Serialmente parlando: #Black Mirror, 1×01
Ovvero quando una serie ti fa star male e ti fa riflettere più del dovuto.
Iniziamo con la parte tecnica, così ce la leviamo dalle balle e via. E’ una serie del 2011, conta per ora due stagioni da tre puntate l’una, e ogni puntata dura un’ora.
Ogni episodio è a sè stante, non c’entrano niente l’uno con l’altro e sono autoconclusivi.

I collaboratori di Micheal fanno di tutto per evitargli l’assurdo adempimento alla richiesta, ma quando ad un telegiornale arriva un dito mozzato della principessa c’è poco da fare: se non lo farà, il Primo Ministro perderà tutto il consenso e la stima del popolo che non lo rieleggerà mai più.
E ovviamente avrà la Principessa sulla coscienza.
L’ansia che mi ha messo addosso questa puntata.
Mamma mia.
Ho gironzolato su internet scoprendo che molti ritengono questa puntata la più debole del gruppo, e quindi io mi domando che puntate straordinarie saranno le altre, perché questa mi ha colpita tantissimo. E’ una puntata realistica, girata perfettamente e recitata anche meglio, impossibile non provare pena per quell’uomo costretto a cedere con un costo personale ad una richiesta assurda.
Pesanti i temi trattati.
Perché siamo guidati, quasi acciecati dalla curiosità morbosa per l’orrido? Lo sappiamo benissimo, se fosse stata una situazione reale, tutti saremmo stati incollati al televisore. Forse con gli occhi chiusi, forse avremmo cambiato dopo qualche minuto, ma tutti avremmo dato un’occhiata ad un uomo rispettabile, ricco, potente, che si umilia con un amplesso con un animale.
I media sono un’altro tasto dolente che questa puntata scoperchia. I telegiornali che per fare notizia infrangono la legge, che pubblicano qualunque cosa pur di fare audience e cercano di salvare la situazione dicendo “cerchiamo di smorzare i toni”.
Fa paura questo pensiero, se ci si sofferma.
E voi? Lo avete visto? Siete rimasti turbati quanto me?
Alla prossima!