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Cinemando #Godzilla: quando il supereroe è un lucertolone bitorzoluto vuol dire che siamo messi bene.

(Tutto questo è nuovo anche per me ma immagino che questo sia il momento in cui dico cose a caso e probabilmente banali condite con qualche cretinata sul film.)

Di film su Godzilla ne sono usciti più o meno un’infinità, di cui il primo risalente al lontano 1954; di tutti, credo che mio papà se li sia visti tutti, anche più volte.
Quindi non poteva perdersi il nuovo Godzilla di Gareth Edwards e io non potevo non accompagnarlo perché non mi lascio sfuggire la possibilità di andare al cinema neanche con la febbre. Tral’altro, se non scriverò più post è perché sarò morta visto che ho l’influenza infinita.

Godzilla da cucciolo
Non sapendo bene quando esattamente mio padre fosse andato al cinema l’ultima volta prima di entrare gli ho raccontato che il primo film mai dato al cinema consisteva semplicemente in un treno che avanzava sempre di più, e che il pubblico era scappato dalla sala terrorizzato perché pensavano che il treno sarebbe uscito dallo schermo e li avrebbe spiaccicati tutti. Gli ho spiegato che niente sarebbe uscito dallo schermo.
Non so bene come abbia fatto a non picchiarmi, forse è perché stava guidando.

Passiamo al film.

SPOILER ALERT ATTIVISSIMO, LETTORE AVVISATO LETTORE MEZZO SALVATO (DAGLI SPOILER.)
Ovviamente stiamo parlando di un film su Godzilla, non è che ci si possa aspettare un colossal del cinema o il film con la trama e i personaggi più complessi del mondo, no? Però devo dire che mi aspettavo molto peggio. Non è solo morte, panico e distruzione, hanno creato una trama decente e gli effetti sono belli e realistici, il lucertolone ha il suo fascino e il tempo scorre velocemente in sala, tanto che finisco i popcorn ancora prima dell’intervallo.
Nella prima ora di film c’è la parte in cui vengono presentati i personaggi e la situazione generale (è la parte che personalmente ho trovato in po’ noiosa nonostante la sua necessità) e in cui vengono spiegate un sacco di cose, per esempio che quelli che gli americani facevano nel 1954 non erano test nucleari ma tentativi di abbattere un mostro preistorico individuato nelle profondità dell’oceano. Nel 1999 nelle Filippine vengono trovate delle crisalidi, evidente segno che un altro mostro ha procreato… E una di queste crisalidi è aperta: il mostro è fuori.
Tan tan taaaan.
Il mostro in questione è davvero bruttino. Cioè per l’amor del cielo è fatto da Dio, ma è un mostro troppo simile a un insetto per potermi piacere. (Perché si, odio gli insetti e sono tradizionalista, quindi i mostri devono essere mostri e basta. Non devono ricordarmi mantidi religiose o scarabei.)

‘cause I am a champion and you’re gonna hear me ROAR

Questo affare si scoprirà essere un maschio in cerca della sua pupa che non tarderà ad arrivare e insieme andranno in luna di miele a Las Vegas, radendo al suolo tutto quello che trovano perché di palazzi a misura di mostro gigante ancora non ne abbiamo.
Ovviamente per debellarli bisognerebbe usare troppo DDT e quindi lo scienziato geniale giapponese per un attimo si sente Ash Ketchum e all’urlo di “Godzilla, scelgo te!” lancia una sfera poké invisibile e lascia combattere i tre mostri sperando che il suo sia più forte di tutti. In fondo l’ha fatto evolvere a livello cento mica per niente.

Una cosa che odio quasi sempre in questo tipo di film è la fortuna sfacciata e irritante dei protagonisti e purtroppo anche in questo caso va così. Muoiono migliaia di persone e il protagonista, Ford Brody, sopravvive a qualunque cosa, a un certo punto gli esplode praticamente una bomba
nucleare in mano e lui ne esce illeso, senza neanche un’unghia scheggiata. Mi faccio più male io quando inciampo nelle crepe dei marciapiedi.
Okaaaay.

Ovviamente tutti i personaggi che non siano dei civili hanno reazioni fuori luogo rispetto agli eventi e quando i vari mostri si parano loro davanti hanno tutti una prontezza di spirito micidiale. Queste cose mi fanno sempre pensare che se capitassero davvero catastrofi di questa entità sarei la prima a morire, quello che mi consola è che probabilmente non sarebbe una morte dolorosa perché sarei semplicemente stroncata da un infarto.

Non mi è particolarmente simpatico il protagonista. E’ insignificante, non mi trasmette nulla, non è che sia stata lì a pensare “oddio ti prego non morire fa qualcosaaaaaa”, pensavo più a cose come “sì ma perché? Che occhi azzurri, peccato sia bruttino..”
Ho dei pensieri molto profondi.

A parte questo e a parte l’assurda incapacità degli esperti militari che dicono e tentano cose totalmente a caso (cioè dai la storia della bomba nuclearissima che dovrebbe creare un’onda d’urto allucinante è una vaccata, diciamocelo) il resto del film è piuttosto fico.

Mi piace da morire Godzilla, l’hanno fatto in maniera incredibilmente realistica ogni volta che ruggiva mi vibrava la cassa toracica.
PP che sta per Piccola Pecca: avrei voluto vederlo molto di più nel film.
Da una pellicola chiamata “Godzilla” non so voi ma io mi aspetto di vedere effettivamente Godzilla almeno una scena sì e l’altra pure, invece compare qua e là, sporadicamente… E’ un po’ come Pedrosa: sappiamo che c’è anche se non lo inquadrano mai se non quando mancano cinque giri alla fine.
Era evidentemente troppo impegnato a farsi una nuotata per prendere parte attivamente per tutto il film.
La seconda parte verte sul combattimento mostro a mostro che non è neanche così ridondante e noioso quanto ci si potrebbe aspettare e sì, la razza umana si ritrova ad essere salvata da Godzilla. Un tempo avevamo Superman, Batman, addirittura Ernesto Sparalesto, ora abbiamo un ibrido a metà tra un drago, uno stegosauro e una lucertola, senza mantello e senza maschera che fa giustizia disintegrando palazzi e mietendo una marea di vittime.
Come cambiano i tempi.
Da grandi squame derivano grandi responsabilità.

scena saliente del film

Vado a tossire fino a farmi uscire un polmone dal naso.
Scusate per la brutta immagine mentale che vi ho appena creato, qui è l’influenza che parla dopo aver preso possesso dei neuroni.

Pubblicato in: Circuito brutto, Fabio Aru, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, Marc Marquez, Montecarlo, random, SBK

Chiacchierando di SBK e Montecarlo: quando Marc Marquez c’entra sempre.

Giornata sportiva livello max ieri, con Superbike, Giro d’Italia e Formula Uno. Ce n’è per tutti i gusti, insomma.

Partiamo da quella che mi è piaciuta di più, ovvero la SBK a Donington Park. Il tempo era quasi decente, il che è strano quasi quanto il sole a Le Mans.
Cosa non ha fatto Sykes.
Io sono convinta che abbia pagato Marc Marquez per correre al posto suo, ma per ora resta solo un sospetto; fatto sta che dopo una partenza pessima recupera dodicimila posizioni a velocità tripla rispetto agli altri e chiude pure primo.
Due volte.
Fosse stato per lui ci sarebbe stata anche una gara 3, 4 e 5.
Siamo sicuri che non ci sia del DNA Marquez in quelle vene? Sicuri sicuri?
Giugliano invece ha palesato ancora una volta la sua storia d’amore con la ghiaia a pochissimi giri dalla fine facendoci esprimere tutti in un turbinio di imprecazioni. Se avete sentito un “ma no porca *inserite parolaccia a vostra scelta*” probabilmente ero io in un momento di finezza sregolata.
Capisco l’amore, ma Giugli se aspetti di essere zuppo di champagne prima di impanarti la ghiaia resta meglio!

Molto suggestivo, lo riconosco

Non vorrei parlare della Formula Uno perché oggi ho solo brutte cose da dire.
Il circuito di Montecarlo per me è uno dei più brutti in assoluto, lo detesto. Prima di tutto cosa mi sta a significare un circuito in mezzo alla città?
Ma poi parliamone, ci passa a malapena una macchina, come potrà mai finire la gara se non si può sorpassare da nessuna parte?
(infatti anche stavolta la corsa si è conclusa com’era iniziata, con le Mercedes che sono partite davanti e sono rimaste davanti… ma forse questo dipende dal fatto che le Mercedes sono le Marc Marquez della situazione. Mmh.)

Benedict intervista un po’ chiunque, non è bellissimo?

Comunque le vie di fuga sono due in croce, da una parte c’è il mare e dall’altra gli spalti che se uno fa un incidente o uccide venti persone o va a cantare in fondo al mar con Sebastian (non Vettel)… Non mi piace proprio, no no no.

Tral’altro c’erano Jorge Lorenzo, Leonardo DiCaprio e Benedict Cumberbatch -insomma, un tripudio delle mie celebrity crushes– a seguire la gara fossi stata lì mi avrebbero dovuta buttare a mare per impedirmi di raggiungerli e chiedere loro di sposarmi o passare una notte di passione.

Giro d’Italia: bravissimo Fabio Aru. C’ha dato dentro come se non ci fosse un domani e lui e la sua tutina azzurrissima ce l’hanno fatta.
A parte questo ammetto che il ciclismo non mi appassiona. Sarà che l’idea di quei poveri uomini che devono correre qualcosa come sei ore di fila mi fa stare male dentro, sarà che dura un’infinità (infatti, lo ammetto, io cambio canale di tanto in tanto e quando capita seguo solo l’ultima ora,sono una persona orribile) ma proprio non mi prende.
Mi sento spossata per i ciclisti, io collasserei alla prima salita. Anzi, già anche solo in discesa. Non sono per niente una persona attiva.

Vaaaa bene ho infilato Marquez un po’ ovunque senza una ragione precisa, sarà l’impazienza per la gara al Mugello, e ora vado a scrivere qualcosa su Godzilla. Alla prossima 🙂

Pubblicato in: Antonio Banderas, Mulino Bianco, nervoso, pubblicità del cavolo, random

Sventolando Banderas bianca

Devo ammettere che con i titoli idioti sono presa bene in questo periodo.
Sarà la febbre? Mi sarò bruciata gli unici neuroni che mi erano rimasti?
Comunque sia, ho deciso: oggi mi libero di un peso enorme, che mi porto dentro da mesi.

Devo esprimermi perchè è da quando l’ho vista che qualcosa dentro di me si è 
incrinato per sempre, irrimediabilmente.

Lo sguardo di un uomo che ha perso la dignità

Sto parlando della pubblicità della Mulino Bianco con Banderas.

Antonio. 

Tonio non Cartonio. 
Cosa stai facendo?
Perchè tu che potresti fare qualunque cosa pubblicizzi biscotti ?E’ la crisi di mezza età? Hai guardato troppo Masterchef? Credi di essere il Buddy Valastro dei poveri? Sei il Boss dei Biscotti?

Fossero pubblicità serie okay. Tipo quelle delle auto, che non capisci cosa si stia pubblicizzando finchè alla fine non appare la marca dell’auto con la scritta “a soli dieci centesimi all’anno per il resto della tua vita e di quella dei tuoi nipoti“. O quella dei profumi, in cui succedono le peggio cose, tu non ci capisci niente ma almeno ti godi il figo di turno.
E invece sono pubblicità irritanti in cui fa espressioni assurde e parla con un volatile.
Zorro casalingo, quello che mai avremmo voluto vedere. Desperate Housezorro.


E poi parliamone, uno spot lo potevo capire e accettare.
Quando l’ho visto la prima volta, superato lo sconcerto iniziale, ho pensato “massì, probabilmente gli hanno offerto un boato di soldi e una fornitura a vita di biscotti, e non si può dire di no ai biscotti.”
Ma questa è diventata una saga che neanche Le Cronache del Ghiaccio e del fuoco! Anche tu Tonio come George “sono un fetente” Martin rischi di morire prima che questa serie finisca!
E prima sei alla macina, poi incontri bambini idioti, poi fai cadere le fette biscottate per terra che se ci fosse mia mamma ti prenderebbe a schiaffi perché togliere la marmellata dal tappeto è un dramma, poi consoli un pennuto che si sente rifiutato, nella prossima realizzi di essere un cretinetti e mandi Rosita nell’inceneritore?


Non voglio parlare oltre della gallina, mi rifiuto proprio. Dico solo che potevi prenderti la Canalis a questo punto tanto il quoziente intellettivo più o meno era lo stesso.

L’occhio di Sauron ha una nuova sede

Ah poi vorrei chiedere una cosa. 
Cosa minchia significa che cuoci i biscotti al vapore “così hanno meno calorie”?
Mi stai dicendo che se cuocio al vapore il barattolo premium della Nutella, quello da cinque chili, posso mangiarlo senza assumere le dimensioni di Moby Dick?
Qualcuno che si intende di cucina (io è già tanto se riesco a riscaldarmi la pizza surgelata senza bruciarla, per intenderci) può dirmi se ha vagamente senso? Perchè io posso capire la differenza tra il cotto al forno e il fritto, ma per me la distinzione finisce lì. (tral’altro la mia filosofia di vita è “fritto è buono”)
Ultima domanda, giuro: Antonio, il cervello te lo sei cotto al vapore, lo hai fritto o in un guizzo di fantasia te lo sei frullato?


Credo che il mio accanimento sia dovuto alla psicosi che sta prendendo le star negli ultimi tempi.

Cioè io accendo la tv e mi ritrovo Robert DeNiro (e Matthew McConaughey ma chissenefrega di lui) ad “Amici”, Orlando Bloom a “C’è posta per te”, Banderas che sforna biscotti neanche fosse la Pavesi, Owen Wilson che pubblicizza il Crodino… Noi vi rivogliamo al cinema!!!! 
(se la mia professoressa di letteratura inglese vedesse quattro punti esclamativi mi prenderebbe per i capelli e mi lancerebbe dalla finestra come fa la signorina Trinciabue in “Matilda sei mitica”)
Propongo come trend mondiale di twitter #AntonioSfornaciUnFilm.
Ho concluso vostro onore.

Pubblicato in: Alvaro Bautista, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, Jorge Lorenzo, Le Mans, Marc Marquez, MotoGP, Motomondiale, pagellando la MotoGP, Pagelle, valentino Rossi

Pagellando la MotoGP #Non si sa più dove mettere Le Mans

Sorvoliamo sul titolo cretino e andiamo a sabato.

Una foto di Bradl

Ancora prima che le qualifiche inizino al primo posto della griglia troviamo il cartello “riservato a Marc Marquez“, e infatti Marc sfonda il muro del suono un altro record e si guadagna la prima posizione con SETTE DECIMI di distacco dagli altri. In caso il caps lock e il grassetto non bastino lo ripeto: sette decimi.

A seguire un Pol Espargaro in formissima, il Dovi parte terzo mentre quarto è Bradl che non so se avete notato, ma quest’anno secondo me si fa sempre più aggressivo gara dopo gara. A fine mondiale credo avrà le sembianze di un pittbull. Anche lui poraccio operato da poco fa comunque il suo, ebbravo Bradl!

Valentino e Jorge sono rispettivamente quinto e sesto, e il povero Dani -che a breve verrà incoronato pilota con più sfiga del mondo– è solo nono, cosa comprensibile visto che deve correre con un braccio solo.



Giunge domenica e allo spegnersi dei semafori si scatena l’inferno (mi sembra doveroso citare Meda almeno una volta a pagella)
Marquez parte in retromarcia e si fa un giro all’indietro passando da primo a nono, Lorenzo si infila qua e là a caso senza cognizione di causa e senza portarsi in posizioni decenti, Dani col braccio con ancora un bisturi dentro si tiene a distanza di sicurezza dagli altri…

 Andrea Dovizioso invece parte benissimo e si piazza avanti a tutti, seguito da Bradl incurante dell’operazione al braccio subita e Valentino.
Una partenza sorprendente, insomma.

Poco dopo Hayden si sfranteca a terra per un contatto con Iannone ma tanto cadrà pure lui qualche giro più tardi probabilmente grazie al malocchio lanciatogli da Nicky.

Rossi e Dovizioso rissano come se non ci fosse un domani, calci, pugni, dita negli occhi ma alla fine Valentino esce vittorioso dalla battaglia e si piazza primo e Dovizioso smette di combattere e ci dimentichiamo di lui fino alla fine, quando scopriamo che arriva ottavo al traguardo.

Continuano a succedere cose per un sacco di giri con Bradl e Pol che si contendono la posizion, ma a un certo punto Marquez si innervosisce per il traffico e comincia a infilare un pilota dopo l’altro come se fossero spiedini facendoci credere che andare in moto sia la cosa più facile del mondo, e quando Valentino va largo lo sorpassa senza neanche pensarci.
Poi parte la sua cavalcata solitaria da cowboy delle canzoni tristi e lo si rivede solo al traguardo quando quasi lo annegano con lo champagne. Se non puoi batterlo almeno annegalo, o qualcosa del genere.


Un palese tentato omicidio sul podio

Lorenzo intanto ha inserito il pilota automatico e si gode il panorama approfittando della bella giornata per scattare qualche foto qua e là dalla quinta posizione, che diventerà sesta quando Dani si renderà conto che potrebbe guidare la sua Honda anche con un solo dito, addirittura del piede.
Pol e Bautista si contendono la terza posizione e la vince Bau quindi al rookie spettano gloria e quarto posto.
Bella gara, finalmente. Sorpassi ovunque, Marquez che rimonta da un punto imprecisato alle spalle di tutti (forse parte addirittura da casa), Lorenzo che evidentemente si perde e va piano per non saltare le indicazioni, chi si spiaccica, chi salta sul divano ogni volta che mandano la pubblicità della GAS (okay, sì, sto parlando di me)…

Marc partire bene è troppo mainstreamMarquez: 10 e lodissimo. 

Ti fidi di me,Marc?

Probabilmente gli avevan detto che le gare stavano diventando noiose e che il pubblico cominciava a prendersela con la Honda quindi ha saggiamente deciso di partire contromano e pirleggiare un po’. 
Esce largo in più curve facendoci credere che forse il primo posto potrebbe essere di qualcun altro e che lui si sia scolato qualcosa prima di montare sulla Honda ma in realtà la sua è una simpatica burla e quando si rende conto che sta per fare tardi per la replica di Dragon Ball si catapulta a casa passando dal traguardo.
Dico solo: cinque su cinque.


Valentino “no ma sono troppo vecchio eh” Rossi: 9
Quando il Dottore è preso bene non ce n’è per nessuno (se non per Marquez). Prende quasi a schiaffi Dovizioso e poi fila via cercando di porre un distacco tra se e lo squalo Marquez che riesce a superarlo solo perchè non guida una moto ma un bolide supersonico.  Comunque non si arrende e quando gli dicono che un certo Bau Bau si sta avvicinando al suo tubo di scarico si rimette in fuga meglio di un cerbiatto braccato dai cani. 
Bravissimooooooooooooo!


Alvaro “oddio sono sul podio” Bautista: 8.5
Ci chiedevamo tutti che fine avesse fatto Bautista (e dire che ignorare la sua moto color pugno-in-un-occhio non è facile), personalmente mi stavo per rivolgere a “chi l’ha visto”. E lui prontamente cosa fa? Esce dall’ombra e dalle retrovie infilando piloti qua e là fino ad arrivare alla terza posizione.
Bravo Bau. Perdo sempre dei decimi di vista a seguire la tua moto ma ti apprezzo!


Dani “sono rotto ma ci sono più o meno Pedrosa:  non so che voto dare.
Considerando che aveva un braccio mezzo amputato e che non è salito sulla moto per dieci giorni quello che ha fatto oggi è fico ma, Dani, parlo da persona che di moto ne capisce poco eh, ma secondo me se cominciassi a spingere un po’ prima del ventesimo giro sarebbe meglio per tutti, te compreso…


Un esemplare maschio di Dani Pedrosa distrutto dopo la gara. Qualcuno vada ad abbracciarlo.


Jorge “ma devo proprio correre? preferirei andare a piedi” Lorenzo: 5. Anche meno.
Gara più anonima della mia verifica di matematica a cui non avevo messo il nome per la vergogna.
Era palese che avrebbe preferito essere in spiaggia a bere qualcosa piuttosto che in sella alla sua moto. Comprensibile visto il caldo, dai. La prossima volta Jorge possiamo andare a prenderci un gelato assieme se vuoi.


Speriamo ritrovi la pace interiore ed esteriore con la moto e con la Yamaha perchè un Lorenzo così non si può proprio vedere. Dov’è il Lorenzo che gareggia con i chirurghi che gli operano la spalla in corsa per non darla vinta a Marc?


Ottimissimo week end anche per Pol Espargaro, già alle qualifiche aveva fatto un tempone, in gara è arrivato quarto… Mucho bien!
Il Dovi si è perso a un certo punto della gara, Bradl non riesce ad essere particolarmente competitivo e arriva settimo, Cal non ci ha neanche provato, io ho la febbre e quindi chiudo qui questo post un po’ delirante.


Speriamo che la tappa al Mugello porti buone cose, ci si vede in quel dì di giugno! 

Pubblicato in: odio, post senza senso, random, sfiga, Whatsapp

Quando la sfiga si accanisce

Questo post non avrà senso perché è sabato e io ho la febbre. Credo non ci sia niente di più degradante. E’ come avere il ciclo nel week end al mare.
Quindi sono scusata, vero?
Per farmi ancora più male ho visto l’ultima puntata di Hannibal e sono turbatissima, non ho idea di come i produttori possano pensare certe cose. Io avrei paura a stare con loro.
Ho anche scoperto che nei cinema della mia città non daranno “Only lovers left alive” e credo che mi sia venuto un piccolo infarto alla notizia. Impedirmi di vedere Tom Hiddleston sul grande schermo è una cosa che non farò passare liscia, sappiatelo.
E per concludere in bellezza Lorenzo alle qualifiche è arrivato sesto e mi sono partite le peggio imprecazioni nonostante il mal di gola. Stavo per sputare fuoco. Quest’anno il mondiale non s’ha da fa..

Va beh, procediamo che non mi sembra il caso di incazzarsi.
Credo di star prendendo la forma e la consistenza di un budino. Ho passato le ultime tredici ore sul divano, mi sento un Ditto.


Credo di essere dell’umore adatto a esprimermi su una cosa, ma ci vuole una premessa.
Allora.
Io amo la tecnologia. Davvero, a volte, quando mi permette di vedere serie tv e gare in contemporanea con l’altra parte del globo, vorrei sposarla e avere dei figli con lei.
Ma -c’è sempre un ma a un certo punto, e questo è uno di quei punti- odio Whatsapp. ODIO. ODISSIMO. ODINO (ho visto Thor troppe volte)

Per chi non lo sapesse perchè è ancora una persona sana, Whatsapp è un’applicazione per cellulari che funziona più o meno come una chat. Dico “più o meno” perchè non si limita a dire se una persona è online od offline, sarebbe troppo mainstream; Whatsapp ti dice anche a che ora quella persona ha effettuato l’ultimo accesso, se ha visualizzato i messaggi e a che ora li ha visualizzati.
Al prossimo aggiornamento credo farà anche sapere cosa quella persona abbia mangiato a pranzo, quanti peli nel naso ha e se gli è uscito un nuovo brufolo.

Sarà che sono una persona poco sociale, ma l’idea di essere rintracciabile e cazziabile per non aver risposto a qualcuno ventiquattro ore su ventiquattro mi mette un filino a disagio.
Anche perchè piuttosto che rispondere cose come “oh senti non mi rompere le balls oggi che c’ho il ciclo e già di solito non ti sopporto, figurati ora!!!!” io in genere non rispondo e attendo di aver raggruppato abbastanza calma interiore per farlo senza mandare quel qualcuno a farsi friggere in padella a fuoco alto

Un’altra cosa che odio di Whatsapp sono i gruppi.
Miseriaccia, i gruppi.
Tu sei lì, possibilmente di domenica mattina, in quel meraviglioso dormiveglia di chi sa che può starsene in panciolle altre dodici ore quando… Tutto comincia a tremare.
E tu pensi: un terremoto!
E poi pensi: mi stanno attaccando i Tremors!
Alla fine realizzi: è il cellulare che sta vibrando.
Perché?
Perchè in uno dei gruppi di Whatsapp i membri hanno cominciato a postare cose a caso, forse cercando di decidere cosa fare quella sera.
Argh. E’ in quel momento che io in genere devo trattenermi dallo scagliare il cellulare giù dalle scale.

Chiudo questo post con una richiesta: un’applicazione un filo meno della CIA. Un filino meno stressante. Una chat semplice semplice. Easy. Online- offline. O neanche quello, solo una cosa che non costi troppo (o che non costi e basta, per dire…).
Con questo appello a chi di dovere passo e chiudo, domani è una MotoGP Sunday il che fa solo bene. A presto 😀

Pubblicato in: http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, Jerez, Jorge Lorenzo, Marc Marquez, MotoGP, Motomondiale, Pagelle, valentino Rossi

Pagellando la MotoGP #Jerez c’è. O era Ceres?

Nuovo weekend di MotoGP, si sbarca in Europa, precisamente a Jerez, e faremo meglio a goderci il fuso orario “comodo” perché quando correranno dall’altra parte del mondo ci saranno da fare alzatacce per guardare le gare (o fare slalom gigantesco su internet per evitare gli spoiler sulla gara per poi recuperarla per vie traverse)

Ma restiamo in Spagna e partiamo dalle qualifiche. E che qualifiche.
Il nome che spicca è il solito: Casey Stoner.

Sto scherzando, smettetela di corrugare la fronte che vi vengono le rughe.
Ovviamente si parla di MARC MARQUEZ, un nome una garanzia.
Ormai il ventunenne ha deciso di battere ogni record possibile e immaginabile e sfondare qualunque barriera, gli manca solo quella corallina ed è a posto.

Mezzo secondo più veloce di Lorenzo che già aveva fatto un tempissimo… Come fa a fare queste cose lo sa solo lui, ma una cosa è certa: va eliminato. Non si può monopolizzare così il motomondiale, bannatelo dalle gare per un po’, trovategli una ragazza!

in quel caso


Il resto della prima fila è occupata da Lorenzo e Pedrosa, il primo che si è impegnato come un forsennato per piazzarsi bene e già progetta la sua partenza a razzo per seminare il resto del mondo (o almeno dei piloti) alla prima curva -possibilmente senza spiaccicarsi nel tentativo- l’altro che come al solito se la scialla e darà il massimo in gara perchè lui può e tanto Jerez gli è amica.
Dietro ci sono Rossi, Aleix Espargaro e Dovizioso, su di loro niente da dire.
Crutchlow con la mano ancora in rottamazione partirà addirittura da Barcellona con Iannone al seguito.

Passiamo a domenica: tutti sulla griglia a sudare allegramente in attesa della partenza.
I semafori si spengono e succede l’impensabile: Marquez parte bene e Lorenzo male.
Forse il mondo per un attimo ha anche preso a girare al contrario.
L’inizio è un po’ un macello, chi si supera, chi si tocca, chi diventa una fetta di prosciutto motorizzata perchè si ritrova tra due moto, sembra di essere in autostrada il primo di agosto…In tutto questo si distanziano i quattro pilotanti di Jerez: Marquez, Rossi, Lorenzo e Pedrosa.


Che sorpresona, eh? A parte i primi minuti di assestamento la situazione è già chiara e Marquez dopo un paio di giri è già lontano anni luce, lasciando i restanti tre a battagliare, o ad aspettare di battagliare visto che nessuno fa niente per un sacco di giri. 
Pirro cade al ventiquattresimo giro, Crutchlow a un certo punto decide saggiamente di uscire dalla gara per non rischiare di spiattellarsi da qualche parte causa freni problematici e cerca di distruggere la moto a pugni mentre torna al box, Iannone si da alle capriole sulla sabbia fregandosene della gara, e davanti ancora non succede una mazza.
Marquez ormai ha finito la gara e sta già correndo per quella dell’anno prossimo, Valentino non si schioda dalla sua seconda posizione neanche a sparargli, l’unico colpo di scena per niente colpo di scena perchè ce lo aspettavamo tutti è il sorpasso di Dani su Jorge che spedisce il maiorchino nelle retrovie.

Marc “cosa corro a fare” Marquez: Non classificabile.Perché è un fuoriclasse.
Ora, non so se è la sua Honda a fare miracoli o  lui che è una forma di vita ancora da analizzare, ma una cosa è certa: l’unico modo per fermarlo credo sia sparargli un sedativo a inizio gara o farlo correre su un monociclo. (e anche così potrebbe ancora sorprenderci)
Parte bene, sfreccia via dopo pochissimo e quando arriva al traguardo ha ancora il tempo di andare a bere un caffè, cambiarsi e far evolvere il suo Pikachu al gameboy prima che gli altri arrivino. Allucinante.
100esimo GP, quarta vittoria su quattro, sta ammazzando il mondiale a colpi di sorriso…

Valentino “lentino un cazzo” Rossi: 10.
Dall’inizio alla fine è stato lì, una cozza attaccata (più o meno dai) allo scoglio Marquez facendo marameo a tutti gli altri. Grande The Doctor, e per una volta non parlo di Doctor Who.


100 al rapporto meraviglioso che hanno Marc e Valentino.

Dani “they touched my 2nd place (but I don’t care)” Pedrosa: 6.5
Insomma, mi aspettavo un Dani molto più agguerrito per il suo secondo posto, non può farselo portare via così!! Ormai sono un tutt’uno, se facessimo il test di Rorschach (quello in cui ti dicono una parola e tu devi dire la prima cosa che ti viene in mente) e dicessero “secondo posto” tutti risponderemmo “Pedrosa” e viceversa.
E poi diciamocelo, con la moto che ha potrebbe fare di più e rompere le balle al suo compagno di giochi arancione…


Jorge “e naufragar mi è dolce in questo Jerez” Lorenzo: 6.
Appena sufficiente. Quarto posto eh, ma si vedeva che stava agonizzando in mezzo al niente…Il gladiatore ha lasciato la corazza a casa.
Parte male, per ventisette giri non si sa cosa gli prenda e quando Pedrosa cerca di sorpassarlo lui per poco non si sposta per lasciarlo passare, mi aspettavo un “prego, vai pure che arrivi tardi”… Forse pensava già alla sbornia da prendere per festeggiare i 27 anni.
Qualifiche pazzesche gara tristina, riprenditi che qua abbiamo bisogno di qualcuno che movimenti le gare. E poi tifo per te.

Comunque tanti auguri ❤

Dovizioso ma che, credevate fosse finita?!” 7.5!!!
Stavamo tutti esultando per Marc che aveva tagliato il traguardo da mezz’ora quando SBAAAAAAAM Dovizioso si infila all’ultimo per strapparsi la quinta posizione. Bravo!!!

Gara noiosa anche per gli altri, e dire che mi aspettavo grandi cose… Terribili, ma grandi -cit a caso di Harry Potter-.


See ya later, alligator! Prossima tappa Le Mans, au revoir! (studio lingue, lasciatemele almeno usare…)