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Conversazioni reali o immaginare tra me e un Pirla decisamente non qualunque.


Siamo nel cortile di un locale, nel retro, all’aria aperta. Stiamo parlando di David Foster Wallace e del suo suicidio.

Stiamo seduti vicini su una panca circolare intorno ad un grosso albero; se non fossimo io e il Pirla i soggetti della scena sarebbe tutto quasi romantico; c’è anche una lucciola che lampeggia vicino alla siepe, solo per noi, ma nessuno dei due commenta.

Non parliamo molto e lui non mi guarda. Non mi guarda quasi mai, in realtà, evita sempre i miei occhi.
Io invece i suoi li guarderei per ore.

“Credo di aver capito che animale sono, comunque” esordisco a un certo punto, rievocando una conversazione che avevamo avuto in compagnia qualche sera prima.

Mi lancia un’occhiata.

“Sono abbastanza sicura di essere una falena. Sai, di quelle grigette e marroncine, bruttine, che continuano a sbattere contro una lampada finché non stecchiscono.”
Non credo sappia di essere lui la lampada, al momento.
Lui sbuffa fuori il fumo dalla bocca “Sicuramente una somiglianza c’è: avete la stessa peluria.” 

Cretino.
Anzi, Pirla.
Gli do una sonora pacca sul braccio e lui ride.
Chissà se lo sente il mio cuore quanto si agita quando lui ride.

“Forse hai ragione, però” considera dopo un po’ “il problema è che tu… non so come o perché, ma tu vedi solo la luce, e ti sembra anche molto più accecante di quello che è in realtà. Non vedi i fili di tungsteno tutti sfilacciati, la ceramica sporca, la lampadina che sta per fulminarsi… “

“Qui l’unica che sta per fulminarsi sono io, mi sa.”
“No, tranquilla, su questo non ci sono dubbi: tu sei già più che fulminata.”

Stiamo un po’ lì.
Fumiamo, non parliamo molto; ci basta stare soli insieme per essere più tranquilli. O almeno, per me è così.
Vorrei appoggiare la testa alla sua spalla e respirare forte il suo profumo, ma credo che questo lo farebbe scappare alla velocità di Speedy Gonzales; si lascerebbe dietro solo una scia di polvere;
Mi devo ripetere sempre la stessa frase come un mantra: non mi vuole.

Allora incasso la testa tra le spalle e penso che anche se non è molto potrebbe bastarmi per sempre.

Autore:

Simpatica come una piaga da decupito e fine come un babbuino che si gratta il sedere. Se vi va di scambiare quattro chiacchiere, mandarmi mail minatorie o proporre una bevuta insieme: pensierispelacchiati@gmail.com

18 pensieri riguardo “Conversazioni reali o immaginare tra me e un Pirla decisamente non qualunque.

    1. Grazie mille davvero, ero molto combattuta su questo post uscito di getto perché mi sembrava al limite del patetico… Ma avevo bisogno di scriverlo.
      Quindi grazie 💙

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    1. Purtroppo me l’ha detto lui, con qualche giro di parole ma l’ha detto più volte, quindi è tutta colpa mia che sono idiota e mi innamoro delle persone che mi rifiutano *melodrammatica mode:on*
      Ahahah lasciate stare la mia peluria da falena, okay??

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      1. No, temo, ma a “noi” questa inutile pratica semi masochistica quasi quasi garba. Però sorella, sempre super positive eh!

        (..scusa se mi sono permessa 🙂)

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  1. Io ho avuto una lunghissima relazione con un uomo che diceva chiaramente di non volermi. Io mi convincevo mi volesse, e “leggevo i dettagli”. Alla fine ho realizzato che avrei dovuto credergli. Però ecco io partivo da un’assunzione certa di questo fatto. E comunque il fatto che non mi volesse non mi ha impedito di amarlo in modo matto e disperato, quindi ti capisco!

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    1. Grazie mille per il tuo commento, e la tua esperienza, mi fai sentire meno matta e disperata.
      Sono esattamente nella tua stessa situazione. Lui me l’ha detto e ribadito che non vuole nulla, ma nella mia testa… nella mia testa è tutto il contrario.
      Prima o poi mi passerà, spero. Prima o poi smetterò di leggere segnali che non ci sono.
      Amarlo però mi fa sentire bene (spesso, e malissimo a volte) quindi mi godo i momenti.
      Prima o poi mi passerà…

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  2. Fin dalle prime righe mi sono calata nella pagina, in questo piccolo testo, questo scorcio di dialogo, e anche in un altrove in cui, in una notte qualsiasi, o forse in qualsiasi notte, un ragazzo e una ragazza sono seduti su una panchina a parlare… così vero che potrebbe essere anche reale, così bello che potrebbe essere solo per finta: un’atmosfera evocativa, romantica, eppure con quel tocco di malinconico che la rende ancora più vivida e… niente: a volte è l’amore.

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      1. Smettila Sara, tu non sei un’idiota ma una splendida ragazza, e se come principe azzurro avessi anche solo mille anni di meno, verrei a prenderti col mio cavallo bianco e vivremmo felici e contenti: almeno fino a quando andrei a fare bisboccia all’osteria del Gambero Rosso con il Gatto con gli stivali e Pinocchio, lasciandoti al maniero a spalare il letame del cavallo bianco!
        E la morale è: “stretta la foglia, larga la via, noi uomini siamo cialtroni inaffidabili, e così sia”.
        😅

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  3. Sicuramente l’essere rifiutati é una brutta cosa, ma almeno hai “avuto” una risposta. Te dici di innamorarti sempre di chi non ti vuole.. Ricorda che al mondo esistono anche persone del genere “basta che respira” e sinceramente spero di non finire mai in quel girone dell’inferno

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