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Depressione&Dintorni: dannato o benedetto tempo per riflettere

Buondì miei cari Spelacchiati, come state?
Dopo tanti post cretini oggi vorrei farne uno un pochito più serio, spero non me ne vogliate a male.

Temevo che avere così tanto tempo da passare con me stessa senza grandi distrazioni potesse portarmi ad un picco di depressione notevole, invece mi sto scoprendo molto più rilassata lontana dalla vita “normale”. Allo stesso tempo però mi sto rendendo conto di tante cose, e che tante cose ho sempre cercato di nasconderle, incapace di esprimerle.

E’ quindi il momento di fare un bagno di onestà.

Ho preso un’agenda e sto scrivemdo.
Scrivo tutto quello che non sono ancora mai riuscita a dire alla mia psicologa, cose di cui mi vergogno enormemente, cose che mi hanno fatta soffrire, cose che cerco costantemente di ricacciare indietro in qualche anfratto buio del mio cervello sperando che si dissolvano e spariscano per sempre. Queste cose però sono come la muffa, ovvero fanno schifo e prolificano se non le tratti; sono come delle blatte che scorrazzano qua e là, e io mi sono sempre limitata a sperare che se ne stessero rintanate sotto un mobile,che non facessero rumore e non si facessero vedere.
Ma sono sempre lì e sono sempre più grandi, si autoalimentano, si trasformano, si distorcono nella mia mente diventano pensieri torbidi e quasi ossessivi, come se cercassero in tutti i modi di venire fuori, di essere liberati e ascoltati, anche se liberarli ed ascoltarli mi terrorizza.

Sto parlando di ricordi di molto tempo fa, cose che sono rimaste immagazzinate da qualche parte del mio cervello che ha rielaborato il tutto e continua a farlo in maniera a volte palese a volte subdola. Ah, che pazienza con questo cervelletto che mi ritrovo.

Tutte le cose che sto scrivendo mi fanno sentire a disagio. Mi sento fondamentalmente stupida, in imbarazzo, e non so se avrò mai davvero il coraggio di far leggere alla mia Psycho le parole che sto scrivendo in questi giorni; sono cose che non ho mai detto a nessuno, parole che non ho mai e poi mai pronunciato ad alta voce.

Perché vi dico tutte queste cose strambe e probabilmente noiose? Perché sono pazza e perché spero che possiate trarre qualcosa da questo post e che possiate cercare di fare un po’ della più sincera autoanalisi delle vostre ombre, di quelle cose che vorreste nascondere sotto la sabbia e poi prendere quella zolla di sabbia e spedirla su Marte e poi far esplodere il pianeta.
So quanto sia difficile ma mi sto rendendo conto che a volte fare quello che ci spaventa è di aiuto.

Insomma ragazzi, scusate per questo post un po’ strano, un po’ inutile, un po’ fumoso, ma avevo io in primis bisogno di scrivere queste cose e di condividerle con voi, che ormai siete i miei confidenti di fiducia. Poveri voi!

Spero che i miei Spelacchiati se la stiano passando bene, fatemi sapere come butta da voi e se questa quarantena vi sta facendo riflettere o accorgere di cose che prima non avevate il tempo di notare.
Hasta la vista, a presto con nuovi post più leggeri di questo!

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Ciance sparse + Harry Potter

E’ ufficialmente cominciato quel periodo dell’anno in cui mi rotolo in un po’ di tuorlo d’uovo sbattuto, mi impano nel pan grattato e poi mi piazzo su una sdraio in giardino a prendere il sole e friggermi come una patatina con l’unico scopo di diventare almeno di tre tonalità più scura del solito. Voi come gestite l’abbronzatura? Ve ne sbattete altamente le natiche (spero sode) o siete in modalità lucertola a prendere ogni raggio possibile e immaginabile?

Non so bene quando io abbia subito la metamorfosi, tipo Kafka.
Va beh, io uno scarafaggio ero e uno scarafaggio sono rimasta, ma prima ero uno scarafaggio che ripudiava la luce del sole e cercava di starsene rintanato il più possibile, ora invece sono uno scarafaggio che va ad energia solare in primavera/estate. Sarà che abbronzata mi sembra di essere più carina (ha senso? Boh, ma tanto sapete già che sono pazza) quindi cerco di diventare color catrame ogni anno da almeno un paio di estati.

vari

Ma passiamo ad un argomento vagamente migliore di insetti vari, ovvero… Harry Potter. Mi sono fatta la maratona in queste settimane visto che italia uno lo trasmetteva il lunedì e il martedì, e ho qualche pensiero da esternare sui personaggi.

Harry “ma cos’è?” Potter:
Per l’anagrafe Harry James Potter, per quei pochi amici che ha “Harry Demente Potter”, per i fan “Mr Cicatrice Bagnata 2020“… Per tutti gli altri “er pirla”.
No perchè scusate eh ma lui non sa mai niente, dal primo film all’ultimo la sua citazione principale è “Ma che cos’è *cosa banalissima che qualunque mago dovrebbe ormai sapere*” oppure “Non ho mai sentito parlare di *altra cosa di basilare importanza per chiunque abbia ricevuto un’istruzione magica*”.
Ma poi, testa a pera, ma ti vuoi informare minimamente o pensi di poter vivere usando solo l’Expelliarmus -che hai imparato al primo anno- e l’incantesimo per l’allungamento del pene?
Questo ha il mondo magico sulle spalle e alterna azioni sconsiderate a vere e proprio puttanate, una dopo l’altra a raffica… MADOOOO

Lion King': Scar Made Aggressive Advancements Toward Nala in ...
Osservate la famosa cicatrice

Ron “er faina” Weasley:
Povero che più povero di così si muore (di fame), potesse avrebbe anche la faccia di seconda mano, lui è la spalla comica dello sfregiato. E’ di rilevanza vitale? No. Però è simpatico, quindi va bene.
Poi dai, i rossi piacciono a tutti, sono da salvaguardare come i panda.
(Ho il dente avvelenato nei suoi confronti per il modo ignobile in cui tratta Hermione per sei film, scusate)

Festa del Cinema di Roma: incontro ravvicinato con Ron Howard
Ron ed Harry

Hermione “LA MIGLIORE E LA SAGA DOVEVA AVERE IL SUO NOME” Granger:
Ho già detto tutto, la adoro. Salva le chiappe magiche e babbane a tutti dal primo momento che compare fino all’ultimo, altro che Harry Potter.
Salva Sirius, salva Harry, salva Ron, scopre il segreto di Lupin, quello di Rita Skeeter, prende a pugni Malfoy… sarebbero tutti stecchiti dall’inizio non fosse stato per lei. Ma no, lei è quella bruttina e fastidiosa. Dovrebbe avadakedavrizzarvi tutti.

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Cho “giuro, non ho il Covid19!” Chang:
La prima cotta di Harry, un’inutilissima e fastidiosa ragazza -assolutamente mai vista nè sentita prima di quel momento- che ha l’unico pregio di comparire pochissimo. Meno male.

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Ginny “so’ figa, so’ bella, so’ di Ron la sorella” Weasley:
Colei che ci fa capire che anni prima quell’Anatema che Uccide che però non ha ucciso Harry gli ha comunque danneggiato il cervello, perché nessuno sano di mente si metterebbe con Ginny. Odiosissima. Gli allaccia le scarpe, fa la gradassa con tutti, all’improvviso lei è quella figa… Ma non potevi morire mangiata dal Basilisco al secondo anno?

gif ginny weasley bonnie wright harry - Harry Potter and the Half ...

Severus “il triangolo no” Piton:
Lui è pazzo. Psicopatico.
No seriamente stiamo parlando di un uomo incapace di andare oltre una cosa vissuta diecimila anni prima, uno che bullizza e fa terrorismo psicologico sui suoi studenti (con Harry fa bene eh, però gli altri…), vive nell’eterno ricordo di una cosa mai avveratasi, non riesce a scindere James Potter da Harry, però in tutto ciò è un eroe e senza di lui altro che vittoria del bene. Scade un po’ nel patetico proprio nel finale, ma gli si vuole bene comunque.
Resta un figo e un gran personaggio, però minchia vai avanti che se stessimo tutti a piangerci addosso per il primo amore staremmo freschi, io mi sarei già buttata da una torre anni fa.

Best Renato Zero GIFs | Gfycat

Albus “so tutto ma non dico niente” Silente:
Gli schiaffi che darei a questo canuto signore… Per un po’ l’ho adorato, ora mi rendo conto che se avesse detto a tutti anche solo il dieci percento delle cose che sapeva ci saremmo evitati una marea di morti, quella di Sirius in primis.
Vecchio bislacco.

Harry Potter: Ian McKellen spiega perché ha rifiutato il ruolo di ...

Lord “Salvini” Voldemort:
Il suo motto è “uccidiamoli aiutamoli a casa loro”, sottointendendo “in quelle sudice case babbane, che poi ‘sti schifosi Sangue Sporco vengono e ci rubano le bacchette, ci rubano il lavoro… e ai maghi chi ci pensa? Caramell, SVEGLIAAAAA! Molto meglio lavorare come me col favore delle tenebre, votatemi anche perché se non vi unite a me vi lancio una Maledizione Senza Perdono che piangete per due anni

Faccine di patate (patate smile), la ricetta | Fantasie di cucina

Prima che voi veniate a cercarmi con picche e forconi lasciatemi dire che è un post cretino, fatto per ridere, e che io con Harry Potter ho praticamente imparato a leggere, quindi a d o r o la saga… quella cinematografica un po’ meno, adesso, ma quando ero piccola uscivo dal cinema completamente estasiata.
Insomma abbiate pietà di me, ho un cane da mantenere!
E voi che rapporto avete con Harry Potter? Lo amate, lo odiate, avete letto i libri dodici volte come me o vi siete limitati ai film? Personaggi preferiti e spreferiti? Ditemi tutto e anche di più che quando si tratta di HP andrei avanti a parlare per ore!

Ps: ragazzi, vi adoro. Ho riso tantissimo leggendo dei vostri sogni, siete proprio Spelacchiati DOC

Pubblicato in: random

Quarantena e cose da fare

Basta, devo fare un appello alla nazione.
CITTADINIIIIII! Adunaaaaata!
Possiamo dire tutti in coro “basta” ai film e alle serie tv per pischelli su Netflix?
Ma possiamo vedere almeno UN film/serie tv per persone che abbiano almeno tutti i peli pubici cresciuti?
Io sgancio il grano ogni mese per poi beccarmi cose come “Raccontami di un giorno perfetto”, “I am not okay with this”, “Locke and Key”,  “The 100”, “Stigrancazzi”, “machediamine”… Ma oooooh!

Mah.

Okay, non volevo parlarne pure io perché sto cazzo di virus ancora un po’ ci esce pure dal culetto, però stamattina hanno dichiarato la mia città in zona rossa quindi pregate per me.

Nah, io son tranquilla, state sciallini. Mi preoccupo per i miei anziani parenti/genitori/conoscenti ma più che seguire le norme e le direttive uno non è che possa fare molto. Non è che posso prendere e andare a Napoli saltando su un Intercity prima che qualcuno tenti di fermarmi, no? NO, GENTE?

Non commenterò ma voglio che vi immaginiate uno dei miei scleri incredibili che di solito tengo per i Film Brutt, solo che qua si tratta di Realtà Brutt.

In ogni caso vorrei approfittare di queste lunghe giornate di quarantena per fare un po’ 

  • Masturbarmi: che ve devo dì, un po’ di amore verso sé stessi fa sempre bene e farlo senza l’ansia da “oddio e se entra mia sorella” “dai che tra un quarto d’ora devo uscire” e balle varie sarà molto piacevole.
  • Scrivere post per il blog. Finalmente posso stare un pomeriggio intero con un file di Word aperto dritto in faccia, scrivere, cancellare, riscrivere diecimila volte finché non sono soddisfatta. Adoro.
  • Guardare una marea di film, serie, documentari e chi più ne ha più ne metta. Ahò, tra Netflix, Prime Video, Disney+, Infinity, NowTV e chi più ne ha più ne metta qualcosa da guardare lo troverete per forza. Personalmente vorrei concentrarmi su documentari e stand up comedian, anche perché se guardo ancora un teen drama mi uccido.
  • Mettere a posto casa, partendo da camera mia. C’è un armadio che rischia di esplodere, devo decidermi a prendere una giornata, svuotarlo, capire cosa tenere e cosa è ora di buttare, cosìcchè quando potrò mettere di nuovo il becco fuori casa potrò fare shopping.
  • Aggiornare le mie agende. Al plurale perché ne ho diverse: una per le mie letture, una per film&serie tv, una per gli impegni e una che è dedicata alla mia salute mentale. 
  • Crearmi una skincare routine. Non so bene perché ma ultimamente la mia pelle si sta ribellando al mio volere e stanno spuntando macchiette e punti neri che mi fanno uscire di testa, quindi via di maschere perché l’alternativa è scarnificarmi la faccia.
  • Stessa cosa per capelli e corpo: maschere idratanti, detossinanti, mascheranti, voglio provarne un po’ e vedere che risultati ottengo.
  • Allenarmi. Cazzo. Sto cercando di farlo un giorno sì e uno no con costanza, spero che la mia leggendaria pigrizia non prenda il sopravvento su di me. Datemi la forza.

E voi come pensate di occupare il tempo in quarantena?
Cerchiamo di darci consigli l’un l’altro, dimostriamo di essere persone collaborative e più spelacchiate che mai ragazzi.
Cosa guarderete, leggerete, farete nel vostro tempo obbligatoriamente libero? Siete in preda ad un panico cieco o cercate di mantenere un po’ di autocontrollo e occhio critico?

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Film Bruttissim: Escape Room (2017)

Aaaah.
Mamma mia, regà, che robe. Che situazioni. Che roba strana la vita. 

Ora, senza scendere nei particolari, per la prima volta da tanto tempo (e non mi ero nemmeno mai accorta di questa cosa) ho fatto qualcosa per me, pensando solo al mio benessere, e ora sto incredibibilmente bene. Cioè, non mi sentivo così allegra e quasi speranzosa per il futuro da non so davvero quanto tempo.
Che sia un preludio di una grandissima crisi depressiva?
Può essere.
Però per ora mi godo questa sensazione nonostante il tornado si stia scatenando ovunque intorno a me.

Ma partiamo con questo film brut, che più brut vi giur non si può. ‘Na roba inclassificabile, il mio ex che era un regista in confronto era Kubrick, porca vacca.

Siamo in macchina con due deficienti, ed è il compleanno del cretino. La sua ragazza, la tipica bionda inutile, è tutta orgogliosa perché “è il tuo compleanno e sono mesi che te lo sto organizzando!”.
Ora, non so voi, ma in mesi e mesi di preparazione io quantomeno cerco di invitare una celebrità alla festa, chiamo amici sparsi nel mondo, faccio venire i dieci migliori spogliarellisti dell’universo… Lei cos’ha organizzato? Quale incredibile fantasiosa idea ha avuto?
Una roba incredibile eh, preparatevi perché non so se siete pronti a cotanta inventiva: cena + escape room.

Ma vaaaafffanculo, gallinaceo.

Arrivano al ristorante dove ci sono gli amcii: Il Coglioncello, sua moglie L’Insopportabile e la coppia di arrapati perenni; qui cominciano le scene da “questi sono troppo stupidi per essere veri”.
Per far capire quanto i personaggi si conoscano, siano amici e il tipo festeggiato sia uno Sherlock Holmes dei poveri c’è un giro di “chi ha ordinato cosa”: “Allora, scommetto che lui ha ordinato un bambino fritto, lei una melanzana farcita di gerbilli, l’altra una costina di triceratopo…” MA POTETE OCCUPARE COSI’ DUE MINUTI DI FILM? MA POTETE?! MA SAPETE CHE C’E’ GENTE CHE PAGHEREBBE ORO PER AVERE DEI MINUTI SUL GRANDE SCHERMO?

Intanto si intuisce che tra il festeggiato deficiente e la moglie dell’amico c’è dell’intesa… insomma, se la fanno. Oltre che scemi pure stronzi, combo micidiale.
‘Sti dementi.

Cominciano a parlare dell’escape room e “non riesco a credere che hai pensato a qualcosa di così avventuroso!” MINCHIA REGA’ CHE DIVERTIMENTO CHE DEV’ESSERE USCIRE CON VOI!
 Se questo è il massimo dell’avventurosità chissà nelle serate noiose cosa fanno, si chiudono in una bara e dormono per anni?

Va beh, che domande inutili che mi pongo, salgono tutti sul furgone che li porterà alla escape room senza che loro possano capire dove stanno andando (ma a cosa minchia serve? non è che se uno vede che tragitto fanno allora sa risolvere più enigmi) e mettono cellulari e cose varie in una cassetta di sicurezza. Brave teste di *epiteto a scelta*.

Viene fuori che la bionda è stata invitata a sta cazzo di escape room, neanche ha avuto l’idea di andarci lei, ma non si sa chi l’ha invitata. Dimmi, cara, ma sei nata così cretina o è una cosa che si è sviluppata con l’età? No, così, per sapere.

Finalmente ‘sti scemi si bendano e si comincia sta cavolo di escape room e sono tutti un po’ sparsi in camere diverse.


Il festeggiato, che si crede Sherlock Holmes ma in realtà è solo leggermente meno mentecatto degli altri, si ritrova in una stanza piena di giornali e orologi; la coppia di arrapati in una stanza con lui che ha delle mutande di ferro con lucchetto attaccate al pacco, i più insopportabili di tutti hanno dei fili che li uniscono per i polsi (‘na roba inutilissima, devono solo fare qualche acrobazia per slegarsi) e la tipella di Sherlock Holmes non si sa minimamente perché ma è nuda in una gabbia.
Suppongo sia una scelta registica molto sottile e sofisticata chiamata “piazziamo del sessismo anche in questo film”.

Per farvi capire la levatura dei dialoghi:“siamo legati insieme, non è assurdo?”
LA TUA IDIOZIA E’ ASSURDA, ECCO COSA.


Poi passiamo alla tristezza dei due arrapati, che per sbloccare il lucchetto devono scrivere “sesso orale” (“head” in inglese) col lucchetto. Complimenti, maestro, quanta eleganza. Forse un ragazzino delle medie avrebbe potuto fare ‘sta cosa.

Per farvi capire anche cosa intendo quando dico che succedono cose senza una ragione, Anderson (l’amico scemo) si ferisce al dito aprendo una specie di finestrella che li mette in contatto con Sherlock. Io pensavo “ecco, ora vedi che si è beccato del veleno in circolo, sto scemo” e invece NIENTE. Nulla. Secondi di lui che si lamenta per il dolore assolutamente per nulla.
BOH.

Vaccate su vaccate, enigmi che anche un bambino di sei anni potrebbe risolvere… tipo: ci sono quattro stracazzo di quadri con degli animali (QUATTRO! MA MINCHIA!) tipo un lupo, una lepre, una volpe e non so che altro… Qual è la soluzione?
Metterli nell’ordine della catena alimentare.

Minchia ma voi siete anche più in fondo degli invertebrati, voi dovreste essere mangiati dai funghi da quanto siete stupidi! MA CHI CAZZO HA SCRITTO QUESTO FILM, TOPO GIGIO?!

Il Coglioncello, ovvero l’amico di Sherlock, chiaramente non ha idea di come funzioni una escape room e tutto quello che fa, dice e pensa sono cose tipo “ma come facciamo a uscire?” “ma perchè c’è un quadro alla parete?” “ma adesso cosa facciamo?” “Si ma allora?” 

ALLORA ADESSO TI PICCHIAMO, CAZZO. DEVI TROVARE DEI MODI DI USCIRE, STARE A TIRARE LA PORTA NON SERVE, MENTECATTO.

Ma non che lei sia da meno, per carità, d’altronde è sua moglie.
“Ehi guardate c’è una carta!”
E lei: “Chissà che ci fa qui!”

No io me ne vado, io esco, come Tina Cipollari in ogni puntata di Uomini e Donne.
Ma cosa minchia vuol dire chissà che ci fa qui? Ma hai qualcosa oltre alla segatura e alla plastica da imballaggio nel cranio? Ma contate di farvi studiare in obitorio perché c’è il vuoto cosmico nel vostro cervello?

Ragazzi salto parti perché non ne usciamo più altrimenti, a un certo punto, finalmente, cominciano a crepare i personaggi; i primi a schiattare sono gli arrapati, che si sciolgono perché nella stanza esce del gas acido che li squaglia, il tutto mentre limonano come babbuini e perdono parti di labbra e viso.
Che. Schifo.

Tra l’altro Il Coglioncello rompe una chiave nella serratura e partono gli sfottò di moglie e amico, incazzati come iene “mi hai proprio deluso” “è così Anderson”.
Non commento nemmeno, va.

Sherlock, il Coglioncello e L’Insopportabile (la moglie del Coglioncello) si infilano nel condotto di aereazione e arrivano… a un altro enigma! Con Sherlock tutto incazzato che “ora lo risolviamo e usciamo!” ma cosa vuoi risolvere e uscire, Demente Colombo dei poveri? Ma cosa? Io non vedo l’ora che tu schiatti, capisci?
Comunque di questo enigma non c’ho capito na mazza ma mi ha fatto riderissimo il fatto che a un certo punto l’Insopportabile abbia mosso a caso delle calamite, non sia successo niente ma gli altri due si siano incazzati che ancora un po’ la ammazzavano di botte così, senza ragione.


Risolvono ‘sto enigma e muore pure il Coglioncello, che era rimasto a metà nel condotto di aereazione (molto comoda come posizione, capisco perché non fosse sceso insieme agli altri… MA CAZZO) e quando si rende conto che si sta chiudendo il condotto dietro di lui dice di avere “la gamba bloccata”. Ma bloccata da cosa, di grazia? Ma ci sei solo tu in quel condotto, cosa blocca la tua zampetta di persona idiota? 

Non si sa, fatto sta che rimane tagliato a metà come meritava di finire dal primo minuto del film.

Sherlock e l’Insopportabile escono dal condotto e si ritrovano punto e a capo nella stanza di partenza (tiè) e finalmente tocca all’Insopportabile risolvere un enigma, che è una vaccata di dimensioni bibliche che io dico ma come minchia avete fatto a farvi sponsorizzare un film del genere?
In pratica ci sono dei cavetti colorati e lei intreccia quelli dei colori primari.
Brava, Giovanni Muchacha sarebbe molto fiero di te, forse anche una maestra dell’asilo lo sarebbe.

Peccato poi crepi pure lei, o rimanga intrappolata, non mi è chiaro. Rimane con la mano nella bocca di un orso impagliato e Sherlock se la squaglia lasciandola lì, perché come ha dimostrato per tutto il film è un pezzo di sterco secco.

Arriviamo alla scena madre della stupidità, il confronto tra Sherlock e la sua ragazza, con lui che continua a ripetere “perchè ci hai portati qui!?” e lei “io non ho fatto niente” PER TRE MINUTI.
Poi compaiono dei pulsanti con scritto “salva me” o “salva lui/lei”, il bastardone cerca di salvare sé stesso ma visto che lei è stata buona e generosa scegliendo di salvare lui invece di sé stessa Sherlock rimane impalato.

Ah, se qualcuno potesse insegnare alla bionda come piangere per finta gliene sarei molto grata, perché guardarla strizzare gli occhi mugugnando senza che una lacrima uscisse mi ha dato sui nervi come poche altre cose al mondo, forse solo la faccia di Salvini mi provoca una tale irritazione.

Siamo alla fine, tenete duro.
La bionda scappa, chiama la pula e al telefono parla il tizio del furgoncino la chiama e le dice “ma tu pensi di essere innocente, testa di minchia?” e boh non ho capito il senso, non me ne frega nulla, voglio soltanto dimenticarmi di questo deprecabile film e andare a dormire.

Ragazzi, vi prego, non guardate ‘sta roba. Soprattutto quando esce al cinema. Film così non meritano NIENTE, neanche un dollaro bucato.
Mi dispiace dirlo perché il cinema mi piace, però qui non c’è stato un minimo di sforzo da parte di nessuno: né regista, né sceneggiatore, né tantomeno gli attori che hanno chiaramente dato il meno possibile (o forse sono solo dei cani a recitare, non so).
I N A C C E T T A B I L E, possono andare tutti a quel paese per quel che mi riguarda.

Spelacchiati, se l’avete visto VI SCONGIURO ditemi che anche voi pensate sia una grandissima vaccata, ne ho bisogno. Se non l’avete visto… BEATI VOI. Non fatelo. Spendete il vostro tempo in maniera migliore, anche prendendo a martellate i vostri genitali. 

Alla prossima, se mi riprendo da questa visione.

Pubblicato in: random, Senza categoria

Gente che sclera: marmocchi a ripetizioni, genitori edition

Argh, ergh, irgh, orgh e anche urgh.
Si percepisce il mio scompiglio interiore? Sono tutta un acciacco e in più penso di aver raggiunto un record mondiale: sono la donna più rifiutata al mondo.
Dovevo andare al cinema con un ragazzo, ci stavamo mettendo d’accordo per il giorno e…Puf! Scomparso. Dissolto nell’aere. Sparito dalla faccia della terra come Renzi negli ultimi tempi.
Posso dire una cosa? Una sola.
Mavvaaaaaffanculo!
Bastava dire di no al cinema e amici come prima, cos’è questa maturità da duenne

Mah.

Ho capito, devo appendere la vagina al chiodo, io e il genere maschile non siamo compatibili. 

Ma passiamo al punto di questo post, ovvero parlare (male) dei genitori dei marmocchi a cui do ripetizioni, avere a che fare con loro è piacevole quasi quanto darsi una martellata sull’alluce.

La mamma gufo

Lei ci fissa.
Tutto il tempo, come in un film horror.
Io e il marmocchio siamo in camera a fare lezione e lei si siede sul letto, immobile, apparentemente in stato vegetativo.
Stato vegetativo-comatoso che però dura più o meno due minuti, dopodiché comincia “Pargoletto, stai seduto bene.” “Pargoletto, ascolta, hai capito cos’ha detto?” “Pargoletto, se hai domande fagliele” “Pargoletto, fai il bravo.”
“Signora, eccheccazzo, ci lascia lavurà?”
No.
Lei rimane lì, stoica, a dare ordini, chiedere cose, in poche parole a scassare la min-
“Signora, se ha da fare non c’è problema, ce la caviamo benissimo da soli…”
“No, no, così guardo cosa fa.”
Tre secondi dopo è di nuovo lì “Pargoletto, scrivi bene! Stai composto! Fai bene i calcoli!”
SIGNORA LA ACCOLTELLO SE NON SE NE VA, CHIARO?

La Mamma del Genio

Lei è orgogliosissima di suo figlio.
Che lui non sappia fare due più due è un insignificante dettaglio, secondo il suo parere suo figlio è un genio incompreso e siamo tutti dei mentecatti a non capirlo.
Lo ha iscritto a nuoto, karate, pianoforte, teatro, batteria, corso sciamano di rilassamento, preventivamente alla patente, potesse lo manderebbe sulla Luna.
“Eh sì lui sa fare tantissime cose, ha un sacco di passioni.”
Io la guardo.
Guardo il bambino.
Un mocciosino di otto anni che ha come unico scopo nella vita giocare ai videogame, ha a malapena la capacità di camminare e respirare contemporaneamente e la verve di una spugna di mare.
Ovviamente è un piccolo saccente fastidiosissimo perché i suoi genitori l’hanno caricato come non so che roba, quindi lui guarda tutti dall’alto del suo metro e cinque e della sua genialità.
Ma se è così scaltro com’è che è insufficiente in tre materie?
“Eh, sono le maestre il problema…”
Sicuramente signora.
Sicuramente.

I genitori Pablo Escobar

Loro sono come il crimine: non pagano.
Mai.
“Eh te li do tutti insieme a fine mese!”
E a fine mese “La prossima volta!”
E così via finché non entro in modalità “esattore delle tasse” e gli sto addosso come un segugio.
Signora, cazzo, se per non darmi otto euro fugge pure in Messico abbiamo un problema. Che poi vivono nell’oro praticamente, credo abbiano un deposito come Paperon de Paperoni da qualche parte, è solo infinita tirchiaggine la loro.
Maledetti, sganciate i miei spicci che devo comprarmi un vodka tonic se no a vostro figlio insegno tutto sbagliato.

Il genitore incazzoso e incazzato

Storia molto recente.
“Sara, ha preso quattro!! Com’è possibile!!?!”
“Ehm, signora, mi avete chiamata il giorno prima della verifica con sei argomenti da fare, e sua figlia non brilla proprio di guizzo matematico… L’anno scorso eravamo riuscite ad evitare gli esami di riparazione perché ci vedevamo una volta a settimana, dovremmo fare così anche quest’anno per restare al passo col programma.”
Visualizza il messaggio.
Non risponde.
Non mi ha mai più chiamata.
Commento?
Mavvaaaaaffanculo pure te.

Santa pazienza… Che poi in effetti i marmocchietti mi danno anche qualche soddisfazione ogni tanto, tutti sempre promossi con bei voti grazie a moi anche se nessuno si prende la briga di riconoscere il mio merito. “Eh ma lui è bravo, è intelligente”.
Certo, non prende otto perché io rischio la sanità mentale a spiegargli le cose ogni settimana, figurati.

Mi raccomando, se siete genitori, non siate mamme gufo o padri Escobar, che poi ci scappano le botte.
Voi che dite, sono peggio i bambini o i genitori? Io sono indecisa, per non far torti a nessuno li odio indistintamente.

Pubblicato in: random, Senza categoria

Riflessioni alcoliche del giorno

L’aperol shackerato con il gin è molto buono.

Gli shot tequila, menta e tabasco sono molto buoni.

La birra Corona con dentro gocce di tabasco è ottima.

Il Negroni con il gin non è buono.

Il Pastiss “fa schifo ma è buono”.

Sul Bloody Mary ho ancora dei dubbi.

Ora che vi ho sciorinato le mie scoperte alcoliche frutto di serata più o meno (s)piacevoli possiamo passare ad altro, va. Se provate qualcuno di questi cocktail (o se ne avete altri da propormi, bestioline spelacchiate) fatevi avanti e ditemelo!

Giusto qualche piccolo aggiornamento sulla mia miserabile vita, sperando di farvi sentire meglio riguardo la vostra:

  • sono stata baciata da una persona che non volevo mi baciasse
  • Mi sono tirata indietro da una situazione MOLTO piacevole perché la persona in questione è impegnata, e per quanto io sia cretina ho una morale e un’etica che mi impongono di non fare quello che mi farebbe stare bene, ed essere rispettosa della sua relazione. Anche se lui non lo è, mi rende le cose molto difficili e ci penso da giorni.
  • Il Pirla ha portato la sua dama in vacanza, dopo un mese di frequentazione, e la cosa mi ha dato una stilettata al cuore (dite che prima o poi smetterò di chiedermi “ma perché io non valgo la pena? Cosa gli ho fatto, perché non mi vuole?”)
  • Quindi capirete che l’alcol al momento è mio alleato. Il mio fegato a breve chiederà il divorzio da me, me lo sento.
  • In tutto questo sto divorando Peaky Blinders, che al momento è la mia unica ragione di vita. Ragazzi, quella serie è oro, andate e guardatene tutti (ma giu le zampette spelacchiate da Cillian Murphy perché è mio.)
  • Voi state facendo qualcosa di produttivo? Anche voi vi siete trovati in situazioni un po’ del pene, controverse, in cui fare la cosa giusta sembra suuuper difficile? Tra l’altro l’opinione pubblica dei miei amici si divide in:
    1. “Sara, vai, escici, fattelo, fai quello che vuoi perché quello impegnato è lui e tu non hai obblighi verso nessuno, se non te stessa. Meriti di stare bene e se lui ti piace la sua situazione sentimentale deve gestirla lui, non tu”
      “Brava Sara, fai la cosa giusta, lui è uno stronzo perche è disposto a tradire cosi la sua ragazza ma tu non ti immischiare”.
  • Voi che dite? Partono i sondaggi qua, sbizzarritevi.
  • Pubblicato in: film, filmando, Senza categoria

    Film Brutt: The Bye Bye Man

    La domanda che sorge spontanea a questo punto è una sola: Sara, ma perché ti ostini a guardare film di melma?
    E le risposte sono due, mie cari spelacchiati: una è che così ho post per il blog, e due sono in sessione di esami e ho bisogno di guardare cose poco impegnative o i miei neuroni esplodono.
    Netflix poi è un ricettacolo di melma per queste cose, quindi lo trovate lì se volete proprio farvi del male fino in fondo e guardare ‘sta roba.
    Via, fuoco alle polveri.

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    Parto con una considerazione: ma se tu hai il budget di più o meno cinque euro e cinquanta centesimi, perché MINCHIA ti metti a fare un horror soprannaturale? Ma filma un documentario sul tuo cane, piuttosto, per l’amor d’Iiddio!

    I personaggi principali sono tre. Come i moschettieri? No, come i porcellini della storia col lupo, direi. Elliot, la sua fidanzata Sasha e il suo migliore amico John, che hanno deciso di prender casa e andare a convivere.
    Poligamia? Amore plurimo? No, solo deficienza e inettitudine.
    La prima regola dell’amore club, oltre a non parlarne, è non andare a convivere con la tua fidanzata e il tuo migliore amico perché alla fine saranno cazzi per tutti (soprattutto per la tua ragazza, se capisci cosa intendo dire).

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    I nostri tre protagonisti arrivano quindi nella loro nuova casa: una catapecchia senza mobili, con vetri rotti, polvere ovunque, tappezzeria a fiori ORRIBILI, assi di legno rotte e chi più ne ha più ne metta ma loro sono tutti contenti come delle marmotte in primavera perché, come ovvio che sia, sono stupidi. Attività neuronale non pervenuta.

    Lei fa un po’ la figa girlpower “non pensiate che io vi faccia da cameriera”, e loro “no, no tranquilla… però torna in cucina, donna, che hai sconfinato. E portami una birra.
    Vanno in cantina con la scema della situazione che è così tanto scema che non sa neanche camminare: fa mezzo passo e rischia di cadere e spiaccicarsi come una zanzara contro il parabrezza di un’auto; per fortuna c’è l’amico del fidanzato a salvarla… *occhiolino*
    La cantina fa schifo più o meno come il resto della casa ma trovano degli scatoloni con piatti e bicchieri intonsi. Questa cosa avrà un senso e un significato? Boh, lo scopriremo solo guardando oltre, però io ora vi chiedo di fare una premonizione: c’entreranno qualcosa/vorranno dire qualcosa o è solo una scena A CASO SENZA SENSO CHE FA PERDERE MINUTI DI FILM ?

    Così, per vedere quanti ci azzeccano.

    Poi cominciano i momenti deficienti tipici di ogni film horror, quelli che io ancora mi chiedo con che faccia li girino. Regà che lavorate nell’industria cinematografica, vi imploro: basta. Basta queste scene. B A S T A.
    Vi spiego.
    Sasha è da sola in camera e guarda in un anfratto con l’antina aperta quando all’improvviso sbatte la porta alle sue spalle (oddio oddio, ha sbattuto una porta, cose mai viste in un film horror, omg) e lei rimane lì come una cretina in mezzo alla stanza, fa qualche passetto qua e là e comincia a mugugnare “Elliot, non è divertente”
    Sai cosa non è divertente, zia?
    LA TUA FACCIA
    LA-TUA-FACCIA.

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    Andiamo avanti, che siamo solo a dieci minuti dall’inizio e qua di roba scema ce n’è a bizzeffe.

    Festa grande alla corte di Francia, tutti a bere e ballare come dei cretinetti per festeggiare la casa nuova, c’è pure la famiglia del protagonista ed Elliot a un certo punto dice al fratello “voglio sposarmi e avere una famigghia anche io come te, sono un’anima di trecento anni nel corpo di uno sgallettato ventenne”… AH ZIOOOO, ma svegliati che la tua ragazza ti cornifica come un riccio in primavera e di avere una famiglia con te non ci pensa neanche di striscio. 

    La figlia del fratello (del cugino del nipote del cognato del lattaio) intanto entra in modalità Dora l’Esploratrice e trova una moneta d’argento nella stanza da letto dei cretini, e c’è pure un’inquietante ombra dietro di lei, ma ovviamente è scema, che ci si può fare, e non si accorge di nulla mentre trotterella qua e là spensierata come Tessa di After (che ormai è il mio termine di paragone per la stupidità).

    Non c’entra niente con la trama ma ci tengo a dirvi di questa scena: a un certo punto John decide di giocare a baseball e Elliot fa “ma perché a un certo punto bisogna sempre giocare a baseball alle feste?”
    … Elliot, non so come dirtelo, ma solo tu e i tuoi amici DEMENTI giocate a baseball alle feste, la gente normale si droga. Quelli ancora più normali bevono e chiacchierano. E’ una nuova frontiera della sfiga la vostra, avete superato i nerd ormai, voi siete oltre. 

    Lui va di sopra e trova un quadretto strambo con scritto mille volte “non pensarlo, non dirlo” in una spirale (e lui come un pirla è lì che gira sto quadretto tutto il tempo per leggere ogni riga, ma ti rendi conto di essere stupido o dobbiamo farti un cartello?) e poi la scritta “MATTEO SALVINI” “THE BYE BYE MAN”.
    QUI L’UNICA CHE VORREBBE FARE BYE BYE SONO IO, A QUESTO FILM PERO’. 

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    Un’amica di Sasha che è una sensitiva (e figuriamoci, pure le medium ci sono qua, mica ci facciamo mancare nulla) è venuta a benedire la casa e fanno una seduta spiritica. Elliot fa lo sbruffoncello di sto grandissimo ceppo di… avete capito, e io lo prenderei a mazzate sulle gengive. Fa lo scettico, no? Quello col quoziente intellettivo di un rospo fa l’intelligentone, mica ci crede a queste cose il grand’uomo.
    Elliot, mi senti? MA PRENDITI A SCHIAFFI.
    La spiritica intanto continua a dire cose sui defunti di ognuno di loro ed Elliot sclera un po’.
    Questo scemotto non ha capito una minchia di come funziona una seduta spiritica e va nell’altra stanza a nascondere le chiavi: “Se sei una sensitiva dimmi cosa ho nascosto e dove, che ho cinque anni e sono un bambino minchione”.
    MA NON FUNZIONA COSI, MA COSA DICI VAI A GUARDARTI GHOST, NON E’ NASCONDINO, RAZZA DI BABBUINO COL CERVELLO ATROFIZZATO, MA LO VEDI CHE SEI STUPIDO FINO AL MIDOLLO OSSEO?

    La sensitiva lo sfanculizza in tre, due, uno e poi dice che sta arrivando qualcosa di oscuro, tipo Lord Voldemort, e comincia a urlare “non dirlo non pensarlo”; John, da bravo pirla quale è pure lui, chiede “ma cosa?” e indovinate IL GENIO ASSOLUTO cosa fa? Quello che non crede a nulla ed è più furbo di tutti?
    Lo pensa e lo dice: “The bye bye man”.

    Via le luci, tutti morti, addio.

    Nah, non è vero purtroppo ci spetta ancora più di un’ora di film.

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    Cominciano tutti ad avere delle visioni e a succedere cose strane: al coinquilino non si alza il pistolino mentre è a letto con la sensitiva (cosa che secondo me non è così strana. Zio, esistono dottori apposta, fai una visitina…), Elliot sente rumori bizzarri e ha la faccia da pirla (ah no è la sua), Sasha sembra sempre più malata, si comportano tutti in modo pazzerello e in più recitano come dei cani. Ho visto chiuaua recitare meglio, onestamente. (Forse il tipo che fa Elliot se la cava, ma la ragazza, l’altro e la sensitiva hanno davvero l’espressività di un acino d’uva.)

    Succedono cose a caso, Elliot vede qualcosa di sinistro (e di destro) nella cantina, ha visioni di gente nuda travolta da un treno, Sasha continua a stare male e scarabocchiare mostri e frasi “non pensarlo non dirlo” un po’ ovunque… Boh. Qualcuno mi spieghi quando dovrei avere paura, grazie, perché per ora ho brividi di freddo per il condizionatore messo a meno trenta gradi.

    La sensitiva ha un’allucinazione di una famiglia in mezzo ai binari di una ferrovia e va ad aiutarli ma viene spiaccicata da un treno, dunque schiatta, tira le cuoia, muore, passa a miglior vita: insomma, si leva dalle balle, lasciando un biglietto in cui diceva di voler far fuori anche i tre cretinetti.

    MA MAGARI L’AVESSI FATTO, KIM. MAGARI.

    Gli sbirri interrogano Elliot il quale aveva cominciato a fare ricerche su sto bye bye man scoprendo cose inquietantine, tipo che un ragazzino ha massacrato la famiglia dicendo che gliel’aveva detto il Bye Bye Man di farlo, e il tizio che aveva scritto un articolo a riguardo aveva deciso di non pubblicarlo e poi aveva poi ucciso dieci persone. Robette da poco neh?

    Regà c’è una scena assurdissima in cui ci sono i nostri tre cretini davanti a una poliziotta ed Elliot continua a dire “John, Sasha, promettete di non dirlo, non ditelo a nessuno, dovete promettere, è lui che vi fa vedere cose che non esistono”… DAVANTI ALLA POLIZIOTTA, MA SEI NORMALE? 
    Lui va in commissariato e dice delle cose ancora più pazze che lo farebbero sembrare uno psicopatico agli occhi di chiunque, ma la poliziotta è deficiente quanto chiunque in questo film e lo lascia andare. Lui dice supercazzole tipo “ma se tua figlia ti chiede com’è andata la tua giornata e tu hai visto gente smaciullata, glielo racconti?” MA COSA CAZZO C’ENTRA, COSA, COSA, COSA, COSA?
    Questo invece di “non dirlo non pensarlo” ha capito solo “non pensare” e dice cose a caso, ma cazzo!!!
    E lei lo lascia andare così, come se nulla fosse! Io non ho più parole a questo punto, mavaffanculo.

    Elliot rintraccia la vedova del giornalista che aveva scritto l’articolo mai pubblicato su sto cazzo di Bye Bye Man e lei diventa la nostra eroina personale quando gli dice “tieni, prendi sta pistola e spara prima ai tuoi amici a poi a te.”
    GRANDE, TI AMO.

    Elliot torna a casa e trova John che sta cercando di pugnalare Sasha, allora prende e gli spara: ma colpone di scenona, era un’allucinazione e a cercare di uccidere John era Sascha, quindi lui ha sparato alla sua ragazza. (Tra l’altro le ha sparato a tre millimetri di distanza e non c’è una goccia di sangue, tutto molto credibile.)

    Arriva finalmente il Bye Bye Man, che io a questo punto mi immaginavo con le sembianze degli N Sync nel video di “Bye Bye Bye”, invece è un teschetto fatto male che potrebbe far paura quanto Lupo Lucio della Melevisione più o meno.

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    Fotogramma del film eh, ma a chi fa paura una roba così?

    E niente regà, prende tutto fuoco, Elliot rimane mezzo ustionato, alla fine mentre lo portano in ambulanza c’è la poliziotta scema che gli chiede di dire che cazzo sta succedendo e lui rantola un “bye bye…”, va via l’audio e non si sa se abbia finito la frase o no ma io spero di si e che muoiano tutti, dal primo all’ultimo, perché sono arrivata al limite.

    Ah, vi ricordate i piatti e i bicchieri intonsi?
    Mai più nominati.
    Mai.

    Io prima o poi spacco tutto, con ‘sti film.

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    Compleanni e altri traguardi

    Ragazzi, oggi giornata di traguardi.

    Io compio 25 anni (e qui può benissimo partire il pernacchione collettivo, non importa nemmeno a me questa cosa) ma -rullo di tamburi- il blog ha appena raggiunto gli 800 followers! 801 per l’esattezza, pazzesco!

    Piccolo momento sdolcinato: quando ho aperto questo blog non avevo la minimissima idea di dove sarei andata a parare, volevo uno spazietto mio dove chiacchierare per lo più di film e libri, ma poi ha preso tutto una via diversa e ora parlo praticamente di tutto quello che mi passa per la testolina bacata che mi ritrovo, con voi che non solo mi sopportate, ma mi supportate e mi date pure corda.
    A volte leggo i vostri commenti e mi fate morire dal ridere ma ci tengo a farvi sapere che quando sono presa male e sono in una delle mie crisi depressive spesso vado a rileggermi i commenti con le vostre esperienze e il vostro sostegno. Consapevolmente o inconsapevolmente mi avete aiutata molto in diverse occasioni, spelacchiati che non siete altro, quindi GRAZIE!

    Okay basta essere carini e sdolcinati visto che non è proprio una cosa da me e mi viene pure male.
    Presto arriveranno nuovi articoli più o meno seri, ce n’è uno a cui sto lavorando da giorni e giorni ma continua a non soddisfarmi appieno il che comincia a mandarmi in isteria. sempre che il caldo non mi elimini prima. Non so voi ma io ora ho la forma e la consistenza di Slimer dei Ghostbusters, ancora qualche grado in più e penso andrò in autocombustione. 

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    Paturnie e lamenti del sabato notte

    Spelacchiati del mio cuoricino, stanotte va cosi. Stanotte piango e mi dispero per motivi futili, che vi devo dire… mi sembra di essere tornata sedicenne, grazie al cielo almeno non devo fare verifiche di matematica. Brividi solo a pensarci.

    Per fortuna, come diceva una donna molto più bella di me, “domani è un altro giorno”.

    Un altro giorno in cui spero di non fare minchiate, detto proprio cosi, in maniera delicata e signorile.

    In realtà non penso di aver fatto niente di male, certamente non lo chiamo “errore”… Dai, lo dico: ho baciato una persona. Un amico. Entrambi single, entrambi ubriachi, ci siamo fatti prendere dal momento. Anche più di un momento, a dirla tutta. Ci siamo fatti prendere dalle ore, piu che altro.

    Non so cosa mi sia successo, di solito quando sento di stare per agire di impulso mi prendo mentalmente a schiaffi finché non torno abbastanza lucida da pensare alle conseguenze e, in genere, evito di fare qualunque cosa… stavolta mi sono lasciata prendere la mano. Letteralmente, mi ha preso la mano nella sua mentre mi stringeva i fianchi e mi baciava con passione sotto casa mia.

    E ora? Ora il mio cervello va in tutte le direzioni. Perché è successo? Mi piace? Gli piaccio? Era una cosa fisica e basta? Ho rovinato gli unici rapporti che per me contano davvero? L’ho ferito? Dovrei scrivergli per parlarne? Facciamo finta di niente? E se lui e gli altri non vogliono più avere a che fare con me perché ho scombinato l’equilibrio della combriccola? Perché devo pagare quando prelevo con il bancomat?

    E il suo amico, Il Pirla cosa ne penserà? Mi sono giocata tutte le possibilità che avevo con lui per una limonata sotto casa mia, perché sono cosi deficiente?

    Dio, ti prego, vieni a prendermi.

    Ragazzi, scusate. Stasera va cosi, domani mi metto a rispondere a tutti i vostri commentini, che adoro sempre ❤️

    Se volete insultarmi nei commenti perché sono un esserino debole è patetico fate pure, nessuno vi fermerà. Se invece volete narrarmi della vostra vita sentimentale e dei trusci che avete passato penso vi vorrei ancora più bene!

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    Una mia amica mi ha chiesto di farle da testimone di nozze.

    Posso fare un commento a caldo, con la mia solita, signorile, eleganza?

    Porca troia.

    “Ma sei sicura?”

    “Certo che lo sono!”

    “Scusa, volevo esserne proprio certa… Per caso hai picchiato la testa e poi vomitato, recentemente?”

    No perché io capisco tutto eh, però che lei non abbia trovato un’altra anima a cui chiedere di fare da testimone mi pare strano..

    “Ma io voglio te, Sara”

    Ah.

    … sicura sicura di non aver preso craniate?

    Scherzi a parte, io non sono mai stata a un matrimonio e, onestamente, penso di essere la persona meno adatta a questo ruolo.

    Sulla parte del supporto morale ed organizzativo posso anche farcela (forse) perché in fondo mi piace essere utile, è tutta la faccenda della cerimonia a non garbarmi particolarmente.

    Essendo io agnostica come Gregory House (regá ma vedete che serie tv vi cito?) per me la parte in chiesa non ha alcun significato. Renato Zero. Potrebbero celebrarlo al McDonald, per quel che mi riguarda, e avrebbe lo stesso significato.

    Scambiarsi i voti innanzi a Dio… mah. Non mi convince.
    Perché, comunque, dovrebbe importargliene qualcosa a Dio? Non ha cose un filino più importanti a cui pensare?

    Per esempio, Onniscente e Supremo, io sono ancora single e con gli ormoni in giostra, si può fare qualcosa? Grazie.

    Dicevamo… mi devo sorbire la cerimonia in chiesa. Okay. Posso farcela.

    “Guarda che non puoi bere”

    Cazzo.

    Non posso farcela, ma cercherò di non sbronzarmi troppo.

    È che io i matrimoni in generale non li capisco.

    Se dovessi spendere millemila euro li spenderei tutti in viaggi pazzeschi: Islanda, Nuova Zelanda, Africa, Norvegia, Circolo Polare Artico… altro che centrotavola e bomboniere.

    Poi a un certo punto la mia amica distoglie lo sguardo.

    “Ehm, pensavamo di invitare anche Pinco e Pallo…” e mi guarda di sottecchi.

    Pinco e Panco sono due dei miei ex.

    “Tranquilla, è acqua passata. Poi da qui all’anno prossimo fanno in tempo a morire tutti e due.”

    Vi immaginate che situazione simpatica? Un tavolo solo con miei ex. Chissà che conversazioni avvincenti, che piatti fondi lanciati in pieno viso, che accoltellate poetiche…

    E poi dovrò fare il discorso, il famigerato discorso.

    “Ti prego, niente di troppo imbarazzante… “

    Io non faccio promesse, donna.

    “E ti imploro, ti supplico, cerca di arrivarci sobria…”

    Allora, vuoi anche dirmi di non respirare? Vuoi dire al sole di non splendere, agli uccellini di non cinguettare e alle rane di non saltare? 

    Dirmi di non bere e non essere imbarazzante è come chiedere a Salvini di essere una persona con un quoziente intellettivo superiore a due, come chiedere a DiCaprio di recitare male o ai comici di Colorado di far ridere… non si può! 

    Infine, spelacchiati cari, mi ha detto di che colore dovrò vestirmi.

    Giallo.

    Non mi resta che capire se uccidere lei o me stessa.

    Hasta Luego, spelacchiati.