Oggi vorrei parlare di cose serie senza ammorbarvi come se non ci fosse un domani… riuscirà la nostra eroina per niente eroica (e neanche stupefacente) nell’impresa? Boh. Non ne ho idea, vediamo. Intanto ho notato che i post sulla depressione sono quelli che vi interessano forse di più, ed è una cosa che reputo bizzarra perché mi sembra di annoiare tutti a morte…dunque grazie, siete proprio degli spelacchiati coi fiocchi, vi lovvo tutti!
Metto le mie zampette avanti: non è un argomento che tratto volentieri. Ho ancora parecchie difficoltà nella mia strada verso il benessere psichiatrico e, per la peppa e la peppina, è un percorso a ostacoli che nemmeno alle Olimpiadi si vedono. Più che ostacoli direi che c’è di tutto in questo percorso: fossati pieni di alligatori, precipizi, pietre rotolanti che ti inseguono come in Crash Bandycoot… Un casino. Io poi sono la persona meno ginnica del mondo, lo sapete, quindi vi lascio immaginare come io affronti tutto ciò.
A ‘sto giro vorrei parlare di una cosa che ho ovviamente provato sulla mia pellacchia di persona stupida che ancora non accetta davvero che la depressione sia una malattia.
Sto parlando -rullo di tamburi, prego- dello smettere di prendere gli psicofarmaci totalmente random, senza alcuna ragione se non perché “mi sento meglio”.
Lo so.
LO SO, è la cosa più sbagliata del mondo da fare, è pericolosa e cazzo, se state leggendo queste frasi e anche voi vivete la tentazione di smettere di prenderli senza consultare nessun medico vi dico io una cosa, quello che qualcuno dovrebbe dirmi quando lo faccio io: “NON FARLO, ESIMIA TESTA DI CAZZO, SIEDITI E PRENDI LE TUE PILLOLETTE, CHE POI SCLERI PEGGIO CHE MAI E TI PENTI DI TUTTO, RAZZA DI COGLIONCELLA DA STRAPAZZO. Sei laureata in medicina? In psichiatria? Eh? Lo sei? No, quindi chiudi il becco e ne parli con il tuo psicologo/psichiatra/chiunque ti abbia in cura e vedete di cambiare il dosaggio, se necessario.”
Ecco, questo dovrebbe urlarmelo qualcuno visto che io, ciclicamente, entro in quel periodo. Quel periodo in cui mi sembra non dico di stare bene, ma quantomeno di stare male in una maniera normale, non dettata da una malattia.
Penso “oh, fico, sono guarita” e quando mia mamma mi chiede se ho preso quello che dovevo prendere mento spudoratamente, come Salvini quando dice di avere Maria dalla sua parte. “Sì, mà, non mi assillare”.
E poi?
Poi sto bene.
Per i primi giorni sto bene, tutto tranquillo.
Poi piano piano si ricomincia. Si torna a piangere sul bus mentre vado a dare ripetizioni o al bar mentre faccio colazione. Si torna a non riuscire ad ascoltare nessuno perché vorrei solo starmene in un angolo da sola ad odiarmi, perché è questo che merito in fondo. Si torna ad avere attacchi di panico nei momenti meno opportuni -al cinema, in macchina- e non poterlo neanche dire a nessuno, quindi sto lì ad annaspare, con le mani formicolanti, la lingua paralizzata, il braccio destro completamente bloccato e dolorante. Si torna a dormire mezz’ora a notte, ad avere le occhiaie che neanche il correttore di Kat Von D -che praticamente è stucco che ti spalmi sotto gli occhi- riesce a coprire.
Si ritorna ai pensieri negativi, negativissimi. Altissimi, non purissimi, negativissimi.
E allora quando mi sembra di star sprofondando tantissimo di nuovo allora mi decido. Torno a prendere quelle pillole, controvoglia, perché pensavo che stavolta sarebbe stata la volta buona. Che non mi serviva niente per stare in maniera normale, che non ho davvero un problema.
E tutto questo mi porta a ribadire un concetto: se conoscete qualcuno che soffre di depressione (che sia stata accertata come nel mio caso o meno) frasi come “Sara, ma tu esageri” “dai, sorridi un po’ alla vita!” “è tutto nella tua testa, se ti metti in testa che stai bene starai bene” e cose del genere fanno solo male. Perché poi ci crediamo. E smettiamo di prendere le medicine.
Gli shot tequila, menta e tabasco sono molto buoni.
La birra Corona con dentro gocce di tabasco è ottima.
Il Negroni con il gin non è buono.
Il Pastiss “fa schifo ma è buono”.
Sul Bloody Mary ho ancora dei dubbi.
Ora che vi ho sciorinato le mie scoperte alcoliche frutto di serata più o meno (s)piacevoli possiamo passare ad altro, va. Se provate qualcuno di questi cocktail (o se ne avete altri da propormi, bestioline spelacchiate) fatevi avanti e ditemelo!
Giusto qualche piccolo aggiornamento sulla mia miserabile vita, sperando di farvi sentire meglio riguardo la vostra:
sono stata baciata da una persona che non volevo mi baciasse
Mi sono tirata indietro da una situazione MOLTO piacevole perché la persona in questione è impegnata, e per quanto io sia cretina ho una morale e un’etica che mi impongono di non fare quello che mi farebbe stare bene, ed essere rispettosa della sua relazione. Anche se lui non lo è, mi rende le cose molto difficili e ci penso da giorni.
Il Pirla ha portato la sua dama in vacanza, dopo un mese di frequentazione, e la cosa mi ha dato una stilettata al cuore (dite che prima o poi smetterò di chiedermi “ma perché io non valgo la pena? Cosa gli ho fatto, perché non mi vuole?”)
Quindi capirete che l’alcol al momento è mio alleato. Il mio fegato a breve chiederà il divorzio da me, me lo sento.
In tutto questo sto divorando Peaky Blinders, che al momento è la mia unica ragione di vita. Ragazzi, quella serie è oro, andate e guardatene tutti (ma giu le zampette spelacchiate da Cillian Murphy perché è mio.)
Voi state facendo qualcosa di produttivo? Anche voi vi siete trovati in situazioni un po’ del pene, controverse, in cui fare la cosa giusta sembra suuuper difficile? Tra l’altro l’opinione pubblica dei miei amici si divide in:
“Sara, vai, escici, fattelo, fai quello che vuoi perché quello impegnato è lui e tu non hai obblighi verso nessuno, se non te stessa. Meriti di stare bene e se lui ti piace la sua situazione sentimentale deve gestirla lui, non tu”“Brava Sara, fai la cosa giusta, lui è uno stronzo perche è disposto a tradire cosi la sua ragazza ma tu non ti immischiare”.
Voi che dite? Partono i sondaggi qua, sbizzarritevi.
Siamo nel cortile di un locale, nel retro, all’aria aperta. Stiamo parlando di David Foster Wallace e del suo suicidio.
Stiamo seduti vicini su una panca circolare intorno ad un grosso albero; se non fossimo io e il Pirla i soggetti della scena sarebbe tutto quasi romantico; c’è anche una lucciola che lampeggia vicino alla siepe, solo per noi, ma nessuno dei due commenta.
Non parliamo molto e lui non mi guarda. Non mi guarda quasi mai, in realtà, evita sempre i miei occhi. Io invece i suoi li guarderei per ore.
“Credo di aver capito che animale sono, comunque” esordisco a un certo punto, rievocando una conversazione che avevamo avuto in compagnia qualche sera prima.
Mi lancia un’occhiata.
“Sono abbastanza sicura di essere una falena. Sai, di quelle grigette e marroncine, bruttine, che continuano a sbattere contro una lampada finché non stecchiscono.” Non credo sappia di essere lui la lampada, al momento. Lui sbuffa fuori il fumo dalla bocca “Sicuramente una somiglianza c’è: avete la stessa peluria.”
Cretino.
Anzi, Pirla.
Gli do una sonora pacca sul braccio e lui ride.
Chissà se lo sente il mio cuore quanto si agita quando lui ride.
“Forse hai ragione, però” considera dopo un po’ “il problema è che tu… non so come o perché, ma tu vedi solo la luce, e ti sembra anche molto più accecante di quello che è in realtà. Non vedi i fili di tungsteno tutti sfilacciati, la ceramica sporca, la lampadina che sta per fulminarsi… “
“Qui l’unica che sta per fulminarsi sono io, mi sa.” “No, tranquilla, su questo non ci sono dubbi: tu sei già più che fulminata.”
Stiamo un po’ lì. Fumiamo, non parliamo molto; ci basta stare soli insieme per essere più tranquilli. O almeno, per me è così. Vorrei appoggiare la testa alla sua spalla e respirare forte il suo profumo, ma credo che questo lo farebbe scappare alla velocità di Speedy Gonzales; si lascerebbe dietro solo una scia di polvere; Mi devo ripetere sempre la stessa frase come un mantra: non mi vuole.
Allora incasso la testa tra le spalle e penso che anche se non è molto potrebbe bastarmi per sempre.
Spelacchiati del mio cuoricino, stanotte va cosi. Stanotte piango e mi dispero per motivi futili, che vi devo dire… mi sembra di essere tornata sedicenne, grazie al cielo almeno non devo fare verifiche di matematica. Brividi solo a pensarci.
Per fortuna, come diceva una donna molto più bella di me, “domani è un altro giorno”.
Un altro giorno in cui spero di non fare minchiate, detto proprio cosi, in maniera delicata e signorile.
In realtà non penso di aver fatto niente di male, certamente non lo chiamo “errore”… Dai, lo dico: ho baciato una persona. Un amico. Entrambi single, entrambi ubriachi, ci siamo fatti prendere dal momento. Anche più di un momento, a dirla tutta. Ci siamo fatti prendere dalle ore, piu che altro.
Non so cosa mi sia successo, di solito quando sento di stare per agire di impulso mi prendo mentalmente a schiaffi finché non torno abbastanza lucida da pensare alle conseguenze e, in genere, evito di fare qualunque cosa… stavolta mi sono lasciata prendere la mano. Letteralmente, mi ha preso la mano nella sua mentre mi stringeva i fianchi e mi baciava con passione sotto casa mia.
E ora? Ora il mio cervello va in tutte le direzioni. Perché è successo? Mi piace? Gli piaccio? Era una cosa fisica e basta? Ho rovinato gli unici rapporti che per me contano davvero? L’ho ferito? Dovrei scrivergli per parlarne? Facciamo finta di niente? E se lui e gli altri non vogliono più avere a che fare con me perché ho scombinato l’equilibrio della combriccola? Perché devo pagare quando prelevo con il bancomat?
E il suo amico, Il Pirla cosa ne penserà? Mi sono giocata tutte le possibilità che avevo con lui per una limonata sotto casa mia, perché sono cosi deficiente?
Dio, ti prego, vieni a prendermi.
Ragazzi, scusate. Stasera va cosi, domani mi metto a rispondere a tutti i vostri commentini, che adoro sempre ❤️
Se volete insultarmi nei commenti perché sono un esserino debole è patetico fate pure, nessuno vi fermerà. Se invece volete narrarmi della vostra vita sentimentale e dei trusci che avete passato penso vi vorrei ancora più bene!
Allora spelacchiati e spelacchiate del mio cuore, ci sono. Sono entrata anche io nel vortice “Trono di Spade”. In realtà ci ero già dentro da una vita perché ho letto i romanzi, ma ora mi sto guardando la serie tv e questa ottava stagione ho pensato di condividerla con voi. Fatemi sapere se vi va di leggere i miei commentini cretini alle puntate o se è meglio che io mi dia all’ippica!
Episodio uno: Winterfell
La puntata si apre con una vagonata di Immacolati che marciano tutti impettiti e grigetti a Grande Inverno sotto lo sguardo molto poco accogliente e molto poco ben disposto della popolazione del Nord; tanto malumore lo capirei solo se in città stesse arrivando Salvini, onestamente, non una barcata di uomini mezzi nudi e fighi, ma ognuno ha i suoi gusti… E quelli del nord hanno dei gusti proprio pessimi.
Poi c’è il momento della premiazione “fratello più espansivo del mondo”, vinto a mani basse da Bran Stark che ogni volta che si ricongiunge con un familiare sembra gli abbiano messo un sacco di letame sotto al naso; stavolta Jon se lo sbaciucchia tutto e lui quasi lo infilza col suo naso adunchissimo. “Non sono Bran, sono il corvo col terzo occhio” “…Sansa, chiami tu la neuro o faccio io?” Povero Jon.
Dopo sette stagioni uno penserebbe che ormai Sansa si sia tolta quel palo dal deretano ma non è così e infatti, ricongiunta con il suo ex marito TyrionLannister -alias il mio personaggio preferito- fa la sbruffoncella da quattro soldi e lo tratta male e in soldoni gli dice che è un cretino. Disse quella che è stata salvata da trecento persone diverse se no marcirebbe ancora ad Approdo del Re…
Jon nel frattempo incontra finalmente Arya, che gli si abbarbica addosso come un koala col suo eucalipto, ma chiaramente la ragazzina ha preso una botta in testa perché mentre chiacchierano del più e del meno, del per e del diviso, dice “Sansa è una delle persone più intelligenti che io conosca”. Arya, ma chi hai conosciuto nella vita? Solo lumache senza guscio ed esseri con le capacità cognitive di un mollusco?
Che belluzzi
Capitemi, ho apprezzato il cambiamento di Sansa dalla prima a questa stagione, però è proprio una rottura di balle con tutti. (Sophie Turner comunque è B E L L I S S I M A)
Cersei intanto se ne sbatte le sue regali chiappe dei Morti e pensa solo a conquistare tutto quanto, se invece di sette i regni fossero centocinquanta lei li vorrebbe comunque impadronirsi di tutti quanti.
Euron Greyjoy fa di tutto per accaparrarsi un posto d’onore nel mio cuore: battute stupide, doppisensi a iosa, arroganza a palate, una certa tendenza alla pazzia totale… E’ proprio il personaggio di cui potrei innamorarmi. Ora ha portato Yara ad Approdo del Re come regalo alla regina, con la quale vuole finalmente congiungersi carnalmente. (Avete visto come sono aulica e delicata? Congiungersi carnalmente… Sono proprio una lady.)
Theon dopo aver salvato la sorella ed essersi fatto crescere un paio di metaforiche palle gigantesche decide di tornare a Winterfell per combattere con gli Stark alla ricerca della redenzione. Red Theon Redemption, nuovo videogioco della Rockstar. Passiamo poi a una scena carina ma con dei dialoghi PENOSI, ovvero la gara sui draghi di Jon e Dany. Concordiamo tutti che le battute di Daenerys non fanno ridere? Prima del suo nome, Khaleesi del Grande Mare d’Erba ma io aggiungerei anche Madre dei Draghi e Delle Battute Brutte. “A cosa mi aggrappo?” “A quello che puoi” “E se non vuole essere cavalcato?” “Allora è stato un piacere conoscerti” Mah. Dany? Non passeresti neanche il provino per Colorado, pensa a ‘sti sette Regni cazzo. Fotograficamente però è una scenona, mi è venuta una voglia di saltare su una lucertola gigante e mettermi a zigzagare tra i palazzi… A voi no?
Daenerys in questa puntata
Scemo sì ma con pomì il signor Jon Snow avvista una cascata e pensa bene di fare il figo, quindi accosta il drago il doppia fila e si mette a limonare con la Khaleesi sotto lo sguardo di somma disapprovazione di Drogon, che è chiaramente pronto a staccargli la testa.
Arya flirticchia con Gendry, che effettivamente è un bel pezzo di figo quindi BRAVA ARYA SEI TUTTE NOI, e gli commissiona un’arma di acciaio valyrian così che possa anche lei mettersi a trucidare i morti non morti come se non ci fosse un domani. E in effetti un domani rischia di non esserci, quindi non ha tutti i torti.
Torniamo poi a Sansa che fa la ramanzina a Jon “Gnè gnèèèè, sono Lady Staaark, hai dato via la coronaaa, Daenerys ci ha invasi, gnè gnèèèè! Ti sei inginocchiato a lei per salvare il nord o perché la ami?” “MI SONO INGINOCCHIATO PER FARLE UN CUNNILINGUS, OKAY?!” Questo è quello che avrei risposto io dall’alto della mia signorilità, Jon però opta per il fare una faccia da pesce lesso e stare zitto perché comunque è sempre un mezzo pirla, non si può pretendere troppo.
Infine passiamo alle note dolenti: Sam. Sam che parla con Daenerys e scopre che lei ha ucciso suo padre e suo fratello. Sam con il labbrino tremulo che cerca di non piangere. Sam. NESSUNO FA PIANGERE SAMUEL TARLY, OKAY? NESSUNO, LUI E’ TROPPO BUONINO PER QUESTO MONDO CATTIVO, QUALCUNO GLI DIA DELLE GIOIE. Va a piagnucolare da Jon ma lui ormai dopo aver infilato il suo drago nella regina ha i neuroni che urlano in lingua Dothraki; alla fine Sam gli dice la verità sulle sue origini e che lui è Aegon Targaryen, di fatto l’erede al Trono di Spade.
La puntata si chiude con due dei miei personaggi preferiti: Eddison e Thormund.
“State indietro, ha gli occhi blu!”
“Ho sempre avuto gli occhi blu!”
Stavo ululando dal ridere, li amo.
E niente, questo per ora è tutto. Voi state seguendo le puntate? Io per la terza sono IMPAZZITA, non vedo l’ora di parlarne se a voi va di leggermi. Fatemi sapere tutto, dalle teorie ai personaggi che amate o odiate, commenti su attori e attrici bellissimi e chi più ne ha più ne metta!
Bene, penso mi trasferirò a Torino in pianta stabile. Potete già chiamarmi Sara Ronaldo, conto di accaparrarmelo nel giro di sei mesi di stalking selvaggio. Sarò la sua ombra. Per chi si fosse perso la notizia visto che ne hanno parlato solamente tutti i giornali, telegiornali e praticamente ogni persona sulla faccia della Terra, Cristiano Ronaldo è passato alla Juventus. Io preparo le ovaie.
Parlando di cose vagamente più serie&interessanti… Libri. Anzi uno solo, di libro. Era da tantissimo che non finivo un libro in due giorni netti. Sì, avrei dovuto studiare come una pazza in questi due giorni netti (ciao Linguistica Inglese B) e invece ho passato ore e ore a Hill House ad ascoltare risatine sommesse, fruscii nel bosco e porte che nel cuore della notte sbattono come se qualcuno stessecercando di buttarle giù. Di cosa sto parlando? Del romanzo di Shirley Jackson, il famoso “L’incubo di Hill House“.
Trama: Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice – e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l’esperimento paranormale in cui l’ha coinvolta l’inquietante professor Montague.
Io di romanzi horror, mi duole ammetterlo, ne ho letti pochini per ora. Un po’ di Stephen King, un po’ di Lovecraft, qualcosina di Wulf Dorne (che non mi piace per niente), e qualche romanzo dimenticabile regalatomi di tanto in tanto; già con la mia scarsa conoscenza però posso dire he questo romanzo è molto diverso dagli horror più comuni. Le persone a cui L’incubo di Hill House non è piaciuto dicono “non fa paura, non succede niente”. E hanno ragione, succede ben poco di terrificante. Quasi niente sangue, zero scene cruente, niente mostri né apparizioni improvvise.
Ma ugualmente io, per citare Aldo, Giovanni e Giacomo, “mi stavo cacando sotto.”
“Cosa?”
“Mi stavo cacando sotto!!”
Lo leggevo con l’ansia addosso, come se fossi anche io in quella casa dagli angoli storti, le pareri impercettibilmente inclinate, zone in cui fa cosi freddo che Pingu levate, in quella casa che ti osserva, ti segue e rimane in attesa, pronta a colpire. È un libro basato sulle atmosfere: porte che lasci aperte con mobili a tenerle ferme e ritrovi chiuse, rumori lugubri, una domestica che definire inquietante è un mero eufemismo… Insomma, di cose per fare pauricchia ci sono, ma penso che moltissimo faccia anche la scrittura della Jackson che con un lessico torbido e uno stile non troppo arzigogolato riesce a fare miracoli.
Per dire quanto mi abbia coinvolta vi dico che l’altro giorno me ne stavo sdraiata sul divano immersa nella lettura quando il mio stupido cane ha fatto cadere la scopa all’improvviso: ho fatto un balzo di almeno venti centimetri, ancora un po’ e finivo attaccata al soffitto come Spiderman.
Arresto cardiaco sventato per miracolo.
Mi ha ricordato un po’ “Annientamento” perché per tutto il romanzo noi seguiamo Eleonor e la sua percezione della realtà, percezione che però sembra diventare sempre meno affidabile man mano che la casa si manifesta, un po’ come la ricercatrice della trilogia X.
Passiamo ad un po’ di spoiler cosi chi l’ha letto può dirmi la sua.
A me il finale è piaciuto TANTISSIMO. So che ci sono diverse interpretazioni, ma quella che mi piace di piu e a cui sono arrivata da sola, quindi la piu naturale per me, è che Eleonor sia lo spirito della casa, lo sia sempre stato e sempre lo sarà. Una Eleonor a-temporale, murata viva come suora in passato e murata viva adesso -metaforicamente- in casa con la madre malata, fuori dal mondo, incapace si adattarsi alla vita con altre persone. Strana, infetta anche lei, condannata a quella casa e salvata da quella casa che le offre finalmente un posto tutto suo.
Theodora e Luke premio “persone più fastidiose del mondo” edizione 2018. Lei è una roba insostenibile. Corre, ridacchia, strilla, fa battute deficienti… Ma un valium? Un po’ di xanax? Un cappio al collo e un saltino giù dalla torre?
Non mi è ben chiaro il ruolo della domestica in tutto questo. Perché è così fissata con gli orari? Perché parla solo con la moglie del professor Montague? Perché rabbrividisce nel sonno quando succedono cose a Hill House?
Bene, vado a cercare casa a Torino, alla prossima, spelacchiati! Voi fatemi sapere se l’avete letto, se l’avete divano, se volete leggerlo o se avete altro della Jackson, io credo che alla prima occasione mi comprerò Lizzie e La Lotteria.
Eh. *Sospira pesantemente*. E’ successo. Non so se lo sapete perché la notizia è passata un po’ in sordina (e in ciechina) ma il Principe Henry si è sposato. Sentite anche voi una fitta al cuore ogni volta che ci pensate o sono solo io? Cioè dai, stiamo parlando di un principe che è andato a una festa con la divisa da nazista, se c’è un reale che può sposare una volgare popolana è proprio Harry. E chi è più volgare e popolana di me?
Altra notizia che penso passerà piuttosto inosservata visto che è robetta da poco, finalmente abbiamo un Premier. Chi? Conte. No, non quello dell’Eredità, quello è Carlo Conti. E no, neanche Antonio Conte l’allenatore di calcio. Giuseppe Conte. Il famoso Giuseppe Conte. Un nome una leggenda, no? Mah. Non sono ancora abbastanza informata per parlare di lui ma le voci che girano non sono poi così rassicuranti. Va beh che io nel mio curriculum ho scritto che ho lavorato come cameriera per sei mesi quando ho portato un succo di frutta a una tizia seduta fuori per pura cortesia, quindi non è che io possa mettermi a giudicare più di tanto… Signor Conte, si prepari che ora ripercorreranno la sua vita a ritroso fino a quando era un bebè pur di trovare nefandezze, stia sciallo e non si lasci intimidire troppo.
Poi se eventualmente viene fuori che lei è una persona deplorevole è pregato di sparire dalla faccia della Terra, che di vermi in politica ne abbiamo fin troppi; potremmo andare a pescare ogni giorno per almeno i prossimi sessant’anni senza spendere un soldo in esche.
Detto ciò tra dieci giorni sarà il mio compleanno e la gente continua a chiedermi con panico crescente “ma allora cosa vuoi che ti regali?” e la mia risposta snervante continua ad essere “NIENTE” perché effettivamente a me del mio compleanno non importa minimamente. I compleanni in generale mi piacciono, mi piace anche fare i regali, maquando si tratta di me… vorrei che se ne dimenticassero tutti.
Un po’ perché odio stare al centro dell’attenzione, un po’ perché mi sembra veramente stupido festeggiare la mia venuta al mondo quando io non vorrei neanche esserci, in questo mondo. Mah. Però mi rendo conto che sto rendendo le cose difficili a tutti quindi ora mi metterò a stilare una lista di libri che vorrei, così almeno possono prendermi qualcosa che effettivamente apprezzo senza riserve.
Ma qui entrate in gioco voi: consigliatemi cosa farmi regalare. O meglio, se voi poteste ricevere un regalo quale sarebbe? Datemi qualche spunto (e datemi la possibilità di farmi un po’ gli affari vostri, soprattutto) potete spaziare in ogni campo!
Grazie per la collaborazione.
Ps: CHIUNQUE VOGLIA REGALARMI TOM HOLLAND SI SENTA LIBERO DI FARLO.
La mia pizza preferita è con salame piccante e patatine fritte. YOLO.
Potendo scegliere passerei tutto il mio tempo con degli animali piuttosto che con le persone [a meno che le “persone” non siano DiCaprio e TomHiddleston, (anche contemporaneamente)]
Adoro i rossetti, credo di possederne più di cento al momento. Lo so, devo entrare in una comunità.
Il mio genere cinematografico preferito è il thriller, ma se la gioca con il drammatico. Ma il dramma serio, quello peso, che ti fa stare male per giorni e giorni.
Quando ero piccola mi dicevano “ma come sei matura per la tua età, Sara”. Ora mi dicono “ma tu crescere mai?”
Mi sono innamorata una sola volta ed è finita malissimo. Da allora vivo solo drammi sentimentali e amori non corrisposti che rischiano di portarmi al tracollo. (Se qualcuno volesse candidarsi come mio fidanzato prego, mandate una mail e allegate il vostro CS: curriculumsentimentae)
Non ho mai sciato quindi, indovinate? Non so sciare.
Non riesco neanche a guardare in tv sport come il ciclismo o l’arrampicata perché mi danno un senso di “ommioddio quanto è stancante” insopportabile. Mi sento male per gli atleti.
Ho un cane che non mi vuole bene.
Seguo la MotoGP e il mio pilota preferito è Lorenzo ❤
Ho riletto la saga di Harry Potter almeno sei volte, e “L’Ordine della Fenice” più di dieci.
Quando sento una canzone in un’altra lingua ho l’impellente necessità di cercare il testo.
Soffro il mal d’auto ma non lo dico mai a nessuno, così quando mi chiedono di mandare un messaggio o cercare qualcosa obbedisco reprimendo la nausea. Sono una persona stoica.
Ho pianto ogni mattina per cinque anni quando dovevo andare a scuola, alle elementari. Ogni mattina, cinque giorni su sette.
Voglio farmi tantissimi tatuaggi, ma tutti piccolissimi.
Se io fossi un animale sarei un pinguino: goffo, bruttino, un uccello che non può volare e che solo nel suo ambiente naturale sorprende tutti con un’agilità incredibile. Ecco, io però non ho un ambiente naturale e soprattutto non ho agilità.
Non vado in bicicletta da almeno cinque anni, dite che sarò ancora in grado?
Gli insetti mi fanno schifo. Tutti, indistintamente, anche quelli considerati “carini” come le farfalle o le coccinelle; l’idea di tutte quelle zampette e delle antenne mi rivolta lo stomaco.
Ciononostante non ho mai ucciso un insetto, mi dispiacerebbe troppo togliergli la vita. Preferisco chiamare qualcuno e farli buttare fuori di casa assistendo da lontano all’operazione.
Quando si tratta di cibo ho un pessimo autocontrollo. Diciamo pure che non ce l’ho proprio, mangerei un barattolo di Nutella in dieci minuti se fosse per me.
Sto studiando lingue straniere all’università.
Non ho ancora la patente ma giuro che ci sto lavorando.
Sono riuscita a prendere 1 di matematica più volte al liceo. UNO.
Voglio diventare vegetariana
Ho avuto una cotta per Kovu di “Il re leone 2”. Shh. Non giudicatemi.
Era giusto postare qualcosa di totalmente futile e assolutamente non richiesto, dai. Fatemi sapere qualche random fact su di voi, sono curiosa!
Ho un po’ paura a scrivere questo articolo, mi aspetto orde di fan inferocite che mi manderanno maledizioni e sciagure inenarrabili… però oh, a me ‘sto film non è piaciuto proprio, devo essere sincera. Tredici nomination agli Oscar mi fanno capire che sono io a non aver colto un pene di The Shape of Water , ne sono abbastanza consapevole.
Guillermo Del Toro comunque ha creato un film visivamente molto bello con atmosfere piuttosto fighe, rendendo omaggio a “Il mostro della laguna nera” (che io vidi millenni fa e di cui mi ricordo onestamente pochissimo) con la sua rivisitazione in chiave fiabesca e romantica. Proprio il genere che odio, insomma, però ne hanno parlato tutti così tanto che ho dovuto guardarlo.
Vi avviso che spoilero tutto a manetta, se avete intenzione di guardarlo state molto lontani da questo post.
Il film si apre con una suadente voce fuori campo che sta lì a monologare e porsi domande tipo “di cosa dovrei raccontarvi?” Ma non lo so, vedi tu, io ho pagato il biglietto quindi qualcosa devi pur narrarlo.
Poi passiamo alla protagonista, “la principessa senza voce” perché muta. Muta come un pesce. Ba dum tsss. La vediamo nella sua routine quotidiana fatta di niente con un po’ di nulla di contorno.(Ormai lo sapete, io faccio caso a dettagli inutili: ma c’è bisogno di riempire la vasca da bagno fino all’orlo, che appena infili unalluce straripa come l’Arno nel ’96? Figuratevi quando si mette a toccarsi, allaga l’appartamento. Due volte.) Comunque noi la seguiamo a lavoro dove -diciamocelo- fa un po’ la sottona; okay che non può parlare, ma nessuno le impedisce di sventolare alto un dito medio. Lei si occupa delle pulizie in un laboratorio ultra segreto dove avvengono esperimenti vari di cui non ci è dato sapere nulla e qui c’è la sua migliore amica, Zelda, un’afroamericana chiacchierosissima che la difende dalle colleghe antipatiche. Qui arriva il boss malvagio che emana proprio cattiveria da ogni lineamento durissimo e dagli zigomi super marcati; il cattivissimo è un razzistello sessista un filino sociopatico che si occupa della sicurezza dopo aver portato la nuova “risorsa” al laboratorio, ovvero un anfibio umanoide (che ha più fascino e carisma di molti esseri con cui sono uscita io) da studiare per battere i Russi visto che siamo in piena Guerra Fredda.
La nostra protagonista un po’ inetta non si sa per quale ragione si ritrova da subito ammaliata da questo essere strano (fascino animale o fascino anfibio?) nonostante questo abbia staccato due dita al Cattivone quasi davanti a lei.
Cucù
Gli porta le uova, gli porta la musica, minchiazza meno male che è un posto super all’avanguardia e quel coso è da controllare attentamente! Questa entra ed esce come le pare portando dischi, pollai, sta lì seduta a cincischiare in mutese, balla, fa quel che le pare come Marquez in Argentina e nessuno si accorge di nulla… Mah. Sono più sorvegliata io al call center.
Il Cattivissimo Mascalzone insiste per vivisezionare la povera creatura quindi Elisa entra in modalità Wonder Woman e con l’aiuto del suo amico Giles e della sua amica Zelda –entrambi considerati “reietti” dalla società proprio come lei, uno perché omosessuale l’altra perché nera- salvano il Magicarp portandolo a casa di lei, che lo molla nella vasca da bagno con un po’ di sale e una strana polvere. Lo lascia a mantecare insomma. Elisa, io per i prodotti bagno ti consiglio la Lush, poi vedi tu.
Il rapporto tra i due si intensifica tanto che questi due scemuniti arrivano a fare sesso. Colpo di scena (anzi, colpo di scema, questa ha salvato una creatura completamente a caso e ora ci va a letto… o per essere pignoli ci va a vasca da bagno).
Mah.
Il fatto che lui poi abbia un pene estraibile nascosto mi ha un po’ turbata.
Grazie Elisa, molto delicata
Poi ci sono scene di violenza assolutamente non necessaria che effettivamente mi hanno sconvolta perché non me le aspettavo affatto. Per chi l’ha visto dico solo: “guancia del dottore” e “dita”.
Alla fine dopo tantiiiiissime scene inutili Elisa porta Pescetto al fiume e -proprio come me quando andavo a pescare e mi sentivo in colpissima dopo aver preso qualcosa- lo vuole ributtare in acqua; solo che arriva Cattivik che spara qua e là colpendo sia lei che lui, il quale si incazza come solo un essere branchiato sa fare e gli molla un’artigliata che Wolverine levate che me fai ombra. Quindi acchiappa Elisa morente e se la porta in fondo al mar usando i suoi poteri da stramboide per farle spuntare le branchie.
E VISSERO PER SEMPRE ANFIBI E CONTENTI.
Guillermo del Toro non si smentisce mai e continua a costruire dialoghi e situazioni che a me non dicono proprio nulla. È probabilmente un mio limite, ho una sensibilità diversa, di una capra più o meno, però a me due ore di sto pesce che non si sa come impara il linguaggio dei segni e fa sesso con Elisa non ha intrigato. E’ stato come vedere tanti avvenimenti uno di seguito all’altro senza un briciolo di emozione.
A me la mancanza di introspezione in questo genere di film disturba sempre tantissimo. L’attrazione di questa donna per il “mostro” non è giustificabile, il loro “innamoramento” non ha proprio senso! Non si approfondisce niente!!!
Capisco il fascino del simbolismo presente, però a me il tema della diversità trattato così non piace granché. No, gente, non è “come la Bella e la Bestia” per una semplice ragione: qui sono tutti e due reietti “stramboidi” isolati e senza praticamente nessuno al mondo. Non c’è lei che supera il pregiudizio e va oltre l’aspetto fisico, c’è lei che riconosce in lui la sua stessa solitudine e dice “Oh, sola io, sola tu, stiamo soli insieme”, che non è un messaggio che apprezzo particolarmente. Sì sì, i veri mostri sono altri, l’animo delicato vince sempre, bla bla bla… Cose viste, riviste e straviste a cui questo film non aggiunge nulla di chè. E poi se proprio devo rompere i coglioni fino in fondo… Lei non decide proprio niente nel finale. Non è lei che lo segue in acqua, è lui che per salvarle la vita la trasforma senza chiedere nessun parere, magari lei preferiva schiattare piuttosto che diventare uno strano essere acquatico.
Ma come ho gia detto sono io che sono limitata, se l’avete visto vi prego fatemi sapere se e perché vi è piaciuto!
L’unico personaggio che mi è piaciuto assai è Giles: “Sono nato troppo presto o troppo tardi per la mia vita”.
Altro film altro post. Stavolta ero partita carica, a bombazza. Avevo gia i brividi prima di mettere “play”, brividi preventivi.
Sinister (perché diciamocelo, “Destrer” non era un titolo poi così inquietante) è un film del 2012 di Scott Derrickson, e mi è stato consigliato da un sacco di gente. Perché? Perché effettivamente rispetto alla media è un horror che fa il suo sporco lavoro, ovvero spaventare, però non mi ha fatta impazzire lo stesso. Ho gia ammesso di essere una rompipalle astronomica? Ecco.
Premettiamo che io tra una settimana rimango a casa da sola per qualche giorno e avrò una paura mostruosa dopo tutti questi film, stavolta parliamo di una pellicola non proprio brut ma solo bruttin. Perche fa paurina, ho fatto degli zompi sul divano che quasi mi attaccavo al lampadario come un gatto, però MEH tutto il resto, anche perchè dura quasi due ore. Due ore di clichè, bambini inquietanti, un protagonista cretino, una lentezza pallosissima…
Basta vi lascio alle mie ciance sul film, aspettatevi spoiler in ogni dove e qualche battuta un po’ scema.
Ellison Oswalt è uno scrittore diventato celebre dopo aver scritto un romanzo su un caso di cronaca nera in Kentucky un decennio prima e, alla ricerca di ispirazione, si trasferisce con la famiglia -a loro insaputa- nella casa in cui un anno prima è avvenuto un omicidio di cui lui vorrebbe scrivere.
Ebbravo pirla.
Già qui si spalanca un quesito di fondamentale importanza: ma perché i protagonisti dei film horror devono sempre avere nomi del cazzo? Ellison? Quale madre chiama suo figlio Ellison, con la “E” per di piu? Non solo è un nome da donna, ma è pure scritto come si pronuncia, a prova di imbecille.
Qui sta facendo “la Magnum” di Zoolander
Ma poi quanto sei capra se ti trasferisci nel luogo più lugubre del mondo dopo il castello di Dracula senza dirlo a nessuno perché pensi di poter indagare meglio di tutti? Vedi che ti meriti una morte lenta e dolorosa, da parte di tua moglie però? Un mattarello in fronte, ecco cosa ti devi beccare. Ripetutamente, finché non metti un po’ di sale in zucca.
Comunque sia in soffitta trova delle cassette in formato super8 e visto che farsi gli affari propri è passato di moda se le guarda, scoprendo che si tratta di cinque omicidi ripresi proprio dall’assassino, avvenuti nell’arco di una quarantina d’anni in luoghi diversi. Gli omicidi sono multipli e hanno in comune il fatto che il membro piu giovane della famiglia sia poi risultato scomparso. E qui io comincio a pensare che Ellison sia imparentato con quella demente del film “Reversal la fuga è solo l’inizio”, perché indovinate cosa NON fa? Esatto, NON dice niente alla pula. Nulla. Nada. Perchè secondo lui gli sbirri sono inutili e non fa che parlare della loro inettitudine nei suoi romanzi. Ha parlato l’oracolo. Il grande e supremo guru dei casi irrisolti, Ellison Oswalt. Ma vai a cagare
Insomma, ha tra le mani i video inediti di omicidi orridi e se li tiene per sé pensando di essere il nuovo detective Conan dei poveri e che potrà risolvere il caso vendendo poi la storia e facendosi un sacco di crana. Vedete, quando uno è mosso dai nobili fini…
Comunque sti filmini sono inquietantissimi e mi hanno fatto passare la voglia di fare e avere qualunque cosa.
No piscina in giardino, no macchina, no tagliaerba, no alberi a cui poter essere amorevolmente legata per il collo con un cappio… Voglio vivere la mia vita lontana da qualunque cosa possa anche solo rischiare lontanamente di farmi fare una brutta fine.
Il film va avanti con una certa snervante lentezza, cose inquietanti, lui coglie dettagli che lo avvicinano al caso, ci sono scene inquietantissime del figlio che in preda a terrori notturni terrorizza noi sbucando tutto accartocciato da scatoloni sparsi e da cespugli bui… (Minchia, se mio figlio facesse una roba del genere quella sarebbe l’ultima volta che mi vede; salgo in macchina e mi fermo solo quando arrivo a Honolulu da Mago Merlino. Faccio sparire le mie tracce, neanche quelli di Chi l’ha visto potrebbero trovarmi.)
Ellison comincia ad avere visioni ed esperienze sempre piu inquietanti, sia perché ha un figlio pazzo sia perché una strana presenza comincia a perseguitarlo. La stessa strana presenza che lui zoommando nei filmini intravede in ognuna delle cinque cassettine. Giustamente si da all’alcol -come se uno avesse bisogno di essere perseguitato da un demone per bere-, dorme malissimo e inizia a vedere bambini scorrazzare per la casa; come se non bastasse pure la figlioletta comincia a fare cose strane tipo parlare con ragazzine che non esistono, chiedersi perché gli immigrati abbiano tutti il cellulare e disegnare impiccagioni sui muri. Beh ci sono bambini che partecipano a gare di spelling, altri che giocano a basket e poi ci sono quelli che vengono contattati dagli spiriti per fare una strage, va un po’ a fortuna.
E poi ci sono questi che mi spaventano più di qualsiasi horror possibile.
Il nostro intrepido (ma non perché coraggioso, è intrepido solo perchè è troppo cretino per avere paura. E’ come un insetto, non sa quello che fa) ammette finalmente alla moglie che stanno vivendo nella casa dove sono morte delle persone e lei, piuttosto giustamente, sclera. Ma sclera anche poco rispetto a quello che avrei fatto io, che nell’ordine gli avrei dato un manrovescio di quelli potenti -così che magari qualche impulso elettrico arrivasse al suo microscopico cervellino- avrei preso la figlia sottobraccio, il figlio inquietante l’avrei chiuso da qualche parte e me la sarei squagliata chiamando un avvocato divorzista di quelli super cattivi. Roba da lasciarlo in mutande, quel cretino.
Vi lascio una gif della moglie incazzata
Alla fine viene tirato in ballo il professorone di turno che spiega al nostro Ellison (più scrivo il suo nome più lo trovo ridicolo) che a spingere qualcuno a compiere gli omicidi è stato uno spirito malvagio babilonese. Ora. Io non so perche, però non riesco proprio a prendere seriamente uno spirito babilonese. E’ un mio limite. I babilonesi li associo agli Assiri e alle lezioni di storia alle elementari, che ci devo fare. C’era bisogno di ripescarlo da lì? Poi lo spirito è uno strano essere a metà tra il protagonista de “Il Corvo” e uno dei Kiss, quando compariva sullo schermo mi aspettavo si mettesse a cantare a squarciagola “AND AAAAAAAI WANNA ROCK AND ROOOOLL ALL NIIIIIIIGHT! AND PARTY EVERYDAY!“
Infine il Demente Colombo ha un incontro ravvicinato col demone e in barba alla sua filosofia del “non credo al paranormale, sono un figo” se la fa sotto quindi da fuoco alle cassette e, come Flash nei suoi momenti migliori, prende moglie e figli e se la da a gambe in un’altra contea.
Che scaltro, che genio. Guardate un attimo in cielo, lo vedete? E’ proprio lì che brilla nel firmamento delle teste di cazzo. Oswalt parliamoci un attimo chiaro… Ma secondo te puoi davvero seminare uno spirito? Pensi davvero che cambiare abitazione salvi le tue chiappette?
Come volevasi dimostrare infatti scopre solo dopo essersi trasferito che abbandonando la casa ha dato inizio alla fine, perché tutto quello che le famiglie trucidate avevano in comune era aver vissuto per un po’ nella casa in cui era avvenuto l’omicidio precedente.
QUINDI BRAVO PIRLA, COMPLIMENTI, MENO MALE CHE TU DOVEVI ESSERE PIU SVEGLIO DEI PIEDIPIATTI, DEFICIENTE!!!
Scusate, ho avuto un impeto d’odio incontrollabile. Questo fa il figo per un’ora e mezza e poi gli sfugge il dettaglio fondamentale che lo fa finire sbriciolato.
Non fa in tempo a scoprire questo dettaglio insignificante che sbam sbaaam la figlioletta armata di ascia dopo aver visto tutti quei programmi di cucina su Sky decide di fare uno spezzatino di genitori con ragù di fratello, sotto indicazione del babilonese che poi se la porta nel suo mondo parallelo per magnarsela.
Tutto è bene quel che finisce bene, no?
Posso dire che l’unica per cui mi dispiace è la moglie? ‘Sta poveraccia ha la sola colpa di aver sposato un idiota.
Diciamo che se fosse stato un thriller e invece dello spirito ci fosse stato un serial killer, un maniaco o qualunque altra cosa terrena probabilmente mi sarebbe piaciuto molto di più; trovo sempre che la vena sovrannaturale rompa qualcosa alla fine degli horror.
Mi è piaciuto il finale però, tosto, cinico, finalmente vediamo i cretini fare una finaccia.
Bene, per oggi concludo qui. Spero che la nuova grafica del blog vi piaccia, io sentivo di dover cambiare qualcosina in questo spazio e “blue is the new black”.
Se avete visto questo film fatemi sapere cosa ne pensate, so che tanti lo hanno apprezzato molto io a fine visione avevo due balle così *allarga le braccia più che può*.
Hasta Luego!