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Ciance sparse: dialoghi veri e immaginari con Madre Superiora e La Pina

Ebbene sì, habemus diagnosi di long coviddimmerda il che significa niente terza dose per ora, tremila analisi del sangue, delle urine, devo prendere un po’ di integratori, cortisone per i miei bronchi malandati e se tra un mesetto sto ancora così rx ai polmoni e visita cardiologica.
Insomma, tutto alla grande.
COVIDDIMMERDA. Se non dovessi sopravvivere, vi prego di vegliare sul Batterino e accertarvi che non frequenti mai più nessuna donna dopo di me, devo rimanere la sola e unica. Sarei gelosa pure nell’aldilà.

L’altro giorno stavo parlando con la Madre Superiora (mia mamma), stavamo disquisendo proprio di Mr Batterino e delle mie incredibili capacità di trovare partner e soprattutto vivere bene le rotture.

“Eh, è che tu sei come l’edera: dove ti attacchi muori.”
“Ehllamadonna, madre. Pensavo volessi dirmi che ho un color verdognolo invidiabile o che il mio fogliame è bellissimo. Poi i miei peli ultimemente sono così rigogliosi da sembrare rametti… O magari intendevi che sono brava ad arrampicarmi…”
“Ma se l’unica volta in cui hai provato ad arrampicarti da qualche parte avevi quattro anni e ti sei aperta una gamba, dove vuoi andare…”
“Scusa se non sono Spiderman, signora mamma. Va che tutti i miei difetti e le mie incapacità sono genetiche, tu e padre vi smezzate le colpe. Dovreste pure risarcirmi, ora che ci penso.”
“Ma taci e passami il tagliere. Dico solo che devi fare attenzione, no? Non è che tu sia un asso delle relazioni.”
“Ma come no, non ti ricordi come mi sono strutta –voce del verbo struggere, spesso usato come riflessivo struggersi- per circa ventisei dei miei ventisette anni? Se non è segno di relazioni incredibili quello non so cosa sia.”
“Ecco, appunto. Vorrei evitare di rivederti in giro con gli occhiali da sole di notte per non far vedere che piangevi.”
“Non era solo per quello, era anche stile. Chiara Ferragni mi ha aperto un mondo.”
A questo punto Madre voleva lanciarmi un coltello quindi mi sono nascosta sotto al tavolo.

“Poi tu te li sei sempre scelta bene, gli uomini. Una tragedia dopo l’altra.”
“Su questo non posso darti torto. Oddio, tragedia non so, mi sembravano più dei drammi scritti male…”
“Speriamo ti siano serviti a qualcosa, almeno. Che poi conoscendoti sei anche capace di stufarti te e mollare il Batterino un giorno a caso se qualcosa ti turba.”
“Prima di tutto non si dice “stufarti te”, per l’amor d’Iddio. E poi non so come tu possa conoscermi da tutta la vita e pensare questo, però in effetti anche la psicologa mi ha detto una roba simile. Ma vi siete bevute il cervello, probabilmente, chi volete che molli io? Al massimo mollo una puzzetta, altrochè.”
Madre Superiora ha interrotto le comunicazioni.
Non so darmi una motivazione.

Poi sono uscita con la mia musona, la mia pannocchia, la mia Pippi, ovvero Wendy: il mio cane, che per tutti è La Pina.
Età anagrafica: dieci anni.
Età mentale: tra i tre mesi e i duecento anni a seconda dei momenti.
Razza: mah essendo giallognola direi asiatica.
Caratteristiche: è un cane strano. Si dice che i canidi somiglino ai padronidi (ahah sono esilarante, lo so, qualcuno mi spari) e lei effettivamente ha preso il peggio da me: è assolutamente indifferente ad ogni altro essere canino, se i maschi ci provicchiano con lei ringhia e se ne va, vorrebbe passare le sue giornate mangiando biscottini e prendendo coccole da tutti ed è veramente poco espansiva nei confronti di noi familiari. Con amici e parenti invece ancora un po’ e fa le capriole. Infametta.

Citrulla ma perché ti ostini a portarmi in campagna, che mi fa schifo? Non possiamo andare a prenderci un caffè al bar?”
“No, musona, perché hai una certa età e devi camminare.”
“Questo è quello che dici guardandoti allo specchio…”
“Vuoi che ti tolga i biscottini al merluzzo per una settimana, per caso?”
“No, no, volevo dire… E’ che vorrei portarti a socializzare. Ti farebbe bene.”
“Guarda che sei tu che dovresti socializzare, io sono un essere umano perfettamente integrato nella società.”
“…”
“Va beh, perfettamente integrato forse no, però non vado in giro ad ammazzare gente con una mannaia. Mi sembra già un risultato degno di nota.”
“Mah, a me sembra che ringhi ancora alle persone…”
“Solo quelle che meritano di essere ringhiate. Tipo chiunque mi guardi, mi parli, incroci la mia strada… Ma poi cosa vuoi oh, ora ho il mio Batterino, prova di grande socialità.”
“Sì, sempre che esista davvero e non sia frutto della tua immaginazione…”
“Ma!”
“No, per dire… I tuoi amici l’hanno mai visto?”
“Certo!”
“Mah…”
“Ma l’hai conosciuto pure tu, cretina, gli hai fatto delle feste che a me non hai fatto nemmeno quando sono tornata dai due mesi in Germania!”
“Mmh. Allora non capisco come tu abbia fatto. Era drogato?”
“Eh?”
“No, dico, come hai fatto ad accalappiartelo? Era svenuto e gli hai fatto sottoscrivere un patto col sangue? Hai in ostaggio sua madre?”
“Io ti abbandono.”
“Ma smettila, che poi cosa fai senza di me. Una donna persa. Ma davvero dobbiamo camminare ancora? Andiamo al bar?”
“Senti, io sto praticamente deambulando, il Coviddimmerda mi ha tolto quel briciolo di vitalità che avevo quindi ora camminiamo e tu stai pronta ad intervenire come i veri Golden Retriever, quelli che fanno soccorso. Se vedi che barcollo, mi schianto a terra e annaspo sei pregata di intervenire.”
“Sì, vado al bar a chiamare i soccorsi.”

“Ti darei una capocciata ma in questo momento farei fatica pure ad abbassarmi, ti va di lusso. Comunque Wendy grazie… Non so se te l’ho mai detto ma ci stavo pensando in questi giorni, quando ho cominciato a stare male anni fa senza sapere perché e scoppiavo a piangere senza ragione tu venivi sempre accanto a me.”
“Sì, beh, se fossi muerta chi mi avrebbe dato da mangiare?”
“E anche quando soffrivo per amore e tornavo la notte distrutta emotivamente e tu mezza addormentata venivi a controllare come stessi…”
“Certo, mi davi sempre un biscottino.”
“E anche adesso, che sono poco a casa e facciamo pochissime passeggiate insieme quando torno e scodinzoli muovendo di addirittura tre millimetri la coda mi riempi di gioia.”
“Non so come rispondere in modo cinico a questa cosa. Diciamo che forse un pochino di bene te ne voglio, stramboide umana.”
“Anche io, cane bislacco. Dai senti, io i miei quindici passi giornalieri li ho fatti, andiamo al bar che ti do un biscotto al merluzzo.”

Miei cari spelacchiati, non è particolarmente sensato questo post ma mi è venuto così.
Volevo ringraziarvi per l’ennesima volta perché -non so come sia possibile- abbiamo raggiunto quota duemila spelacchiati. Siete tantissimi, è sconvolgente, potessi vi darei un bacetto uno ad uno.
Hasta la pasta!

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Ciance sparse: Coviddimmerda e orecchini perduti

Ahhhh miei cari spelacchiati, che palle sto periodo, qualcuno mandi avanti veloce col telecomando per favore. Facciamo che ci rivediamo a giugno 2025, per star tranquilli?

Visto che siete così carini a preoccuparvi per la mia salute vi aggiorno; continuo a non stare bene, in maniera abbastanza fastidiosa ed evidente adesso.

Sono giorni che ho un senso di affaticamento e spossatezza abbastanza fuori dal comune pure per me che sono un mollusco sedentario e privo di qualsiasi capacità motoria; io e il Batterino siamo andati al bar a piedi, un’incredibile camminata di circa due minuti, ho dovuto fare due pause e al ritorno sono quasi svenuta.
Ho sistemato un po’ l’appartamento di Mr Batterino e nuovo giro di tachicardia e fiato corto, mi sono dovuta sdraiare e mi sono addormentata di botto per due ore (dormire di pomeriggio di solito mi è impossibile).
Fare una rampa di scale in questo momento mi mette a durissima prova, arrivo su che mi devo piegare sulle ginocchia come i vecchi e rifiatare.

Insomma sono come un pokèmon esausto che ha bisogno dell’infermiera Joy, quindi venerdì visita dalla doctor sperando mi dia qualche soluzione miracolosa o ponga direttamente fine alle mie sofferenze con una padellata in testa.

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Intanto l’altra sera si è consumato un dramma che non ha niente a che fare con la mia salute.
Per Natale quel pazzo di un Batterino mi ha inondata di gioiellini: un anello, una collana e un orecchino. Io che sono una gazza ladra sono impazzita di gioia.

Ieri sera a cena il Batterino mi fa “Ma l’orecchino?”
Io, scema come una biglia, tiro indietro i capelli e comincio ad agitare la testa per far sbrilluccicare il suddetto orecchino.
Mr Batterino mi fissa come se fossi deficiente, cosa che in effetti sono, quindi niente di strano.
“Ma te lo sei tolto?”
Panico.
No che non me lo sono tolto, ce l’ho su da quando me l’ha regalato!
Mi ficco una mano sull’orecchio: niente.
Mi infilo un dito nell’orecchio fino al cervello: NULLA.

Partono le spedizioni di salvataggio, chiamo i sommozzatori, avvio una battuta di ricerca che nemmeno il padre di Nemo mi fa concorrenza: NADA.

Quindi ho fatto quello che chiunque sia pazzo quanto me avrebbe fatto: sono scoppiata a piangere per circa due ore, alternando i singhiozzi a frasi tipo “NON MI MERITO I TUOI REGALI NON PRENDERMI MAI PIU’ NIENTE SONO UNA CACCA UMANA!”
Insomma una cosa così sciocca ha scatenato in me una reazione fortissima, ovviamente legata a tutte le mie paturnie mentali di cui vi ho già parlato tantissimo; mi sentivo irrispettosa nei suoi confronti, di averlo deluso, di non aver dato abbastanza importanza al suo regalo e altre duemila cose, mannaggia.

Mr Batterino basito ma super dolcino mi consolava. Più che dolcino era dolcissimo, praticamente fatto di marzapane.
Mi verrebbe da dire marzapene senza alcuna ragione, solo perché mi fa ridere, ma forse evito. O forse no e lo pubblico così, chissà.

Alla fine l’indomani ho fatto l’unica cosa che andava fatta: ho chiamato la sola, l’unica, l’incredibile MADRE SUPERIORA, che è il nome con cui ho salvato in rubrica il numero di mia mamma.
“MAMMA SONO DISPERATA HO PERSO L’ORECCHINO AIUTAMIIIII GUARDA SE E’ A CASAAAAAAAA TI PREGOOOOOOOOOO SE NO DOVRO’ AMPUTARMI L’ORECCHIO COME VAN GOGH E POI SARO’ ASIMMETRICA E PENDERO’ DA UN LATO, CADRO’ SEMPRE A SINISTRA, UNA VITA ROVINATAAAAAA”
Mia mamma ha fatto un sospiro di circa venti minuti, praticamente è andata in apnea; perché dovete sapere che almeno sei o sette volte al giorno io non trovo qualcosa e chiedo a lei, che con il suo superpotere riesce a risalire a qualunque oggetto, vestito o cianfrusaglia.

E anche stavolta il suo superpotere non ha fallito.

“Testa di razzo, era sulla tua scrivania, DEFICIENTE.”
“…Ah. Batterino, puoi ancora ricoprirmi di regali, allarme rientrato, merito di tutto e di più.”

Sì insomma, una serata terribile.
Il commento del Batterino a un certo punto è stato “non pensavo l’avrei mai detto ma preferisco quando mi bagni il cuscino di bava che di lacrime.”

Ora me ne vado a cena con due mie amiche, serata giro pizza quindi conto di prendere almeno nove chili in una mangiata sola. L’orecchino mi sa che lo lascio a casa.
E voi come state, miei prodissimi? Vi è mai capitato di perdere un regalo o qualcosa a cui tenevate tanto? Spero abbiate reagito in modo meno pazzo di me, ma narratemi tutto!
Hasta la pastaaaaaa!

Allego foto dei regalini bellissimi:

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Ciance sparse: “Mi faccia un Long Covid, grazie!” + vivere da soli pt2

Ahhh Spelacchiati miei, vi scrivo dal mio letto dove probabilmente perirò presto.
Va beh, okay, sono un po’ melodrammatica lo ammetto, però maroooonnnnnn sto impazzendo.
Vi narro un secondo della mia salute, potrebbe essere un po’ disgustoso. Ma se Mr Batterino mi sopporta tutta scatarrante dal vivo spero possiate farlo anche voi virtualmente.

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Allooooora, io sono sempre stata una persona dalla salute cagionevole -perché la natura non era stata già abbastanza scherzosa con me, no?- e già da bambina dopo ogni influenza mi veniva puntualmente la bronchite.
Mentre gli altri provavano le droghe io mi facevo di cortisone, pensate che infanzia spassosa.
Ora mi ritrovo nella stessa situazione: Coviddimmerda passato ma i giorni successivi ho sviluppato una tosse abbastanza agghiacciante. Tra l’altro per chi non lo sapesse il nostro muco oltre che far schifo è anche portatore di notizie sulla nostra salute: se il catarro è verde allora c’è un’infezione ai bronchi in atto.
Beh, il mio al momento è color Hulk.

Dunque mi sono fatta tre giorni di cortisone che mi ha fatto andar via la tosse. Pensavo di aver finito di passarmi ‘ste vacanze natalizie in maniera piuttosto caccosa, e invece no perché sono giorni che ho il naso super tappato, febbriciattola odiosa e infame che va e viene (tra l’altro regà un tempo potevo avere anche quaranta gradi centigradi di febbre e facevo le capriole, ora con trentasette e sette mi viene solo da chiamare un parroco per l’estrema unzione) e mal di gola fetente.
Non so se tutto ciò rientri nel long-Covid o io sia solo così sfigata da essermi presa un’influenza subito dopo il virusdimmerda, fatto sta che passo le mie giornate rantolando qua e là, lamentandomi come un balenottero arenato. 
Credo che Mr Batterino stia considerando l’idea di darmi una mazzata in testa per finirmi. Lo capirei.

I have flu strane a | Off Topic

Insomma regà voi fate i bravi e cercate di stare al sicuro, non fate strunzaaaate che poi finite come me e vi dovete fare tre settimane di schifo. 

Intanto per questa settimana mi sono stabilita a casa Batterino, e continuano i grandi quesiti della vita:

  • Com’è possibile che la spazzatura non si smaterializzi autonomamente ma anzi addirittura si accumuli? Che diavoleria è mai questa?
  • Ma se io devo uscire e la signora delle pulizie sta lavando le scale posso lanciarmi direttamente di sotto dal parapetto o mi devo -giustamente- far picchiare in testa da lei col mocio?
  • Se io ho preso quattro cose al supermercato perché mi sono volati fuori di tasca trenta euro?
  • Il prezzo del tonno in scatola continua a turbarmi.
  • Dilemma copridivano: sono abbastanza sicura ci sia una colonia di batteri e di forme di vita ancora sconosciute che alberga in quel divano… Posso chiedere loro l’affitto?
  • Ma quanto possono stare aperte le olive sott’olio prima di andare a male?
  • Ma quelle due dita di olio che abbiamo usato per cercare di friggere delle patatine il mese scorso -spoiler, erano la cosa meno fritta ma più molliccia che l’universo abbia mai conosciuto- dove diamine devo smaltirlo? Credo che finirò col berlo solo per toglierlo di mezzo.
  • Quanti giorni di fila posso mangiare pasta col burro senza morire?
  • Ma voi lo sapevate che se non mangiate le patate in un lasso di tempo relativamente breve quelle GERMOGLIANO? Pazzesco. Ora abbiamo una piantagione in dispensa.
  • Ma se io ho passato la scopa venti secondi fa perché c’è un grumo di polvere che mi fissa ostinatamente da sotto la sedia? Quando si è formato? COME?
  • Ma se *inserire alimento a caso* è scaduto da tre giorni cosa rischio mangiandola? La vita? Un rivoltamento di stomaco per una foglia di lattuga un po’ rinsecchita posso anche accollarmelo, ma non vorrei restarci secca per quello.
    “Morta per aver ingerito un pomodorino ammuffito”, non suona benissimo come necrologio.
  • Ma se ordiniamo una pizza ogni due giorni in quanto tempo diventeremo obesi e soprattutto poveri?
Così brutto eppure così costoso

Fin’ora tra me e Mr Batterino siamo riusciti a fare i seguenti danni:

  • una cicca è rimasta appiccicata al pavimento per così tanto tempo che credo rimarrà l’alone per sempre
  • abbiamo rischiato innumerevoli volte di sbagliare e prendere la zuccheriera invece della saliera
  • una caffettiera è completamente bruciata prendendo letteralmente fuoco
  • tentando di scolare la pasta il Batterino l’ha rovesciata interamente nel lavello. Io ho riso così tanto che mi sono accasciata a terra, lui credo abbia pensato seriamente di strozzarmi.
  • andando a occhio abbiamo lavato i pavimenti con così poca acqua e così tanto sgrassatore che abbiamo scivolato da una stanza all’altra per giorni
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La caffettiera defunta il giorno della dipartita

Per ora queste sono le grandi avventure di casa Spelacchiata-Batterino, ma sicuramente arriveranno altre grandiose storie di totale incapacità a gestire la vita.
E voi, miei beneamati, come state? Siete ancora tutti sani e Covid free o la variante Omicrondimmerda ha acchiappato pure voi? Intorno a me si stanno incoronendo tutti, un’ecatombe, per fortuna nessuno ha sintomi abbastanza gravi da dover essere ospedalizzato!
Se qualcuno conosce la risposta ai miei quesiti filosofici sulla vita in solitaria siete pregati di dirmele, potete anche mandarmi un manuale di vita se ne siete in possesso.

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Ciance sparse: scene disturbanti dei film horror, per iniziare l’anno con orrore

Habemus tamponus negativus! Olè!
Ebbene sì, il 31 gennaio ero negativa come Giacomo Leopardi nei confronti della vita, e ora sono due giorni che mi sono stabilita dal mio Batterino per recuperare il tempo perso a rotolarmi sul letto come una trota.
Tra l’altro quando ho visto l’esito del tampone ho pensato “parbleau, ora che sono un elfo libero mi tocca tornare ad avere l’aspetto e l’igiene di una persona normale!”, pensiero abbastanza tremendo visto che erano dieci giorni che in preda al malcontento mi rifiutavo pure di cambiarmi il pigiama.
Non vi dico la situazione pelliccia, ragazzi… Ho passato tre ore a cerettarmi. Avevo i baffi di un tricheco e il vello di un orso, ‘na roba abbastanza abominevole, a un certo punto ho pensato di lanciare una moda e farmi delle decorative treccine di peli.
Poi ho pensato che è già un miracolo che io abbia un fidanzato, forse non è il caso di tirare troppo la corda, quindi ho estirpato tutto.

Oggi non ho intenzione di parlare di proprio di niente di utile, vi avviso -e voi fate partire un coro di “Sara ma secondo te noi ci aspettiamo dei contenuti utili dal tuo blog?!- ma non solo sarà inutile, sarà anche abbastanza cruento e a tratti disgustoso.
Vorrei parlare delle scene dei film horror che più mi hanno scaravoltato il cervello, che più mi hanno turbata, che più mi hanno fatto dire “MIIIIIIIII MA CHIST’E’ PAZZZZZ!”.
No perché non so voi, ma io adoro gli horror -fatti bene- e da questo tipo di film non voglio solo sangue sparpagliato a secchiate, io voglio le idee malsane, voglio vedere rappresentate le peggio cose che una persona normale non si immagina neanche… E quindi vi dico quali scene mi hanno turbata, ecco.

Tutto ciò perché qualche giorno fa, in pieno isolamento, avevo voglia di vedere budella de fora per sfogare il nervosismo represso quindi mi sono guardata “Ravage” su Prime Video.
Il film non è male, non sarà un capolavoro ma regala l’ansia che deve regalare, lei è una specie di Ramba che fa fuori tutti quelli che cercano di ammazzarla, ma a un certo punto c’è una scena che non può non farvi pensare “cosa diamine sto vedendo?”.
Sappiate che qua si spoilera senza paura, quindi se volete guardarvi prima il film e poi tornare qua a leggere chiudete tutto ora.

Ravage
Allora, c’è il cattivone che ha catturato il fidanzato della nostra Dora l’Esploratrice -perché la protagonista è una fotografa naturalista, bla bla bla- e giustamente, essendo un cattivone, lo lega e lo lancia nel recinto dei maiali che lo magnano vivo.
E fin qui tutto okay, è un cattivone, che cazzo deve fare? Lanciarlo nel recinto delle lontre? Non avrebbe senso. Poi diamo una gioia a sti maiali, sempre bistrattati.

QUELLO CHE MI HA SCONVOLTA E’ CIO’ CHE FA A LEI, IO ANCORA DEVO PROCESSARE QUESTA ROBA.
Non so se siete pronti.
Premessa: a quanto pare lo stomaco delle mucche è pieno di succhi gastrici potentissimi che permettono loro di digerire qualunque cosa.
Cosa c’entra questo?
Ci arrivo.
Praticamente il cattivone acchiappa una mucca, le apre un foro nello stomaco, ci infila dentro la nostra Dora l’Esploratrice ovviamente viva, E CE LA CUCE DENTRO COSI’ LO STOMACO DELLA MUCCA LA DIGERIRA’ LENTAMENTE, OMG MA SIETE FUORI DI TESTA MA COSA HO VISTO CHE ANSIA!
Terrificante.
Anche perché poi a fine film non si sa come ma lei si salva e in ospedale la fasciano tutta, a un certo punto la sbendano e… è stata consumata così tanto dagli acidi muccosi che ha il cervello di fuori. Esposto.
Io in estasi da cotanta malattia mentale.

Film Review – Ravage (2019) - CELEBRITY GIG MAGAZINE

Un’altra scena che ricordo all’epoca mi aveva fatta quasi spegnere tutto perché mi dava proprio una sensazione di turbamento allo stomaco era in Saw II, e non una delle varie trappole sanguinolente che quelle alla fine chissenefrega… Parlo di quando una delle protagoniste viene lanciata di peso in una vasca piena di siringhe, e deve spostarle a manate per cercare una chiave conficcandosele nella carne.
Io ero tutta attorcigliata sul divano.
B r i v i d u m e.

Altro giro altra corsa, io innamorata dei film di Ari Aster guardo “Hereditary” e rimango sconvolta dalla scena della mamma posseduta che insegue il figlio nel modo più angosciante del mondo e infine si taglia letteralmente la testa da sola con la corda del pianoforte.
Non credo di dover aggiungere altro, vostro onore.

Chiudo con una delle mie scene preferite in assoluto, niente splatter, niente budella sparpagliate e usate come ghirlande, zero sangue.
The Conjuring, scena a mio parere straordinaria: marmocchia che si sveglia di soprassalto, sveglia la sorella maggiore e comincia ad indicare l’angolo più buio della stanza. “C’è qualcuno lì, come fai a non vederlo, è lì, ci sta fissando, ho paura”.
Regà, con un angolo nero hanno creato la paura. Che vi devo dire, sapevo che lì non c’era niente ma ero agghiacciata, un senso di ansia assurdo. Da quel momento non esistono angoli bui in casa mia, ci sono lampade in ogni anfratto, eccheccazzo.

Bon, direi che con questo post per niente capodannesco posso levare le tende e tendare le leve, ma non prima di avervi chiesto quali scene hanno turbato VOI? Che siano super truculente oppure di pura suggestione narratemi, che adoro tutto ciò e se mi fate scoprire nuovi film fighi vi regalo una manciata di peli del mio cane.
Sono povera, che devo fare, apprezzate lo sforzo.
E come andò il vostro Capodanno? Io ero ancora chiusa in casa mentre il mio Batterino suonava quindi ero in preda all’ansia che qualche Milfona accaldata e leopardata lo brancasse e lo slinguazzasse in piena follia capodannesca.
Non è successo, ora solo io lo slinguazzo.
Fatemi sapere se ogni tanto qualche post di questo tipo può piacervi, che di scene fighe nei film ce ne sono (mica solo horror, possiamo spaziare!).
Hasta la pasta, il cotetichino e le lenticchieeeeee!

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Ciance sparse: tamponi e tapparelle

DIN DON DAAAN DIN DON DAAAAN SUONAN LE CAMPAAAAAN
Piu che le campan qua mi sa che a suonare e sbattere sono un po’ le balle di chiunque, però cerchiamo di essere poetici e natalizi che se no è la fine.

Che poi parlo io, chiusa in una stanza di mezzo metro quadro da dieci giorni con i muratori nell’appartemento accanto alla mia camera che attaccano alle otto e mezza di mattina e finiscono alle sei e mezza di sera di martellare, segare, trapanare…
Come se non bastasse questo tripudio di rumori fastidiosi i miei genitori sono impazziti e hanno deciso di darsi al bricolage.
Dovete capire che a casa mia le cose si affrontano in un certo modo, ovvero ignorando ogni minimo problema finché non diventa così grande che è impossibile continuare a far finta di nulla, e comunque noi lo ignoriamo ancora un po’.

Oggi tocca alle tapparelle.
Credo siano circa tre anni che per andare sul balcone dobbiamo accartocciarci su noi stessi come i mimi che si infilano nelle scatole; dobbiamo diventare piccoli piccoli, strisciare sui gomiti come se fossimo nell’esercito, rotolare nei ventitrè centimetri di spazio che ci sono tra la tapparella e il pavimento e poi una volta fuori sul balcone nessuno ha più voglia di rientrare quindi rimane lì per eoni ed eoni.

Io avevo preso in considerazione l’idea di lanciarmi di sotto, pur di non ripetere quella trafila.

Non so bene cosa sia successo a quelle stracazzo di tapparelle, so solo che un giorno non si alzavano più; da lì è stato come questo Natale col Covid: prima quelle della sala, poi in camera dei miei ed infine quelle dell’altro balconcino con la caldaia.
Una moria di tapparelle, TappaSars18 credo sia la nomenclatura ufficiale.

Ovviamente nessuno in casa ha mosso un dito, nemmeno il mignolo del piede.
“Ah va beh, tanto non ci andiamo sul balcone.”
MA TU NON CI VAI, PADRE CHE HA PRESO RESIDENZA SUL DIVANO DAL 1932! C’è proprio il suo stampo ormai su quel divano, ci credo che non gliene freghi delle tapparelle del balcone… Mah.
Quindi ora li sento cristare senza sosta da circa due ore, non ho idea di cosa stia succedendo la sotto; ogni tanto partono delle urla e sento dei tonfi, forse più che aggiustare qualcosa stanno combattendo a mani nude con un orso.

In più ormai penso che possiate chiamarmi La Maga dei Tamponi fai da te. Sono diventata bravissima, praticamente Maga Magò.

Il Batterino, che ha sempre una parola dolce per me, dice che sono una rana quindi mi ha ribattezzata Rana Ranò.

Comunque regà, davvero, infilo, giro il tampone, sfilo, na roba rapida e indolore. Mi ricorda dei rapporti carnali del passato.
Insomma, miei villani Spelacchiati, domani c’ho er tamponazzo ufficiale che potrebbe segnare la fine della mia reclusione o la fine della mia esistenza, perché se fossi ancora positiva prenderei la prima tanica di benzina e farei come il tizio al TG2 nel 2006 “questa è benzina, io mi do fuoco”.

E voi come state? Come gestite le rotture di cose in casa vostra, fate come noi e ignorate tutto o aggiustate subito come persone intelligenti?
Ma soprattutto… Siete riusciti a salvarvi da questa ondata incredibile di Coviddimmerda o siete anche voi in isolamento come i carcerati?
Narratemi tutto, io sono alla ricerca di Film Brutt da vedere e recensire per sfogare del nervosismo!

Hasta la pastaaaaa

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Ciance sparse: Buon Merdale, ops volevo dire Natale

Lunedì 20 Dicembre 2021


Allora regà, qui lo dico e qui lo sottoscrivo, se nei prossimi giorni dirò di essermi ammalata voglio che qualcuno mi prenda la capoccia e mi dia una testata dritta in mezzo agli occhi perché ho ben presente il momento in cui mi sono presa una bronchite: mentre aspettavo fuori dallo studio della psicologa per mezz’ora perché non volevo citofonare e interrompere la seduta, essendo io arrivata prima.
Giuro che avevo le dita delle mani che non si muovevano più, ero come un pupazzo di Lego con la mano a C. 

Martedì 21 Dicembre 2021


Eccallà, lo sapevo, ma che cazzo di fastidio alla gola… Ma posso passarmi il Natale con l’influenza, porca miseria, fammi mettere la mascherina…

“Sara, così, per curiosità, che cazzo stai facendo?”
“Senti mamma, ho fatto una cazzata ieri e ho accumulato così tanto freddo che penso potrete usarmi come ghiacciolo che emana frescura per le prossime ventidue estati, però ora lasciami isolare che non voglio passarvi niente per le feste.”
“Si ma perchè hai cinque mascherine addosso?”
“MAMMA HO DETTO CHE NON VOGLIO CONTAGIARVI VAI VIA!”
“Sì, vado a dire a tuo padre che sei diventata scema, ecco dove vado…”


Mercoledì 22 Dicembre 2021

“Pronto?”
“Pronto Dottoressa buonasera, sono Pensierispelacchiati, ho un quesito… io mi sono trincerata in camera eh, non ho contatti col mondo esterno e mi passano il cibo come ai carcerati lasciandomelo fuori dalla porta, però vorrei sapere secondo lei se mi sono solo raffreddata o se c’è la possibilità che sia Coviddimmerda…”
*Le spiego la situazione*

“Allora Sara, hai la tosse secca? O hai del catarro?”
“Mah, se permette penso di essere fatta della stessa sotanza del catarro, al momento. Di secco non ho proprio nulla…”
“E allora vai tra, non è Covid. Ora scusami ma devo andare a Honolulu, ci sentiamo dopo le feste, addioossssss!”
E c’ha anche ragione, povera donna, cosa la chiamo a due giorni da Natale…

Giovedì 23 Dicembre 2021


“Sara, per la miseria, pure la Dottoressa ti ha detto di non rompere le balle, toglierti quelle mascherine e venire fuori da camera tua!”
“LASCIAMIIIII NON VOGLIO INFETTARE NESSUNOOOOOOO”

E niente ormai ero in sbattimento, ero convinta di non avere il Covid ma comunque avevo più catarro che acqua in corpo e volevo evitare di passarlo ai miei.

Mia sorella dunque torna a casa con un tampone fai da te e me lo sbatte in faccia “dai, fai sto coso così almeno siamo tutti sicuri che sia solo influenza e ce ne sbattiamo.”

Indovinate?
Due trattini.

Positiva come non so che roba, forse addirittura radiattiva.

E da lì è iniziata tutta la trafila e io vorrei soltanto spararmi a un piede in questo momento.

In camera mia si è creato un ecosistema tutto suo, sto chiusa qua dentro da cinque giorni e credo si sia creato un microclima a sé stante; io passo dal letto alla sedia e dalla sedia al letto senza fare assolutamente un cazzo.
A Natale sono stata in videoconferenza con i miei che erano al piano di sotto e abbiamo giocato a tombola; ho vinto ventidue euro.
Posso dire “grazie al cazzo” o passo per persona scurrile?

Penso di aver bestemmiato senza sosta per almeno sei ore di fila, poi effettivamente avevo finito la salivazione e allora ho continuato a imprecare ma solo mentalmente.
Io volevo soltanto passarmi le feste con il mio Batterino preferito, dargli i suoi regalini, pigliarmi i suoi di regalini e possibilmente ancorarmi a lui come un koala al suo eucalipto e non lasciarlo andare almeno fino alla befana.

E invece sono sola come un cane in una stanzetta disordinata, con il terrore di aver contagiato mia mamma che è cardiopatica. In quel caso penso mi darei direttamente fuoco, miei cari.

Qualcuno dei miei conoscenti ha avuto la brillante idea di dirmi una roba tipo “eh vedi, tu che difendevi tanto i vaccini, hai cambiato idea adesso? Eh? Sfigata?”

Ora.
Io non ti uccido perché non ho la forza fisica necessaria ma credimi che se avessi a disposizione una pistola tu saresti già dall’altra parte; ma io già sono incazzata nera, puoi farmi prendere pure una tonalità in più? Cosa devo fare, venire personalmente a dirti che il tram per andare a fare in chiul passa ogni cinque minuti?
MA ALLORA COSA VIENI A GONGOLARE DA ME, PEZZENTE INVERECONDO?
Che i vaccini ti rendano immune al Coviddimmmmmerda non l’ha mai detto nessuno, nel momento in cui mi sono vaccinata per ben due volte ero ben conscia che avrei comunque potuto pigliarmelo ma in maniera lieve e -speriamo- molto meno duratura. E infatti non ho bisogno di cure, non ho bisogno di niente se non di una playstation per passare il tempo, e onestamente sono solo felice di essere vaccinata. Ora, se cortesemente mi negativizzassi in maniera rapida così che non debba lasciare il mio Batterino solo a capodanno in mezzo alle sgallettate mannare apprezzerei molto, ecco.

Insomma miei cari… che vi devo dire, questa è la situa. Si tiene botta. Non vedo l’ora di uscire e sbaciucchiare il mio Batterino preferito (e soprattutto di aprire i suoi regali! Tra l’altro si apre il totoscommesse, secondo voi cosa mi ha regalato quel tonto?) e ubriacarmi come avrei voluto fare in questi giorni.
Voi invece come avete passato il Natale e la Vigilia? Cosa avete magnato senza ritegno alcuno? Siete ancora brilli?
Narratemi i peggiori aneddoti familiari che avete in serbo, vi prego, così mi fate ridere e mi tenete compagnia!
A presto cari Spelacchiati, vi lovvo!
Hasta la pasta!

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Ciance sparse: freddo, Mr Batterino ed emotività sparsa

Buongiorno miei cari spelacchiati, come state?
Io sto sbrinando.
Ho le stalattiti di ghiaccio che mi pendono dal naso.

Temperatura odierna: FRIDD.

Non so voi come siate messi (no, non il calciatore, via quelle trombette da stadio) ma qua c’è della neve; più che neve è quella poltiglia di acqua e nevischio bizzarra che crea quella patina scivolosa sulle strade e io ho ovviamente già rischiato di fare una notevole quantità di cadute e spaccate; barcollo, scivolo, incespico, per poco non batto il muso per terra ma non mollo.

Che io sia una persona disordinata è noto al mondo, stavolta sono riuscita a perdere ben tre chili. Non so come, mi saranno caduti mentre camminavo e non me ne sono accorta, boh! O forse è la dieta a base di petto di pollo alla piastra e riso in bianco che da i suoi frutti, chissà.
Fatto sta che io mi vedo sempre grassa allo stesso modo, con l’unica differenza che ora tutti i vestiti mi stanno male.
Pantaloni che fanno rigonfiamenti ovunque, gonne che mi cadono alle caviglie mentre cammino, maglioni in cui navigo… Uno spettacolo aberrante, giuro. L’abominevole donna non delle nevi.

Che poi oltre al mio strato di grassitudine ho scoperto che soffro pure di iperlordosi, il che significa che la mia colonna vertebrale ha una curvatura imbecille che spinge pure in avanti la panza, accentuandola. Tutto meraviglioso, ora mi tocca andare da un fisioterapista due volte al mese per cercare di far tornare la mia schiena in uno stato decente.

Ora passiamo alle note dolenti: sono di nuovo disoccupata. Circa. In realtà non ho capito nemmeno io.
A parte le condizioni abbastanza pietose in cui mi toccava lavorare per sei euro l’ora, l’altro giorno la titolare mi scrive e mi fa “per adesso sei in stand by, ciaoooooo!”.

MA CHE DIAMINE VUOL DIRE?
NON SONO MICA UNA PLASYSTATION, CHE PUOI METTERE IN MODALITA’ RISPARMIO ENERGETICO!
Io sono tutt’ora basita.

In tutto ciò l’altra sera dopo due birre e un limoncello ho avuto un momento di emotività fuori controllo con Mr Batterino e le cose sono andate più o meno così:

Io me ne stavo lì con gli occhi lucidi e gonfi come quelli di un rospo, cercando di non essere pazza e non piangere, con Mr Batterino che non aveva idea di cosa mi stesse prendendo.

“Stai bene?”
Game over, ho dovuto vuotare il sacco “No… Ho paura.”
“Di cosa?”
“Di te.” ho mugugnato contro la sua spalla perché non riuscivo a guardarlo negli occhi “Faccio fatica a fidarmi delle persone e farle entrare nella mia vita… con te è stato tutto sconvolgentemente spontaneo, ma ora hai il potere di ferirmi e questo mi spaventa da morire… E di potere ne hai parecchio, Batterino.”
“Lo stesso vale per me, ma tu di potere ne hai infinito. Non te ne accorgi neanche, o forse non sono bravo ad esprimerlo… Ma stiamo vivendo una cosa bellissima. Non ti so dire come andranno le cose in futuro, ma in ogni caso avremo dei ricordi stupendi di qualcosa di importante.”
Insomma, mi ha detto quello che mi dice sempre la mia psicologa: “Sara, cazzo, vivi il presente, godi a piene mani di quello che hai, immergiti nelle cose belle, trai insegnamento da quelle brutte, ma non metterti a rimuginare sul passato o fare congetture sul futuro: non puoi saperlo, e con le tue tendenze depressive ti immaginerai solo scenari che ti fanno soffrire. Non cadere in questa trappola.”.


Sperando che queste sagge parole possano essere di aiuto a qualcuno ora chiedo a voi come state, miei cari. Come ve la passate? Siete pronti all’incombere del Natale, con tutti i cenoni/pranzoni/aperitivoni/colazioni (..no?) possibili e immaginabili? Io sono ancora in alto mare coi regali, considerando che ho quattro euro penso prenderò i peli del mio cane e ci farò dei cuscini.
“Guarda, questi cuscini contengono una lana pregiatissima, ‘na roba introvabile, l’ho ordinata secoli fa ad un prezzo stratosferico ma ci tenevo tanto che li avessi”. 

Insomma, narratemi quello che vi va, io vi leggo tutti con affetto e affettato (soprattutto affettato, c’ho fame.)

HASTA LA PASTAAAA!

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Ciance sparse: lavoro, impiastri e disastri

Buongiorno miei cari spelacchiati, come state?
Io vivo e vegeto, ma più che altro vegeto. Sto immobile come una pianta secca.
Il mio primo regalo del calendario dell’avvento è stata una bustina di Moment, quello rosa per noi donnine ciclanti e ciclabili.
Insomma, noi che abbiamo l’innominabile infame: er ciclo.

Infatti io sto sdraiata ad occhi chiusi, questo post sarà pieno di errori di battitura perché sto muovendo le dita sulla tastiera completamente ad cazzum, non ho davvero idea di dove si trovino le lettere.
Diciamo che tra il mal di testa, i crampi al basso ventre e un veramente fastidioso dolore alle ovaie si è aggiunta anche una ragguardevole dose di ansia perché domani inizio ufficialmente a lavurà nel salone della parrucchiera di cui vi ho parlato, e dopo una giornata di prova sono giunta ad una conclusione piuttosto allarmante: non so fare una minchia.
Scusate il linguaggio sempre molto altolocato, è il Moment che ho sniffato a parlare.

Insomma, giorno di prova in cui sono successe le seguenti patetiche scene:

  • “Okay Sara allora prepara la nostra CicciaPasticcia con asciugamano e mantellina”.
    Okay, mi dico, che ci vuole.
    Mi appropinquo alla cliente con suddetta mantellina tutta piegata, cerco di sgrovigliarla ma è peggio dei sacchetti biodegradabili del supermercato, ci litigo sotto gli occhi basiti della cliente e poi alla fine ce la faccio e per poco non la strozzo facendo il nodo alla mantellina. Penso di essere sembrata una mentecatta stellare.
  • Okay allora prendi appuntamento per la signora Sottolapancalacapracampa alle ore 11:15”.
    Signorsì signora, io scattante come un felino, furba come una volpe acchiappo il tablet degli appuntamenti in cui basta cliccare sul foglio dell’agenda per fissare ‘sti appuntamenti… E mi appare “ore 11:30, aggiungi servizio?
    Ma no, parbleau, 11:15 ho detto, e clicco di nuovo.
    11:45, aggiungi servizio??
    MA HO DETTO DI NO, 11:15, PORCA MISERIA!
    “20:05, aggiungi ‘sti cazzo di servizi?”
    Alla fine mi hanno detto che a volte si impalla e devo uscire dall’app e rientrare.
    Penso che se avessero aspettato anche solo venti secondi in più lo avrei lanciato via.
  • Allora Sara, fai pagare la signora PimperepettennusaPimperepettepppà
    “…”
    Cosa?”
    “…Non so come si usi il registratore di cassa. Sono un verme verminoso, abbi pietà.”
    Ma… Uhm. Beh. Basta che schiacci qui, aggiungi lì, REPduemilasette, punto zero zero se no non te li conta, repcentoquattro come quella che serve a te, poi schiacchi qui, premi là e hai finito. Dai, le prossime le fai tu.”
    … vi lascio immaginare. Un macaco con una pulsantiera.
  • Anche solo per igienizzare le poltroncine a un certo punto mi sono quasi igienizzata il cristallino puntandomi lo spruzzino inavvertitamente dritto negli occhi.
  • Ho fatto cadere una caterva di tubetti di cose colorate mentre cercavo di metterle in ordine numerico. Quindi oltre ad essere tutti ammaccati ora quei cosi sono pure in ordine sparso, esatto.

E niente regà, io dovrei solo vergognarmi di me stessa ma oltre a quello -che faccio già su base giornaliera, non temete- spero che leggere i miei disastri possa far sentire meno imbecille qualcuno che deve fare per la prima volta qualcosa di nuovo, che sia lavorativo o meno.
Cioè, diciamocelo proprio chiaramente, peggio di me NESSUNO può fare. Sono un impiastro. Inciampo, sbaraglio cose, faccio cadere tutto, mi impappino, non so schiacciare nemmeno il touchscreen del tablet per gli appuntamenti PER DIO!
Credo mi assuma solo per pietà nei miei confronti, ma visto che mi servono soldi e non ho una dignità mi va benissimo così.

Ecco, miei prodi spelacchiati, se qualcuno volesse condividere nei commenti la propria esperienza di persona che fa disastri imparando nuove cose sarebbe bellissimo e mi fareste sentire meno sola. Avete mai fatto un paciocco incredibile a lavoro? Come ne siete usciti? Io penso che potrei effettivamente lapidarmi se dovessi sfracellare qualcosa. In più tra le mie mansioni ci sarà il preparare pacchetti e cestini, vi lascio immaginare la mia incredibile manualità quale grandi impacchettamenti tirerà fuori.
Sì, sto pensando di bermi della cicuta prima di domani.

In più visto che io sono un orso solitario ma voi siete degli indomiti spelacchiati vi chiedo un consiglio: ma se io e Mr Batterino volessimo farci un paio di giorni sulla neve, tipo in Valle d’Aosta… sapreste consigliarmi qualche bel posticino? Una baitina, una cosetta accogliente e caldina… Insomma, vogliamo essere come Heidi e Peter, se ci fosse pure un pony sarei la persona più felice del mondo.

Vi voglio tanto bene, forse troppo, ora che ci penso.
Hasta la pastaaaa

Ps: Regà sto avendo una marea di problemi a rispondere ai commenti, non so perchè ma il mio pc non mi fa aprire il blog, sto cercando di risolvere. Abbiate pazienza, scusatemi!