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Film Brutt: Quarantine

Ma buonasera miei cari e fedeli Spelacchiati, come state?
Per cercare di alleggerire un po’ gli animi stavolta vi lascio un Film Brutt bello potente, scusate per la lunghezza ma non potevo fare altrimenti.

Essendo io una persona seria e a modo ho deciso di guardare un film scegliendolo in base al titolo, in modo da distogliere un’attimo l’attenzione del mio pubblico dalla situazione che c’è qui in Italia e ora anche nel mondo, dunque la mia decisione è ricaduta su “Quarantena”, di  John Erick Dowdle.

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Il film si apre con una giornalista –Angela– che deve fare un servizio su una stazione dei pompieri dunque si reca sul posto e ci rende chiara una cosa fin dal primo momento in cui appare sullo schermo: lei è il personaggio più coglione che abbiamo mai avuto il dispiacere di conoscere, o almeno è il personaggio che ci rende palese la sua immane idiozia già nei primi sessanta secondi di film, credo sia un record mondiale. Di solito gli altri cercano di vendersi bene, di non sembrare dei mentecatti fin da subito… lei no, lei ne va orgogliosa della sua incapacità di connettere due neuroni. Avete presente “La lettera scarlatta”, con Hester che deve andare in giro con la lettera “A” di “adultera” sui vestiti? Ecco, pure Angela ha una A: lei porta sul bavero la “A” di “acefala”.

Quando arrivano ‘sti poveri uomini di giallo vestiti che devono lavorare lei impazzisce: si mette un casco da pompiere come fa Salvini con le felpe, si emoziona come una cheerleader quando li vede passare, saltella, strepita… Ma sei normale? Ma chi ti ha assunta, il TG dei Cretini?

Per farvi capire la professionalità di questa donna vi dico che va dal capo dei pompieri e chiede “ma scendete ancora da quei favolosi pali?” dopodichè c’è lei che si lancia dal suddetto palo e quando atterra fa “meno male che non ho messo la gonna, mi sarei fatta male alle gambe!”
E LO SO CHE E’ TUTTO INSENSATO MA QUALCUNO PER FAVORE MI ILLUMINI D’IMMENSO, QUALCUNO MI DICA CHE MINCHIA DI CORRELAZIONE C’E’ TRA L’INDOSSARE UNA GONNA E IL FARSI MALE ALLE GAMBE SCENDENDO DA UN PALO!
Potrei capire se avesse messo le scarpe da ginnastica e avesse detto “fortuna che non ho messo i tacchi!” MA COSA CAZZO CAMBIA UNA GONNA DAI PANTALONIIIII IO QUEL PALO TE LO DO IN TESTA, CHE E’ VUOTA E TANTO NON SENTI DOLORE PERCHE’ HAI I PANTALONI!

Quarantine (2008) Review |BasementRejects

Si continua con battute di una legaSalvinielascialolegato così bassa che mi vergogno per chi le ha scritte e le cose completamente sbagliate si moltiplicano alla velocità della luce; tipo lei che ad un tratto fa “i nostri spettatori vogliono vedere dell’azione, dovremmo andare negli spogliatoi!”
…Eh?
Scusami ma nel caso tu non stia girando un video per Pornhub non so bene che cazzo se ne faccia il tuo pubblico, e comunque invadi VAGAMENTE la loro privacy, ALLOCCA. E poi rimane traumatizzata quando dalla doccia esce un pompiere nudo. Ma posso sapere cosa ti aspettavi!? Un Nespresso!?
“Capisco perché non ci sono donne qui” MA IO INVECE NON CAPISCO COSA CI FACCIA TU IN QUESTO FILM, LO CAPISCI?

Va beh tra una battuta sessista e una recitazione da cani arriva una chiamata e tutti quanti -Angela e il camermen Scott compresi (ma funziona davvero così?)- vanno in questo vecchissimo edificio perché provenivano urla inenarrabili dall’appartamento di una vecchia; dunque irrompono buttando giu la porta e la suddetta vecchia, con uno scatto felino, acchiappa uno dei pompieri e lo addenta alla carotide come fosse uno snack a due gambe. Sembrava di vedere me che addento un Kinder Bueno.
Comunque la capisco, onestamente… questa quarantena sta facendo venire istinti cannibali anche a me. Se mia madre mi urla ancora una volta “ti sei lavata le mani?” la addento a una caviglia.

Review: Quarantine - Slant Magazine


Tornando a noi… scattano confusione&pazzia, lo portano di sotto per medicarlo e SBAM un altro pompiere vola giù nella tromba delle scale. Essendo teste di minchia Angela e Scott tornano nell’appartamento della vecchia e DOPPIO SBAM arriva una tipa di corsa che sbatte contro un mobile e muore. Sì, così, ad cazzum. La vecchia pazza poi comincia ad urlare come la vecchia pazza che è, quindi almeno è coerente con sé stessa, e corre verso di loro quindi non so bene chi le spara duemila colpi e la stecchisce. O così almeno si pensa, perché poi quando tornano lì il corpo non c’è più. 

Se vi pare che non ci sia un nesso logico o una buona concatenazione degli eventi è perché non c’è un nesso logico ed è tutto buttato ad cazzissimum.

Il nostro gruppo di fastidiosi personaggi raduna tutti i condomini nell’atrio così scoprono che da fuori la pula li ha sigillati dentro in attesa di un commissario di sanità (che cazzo è un commissario di sanità?) perché si teme che ci sia una contaminazione chimica o nucleare nell’edificio.
La contaminazione in effetti c’è, si tratta della muffa radioattiva nel cervello di Angela che per tutto il tempo dice puttanate e si esibisce in espressioni facciali veramente fastidiose.

A questo annuncio di sigillamento si scatena un’ondata di panico che nemmeno il Decreto Sicurezza ha suscitato. Avete presente i supermercati presi d’assalto? Non sono niente rispetto a quello che accade qua. Tutti impazziscono, urlano, strillano, si puntano pistole l’un l’altro perché son cretini… E la nostra Angela sapete cosa fa, in tutto ciò? Prende il microfono e fa un servizio.
BRAVA, GENIO, QUALCUNO DIA UNA MEDAGLIA A QUESTA DONNA.
E non è che fa un servizio serio e utile, lei fa la strafottente. Lei si sente l’eroina in campo di guerra, quella che con onore difende la patria, quella che è andata in prima linea a combattere… MA SE NON AVEVI IDEA DI DOVE STESSI ANDANDO, MA COSA FAI LA FIGA!? Ma non puoi fare un favore a tutti e morire così, subito? Un infarto, una testata contro uno spigolo, una scivolata su una buccia di banana…

In tutto ciò trovano altre persone come la vecchia, ovvero con la bava alla bocca, tutte pazzoidi, con un colorito grigio (mi sembra un’accurata descrizione di me in quarantena), che rifuggono la luce, e il veterinario, vero eroe della situa, dice di riconoscere i sintomi della rabbia in questi qui ma non ha mai visto casi negli esseri umani e comunque c’è qualcosa di strano perché si sviluppa troppo rapidamente.
Mah… Siamo tutti un po’ nervosetti, ma da qui alla rabbia… sei sicuro?

Rabbia costante? Ecco i rischi per la salute: «Aumentano le ...
Tutti così

Va beh ragazzi vaccate su vaccate, un tipo viene sbranato da un cane in ascensore (edificio di tremila anni fa con l’ascensore, certo) e poi Angela e altri vengono attaccati da una che chiaramente aveva gia i sintomi inequivocabili, tipo bava alla bocca e colorito cadaverico, ma che non avevano isolato perché sono troppo stupidi per fare due più due; la prendono a mazzate e qui c’è un tocco di classe che innalza la qualità del film da zero a mille, giuro: volano schizzi di sangue sull’obiettivo della telecamera di Scott, quindi tutta la scena noi la vediamo a macchie rosse.
Mamma mia, innovazione pura, cinema vero, scusate ora devo andare a costruire un altarino a questo regista e poi sacrificare un capretto in suo onore.

Andiamo avanti a caso va, arrivano quelli della scientifica o chi cazzo sono e si chiudono in una stanza coi malati, vengono uccisi, si scopre che la bambina di una condomina è infetta e azzanna un altro pompiere, ammanettano la madre alla scala (ma ammanettare i malati è troppo disturbo, vero? In effetti ci vuole almeno un neurone funzionante e mi rendo conto che è chiedere troppo) e a un certo punto non si capisce più un cazzo: chi corre di qua, chi di là, scappano tutti senza un cazzo di senso, escono ‘sti malati rabbiosi da ogni parte, insomma un delirio. Anche perchè sti rabbiosi arrabbiati a quanto pare non muoiono o muoiono solo se li colpisci in testa (ma quelli non erano gli zombie?).
Comunque schiatta gente a bizzeffe ed il nostro cameramen Scott non perde una ripresa oh, ma va che bravo.
Io chiederei un aumento fossi in te, zio.

Angela si dimostra una demente in ogni scena, una donna di un’inutilità sbalorditiva, una roba inenarrabile, giuro. Io sono la prima a dire che in uno scenario horror sarei l’essere meno utile dell’intero sistema solare, ma lei è una cosa veramente indegna: Angela corre di qua e di là come una gallina senza testa mentre gli uomini cercano di proteggerla in ogni modo e vengono tutti sgranocchiati dai rabbio-zombie al posto suo, tutti! E lei continua a non fare un cazzo! Ma prendi un’arma, prendi un qualcosa di vagamente utile, suicidati piuttosto! 

Worthless GIFs | Tenor
Sei utile quanto un leccalecca alla cacca

Comunque basta volo alla fine che qua se no non si finisce più, Angela e Scott rimasti gli ultimi vengono a sapere che c’è un passaggio sotterraneo ma non riescono ad arrivarci perche sono coglioni i mostri li inseguono quindi scappano su, su, su, verso l’infinito e oltre, e finalmente giungono ad alcucne rivelazioni perché trovano sta stanza con delle gabbie e un registratore e degli articoli di giornale su pandemie simili e onestamente non ho capito un cazzo ma credo che lassù ci fosse uno strano laboratorio illecito da cui è partito tutto ‘sto delirio…
BOH! Non so onestamente ragazzi miei non ho la forza di volontà necessaria a guardare di nuovo quella parte senza pugnalarmi al cuore.

Kill Me Pls GIFs | Tenor

Ora apro una parentesi piccola, una parentesina, un cucciolo di parentesi. Scusate, prendo un respiro profondo perché voglio almeno tentare di mantenere la calma.
Allora, lo so che non si deve cercare una logica negli horror ma io dico… stai fuggendo da un’orda di stramboidi che vogliono banchettare con le tue viscere, MI SPIEGHI PERCHE’ CAZZO TI FERMI AD ASCOLTARE UN REGISTRATORE TROVATO NELLA SOFFITTA DELL’ATTICO DEL NON SO CHE RAZZA DI POSTO SIA?! MA NON PUOI SOLTANTO MUOVERE LE CIAPET E TENTARE INUTILMENTE DI SALVARE LE CHIAPPE? 

No, loro devono fare i Detective Conan della situazione, i Poirot dei poveri. Dimmi, sei Sherlock Holmes? Abiti al 221B Baker Street? Sei inglese, perdio?! Non mi pare, e allora taci!
Ma no, loro indagano.
MA COSA STRACAZZO DEVI INDAGARE TU, PROPRIO TU CHE IL SERVIZIO PIU IMPORTANTE DELLA TUA CARRIERA ERA SUI POMPIERI DELLA TUA MISERABILE CITTA, MA COSA VUOI FARE!? MA POI TI E’ CHIARO CHE STAI PER MORIRE O PENSI CHE CON IL TUO QUOZIENTE INTELLETTIVO PARI A QUELLO DI UN LICHENO DELLA TUNDRA TU POSSA SALVARTI E TI PERMETTI PURE DI PERDERE TEMPO E GIOCARE A FARE LA SIGNORA IN GIALLO DELLA SITUAZIONE?

Niente, questi hanno le arachidi nel cervello e stanno lì, indagano, leggono articoli, ascoltano registrazioni, perlustrano posti che urlano “non venire qui perché muori” da ogni angolo… In una parola? C r e t i n i.

Vi dico che a un certo punto dal nulla compare una scala dall’alto (la famosa Stairway to Heaven, chiaramente) e LORO CI SALGONO. Ma siete proprio di piciu.
Va beh regà niente, alla fine c’è l’unica scena un pochiiiiiino ansiogena perché noi vediamo tutto attraverso un visore notturno e ci sono Scott e Angela chiusi in questa stanza con uno dei mostroidi cieco che li cerca vagando per la camera. 

Scott diventa presto lo spuntino di mezzanotte di questo coso e poi, finalmente, dandomi finalmente una prova dell’esistenza del Signore, cade la telecamera quindi noi vediamo Angela che gattona ciecamente qua e là e all’improvviso viene agguantata da qualcosa nell’oscurità e schiatta.
Sentite le campane che suonano a festa, un’ovazione generale e qualcuno che festeggia? Se sì sappiate che sono io.
Questo film con il finale per quanto mi riguarda ha guadagnato almeno sedici miliardi di punti, finalmente una protagonista imbecille che schiatta, GRAZIE!

Comunque voglio pensare che tutti quegli zombie rabbiosi siano andati insieme pranzo e si siano mangiati una bella pasta all’arrabbiata.

Ricetta Penne all'arrabbiata - Cucchiaio d'Argento

Con questa patetica battuta io levo le tende regà, fatemi sapere se a ‘sto giro ho esagerato con la lunghezza del post e se avete visto questo deprecabile film o qualche altra nefanda produzione!
Hasta luego, Spelacchiatini!

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Ciance da una quarantena

Diciottesimo giorno di quarantena.
Cominciano a scarseggiare risorse commestibili.
Consideriamo l’idea di mangiare il cane.
Chiaramente il cane considera l’idea di mangiare il gatto.
Il gatto se ne sbatte i coglioni perché tanto la sua scorta di croccantini è pressochè infinita.

Allora Spelacchiatini miei, come state? Spero sinceramente che voi e le vostre famiglie stiate bene; so che è un periodo difficile per tutti quanti ma cerchiamo di tenere alto il morale e di fracassare poco le palle.
Ovviamente so che voi Spelacchiati siete persone intelligenti -dubito molto del vostro senso dell’umorismo, visto che seguite questo blog, ma so che siete dotati di un quoziente intellettivo quantomeno accettabile- è che, non so voi, ma io vorrei prendere a schiaffi almeno tre quarti delle persone che ho tra gli amici di Facebook e Instagram. Io apro i social e mi sale l’istinto omicida, roba che se non ci fosse il Decreto Sicurezza a fermarmi sarei là fuori a picchiare la gente.
E chi si lamenta perché sta a casa e non vuole stare a casa, e chi si lamenta perché costretto ad andare a lavorare e non vorrebbe andare (giustamente, porca miseria) e chi si lamenta del sindaco, della polizia, dei droni, dei vaccini, della sanità, dell’invenzione del fuoco e della ruota, dei supermercati, della forza di gravità, dei cinesi, degli arabi, dei nordcoreani, degli equadorensi, dei circensi, degli incensi, di questo, di quello… MA OOOOOOOOHHHH!!!!!

Ma basta!
Le cose vanno già abbastanza male senza che diventiate tutti campioni mondiali di sollevamento di polemiche, eccheccazzo! Se apro i social non è per leggere i Trattati della Ragione Umana del mio vicino di casa, il quale nonostante sia a malapena classificabile come Homo Sapiens sembra voglia spiegare alla Nazione come e perché sia tutto un complotto ordito dagli alieni per prendere il possesso della Terra.
Ma magari arrivassero gli alieni e si prendessero lui e i suoi figli maledetti!

Scusate, sono un po’ irritata e un po’ carica di adrenalina.
E’ l’una e mezza (de noche) e con la scaltrezza di un ninja sono riuscita ad ordinare la spesa online che mi arriverà in settimana, missione che molti ritenevano impossibile… MA NON IO! Io sono stata appiccicata allo schermo del computer circa sei ore non-stop, per fare in modo che i miei genitori possano evitare di andare fuori visto che già rischiano abbastanza a lavoro, e soprattutto non debbano farlo i miei nonni che stanno già abbastanza male. Vi basti sapere che settimana scorsa mio nonno ha avuto un’ischemia… Minchia con novant’anni a disposizione proprio ora?!

E ora tocca a voi ragazzuoli miei, raccontatemi, sfogatevi, scrivete quel che volete. Spero che nessuno sia stato toccato troppo da vicino da questo infame microscopico virus.
State calmi, state sereni, non fate stronzate che se no vengo a prendervi a schiccherate in testa personalmente.

Hasta Luego, Spelacchiati, grazie per tenermi sempre compagnia. Vi penso tanto.

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Film non Brutt, di più: Offline

Beh, dopo aver parlato di film bellissimi candidati agli Oscar mi sembrava giusto continuare su quel filone, quindi oggi si parla di un film sorprendente.
Sorprendente perché un film di così rara bruttezza era difficile da trovare ultimamente, cominciavo a temere che Netflix non mi desse più materiale per i Film Brutt.

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Parliamo di Offline, un filmetto che trasuda trashume e ignoranza da ogni fotogramma.
Partiamo lesti che se no non finisco più; la protagonista, Ana (che io chiamerò Analgesico perché è quello che serve per reggere la visione del film) è un’influencer di prim’ordine: posta ogni momento della sua vita, finge di essere sempre bellissima e impeccabile nelle foto, usa il telefono come se fosse un prolungamento della sua mano ed è una mentecatta. Una decerebrata.
Insomma, ‘na scema.
‘Na scema che però al contrario mio lavora in una mega rivista di moda (o qualcosa del genere) quindi in realtà ho poco da criticare e tanto da imparare visto che questa ha pure un fidanzato – anche se è un biondino assolutamente inutile che sta con lei solo per pubblicità-.

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Va beh, ‘sta qui dato che ha il quoziente intellettivo di un gerbillo -scherzavo, se lo sogna il QI di un gerbillo- fa una media di duemila incidenti d’auto al mese perché usa il cellulare mentre è in macchina, dunque i suoi si preoccupano.
Ora.
Se io prendessi anche solo una multa i miei mi taglierebbero quattro falangi.
Con un incidente vincerei la lotteria delle botte e mi saccagnerebbero senza alcuna pietà.
Ma questa da qualcuno doveva prendere, quindi i suoi genitori scemi come delle capre non fanno nulla finché Analgesico non fa un incidente di una certa gravità (che poi non è vero, non ha neanche un graffio) e finisce in ospedale; li genitori entrano nella sua camera con il Procuratore di Giustizia (?) che le confisca il telefono e la patente e le dice che deve scontare una pena in carcere o in un posto isolato dal mondo (ha tutto molto senso, lo so) quindi i suoi la spediscono come una cartolina dal nonno paterno che vive sperso nei monti come il Vecchio dell’Alpe, nonno di Heidi.
(Prima che lei parta comunque il suo ragazzo la molla. Così, per dirvelo.)

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Tra l’altro il nonno è un marpione, perché anche se non è vero per niente io e quel cretino del mio amico continuavamo a dire che voleva solo unirsi carnalmente con la nipote. Vista in questa chiave vi giuro che fa morire dal ridere ogni scena.

La nostra cretinetta poi conosce coloui che sarà ovviamente il suo interesse amoroso, che non sarà un manzo manzissimo ma secondo me è un manzino.

Allora, io adesso passarei a una scena che mi ha turbata profondamente, mi ha messo in subbuglio l’anima.
La nostra cretina va in bagno per la prima volta nella casa del vecchiardo e non c’è la carta igienica: sberequeck, sbaraquack, si lamenta col nonno di questa cosa e il dialogo è il seguente:
Ma la carta igienica?
E lui “C’è il bidet.”
E LEI: “Non l’ho mai usato, come funziona?
MA COSA STIAMO DICENDO REGA’
PERCHE’
PRIMA DI TUTTO COME FAI A VIVERE SENZA CARTA IGIENICA, CHE PROBLEMI HAI
MA POI COSA VUOL DIRE CHE C’E IL BIDET, UNA COSA NON ESCLUDE L’ALTRA, MA CHE IDEA DI IGIENE AVETEEEEE
E LEI CHE NON L’HA MAI USATO ED E’ TUTTA CONFUSA, MA SE TI CONFONDE L’USO DEL BIDET COME MINCHIA FAI A ESSERE CONSONA ALLA VITA SULLA TERRA?

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Scusate, mi calmo.
Perdindirindina.
Lei allora fa la cosa più normale di tutte, quello che avremmo fatto tutti noi: va a piedi -perché il nonnetto non le da il furgone, giustamente- al negozio, DI NOTTE, che guarda caso E’ CHIUSO ma c’è la porta aperta… E lei entra.
La domanda qui sorge spontanea: Ma sei cogliona?
Anzi, riformulo così questo post può essere letto anche dai bambini: ma sei una mammalucca?
Non contenta di essere una mentecatta trova il cellulare della sorellina del tipo figo e per prenderlo fa cadere tutto svegliando il mondo, dimostrando di essere un fallimento dell’evoluzione umana.
Comunque c’è la famiglia di lui che la fissa com’è giusto fissarla, ovvero come se fosse una sciroccata, e lei dice “ma anche voi siete un po’ bischeri però, cosa lasciate la porta aperta?”
E loro “Qui non ci sono ladri.”

Ma che diamine di risposta è?
Boh.
Ma uno normale in ‘sto posto ci sarà mai?
Scoppia definitivamente l’amore quando il figo le regala la carta igienica, già ce lo vedo a San Valentino regalarle una confezione da 24 di rotoloni regina e lei andare in brodo di giuggiole.

S

cene inutili di lei che battibecca col Vecchiardo dandogli risposte che io al posto del vetusto signore le avrei mollato un manrovescio con una potenza tale da scaravoltarle la faccia, a cui si aggiungono altre scene inutili con dialoghi scritti probabilmente da un macaco, tipo quando Analgesico si mette a litigare con le sorelle del figo e partono insulti davvero pesanti quali “montanare” e “cittadina pazzoide”.
Parole forti per i nostri personaggi, io pure all’asilo ero più scurrile di così.

Lei e il Vecchio col tempo diventano sempre più uniti *ammicca ammicca* e lui mostra la camera della nonna dove Anal (abbreviazione di Analgesico, ovviamente) trova un sacco di vestiti e si mette a disegnare abiti lei stessa, visto che prima di diventare influencer aveva avuto come sogno quello di diventare stilista.
BAH.

Finalmente a una stupida fiera i due innamorati si slinguazzano come ricci selvatici ma il momento viene rovinato quando lei viene a sapere che il suo ex, il pirletto biondino, esce con un’altra.
Bom, una donna devastata. C’era il Vietnam nei suoi occhi.
Un’anima in pena, distrutta, spezzata in mille parti.
Ma poi questa era stata UN MESE col biondo, non sapeva NULLA di lui tanto che pure i suoi genitori la prendevano in giro per questa relazione, si è appena slinguazzata un altro… eppure il suo mondo è crollato perché l’ex che non vede, non sente e di cui non le importa oggettivamente nulla sta con un’altra. No ma tutto a posto, mi dicono.
Quindi lei, furba come una volpe, che fa?
Ruba un cellulare e ruba una macchina per tornare in città.
MA SEI CITRULLA FINO AL MIDOLLO OSSEO O E’ SOLO UNA MIA IMPRESSIONE?
Ma perché nessuno le spara? Perché la natura non fa il suo corso e lei non soccombe com’è giusto che sia?
Essendo comunque demente non fa mezzo metro che quasi stira il figo, quindi fuga conclusa ancora prima di iniziare e lei torna a casa piangente come Antonella Elia in qualunque stracazzo di puntata di Pechino Express del 2017.
Insopportabile.

Bah.
In tutto ciò c’è una sottotrama inutile e bruttissima sul perché il padre di Analgesico e il nonno non si parlano piu, diatriba che lei risolve trovando una lettera della madre deceduta… ma non so, non c’ho capito niente, ero come Amedeus quando Bugo ha lasciato il palco: disorientata.
Ma de che stiamo a parlà? Che c’entra la nonna, basta inserire personaggi, e soprattutto CHISSENEFREGAAAAAAA!

Il finale poi è veramente stupido ma d’altronde dubito abbiate grandi aspettative. Qua vado rapida come un ghepardo che insegue una gazzella perché mi irrita ripensare a questo film, non ne posso più, è peggio di Parasite!
La capa di Anal, un’arpia che si crede Miranda Priestly ma è solo una donna con una brutta acconciatura, trova i disegni dei vestiti di Analgesico e li fotografa con l’intento molto originale di rubarle la collezione; nel frattempo GRANDE COLPO DI SCEMA: Analgesico scopre che il Procuratore di Giustizia che le aveva parlato in ospedale era un attore ingaggiato dai suoi genitori per farla disintossicare dalla tecnologia.
Che plot twist incredibile, che svolta narrativa, che esercizio di stile.
Io mi inchino, faccio la hola, applaudo al genio dietro questo film.
Vorrei reincarnarmi in lui, nella prossima vita.

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INSOMMA, alla fine la famiglia al completo (madre+padre+nonno+cretina+manzino) si imbucano alla sfilata della capa pazza che sta per lanciare la collezione rubata ad Anal, la riprendono mentre ammette di aver rubato i disegni, lei viene arrestata, Anal e il figo si limonano neanche dovessero fare una spremuta di agrumi e purtroppo vissero tutti felici e contenti.

Ora, io dico… ma non potevano schiattare tutti dopo tre, quattro minuti?
No?

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Fine, grazie al cielo.
Che poi non sono neanche canissimi gli attori, sono decenti, è la trama che fa fuggire a gambe levate e i dialoghi che rendono tutto aberrante.
Madò, dopo questo film ho bisogno di trasfusioni di film fighi, vi prego suggeritemi cosa guardare per riprendermi da questa bruttura e ovviamente ditemi se l’avete visto, avete intenzione di guardarlo o ne starete alla larghissima…
Personalmente vi consiglio di guardarlo con la chiave di lettura “nonno marpione” perché mi ha spezzata dal ridere.
Fatemi sapere, mi raccomando!
Alla prossima, Spelacchiati

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Opinioni pacate: The Witcher, Dracula, Midsommar

Visto che sono settimane che latito qui sul blog ho deciso che questo post lo inizierò pacatamente, cauta, in punta di piedi, per tornare un po’ di soppiatto come un ninja.

NESSUNO CAPISCE UN CAZZO.

Abbastanza calma e pacata, che dite?
C’è da dire che queste feste mi hanno tirato fuori una quantità di acido -gastrico e non solo- che potrei riempirci una cisterna e che ora riverserò verso chiunque mi capiti a tiro.

Poi lo ammetto, sono in biblioteca a studiare e pur di smettere di fare esercizi di tedesco mi metterei anche ad amputarmi le dita dei piedi, ma questo è un altro discorso.
Ora vi farò una carrellata di scleri su un po’ di film e serie tv, brace yourselves.

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Partiamo col botto: The Witcher,
Allora, non posso dire che non mi sia piaciuta per niente, però secondo la mia immodesta opinione è un grande, enorme MEH.

Allora.
Io capisco che voi, produttori di The Witcher, abbiate circa cinquanta centesimi di budget perché avete usato tutto il resto del grano per acchiapparvi Henry Cavill (E AVETE FATTO STRABENE MA QUANTO E’ FIGO MIO DIO DATEMI HENRY CAVILL SUBITO) però cazzo… ma che minchia di costumi sono quelli? Ma che è? Delle robe oscene che neanche dai cinesi IN SALDO si trovano, con uno stile che non ha minimamente senso.
Opinioni pacate e oggettive Sara, brava.
Scusate, mi calmo.
La versione edulcorata del mio pensiero è: ma che costumi bruttini, perdindirindina.

Non so bene perché, di solito non mi fisso così tanto sui vestiti, ma in questa serie mi saltavano particolarmente all’occhio per la loro bruttezza e per quello che non mi trasmettevano. Sarà che Game of Thrones (ultime stagioni) ci ha abituati a costumi pazzeschi, studiati in ogni minimo dettaglio, sarà che ultimamente sto guardando tanti film in cui colori, tessuti, forme hanno importanza quindi mi viene più immediato soffermarmi si queste cose, sarà che sono una rompi balle incredibile…però per me erano inaccettabili. Colori che sembravano associarsi a determinati personaggi (il blu per le maghe, per esempio) che poi si perdono completamente, stoffe bruttissime, colori inadeguati…
Tipo le tizie della foresta che hanno chiaramente dei tubini verdi con qualche foglia qua e là, il re che è vestito come un pezzente, Yennefer che se non mostra le tettazze (pazzesche) che si ritrova non è felice, i soldati che hanno le corazze di cartapesta… Ma oooooh datemi il Witcher nudo e basta così siamo tutti contenti!

Risultati immagini per the witcher yennefer

Passiamo a un’altra cosa: le linee temporali.
Posso dirlo papale papale, anche vista la violenza del Papozzo ultimamente?
Non si capisce un cazzo.
Sì, lo so, ho il quoziente intellettivo di una rana se non capisco e comunque era tutto voluto quel “ma chissà quando è successo questo che si intreccia con quello” per poi far capire le cose dopo puntate e puntate… però che palle! C’era bisogno di tutto sto mistero sulla successione degli eventi? Non mi è chiaro perché abbiano fatto ‘sta scelta, ma forse sono tarda io.

Tra l’altro un sacco di miei amici mi hanno detto che assomiglio a Yennefer. Suppongo volessero velatamente dirmi che sono gobba, deforme e tutta storta.
Grazie amici, vi voglio bene anche io.

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Una serie che a me è piaciuta UN SACCO ma ha fatto ca… a quasi tutti è Dracula della BBC, con il riconoscibilissimo tocco di mr Moffat e Gatiss (produttori di Sherlock!).
Oh, che vi devo dire, è trash in maniera perfetta.
Alla fine se non può essere trash una serie che tratta di un vampiro millenario che se ne sbatte il cazzo di tutto e di tutti e fa quello che vuole, quando vuole, come vuole, con battute cretine (che ho amato) e tanta teatralità…
Poi ho amato l’interpretazione di John Haffeman (Johnatan Harker nella serie) che mi ha messo i brividi nel finale della prima puntata. Inquietantissimo. Pazzesco. E pure Claes Bang a me è piaciuto molto, in barba a tutti quelli che dicono assomigli a Little Tony.

Ho deciso di non pronunciarmi su Pet Semetary (2019) perché non ho molto da dire se non “che noia”. Bruttino, inutile, dimenticabilissimo.

Ve l’ho detto, oggi solo opinioni pacate.

Chiudo il post con una menzione speciale ad un film che invece mi è piaciuto tanto tanto:

 “Midsommar” di Ari Aster, il regista di “Hereditary”… Bello. Curatissimo, finalmente un horror originale sotto molti punti di vista, che riesce ad essere inquietante senza ricorrere ai soliti espedienti del genere. Anche in questo film quello che fa davvero paura sono le relazioni umane.
Poi beh, trovarsi in una comune in Svezia dove sembra tutto idilliaco, bellissimo, naturale, per poi scoprire che le cose non stanno proprio così e non rispettare le regole della comune e mancare di rispetto alle credenze del posto può costarti parecchio… Beh, rende tutto effettivamente spaventoso. 

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Bello. Adoro la cura nella scelta dei colori, delle inquadrature, dei dettagli, del simbolismo e soprattutto del sottotesto riguardante le relazioni tossiche e della ricerca di libertà, che la protagonista riesce ad ottenere in maniera molto poco ortodossa.

Detto ciò, spero voi abbiate i miei stessi gusti e vi sia piaciuto tutto quello che è piaciuto a me, altrimenti riverserò la mia cattiveria anche su di voi.
Nah, scherzo, vi voglio bene in ogni caso. Forse. Non so.
Che cosa avete guardato voi in queste feste natalizie, capodannesche e befanose? Avete qualche consiglio da darmi su cose da vedere in un prossimo futuro? O avete da sconsigliarmi qualcosa che vi ha fatto proprio schifo?
Fatemi sapere, che qua voglio tornare attiva come non mai.
A presto, Spelacchiati!


Pubblicato in: random, randomizzando, Senza categoria

Soluzioni alternative a regali che non so fare

Codice rosso, allarme, sos: devo fare circa duemila regali di natale e non ho i soldi manco per piangere, come razzo faccio? (Che maga della censura che sono, neh? Cosi fine, educata, children friendly…)

Ora innanzi a me vedo solo tre opzioni:

1) litigare con tutti i miei amici entro il 23 Dicembre in modo tale da piazzarla nel culetto a tutti quelli che aspettavano con ansia un mio regalo (ma chi mai si aspetta un regalo da me poi, ma che tristezza). Sono già sulla buona strada direi, sfracello un paio di coppie, faccio qualche scenata e i regali di natale -e gli amici- saranno un lontano ricordo. Per i familiari è diverso… potrei direttamente ucciderli.

2) Con magheggi incredibili e un’organizzazione da manuale delle giovani marmotte creo una catena di “dare-ricevere regali” che mi consenta di prendere il regalo appena ricevuto dall’amica A e rifilarlo all’amica B, cosi il regalo di B andrà a C e cosi via finché non finisce l’alfabeto. Non so se ho l’intelligenza necessaria a un piano tanto subdolo però, finirei col fare un casino e ridare i regali a chi me li ha appena dati.

3) spaccio cose inutili per regali incredibili. Una manciata di sabbia del gatto diventa incredibile terreno lunare preso nella mia recente gita nell’iperspazio, uno scarabocchio di mio nonno diviene un personalissimo autografo di attore/cantante X che tanto piace a mia cugina, una sciarpa su cui ha dormito il mio gatto verrà spacciata come colletto di visone.

Oppure insceno la mia morte, alla Il fu Mattia Pascal. Ella fu Sara non Pascal, potremmo dire.
Voi siete pronti, carichi per il Natale?
Io no. Zero. Zero virgola zero zero nada. Il Natale per la mia famigghia è sempre un disastro epocale, è come essere sul Titanic ogni anno: sappiamo che ci saranno pianti, litigate, strilli vari, ma ci raduniamo lo stesso, dritti verso l’iceberg.
Penso che stavolta mi porterò scialuppa di salvataggio e salvagente per sicurezza.

E poi voglio aprire una parentesi: ma i messaggi che ricevi a Natale da quelle persone che ti scrivono solo alle feste comandate? A me fan schiattare.

Non fa in tempo a scattare la mezzanotte che DRRRRR il cellulare vibra; parbleau, chissara mai? Quel figo che tanto mi piace e a cui sto dietro dal seimila avanti cristo? Quel rachitico del mio ex che ancora rompe le balle? Quantomeno mia sorella?

No.

Numero sconosciuto.

“Sono Luisella Luisana. Buon Natale a te e famiglia. :)”

E tu guardi lo schermo e pensi “ma chi minchia è Luisella Luisana?”, poi capisci: è l’amica della cugina del fratello della tua amica di secondo grado, vista una volta di sfuggita in ascensore per quattro secondi netti.
Poi sale lo sconvolgimento perché capisci che la persona che ti vuole più bene al momento, al punto di farti gli auguri allo scoccare della mezzanotte, è Luisella Luisana. Una sconosciuta.

Voi Spelacchiati come passerete le feste? Come sono i rapporti con i vostri parenti? Andrete a pranzoni e cenoni armati fino ai denti pronti a sbudellare qualche parente o siete tra quei fortunati con una famiglia normale che riesce a stare ore insieme senza drammi epici?
E soprattutto, come siete messi con i regali!? Ditemi che non sono l’unica messa così male!

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Film Bruttissim: Escape Room (2017)

Aaaah.
Mamma mia, regà, che robe. Che situazioni. Che roba strana la vita. 

Ora, senza scendere nei particolari, per la prima volta da tanto tempo (e non mi ero nemmeno mai accorta di questa cosa) ho fatto qualcosa per me, pensando solo al mio benessere, e ora sto incredibibilmente bene. Cioè, non mi sentivo così allegra e quasi speranzosa per il futuro da non so davvero quanto tempo.
Che sia un preludio di una grandissima crisi depressiva?
Può essere.
Però per ora mi godo questa sensazione nonostante il tornado si stia scatenando ovunque intorno a me.

Ma partiamo con questo film brut, che più brut vi giur non si può. ‘Na roba inclassificabile, il mio ex che era un regista in confronto era Kubrick, porca vacca.

Siamo in macchina con due deficienti, ed è il compleanno del cretino. La sua ragazza, la tipica bionda inutile, è tutta orgogliosa perché “è il tuo compleanno e sono mesi che te lo sto organizzando!”.
Ora, non so voi, ma in mesi e mesi di preparazione io quantomeno cerco di invitare una celebrità alla festa, chiamo amici sparsi nel mondo, faccio venire i dieci migliori spogliarellisti dell’universo… Lei cos’ha organizzato? Quale incredibile fantasiosa idea ha avuto?
Una roba incredibile eh, preparatevi perché non so se siete pronti a cotanta inventiva: cena + escape room.

Ma vaaaafffanculo, gallinaceo.

Arrivano al ristorante dove ci sono gli amcii: Il Coglioncello, sua moglie L’Insopportabile e la coppia di arrapati perenni; qui cominciano le scene da “questi sono troppo stupidi per essere veri”.
Per far capire quanto i personaggi si conoscano, siano amici e il tipo festeggiato sia uno Sherlock Holmes dei poveri c’è un giro di “chi ha ordinato cosa”: “Allora, scommetto che lui ha ordinato un bambino fritto, lei una melanzana farcita di gerbilli, l’altra una costina di triceratopo…” MA POTETE OCCUPARE COSI’ DUE MINUTI DI FILM? MA POTETE?! MA SAPETE CHE C’E’ GENTE CHE PAGHEREBBE ORO PER AVERE DEI MINUTI SUL GRANDE SCHERMO?

Intanto si intuisce che tra il festeggiato deficiente e la moglie dell’amico c’è dell’intesa… insomma, se la fanno. Oltre che scemi pure stronzi, combo micidiale.
‘Sti dementi.

Cominciano a parlare dell’escape room e “non riesco a credere che hai pensato a qualcosa di così avventuroso!” MINCHIA REGA’ CHE DIVERTIMENTO CHE DEV’ESSERE USCIRE CON VOI!
 Se questo è il massimo dell’avventurosità chissà nelle serate noiose cosa fanno, si chiudono in una bara e dormono per anni?

Va beh, che domande inutili che mi pongo, salgono tutti sul furgone che li porterà alla escape room senza che loro possano capire dove stanno andando (ma a cosa minchia serve? non è che se uno vede che tragitto fanno allora sa risolvere più enigmi) e mettono cellulari e cose varie in una cassetta di sicurezza. Brave teste di *epiteto a scelta*.

Viene fuori che la bionda è stata invitata a sta cazzo di escape room, neanche ha avuto l’idea di andarci lei, ma non si sa chi l’ha invitata. Dimmi, cara, ma sei nata così cretina o è una cosa che si è sviluppata con l’età? No, così, per sapere.

Finalmente ‘sti scemi si bendano e si comincia sta cavolo di escape room e sono tutti un po’ sparsi in camere diverse.


Il festeggiato, che si crede Sherlock Holmes ma in realtà è solo leggermente meno mentecatto degli altri, si ritrova in una stanza piena di giornali e orologi; la coppia di arrapati in una stanza con lui che ha delle mutande di ferro con lucchetto attaccate al pacco, i più insopportabili di tutti hanno dei fili che li uniscono per i polsi (‘na roba inutilissima, devono solo fare qualche acrobazia per slegarsi) e la tipella di Sherlock Holmes non si sa minimamente perché ma è nuda in una gabbia.
Suppongo sia una scelta registica molto sottile e sofisticata chiamata “piazziamo del sessismo anche in questo film”.

Per farvi capire la levatura dei dialoghi:“siamo legati insieme, non è assurdo?”
LA TUA IDIOZIA E’ ASSURDA, ECCO COSA.


Poi passiamo alla tristezza dei due arrapati, che per sbloccare il lucchetto devono scrivere “sesso orale” (“head” in inglese) col lucchetto. Complimenti, maestro, quanta eleganza. Forse un ragazzino delle medie avrebbe potuto fare ‘sta cosa.

Per farvi capire anche cosa intendo quando dico che succedono cose senza una ragione, Anderson (l’amico scemo) si ferisce al dito aprendo una specie di finestrella che li mette in contatto con Sherlock. Io pensavo “ecco, ora vedi che si è beccato del veleno in circolo, sto scemo” e invece NIENTE. Nulla. Secondi di lui che si lamenta per il dolore assolutamente per nulla.
BOH.

Vaccate su vaccate, enigmi che anche un bambino di sei anni potrebbe risolvere… tipo: ci sono quattro stracazzo di quadri con degli animali (QUATTRO! MA MINCHIA!) tipo un lupo, una lepre, una volpe e non so che altro… Qual è la soluzione?
Metterli nell’ordine della catena alimentare.

Minchia ma voi siete anche più in fondo degli invertebrati, voi dovreste essere mangiati dai funghi da quanto siete stupidi! MA CHI CAZZO HA SCRITTO QUESTO FILM, TOPO GIGIO?!

Il Coglioncello, ovvero l’amico di Sherlock, chiaramente non ha idea di come funzioni una escape room e tutto quello che fa, dice e pensa sono cose tipo “ma come facciamo a uscire?” “ma perchè c’è un quadro alla parete?” “ma adesso cosa facciamo?” “Si ma allora?” 

ALLORA ADESSO TI PICCHIAMO, CAZZO. DEVI TROVARE DEI MODI DI USCIRE, STARE A TIRARE LA PORTA NON SERVE, MENTECATTO.

Ma non che lei sia da meno, per carità, d’altronde è sua moglie.
“Ehi guardate c’è una carta!”
E lei: “Chissà che ci fa qui!”

No io me ne vado, io esco, come Tina Cipollari in ogni puntata di Uomini e Donne.
Ma cosa minchia vuol dire chissà che ci fa qui? Ma hai qualcosa oltre alla segatura e alla plastica da imballaggio nel cranio? Ma contate di farvi studiare in obitorio perché c’è il vuoto cosmico nel vostro cervello?

Ragazzi salto parti perché non ne usciamo più altrimenti, a un certo punto, finalmente, cominciano a crepare i personaggi; i primi a schiattare sono gli arrapati, che si sciolgono perché nella stanza esce del gas acido che li squaglia, il tutto mentre limonano come babbuini e perdono parti di labbra e viso.
Che. Schifo.

Tra l’altro Il Coglioncello rompe una chiave nella serratura e partono gli sfottò di moglie e amico, incazzati come iene “mi hai proprio deluso” “è così Anderson”.
Non commento nemmeno, va.

Sherlock, il Coglioncello e L’Insopportabile (la moglie del Coglioncello) si infilano nel condotto di aereazione e arrivano… a un altro enigma! Con Sherlock tutto incazzato che “ora lo risolviamo e usciamo!” ma cosa vuoi risolvere e uscire, Demente Colombo dei poveri? Ma cosa? Io non vedo l’ora che tu schiatti, capisci?
Comunque di questo enigma non c’ho capito na mazza ma mi ha fatto riderissimo il fatto che a un certo punto l’Insopportabile abbia mosso a caso delle calamite, non sia successo niente ma gli altri due si siano incazzati che ancora un po’ la ammazzavano di botte così, senza ragione.


Risolvono ‘sto enigma e muore pure il Coglioncello, che era rimasto a metà nel condotto di aereazione (molto comoda come posizione, capisco perché non fosse sceso insieme agli altri… MA CAZZO) e quando si rende conto che si sta chiudendo il condotto dietro di lui dice di avere “la gamba bloccata”. Ma bloccata da cosa, di grazia? Ma ci sei solo tu in quel condotto, cosa blocca la tua zampetta di persona idiota? 

Non si sa, fatto sta che rimane tagliato a metà come meritava di finire dal primo minuto del film.

Sherlock e l’Insopportabile escono dal condotto e si ritrovano punto e a capo nella stanza di partenza (tiè) e finalmente tocca all’Insopportabile risolvere un enigma, che è una vaccata di dimensioni bibliche che io dico ma come minchia avete fatto a farvi sponsorizzare un film del genere?
In pratica ci sono dei cavetti colorati e lei intreccia quelli dei colori primari.
Brava, Giovanni Muchacha sarebbe molto fiero di te, forse anche una maestra dell’asilo lo sarebbe.

Peccato poi crepi pure lei, o rimanga intrappolata, non mi è chiaro. Rimane con la mano nella bocca di un orso impagliato e Sherlock se la squaglia lasciandola lì, perché come ha dimostrato per tutto il film è un pezzo di sterco secco.

Arriviamo alla scena madre della stupidità, il confronto tra Sherlock e la sua ragazza, con lui che continua a ripetere “perchè ci hai portati qui!?” e lei “io non ho fatto niente” PER TRE MINUTI.
Poi compaiono dei pulsanti con scritto “salva me” o “salva lui/lei”, il bastardone cerca di salvare sé stesso ma visto che lei è stata buona e generosa scegliendo di salvare lui invece di sé stessa Sherlock rimane impalato.

Ah, se qualcuno potesse insegnare alla bionda come piangere per finta gliene sarei molto grata, perché guardarla strizzare gli occhi mugugnando senza che una lacrima uscisse mi ha dato sui nervi come poche altre cose al mondo, forse solo la faccia di Salvini mi provoca una tale irritazione.

Siamo alla fine, tenete duro.
La bionda scappa, chiama la pula e al telefono parla il tizio del furgoncino la chiama e le dice “ma tu pensi di essere innocente, testa di minchia?” e boh non ho capito il senso, non me ne frega nulla, voglio soltanto dimenticarmi di questo deprecabile film e andare a dormire.

Ragazzi, vi prego, non guardate ‘sta roba. Soprattutto quando esce al cinema. Film così non meritano NIENTE, neanche un dollaro bucato.
Mi dispiace dirlo perché il cinema mi piace, però qui non c’è stato un minimo di sforzo da parte di nessuno: né regista, né sceneggiatore, né tantomeno gli attori che hanno chiaramente dato il meno possibile (o forse sono solo dei cani a recitare, non so).
I N A C C E T T A B I L E, possono andare tutti a quel paese per quel che mi riguarda.

Spelacchiati, se l’avete visto VI SCONGIURO ditemi che anche voi pensate sia una grandissima vaccata, ne ho bisogno. Se non l’avete visto… BEATI VOI. Non fatelo. Spendete il vostro tempo in maniera migliore, anche prendendo a martellate i vostri genitali. 

Alla prossima, se mi riprendo da questa visione.

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Gente che sclera: marmocchi a ripetizioni, genitori edition

Argh, ergh, irgh, orgh e anche urgh.
Si percepisce il mio scompiglio interiore? Sono tutta un acciacco e in più penso di aver raggiunto un record mondiale: sono la donna più rifiutata al mondo.
Dovevo andare al cinema con un ragazzo, ci stavamo mettendo d’accordo per il giorno e…Puf! Scomparso. Dissolto nell’aere. Sparito dalla faccia della terra come Renzi negli ultimi tempi.
Posso dire una cosa? Una sola.
Mavvaaaaaffanculo!
Bastava dire di no al cinema e amici come prima, cos’è questa maturità da duenne

Mah.

Ho capito, devo appendere la vagina al chiodo, io e il genere maschile non siamo compatibili. 

Ma passiamo al punto di questo post, ovvero parlare (male) dei genitori dei marmocchi a cui do ripetizioni, avere a che fare con loro è piacevole quasi quanto darsi una martellata sull’alluce.

La mamma gufo

Lei ci fissa.
Tutto il tempo, come in un film horror.
Io e il marmocchio siamo in camera a fare lezione e lei si siede sul letto, immobile, apparentemente in stato vegetativo.
Stato vegetativo-comatoso che però dura più o meno due minuti, dopodiché comincia “Pargoletto, stai seduto bene.” “Pargoletto, ascolta, hai capito cos’ha detto?” “Pargoletto, se hai domande fagliele” “Pargoletto, fai il bravo.”
“Signora, eccheccazzo, ci lascia lavurà?”
No.
Lei rimane lì, stoica, a dare ordini, chiedere cose, in poche parole a scassare la min-
“Signora, se ha da fare non c’è problema, ce la caviamo benissimo da soli…”
“No, no, così guardo cosa fa.”
Tre secondi dopo è di nuovo lì “Pargoletto, scrivi bene! Stai composto! Fai bene i calcoli!”
SIGNORA LA ACCOLTELLO SE NON SE NE VA, CHIARO?

La Mamma del Genio

Lei è orgogliosissima di suo figlio.
Che lui non sappia fare due più due è un insignificante dettaglio, secondo il suo parere suo figlio è un genio incompreso e siamo tutti dei mentecatti a non capirlo.
Lo ha iscritto a nuoto, karate, pianoforte, teatro, batteria, corso sciamano di rilassamento, preventivamente alla patente, potesse lo manderebbe sulla Luna.
“Eh sì lui sa fare tantissime cose, ha un sacco di passioni.”
Io la guardo.
Guardo il bambino.
Un mocciosino di otto anni che ha come unico scopo nella vita giocare ai videogame, ha a malapena la capacità di camminare e respirare contemporaneamente e la verve di una spugna di mare.
Ovviamente è un piccolo saccente fastidiosissimo perché i suoi genitori l’hanno caricato come non so che roba, quindi lui guarda tutti dall’alto del suo metro e cinque e della sua genialità.
Ma se è così scaltro com’è che è insufficiente in tre materie?
“Eh, sono le maestre il problema…”
Sicuramente signora.
Sicuramente.

I genitori Pablo Escobar

Loro sono come il crimine: non pagano.
Mai.
“Eh te li do tutti insieme a fine mese!”
E a fine mese “La prossima volta!”
E così via finché non entro in modalità “esattore delle tasse” e gli sto addosso come un segugio.
Signora, cazzo, se per non darmi otto euro fugge pure in Messico abbiamo un problema. Che poi vivono nell’oro praticamente, credo abbiano un deposito come Paperon de Paperoni da qualche parte, è solo infinita tirchiaggine la loro.
Maledetti, sganciate i miei spicci che devo comprarmi un vodka tonic se no a vostro figlio insegno tutto sbagliato.

Il genitore incazzoso e incazzato

Storia molto recente.
“Sara, ha preso quattro!! Com’è possibile!!?!”
“Ehm, signora, mi avete chiamata il giorno prima della verifica con sei argomenti da fare, e sua figlia non brilla proprio di guizzo matematico… L’anno scorso eravamo riuscite ad evitare gli esami di riparazione perché ci vedevamo una volta a settimana, dovremmo fare così anche quest’anno per restare al passo col programma.”
Visualizza il messaggio.
Non risponde.
Non mi ha mai più chiamata.
Commento?
Mavvaaaaaffanculo pure te.

Santa pazienza… Che poi in effetti i marmocchietti mi danno anche qualche soddisfazione ogni tanto, tutti sempre promossi con bei voti grazie a moi anche se nessuno si prende la briga di riconoscere il mio merito. “Eh ma lui è bravo, è intelligente”.
Certo, non prende otto perché io rischio la sanità mentale a spiegargli le cose ogni settimana, figurati.

Mi raccomando, se siete genitori, non siate mamme gufo o padri Escobar, che poi ci scappano le botte.
Voi che dite, sono peggio i bambini o i genitori? Io sono indecisa, per non far torti a nessuno li odio indistintamente.

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Cronache da un esame e ciance sul mangiare

Sono in aula in attesa del professore per fare l’esame e, per fare una delle mie citazioni preferite, “ci stiamo cacando sotto. Cosa? CI STIAMO CACANDO SOTTO!!”
Ho un’ansia… quasi due ansie, direi.
Mi esce linguistica inglese anche dalle orecchie, non è un bello spettacolo.

L’unica cosa positiva degli esami è quel senso di cameratismo furbetto che si instaura tra noi studenti: in quelle due ore siamo tutti amici, compagni d’armi, fratelli, compatrioti e tanti altri aggettivi a caso.
Poi esci da lì e si torna ad essere estranei (con tanto di Night King, per chi capisce).

*due ore dopo*

Bon, esame finito, voglio solo squagliarmela il più rapidamente possibile da questo luogo ameno e ostile alla mia persona. Avete presente Beep Beep che corre lasciandosi dietro una scia di polvere? Ecco, io in questo momento. Via alla velocità della luce, cavalco verso l’orizzonte.

Sono abbastanza sicura di aver scritto sia cose sensate che castronerie incredibili all’esame. Una risposta l’ho completamente inventata andando a sentimento, non so neanche io dove o perché abbia tirato fuori certe cose, giuro che non centravano NIENTE con la domanda.
Forse sarebbe stato meglio lasciarla in bianco… era la disperazione a parlare (anzi, a scrivere) capite? Perché lasciare in bianco mi sembrava brutto. Magari il professore un quarto di punto me lo da per pietà, chissà. La speranza è l’ultima a morire in questi casi.

Ora sono al bar, mi sto magnando una pizza e sono gia riuscita a farmi cadere un tocco di pomodoro sui jeans.
No comment.
Anzi, si, comment.
Avete presente quelle ragazze che nei film mangiano in modo sofisticato, super sexy, tanto che pensi “vorrei proprio essere quel burrito ripieno”?
Ecco… dimenticatevele. Io non sono per niente cosi. Io sono lontana anni luce da quelle creature, appartengo proprio a un’altra razza; quando mangio sono uno spettacolo orribile: briciole ovunque, smorfie, spatrugnamenti vari… però mastico a bocca chiusa. Almeno quello lo faccio e ne vado fiera visto che ogni volta che sono a pranzo con qualcuno mi sembra di essere uscita con una pecora o un qualche altro tipo di ruminante. Sgrink, sgronk, ma ooooh se volevo vedere qualcosa di orrido mi cercavo una foto di Feltri o di Ferrara, non ci tengo a vedere il tuo cibo masticato. Ancora uno sgranocchio a fauci spalancate e te la incollo la bocca, tu compris? Tu kapish?

Ecco.

Ora vado a prendere il treno, poi vedrò di spiaggiarmi sul divano e andare in letargo fino a nuovo ordine.

Voi come state? Come vanno le cose? Avete mai inventato risposte in preda ad un raptus di disperata creatività?
Narratemi, ‘o spelacchiati, che io sto guardando Logan-The Wolverine in tv e mi sto sciogliendo dal piangere (‘fanculoooo non guarderò mai più saghe mi affeziono troppo ai personaggi, mananggia alla miserietta).

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Ciciarando: mal di schiena, esami e domande (non) esistenziali

Ragazzi ho un mal di schiena così maloso che sto per togliermi la spina dorsale. Me la sfilo dal naso, se serve, poi la uso come frusta. Voi come state, come ve la passate, spalacchiatini miei?

Oggi ho delle domande esistenziali, dei quesiti che nemmeno alla NASA si pongono. Preparatevi a rispondere a ogni mio dubbio (e ad offendervi, probabilmente.)

Allora.
Qualcuno mi può cortesemente spiegare a perchè diavolo esiste la birra analcolica? Mi da sui nervi. Cosa vuol dire, a cosa serve, chi l’ha inventata?
E il caffè decaffeinato? E il tè deteinato? Che altro avremo poi? Il pollo spollato? Il brodo sbrodolato? Il cazzo scazzato?
Scusate, finisco sempre nella volgarità, è più forte di me. Non che ci voglia molto ad essere piu forti di me, comunque, la mia forza è pari a quella di una formica, forse anche inferiore.

Altra categoria a me incomprensibile: le ragazze che mettono le collane con scritto il proprio nome (e l’equivalente maschile, ovvero i ragazzi coi braccialetti)? Ma cos’è, tipo medaglietta per cani? Allora scrivete pure indirizzo e numero di telefono così almeno chiamo qualcuno che venga a prendervi.

Lo stesso vale per i tatuaggi.
Ma perché dovrei tatuarmi “SARA” con tutti gli schiribizzi intorno? Cosa sono, la protagonista di Memento? (Tra l’altro film bellissimo.)Non capisco. Non comprendo. Che poi dopo venticinque anni dovrei essere abituata a non capire niente, però ancora mi stizzisco, che ci devo fare.

Ultimo argomento del giorno: oggi ho reincontrato un mio compagno del liceo.
Commento?
MINCHIA.
No, dico. Me lo ricordavo gracilino e spelacchiato, ora invece è un ometto. Un ometto interessante. Alla faccia del bicarbonato di sodio.
Io sono rimasta la triglia di dieci anni fa però, com’è sta storia? Cambia solo che mi so truccare un po’ meglio (mamma mia regà, che orrore, ma come uscivo di casa? Chilate di matita nera, fondotinta arancionino… Boh, qualcuno avrebbe dovuto porre fine alla mia esistenza con un proiettile ben piazzato.)
Insomma, traumatico rendersi conto che la gente è andata avanti molto meglio di me nella vita, non voglio incontrare mai più nessuno del mio passato, mai più.
“Oh organizziamo una rimpatriata?” mi fa.
“Ehm, certo. dai, sentiamo gli altri”.
Io non sento nessuno del liceo da almeno cinque anni.
N e s s u n o.

Detto ciò, io vado a nanna che domani ho un esame per il quale sto studiando come una sciroccata, se non dovessi passarlo sarebbe abbastanza tragico. 

Voi che farete in questa tiepida serata settembrina? qualcuno mi tiri su di morale dicendomi che anche se ci sto mettendo una vita a finire l’università non sono un fallimento totale, vi prego.

A presto!

Pubblicato in: random, randomizzando

Scleri: La gente al supermercato deve morire

No, allora, qui sclero, preparatevi.
LA GENTE AL SUPERMERCATO, MA CHE CAZZO DI PROBLEMI HA?

Ma questi pensano che per prendere il carrello all’entrata devono lasciare i neuroni in cambio? Qualcuno può informarli che non funziona così, che quella poca materia grigia che hanno in testa se la devono tenere ben stretta perché se no gliela apro, quella testa di cavolino, a suon di schiaffi?

Ma andiamo con calma; entro all’esselunga e mi sembra di entrare in un formicaio.
Chi corre da una parte, chi dall’altra, persone che si urlano cose da una parte all’altra del supermercato, bambini che zigzagano qua e là fuori controllo, anziani che si mettono in formazione 4-4-2 per bloccare tutta la corsia… OOOOOOHHH!?!

Ma posso andare a fare la spesa e uscire isterica? Uno deve arrivare armato,

Quelli che abbandonano il carrello o il cestino nei punti più improponibili chiaramente con il solo scopo di rompere le balle a tutti, quelli che si fermano a chiacchierare occupando metà corsia così che se tu devi prendere qualcosa -e cerchi di farlo in modo educato- succede questo:
Persona Becera: “Eh sì perché il Giovannino si è lasciato con la Luisa, la Luisa figlia della Paola, hai presente?”
Tu, povero tapino: “Ehm, mi scusi, dovrei prendere…”
Persona Becera senza neanche guardarti, alzando per di più la voce: “E il mio cane oggi non voleva mangiare, le ho dato solo sette scatolette stamattina e a pranzo non voleva nulla, che strano!”
Tu: “Signora, mi perdoni, devo passare”
Persona Becera: “FRATELLI D’ITAAALIA L’ITAAALIA S’E DESTAAAA DELL’ELMO DI SCIPIOOOO S’E CINTAAA LA TESTAAA! “
Tu, ormai idrofobo, con la bava alla bocca e una crisi isterica in avvicinamento rapido: “SIGNORA, PORCA PUTTANA, PUO’ LEVARE QUELLA PORTAEREI DEL SUO CULO DA QUI CHE DEVO PRENDERE IL TONNO, ECCHECCAZZO?!”
E poi parte il coro di “ma i ragazzi di oggi come sono maleducati”…
Ma voi non avete visto niente, vecchi di fango che non siete altro. La maleducazione ve la tiro in testa sottoforma di lattine di lenticchie, belle pesanti.

Poi arrivi alla cassa dopo quello che è sembrato il viaggio della speranza, sei praticamente una persona nuova dopo questa esperienza, anni di terapia necessari dopo un’ora di supermercato… arrivi alla cassa, dicevo, e visto che sei una persona vagamente normale cerchi di essere gentile con la cassiera di turno (anche perché diciamocelo, il fatto che tutti i cassieri del mondo non abbiano ancora fatto strage nei posti di lavoro è davvero ammirevole, io al primo vecchio che mi contesta un prezzo prendo e faccio detonare l’edificio) quindi sorridi, saluti.
“Buongiorno, salve…”
“Ce l’hai la fidelity card? Eh?” e non è che te lo chiede, te lo abbaia. Ringhia, praticamente.
“No, l’ho lasciat-“
“E allora niente sconti.”
“Sì, lo so, non import-“
“NON SI LEGGE IL CODICE A BARRE QUI VAI A PRENDERNE UN ALTRO!”
E tu schizzi, un po’ terrorizzato un po’ scazzato, a prendere un altro yogurt zero zero zero sette grassi, bianco, dal sapore di cartapesta ma che almeno non ti fa ingrassare, e torni alla velocità della luce.
La cassiera ti fulmina, ti maledice, ti fucila con lo sguardo e ricomincia a passare i pezzi.
Tu allora piano piano ti schiarisci la voce e pigoli “Mi perdoni, vossignoria, potrebbe per cortesia, dall’alto del suo buoncuore darmi un sacchet-“
Non fai in tempo a finire che ti sbatte uno di quei sacchetti sottili come uno strato di epidermide sul muso.
“Sonoventisetteeuroessantaquattrocentesimi, midialemonetegiuste!”
“Ehm, scusi?”
Lo vedi, glielo leggi negli occhi che sta pensando a come bollirti vivo “Ventisette. Euro. E. Sessantaquattro. Centesimi.” scandisce come se fossi deficiente.
“Oh, sì. Ecco. Aspetti che guardo se ho la moneta…” e in quel momento, con la cassiera che ticchetta con le dita sul poggia-resto, andresti pure a rubare in chiesa pur di darle quei cazzo di sessantaquattro centesimi.
“…Non li ho, vanno bene settanta?”
Lei sbuffa. Digrigna i denti. Stringe i pugni, per poco non ti ammazza lì, in piedi dove sei. Potesse ti fucilerebbe.
Vergognandoti come un vermetto le passi quei settanta centesimi e lei si mette ad armeggiare con la moneta.
“Grazie mille, buona giornata” dici tu, che ormai vuoi solo uscire da quel girone infernale.
Lei non ti risponde. Non ti guarda. Ma dentro di te lo sai che ti sta mandando mentalmente affanculo.

Allora, Spelacchiatini miei, io al supermercato non voglio più metterci una zampetta. Neanche una. Neanche per mezzo istante.
Poi sia chiaro, io ho un profondissimo rispetto per tutti quelli che lavorano nei supermercati, dai magazzinieri agli scaffalisti ai cassieri, io uscirei di testa dopo dieci minuti ad avere a che fare con questo tipo di pubblico. Ma a volte mi hanno trattata proprio male i cassieri e sono abbastanza sicura sia successo a parecchia gente.
Quindi, spelacchiati e spelacchiate, narratemi tutte le vostre esperienze positive, negative, neutre, da cliente, da cassiera, da passante che avete vissuto al supermercato! Io sono tutta orecchie, come un elefante.