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Randomando #Bambini e rossetti

Bambini e rossetti

Notiziona notiziona, mi è arrivata la Sephora Black Card. Non so per quale ragione, compro da Sephora tipo tre volte all’anno e in genere per fare regali… Forse per fare l’upgrade bastano dieci punti? O forse li ho mossi a compassione…
Comunque sia ora ho il dieci percento di sconto su quello che voglio quindi qualcosa mi dice che un nuovo rossettazzo sarà presto sulla mia scrivania, sparso insieme a tutti gli altri.

Ora mi serve solo un fondotinta che mi faccia assumere la sua faccia


Parlando di rossettazzi comunque sto amando alla follia il numero 107 della Rimmel linea di Kate “sono bellissima” Moss. 
Lasciatemi fare la donnicciola per una manciata di secondi: è un colore verameeeeeente strafigo, e per la prima volta nella vita guardandomi allo specchio ho pensato che mi stesse bene. E’ il potere di Kate Moss.
Come durata non c’è male, tre-quattro ore senza mangiare. L’ho provato prima di andare ad abbuffarmi di cheesburger e patatine ma a fine cena era rimasto solo sui bordi, com’era ovvio.
Probabilmente finirò con il comprare anche il rosso scuro della stessa edizione e poi tutti gli altri perché ho un problema con i rossetti, anche se poi finisco con il metterli una o due volte al decennio.

Ragazzi lo so che non ve ne frega una mazza ferrata, ma non si può parlare solo di Marquez… Sono pur sempre una young lady.
Giusto per provarvelo, oggi parlerei della gente con bambini.
Ma non delle coppie normali che cercano di educare i loro pargoletti a non rompere i cocomeri alla povera gente che sta già affrontando il peso della vita, no, parliamo di quelle che mandano i loro piccoli mostriciattoli in giro in piena libertà. Ma vi rendete conto che un bambino di quattro/cinque anni è un Godzilla in miniatura?
Ma vi rendete conto che se mi spatascia il gelato addosso gli tiro un calcio che finisce in Giappone?
No perchè, se ancora non lo sapete, io ho un problema con i bambini. Mi irritano a morte, Davvero, so che è una cosa orribile, ma non li reggo. Quelli agitati li legherei alla sedia con lo scotch.
Corrono, ti vengono addosso, urlano, piangono, rovesciano cose, spingono, strillano, fanno i capricci, si buttano per terra… Ma volete educarli o li state crescendo alla Mowgli?
Che poi mi rendo conto che il problema non sono i bambini ma i loro genitori. Quelle teste di merluzzo che hanno messo al mondo delle creature e che spariscono quando le suddette creature al ristorante si mettono a lanciare le posate pulite prese dal bancone nella vasca dei pesci. Oppure quando, sempre al ristorante, cominciano a correre e gridare tra i tavoli, e i genitori lì a ridere come cretini.
Schiaffi per tutti, in promozione 3×2.
Al parco se vuoi leggere in santa pace dopo una giornata di studio massacrante ti ritrovi inondato d’acqua perché giocano con i mega pistoloni d’acqua, con i genitori che non dcono nemmeno “provate a giocare lontano dalla società”, ma se ne sbattono le natiche flosce.
Ora, io vorrei lanciare un messaggio a questi genitori. Un messaggio pacato, cortese, tranquillo.
Siamo tutti amici, dai.
Il messaggio è questo: Se il tuo ributtante esserino mi arreca un danno, te lo spedisco a casa in piccoli pezzi, come un puzzle, poi sta a te ricostruirlo con un po’ di educazione
Ma insomma.

Saramandra
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Pagellando la MotoGP: Assen, ovvero la fine di un amore

Uh la che gare! La Moto3 da sempre soddisfazioni incredibili, c’è poco da fare… Non vedo l’ora che questi giovanissimi crescano e vadano in MotoGP, ce ne saranno veramente delle belle.
Ma pensiamo alla classe regina, va, che da dire ce n’è già ababstanza.

Domenica:
I semafori si spengono e Jorge, in ottava posizione perché ha fatto delle qualifiche un po’ de mierda, in due curve passa praticamente chiunque gli capiti a tiro arrivando a piazzarsi terzo senza neanche sapere bene lui come.
Valentino intanto è partito a razzo, con Marquez attaccato dietro come se lui fosse il motoscafo e Marc quello che fa windsurf; Pedrosa con un altro dito staccato ormai è sempre più simile a Reek del Trono di Spade e parte dalla zona di Lorenzo, ma senza rimonta stratosferica e contandosi continuamente le dita, mica che qualcuna salti via a metà gara.
Barbera e Miller si schiantano giusto per non farci mancare nulla.
La sorpresa della giornata sono i fratelli Espargaro: non solo Aleix si è accaparrato la seconda posizione con un giro da paura, ma in gara se le danno di santa ragione… Come veri fratelli.
Se io e mia sorella fossimo rivali in campionato ci avveleneremmo reciprocamente il cibo, loro si limitano a sportellarsi a destra e a manca.
Aleix, comunque due goccine nel caffè...
Intanto davanti Marquez e Rossi mettono il turbo e lasciano dietro Jorge, che se ne frega di tutto e di tutti, mette il pilota automatico e sonnecchia tranquillo e beato sognando un duetto con Ramazzotti.
Iannone comunque sorpassa Aleix con un sorpassone mica da ridere, e si accaparra la quarta posizione pronto a difenderla con le unghie e con i denti. Dovizioso intanto è in settima posizione, Rossi ha bevuto la Redbull e ha messo le ali, Marquez gli è sempre alle costole e Loenzo va così piano che tra un po’ lo doppiano.
Non succede nulla per un po’, Marquez studia Valentino, poi Valentino lo lascia passare per studiarlo a sua volta, neanche dovessero sostenere un esame.
Continuando così, si arriva all’ultimo giro.
Ultima curva.
Rossi è davanti, Marquez dietro, Meda sta per farsi uscire un polmone dal naso da quanto è agitato, noi impiantiamo le unghie nel divano come i gatti e ci prepariamo al peggio.
E infatti succedono cose, cose che voi umani che non seguite le gare non potete neanche immaginare.
Marc si infila a caso nella curva, spedendo Valentino a fare motocross nella sabbia e pensando “parbleu, ho vinto!”, ma il Vale ormai guida le moto anche sull’acqua e non è un po’ di sabbia a fermarlo: tagliando di mille metri la curva, arriva direttamente al traguardo. Primo.
Ora, a parte tutto, la classe.

Polemiche a non finire, chi da ragione a chi, parole che si sprecano, giornalisti che andrebbero presi a martellate, Suppo che non è ancora successo nulla e lui è già schizzato alla Race Direction a contestare… Che mondo meraviglioso, questo.

Ora, io penso una cosa.
Se tagli la curva, devi cedere la posizione.
Dunque Rossi, che era davanti, doveva cedere la posizione a Rossi.
E l’ha fatto.
Con questo incredibile e indiscutibile ragionamento affermo: caso chius

Valentino “le curve sono come le torte, se devo le taglio” Rossi: 10. 
Pazzesco, incredibile, un vero boss. Tutti stanno lì a pensare all’ultima curva ma il modo in cui ha superato Marquez all’esterno poco prima mi è stato vero spettacolo!

Marc “ma vaffanc-” Marquez: 9

Lo so che volevi dirlo. Te lo si leggeva negli occhi ogni volta che Valentino parlava.
Insoma c’hai provato, non ha funzionato e Rossi è stato bravo a gestire il tutto, onore a lui e un “calmino” a te, che ci sta sempre.

Jorge “ma cazzo, potevate cadere entrambi…” Lorenzo: 7
C’ha sperato eh, il malandrino, che quei due si autoeliminassero a vicenda.
Omicidio-suicidio.
Eh Jorge, ora che ti sei dato al canto (certo che proprio Eros Ramazzotti devi scegliere? ma qualcosa di vagamente più fico? please?) non puoi pretendere che gli altri facciano il lavoro sporco. Gara passabile, almeno non ha lasciato altri frammenti ossei in giro per Assen!

Andrea “povca misevia ci sono quasi” Iannone: 8 
BRAVO. Punto.

Oggi sono di poche parole, sarà che le conservo per gli esami. E voi cosa pensate di questa scoppiettante gara? L’amicizia è finita ora che si è arrivati allo scontro diretto?
To be continued…

Saramandra

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Aggiornamenti vari e Dio di Illusioni by Donna Tartt

Io

Pant.
Non so voi ma io mi sto squagliando come un gelato in spiaggia.
Avete presente quei giorni in cui vorreste stare su un materassino in mezzo all’acqua, con un mega drink ghiacciato(possibilmente al cocco), un buon libro e zero pensieri? Ecco, questo è uno di quei giorni… E non ho nemmeno una coca cola in frigo.
La sessione estiva sta dando grandi soddisfazioni ma anche enormi delusioni (tedesco, ancora tu, sei sempre tra le pal-ehm, chi non muore si rivede), ed è incredibilmente impegnativa; anche gli esami fuffa si stanno rivelando dannatamente difficili, il che è frustrante. Avete presente a inizio anno quando dite “okaaaay questo corso è una boiata, lo scelgo” e poi alla fine vi ritrovate a dover studiare sei libri, leggere tre saggi, guardare otto film e riempire pagine e pagine di esercizi? Ecco.
Lancerei l’hashtag #solosceltesbagliate
A voi l’inizio estate come sta andando? Anche voi siete impelagati con gli esami? Anche voi state prendendo qualcosa come tre chili al giorno perché non fate altro che mangiare pane e nutella come se non ci fosse un domani per carburare e andare avanti? Avete fatto anche voi solo scelte sbagliate?

Passando ad argomenti più decenti, parliamo di… libri! Anzi di un solo libro.
Vostro Onore, lo ammetto, sono colpevole. Ho preso una pausa da Game of Thrones. Pausa di riflessione.
No, no, non mi ha tradita. No, non ho smesso di amarlo.
Non perché sia diventato noioso o chissà quale altra eresia, semplicemente dopo aver letto i primi tre libri in un mese o andavo in overdose o mi prendevo una pausa di riflessione dal mondo di Martin. Ma tranquilli, mi ci ritufferò a breve, probabilmente di testa.
Anche se dopo essermi beccata lo spoiler della vita direi che leggerò con meno piacere. Gente che guardate la serie e spoilerate, un po’ vi detesto.

Intanto mi sto godendo un viaggio, una vacanza, un soggiorno in un college del Vermont, in compagnia di un professore eclettico e affascinante e cinque studenti brillanti, ricchi, arroganti e incredibilmente intelligenti.
A questo punto l’avrete capito, forse: sto leggendo “Dio di Illusioni”, di Donna Tartt.
Ho trovato questo libro scontato all’IBS, al venticinque percento di sconto. In realtà avevo in mente di prendere “Il Cardellino”, il romanzo che ha fatto vincere alla Tartt il premio Pulitzer, ma la copertina e la trama di questo romanzo mi hanno catturata e quindi via, è andata. E poi non ero sicura di volermi lanciare in un romanzo di più di mille pagine.
Devo dire che non è esattamente quello che mi aspettavo. Dalla quarta di copertina mi aspettavo un romanzo a metà tra Posh e L’attimo fuggente, invece meh, non è proprio così.

Trama!
“Un piccolo raffinato college nel Vermont. CInque ragazzi ricchi e viziati e il loro eccentrico e affascinante professore di greco antico, che insegna al di fuori delle regole accademiche imposte dall’università e solamente a una cerchia ristretta di studenti. Un’élite di giovani che vivono di eccessi e illusioni, lontani dalla realtà che li circonda e immersi nella celebrazione di un passato mitico e idealizzato, tra studi classici e riti dionisiaci, alcol, droghe e sottili giochi erotici. Fio a che, in una notte maledetta, esplode la violenza. E il loro mondo inizia a crollare inesorabilmente, pezzo dopo pezzo.”

Io non ho ancora finito di leggere questo romanzo, sono precisamente a pagina 401, ma sinceramente di quello che questa trama prometteva ho visto poco. Insomma, io mi aspettavo veramente dei ragazzi fastidiosamente ricchi e schifosamente viziati, di quelli che cambiano macchina se la propria si sporca, invece questi ragazzi sono ricchi in modo easy, sono sicuri di loro stessi ma sono aristocraticamente gentili.
Il professore, Julian, sinceramente me lo immaginavo come Robin Williams in “L’attimo fuggente”, o almeno una costante presenza incredibilmente carismatica…E invece Julian è un personaggio che compare poco, parla molto e non ispira mai quel reverenziale rispetto carico di ammirazione che io mi aspettavo di provare…
Nonostante tutto ciò, il libro è fico e scorre bene, la storia prende, i personaggi affascinano a modo loro, la scrittura di Donna Tartt è stratosferica, la suspense ti fa andare avanti a velocità sonica… Ed io non vedo l’ora di finire, perché non so cos’altro possa succedere a questo punto della storia e non so come possa finire.

Tartt e frappè al cioccolato e caffè, cosa si può chie
dere di più

Una delle cose che più mi piace di questo romanzo è sicuramente il fatto che durante la narrazione ci siano continui piccoli shock.
Tu sei lì, immerso nella vita di questi cinque ragazzi, ridi alle loro battute, cerchi di capire il loro filosofico modo di pensare, e poi sbam, all’improvviso la Tartt di piazza lì una frase terribile, un commento che ti riporta alla realtà, al fatto che questi ragazzi hanno commesso qualcosa di atroce e imperdonabile. E quindi tu ti concentri, cercando di capirli più a fondo questi ragazzi apparentemente innocui, apparentemente perfetti.
E’ proprio questo lanciare qualche bomba qua e là che mi piace veramente veramente tanto. Sei lì, a ridere e poi senti un gelo calarti addosso per l’enormità di quello che è successo.
Non sto spoilerando nulla, comunque, che qualcosa di terribile sia stato fatto lo ammette il narratore stesso, il nostro Richard, già nelle prime pagine. Il bello è star dietro ai personaggi fino a capire cosa, come e perché è successo. Analizzare i loro comportamenti, le loro reazioni strane, il modo che questi giovani aristocratici hanno di gestire una cosa più grande di loro.

Questo romanzo ha pregi e difetti, ma credo che la cosa straordinaria sia la prosa di Donna Tartt.
Perché se è il tuo primo romanzo e riesci a scrivere seicentoventi pagine senza mai annoiare, senza mai risultare fastidiosamente prolissa, senza mai far pensare “okay basta non ce la faccio, chiudo qua”, allora qualcosa di straordinario deve esserci per forza.

Per oggi è tutto, ora andrò avanti a pagellare la MotoGP che ho ancora il cardiopalma per l’ultima curva, poi andrò a dormire e domani farò un esame probabilmente disastroso.
Fatemi sapere se avete letto questo romanzo o qualunque altra cosa di Donna Tartt, mi raccomando!

Saramandra
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Il treno di spade

OMMIODDIO CHE NERVOSO.
Ma cazzo.
Ma cazzissimo.
Ma io dico.
Già devo tollerare i bambini che strillazzano in tutti i luoghi pubblici, già devo evitare di evirare tutti i fastidiosissimi esemplari di essere umano sudaticci e umidicci in giro per la città, ma almeno in treno… Almeno in treno, in quei ventitrè minuti di tragitto durante i quali il mio unico desiderio è piazzarmi le cuffie in testa, un libro sulle ginocchia e sparire dal mondo, io pretendo di essere lasciata in pace. In pacissima.
A malapena concedo al controllore di chiedermi il biglietto.
Quindi voi, voi persone che sui treni fate qualunque cosa anche la più stupida che vi passa per il cervello, io vi chiedo di pensare.
Riflettete.
Vale la pena mettersi ad ascoltare Fedez a palla dal cellulare senza auricolari, se poi io vi prendo il suddetto aggeggio, aspetto che passiamo sul ponte e poi lo lancio giu dal finestrino?
E lei, signore sudaticcio che ansima accanto a me, può tenere le sue braccia formato prosciutto all’interno del suo spazio vitale? Perché devo ritrovarmi la sua mano addosso? Perché devo contorcermi sul sedile per fare in modo che niente di noi entri in contatto?
E lei, donna con un marmocchio che va avanti e indietro per il corridoio del treno urlando e ridendo a squarciagola, mi dica. Preferisce tenere la sua bestiola al guinzaglio, o devo dargli un flacone di Valium direttamente in gola?
No ma ditemi.
DITEMI.
E poi la gente che litiga con i controllori… Quelli li prenderei a schiaffi a mani aperte. Più e più volte.
Non hai il biglietto? PAGHI O SCENDI.
Non è che stai lì a rompere i coglioni alla gente inventando cose tipo “eh ma la macchinetta, il cane mi ha mangiato il biglietto, sa mia nonna è malata…”
Amico, ci hai provato a fare il viaggio a scrocco. Ti è andata male. Vattene con dignità, non far perdere tempo a tutti quanti.
No?
No??
NO???
Ah, quanto fastidio. Quanto nervoso accumulato. Quante imprecazioni mentali.
Fine dello sfogo.

Saramandra
Pubblicato in: Senza categoria

Considerazioni sparse su Game of Thrones. Addio vita sociale.

Ho commesso l’errore più grande della mia vita.

In tanti hanno cercato di farmi desistere.

Non farlo!”, dicevano, “te ne pentirai!”

Ma io non gli ho dato retta.

E ho cominciato a leggere “Il trono di spade“.

ZAN ZAN ZAAAAN.

Sono fomentatissima, non faccio altro che leggere, leggere e leggere. Mi sembra di essere tornata ai tempi di Harry Potter, quando leggevo i libri in due giorni e poi mi disperavo perché non sapevo cosa fare della mia vita.

Diciamo che ora che ho cominciato capisco perché Martin ci metta trent’anni a scrivere ogni volume: è un casino scrivere questa saga!
A partire dalla trama che è un groviglio unico, un complotto dietro l’altro, una morte ogni due secondi e poi centinaia di pagine di personaggi caratterizzati in maniera super dettagliata e super umana, con luci e ombre e pregi e difetti… Insomma ce ne vuole.
Il fatto che ogni capitolo sia incentrato su un personaggio devo dire che è una cosa figa e bruttissima allo stesso tempo, per un motivo molto semplice: se c’è qualche personaggio che non ti piace, quei capitoli diventano pesantissimi. Per contro quelli sui personaggi che piacciono vi assicuro che li attenderete con impazienza. Se poi siete persone stupide quanto me prima leggerete i capitoli che vi ispirano di piu e poi recupererete gli altri.
Sono una pessima lettrice.

Cerchiamo di rendere questo post anche solo vagamente utile, dai. Per quelli che hanno sempre solo sentito parlare di questa saga lunghissima, cercherò di farvi una panoramica di quella che è la storia e la composizione di ‘sti tomoni.
Partiamo con il dire che Martin è dannatamente bravo a scrivere. Dannatamente. Ed è anche incredibilmente intelligente nello strutturare i suoi libri. Perché diciamocelo, far appassionare i lettori a una saga lunga e contorta come questa non è esattamente facilissimo eh.
Dunque ogni libro è diviso in capitoli molto brevi, che portano il nome di uno dei nove personaggi che seguiamo all’interno del romanzo: Ned Stark, signore di Grande Inverno, sua moglie lady Catelyn, le figlie Sansa e Arya, i figli Robb e Bran, il bastardo Jon Snow, Tyrion Lannister e Daenerys Targaryen.
Questi personaggi, tutti incredibilmente complessi e caratterizzati in maniera iper realistica, si muovono in tre ambienti diversi. Il primo è appunto Grande Inverno, quello più a nord tra i Sette Regni. Qui la frase più ricorrente, anche più di “ciao”, è un ansiosissmo “l’inverno sta arrivando”.
L’angoscia che mette quella frase, ragazzi.
La seconda ambientazione è la Barriera, dove troviamo quel poveraccio di Jon Snow per la maggior parte del tempo.
La terza e ultima ambientazione, almeno per il momento, sono le Città Libere del Sud, dove seguiamo Daenerys Targaryen, Figlia della Tempesta, ultima della dinastia dei Targaryen e unica vera e legittima erede al Trono di Spade.
Attorno a questi personaggi, comunque, si muove un universo di altri personaggi secondari, così tanti che io ancora adesso ho qualche problema a ricordami i nomi di alcuni di loro, ma può anche darsi che questo sia un problema solo mio e della mia memoria da ottantenne.
Cosa accomuna questi personaggi? Ovvio: il Trono di spade. Tutti reclameranno in un modo o nell’altro il diritto di poggiare le loro chiappe più o meno regali su quella sedia molto scomoda e molto imponente. 

Per ora i miei personaggi preferiti sono tre: Tyrion, Jon Snow e Daeneyris.
Aggiungo Joffrey, che lo so che è uno stronzo sadico psicopatico, ma che vi devo dire, ho visto qualche scena qua e là della serie ed è stato colpo di fulmine. Devo dire che per ora non ho ritrovato il fascino del personaggio della serie, vediamo più avanti…
E voi? Siete già stati stregati da questa saga? State guardando la serie senza aver letto i libri? O la state guardando dopo aver letto i libri solo per fare quelli stronzi (come me) che si piazzano lì e cominciano a demolire la serie appena si discosta?
A presto

Saramandra

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Tomorrowland, ovvero quando i film non hanno alcun senso.

Mamma mia.
E non è un mamma mai positivo.
Sabato sera, cinema, “cosa guardiamo?”. Risposta: “Tomorrowland, sembra proprio figo dal trailer”.
E io ero già lì che pensavo “NO”.
E’ della Disney, e questo dovrebbe già far capire tanto.
Non che io ce l’abbia con la Disney, ho guardato Il Re Leone per ventuno anni ininterrotti eh, ma cazzo, i film no. Insomma, se vai a vedere un film della Disney sai già che c’è un buon ottanta per cento di possibilità che sia una boiata.
Mi immagino già cori di “ma cosa ti aspetti, sono film per ragazzi!” e grazie al c allora! Non è che se è per ragazzi o bambini allora deve essere una boiata pazzesca, no? Possiamo far crescere le persone con film decenti, anche se pieni di buoni sentimenti e ingenuità a palate? No?

Ma passiamo al film, va’, che non ho voglia di passare troppo tempo a pensare a questo film. Le due ore di ieri mi sono bastate.

Titolo: Tomorrowland
Regista: Brad Bird
Durata: 130 
Anno: 2015

Mi hanno pure imbruttito Hugh Laurie..
Comunque per me è Lupus

Raccontare la trama giuro che è un casino, per il semplice fatto che non ce l’ha una trama. Non c’è connessione logica degli eventi, succedono cose a caso per due ore… Ma ci si prova, dai.
Il film si apre con un ragazzetto paffuto e carino che si reca all’Esposizione Universale di New York nel 1964 perché vuole presentare il suo progetto, un prototipo di jet pack. Qui incontra una ragazzina che gli dice di seguirlo, e lui entra in un mondo fichissimo e pazzeschissimo.
E questo è il primo blocco di eventi.
Poi si passa a tutt’altro. Casey è una sognatrice il cui padre lavora per la NASA (mica pizza e fichi) che di notte diventa paladina della giustizia e cerca di sabotare il cantiere che sta distruggendo la rampa di lancio dello Shuttle. Perché se no suo padre, INGEGNERE DELLA NASA, rimarrebbe DISOCCUPATO. Figurati se facesse il bidello.
A questo punto Athena, un androide, le fa avere una spilletta che la catapulterà in un mondo fichissimo, purissimo e levissimo.Da qui lei cerca di capire che cavolo è quel mondo, e per farlo va a trovare Frank Walker, un uomo solitario che ha visitato Tomorrowland ma poi ne è stato cacciato.
Succedono cose, combattimenti con gente a caso, esplosioni, armi laser, finché non riescono ad arrivare a Tomorrowland che si rivela non essere il mondo spettacolare che Casey si aspettava.
In più scoprono che il mondo ha i minuti contati e devono trovare un modo per salvare la situazione.

Tutto questo in due ore e venti, in cui ho seriamente pensato di sgattaiolare fuori dalla sala e andare a vedere qualcos’altro. Anche Lazarus Rising, nonostante io e gli horror non andiamo proprio a braccetto.
Non ci siamo. Noioso, sconclusionato, dialoghi banali che non prendono. Effetti speciali usati AD CAZZUM con il chiaro intento di voler strafare e personalmente non ho apprezzato nemmeno il doppiaggio.
Insomma, uno sfacelo, e ho pure pagato prezzo pieno… Dilusione di diludendo.
E voi? L’avete visto? Vi è piaciuto?

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Pagellando la MotoGP: Austin, COTA e mangiata

Cinque esami, gente. Cinque esami in una sessione, lo sbarco in Normandia a confronto è una bazzeccola.
Che poi io ne abbia passati solo due è un altro paio di maniche.
Ma basta, ora sono tornata a cazzeggiare in pianta stabile, il motomondiale è ricominciato e la vita ha di nuovo un senso.

Prendiamoci tutti un minuto per dire una cosa: Quartararo, sei un grande. Non so voi ma io sono sconcertata da quel ragazzetto.

Sabato, Qualifiche.
Oltre alle qualifiche assistiamo anche ai duecento metri in tuta da motociclista più veloci del mondo, visto che a due minuti dalla fine la moto di Marc gli ha detto chiaramente “guarda, io sto per autodistruggermi, vedi tu cosa fare”.Con prontezza allora Marquez l’ha mollata contro il muro e poi ha scavalcato il suddetto con un’agilità che personalmente non avrei nemmeno se vedessi Leonardo DiCaprio attendermi dall’altra parte, per poi saltare sulla seconda moto e lanciarsi come un forsennato alla ricerca del tempone. Della serie “non mi importa cosa succederà dopo, io mi lancio a mille all’ora. Bazinga!”.

Corri Forrest, corri!

Intanto tutti spingono come se non ci fosse un domani e dietro a Marc si piazzano Il Dovi, Lorenzo, Rossi e tutti gli altri di cui sono troppo pigra per fare l’elenco.


Domenica
Dopo essere stati tutto il tempo con il patema “e se piove? E se il temporale si abbatte sul circuito rendendolo più simile ad una piscina? E se non avessero portato il costume?”, arriva il momento della gara e grazie al cielo (eh eh) c’è il sole e la pista è asciutta.
Non commenterò il documentario introduttivo sul Texas, sarebbe troppo anche per me.
Quell roba di Capitan America invece era così trash che l’ho quasi apprezzata.

Va beh, lasciamo da parte i supereroi e andiamo alla griglia di partenza, dove stanno tutti per partire quando quelli della direzione fermano tutto. Pesce d’aprile in ritardo. Sti burloni si sono messi a fare i gavettoni e per asciugare la pista devono usare il REATTORE DI UN AEREO.
Posso fare un commento spicciolo?
Please?
Giusto per capire. Gli americani sono pronti a risolvere il problema con un reattore ma non hanno pensato, nei loro lunghi ragionamenti, che FORSE, sotto ad un ponte, se piove, un po’ di acqua si accumula? E che poi la pioggia caduta su un telo finisce giù?
Vabbè va.

Alla fine si parte con mezz’oretta di ritardo, niente di imperdonabile, e Dovizioso si fionda in avanti piazzandosi primo ma con Marquez dietro, Lorenzo finisce di scolarsi lo sciroppo per la tosse quindi parte malissimo, Rossi si lancia all’inseguimento del Dovi, Iannone se ne sta nei dintorni a guardare la situazione e Guido Meda comincia la sua pacata e rilassante cronaca.
Redding poi scivola non si sa bene perché e urlando “porterò tutti con me!” centra Pol Espargaro con la sua moto; i due poi si scambiano cordiali messaggi su twitter, poco rancorosi e carichi di rispetto reciproco :

Mi aspettavo anche un “sei un puzzone” 

Dovizioso tenta di darsela a gambe mentre Valentino e Marc si accapigliano per la seconda posizione, ma nulla si può contro la Honda e dopo pochissimo Marc va a riprendere Dovizioso per il colletto rispedendolo dietro. E anche stavolta Marc si guadagna il suo gameboy.
Da qui in poi Marquez prende qualcosa come venti minuti a giro, ristabilendo l’ordine naturale delle cose che in Qatar era stato scombussolato.
Iannone intanto è in avvicinamento rapido a Lorenzo, che non si sa bene cosa stia facendo, forse si sta sparando antibiotici per endovena, ma è sesto dietro a Smith.
Miller schianta Bradl, Hernandez precipita, Rossi cerca di scavalcare Dovizioso, Marquez si prende un caffè, Lorenzo finalmente supera Smith e la connessione continua a saltare come un canguro sotto acidi. Ma forse è un problema solo mio.
Poi succede una cosa clamorosa, che nessuno si aspettava e che ha sconvolto più o meno l’intera popolazione mondiale: Melandri cade.
Sarà un pesce d’Aprilia.
Cattiverie a parte, le Ducati stanno addosso a Valentino come delle fan dei One Direction stanno attaccate ad Harry Styles mentre lui tenta di resistere con tanto di barricate e colpi di cannone, ma cazzo le Ducati in rettilineo montano direttamente il reattore usato prima per asciugare l’acqua piovana, quindi raggiungono una velocità supersonica che nessun Dottore può contrastare. In più la gomma anteriore di Rossi ormai è ridotta all’osso, ancora un po’ e deve correre con il cerchione per terra calciando per terra per muoversi come i Flinestones.
Alla fine non succede nulla di che e Marc con tanto di scudo bianco, rosso e blu da Captain America vince con un vantaggio indegno; dietro si piazzano Dovizioso, Rossi, Lorenzo e Iannone.
Crutchlow chiude settimo. Cioè, non solo Crutchlow chiude, ma chiude pure decentemente! Pazzesco.

Domanda dell’ultima ora: ma com’è che i premi si stanno facendo sempre più brutti di gara in gara? Ma che è sta roba con le corna? A parte che è enorme e Marc dovrà far costruire una stanza solo per quello, ma… E’ bruttissimo! Poi quello per il primo è una roba enorme e gli altri due si beccano una coppa che sembra uscita dalle patatine.

“Dovi, si proprio tu… In faccia te lo tiro.”

Marc “I’m back, bitches” Marquez: 
Ormai fa pure parte degli Avengers, l’abbiamo capito. Capitan Marquez, paladino di quel circuito di mer-ehm.. volevo dire… Quel circuito bellissimo che piace a tutti, no? Così sobrio, con pochi colori e un centimetro scarso di rettilineo…
Chevvelodicoafare, tra qualifiche in volata e gara solitaria prende il massimo.

Questa gif mi farà ridere per sempre

Andrea “ma chi mi ferma più” Dovizioso: 
Miiiiiiiiiiiseria! Ma siamo sicuri che sia in sella ad una Ducati? Ma siamo sicuri che sia Dovizioso? Ma siamo sicuri di essere sicuri?
Bellissima gara,bravo, bravo, bravoooo! E poi la faccia che ha fatto nella selfie gli vale almeno un altro podio. A genius.

Valentino “Dovizioso, e levate” Rossi: 
Sbaaaam, già dall’altra gara si era capito che Mr Rossi quest’anno non le manda a dire. Certo, con Dovizioso li tra le balle non si può certo dire che sia un vincere facile, anzi, ma se ne prospettano delle belle.
Se solo l’anteriore non si fosse praticamente disintegrata…

una gif che vale più di mille parole

Jorge “non sono io ad avere la bronchite, è la bronchite ad avere me” Lorenzo: 
Fermo restando che il novantanove (per restare in tema) percento degli uomini quando hanno anche solo un accenno di raffreddore si chiudono in casa chiamando il prete e invocando l’estrema unzione, mi aspettavo un po’ di più. Puoi sempre farti perdonare offrendomi una cena.
Il sorpasso all’esterno su Iannone però vale mille punti.

Occhiali di Petrucci: inclassiicabili. Enzo Miccio li butterebbe nel bidone “irrecuperabile”

Menzione d’onore. Si dice che ci si rende conto di quanto sia importante qualcosa solo quando la si perde… Dani, ci manchi tanto!
E a proposito di cose che mancano tanto… Mi rivolgo alle donzelle, ma non vi mancano le pubblicità della GAS con Marc mezzo nudo?
In onore dei vecchi tempi e dei vecchi spot:

Two Marquez is megl che one

Va bene, stavolta mi sono sbizzarrita con gif, foto e stronzate varie, spero apprezziate. Alla prossima!

Pubblicato in: black mirror, serialmente parlando, serie tv

Serialmente parlando: #Black Mirror, 1×01

Serialmente parlando: #Black Mirror, 1×01

Ovvero quando una serie ti fa star male e ti fa riflettere più del dovuto.

Per la rubrica “passiamo da un estremo all’altro senza mezze misure”, oggi vi propongo Black Mirror, una serie tv che ho appena cominciato e che mi ha già catturata neanche fossi un pokémon.
Iniziamo con la parte tecnica, così ce la leviamo dalle balle e via. E’ una serie del 2011, conta per ora due stagioni da tre puntate l’una, e ogni puntata dura un’ora.
Ogni episodio è a sè stante, non c’entrano niente l’uno con l’altro e sono autoconclusivi.
La prima puntata si intitola “The black Anthem“, o in italiano “Messaggio al Primo Ministro“, e si apre con l’inquadratura del viso terrorizzato di una donna; questa donna è la principessa Sussannah, membro della famiglia reale e molto amata dal popolo. Ebbene sì, la Principessa è stata rapita e il rapitore non chiede milioni di dollari come riscatto, nè chiede la liberazione di prigionieri.

Quello che chiede, è una live nella quale il Primo Ministro inglese dovrà fare sesso con un maiale. 
Potreste pensare a qualcosa di più umiliante? Ovviamente il video con la richiesta è stato messo su youtube, in modo che tutto il mondo lo venisse a sapere e tenesse gli occhi puntati su Micheal, il Ministro che sguinzaglia le forze speciali per trovare questo stronzo che vuole vederlo ridicolizzarsi in diretta nazionale.
I collaboratori di Micheal fanno di tutto per evitargli l’assurdo adempimento alla richiesta, ma quando ad un telegiornale arriva un dito mozzato della principessa c’è poco da fare: se non lo farà, il Primo Ministro perderà tutto il consenso e la stima del popolo che non lo rieleggerà mai più.
E ovviamente avrà la Principessa sulla coscienza.

L’ansia che mi ha messo addosso questa puntata.
Mamma mia.
Ho gironzolato su internet scoprendo che molti ritengono questa puntata la più debole del gruppo, e quindi io mi domando che puntate straordinarie saranno le altre, perché questa mi ha colpita tantissimo. E’ una puntata realistica, girata perfettamente e recitata anche meglio, impossibile non provare pena per quell’uomo costretto a cedere con un costo personale ad una richiesta assurda.
Pesanti i temi trattati.
Perché siamo guidati, quasi acciecati dalla curiosità morbosa per l’orrido? Lo sappiamo benissimo, se fosse stata una situazione reale, tutti saremmo stati incollati al televisore. Forse con gli occhi chiusi, forse avremmo cambiato dopo qualche minuto, ma tutti avremmo dato un’occhiata ad un uomo rispettabile, ricco, potente, che si umilia con un amplesso con un animale.
I media sono un’altro tasto dolente che questa puntata scoperchia. I telegiornali che per fare notizia infrangono la legge, che pubblicano qualunque cosa pur di fare audience e cercano di salvare la situazione dicendo “cerchiamo di smorzare i toni”. 

E’ questo che siamo diventati? Sciacalli, come il protagonista di “The Nightcrawler”?

Fa paura questo pensiero, se ci si sofferma.

E voi? Lo avete visto? Siete rimasti turbati quanto me?
Alla prossima!

La Saramandra
Pubblicato in: galavant, serialmente parlando, serie tv

Serialmente parlando: #Galavant

Serialmente parlando: #Galavant

Ovvero quando un musical fa schiattare dal ridere e tu tifi per il re cattiwone

Nuova serie, nuovo post!
Mesi e mesi fa vidi un trailer. Un trailer promettente, simpatico, in cui un cavaliere cominciava a cantare e un re pazzo canticchiava di come avrebbe voluto ucciderlo; immediatamente misi il titolo nelle serie tv attese.
A gennaio, people, l’attesa è finita e Galavant è piombato nella mia vita come una palla da demolizione. (Avrei voluto che ci fosse attaccato il protagonista invece che Miley Cyrus ma tant’è).
Una stagione (per ora), otto puntate, venti minuti a puntata. Troppo poco, lo so. Ma ne vale la pena, ve lo giuro.
La trama di questa serie tv brevissima è molto semplice.
C’è lui: l’eroe di tutti gli eroi, bello e valoroso, per niente modesto e con qualche problema di sudorazione.
C’è lei: viziata e odiosissima, che ama solo sè stessa, il denaro, e sè stessa 
E non può ovviamente mancare l’altro: il re cattivissimo, spietato che ha come scopo quello di fare a pezzettini il nostro Galavant e metterlo nello stufato.

Lei
L’altro
Lui


A questi si aggiungono Isabella, la principessa dai dubbi tratti etnici che chiede aiuto a Galavant per salvare il suo regno e la sua famiglia, e il fido scudiero, un ragazzo sarcastico e fedele a Galavant.

Ora che avete tutti gli ingredienti indovinare la trama è facile: il re Richard rapisce Madalena che è tutt’altro che vogliosa di essere salvata, Galavant cade in depressione finché la principessa Isabella non chiede il suo aiuto, ed entrambi più lo scudiero partono alla volta di Valencia, dove il terribilmente effemminato re... Ehm, volevo dire dove il terribile e basta re cerca in ogni modo di conquistare Madalena, che ancora lo snobba malamente. ‘sta sgualdrina.
Tutto questo è condito da battute incredibilmente stupide, canzoni spassose, citazioni totalmente a random, pirati che navigano in collina, cuochi che rischiano di essere sterminati da un momento all’altro, guardie dal cuore tenero, guardie dal cuore di metallo, e un susseguirsi di scambi che definire divertenti è un enorme eufemismo.

Non fatevi ingannare dalla prima puntata, che è forse quella più debole sotto diversi punti di vista, perché con le altre puntate è un crescendo fino ad arrivare a momenti di pura epicità come il duello dei due cavalieri con tanto di volgari battute sulle madri, o praticamente ogni scena con il supremo re Richard, che ammetto più di una volta mi ha fatta quasi commuovere. Un personaggio tanto idiota quanto adorabile.

Nel caso non l’abbiate ancora fatto, guardate questa serie. Guardatela, ridete, amate re Richard e tornate qui a parlarmene.

Attenzione: la serie può provocare dipendenza.

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Cinemando #Nightcrawler, che il titolo in inglese fa sempre più scena

The Nightcrawler -Lo sciacallo

Quando Jake Gyllenhaal deve vincere l’Oscar

Anno: 2014
Durata: 117 minuti
Genere: Drammatico, thriller
Regia&sceneggiatura: Dan Gilroy

Se qualcuno mi chiedesse di descrivere “Lo sciacallo” in una parola direi: spaventoso.
Spaventoso il film, spaventosa l’interpretazione di Jake Gyllenhaal, spaventosa la sensazione che rimane addosso dopo i titoli di coda.
In tre parole? Gran bel film

“un sorriso per la stampa, grazie”

The Nightcrawler si apre con Lou Bloom, uomo bianco, disoccupato, dall’aria vagamente piscopatica, che per raccimolare un po’ di soldi vende rame e metalli rubati da reti e ferrovie.
La disoccupazione è forte e Lou fa parte di quella generazione di disoccupati che impara su internet e non a scuola, che è capace a fare di tutto ma nessuno lo assume. Una sera, però, assiste ad un incidente e si accorge che i primi ad arrivare sono poliziotti e un cameramen pronto a riprendere la scena dell’incidente, e lì capisce che quella è la sua via.Compra una telecamera, si trova un assistente e si piazza in macchina pronto a partire ad ogni segnalazione. Quello che lo rende diverso dagli altri reporter è la sua totale mancanza di morale, etica, qualunque cosa che tiene noi persone “comuni” lontane dallo sparare la telecamera in faccia ad un uomo che si sta dissanguando in strada. Lui non si fa scrupoli ed anzi è attirato e affascinato dalla violenza, dal sangue, e invece che stare a casa a guardare Grey’s Anatomy o Dexter decide appunto di intraprendere questa agghiacciante carriera, ritrovandosi a riprendere le peggio scene, finché la cosa non degenera sempre di più…

Centodiciassette minuti di sciacallaggio becero. Ad ogni scena Lou diventa meno “umano”, sempre più feroce, sempre più sicuro di sè e pericoloso, arriva a minacciare la donna a capo dell’emittente televisiva a cui vende i suoi video affinchè lei vada ripetutamente a letto con lui, costringe il suo assistente a lavori mal pagati e struggenti, infrange la legge fino al limite del possibile…
Gli ultimi quindici minuti sono incredibili, adrenalina altissima per tutto il finale con tanto di urlo “ma che bastardooooooo!” con tanto di dito medio allo schermo.

E in tutto questo… Lo dico io o lo dite voi?
JAKE GYLLENHAAL OSCAR SUBITO.
Ora, non si sa ancora le nomination agli oscar ma questa performance la vale tutta. (come quella di Benedict Cumberbatch in “The imitation game”, ma questa è un’altra storia…)

Occhi incavatissimi, freddezza smisurata, sorrisi forzati, ancora un po’ e lo avremmo sentito ringhiare come un vero sciacallo: questo è il Jake Gyllenhaal che ci troviamo davanti, con una tagliola di denti, occhi spiritati e i capelli legati in un codino.

Occorrente per interpretare Lou Bloom:
– Espressione da pazzo per tutti i centodiciassette minuti di pellicola
– Occhi praticamente incavati
– Emanare un’aura inquietante e pericolosa ogni due per tre

che sorriso incoraggiante, altro che il Joker









Citazioni inquietanti dal film
What if my problem wasn’t that I don’t understand people but that I don’t like them? What if I was the kind of person who was obliged to hurt you for this? I mean physically. I think you’d have to believe afterward, if you could, that agreeing to participate and then backing out at the critical moment was a mistake. Because that’s what I’m telling you, as clearly as I can

I’d like to think if you’re seeing me you’re having the worst day of your life.

E voi regà l’avete visto? Cosa ne pensate? Non l’avreste volentieri preso a sprangate sulle ginocchia?