Pubblicato in: Circuito brutto, Fabio Aru, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, Marc Marquez, Montecarlo, random, SBK

Chiacchierando di SBK e Montecarlo: quando Marc Marquez c’entra sempre.


Giornata sportiva livello max ieri, con Superbike, Giro d’Italia e Formula Uno. Ce n’è per tutti i gusti, insomma.

Partiamo da quella che mi è piaciuta di più, ovvero la SBK a Donington Park. Il tempo era quasi decente, il che è strano quasi quanto il sole a Le Mans.
Cosa non ha fatto Sykes.
Io sono convinta che abbia pagato Marc Marquez per correre al posto suo, ma per ora resta solo un sospetto; fatto sta che dopo una partenza pessima recupera dodicimila posizioni a velocità tripla rispetto agli altri e chiude pure primo.
Due volte.
Fosse stato per lui ci sarebbe stata anche una gara 3, 4 e 5.
Siamo sicuri che non ci sia del DNA Marquez in quelle vene? Sicuri sicuri?
Giugliano invece ha palesato ancora una volta la sua storia d’amore con la ghiaia a pochissimi giri dalla fine facendoci esprimere tutti in un turbinio di imprecazioni. Se avete sentito un “ma no porca *inserite parolaccia a vostra scelta*” probabilmente ero io in un momento di finezza sregolata.
Capisco l’amore, ma Giugli se aspetti di essere zuppo di champagne prima di impanarti la ghiaia resta meglio!

Molto suggestivo, lo riconosco

Non vorrei parlare della Formula Uno perché oggi ho solo brutte cose da dire.
Il circuito di Montecarlo per me è uno dei più brutti in assoluto, lo detesto. Prima di tutto cosa mi sta a significare un circuito in mezzo alla città?
Ma poi parliamone, ci passa a malapena una macchina, come potrà mai finire la gara se non si può sorpassare da nessuna parte?
(infatti anche stavolta la corsa si è conclusa com’era iniziata, con le Mercedes che sono partite davanti e sono rimaste davanti… ma forse questo dipende dal fatto che le Mercedes sono le Marc Marquez della situazione. Mmh.)

Benedict intervista un po’ chiunque, non è bellissimo?

Comunque le vie di fuga sono due in croce, da una parte c’è il mare e dall’altra gli spalti che se uno fa un incidente o uccide venti persone o va a cantare in fondo al mar con Sebastian (non Vettel)… Non mi piace proprio, no no no.

Tral’altro c’erano Jorge Lorenzo, Leonardo DiCaprio e Benedict Cumberbatch -insomma, un tripudio delle mie celebrity crushes– a seguire la gara fossi stata lì mi avrebbero dovuta buttare a mare per impedirmi di raggiungerli e chiedere loro di sposarmi o passare una notte di passione.

Giro d’Italia: bravissimo Fabio Aru. C’ha dato dentro come se non ci fosse un domani e lui e la sua tutina azzurrissima ce l’hanno fatta.
A parte questo ammetto che il ciclismo non mi appassiona. Sarà che l’idea di quei poveri uomini che devono correre qualcosa come sei ore di fila mi fa stare male dentro, sarà che dura un’infinità (infatti, lo ammetto, io cambio canale di tanto in tanto e quando capita seguo solo l’ultima ora,sono una persona orribile) ma proprio non mi prende.
Mi sento spossata per i ciclisti, io collasserei alla prima salita. Anzi, già anche solo in discesa. Non sono per niente una persona attiva.

Vaaaa bene ho infilato Marquez un po’ ovunque senza una ragione precisa, sarà l’impazienza per la gara al Mugello, e ora vado a scrivere qualcosa su Godzilla. Alla prossima 🙂

Autore:

Simpatica come una piaga da decupito e fine come un babbuino che si gratta il sedere. Se vi va di scambiare quattro chiacchiere, mandarmi mail minatorie o proporre una bevuta insieme: pensierispelacchiati@gmail.com

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