ad un certo punto della storia. Io mi sono ritrovata nel protagonista, ma ho riconosciuto il dolore della perdita che il protagonista prova quando Nastenka sceglie il suo forestiero. Ho ritrovato la consapevolezza di essere stata messo da parte, illusa e poi scartata che avevo provato anni fa.
E a voi cos’ha riportato questo romanzo? Delusioni d’amore o soddisfazioni d’amore? Un vecchio amante? Siete anche voi dei sognatori?

La vostra Saramandra assonnata

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Pagellando la Motogp: Motegi. L’alba di una nuova gara

Si arriva a Motegi con una premessa: Marquez rischia di vincere il titolo con tre gare d’anticipo.
Ecco una la lista delle possibilità che lo vedrebbero campione:
– arriva almeno trentesimo (su ventiquattro)
– Pedrosa non sorride nemmeno una volta nel corso del weekend
– la Terra non implode

Non sarebbe campione (a sto giro) se:
– Le tartarughe ninja facessero una riunione d’emergenza e dovesse partecipare anche Marchelangelo

Ciò detto, qualcuno abolisca le gare in qualunque luogo abbia un fuso orario troppo diverso dal nostro, PLEASE.
Non sapevo nemmeno che esistessero le otto di mattina della domenica. Non si può vivere così. Se un sabato sera faccio tardi rischio di perdermi comunque la gara, è una fregatura. Onore a chi si è fatto la diretta.

Passiamo alle gare che è meglio.
La Moto3 mi ha stesa, ero nel letto appallottolata nelle coperte in versione sushi arrotolato nelle alghe e quando Kent e Miller hanno fatto quella “cosa” che ancora non ho metabolizzato sono saltata su appiccicandomi al televisore per capire se avessi avuto un’allucinazione o Miller si fosse davvero giocato il primo posto un’altra volta.
Jack potrebbe scrivere un libro, “come mandare al diavolo il mondiale perché tanto passi in MotoGP”, in collaborazione con Kent. Se continua così il titolo lo vince, ma come “piciu dell’anno”.
Miller, ti prego. Please. Vinci questo dannato mondiale che non posso avere un colpo a ogni gara e ci basta un Marquez vincitore.

Va bene passiamo alla MotoGP che altrimenti non se ne esce più e questo potrebbe passare alla storia come il post più lungo del mondo.
Alloooora. Pole di Dovizioso, con dietro Rossi, Pedrosa, Marquez e Lorenzo.

Tutti in griglia, semafori che si accendono e spengono un po’ come pare a loro e via, si va!
Lorenzo e Rossi partono all’attacco di Dovizioso superandolo a destra e a manca, Marc fa una delle sue partenze casuali, Iannone sta davanti a Marquez, tutto va bene e quelli in piedi alle quattro a seguire la gara fanno ancora fatica a capire dove si trovino.
Al secondo giro succede qualcosa di assurdo, che nessuno si aspettava e che non succedeva più o meno da una gara: Crutchlow cade.
Cal, cosa dobbiamo fare con te? Se nemmeno lo champagne del podio ti ha dato la forza di finire la gara mi sa che non c’è più speranza…

Valentino va a spron battuto con il chiaro intento di doppiare sè stesso dopo un paio di giri mentre Marquez sorpassa Iannone e per una volta i due non si scannano, forse Andrea spera che il karma faccia il suo corso.
“Passato un Andrea se ne passa un altro” però è il nuovo motto di Marquez che quindi si prepara a balzare anche Dovizioso mentre Jorge urlando “banzaiii” si lancia davanti a Valentino approfittando di un errore; poco dopo in giro per il circuito sono appese foto di Lorenzo con la scritta “ricercato, vivo o morto”: Jorge è ufficialmente in fuga.

Contemporaneamente è iniziata la stagione di caccia alle Yamaha e Marc ha già le fiocine pronte; il primo nel suo raggio d’azione è Valentino che però non ci sta a farsi accalappiare e lo risorpassa senza remore, ma Marc ricorda della minaccia del team di levargli il gameboy se non vince ‘sto dannato mondiale in casa Honda e quindi alla fine lo passa e prende il binocolo per individuare Lorenzo, il quale a questo punto ha finito la gara ed è espatriato in Messico, ormai latitante.

Da qui in poi non succede più niente ma rimaniamo tutti in ansia perché non si sa mai (come insegna la Moto3) e solo quando Lorenzo effettivamente passa sul traguardo cominciando ad annuire forsennatamente come al solito ci rilassiamo (e torniamo a dormire).

Marc è campione del mondo per la seconda volta di fila in MotoGP e la cosa mi fa riflettere. Quasi stessa età, lui vince titoli come se piovessero e io arranco agli esami. La vita è ingiusta.
A fine gara Marc viene avvicinato da un losco figuro vestito di rosso con un palco di corna che nemmeno un cervo e questo gli consegna una spada (io avrei preteso una spada laser, fossi stata in Marc) e anche se mi aspettavo che andasse ad infilzare Lorenzo per avergli rubato il gradino più alto del podio lui la usa solo per tagliare il filo di un palloncino simbolico.
So boring…
Però sono confusa. Prima diventa una tartaruga ninja, poi un Samurai… si sta evolvendo? E’ un digimon? Il prossimo livello qual è, Super sayan?

Jorge “Il fuggitivo” Lorenzo:

Non importa da dove parta, ormai è tornato nello stato mentale dell’anno scorso, quello del “guardatemi in griglia perché dopo non mi vedrete più”. Che dire, mi alzerei anche alle due per vederlo vincere in questo modo.
Io essendo una persona di malafede e soprattutto poco “signora” , in ricordo dell’anno scorso quando lo fulminava con gli occhi ogni volta che poteva, quando ha detto “Marc si è meritato il titolo, è stato il più bravo bla bla bla” continuo ad aspettarmi un “ma col cazzo che si è meritato sto titolo di merda, se non mi avessero operato trecento volte nell’arco della pausa facendomi diventare una specie di cyborg sarebbe stato mio e l’anno prossimo se proprio non ce la faccio a vincere gli sparo.”
Ma mi rendo conto che non c’è più la rivalità di un tempo, per quanto la cosa mi divertirebbe.
Comunque se sei ancora in fuga ti ospito volentieri.

Marc “Schweps, che ti aspettavi” Marquez
Chi l’avrebbe mai detto, ha vinto il mondiale! Congratulazioni, pischello.
Meritatissimo, ha vinto più gare in una stagione di quante chiunque ne vinca in una carriera, ammette che lui la fa sembrare facile perché sorride sempre e comunque ma, Marc, lo sappiamo già che è un casino.
La pressione psicologica a me avrebbe fatto implodere il cervelletto, un campione si vede anche da questo. (io, per esempio, mi agitavo pure quando in gelateria dovevo fare i coni e c’era la fila. Stesso livello, proprio.)
“Ringrazio Suppo per avermi Supportato” mi avrebbe fatto molto ridere, ma lui non è scemo quanto me e ringrazia i fan. Figurati Marc, è stato un piacere.
Campione dentro, fuori, a metà, su e giù.

Valentino “il podio è casa mia” Rossi
Partenza a razzo, guida la gara finchè un Lorenzo selvatico non lo sorpassa e poi rimane aggrappato alla seconda posizione con le unghie e con i denti, ma con Marquez c’è troppo poco da fare, soprattutto se c’è in gioco il suo gameboy.
Gara perfetta anche la sua a parte l’errorino che ha fatto passare Jorge, ma di più non si poteva fare.
Forse un bacio a Marc sul podio, in ogni foto sembra che siate lì lì per farlo! Sono sicura che Linda se ne farà una ragione, tu e Marc sareste perfetti.

Dani “buonanotte, gente” Pedrosa
(Piccola parentesi sulle sue prove libere: ma l’avete visto? Per frenare ha impennato tipo Zorro sul suo fido Tornado, che roba! La moto aveva bevuto della Redbull, per caso?)
Uff. Mi aspettavo sinceramente di più, una lotta all’ultimo sangue per tenere aperto il mondiale il più possibile e invece nada… Peccato. Gara pulita, niente da dire, nemmeno di stupido. Sarà che l’hanno inquadrato poco…

Riquadrino:
Stavolta sei stato deludente. Non è successo nulla durante i tuoi momenti. La nota positiva è che non mandano più quella pubblicità di non so che profumo con i Depeche Mode in sottofondo, grazie al cielo.
Ora c’è quel tizio che schiocca le dita a caso, non so se si possa considerare un passo avanti.
(Voto sempre molto alto alle pubblicità della GAS. Avrei qualche commento da fare a proposito di come quella cameriera sprechi il suo tempo quando c’è Marc solo in una camera d’albergo, ma li terrò per me. Più o meno.)

Alla prossima 😀

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Pagellando gli Hunger Games #Aragon

Benvenuti alla nuova edizione degli Hunger Games! Come? Non siamo agli Hunger Games? Non è un tutti contro tutti? Errore mio allora, scusate. Tra tutte le bagarre di oggi mi si sono fritti i neuroni.
Iannone vs la sua moto, Valentino vs il muro, Pedrosa vs Marquez, Lorenzo vs il tempo, Crutchlow vs Espargaro che ancora un po’ e si prendono a cazzoti dalla moto…
Un macello, ma andiamo con ordine.
Le qualifiche sono un trionfo di Honda e Ducati con le Yamaha che arrancano come il lupo asmatico de “la spada nella roccia” quindi ci si prepara psicologicamente alla vittoria di Marc già da sabato, sperando almeno in un po’ di movimento con le Ducati.

Domenica
Partenza fotonica di Lorenzo che dalla settima posizione scatta in quarta, marquez parte a caso, Iannone urlando “geronimoooo” si infila prendendo il capo della corsa. Marquez non è che ci stia più di tanto e cortesemente lo invita a levarsi dalle balle, ma la cosa degenera e Iannone per calmarsi si da al giardinaggio andando a sistemare l’erba attorno al circuito.
Scherzi a parte, che ansia vedere la moto piroettare così vicina a lui.
Fuori uno, ce ne sono altri ventitre.

Il secondo è a farci rischiare l’infarto è Rossi. Per un attimo, quando l’ho visto lì immobile per terra ho pensato “è finita”, poi ci hanno detto che potevamo riprendere a respirare e chiedere a qualcuno di defibrillarci. Scaraventato giu dalla moto dopo un sorpasso esterno andato male, ha fatto venire i capelli bianchi anche ai bambini.
Poi bagarrano Jorge e Marc. Io ormai mi immagino Lorenzo in versione Willy Cojote e Marc versione Beep Beep, non ci posso fare niente. Quando poi Marc gli ha fatto segno di passare se io fossi stata in Jorge gli avrei risposto “col cazzo” rallentando fino all’inverosimile piuttosto che assecondarlo, ma Lorenzo accetta la sfida e si piazza primo. (Forse voleva solo tentare di strappargli il braccio superandolo in tutta fretta, ma mi rendo conto che ormai le serie tv macabre mi hanno scombussolata.)

Ci sono un po’ di sorpassi random, poi Pedrosa fiuta l’aria piovosa e pensando “parbleau, sono bravo nelle gare bagnate” parte alla riscossa diventando un Pedrosa Mannaro. Cosa non succede tra quei due. Credo abbiano battuto il record di sorpassi fatti in un minuto.
Mantenendo la velocità di quindici sorpassi al secondo riescono a completare un altro giro e Marc si becca la posizione, e in tutto questo comincia a piovere, viene esposta bandiera bianca e tutti la ignorano. A lasciarci stavolta è Dovizioso che si spiattella pure lui.
In pista i piloti stanno cercando di capire chi ce l’ha più lungo fregandosene del fiume che scorre sotto le gomme non adatte non rientrando ai box per cambiarle.
Cominciamo a pensare che abbiano delle moto ibride che si trasformeranno presto in motoscafi quando Lorenzo, o forse la sua clavicola disintegrata l’anno prima, decide di tornare ai box e fare la cosa più saggia: si fa dare remi e canoa per arrivare al traguardo senza lasciare frammenti di ossa qua e là, al contrario di Pedrosa che si impianta e poi cerca di sfrecciare ai box a piedi. Mi aspettavo urlasse “andale andale!” come Speedy Gonzales.
Siamo quindi alla resa dei conti, con Marc primo indisturbato a farsi strada a nuoto e Lorenzo che esce dai box dodicesimo.
Altro giro, Marc se ne sbatte le natiche delle gomme e queste tentano di ammazzarlo: anche Marc è a terra. Chi l’avrebbe mai detto.
Lorenzo è primo.
La vita ha di nuovo senso di essere vissuta per noi lorenzisti.
La gara parrebbe finita qui anche perché i piloti da aspettare sono pochi, ma Crutchlow ed Espargaro si prendono a gomitate sul traguardo per completare l’opera. Come chi è Crutchlow? Dai! Inglese, twitter dipendente, Ducati… So che quest’anno l’abbiamo visto poco ma suvvia…
Dopo il conteggio dei feriti ci si può finalmente rilassare e godere le espressioni di Aleix e Jorge che in quel momento rientravano sicuramente nella top 10 delle persone più felici del mondo.

Jorge”rain man” Lorenzo: 10
A fine gara sembrava avesse bevuto una tanica di caffè, non l’avevo mai visto così iperattivo, una gioia. “Eh dai box ho visto di essere dodicesimo e ho pensato “porca troia”, però volevo continuare a dare il massimo. QUando ho guardato di nuovo ero primo..” (va beh, lui ha glissato sul “porca troia” ma era palese che voleva dire qualcosa del genere).
B-r-a-v-o. Il primo dei sopravvissuti perché è stato intelligente. O forse ha pensato “ma ehi, io c’ho
già lasciato un paio di frammenti ossei a causa pioggia, non sto correndo per il titolo…al diavolo, io torno ai box e mi guardo la gara da lì”. Poi l’hanno convinto a saltare sull’altra moto come un canguro e si è ritrovato primo a sorpresa di tutti.
Gara fantastica sull’asciutto, sempre veloce e costante, poi arriva l’acqua e fa la scelta giusta, da pilota navigato (ah ah).

Marc “Enigmista” Marquez: 5
Il ragazzo ce la mette tutta a tentare di perdere il mondiale eh? Forse pensava che la moto avesse le branchie?
Quel “dai passa” a Lorenzo come a dire “dai, ti lascio un attimo assaporare la gioia di essere primi, vai che ti riprendo tra un nanosecondo”e l’intestardirsi a rimanere in pista nonostante le condizioni palesemente rischiose non mi sono piaciute particolarmente.
Però alla sua intervista ho smesso di essere irritata perché, mannaggia, come si fa quando sorride in quel modo? Ma gliele scrivono le risposte o è davvero sempre così? Cade e ci ride su, pirleggia con l’acqua alla gola (letteralmente) buttando un’altra gara e con un sorriso dice che di aver imparato tantissimo… Okay che ha il mondiale in tasca ma clonatelo. Please.

Cal “ommioddio un podio” Crutchlow e Aleix “ommioddio un Crutchlow” Espargaro: pazzi. Due pazzi.
Che roba, mancavano solo i calci rotanti. Li amo.

Valentino “chi ha messo qui questo muro” Rossi e Andrea “giardini da incubo circuiti edition” Iannone: se non state bene vi uccido.
Ho rischiato un paio di arresti cardiaci. Vedere Rossi steso lì mi ha spiazzata, orrore. Trauma cranico per lui e trauma e basta per noi, perché queste cose non le vorremmo mai più vedere. Non dovremmo mai più vederle. Bruttissimo.
Iannone mi ha preso così alla sprovvista la sua caduta che ho sragionato per un attimo, stava facendo una così bella gara!

Dani ” Bolt” Pedrosa
Dopo la corsa di oggi penso possa partecipare alle Olimpiadi. I cinquecento metri più veloci del west.
Stava facendo una gran gara, bagarre con Marc bellissima e poi… Okay che l’acqua gli è amica, ma lui dovrebbe avere un po’ più di esperienza di Marquez e non rimanere in gara in quelle condizioni… Meh.

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Pagellando la MotoGP #Misano: allons-y!

Mi sembra doveroso inziare questo post con un “minchia”, per essere fini. E avvertire i lettori che ci saranno citazioni di Doctor Who ogni due per tre.

Le prove sono una catastrofe, una strage, un’ecatombe. Più che una gara sembrava che le moto giocassero a curling coi piloti.
Uno sfracellamento unico, grazie al cielo (nuvoloso) nessuno si è fatto niente, o in gara sarebbero stati in tre a gareggiare, probabilmente con braccia e gambe mancanti.

Le qualifiche sono da panico, Crutchlow ovviamente rimane fuori dalle Q2 perché quest’anno non ce la si fa, mentre passano Hernandez e Bradl; in Q2 Lorenzo parte un po’ a caso, forse non riconosce il circuito col sole, mentre Marquez spara uno dei suoi giri secchi che fanno sempre un po’ impressione.
Dovizioso tenta di appiccicarsi a Lorenzo versione cozza sullo scoglio ma tanto ha scelto il momento sbagliato, perché per un po’ Jorge va a passo d’uomo (gambizzato) per poi sparare il tempo da pole quando nessuno se lo aspetta. Secondo miglior tempo è quello di Iannone, Valentino chiude la prima fila e i soliti hondisti stanno subito dietro.

Domenica.Giornata particolarmente infelice per me in cui l’unico bel momento è stato quello della gara, quindi parliamo di quella:

Lorenzo si autoproclama dio delle partenze e scatta in avanti come un ghepardo blu e bianco, dietro si sbizzarriscono Rossi e Marquez, il quale ormai non parte più in retromarcia o a passo di bradipo e anzi si attacca ai primi due come una cicca alla suola delle scarpe. Nemmeno un giro dopo Marc comincia a scalpitare e cerca di superare Valentino ad cazzum appena ne ha occasione, ma Rossi ancora un po’ e gli sgomma su un braccio: stavolta non scherza, e avverte Marc che se prova di nuovo a passarlo userà il casco come palla da bowling per abbatterlo senza pietà.(Roba che Bautista è un dilettante a confronto, assicura Vale)

Marc, te spiezzo eheh

In tutto questo Jorge con la musica de “La pantera rosa” in sottofondo tenta di salire sul podio prima ancora che gli altri finiscano la gara, ma Valentino dev’essere stato morso da qualche ragno radioattivo perché è inferocito e all’ennesima provocazione di Marquez lo sorpassa con una cattiveria che nemmeno il Maestro nei suoi più torbidi sogni di vendetta, quindi Valentino balza in avanti, acciuffa Lorenzo per la tuta e lo rispedisce indietro, e prima ancora che Jorge possa anche solo pensare di mandarlo a ‘fanculo mentalmente si ritrova Marquez che praticamente lo sposta a forza perché sta intralciando il suo inseguimento.
Povero Jorge, trattato così dopo una partenza fulminea… Io torno a dire:veleno, Jorge.
Mentre ci prepariamo psicologicamente ad una possibile ed epica bagarre tra Marc e Valentino l’inquadratura si sposta su Pedrosa che è caduto. Cosa si sarà sfracellato stavolta? Vuole battere il record di Evel Knievel? Ha scambiato i punti di sutura con quelli della Coop e pensa che più ne prende più regali sorprendenti riceverà?
Ma soprattutto, perché sulla sua moto c’è il numero 93!?
Per un attimo nel mondo è mancata l’aria perché tutti quelli che stavano osservando la gara hanno trattenuto il fiato. Poi sono partite le imprecazioni quando ci si è resi conto che non era Pedrosa, il caduto. (E no, non era nemmeno Fenati che sentendosi un po’ Arturo Brachetti si è cambiato la tuta dodicimila volte.)
Era proprio Marc, che incredulo anche più di noi ha tentato con una palese disperazione di rimettere in moto la moto (che proprietà di linguaggio egregia) riuscendoci praticamente dopo un’oretta, quando ormai la gara era finita e c’era solo lui e qualcuno addetto alla pulizia del tracciato.
Il Dottore intanto senza companion (insomma, dopo Rose che ha scelto un suo sosia, Donna che si è dimenticata di lui, Martha a far comunella con Jack e Amy persa nel vuoto cosmico insieme a Rory ha deciso che un po’ di solitudine gli potrebbe far bene) e da quel momento in poi fa una perfetta gara in solitario andando così veloce da doppiarsi da solo un paio di volte.
Crutchlow intanto va così largo da finire in mare, quando i sommozzatori lo recuperano si rimette in gara, Pedrosa se ne sta buono buono al terzo posto con il Dovi dietro, e Marc che tenta di risalire la classifica sorpassando chiunque come se non ci fosse un domani.
Per il resto della gara non succede niente, ma meno male perché credo saremmo morti tutti di infarto se ci fossero stati altri avvenimenti importanti in questi quaranta minuti.

Valentino “lentino un cazzo” Rossi: 10
Che roba. Coriaceo, il “ragazzo”. Questo è il suo circuito, si era visto già nel warm up che avrebbe fatto grandi cose.
In pista ha indossato tuta e casco da Robin Rossi, che sorpassa i piloti per dare il podio a sè stesso. E che sorpassi. E’ stata una gioia vederlo correre così anche per chi non tifa per lui, o almeno, per me è stato così. Grandissimo!
Ora la gente esulta come se avesse vinto il decimo mondiale, ma questa è un’altra (triste) storia.

Jorge “bruciamoci il vantaggio Yamaha tanto chissenefrega” Lorenzo: 7 e qualcosa.
Meh.
Parte a velocità della nuvoletta Speedy di Dragon Ball ma non riesce a prendere il largo e dopo un po’ viene riacchiappato da Valentino e Marc, poi fa una gara normale e solo come un vero gringo.
Comunque l’ha detto pure lui, senza la caduta di Marc sarebbe arrivato terzo perché è un piciu. Io ho paragrafato ma il succo è quello. Okay, la media non lo convinceva, ma la hard c’entrava più o meno come un pinguino a Ibiza. Ma questo è l’unico errore perché per il resto ha fatto il suo sporco lavoro, e lo ha fatto bene. Avrei voluto un po’ più di battaglia anche dal Gladiatore ma non è stato possibile.

Dani “sono poco (inquadrato) ma ci sono” Pedrosa: 6.5
Più altalenante di una montagna russa, ha degli alti molto alti, dei bassi molto bassi e dei medi molto medi, e domenica era una delle giornate medie. Ai primi giri non riesce mai a combinare niente di buono, si perde a guardare il panorama, l’arancione della sua moto, Marc che prende il largo, e alla fine rimane intrippato.
Passo la maggior parte del tempo a urlare “ma dai un po’ di gas, mannaggia a te!” quando non sono impegnata a imprecare per Lorenzo e Marquez.

Marc “ma no cazzo!” Marquez: 100 (voto espresso in tristezza per la sua caduta)
Che Jorge mi abbia dato retta e gli abbia manomesso la moto? Nah.
Stava spingendo al limite, orientato verso l’infinito e oltre come Buzz Lightyear ma quando ha tentato di spalmarsi sull’asfalto come l’altra volta in versione burro sul pane gli è andata maluccio e non è riuscito a rialzarsi. Per far ripartire la Honda ci sono voluti quattro commissari, una forza di volontà ultraterrena, una papera e un rabbin-ah no quella è una barzelletta.
Ha tentato di fare una scalata incredibile ma si è fermato alla quindicesima posizione, prendendosi un punto per l’impegno.
Forse è tempo di cominciare a preoccuparsi, in fondo ha solo un miliardo e mezzo di punti più degli altri…

Andrea “aggiungete un quarto gradino del podio, dai!” Dovizioso: 7,tanto
Dategli un podio. Non mi interessa come, ma dateglielo, se lo merita!

Vorrei dare anche un premio a quella fetta di pubblico presente a Misano che ha gioito come un bambino alla vigilia di natale nel vedere la pila di regali quando Marc è caduto: premio peggior sportivo del mondo. Siete stati di una bassezza immensa, la cosa bella è siete una stupida minoranza.

Che palle, nemmeno stavolta che erano in Italia sono riuscita a rapire qualche pilota. Se qualcuno volesse regalarmi un Lorenzo, o un Marquez per Natale andrebbe bene, giuro che lo farei allenare come un pokémon fino al livello di evoluzione!

Pubblicato in: anziani, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, nervosismo a iosa

Anziani d’oggi

Brad ed Angelina si sono sposati. Ecco cos’era quel rumore di cuori infranti, ed ecco spiegati i pianti disperati di donne e uomini di tutto il mondo.
Sono una persona cattiva&cinica se dico che non mi piace il velo di Angelina? Sì? Va beh.

Bell’idea eh farlo decorare dai figli, avessero avuto dei piccoli Van Gogh sarebbe stato stupendo. Un velo stellato. Invece sono scarabocchi molto simili ai miei.
Deve amarli tantissimo, io al mio matrimonio (se mai ci sarà) dovrò essere impeccabile.
Una lady.
Niente omini stilizzati sul mio vestito né fiori sghimbesci. Magari qualche diamante qua e là, giusto per volare basso.


Frivolezze a parte, passiamo ad oggi.
Argh.

Sto per implodere, perché esplodere sarebbe troppo impegnativo.
Due ore a girare per negozi alla ricerca di un paio di pantaloni a vita altissima, più o meno altezza mento, a quanto pare introvabili. Perché non li ho trovati.
Due ore.
Niente pantaloni.
Game over, nervosismo livello 2000.
Quindi sfogherò la mia notevole irritazione parlandovi (male) di una cosa. Anzi, di qualcuno.
Degli anziani.
Perché tutti dicono “eh, i giovani d’oggi…” per poi partire coi rimproveri, ma io non ci sto. Perché i giovani d’oggi sono principalmente teste di cazzuola, ma gli anziani d’oggi sono degli strofinacci mica da meno.

Perché l’immagine dell’anziano medio è quello del vecchino secco e canuto seduto su una panchina a dispensare consigli, e la nonnina è quella piccolina e fragile che bisogna aiutare ad attraversare la strada.
Ma non è più così. Quelli sono rari. Esemplari che il WWF dovrebbe proteggere.
Oggi le nonnine sono per lo più dei pesi massimi che si buttano in mezzo alla strada a chilometri di distanza dalle strisce, spesso pure in curva, pretendendo di non essere nemmeno strombazzate.
I vecchietti sono sì sulle panchine, ma più che consigli dispensano fischi di apprezzamento e commenti volgari alle belle ragazze.
Sono quelli che fanno le scenate nei negozi, rispondono male perché abusano del diritto di anzianità.
Sono quelli che in coda ti passano davanti senza chiedere né il permesso né scusa.
Sono quelli che sul treno becchi a parlare a voce altissima di quanto disprezzino gli extracomunitari e gli omosessuali. (in treno ho avuto un’epica discussione con una donna  che sosteneva “l’Italia agli italiani”. E suo figlio lavorava a Londra.)
A tutti questi dico una cosa: grazie. Perché mi fate capire esattamente come non voglio diventare, stronzi.

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Pagellando MotoGP #PietraArgento: quando lo streaming non funziona, Lorenzo si incazza, Valentino fa il photobomber e Marc… Se la ride.

Alloooora, ammetto che mi sono persa le qualifiche perché ogni tanto mi tocca uscire dalla mia tana fatta di togo e connessione internet ed avere una cosa simile ad una vita sociale.
Quindi posso solo dire che i primi posti della griglia sono occupati da Marc (non se l’aspettava nessuno, eh?), Dovizioso, Lorenzo, poi c’è uno sperduto Aleix Espargaro con Pedrosa e Valentino subito dietro.

Ore 13:50 siamo già in griglia ad osservare scollature e stacchi di cosce di ombrelline e ombrellone (per noi donzelle i complessi di inferiorità sono in agguato ogni volta, io ho una proposta: dateci almeno un ombrellino come quello della carrasco come rimborso dei danni morali!), poi il solito fuggi fuggi generale per lasciare la pista sgombra e via, partiti!

Marc parte in maniera quasi decente, Dovizioso fa uso di una catapulta e guizza in avanti ma non è abbastanza e a fregare tutti è Lorenzo che balza in testa in barba -e baffi- agli altri. Aleix Espargaro è un altro partito a bomba sfrecciando in terza posizione, e mentre Lorenzo tenta di mettersi le gomme in spalla e darsi alla macchia distanziando Marc il più possibile Aleix, Dovizioso e Valentino si danno botte da orbi con sorpassi, contro sorpassi, morsi, calci, olio bollente, pece e piume lanciate contro gli avversari… Un casino, ecco.
In tutto questo Pedrosa non si sa dove sia, che ancora galvanizzato dalla scorsa vittoria abbia pensato “okay, per questa stagione ho già dato, ci si rivede nel 2015, cià” e non lo vedremo più?
Jorge intanto continua a stare davanti con Marquez fastidiosamente attaccato alle natiche, Valentino ed Espargaro continuano a bagarrare con sorpassi interni, esterni, in alto e in basso finché Dani non compare dall’erba alta come un pokémon selvatico per poi infilarsi a caso tra i due. Perché si sa, tra i due litiganti Dani Pedrosa gode. Più o meno.
Ma cos’hanno mangiato tutti? Pane e aggressività? Altra lotta all’ultima carenata tra Iannone e Smith con Andrea che si piazza quinto e tira fuori un fucile per sparare a Bradley se prova anche solo lontanamente a riavvicinarsi.
E poi ovviamente succede quello che tutti stavamo aspettando.

Mentre tiriamo fuori popcorn e birra per goderci il momento Marc subisce la trasformazione ad Incredibile Marquez, solo che invece che diventare verde come Hulk probabilmente diventa tutto arancione sotto la tuta; da qui in poi è una lotta all’ultima sportellata perché questo circuito è troppo piccolo per tutti e due. Quindi Marc lo passa, lo ripassa, lo ripete ad alta voce e cerca di sparire dall’orizzonte ma Jorge lo riacchiappa e alla fine Marc scorda i cordoli (che giochi di parole cretini oggi) e lo supera facendogli il pelo con una di quelle manovre che Jorge se potesse gli spaccherebbe i denti con una mazza da baseball.

Che gara. L’unica pecca dello streaming inglese è che non danno la pubblicità della GAS con Marc mezzo nudo ogni due per tre, ma non si può avere tutto nella vita.

Pagellando:
Marc “i cordoli sono fatti per essere infranti” Chaplin-Marquez: voto 11 (con molta originalità da parte mia)
Eh. Che dire. Sta pure migliorando con la partenza, il maledetto.
Comunque Marc, da amica io ti dico di fare attenzione a Jorge. Se gliene combini un’altra ti spiaccica, lo sappiamo tutti. Ti passa sopra con la moto mentre torni in hotel, ti mette del cianuro nel latte.


Jorge “e la Madorna” Lorenzo: voto 99
Silverstone è il suo palcoscenico ma stavolta solo secondo, ma di più non si poteva umanamente fare!
Non era esattamente l’emblema della felicità ai box ma come ha detto si è stufato di lamentarsi con la Dorna e fare la figura del musone. Comunque prima o poi a Marc la farà pagare per i suoi sorpassi al limite e, Jorge, io consiglio il veleno.

Valentino “photobomber” Rossi: voto 4+6
I primi due ancora un po’ e lo doppiano ma la bagarre con il Dovi e Pedrosa fa passare tutto in secondo piano.
Dieci per il suo fare il photobomber mentre Marc è intervistato, mi stavo cappottando dalla sedia, che scemo!


Dani “ma sono arrivato primo a Brno” Pedrosa: 2
Due perché facendo un bilancio tra la prima posizione della scorsa gara e la quarta di oggi possiamo dire che lui è tornato ad essere l’uomo del secondo posto. Partito a rilento, forse impostando la retromarcia, recupera tutti e una volta raggiunti Dovizioso e Rossi si appioppa la quarta posizione.
Meh. Mi aspetto sempre mooolto di più, specialmente dopo Brno…

Andrea Iannone&Dovizioso: non so dare un voto in numeri ma deve essere alto.
Miiiiiiiii ‘sti due. Non vedo l’ora che inizi la stagione 2015 solo per Iannone.
Uno se le da con Bradley l’altro se la vede con Pedrosa e Valentino, in entrambi i casi uno spettacolo!

Prima di concludere posso fare un appello?
Cal?
Cal, se stai guardando questa pagina rispondi, siamo tutti preoccupati. Dove sei finito? Sei diventato Pedrosa, non ti inquadrano nemmeno per sbaglio. Se la telecamera finisce per caso su di te piuttosto si mettono a zommare sull’erba, se cadi basta Capirossi a dire “Crutchlow fa ritorno ai box”…Cos’è successo? Stai sabotando la Ducati? Ormai avete rotto, dai.
Torna in pista, Cal, ti aspettiamo.

Alla prossima 😀