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Ciance sparse: fibbie gigantesche e pantaloni con le ali


Buongiorno miei indomiti Spelacchiati, come state?
Dopo una settimana di umore immotivatamente nero, con me piangevo ogni tre per due senza alcun motivo e volevo solo dormire ora mi sento meglio. Alè.

Mr Batterino è andato a vivere da solo, altro super alè! Ora siamo nella fase in cui tutti si aspettano che io e lui andiamo a convivere e noi non lo faremo, quindi stiamo spezzando cuori a destra e a manca, tutti quelli che ci conoscono ci chiedono quando mi trasferirò lì.
Okay, l’idea di stare nel suo appartamento un sacco di tempo mi piace tanto tanto, ma una convivenza vera ed effettiva… Mi mette un po’ di ansia. Stiamo insieme da troppo poco.
CALMA CAZZO, NON COMINCIATE A REGALARCI LA SALIERA E LA ZUCCHERIERA COI NOSTRI NOMI CHE POI MI VIENE LA FIFA E FUGGO VIA.

I miei giorni da paladina della giustizia non mascherata continuano: essere una vigilante in università non fa poi così schifo, è solo piuttosto noioso; avendo quindi del tempo per riflettere sui grandi quesiti dell’umanità sono giunta ad analizzare un argomento estremamente serio.

Vorrei dunque lanciare un grido di denuncia su un argomento che mi preme.

CHI MI RIPAGHERA’ PER GLI ANNI IN CUI MI SONO VESTITA DI MERDA PER ANDARE A SCUOLA?
No regà non potete capire, ora che vedo ogni giorno come si vestono i giovini mi sento morire ogni volta; le ragazze vengono tutte con pantaloni a vita alta che valorizzano il fondoschiena, scelgono quei colori tenui super belli, si truccano in maniera decente… E IO??? IO MI RICORDO COME ANDAVAMO VESTITI ALLE MEDIE E AL LICEO, PORCA VACCA, E QUALCUNO DOVRA’ RISPONDERNE!
Io non so quanti anni abbiate voi spelacchiati ma vi ricordate I PANTALONI A VITA BASSA? Madonna mia.
Perché?
Chi?
Com’è potuto succedere?
Che ai ragazzi si vedevano quei cazzo di elastici delle mutande di colori improponibili e noi femminucce dovevamo stare a tirarci su le braghe ogni quattro secondi netti se no ce li trovavamo alle caviglie.
Ma poi che pantaloni indegni che usavamo… Ditemi che non sono l’unica traumatizzata a vita da quelli della Angel&Devil, che avevano le ali che ti andavano dalle chiappe alle ginocchia.
‘Na roba oscena.
Oppure quelli della Richmond con la scritta “rich” sulle chiappette.
Ho i brividi.

Non che ai maschi andasse meglio eh. Senza offesa, ma ho stampate a fuoco le immagini dei miei coetanei che oltre ad avere le mutande di fuori usavano le fibbie per le cinture più brutte che il Creato abbia mai visto.
Patacche di ferro e plastica grandi quanto un macigno, con le peggio fantasie; se andava bene era la sempreverde foglia di marijuana su sfondo nero, se andava male erano delle oscenità brillantinate con gli stemmi dei grandi marchi.

Ma poi chi cazzo ci aveva insegnato ad abbinare i colori?
Soprattutto i maschi, ma che diamine… I pantaloni della tuta viola e la felpa gialla.
La t-shirt gialla e i pantaloni blu.
I maglioni verdi e i pantaloni arancioni.
Cose che solo a guardarli veniva un attacco epilettico.

Io poi ero già una miserabile misantropa quindi mi vestivo abbastanza basilarmente: magliette orrende, jeans vomitevoli e la mia cintura era come quella di Avril Lavigne: nera con le borchie, pronta a frustare chiunque mi parlasse.

Ma parliamo del makeup?
Sette chili di matita nera al giorno. Sulla palpebra, nella rima inferiore, pure nella cornea ancora un po’.
Fondotinta di sedici tonalità più scure e arancioni del necessario, blush che sembrava ci avessero appena prese a schiaffi… Inguardabili.

Ora quando al mattino alle sette salgo sul bus per andare a lavoro vedo queste mandrie di pischelletti vestiti meravigliosamente.
Trench color cammello sopra maglioncini dai colori pastello tipo rosino, beigiolino, marroncino caldo, pantaloni chiari e scarpe bianche… I ragazzi con cappotti lunghi, jeans scuri, t-shirt e felpe che non ti fanno venire voglia di piantarti un punteruolo negli occhi…
Sono molto invidiosa.
Poi in università non ne parliamo, le giovani donne vengono vestite con un’eleganza che mi manda ai pazzi. Mettono addirittura i tacchi, io mi ammazzerei dopo ventidue secondi.

Insomma, dopo tante ciance così serie penso di potervi lasciare andare, spero passiate un mercoledì sera accettabile! Io andrò dal mio Batterino preferito, come ho già detto prima voglio invadere casa sua in sordina, un pochino alla volta, finché non si sa come all’improvviso tutta la mia roba sarà nei suoi armadi e sarà troppo tardi per cacciarmi via.
Vi prego tirate fuori tutti i ricordi più beceri delle mode passate, io sono andata a riguardarmi certe foto e stavo per morire dal ridere! E soprattutto narratemi del VOSTRO stile sicuramente terrificante in qualche fase della vostra vita spelacchiata!

Hasta la pasta!

Autore:

Simpatica come una piaga da decupito e fine come un babbuino che si gratta il sedere. Se vi va di scambiare quattro chiacchiere, mandarmi mail minatorie o proporre una bevuta insieme: pensierispelacchiati@gmail.com

33 pensieri riguardo “Ciance sparse: fibbie gigantesche e pantaloni con le ali

    1. 😂😂😂 Preferisco rubamazzetto, se per te va bene.
      Ho pure i reumatismi, va che c’è poco da ridere, ho un piede nella fossa e l’altro nell’oltretomba ormai 😂

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  1. Io ho ricordi ancora più tremendi, ma probabilmente eredità di anni ancora più beceri.. Alle medie era l’epoca dei paninari, ho detto tutto.. Tralasciando il mood calze a scacchi giallo senape, fibbie come padelle, capelli cotonati con lacca, io, o meglio noi, andavamo in giro con le felpe legate attorno alla vita, per coprire i fianchi, risvolti e truccate come Madonna…

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    1. IL PANINAROOOOOOOOOOO!!! Come avevo potuto rimuoverlo dalla mia testa 😂😂 che meravigliosi ricordi 😂
      Mi consola che sia stata una fase tremenda per tutti 😂

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  2. Pantaloni a vita bassa, ballo da spastici chiamato Tektonik e magliette Rams o Sweet Years: ecco il look dei tabbozzi di fine anni 2000 e inizio 2010, l’incubo di ogni essere dotato di neuroni nonchè mio personale in quanto unico nerdaccio patentato in un liceo di fighetti (e fighe di legno che però aprivano le gambe se solo uno ostentava, forse millantando, posticini nel privè dell’Hollywood).
    Grazie al cielo quei tempi sono finiti, ancor più per me che vestivo rigorosamente nero e pur essendo un omino mite la mia lunga chioma con barbetta da adolescente metallaro allontanava di default buona parte degli esseri viventi.

    Di quel periodo mi mancano solo i capelli. Adoravo il mio swoosh stile Pantene.
    Per il resto, preferirei azzerare tutto dalla memoria.

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      1. Parafrasando il giardiniere Willy, io e loro eravamo nemici per natura, come gli inglesi e gli scozzesi, i gallesi e gli scozzesi, gli irlandesi e gli scozzesi, i giapponesi e gli scozzesi, gli scozzesi e altri scozzesi!!
        Dannati scozzesi, hanno rovinato la Scozia!!!

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  3. Il look del liceo? (…) Ah, perché c’era un look? Noi ci vestivamo con tute, jeans, maglioni quando faceva un freddo cane (e ovviamente il riscaldamento in classe funzionava sì e no e le finestre avevano lo spessore della carta velina, che a sederci vicino ti sembrava di stare nella tundra artica).
    Forse, verso gli ultimi anni, iniziava lo stile punk rock, ma FORSE…
    Mi sa che sto diventando vecchio!!! XD
    Un salutone!

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    1. Verissimo, i posti vicino alla finestra in inverno erano terrificanti 😱 ma pure quelli accanto al termosifone… C’era uno sbalzo termico di venti gradi da una parete all’altra 🤦🏻‍♀️

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  4. Io ero già troppo grande quando andava forte la moda dei pantaloni bassissimi che ti facevano vedere il culo. In realtà so anche il motivo per cui ebbe successo… Perché prima, ai miei tempi, andava invece la moda dei jeans strettissimi. Un’intera generazione rovinata per aver avuto i genitali surriscaldati! Normale che poi si sia passati, in cerca di un qualche refrigerio, prima ad abbassare i pantaloni e poi a tenerli larghi (i maschi a cui si erano surriscaldati troppo si riconoscevano perché erano quelli con i pantaloni più bassi e larghi di tutti. Li vedevo e pensavo: eh!, ti stavi giocando i testicoli e hai dovuto rimediare, eh!?) 😉

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  5. Andavo in giro pure io vestita in maniera tremenda (vita bassa, ricami brutti e pantaloni troppo lunghi con i bordi distrutti…), però non è che sia migliorata troppo da adulta. Le ragazze di adesso mi mettono un po’ ansia tanto sono curate nell’abbigliamento e nel trucco, sembrano loro le trentenni!😅

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    1. È vero, sembrano molto più adulte di quanto lo sia io ora e hanno dieci anni in meno, è terrificante 😂
      Il fondo dei jeans sempre a brandelli e pronti a finire nelle pozzanghere… Che schifo di ricordi 😂

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  6. Non so come queste ragazze riescano a curare i loro outfit prima di andare a scuola, forse è il loro modo per sopravvivere al liceo xD La mia filosofia era semplicemente quella di coprire le membra, senza abbinamenti di colori, tessuti o accessori. Ricordo solo una fase a 17 anni in cui cominciai a tingermi i capelli, ma fu un disastro e mi ritrovai con i capelli un po’ gialli, un po’ castani e un po’ ramati. Decisamente un periodo su cui stendere un velo pietoso 😅

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    1. Idem, io se potevo dormire anche solo ventitre secondi in più lo facevo 😂 poi mi sentivo un orrido rospetto in classe, ma era inconcepibile farsi belle al mattino!
      Uffa io non ho passato la fase delle tinte e ora me ne dispiaccio!

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  7. Io penso che dipenda dalla gente che incontri. Io per dire lavoro in una scuola superiore ad indirizzo alberghiero e se penso al look degli studenti non siamo progrediti molto da come eravamo noi alle medie! Pantaloni super larghi per i maschi con le mega felpe oppure, per le ragazze, jeans a vita alta e toppettini sportivi neri. Tutte rigorosamente truccate impegnative e piastrate quotidianamente. Io al liceo (ma pure ora eh) non avrei mai investito qualche minuto di tempo in trucco, se potevo regalarlo al sonno, e porto fieramente in giro la mia faccia struccata. In realtà non ricordo neanche un gran disagio alle medie/superiori, ho in mente che era di moda vestirsi Lonsdale o Onyx e Fornarina, se avevi i soldi (e io non li avevo), ma non molto altro. Alle superiori ho vissuto un periodo molto rock e adoravo andare in giro con le cose bianche, rosse e nere, le righe e le scritte. Non rinnego il mio passato modaiolo, forse perchè ora come allora mi vesto come mi piace e me ne infischio di cosa vendono… sarà per questo che quello che vedo nei negozi non mi piace mai? 😛

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  8. Ciao
    Ho visto che sei passato da me nel mio blog
    Grazie
    Mi ha fatto molto piacere.
    Non so se sto seguendo il tuo blog, credo di no.
    Sai negli ultimi tempi, ho dato priorità a chi mi segue.
    Mi sembra una cosa giusta e corretta.
    Ed è anche un buon metodo per non perderci di vista.
    Da ora ti seguo e spero che ricambi seguendo il mio blog anche tu.
    Ciao e buona giornata
    Natalia

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  9. Mah…. se a quei tempi fossero stati di moda i pantaloni a vita alta e adesso quelli a bassa, adesso diresti che eri una sfigata con quei pantaloni ascellari.
    Ricordo che ,in quei tempi, ci eravamo ribaltati dalle risate guardando i pantaloni di Tom Selleck in Magnum PI (appunto alti).
    Io, che della moda me ne frego, trovo che quelli a vita bassa siano più sexy, soprattutto quando spunta il tanga 🙂 :P’ slurp!
    Certo i maschi che andavano in giro con le tasche dietro ,che dovevano stare sul culo, calate all’altezza delle ginocchia…. oh mio dio…

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