Pubblicato in: Cinema, Cinemando, film, Godzilla, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, Supereroi nuova generazione

Cinemando #Godzilla: quando il supereroe è un lucertolone bitorzoluto vuol dire che siamo messi bene.


(Tutto questo è nuovo anche per me ma immagino che questo sia il momento in cui dico cose a caso e probabilmente banali condite con qualche cretinata sul film.)

Di film su Godzilla ne sono usciti più o meno un’infinità, di cui il primo risalente al lontano 1954; di tutti, credo che mio papà se li sia visti tutti, anche più volte.
Quindi non poteva perdersi il nuovo Godzilla di Gareth Edwards e io non potevo non accompagnarlo perché non mi lascio sfuggire la possibilità di andare al cinema neanche con la febbre. Tral’altro, se non scriverò più post è perché sarò morta visto che ho l’influenza infinita.

Godzilla da cucciolo
Non sapendo bene quando esattamente mio padre fosse andato al cinema l’ultima volta prima di entrare gli ho raccontato che il primo film mai dato al cinema consisteva semplicemente in un treno che avanzava sempre di più, e che il pubblico era scappato dalla sala terrorizzato perché pensavano che il treno sarebbe uscito dallo schermo e li avrebbe spiaccicati tutti. Gli ho spiegato che niente sarebbe uscito dallo schermo.
Non so bene come abbia fatto a non picchiarmi, forse è perché stava guidando.

Passiamo al film.

SPOILER ALERT ATTIVISSIMO, LETTORE AVVISATO LETTORE MEZZO SALVATO (DAGLI SPOILER.)
Ovviamente stiamo parlando di un film su Godzilla, non è che ci si possa aspettare un colossal del cinema o il film con la trama e i personaggi più complessi del mondo, no? Però devo dire che mi aspettavo molto peggio. Non è solo morte, panico e distruzione, hanno creato una trama decente e gli effetti sono belli e realistici, il lucertolone ha il suo fascino e il tempo scorre velocemente in sala, tanto che finisco i popcorn ancora prima dell’intervallo.
Nella prima ora di film c’è la parte in cui vengono presentati i personaggi e la situazione generale (è la parte che personalmente ho trovato in po’ noiosa nonostante la sua necessità) e in cui vengono spiegate un sacco di cose, per esempio che quelli che gli americani facevano nel 1954 non erano test nucleari ma tentativi di abbattere un mostro preistorico individuato nelle profondità dell’oceano. Nel 1999 nelle Filippine vengono trovate delle crisalidi, evidente segno che un altro mostro ha procreato… E una di queste crisalidi è aperta: il mostro è fuori.
Tan tan taaaan.
Il mostro in questione è davvero bruttino. Cioè per l’amor del cielo è fatto da Dio, ma è un mostro troppo simile a un insetto per potermi piacere. (Perché si, odio gli insetti e sono tradizionalista, quindi i mostri devono essere mostri e basta. Non devono ricordarmi mantidi religiose o scarabei.)

‘cause I am a champion and you’re gonna hear me ROAR

Questo affare si scoprirà essere un maschio in cerca della sua pupa che non tarderà ad arrivare e insieme andranno in luna di miele a Las Vegas, radendo al suolo tutto quello che trovano perché di palazzi a misura di mostro gigante ancora non ne abbiamo.
Ovviamente per debellarli bisognerebbe usare troppo DDT e quindi lo scienziato geniale giapponese per un attimo si sente Ash Ketchum e all’urlo di “Godzilla, scelgo te!” lancia una sfera poké invisibile e lascia combattere i tre mostri sperando che il suo sia più forte di tutti. In fondo l’ha fatto evolvere a livello cento mica per niente.

Una cosa che odio quasi sempre in questo tipo di film è la fortuna sfacciata e irritante dei protagonisti e purtroppo anche in questo caso va così. Muoiono migliaia di persone e il protagonista, Ford Brody, sopravvive a qualunque cosa, a un certo punto gli esplode praticamente una bomba
nucleare in mano e lui ne esce illeso, senza neanche un’unghia scheggiata. Mi faccio più male io quando inciampo nelle crepe dei marciapiedi.
Okaaaay.

Ovviamente tutti i personaggi che non siano dei civili hanno reazioni fuori luogo rispetto agli eventi e quando i vari mostri si parano loro davanti hanno tutti una prontezza di spirito micidiale. Queste cose mi fanno sempre pensare che se capitassero davvero catastrofi di questa entità sarei la prima a morire, quello che mi consola è che probabilmente non sarebbe una morte dolorosa perché sarei semplicemente stroncata da un infarto.

Non mi è particolarmente simpatico il protagonista. E’ insignificante, non mi trasmette nulla, non è che sia stata lì a pensare “oddio ti prego non morire fa qualcosaaaaaa”, pensavo più a cose come “sì ma perché? Che occhi azzurri, peccato sia bruttino..”
Ho dei pensieri molto profondi.

A parte questo e a parte l’assurda incapacità degli esperti militari che dicono e tentano cose totalmente a caso (cioè dai la storia della bomba nuclearissima che dovrebbe creare un’onda d’urto allucinante è una vaccata, diciamocelo) il resto del film è piuttosto fico.

Mi piace da morire Godzilla, l’hanno fatto in maniera incredibilmente realistica ogni volta che ruggiva mi vibrava la cassa toracica.
PP che sta per Piccola Pecca: avrei voluto vederlo molto di più nel film.
Da una pellicola chiamata “Godzilla” non so voi ma io mi aspetto di vedere effettivamente Godzilla almeno una scena sì e l’altra pure, invece compare qua e là, sporadicamente… E’ un po’ come Pedrosa: sappiamo che c’è anche se non lo inquadrano mai se non quando mancano cinque giri alla fine.
Era evidentemente troppo impegnato a farsi una nuotata per prendere parte attivamente per tutto il film.
La seconda parte verte sul combattimento mostro a mostro che non è neanche così ridondante e noioso quanto ci si potrebbe aspettare e sì, la razza umana si ritrova ad essere salvata da Godzilla. Un tempo avevamo Superman, Batman, addirittura Ernesto Sparalesto, ora abbiamo un ibrido a metà tra un drago, uno stegosauro e una lucertola, senza mantello e senza maschera che fa giustizia disintegrando palazzi e mietendo una marea di vittime.
Come cambiano i tempi.
Da grandi squame derivano grandi responsabilità.

scena saliente del film

Vado a tossire fino a farmi uscire un polmone dal naso.
Scusate per la brutta immagine mentale che vi ho appena creato, qui è l’influenza che parla dopo aver preso possesso dei neuroni.

Autore:

Simpatica come una piaga da decupito e fine come un babbuino che si gratta il sedere. Se vi va di scambiare quattro chiacchiere, mandarmi mail minatorie o proporre una bevuta insieme: pensierispelacchiati@gmail.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...