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Vi presento Anselmo, il mio cavernoma

Buonasera miei cari spelacchiati, come state?
Per me è un periodo turbolento. Che poi che razza di parola è “turbolento”? O ha il turbo o è lento, no?
Ma lasciamo perdere e procediamo, che sarà un lungo post molto strano.

Stasera voglio farvi conoscere Anselmo.
Anselmo è con me da parecchio tempo, solo che io non lo sapevo; lui mi avrà guardata combinare ogni vaccata possibile e immaginabile fino ad averne le balle piene, tanto che un mese fa è esploso.
Anselmo è il mio cavernoma cerebrale, colui che mi ha provocato l’emorragia e mi sta facendo vivere una vita molto bizzarra da un mese e mezzo a questa parte.


Per colpa di Anselmo non posso prendere il sole, non posso viaggiare in aereo, non posso fare sforzi fisici e non posso nemmeno emozionarmi troppo, perché lui è un tipo tranquillo e queste cose lo disturbano, e credetemi non voglio disturbarlo mai più.

Anselmo, poi, è un tipetto bizzarro. Diciamo che è un po’ imprevedibile, potrebbe andare su tutte le furie e decidere di esplodere di nuovo da un momento all’altro, e allora sarebbe mio compito correre in pronto soccorso dove stavolta, vedendo i miei trascorsi, non mi farebbero stare dieci ore ad aspettare ma mi darebbero subito qualcosa per placare la sua ira funesta.

Io ho provato a convincerlo: “Anselmo, eddai, possiamo vivere un sacco di cose belle insieme, il mio amico ha già fatto i biglietti aerei nominativi per la Sicilia… E poi potremmo andare in Sardegna col Batterino… O in montagna, sai, al fresco…
Niente, non vuole saperne.
Potremmo diventare a-a-abbronzatissimi, dei fichi incredibili, sai quel bel colorito di chi sta dieci ore in piscina con un cocktail ghiacciato sotto al sole” ma niente, nemmeno quello lo convince molto.

Temo che le nostre strade dovranno dividersi.
E’ probabile che tra un mesetto, dopo un’altra angiografia ed un’altra risonanza magnetica, un team di medici dovranno farmi un foro nel cervello e tirar fuori Anselmo cercando di non fare danni nel mentre, passando qua e là nella mia materia grigia. Non che ce ne sia molta, lo so, però è comunque un’operazione delicata, Anselmo non è mica uno che si arrende facilmente, e dei rischi ci saranno. Insomma, non siamo felicissimi di separarci ma ormai è chiaro che lui non voglia più stare nel mio cranio, ha assistito a troppe mie scemenze. Lo capisco.

Beh miei cari spelacchiati, cerco di prenderla a ridere però ogni giorno una decina di minuti di pianto patetico sulla spalla del Batterino mi scappa perché c’ho ‘na fifa incredibile. Non fosse per il mio Batterino non so bene cosa farei in questa situazione, è incredibile quanto stia facendo per me.
Non ho mai subito operazioni quindi partire con una al cervello direi che mi temprerà come il fuoco di mille battaglie, tipo Xena Principessa Guerriera.
In più ho questa sensazione di essere un peso per tutti, perché da quando sono tornata a casa i miei amici vengono quasi ogni giorno a turno a tenermi compagnia e giocare a giochi scemi per non farmi pensare troppo, sapendo che quando io penso è la fine, e mi sento in colpa nei loro confronti per essere così bisognosa.

Ovviamente per mesi e mesi a venire non potrò lavorare, il che mi pone in una situazione piuttosto di cacca economicamente parlando: non c’ho una lira, ma per stare al passo coi tempi dico che non c’ho un euro.
Sono sempre sotto calmanti quindi pure studiare è un’impresa titanica, direi che sta andando tutto alla grande.

Insomma questi sono i miei aggiornamenti per ora, spero che voi ve la passiate un pochetto meglio di me che tra un po’ mi ritroverò con metà testa rasata e penso sarà uno spettacolo agghiacciante perché mi si vedrà ancora di più la faccia, che io cerco sempre di nascondere coi capelli tipo Samara. A volte vorrei pure vivere dentro un pozzo.

Basta ammorbarvi, vi saluto con un bacione calorosissimo da parte mia e di Anselmo, che sotto sotto è un bravino.
Voi raccontatemi tutto quello che volete, così mi distraggo un po’, e giuro che risponderò ad ogni singolo commento perché vi trascuro troppo quando in realtà vi voglio bene e mi state vicini come degli amici in carne ed ossa.
HASTA LA PASTA!

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SARAbanda: traduciamo canzoni! “Strangers like me”, di Phil Collins

Ragazzuoli miei in questi giorni di demenza e degenza me ne sono uscita con un’idea forse un po’ bislacca.
Sarà che stare col Batterino mi fa pensare alla musica ancora più di quanto io faccia di mio, che comunque è parecchio, ma mi piacerebbe inaugurare una rubrichina in cui traduco personalmente testi di canzoni che mi piacciono particolarmente e dare una piccola spiegazione della canzone, specificando se sono solo mie illazioni o se ho trovato notizie convalidate sul signor internet.

Ho deciso di partire col botto, con una canzone che conosciamo tutti o che almeno secondo me tutti dovrebbero conoscere:
Strangers Like Me, di quel genio malato di Phil Collins, (concerto del 2019 MERAVIGLIOSO, ‘NA ROBA PAZZESCA PURE SE LUI E’ TUTTO ACCIACCATO COME MIO NONNO DI NOVANTADUE ANNI) che ha composto la colonna sonora del cartone animato Disney Tarzan, uno dei miei preferiti in assoluto.
Questa canzone mi da una sensazione di libertà, di novità che non so nemmeno spiegare.
Qui trovate la versione in italiano, alla fine vi lascerò quella in inglese.

Per chi non lo avesse mai visto (MA RAGAZZI DI COSA STIAMO PARLANDO ANDATE TUTTI A GUARDARE TARZAN PORCA MISERIA E’ UN CARTONE MERAVIGLIOSO CON LA COLONNA SONORA PIU’ BELLA DI TUTTE URLOOOOOOOO) il cartone narra di un cucciolo d’uomo che viene allevato da un branco di gorilla.
Per come mi comporto io sembro un cucciolo d’uomo che è stato cresciuto da quelle scimmie che si lanciano la cacca, eppure non è così, giuro.

Tarzan, dopo aver vissuto come un gorilla per tutta la vita, a un certo punto verrà in contatto con tre esseri umani: il cacciatore Clayton -una puzzetta umana, la cattiveria fatta ad essere muscoloso, insomma un infame-, il Professor Porter partito per una spedizione su questa isola misteriosa, e sua figlia Jane, colei che farà il primo incontro con Tarzanone e dopo aver visto i suoi pettorali e i suoi deltoidi tutti da leccare perderà la testa.
Insomma, i due si incontrano e quando si salutano parte questa meraviglia di canzone, la cui traduzione si discosta un po’ dal testo originale:

Qualunque cosa tu faccia
la farò anche io
Fammi vedere di tutto e spiegami qualunque cosa
Perchè tutto questo vuol dire qualcosa per me
ma allo stesso tempo non vuol dire niente

Capisco che c’è così tanto da imparare
è tutto così vicino e lontano allo stesso tempo!
Io mi vedo come mi vedono gli altri
Ma ora so che c’è qualcosa di più grande la fuori!

Ora voglio sapere, puoi mostrarmi il resto?
Voglio sapere tutto di questi sconosciuti uguali a me!
Dimmi di più, ti prego, mostrami di più!
C’è qualcosa di familiare in questi sconosciuti così simili a me…

Ogni gesto, ogni sua mossa
mi fa sentire in un modo in cui non mi sono mai sentito
perché dentro di me c’è questo bisogno di stare con lei?

Ooh, queste emozioni non le ho mai provate
sono di un un altro mondo, molto lontano da qui
Adesso oltre agli alberi, sopra le nuvole
mi si apre un orizzonte tutto nuovo!

Ora voglio sapere, puoi mostrarmi il resto?
Voglio sapere tutto di questi sconosciuti uguali a me!
Dimmi di più, ti prego, mostrami di più!
C’è qualcosa di familiare in questi sconosciuti così simili a me…

Vieni con me ora, vieni a vedere il mio mondo
dove c’è una bellezza che non puoi immaginare
riesci a provare quello che sto provando io, adesso, con te?
prendimi per mano
c’è un mondo intero che ho bisogno di conoscere

Voglio sapere, puoi mostrarmi il resto?
Voglio sapere tutto di questi sconosciuti uguali a me!
Dimmi di più, ti prego, mostrami di più!
C’è qualcosa di familiare in questi sconosciuti così simili a me…
Voglio sapere

Questa è la mia personalissima traduzione, che forse fa pure un po’ pena, però mi sembrava rendesse giustizia a quelli che possono essere i sentimenti di una persona che dopo una vita si rende conto che tutto quello che credeva fosse la normalità è una bugia, e ha il fuoco dentro per scoprire di più su tutto quanto.

 


Se questo bizzarro e forse inutile format vi piaciucchia vi prego di farmelo sapere, a me diverte molto e unisce la mia passione per le lingue (in cui dovrei prima o poi laurearmi) a quella per la musica, quindi ci sguazzo. Magari riesco a farvi conoscere qualche canzone carina, chissà! Ovviamente accetto suggerimenti e richieste, se avete canzoni di cui volete sapere il significato!
Insomma, ditemi cosa ne pensate io ora vado a prendermi i miei sedativi, ci sentiamo presto… HASTA LA PASTAAAAAAA!

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Ciance sparse: La storia della mia emorragia cerebrale

Buongiorno miei amati Spelacchiati, come state?
Io sto. Tutto a posto e niente in ordine, oserei dire.
Sono finalmente tornata a casa dall’ospedale e ora mi attendono due settimane di convalescenza, il 9 avrò una risonanza magnetica che farà capire se tutto lo schifo che si è riversato nel mio cervelletto è stato riassorbito e in tal caso si capirà anche qual è stata la fonte della mia emorragia cerebrale.
Ammetto che il mio umore è abbastanza ballerino, tipo il Roberto Bolle degli umori.

Credo sia giusto fare come ho sempre fatto, ovvero narrarvi le cose nella maniera più onesta e cretina possibile.
Partiamo quindi dal 13 aprile, giorno in cui mi reco a lavoro come ogni mattina per fare la receptionist all’università, ma passano un paio d’ore e io comincio a stare male; vampate di calore, sudo, ho freddo, ho mal di testa e soprattutto mi viene da vomitare.
Ovviamente fioccano le domande “ma non è che sei incinta?!” “Sara ma… hai usato le protezioni?” “Ma sei sicura sicura di non essere incinta?!”
Al che io volevo prendere la cattedra e lanciarla addosso a tutti perché come diamine si permettono a pormi una domanda del genere? INCINTA? IO?! Io che faccio un’attenzione maniacale alla pillola perché l’idea di avere un marmocchio mi manda ai pazzi?
E infatti incinta un cazzo, stavo così male che hanno chiamato il mio Batterino che come un supereroe è arrivato a velocità record da me (che intanto per andare a stendermi mi ero quasi stesa da sola sbandando e prendendo una facciata contro una porta, credo ci sia la mia impronta facciale stampata ormai) e che appena mi ha vista ha detto “col cazzo che la porto a casa, noi ora chiamiamo l’ambulanza perchè questa non è Sara.”

Giungo in pronto soccorso dove mi piazzano a caso su una barella e mi danno quelle disgustose traversine dicendo “va che se devi vomitare fallo lì, neh”. Ma io, stoica come un gibbone, mi trascinavo in bagno ogni dieci minuti a svuotarmi lo stomaco.

Tempo di permanenza al pronto soccorso: dieci ore.
Poi finalmente mi taccano ovvero mi fanno una tac, si rendono conto che parbleau questa c’ha n’emorragggggia cerebrale e mi ricoverano e da lì per me c’è il vuoto cosmico nel cervelletto.
So di aver avuto dei deliri paranoidi per tutta la prima giornata.
Mi sono rifiutata di farmi fare un esame, un angiografia, perché pensavo che i medici volessero asportarmi gli organi e venderli.

Ho parlato con il Batterino e mia mamma nell’orario delle visite ed ero così convinta di star letteralmente morendo che non riuscivo neanche a piangere, gli dicevo solo di essere forti, che mi dispiaceva, che dovevano andare avanti con la loro vita.
Durante la notte mi sono strappata via la flebo come nei film horror camminando nel corridoio spargendo sangue ovunque perché ero convinta che qualcuno stesse chiamando aiuto.

Sentivo tutte le voci a velocità quintuplicata, i suoi per me erano così forti che anche i “bip” dei macchinari mi spaccavano la testa, le luci erano qualcosa di mortale per i miei occhi.

Insomma regà, non me la sono passata benissimo, l’unica cosa bella della degenza ospedaliera erano i dottorini belli e i budini alla vaniglia.

Insomma, ora mi toccano giorni di noia alternati a momenti in cui i miei amici -persone meravigliose, non pensavo di averne così tanti e così straordinari- vengono a trovarmi per cercare di distrarmi un po’.

Beh, questa è la storia della mia emorragia per ora. Sicuramente farò altri post, ma con calma.
Voi come state? Ho diverse idee per il blog visto il periodo di nullafacenza che mi tocca, spero che voi abbiate la voglia di stare con me in questo viaggio.
Narratemi tutto quello che vi va, come sempre vi leggo e vi adoro, e se vi va di offrirmi un caffè virtuale vi lascio il link:  https://ko-fi.com/pensierispelacchiati60745

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Tipi di persone all’ospedale:

  • Quello che sta male solo lui.
    Il più delle volte la cosa peggiore che abbia è un’unghia incarnita, possibilmente del dito medio del piede che quindi non fa neanche così male quanto quella dell’alluce o del mignolo, eppure rompe er cazzo dalla mattina alla sera. Lo senti sbuffare per tutto il corridoio. Lo senti trattare male gli infermieri. Lo senti suonare quello stracazzo di campanello ogni quattro secondi per dire cose come “ho sete, mi porti l’acqua” “ma quando arriva il pranzo, ho fame” “ma qui il personale lo hanno preso dai rifiuti?” “il telecomando non funziona” OOOHHH MA TI RIBALTO DI BOTTE VECCHIOOOOO!
  • Quella sofferente. Qua è un’agonia, c’è una signora di duemila anni che passa tutto il suo tempo a gridare come se fosse in preda a dolori atroci, in realtà però sta benissimo quindi è un grande mistero.
  • Quelli che tengono la musica a palla in camera.
    Ma scusami, siamo a un rave party di persone malconce e nessuno me l’ha detto? Almeno avrei messo le calze a rete.
  • I medici che cercano di stemperare la tensione facendo battute splatter che mi portano alla gran voglia di lanciarmi dalla finestra

Per ora passo le mie giornate mangiando o in attesa di mangiare, sembro un pesce rosso. Continuo ad aprire e chiudere la bocca sperando che particelle di cibo ci finiscano dentro.
Ovviamente se fossi un pesce sarei un pesce palla, al posto degli aculei ho i peli.

Come se non bastasse ho pagato le tasse universitarie e ora il mio conto mostra la mirabolante cifra di cento euro tondi tondi. Se qualcuno volesse donarmi mezzo centesimo per pura pietà io vi lascio il mio Kofi, se mi donate anche solo un tallero bucato però dovete scrivermi una mail e ciciariamo un po’!
http://ko-fi.com/pensierispelacchiati60745

Anche perché mi sto annoiando come una piattola, quindi chiunque abbia voglia di fare due chiacchiere questa è la mail: pensierispelacchiati@gmail.com

Bon, per stasera ho finito, HASTA LA PASTAAAAAAAAA da me e dalla mia emorragia cerebrale

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Di emorragie cerebrali e cerebri strani

Ma buonasera miei cari spelacchiati spelacchiosi, come ve la passate? State bene? Siete ancora rinchiusi nelle uova di cioccolato a scavarvi l’uscita con le fauci?
Io ho una storia molto travagliata da narrarrvi dunque prendetevi una coca cola fredda, uno spritzantissimo spritz o quel che vi pare e mettetetevi comodi.
Volendo, se siete masochisti, potete anche mettervi scomodi.
Vedete voi.

Io vado a lavurà, mi piazzo alla scrivania, guardo male ogni singolo studente che mi passa davanti, urlo “su le mascherine o fe le infilo per l’orefizio anale!” ogni quattro secondi fino a che dopo un’ora non mi sale una nausea indegna e invereconda.
Nausea di qua, nausea di là, mi chiudo in bagno per una quantità di tempo inedita tanto che poi le colelghe devono venirmi a soccorrere:
Scena clou: io abbarbicata alla tazza del water che penso “Dio, sono pronta, vengo su.”
Le mie colleghe mi soccorrono, giro in ambualanza che mi sarei voluta evitare, giungo in pronto soccorso dove mi attendono otto ore di conati a vuoto piegata sul pavimento fino a che non mi fanno una risonanza magnetica e giungiamo alla conclusione: ho un’emorragia cerebrale.

E voi direte “ma in quel cerebro del cazzo cosa vuoi che succeda!?!” e invece succedono cose poco carine, quindi sto in ospedale da una settimana e ce ne starò per almeno un’altra in attesa che si sgonfi lo sgonfiabile e si assordba l’assorbibile.

Insomma regà, posso dirlo? Che palle.
Un giorno vi narrerò di come la mia percezione della realtà in quei giorni fosse così sballata che ho aggredito delle persone, ma per ora mi imbarazzo ancora troppo.

Facciamo che mi raccontate voi come state, come ve la passate, cosa combinate… insomma distraetemi che qua la degenza è lunga e io vorrei solo fumare.

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Ciance sparse: vita da promoter

Mi viene difficile dire “buonasera miei cari spelacchiati, come state?” perchè visto il PUTINFERIO di questi giorni credo che nessuno stia bene. Di fronte a certe cose non si può stare bene.
Ma non voglio parlare di questo, stasera voglio solo cianciare sparsamente, sperando che ci sia ancora qualche spelacchiato all’ascolto!

Diciamo che è un periodo intenso e stressante: il mio cane sta male -se succede qualcosa alla mia musona probabilmente mi lancio dal balcone, vi avviso-, quella farsa del mio lavoro mi sta logorando l’anima -a breve ve ne parlo-, il Batterino tra poco si laurea e io sto cercando di organizzargli non una ma ben due feste perché sono pazza, e in tutto ciò il mio malessere da Covid procede e pure la psiche mi sta un po’ abbandonando.
La mia psicologa non è particolarmente contenta di me, in questo periodo. Secondo lei sono di nuovo in fase depressiva, cosa che posso confermare visto che passo la maggior parte del mio tempo a piangere senza apparente ragione, come mi capitava anni fa.

Ma parliamo un attimo del mio lavoro, che definire “lavoro” mi pare veramente esagerato.
Diciamo che al momento faccio il cosplay del fallimento dell’umanità.
Faccio la promoter per una scuola di inglese.
Cosa significa?
Che devo stare in piedi quattro ore ad un banchetto storto -perché non so montarlo- e cercare di accalappiare gente che compili dei coupon con cui avranno diritto a uno sconto sui corsi di lingue.
… non chiedetemi quanto mi pagano perché è troppo imbarazzante. Immaginatevi una paga minima, dopodiché dimezzatela e a quella cifra togliete il 25% della metà.
Insomma regà se mi prendo un caffè al bar mi brucio tre ore di lavoro.

Ma parliamo un attimo del genere umano, che non smette mai di sorprendermi e infastidirmi allo stesso tempo.

Ora voi immaginate me, che sono una misantropa perennemente inviperita verso il genere umano, in piedi, al freddo, che tento di spiegare alle persone che potrebbero avere uno sconto su un corso di inglese e mi sento dire le seguenti cose:


– “Signorina ma lei è bellissima…” *ciance inutili a cui io rispondo con garbo e gentilezza che Buckingham Palace dovrebbe darmi un titolo onorario solo per quello* “io ho un amico che lavora per la tv… tu hai due occhi che parlano, e poi un fisico… senti, se vuoi organizziamo un aperitivo e te lo presento, secondo me come presentatrice o modella ti prenderebbe immediatamente”
Vattelapijanderculo e firma sto coupon, porca la miseria. Poi chiama il tuo amico e fai compilare pure a lui.

– “Signorina ma cosa vende?” con sguardo vacuo da triglia mentre fissa con insistenza i volantini
“Non vendo nulla, se compila questo coupon però ha uno sconto mirabolante su tutti i corsi, ‘na robbba irripetibile, le rubo un secondo solo…”
“Ma le lezioni le fai tu?”
“…No, un insegnante madrelingua qualificato, bravissimo, levissimo, altissimo…”
“Ah allora no. Beh meglio che i corsi non li tenga tu, non starebbe attento nessuno, si innamorerebbero tutti! Eheheh…”
… Mavattelapija E FIRMA STO CAZZO DI COUPON PER L’AMOR DI DIO.


-“ Ma perché vi servono i miei dati?”
“Buongiorno anche a lei neh, guardi ci servono solo il nominativo e l’indirizzo mail, così possiamo mandarle l’informativa di tutti i corsi per farveli conoscere e se poi siete interessati…”
“Io non firmo niente.”
“…Signora è solo per presa visione, se no potrei compilarne duecento a caso con dati falsi…”
“No no allora vado di persona, non mi fido mica.”
Signora, glielo devo dire pure a lei? vadapija.

-“Ciao! Ma non hai freddo qui così?”
“Guardi, ho appena tolto le stalattiti di ghiaccio che mi pendevano dal naso..”
“Eheh… Se vuoi ti offro un caffè, parliamo un po’…”
“Mah, guardi, come se l’avesse fatto. Le interessa un coupon per un corso..?”
“No ma dico davvero, andiamo lì al bar e ci conosciamo un po’, sai, mi hai colpito…”
“Guardi non le dico con cosa vorrei colpirla adesso ma le lascio immaginare, sto lavorando, non posso allontanarmi.”

-“Posso usare l’igienizzante?”
Dipende, io posso darti una randellata sui denti?

-Il simpaticone che “Io so già l’inglese, DE CHET IZ ON DE TAIBOL, ihihih”
Tu. Credo ci sia un girone all’inferno per le persone fastidiose come te.

I ghiv iu a manrovesc iu crep, okay?

-“Buongiornopossolasciarleuncoupon?”
“Sono un avvocato. Sto andando a lavoro. Secondo lei mi interessa?”
Mah, a occhio e croce dovrebbe interessarle togliersi quel palo dall’ano, però chi sono io per dare consigli. Coupon?

“Ciao scusa eh, appoggio un attimo qui lo zaino e le buste della spesa che si stanno rompendo, un attimo solo eh…”
…Ma io le do fuoco, signore, se ne rende conto? Lo legge nei miei occhi che la odio?

E poi questo aneddoto ve lo devo narrare perché io ancora sono basita.
Sabato mattina, arriva una signora non ho neanche dovuto fermarla io, mi dice che è interessata al corso di inglese perché sua figlia abita all’estero e quando va a trovarla è spaesata, bla bla bla, compila il coupon e se ne va allegramente.
Sabato pomeriggio questa figura torna.
“Scusami sai sono un po’ distratta stamattina ti ho dato il numero vecchio, l’ho cambiato da poco, non ci ho proprio pensato… Posso riavere la tua parte del coupon così te lo correggo?”
“…Ma certo signora, voilà.”
E QUESTA PERSONAGGIA PRENDE IL CAZZO DI COUPON E ME LO STRAPPA IN MILLE PEZZI DAVANTI AGLI OCCHI DICENDO “IO I MIEI DATI NON LI LASCIO A NESSUNOOOOOO!” E FUGGE VIA!!!!!!!!

No regà non potete capire.
Io ero troppo sconvolta per reagire ma avrei tanto voluto inseguirla, darle una capocciata e lasciarla a terra coi sui cazzo di dati.

MA CHE ME NE FREGA A ME SE HAI CAMBIATO IDEA, TE LO RIDAVO COMUNQUE IL COUPON COI TUOI PREZIOSISSIMI DATI DI MERDA, MA COSA MINCHIA MI MENTI GUARDANDOMI IN FACCIA? MA SEI DEFICIENTE? MA SCUSAMI!?!?!?

Poi sarà una di quelle che su Facebook mette le foto di casa sua con scritto “oooh ora si va due ore in palestra!” e i quiz “scopri quale testa di cazzo sei”.

Io penso che prima o poi qualcuno lo pesto a sangue.

Oggi ci sono andata molto vicina. Non potete capire la quantità di fischi, commenti sul mio fisico, apprezzamenti vari e volgari mi vengono rivolti ogni volta, è veramente desolante. 

Detto ciò domani ho un colloquio in una gioielleria.
Io non so come possano anche solo avermi presa in considerazione, il mio CV dovrebbe emanare goffaggine e inadeguatezza a qualunque ruolo; dovrò far finta di essere una persona pacata, delicata, raffinata. “Oh sì, il taglio di questa pietra pomice è davvero delizioso, le consiglio anche questo monile con incastonato una pietruzza presa in una strada sterrata qua vicino…”
Insomma… mandatemi delle vibrazioni positive, che qua sono a un passo dal chiudermi come un armadillo e riaprirmi al mondo tra cinque o sei secoli.


E voi invece miei cari spelacchiati come state? Non so se ci sia ancora qualcuno a leggermi visto che ho la costanza di una rana pescatrice rinsecchita, ma mi farebbe molto piacere se mi raccontaste quello che vi va, quello che vi passa per la testa (o per la testuggine), come procedono le vostre vite… Insomma, come sempre avete carta bianca.
Hasta la pasta!

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Ciance sparse: “Mi faccia un Long Covid, grazie!” + vivere da soli pt2

Ahhh Spelacchiati miei, vi scrivo dal mio letto dove probabilmente perirò presto.
Va beh, okay, sono un po’ melodrammatica lo ammetto, però maroooonnnnnn sto impazzendo.
Vi narro un secondo della mia salute, potrebbe essere un po’ disgustoso. Ma se Mr Batterino mi sopporta tutta scatarrante dal vivo spero possiate farlo anche voi virtualmente.

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Allooooora, io sono sempre stata una persona dalla salute cagionevole -perché la natura non era stata già abbastanza scherzosa con me, no?- e già da bambina dopo ogni influenza mi veniva puntualmente la bronchite.
Mentre gli altri provavano le droghe io mi facevo di cortisone, pensate che infanzia spassosa.
Ora mi ritrovo nella stessa situazione: Coviddimmerda passato ma i giorni successivi ho sviluppato una tosse abbastanza agghiacciante. Tra l’altro per chi non lo sapesse il nostro muco oltre che far schifo è anche portatore di notizie sulla nostra salute: se il catarro è verde allora c’è un’infezione ai bronchi in atto.
Beh, il mio al momento è color Hulk.

Dunque mi sono fatta tre giorni di cortisone che mi ha fatto andar via la tosse. Pensavo di aver finito di passarmi ‘ste vacanze natalizie in maniera piuttosto caccosa, e invece no perché sono giorni che ho il naso super tappato, febbriciattola odiosa e infame che va e viene (tra l’altro regà un tempo potevo avere anche quaranta gradi centigradi di febbre e facevo le capriole, ora con trentasette e sette mi viene solo da chiamare un parroco per l’estrema unzione) e mal di gola fetente.
Non so se tutto ciò rientri nel long-Covid o io sia solo così sfigata da essermi presa un’influenza subito dopo il virusdimmerda, fatto sta che passo le mie giornate rantolando qua e là, lamentandomi come un balenottero arenato. 
Credo che Mr Batterino stia considerando l’idea di darmi una mazzata in testa per finirmi. Lo capirei.

I have flu strane a | Off Topic

Insomma regà voi fate i bravi e cercate di stare al sicuro, non fate strunzaaaate che poi finite come me e vi dovete fare tre settimane di schifo. 

Intanto per questa settimana mi sono stabilita a casa Batterino, e continuano i grandi quesiti della vita:

  • Com’è possibile che la spazzatura non si smaterializzi autonomamente ma anzi addirittura si accumuli? Che diavoleria è mai questa?
  • Ma se io devo uscire e la signora delle pulizie sta lavando le scale posso lanciarmi direttamente di sotto dal parapetto o mi devo -giustamente- far picchiare in testa da lei col mocio?
  • Se io ho preso quattro cose al supermercato perché mi sono volati fuori di tasca trenta euro?
  • Il prezzo del tonno in scatola continua a turbarmi.
  • Dilemma copridivano: sono abbastanza sicura ci sia una colonia di batteri e di forme di vita ancora sconosciute che alberga in quel divano… Posso chiedere loro l’affitto?
  • Ma quanto possono stare aperte le olive sott’olio prima di andare a male?
  • Ma quelle due dita di olio che abbiamo usato per cercare di friggere delle patatine il mese scorso -spoiler, erano la cosa meno fritta ma più molliccia che l’universo abbia mai conosciuto- dove diamine devo smaltirlo? Credo che finirò col berlo solo per toglierlo di mezzo.
  • Quanti giorni di fila posso mangiare pasta col burro senza morire?
  • Ma voi lo sapevate che se non mangiate le patate in un lasso di tempo relativamente breve quelle GERMOGLIANO? Pazzesco. Ora abbiamo una piantagione in dispensa.
  • Ma se io ho passato la scopa venti secondi fa perché c’è un grumo di polvere che mi fissa ostinatamente da sotto la sedia? Quando si è formato? COME?
  • Ma se *inserire alimento a caso* è scaduto da tre giorni cosa rischio mangiandola? La vita? Un rivoltamento di stomaco per una foglia di lattuga un po’ rinsecchita posso anche accollarmelo, ma non vorrei restarci secca per quello.
    “Morta per aver ingerito un pomodorino ammuffito”, non suona benissimo come necrologio.
  • Ma se ordiniamo una pizza ogni due giorni in quanto tempo diventeremo obesi e soprattutto poveri?
Così brutto eppure così costoso

Fin’ora tra me e Mr Batterino siamo riusciti a fare i seguenti danni:

  • una cicca è rimasta appiccicata al pavimento per così tanto tempo che credo rimarrà l’alone per sempre
  • abbiamo rischiato innumerevoli volte di sbagliare e prendere la zuccheriera invece della saliera
  • una caffettiera è completamente bruciata prendendo letteralmente fuoco
  • tentando di scolare la pasta il Batterino l’ha rovesciata interamente nel lavello. Io ho riso così tanto che mi sono accasciata a terra, lui credo abbia pensato seriamente di strozzarmi.
  • andando a occhio abbiamo lavato i pavimenti con così poca acqua e così tanto sgrassatore che abbiamo scivolato da una stanza all’altra per giorni
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La caffettiera defunta il giorno della dipartita

Per ora queste sono le grandi avventure di casa Spelacchiata-Batterino, ma sicuramente arriveranno altre grandiose storie di totale incapacità a gestire la vita.
E voi, miei beneamati, come state? Siete ancora tutti sani e Covid free o la variante Omicrondimmerda ha acchiappato pure voi? Intorno a me si stanno incoronendo tutti, un’ecatombe, per fortuna nessuno ha sintomi abbastanza gravi da dover essere ospedalizzato!
Se qualcuno conosce la risposta ai miei quesiti filosofici sulla vita in solitaria siete pregati di dirmele, potete anche mandarmi un manuale di vita se ne siete in possesso.

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Ciance sparse: freddo, Mr Batterino ed emotività sparsa

Buongiorno miei cari spelacchiati, come state?
Io sto sbrinando.
Ho le stalattiti di ghiaccio che mi pendono dal naso.

Temperatura odierna: FRIDD.

Non so voi come siate messi (no, non il calciatore, via quelle trombette da stadio) ma qua c’è della neve; più che neve è quella poltiglia di acqua e nevischio bizzarra che crea quella patina scivolosa sulle strade e io ho ovviamente già rischiato di fare una notevole quantità di cadute e spaccate; barcollo, scivolo, incespico, per poco non batto il muso per terra ma non mollo.

Che io sia una persona disordinata è noto al mondo, stavolta sono riuscita a perdere ben tre chili. Non so come, mi saranno caduti mentre camminavo e non me ne sono accorta, boh! O forse è la dieta a base di petto di pollo alla piastra e riso in bianco che da i suoi frutti, chissà.
Fatto sta che io mi vedo sempre grassa allo stesso modo, con l’unica differenza che ora tutti i vestiti mi stanno male.
Pantaloni che fanno rigonfiamenti ovunque, gonne che mi cadono alle caviglie mentre cammino, maglioni in cui navigo… Uno spettacolo aberrante, giuro. L’abominevole donna non delle nevi.

Che poi oltre al mio strato di grassitudine ho scoperto che soffro pure di iperlordosi, il che significa che la mia colonna vertebrale ha una curvatura imbecille che spinge pure in avanti la panza, accentuandola. Tutto meraviglioso, ora mi tocca andare da un fisioterapista due volte al mese per cercare di far tornare la mia schiena in uno stato decente.

Ora passiamo alle note dolenti: sono di nuovo disoccupata. Circa. In realtà non ho capito nemmeno io.
A parte le condizioni abbastanza pietose in cui mi toccava lavorare per sei euro l’ora, l’altro giorno la titolare mi scrive e mi fa “per adesso sei in stand by, ciaoooooo!”.

MA CHE DIAMINE VUOL DIRE?
NON SONO MICA UNA PLASYSTATION, CHE PUOI METTERE IN MODALITA’ RISPARMIO ENERGETICO!
Io sono tutt’ora basita.

In tutto ciò l’altra sera dopo due birre e un limoncello ho avuto un momento di emotività fuori controllo con Mr Batterino e le cose sono andate più o meno così:

Io me ne stavo lì con gli occhi lucidi e gonfi come quelli di un rospo, cercando di non essere pazza e non piangere, con Mr Batterino che non aveva idea di cosa mi stesse prendendo.

“Stai bene?”
Game over, ho dovuto vuotare il sacco “No… Ho paura.”
“Di cosa?”
“Di te.” ho mugugnato contro la sua spalla perché non riuscivo a guardarlo negli occhi “Faccio fatica a fidarmi delle persone e farle entrare nella mia vita… con te è stato tutto sconvolgentemente spontaneo, ma ora hai il potere di ferirmi e questo mi spaventa da morire… E di potere ne hai parecchio, Batterino.”
“Lo stesso vale per me, ma tu di potere ne hai infinito. Non te ne accorgi neanche, o forse non sono bravo ad esprimerlo… Ma stiamo vivendo una cosa bellissima. Non ti so dire come andranno le cose in futuro, ma in ogni caso avremo dei ricordi stupendi di qualcosa di importante.”
Insomma, mi ha detto quello che mi dice sempre la mia psicologa: “Sara, cazzo, vivi il presente, godi a piene mani di quello che hai, immergiti nelle cose belle, trai insegnamento da quelle brutte, ma non metterti a rimuginare sul passato o fare congetture sul futuro: non puoi saperlo, e con le tue tendenze depressive ti immaginerai solo scenari che ti fanno soffrire. Non cadere in questa trappola.”.


Sperando che queste sagge parole possano essere di aiuto a qualcuno ora chiedo a voi come state, miei cari. Come ve la passate? Siete pronti all’incombere del Natale, con tutti i cenoni/pranzoni/aperitivoni/colazioni (..no?) possibili e immaginabili? Io sono ancora in alto mare coi regali, considerando che ho quattro euro penso prenderò i peli del mio cane e ci farò dei cuscini.
“Guarda, questi cuscini contengono una lana pregiatissima, ‘na roba introvabile, l’ho ordinata secoli fa ad un prezzo stratosferico ma ci tenevo tanto che li avessi”. 

Insomma, narratemi quello che vi va, io vi leggo tutti con affetto e affettato (soprattutto affettato, c’ho fame.)

HASTA LA PASTAAAA!

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Ciance sparse: domande da adulti, pasta e vigilanza

Buongiorno miei spelacchiatissimi bipedi, come state?

Mr Batterino è ufficialmente andato a vivere da solo e stiamo scoprendo insieme i grandi quesiti delle persone adulte.
Cose come:
-“ma la pasta Barilla è davvero più buona o è solo un costrutto sociale e posso prendere la Badabungada a quattro centesimi”?
-“perché il tonno in scatola costa cosi tanto?”
-“ma se uso il vetril per lavare i pavimenti cosa succede?”
-“ma il polistirolo dove diamine si butta?”
-“lo scopettino del wc come si lava?”
-“posso rubare lo zerbino figo dei vicini?”

L’altro giorno abbiamo pulito tutto da cima a fondo, e con “abbiamo” intendo che lui ha pulito e io ho passato il tempo a dire idiozie. Il mio apporto è riassumibile nel momento clou in cui il mio cervello ha dato forfait e senza alcuna ragione logica ho buttato il non recuperabile nella plastica.
Non so come abboa fatto a non mettermi la testa nel forno, che pazienza che ha Mr Batterino!
Anche perché per il momento l’unica cosa che faccio è sbavargli sul cuscino ogni notte – quando va bene, quando va male si ritrova la mia saliva sul braccio-. Non oso immaginare che spettacolo raccapricciante sia guardarmi dormire.

Per quanto riguarda me sto continuando il mio lavoro da paladina della giustizia, vigilo l’università come fa Batman a Gotham City. Mettere la sveglia alle sei e mezza comunque mi uccide ogni volta, la mia unica ragione di vita è la colazione al bar.

E voi miei prodi come state? Quanto è stato traumatico per voi passare nel mondo degli adulti? Vi prego preparatemi alle prossime sfide e domande che dovremo affrontare io e Mr Batterino, e se avete consigli salva vita su cose da comprare indispensabili per la casa ditemi, che riferisco!

Narratemi di tutto e di piu, a presto!
Hasta la pastaaaa

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Ciance sparse: venerdì 17 infame

VENERDì 17 DI MERDA!
Eccheccazzo, che giornata penosa, ma vaffanculoooo io non ci credo nemmeno a ‘ste cose, ma oggi è stata veramente una giornata indegna.

Allora.

La mia stupida tartaruga -intendo proprio l’anfibio, OVVIAMENTE, mica gli addominali, non so neanche se nel mio corpo esistono i muscoli addominali- stamattina alle quattro ha deciso di suicidarsi trascinando in giro per la sua tanica di merda il motore di ricambio dell’acqua, CHE SI E’ BRUCIATO!
Sono arrivata in bagno mezza addormentata, con gli occhi ridotti a due fessure minuscole, mi sono bruciata la retina con la luce, non capivo letteralmente un cazzo ma sentivo un odore di bruciato immondo, ho guardato nella vaschetta e Arthur era lì, immobile… Ho pensato “minchia, si è fulminata la tartaruga!”.
Ho staccato tutto alla velocità della luce e l’ho toccato con una matita: non ha gradito. Si è un po’ inkazzeto, quindi sta bene.

Oddio, bene non so se lo è mai stato, è un essere veramente bizzarro e abbastanza raccapricciante, mi spaventa parecchio…
Quindi Sara al salvataggio ho acchiappato una bacinella gigante, l’ho riempita d’acqua (tiepida, perché il signorino ha pure bisogno di 21 gradi centigradi… MA L’IDROMASSAGGIO NO, PICCOLO ESSERE RUGOSO? MA COSA TI STO DIETRO, IO? Ma vaffanculo, Arthur) e ci ho lanciato dentro Arthur. Ora gli devo cambiare l’acqua ogni due ore perché si raffredda rapidamente.

Arthur

Odio tutto.

L’altro giorno mentre ero a zonzo con Mr Batterino abbiamo incontrato la sua ex storica.
Posso dire?
ZAN ZAN ZAAAAN.
Niente, ‘sto imparanoiata come un gerbillo impazzito.
Potete immaginare.
“E se lei ora gli scrive? E se torna da lui in ginocchio? E se torna da lui in ginocchio proponendogli attività ricreative che richiedono proprio lo stare in ginocchio? E se lui non aspettasse altro? E se a lui ripartissero i sentimenti ad cazzum?”
Niente, regà, sono fuori di testa (ma diversa da loro).
Sicuramente sono diversa da lei, che è una figa paurosa mentre io sono un rospo col gargarozzo rigonfio.

Proverò a gracidare in faccia a qualcuno, secondo me mi darebbe soddisfazione e appagamento.

Infine, nota che ha del tragico e del dolente e che mi sta facendo piangere a intermittenza da ore, il mio gatto non torna a casa da ieri e nella mia testa ci sono solo scenari orribili.
Io vivo in periferia, in una strada con zero traffico e la campagna/bosco davanti, di solito lei se ne sta lì ben visibile oppure si apposta sul vialetto di casa per farsi accarezzare da tutti… E torna sempre almeno una volta al giorno a casa.
Prima ho passato quaranta minuti in giro per il quartiere con Wendy (la mia cagnona) urlando “Sophiiiiiieeeeeeee!” a destra e a manca, ma nulla da fare…
Mi sto sentendo male, basta. 

Insomma, stasera c’è dello scazzo quindi apro le gabbie: SFOGATEVI A RUOTA LIBERA PER QUALUNQUE COSAAAA! Tirate fuori la furia che tenete dentro, il fastidio che vi cresce nel petto quando al supermercato la vecchia si piazza col carrello davanti allo scaffale che ti serve e sta lì due ore non si sa bene perché, cavate tutto il risentimento che sicuramente covate come galline e diamoci manforte.
Hasta la pastaaaaaa e non solo, che tra un po’ si torna alla paniscia qua in piemonte!