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Pensieri Spelacchiati, perché?

Era una notte buia e tempestosa e la nostra eroina per niente eroica non sapeva cosa fare. L’insonnia incombeva, la noia era tanta e l’idea fu fulminea: perché non creare un blog in italiano?

Et voilà.

Perché pensieri spelacchiati? perchè mi sembrava un nome simpatico, che fa capire fin da subito la mia incapacità di prendere le cose sul serio, me stessa in primis.

A detta di molti mi piace fare solo cose noiose, a detta mia… queste persone non capiscono un razzo. Passo il mio tempo leggendo libri da almeno ottocento pagine perché per le le dimensioni contano, guardando film super drammatici perché mi piace piangere ma non ho il pianto facile, facendo maratone di serie tv con protagonisti psicopatici e dannatamente affascinanti -Hannibal, sì, sto parlando con te- e cercando di studiare il tedesco con scarsissimi risultati. Ich kann nich sprachen Deutch.

Non ho idea di cosa scriverò in questo blog ma spero di poter intrattenere qualcuno di molto, molto annoiato.

Ai prossimi pensieri spelacchiati!

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Ciarliamone 2, la vendetta

Se prima avevo ancora un briciolo di fiducia nel genere umano ora sono nella fase “umanità autodistruggiti che è meglio”.

Lanciafiamme mode: on.
Ma basta. 
Ma come si fa.
MA VERGOGNAAAAAAH.
Su internet è uscito il titolone “Marc Marquez è gay?”, ed è subito schifo. Commenti omofobi come se piovessero, mentalità medievale che torna alla ribalta, persone con il quoziente intellettivo di Andrew di Sherlock… 
Non saprei neanche cosa dire se non una sequela di parolacce.
Perchè se a questo punto c’è ancora gente così bigotta da pensare che essere omosessuali renda improvvisamente peggiori, allora non c’è niente da dire per far loro cambiare idea. 
E si sa, solo gli stupidi non cambiano idea.

Guardatevi tutti “Queer as folk” e andate in pace

Ora parlerò molto molto chiaro e molto molto terra terra: avete rotto i coglioni con sto “escilo”. Uscite i cervelli, per favore. Tra il Lucca Comics e Halloween non potevate travestirvi tutti da persone intelligenti? 
Che poi lo so che Iannone farà la sua gara – magari pure da dio – ma verrà insultato a manetta per NON aver fatto una cosa orribile. Cioè oddio spero non la faccia, anche perché poi l’anno prossimo gli spagnoli scriverebbero ovunque “Pedrosa esci Iannone” e poi noi “Petrucci esci Pedrosa” e loro “Lorenzo è giunto il momento che anche tu ti dia da fare per la patria, esci Petrucci” e così via per il resto dei mondiali.

“Sulla roccia non cresce l’erba” ho riso per due ore
dategli una medaglia a forma di moto

E per restare sul pezzo, Iannone da Fazio.
Ma che diamine… Già che sembrava un interrogatorio, mancava solo un faretto puntato in faccia, lui è stato un signore. Bravissimo, ottime risposte. 
La mia lamentela è: Fazio, se vuoi parlare di Rossi, invita Rossi. Che idea pazzesca, eh? Cosa inviti un altro talento italiano per parlare di Valentino? Ma gli vuoi mostrare un minimo di rispetto? 
Una domanda, una sola, per far credere che non l’hai invitato solo per quello. 
“Soddisfatto della stagione?”, tipo. Per dire. Banale eh, ma almeno gli si dava un attimo di spazio per parlare del suo lavoro.
Sai com’è, un italiano che corre con la moto italiana… Un minimo… No? Buuu. 


Altra notizia anche se la dinamica dei fatti è ancora poco clara.
Le Iene, le nostre Iene, sono andate a casa Marquez per portare a Marc un premio a forma di organo genitale. Si sa com’è questo programma, irriverente, divertente, bla bla bla.
A me sinceramente piacciono molto i servizi di denuncia di cose serie, quando trattano cose che possono comunque aiutare qualcuno a stare all’occhio; quando si tratta di deridere i vip non mi aggrada, e a sto giro secondo me hanno toppato.
Non che debbano fare distinzioni, ma qua si tratta comunque di un ragazzo di ventidue anni che deve concentrarsi su una gara di MotoGP, non andare a Uomini e Donne.
Comunque, loro dicono che la famiglia Marquez li ha attaccati, i Marquez dicono di essere stati attaccati, tutti denunciano tutti e non si capisce più un ca.
Vedremo come andrà a finire la cosa.

Altra riga altra polemica.
Valentino, okay che sei arrabbiato, okay che uno le prova tutte… Ma vuoi chiamare anche L’ONU? La NATO? Amnesty International? 
No perché qua tra corsi e ricorsi mi sembra che la cosa stia sfuggendo di mano visto che comunque ha ammesso anche lui la scorrettezza in pista, quindi la protesta è su cosa? 

Detto tutto questo anche se avrei molto altro da dire chiudo qua, che se no non finisce piu il post.
Non so voi ma ho 

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Ciarliamo di complotti mistici

Hello from the other siiiiiiiideee
I must have called a thousand timeeeeeeesss
To tell you I’m sorry for everything that I’ve done..


E’ tutto il giorno che ascolto Hello di Adele, ma sono sicura di non essere l’unica… Che pezzo, regà, questo sì che è un signor ritorno.

C’è forse un po’ di autotune che in certi momenti della canzone si sente un po’ troppo ma per il resto è impeccabile; era un sacco di tempo che un ritornello potente non mi dava sensazioni così forti come qhello di questa canzone.

A me piace ricordare questo, che vi devo dire

Va beh va, parliamone. Ciarliamone.
Marquez Rossi.
Lo so che è mercoledì e che già la domenica sera si dovrebbe smettere di parlare del GP, ma stavolta l’internet è implacabile e io detesto un po’ tutti.
Chi dice che Marquez è un escremento di elefante, chi dice che Rossi è Chuck Norris sotto mentite spoglie, chi dipinge Lorenzo come un malvagio cattivone dei cartoni animati…
Io penso che tra calci rotanti, ostruzionismo e sette segrete vadano condannati tutti a morte per lapidazione.
Ci aggiungo anche Pedrosa che non si sa mai, piccolino com’è sembra insospettabile e poi viene fuori che c’è lui dietro tutto questo. Avrà scommesso dieci centimetri che avrebbe vinto Jorge e poi ha pagato Marc per fare danni e intanto incitava Valentino ad arrostire Marquez con il tubo di scappamento.
C’avrei infilato anche papà Marquez nella vicenda ma credo che sia immortale. (mi aspettavo che saltasse in mezzo al circuito e stendesse Rossi con un’onda energetica, sinceramente… Che autocontrollo, quell’uomo. Se Marc fosse stato mio figlio altro che salti furiosi, aspettavo Rossi ai box con una mazza ferrata, qualunque fosse stata la dinamica dei fatti.)

Non c’entra niente ma mi ha fatto un sacco ridere ai tempi, e qua c’è da sdramatizzare

Posso dire una cosa a tutti?
State calmatevi, come dice una mia amica.
Tranzolli. Sciallatevi. CALMA.
Non è tutta una congiura quel che luccica. Anzi, non è tutta una congiura quel che è spagnolo.
Sarò ingenua ma mi piace pensare che la situazione sia ridotta a Marc e Valentino, non che sia una questione di livello mondiale (anche se mi aspetto una chiamata di Obama a Rossi visto come si stanno mettendo le cose).
Un’altra cosa che mi da un fastidio boia sono i VIPPI su twitter e Facebook dicono cose, pensieri astrusi, se mi permettete il termine direi stronzate. Baggianate. Buffonate (non cose dette da Buffon, sia chiaro… Almeno Gigi lasciamolo fuori). 
Vasco? Lo so che avete lo stesso cognome e ti senti in diritto di difendere il buon nome dei Rossi e di tutte le varie tonalità, ma non puoi tornare a bere e drogarti come tutti?
Renzi, ma non hai qualcosa tipo L’ITALIA a cui pensare? Cosa chiami Valentino, cosa? Perché? Chiama anche me quando vengo rimandata ad un esame già che ci sei. 
Alessandro Borghese, seriamente? Inciti Iannone a stendere tutti? Ma what?
Uh ecco.
Iannone.
Iannone il nuovo salvatore, il Messia della MotoGP.
Iannone che fino a uno sputo di secondo fa era un maledetto caprone che ha rubato punti al dio Rossi… 
Iannone fai una cosa tu che puoi: manda tutti a fare in cu.
Tanto gli insulti di gente imbecille ti piovono già addosso, purtroppo.

Già sento persone dire “eh ma tu tanto tifi Lorenzo, babbuina, sei di parte”.
La voglia di dare padellate a destra e a manca mi assale continuamente quando sento queste cose.
Tifare per un pilota non mi rende idiota, sapete? Se vedo nefandezze lo dico claro e tondo. 
E domenica ce ne sono state, hai voja, A fine gara ero così amareggiata che non sono riuscita nemmeno a cominciare il Pagellando, non ci vedevo niente da ridere. Ora sono calma e rilassata e stupida come sempre, ma super buu per la gara pochissimo sportiva da parte di Marc, Valentino, il commissario che sventola bandiere gialle a caso, la Direzione Gara che prende decisioni pescando le sanzioni in versione pesca fortunata, i giornalisti che se la prendono con Lorenzo inventando cose, Jorge che si butta a capofitto in crociate non sue… Che domenica orrida. 

Standing ovation per Pedrosa che nelle ultime gare ha fatto cose incredibili, ma che diamine gli è successo? Super Pedrosa alla riscossa, vai e vinci sto mondiale, questo punto tifo per te.
Se l’anno prossimo Pedrosa rimane con questa grinta la vedo neanche nera, nerissima per tutti, è inacchiappabile!
Oltre ad essere un pilotone è pure quello che da uomo è uscito meglio questa domenica. Okay che era quello più esterno ai fatti, ma le sue risposte sono da incorniciare.

Va beh, se il mio punto di vista non fosse ancora chiaro lascio una gif esplicativa rivolta a tutti quelli che hanno polemizzato qualunque cosa arrivando a dire astrusità di ogni genere:

Ps: l’ipotesi del gombloddoh mi sembra così cretina che preferirei tagliarmi le dita con le forbici piuttosto che scriverci qualcosa riguardo.

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Letture, film e serie tv!

Aaaah che periodo altalenante! Un momento ci sono, poi no, poi sì… Un casino insomma. Un fantasma.
The Phantom of the Internet, altro che Opera.
Ma parliamo di cose vagamente interesting, va là, perché in questo ho visto, letto e comprato (soprattutto comprato, temo) un sacco di robbbba.

Serie tv

  • Fortysomething: Serie molto inglese e molto comedy, una cosina leggera dunque, almeno stavolta.
    La serie è del 2003 ed è di… Hugh Laurie! Er Dottor Aus, capite? Gregory House, scorbutico, con il bastone… Lui! Che è un attore in grado di fare un po’ qualunque cosa, dal drammatico al comico senza alcun problema.
    Qui interpreta la parte di un uomo in crisi di mezz’età e lo si vede affrontare problemi con la moglie, con il lavoro e con i figli (tra cui il più grande è interpetato da un giovanissimo e allampanatissimo Benedict Cumberbatch. Già solo questo è un motivo per guardarla, no?).
  • Mozart in the Jungle: Altra serie tv leggerina e molto, molto carina. Si è capito che a sto giro non ho voglia di drammi?
    Qui si segue la giovane Hailey alle prese con il suo sogno di diventare una grande oboista ed entrare in un’orchestra prestigiosa, ma soprattutto la si segue alle prese con un grandioso maestro d’orchestra appena arrivato alla New York Symphony:
    Bella, simpatica, piacevole. Datemi la seconda stagione.

  • Gotham #2: Minchia che inizio. Per ora sono uscite solo quattro puntate, ma queste quattro sono puntate bomba, trust me.
    Che devo dire, si sa chi è il protagonista assoluto di questa stagione… Il Joker. Alla faccia tua, Jared Leto.
    Sì, lo odicchio perché ha vinto un Oscar, va bene? Sono una brutta persona.
    Comunque inizio stagione con il botto, non vedo l’ora di scoprire come si evolveranno le cose!

  • The Bastard Executoner: Nota dolente di questa lista. Ho atteso con ansia questa serie perché mi sembrava una figata, lo dico sinceramente, ma sono rimasta delusissima. Okay che ho visto solo tre puntate, ma… Che noia! Che barba! Che brutto!
    Spargimenti di sangue piazzati a casissimo, scene dalla dubbia utilità, una storia che non parte… Meh, meh, meh.
    Mi rendo conto di essere una rompiballs, ma non possono avere tutti costumi e facce sporche di fango, sudore, fatica, mentre i protagonisti sono lindi e curatissimi come appena usciti dall’estetista. Mi ammazzi l’atmosfera così, diamine.
    Da rivalutare, ma senza fretta.

Libbbbri (in lettura)

  • Il piccolo amico di Donna Tartt: sono all’inizio inizio quindi non posso dare pareri, però una cosa la posso dire: la Tartt scrive proprio bene. Dio di illusioni mi era piaciuto tantissimo, questo promette bene.

  • Niceville di Carsten Stroud: questo libro lo sto leggendo un po’ senza logica, nel senso che è quello che ho in borsa e leggo quando ho qualche momento morto ma non la sera quando vado avanti con la Tartt o Il trono di spade. Non mi fa impazzire la scrittura di Stroud ma la trama per ora mi spinge avanti.

  • Il trono di spade-Tempesta di spade di George Martin: la mia scalata al tronazzo di spade continua, un po’ a rilento ma continua. E’ sempre tutto una figata, sia chiaro, ma in alcuni momenti dopo quattro libri la prospettiva di averne altri tremila prima di giungere alla conclusione non sembra più così entusiasmante.


    Filmozzi


  • Non avere paura del buio di Guillermo del Toro: MEH. In attesa di Crimson Peak mi sono detta “guardiamoci qualcosa di questo toro, no?” e in tv è capitato a fagiuolo questo film.
    Purtroppo.
    Mi aspettavo un bell’horror inquietante al punto giusto e invece sembrava un film per un pubblico dai tredici ai quindici anni.
    Brutto. Fatto male. Noioso. Mai paura. Bocciato. 

    Sembra ‘na figata dalla locandina, eh?


  • The Martian di Ridley Scott: Ridley, quoque tu? Come hai potuto? Io mi fidavo di te, quasi ciecamente! E tu cosa fai? Un film brutto. Ma brutto brutto -per me- eh. Volevo strozzarmi con la cannuccia della coca cola, in sala. Nessuna emozione, due ore di costrizione, scene senza senso… No, no, no. Ridatemi le due ore perse.
    Locandina letta con il tono di Alfie Boe in Les Miserables

    Questi sono i miei ultimi movimenti, voi cosa avete letto/visto/seguito?
    Presto post di recensioni varie ed eventuali 🙂

Pubblicato in: Danilo Petrucci, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, Jorge Lorenzo, Marc Marquez, MotoGP, pagellando la MotoGP, Pagelle, valentino Rossi

Pagellando la MotoGP #Silverstone

Pagellando la MotoGP #Silverstone

ovvero quando la pioggia colpisce ancora


Aaaaalllora cominciamo che ce n’è da dire a sto giro!

Partiamo dall’inizio va, con un misterioso Brad Pitt selvatico che si aggira per il circuito fangirlando come un dodicenne perché ha incontrato Valentino Rossi. Brad, ma con tutti i danari che hai è possibile che tu lo incontri ora per la prima volta? 

Vuoi dirmi che le altre volte non ti hanno fatto entrare? Sei stato in tribuna come i comuni mortali di ceto medio-alto?
E’ oltraggioso. Nessuno mette Brad Pitt in un angolo in tribuna senza fargli incontrare Valentino.

Ma passiamo ai motori, va. Andando un po’ a logica e sapendo che in Inghilterra piove praticamente un giorno sì e l’altro pure, molto saggiamente montano tutti le gomme da asciutto.
E qui proprio mi sono cadute le braccia, le ho raccolte da sotto al divano perché erano rotolate via. Okay che pareva tutto asciutto ma ho proprio in mente le facce di tutti pieni di sconvolgimento, come se lì non piovesse da tre ere geologiche e quello fosse un evento incredibile… Mah.
Con la partenza ritardata di una ventina di minuti riescono tutti a mettere le gomme necessarie (vista la sorpresa generale pensavo non le avessero neanche portate, ohibò) e poi tutti in griglia.
Si spengono i semafori e Jorge si lancia in avanti sperando di andare così veloce da non essere neanche colpito dalle gocce d’acqua, dietro c’è Marquez in modalità francobollo e dietro ancora ci sono Pol Espargaro e Gialli Verdi Rossi.
Polletto passa Marchetto, che viene superato pure da Rossi ma si riprende subbbbbito (letto alla Pippo di Camera Cafè, mi raccomando) la posizione.
Miller centra Crutchlow che anche quest’anno la vede dura finire una gara in sella alla moto.
Marquez e Rossi passano Lorenzo come se non ci fosse un domani, poi lui perde dieci milioni di secondi a giro e Marquez e Rossi filano via cantando sotto la pioggia.
In tutto questo comunque non so bene quando perché nessuno l’ha mostrato prima della fine della gara, Espargaro ha centrato Lorenzo con una motata dritta sul costato.
Nel giro di qualche giro (mamma mia che giochi di parole incredibili) tutti passano Lorenzo, anche Brad Pitt in bicicletta che in un momento di follia ha tentato di raggiungere il suo amore Valentino.

Petrucci intanto è quarto, davanti a Dovizioso, con Jorge che ormai è in Qatar a finire la gara con Melandri.
Battutine a destra e a manca oggi, mamma mia.

Marquez ormai è addosso a Rossi, ancora un po’ e andranno sulla stessa moto, Lorenzo è decimillesimo dietro a Dovizioso, Petrucci e Pedrosa (pure Pedrosa, Jorge? Davvero? Fatti sorpassare da Agostini a piedi, già che ci siamo) e l’ansia sale quando… Marquez cade. Viene sbalzato un po’ via dalla sua moto che si crede un cavallo da rodeo e fa una scivolatona a tutta velocità sulla ghiaia.

Game over per Marc

Lorenzo intanto ha raggiunto il Dovi ma il suo casco tifa Italia quindi gli da forfè e si appanna senza ritegno. Ringrazia che non siano spuntate da dentro due dita per cavarti gli occhi, a questo punto.
Rossi ordunque è al comando da solo con un vuoto di sette secondi dietro di sè.
Ma lo squalo Petrucci è in agguato. Ha messo gli occhi sul 46 e non ha intenzione di lasciarsi scappare l’occasione di salire sul gradino più alto del podio, dunque mette il turbo e parte alla volta del Doctor. E nel giro di pochi minuti fa venire un certo cagotto a tutti i fan di Rossi, che perde qualcosa come mezzo secondo a giro.
L’ansia allo stato brado.
Ho sentito dalla finestra gente che urlava “oddio lo prende, lo prende!”. E’ così che si riconosce chi guarda la MotoGP.

Alla fine comunque nada de nada, Rossi vince di brutto, secondo Petrux e terzo Dovizioso.





Valentino “il surf è il mio mestiere” Rossi: 10 e lodissimo.
E’ riuscito a fare delle qualifiche decenti e già questo è un traguardo. Non partedo dalla decimillesima posizione è riuscito a stare tra i tre davanti già dall’inizio, poi diciamocelo: se partendo nono arrivava secondo partendo quarto era chiaro che sarebbe arrivato con una decina di giri di vantaggio sugli altri. No?

Poi chiaramente il GOMBLODDOH ordito dal mondo intero per farlo vincere ha aiutato.

Danilo “faccio cagare addosso i tifosi di Valentino proprio all’ultimo” Petrucci: 10.
Dieci per la simpatia e per il fatto che ha davvero messo l’ansia a tutti agli ultimi giri, ravvivando un finale che poteva essere noiosissimo invece.
E poi è stato bravissimo, siamo tutti così orgogliosi Petrux!

Andrea “tiè” Dovizioso: 9
Tranquillo tranquillo (si fa per dire) lesto lesto il Dovi si è riaccaparrato il podio. Pensavo lanciasse giù Petrucci per piazzarsi al secondo gradino.
Le Ducati sull’acqua sono pazzesche, complimentozzi a tutto il team! 


Jorge “cataratte venite a me” Lorenzo: 6
Ahh, che fatica, Jorge. Che lui ha lo stesso rapporto che hanno i gatti con l’acqua lo sappiamo, che dopo Assen 2013 abbia sofferto come un cane lo possiamo solo immaginare, che debba cambiare fornitore di casco lo urliamo a pieni polmoni. Ma posso dire una cosa? Una cosetta?
Io non sparerei troppo letame sul mio fornitore di caschi, così come non insulto i camerieri: Jorge non vorrei sputassero nel tuo casco, se capisci cosa intendo. Già stavolta ci hanno alitato sopra… Il passo è breve.

Visto che questa è la gara delle polemiche io vorrei dire un paio di cose. E non perché tifo per lui ma perché vedo tanta mancanza di rispetto.
Parliamo di Lorenzo. Ma voi che guardate le gare dal divano di casa pensate veramente di poter dire “che pirla non ha messo il paranaso” “se l’è cercata” eccetera? Ma seriamente? Ma pensate che un pilota professionista non sappia queste cose, e che se anche se ne dimenticasse il suo super staff non rimedierebbe?
Mah.
La teoria del complotto a favore di Rossi non sto neanche a parlarne: siete matti. E basta, caso chiuso. Veramente leggere certe danno proprio l’irritazione… Staccatevi le dita e usatele come soprammobili, per favore. Basta commenti cretini. 

Per stavolta è tutto, alla prossima amici!

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Acquisti e regali, storia di un’ossessione

Acquisti&Regali

Ovvero la storia di un’ossessione

Alors, mon amours, uh la la… La mia dose giornaliera di francese è esaurita.
Metto le mani avanti, anzi, avantissimo e vi dico già che una delle cose di cui vi parlo è un regalo. Anzi, è una cosa comprata con una gift card.
E sì, siorre e siorri, sto parlando della sola, unica, inimitabbile (beh su questo punto qualche dubbio c’è visto di dupes ce ne sono a bilioni)… Naked 3!
*spruzzi di champagne, orchestre che suonano, fuochi d’artificio in ogni dove*

La mia prima Naked, people, non siete emozionati per me? Io lo sono. La adoro. E’ la mia bambina, il mio tesssssoro 

Diciamo pure che ora mi trucco anche per portare fuori il cane.
I colori sono bellissimi e mi stanno pure decentemente, in barba a chi mi ha detto con aria altezzosa “ma sono colori freddi, tu puoi prendere la 1 al massimo“.
Non credo proprio, bitch

La 1 arriverà a Natale.

Non essendo soddisfatta (no, non è vero ero soddisfattissima, ma tant’è) mi sono recata al CAD perché ho un buono di sette euro su una spesa minima di 20 fino al trentuno di agosto, e lì… Ho preso un’altra palette.
Lo so, devo avere qualche problema. 
Avevo la naked 3 nella bella bustina di sephora e mi sono comprata la palette Beige della L’Oreal, uno dei numerosi dupe della Naked 1.
The best of both worlds, capite?
A sedici euro invece che ventitrè… Non potevo non farlo.

L’ho già provacchiata, non è malissimo ma non è nemmeno il massimo. E’ una palettina nella norma, l’ho presa volentieri con il buono a prezzo pieno non so se l’avrei acquistata.
I colori sono un po’ polverosi ma niente di drammatico, quelli shimmer li trovo stranamente più pigmentati e scriventi dei matte, e quelli matte scuri sono più pigmentati di quelli chiari. Comunque davvero non è male, forse i marroni sono un po’ tutti uguali sulla palpebra…
Escono fuori sia look naturali che più strong, ecco. Se dovessi darle un voto credo sarebbe un onesto 7/7.5

I miei attacchi di panico/ansia/cose strane si presentano ancora quando pare a loro ma mi sento un pochetto meno pazza di prima, vediamo come si evolvono le cose… Intanto io compro.
Non si sa mai.

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Leggins a pois e attacchi di panico

Aaaah, due notizie delle dieci di sera:

  1. Frugando nella zona più recondita dell’armadio ho fatto un ritrovamento interessante: dei leggins neri a pois bianchi, orrendi secondo tutti quelli a cui ho chiesto, bellissimi per me.
    Li lovvo, c’è poco da fare.
    Ora sono la mia tenuta da casa, ma sto pensando di ampliare i loro orizzonti e far vedere loro il mondo esterno.
    Mondo: brace yourself.
  2. Sono entrata anche io nell’angoscioso mondo di quelli che soffrono di attacchi di panico, buongiorno! Ho avuto due attacchi parecchio forti (pronto soccorso, thanks), poi la situa si è calmata… Ora sto bene ma ho sempre un po’ l’ansia che mi si ripresentino i sintomi.
    Ho comunque cercato fin da (quasi) subito di non cedere all’impulso insensato di chiudermi in casa e smettere di fare le cose normali. I primi giorni sono andata per gradi, ora riesco ad uscire tranquillamente.
    E’ strano perché all’improvviso mi sono sentita incompresa e un po’ matta, credo che chi ne ha sofferto possa capirmi… Ma non bisogna perdersi in bicchieri d’ansia e cercare di reagire.

Ciò detto, posso tornare a scribacchiare un po’ sul blog. Sto andando avanti a leggere La regina dei draghi, sono penso a metà (Theon, bastardello che non sei altro, te se ama. Facci un favore e ammazza Bran, per favore.)
Ho anche un acquisto in mente, ma stavolta non è colpa mia, lo giuro! Mi è stata regalata una gift card di Sephora e ora ho 50 euri (sì, euri, con la i) da spendere.
Anche a voi si è illuminata una lampadina improvvisamente?
NAKED. NAKED 1, 2, 3… TUTTE.
Non avendone neanche una posso scegliere, per ora sono indecisa tra la 1 e la 3. A momenti propendo per una a momenti per l’altra… in questi giorni andrò a swatchare (mamma mia che termini da fashion blogger che uso) e prenderò la grande decisione.
O avrò un attacco di panico nel farlo.
Non sto guardando nulla in questi giorni ma debbo recuperare assolutamente Hannibal, della terza stagione ho visto solo quattro puntate… Molto male, Sara, molto male.
Voi come state? Cosa leggete e guardate in questo periodo? Fatemi sapere, fatemi sapere! 

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Filmando #Mommy

Filmando  #Mommy

Ovvero quando essere mamma è un casino

Non so perché ma ultimamente sono un po’ fissata con libri e film che riguardano il rapporto complicato tra madre e figlio.
Sarà che più il tempo passa più il mio essere donna viene fuori e mi rendo conto che prima o poi vorrò (e badate bene: vorrò, non dovrò) avere un pargoletto tutto mio. Ed è spaventoso pensare di mettere al mondo qualcuno, di crescere un essere umano che un giorno andrà in giro, avrà delle idee, esprimerà opinioni sue.
E se sarà malato?
E se crescendo diventasse uno psicopatico, o un serial killer?
E se sarò una pessima madre? Le sue azioni saranno tutte colpa mia.
Ultimamente queste domande me le faccio spesso. A volte crescere fa paura, eh?

Mommy è un film del 2013 di Xavier Dolan ed è un film molto turbolento e molto duro, ed è esattamente quello che cercavo. E’ assolutamente particolare, unico nel suo genere, fonde immagini visivamente forti alla musica a dialoghi volgari, cattivi.
Mi ha turbata.

Diane ha un fliglio, Steve. Lui ha quattordici anni e soffre del decifit di mancanza di attenzioni, è iperattivo e durante le sue crisi diventa violento tanto che la sua stessa madre avrà paura di lui più e più volte.
Scatti d’ira, momenti di gioia irrefrenabile, bisogno di dolcezza, carezze… Steve è una bomba di emozioni e di necessità, dà tanto quanto richiede.
Come gestire una situazione così? Come trovare la forza di andare avanti, di fare bene, di credere in un futuro migliore?
Diane ci prova. Non è una madre perfetta, anzi è ben lontana dall’esserlo. Ma è una donna che ha perso il marito e ha visto il figlio crescere con le sue problematiche.
A loro si unisce la vicina di casa, balbuziente a causa di un recente trauma non spiegato, che riuscirà a conquistare la fiducia di Steve.


C’è un momento straordinario nel film, una scena che secondo me è bellissima: Steve precede Diane e Kyla sullo skateboard, si ferma un attimo, inspira profondamente… E apre l’inquadratura con le mani. I brividi che mi ha dato quel momento.
Inaspettato, magico, da brividi. Per un istante ho avvertito tutto il bisogno di libertà di Steve.
Fino a quel momento infatti il formato era stato 3/4, un’inquadratura stretta, che da spazio ad una sola persona: Steve. Ma quando è tranquillo e sotto controllo c’è spazio per respirare, per mostrare qualche spiraglio attorno a lui.
L”intera scena con Wonderwall in sottofondo è magica.

Nel corso del film l’inquadratura si aprirà e chiuderà più volte, sempre in modo significativo.
Strana la scelta delle canzoni, questo lo ammetto. Lana del Rey, Oasis, Bocelli… Vi consiglio di fare sempre attenzione al testo delle canzoni, è sempre molto azzeccato.

Il film è una continua ricerca di equilibrio, di normalità e di libertà. Steve è prigioniero della sua malattia, Diane dell’essere madre: la continua ricerca di attenzioni del figlio la sfianca, e lei continua ad essere divisa tra l’amore per lui e il bisogno di essere ancora una donna prima che una madre.
Ad un certo punto Steve fa una cosa, un gesto molto violento, e lì ci si chiede ancora “ricerca la libertà o solo attenzioni?”
Menzione d’onore per Antoine Olivier Pilon, l’attore canadese che interpreta Steve: ha solo diciotto anni ma è bravissimo, regge il film quasi da solo.
Questo film lo consiglio a tutti, è fatto benissimo e recitato anche meglio.
Mette ansia, è inquietante, ma è forte in senso positivo.

Saramandra
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To be read, watched, bought #Agosto


To be… read, watched, bought

ovvero una carrellata di buoni propositi letterari, cinematografici, e shoppingosi


Allora e alla mezz’ora, nuova tipologia di post… O almeno credo.
Io sono una persona che veramente, nonostante tutti gli sforzi, porta a conclusione poche cose. Il corso di tennis abbandonato dopo tre anni, il disegno, l’università… No okay l’università la devo finire perché ormai è una questione di principio.
Comunque sia, essendo una persona così poco incline a portare a termine i suoi impegni (vi sarete resi conto che sono due ore che scrivo sto post e non mi viene mica in mente il vocabolo per descivere la mia categoria di persone) ho pensato “massì, facciamo come tutte le persone organizzate e poniamoci dei paletti”.
I miei paletti di questo mese sono due/tre dal punto di vista libresco:

To be read

  1. La regina dei draghi: quarto librozzo della saga di George “sono malvagio” Martin, sto già cominciando a vacillare. Ma devo finirlo e andare avanti a oltranza. DEVO.
    Mentre la cometa di sangue continua a brillare nel cielo dei Sette Regni, la Guerra dei re prosegue senza esclusione di colpi. Ma, all’estremo Nord, forze oscure e minacciose si fanno sempre piu incombenti. L’esistenza stessa dei Sette Regni e in pericolo.”
  2. In una sola persona by John Irving.
    “Sono i nostri desideri a plasmarci. In un minuto scarso di accese, inconfessabili fantasie ho desiderato di diventare scrittore e di fare sesso con Miss Frost, non necessariamente in quest’ordine.” Quando Billy, a tredici anni, entra per la prima volta nella biblioteca della sua cittadina del Vermont, è in cerca di libri su ragazzi che si sono presi “una cotta per la persona sbagliata”: nel suo caso il futuro patrigno Richard, il crudele compagno di scuola Kittredge e la stessa bibliotecaria Miss Frost, statuaria, con le spalle larghe, i bicipiti robusti e un seno da adolescente. Figlio di un crittografo da cui la madre si era subito separata, cresciuto in una famiglia di uomini eccentrici e donne puritane, circondato da un cast di amici, amiche, amanti, travestiti, transgender che rifiutano di farsi incasellare in una categoria o in uno schema, Billy racconta oltre mezzo secolo di avventure tragicomiche alla ricerca di sé (e del padre). Attraverso le sue parole, John Irving mette in scena una toccante epopea sul terrore di essere diversi, sulla profonda verità delle passioni che ci abitano, sulla felice impossibilità di essere altro da sé.
    Questo l’ho trovato all’IBS nel reparto “libri usati” a metà prezzo, avendo sentito parlre molto bene di Mr Irving l’ho arraffato immediatamente.

  3. Strawberry Fields by Mark Lewisohn
    Non che ci sia una vera e propria trama, seguiamo lo svilupparsi di questo incredibile album e il tour che ne è seguito ma vi lascio la quarta di copertina:
    Scritto dal più autorevole studioso del mondo Beatles è una trafelata corsa da Penny Lane al concerto sul tetto della Apple passando per ragazzine urlanti, anime di gomma, trichechi e campi di fragole per sempre.
    Una favola moderna, un thrilling, un irresistibile bigino per sapere tutto sull’unica vera Band dei quattro”


To be watched
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 ovvero film e serie tv che voglio guardare in questo mese:

  1. Mommy by Xavier Dolan, datato 2014.
    Diane è una madre si
    ngle, una donna dal look aggressivo, ancora piacente ma poco capace di gestire la propria vita. Sboccata e fumantina, ha scarse capacità di autocontrollo e ne subisce le conseguenze. Suo figlio è come lei ma ad un livello patologico, ha una seria malattia mentale che lo rende spesso ingestibile (specie se sotto stress), vittima di impennate di violenza incontrollabili che lo fanno entrare ed uscire da istituti. Nella loro vita, tra un lavoro perso e un improvviso slancio sentimentale, si inserisce Kyle, la nuova vicina balbuziente e remissiva che in loro sembra trovare un inaspettato complemento.”

  2. Interstellar by Christopher Nolan. Cercando di superare la mia avversione per Matthew McConaughey.
    “Una piaga sta uccidendo
     i raccolti della Terra, da diversi decenni l’umanità è in crisi da cibo e quasi tutti sono diventati agricoltori per supplire a queste esigenze. La scienza è ormai dimenticata e anche ai bambini viene insegnato che l’uomo non è mai andato sulla Luna, si trattava solo di propaganda.
    L’ex astronauta Cooper, mai andato nello spazio e costretto a diventare agricoltore, scopre grazie all’intuito della figlia che la NASA è ancora attiva in gran segreto, che il pianeta Terra non si salverà, che è comparso un warmhole vicino Saturno in grado di condurli in altre galassie e che qualcuno deve andare lì a cercare l’esito di tre diverse missioni partite anni fa. Forse una di quelle tre ha scoperto un pianeta buono per trasferire la razza umana e in quel caso è già pronto un piano di evacuazione. Andare e tornare è l’unico modo che Cooper ha di dare un futuro ai figli.”

  3. Daredevil, 2015, by Netflix

To be bought:
  1. E ora parliamo di Kevin, by Lionel Shriver.
    A 16 anni, Kevin ha preso l’arco con cui si esercitava da tempo e ha ucciso sistematicamente, nella palestra della scuola che frequentava, sette compagni, un inserviente e l’insegnante di algebra. Uccidere, nella sua logica distorta, era il mezzo per uscire dalla massa indistinta e diventare protagonista. E ora lo è, nel carcere minorile in cui è rinchiuso, temuto e rispettato dagli altri giovani reclusi. A raccontarcelo è la madre, Eva Katchadourian, newyorkese di successo, in una serie di lettere al marito assente. Attraverso le sue parole si snoda la storia della famiglia e dei suoi componenti: Eva, con il suo rapporto ambivalente nei confronti della maternità, il marito Frank, sempre pronto a giustificare il figlio in totale contrasto con lei, e lo stesso Kevin, un piccolo genio del male da quando ha aperto gli occhi sul mondo. Lettera dopo lettera, è un susseguirsi di fatti e di episodi che scavano nella vita familiare e ci restituiscono un quadro lacerante, sofferto, filtrato dalla lucida intelligenza e dalla profonda umanità di Eva, che non smette di chiedersi se non sia anche sua, e del rapporto di malcelata ostilità con il figlio, la colpa di quanto è successo”
    Ah, hanno anche tratto un omonimo film dal libro.

    Spero che questa carrellata di titoli non vi abbia annoiato e che, anzi, qualcosa vi abbia incuriosito… Vedremo cosa riesco a combinare in questo (mezzo) mese!

Pubblicato in: depressione, i love you, parole soltanto parole, random, randomizzando, tristezza

Randomando #Post depresso

Sarà che vedere film horror turba il mio animo, sarà che non ho niente da fare (perché di studiare non se ne parla), oggi mi sono rimessa a pensare a Babadook e a quello che effetivamente voleva trasmettere quel film: tutti abbiamo dei mostri dentro di noi. E quindi mi sono chiesta quale sia il mio.
Il mio Babadook, il mio mostro personale in questo momento sono delle parole. Parole che non ho assolutamente in coraggio di dire, che vorrei urlare e scrivere sui muri ma rimangono incastrate in gola e mi soffocano.
Non so se vi è mai capitato di voler dire qualcosa così fortemente da rischiare di farlo scivolare in ogni discorso, tra un “mi passi il giornale” e un “buongiorno”.
Parole brevi, corte, facili di sussurrare e far passare per un soffio di vento.
Ma non le dico, le penso. Le penso intensamente, sapendo che non importano, sperando che svaniscano.
Anche perché sono abbastanza certa che le cose andrebbero così:

Buonanotte