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Ciance sparse: vita da promoter

Mi viene difficile dire “buonasera miei cari spelacchiati, come state?” perchè visto il PUTINFERIO di questi giorni credo che nessuno stia bene. Di fronte a certe cose non si può stare bene.
Ma non voglio parlare di questo, stasera voglio solo cianciare sparsamente, sperando che ci sia ancora qualche spelacchiato all’ascolto!

Diciamo che è un periodo intenso e stressante: il mio cane sta male -se succede qualcosa alla mia musona probabilmente mi lancio dal balcone, vi avviso-, quella farsa del mio lavoro mi sta logorando l’anima -a breve ve ne parlo-, il Batterino tra poco si laurea e io sto cercando di organizzargli non una ma ben due feste perché sono pazza, e in tutto ciò il mio malessere da Covid procede e pure la psiche mi sta un po’ abbandonando.
La mia psicologa non è particolarmente contenta di me, in questo periodo. Secondo lei sono di nuovo in fase depressiva, cosa che posso confermare visto che passo la maggior parte del mio tempo a piangere senza apparente ragione, come mi capitava anni fa.

Ma parliamo un attimo del mio lavoro, che definire “lavoro” mi pare veramente esagerato.
Diciamo che al momento faccio il cosplay del fallimento dell’umanità.
Faccio la promoter per una scuola di inglese.
Cosa significa?
Che devo stare in piedi quattro ore ad un banchetto storto -perché non so montarlo- e cercare di accalappiare gente che compili dei coupon con cui avranno diritto a uno sconto sui corsi di lingue.
… non chiedetemi quanto mi pagano perché è troppo imbarazzante. Immaginatevi una paga minima, dopodiché dimezzatela e a quella cifra togliete il 25% della metà.
Insomma regà se mi prendo un caffè al bar mi brucio tre ore di lavoro.

Ma parliamo un attimo del genere umano, che non smette mai di sorprendermi e infastidirmi allo stesso tempo.

Ora voi immaginate me, che sono una misantropa perennemente inviperita verso il genere umano, in piedi, al freddo, che tento di spiegare alle persone che potrebbero avere uno sconto su un corso di inglese e mi sento dire le seguenti cose:


– “Signorina ma lei è bellissima…” *ciance inutili a cui io rispondo con garbo e gentilezza che Buckingham Palace dovrebbe darmi un titolo onorario solo per quello* “io ho un amico che lavora per la tv… tu hai due occhi che parlano, e poi un fisico… senti, se vuoi organizziamo un aperitivo e te lo presento, secondo me come presentatrice o modella ti prenderebbe immediatamente”
Vattelapijanderculo e firma sto coupon, porca la miseria. Poi chiama il tuo amico e fai compilare pure a lui.

– “Signorina ma cosa vende?” con sguardo vacuo da triglia mentre fissa con insistenza i volantini
“Non vendo nulla, se compila questo coupon però ha uno sconto mirabolante su tutti i corsi, ‘na robbba irripetibile, le rubo un secondo solo…”
“Ma le lezioni le fai tu?”
“…No, un insegnante madrelingua qualificato, bravissimo, levissimo, altissimo…”
“Ah allora no. Beh meglio che i corsi non li tenga tu, non starebbe attento nessuno, si innamorerebbero tutti! Eheheh…”
… Mavattelapija E FIRMA STO CAZZO DI COUPON PER L’AMOR DI DIO.


-“ Ma perché vi servono i miei dati?”
“Buongiorno anche a lei neh, guardi ci servono solo il nominativo e l’indirizzo mail, così possiamo mandarle l’informativa di tutti i corsi per farveli conoscere e se poi siete interessati…”
“Io non firmo niente.”
“…Signora è solo per presa visione, se no potrei compilarne duecento a caso con dati falsi…”
“No no allora vado di persona, non mi fido mica.”
Signora, glielo devo dire pure a lei? vadapija.

-“Ciao! Ma non hai freddo qui così?”
“Guardi, ho appena tolto le stalattiti di ghiaccio che mi pendevano dal naso..”
“Eheh… Se vuoi ti offro un caffè, parliamo un po’…”
“Mah, guardi, come se l’avesse fatto. Le interessa un coupon per un corso..?”
“No ma dico davvero, andiamo lì al bar e ci conosciamo un po’, sai, mi hai colpito…”
“Guardi non le dico con cosa vorrei colpirla adesso ma le lascio immaginare, sto lavorando, non posso allontanarmi.”

-“Posso usare l’igienizzante?”
Dipende, io posso darti una randellata sui denti?

-Il simpaticone che “Io so già l’inglese, DE CHET IZ ON DE TAIBOL, ihihih”
Tu. Credo ci sia un girone all’inferno per le persone fastidiose come te.

I ghiv iu a manrovesc iu crep, okay?

-“Buongiornopossolasciarleuncoupon?”
“Sono un avvocato. Sto andando a lavoro. Secondo lei mi interessa?”
Mah, a occhio e croce dovrebbe interessarle togliersi quel palo dall’ano, però chi sono io per dare consigli. Coupon?

“Ciao scusa eh, appoggio un attimo qui lo zaino e le buste della spesa che si stanno rompendo, un attimo solo eh…”
…Ma io le do fuoco, signore, se ne rende conto? Lo legge nei miei occhi che la odio?

E poi questo aneddoto ve lo devo narrare perché io ancora sono basita.
Sabato mattina, arriva una signora non ho neanche dovuto fermarla io, mi dice che è interessata al corso di inglese perché sua figlia abita all’estero e quando va a trovarla è spaesata, bla bla bla, compila il coupon e se ne va allegramente.
Sabato pomeriggio questa figura torna.
“Scusami sai sono un po’ distratta stamattina ti ho dato il numero vecchio, l’ho cambiato da poco, non ci ho proprio pensato… Posso riavere la tua parte del coupon così te lo correggo?”
“…Ma certo signora, voilà.”
E QUESTA PERSONAGGIA PRENDE IL CAZZO DI COUPON E ME LO STRAPPA IN MILLE PEZZI DAVANTI AGLI OCCHI DICENDO “IO I MIEI DATI NON LI LASCIO A NESSUNOOOOOO!” E FUGGE VIA!!!!!!!!

No regà non potete capire.
Io ero troppo sconvolta per reagire ma avrei tanto voluto inseguirla, darle una capocciata e lasciarla a terra coi sui cazzo di dati.

MA CHE ME NE FREGA A ME SE HAI CAMBIATO IDEA, TE LO RIDAVO COMUNQUE IL COUPON COI TUOI PREZIOSISSIMI DATI DI MERDA, MA COSA MINCHIA MI MENTI GUARDANDOMI IN FACCIA? MA SEI DEFICIENTE? MA SCUSAMI!?!?!?

Poi sarà una di quelle che su Facebook mette le foto di casa sua con scritto “oooh ora si va due ore in palestra!” e i quiz “scopri quale testa di cazzo sei”.

Io penso che prima o poi qualcuno lo pesto a sangue.

Oggi ci sono andata molto vicina. Non potete capire la quantità di fischi, commenti sul mio fisico, apprezzamenti vari e volgari mi vengono rivolti ogni volta, è veramente desolante. 

Detto ciò domani ho un colloquio in una gioielleria.
Io non so come possano anche solo avermi presa in considerazione, il mio CV dovrebbe emanare goffaggine e inadeguatezza a qualunque ruolo; dovrò far finta di essere una persona pacata, delicata, raffinata. “Oh sì, il taglio di questa pietra pomice è davvero delizioso, le consiglio anche questo monile con incastonato una pietruzza presa in una strada sterrata qua vicino…”
Insomma… mandatemi delle vibrazioni positive, che qua sono a un passo dal chiudermi come un armadillo e riaprirmi al mondo tra cinque o sei secoli.


E voi invece miei cari spelacchiati come state? Non so se ci sia ancora qualcuno a leggermi visto che ho la costanza di una rana pescatrice rinsecchita, ma mi farebbe molto piacere se mi raccontaste quello che vi va, quello che vi passa per la testa (o per la testuggine), come procedono le vostre vite… Insomma, come sempre avete carta bianca.
Hasta la pasta!

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Ciance sparse: freddo, Mr Batterino ed emotività sparsa

Buongiorno miei cari spelacchiati, come state?
Io sto sbrinando.
Ho le stalattiti di ghiaccio che mi pendono dal naso.

Temperatura odierna: FRIDD.

Non so voi come siate messi (no, non il calciatore, via quelle trombette da stadio) ma qua c’è della neve; più che neve è quella poltiglia di acqua e nevischio bizzarra che crea quella patina scivolosa sulle strade e io ho ovviamente già rischiato di fare una notevole quantità di cadute e spaccate; barcollo, scivolo, incespico, per poco non batto il muso per terra ma non mollo.

Che io sia una persona disordinata è noto al mondo, stavolta sono riuscita a perdere ben tre chili. Non so come, mi saranno caduti mentre camminavo e non me ne sono accorta, boh! O forse è la dieta a base di petto di pollo alla piastra e riso in bianco che da i suoi frutti, chissà.
Fatto sta che io mi vedo sempre grassa allo stesso modo, con l’unica differenza che ora tutti i vestiti mi stanno male.
Pantaloni che fanno rigonfiamenti ovunque, gonne che mi cadono alle caviglie mentre cammino, maglioni in cui navigo… Uno spettacolo aberrante, giuro. L’abominevole donna non delle nevi.

Che poi oltre al mio strato di grassitudine ho scoperto che soffro pure di iperlordosi, il che significa che la mia colonna vertebrale ha una curvatura imbecille che spinge pure in avanti la panza, accentuandola. Tutto meraviglioso, ora mi tocca andare da un fisioterapista due volte al mese per cercare di far tornare la mia schiena in uno stato decente.

Ora passiamo alle note dolenti: sono di nuovo disoccupata. Circa. In realtà non ho capito nemmeno io.
A parte le condizioni abbastanza pietose in cui mi toccava lavorare per sei euro l’ora, l’altro giorno la titolare mi scrive e mi fa “per adesso sei in stand by, ciaoooooo!”.

MA CHE DIAMINE VUOL DIRE?
NON SONO MICA UNA PLASYSTATION, CHE PUOI METTERE IN MODALITA’ RISPARMIO ENERGETICO!
Io sono tutt’ora basita.

In tutto ciò l’altra sera dopo due birre e un limoncello ho avuto un momento di emotività fuori controllo con Mr Batterino e le cose sono andate più o meno così:

Io me ne stavo lì con gli occhi lucidi e gonfi come quelli di un rospo, cercando di non essere pazza e non piangere, con Mr Batterino che non aveva idea di cosa mi stesse prendendo.

“Stai bene?”
Game over, ho dovuto vuotare il sacco “No… Ho paura.”
“Di cosa?”
“Di te.” ho mugugnato contro la sua spalla perché non riuscivo a guardarlo negli occhi “Faccio fatica a fidarmi delle persone e farle entrare nella mia vita… con te è stato tutto sconvolgentemente spontaneo, ma ora hai il potere di ferirmi e questo mi spaventa da morire… E di potere ne hai parecchio, Batterino.”
“Lo stesso vale per me, ma tu di potere ne hai infinito. Non te ne accorgi neanche, o forse non sono bravo ad esprimerlo… Ma stiamo vivendo una cosa bellissima. Non ti so dire come andranno le cose in futuro, ma in ogni caso avremo dei ricordi stupendi di qualcosa di importante.”
Insomma, mi ha detto quello che mi dice sempre la mia psicologa: “Sara, cazzo, vivi il presente, godi a piene mani di quello che hai, immergiti nelle cose belle, trai insegnamento da quelle brutte, ma non metterti a rimuginare sul passato o fare congetture sul futuro: non puoi saperlo, e con le tue tendenze depressive ti immaginerai solo scenari che ti fanno soffrire. Non cadere in questa trappola.”.


Sperando che queste sagge parole possano essere di aiuto a qualcuno ora chiedo a voi come state, miei cari. Come ve la passate? Siete pronti all’incombere del Natale, con tutti i cenoni/pranzoni/aperitivoni/colazioni (..no?) possibili e immaginabili? Io sono ancora in alto mare coi regali, considerando che ho quattro euro penso prenderò i peli del mio cane e ci farò dei cuscini.
“Guarda, questi cuscini contengono una lana pregiatissima, ‘na roba introvabile, l’ho ordinata secoli fa ad un prezzo stratosferico ma ci tenevo tanto che li avessi”. 

Insomma, narratemi quello che vi va, io vi leggo tutti con affetto e affettato (soprattutto affettato, c’ho fame.)

HASTA LA PASTAAAA!

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Ciance sparse: lavoro, impiastri e disastri

Buongiorno miei cari spelacchiati, come state?
Io vivo e vegeto, ma più che altro vegeto. Sto immobile come una pianta secca.
Il mio primo regalo del calendario dell’avvento è stata una bustina di Moment, quello rosa per noi donnine ciclanti e ciclabili.
Insomma, noi che abbiamo l’innominabile infame: er ciclo.

Infatti io sto sdraiata ad occhi chiusi, questo post sarà pieno di errori di battitura perché sto muovendo le dita sulla tastiera completamente ad cazzum, non ho davvero idea di dove si trovino le lettere.
Diciamo che tra il mal di testa, i crampi al basso ventre e un veramente fastidioso dolore alle ovaie si è aggiunta anche una ragguardevole dose di ansia perché domani inizio ufficialmente a lavurà nel salone della parrucchiera di cui vi ho parlato, e dopo una giornata di prova sono giunta ad una conclusione piuttosto allarmante: non so fare una minchia.
Scusate il linguaggio sempre molto altolocato, è il Moment che ho sniffato a parlare.

Insomma, giorno di prova in cui sono successe le seguenti patetiche scene:

  • “Okay Sara allora prepara la nostra CicciaPasticcia con asciugamano e mantellina”.
    Okay, mi dico, che ci vuole.
    Mi appropinquo alla cliente con suddetta mantellina tutta piegata, cerco di sgrovigliarla ma è peggio dei sacchetti biodegradabili del supermercato, ci litigo sotto gli occhi basiti della cliente e poi alla fine ce la faccio e per poco non la strozzo facendo il nodo alla mantellina. Penso di essere sembrata una mentecatta stellare.
  • Okay allora prendi appuntamento per la signora Sottolapancalacapracampa alle ore 11:15”.
    Signorsì signora, io scattante come un felino, furba come una volpe acchiappo il tablet degli appuntamenti in cui basta cliccare sul foglio dell’agenda per fissare ‘sti appuntamenti… E mi appare “ore 11:30, aggiungi servizio?
    Ma no, parbleau, 11:15 ho detto, e clicco di nuovo.
    11:45, aggiungi servizio??
    MA HO DETTO DI NO, 11:15, PORCA MISERIA!
    “20:05, aggiungi ‘sti cazzo di servizi?”
    Alla fine mi hanno detto che a volte si impalla e devo uscire dall’app e rientrare.
    Penso che se avessero aspettato anche solo venti secondi in più lo avrei lanciato via.
  • Allora Sara, fai pagare la signora PimperepettennusaPimperepettepppà
    “…”
    Cosa?”
    “…Non so come si usi il registratore di cassa. Sono un verme verminoso, abbi pietà.”
    Ma… Uhm. Beh. Basta che schiacci qui, aggiungi lì, REPduemilasette, punto zero zero se no non te li conta, repcentoquattro come quella che serve a te, poi schiacchi qui, premi là e hai finito. Dai, le prossime le fai tu.”
    … vi lascio immaginare. Un macaco con una pulsantiera.
  • Anche solo per igienizzare le poltroncine a un certo punto mi sono quasi igienizzata il cristallino puntandomi lo spruzzino inavvertitamente dritto negli occhi.
  • Ho fatto cadere una caterva di tubetti di cose colorate mentre cercavo di metterle in ordine numerico. Quindi oltre ad essere tutti ammaccati ora quei cosi sono pure in ordine sparso, esatto.

E niente regà, io dovrei solo vergognarmi di me stessa ma oltre a quello -che faccio già su base giornaliera, non temete- spero che leggere i miei disastri possa far sentire meno imbecille qualcuno che deve fare per la prima volta qualcosa di nuovo, che sia lavorativo o meno.
Cioè, diciamocelo proprio chiaramente, peggio di me NESSUNO può fare. Sono un impiastro. Inciampo, sbaraglio cose, faccio cadere tutto, mi impappino, non so schiacciare nemmeno il touchscreen del tablet per gli appuntamenti PER DIO!
Credo mi assuma solo per pietà nei miei confronti, ma visto che mi servono soldi e non ho una dignità mi va benissimo così.

Ecco, miei prodi spelacchiati, se qualcuno volesse condividere nei commenti la propria esperienza di persona che fa disastri imparando nuove cose sarebbe bellissimo e mi fareste sentire meno sola. Avete mai fatto un paciocco incredibile a lavoro? Come ne siete usciti? Io penso che potrei effettivamente lapidarmi se dovessi sfracellare qualcosa. In più tra le mie mansioni ci sarà il preparare pacchetti e cestini, vi lascio immaginare la mia incredibile manualità quale grandi impacchettamenti tirerà fuori.
Sì, sto pensando di bermi della cicuta prima di domani.

In più visto che io sono un orso solitario ma voi siete degli indomiti spelacchiati vi chiedo un consiglio: ma se io e Mr Batterino volessimo farci un paio di giorni sulla neve, tipo in Valle d’Aosta… sapreste consigliarmi qualche bel posticino? Una baitina, una cosetta accogliente e caldina… Insomma, vogliamo essere come Heidi e Peter, se ci fosse pure un pony sarei la persona più felice del mondo.

Vi voglio tanto bene, forse troppo, ora che ci penso.
Hasta la pastaaaa

Ps: Regà sto avendo una marea di problemi a rispondere ai commenti, non so perchè ma il mio pc non mi fa aprire il blog, sto cercando di risolvere. Abbiate pazienza, scusatemi!

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Ciance sparse: domande da adulti, pasta e vigilanza

Buongiorno miei spelacchiatissimi bipedi, come state?

Mr Batterino è ufficialmente andato a vivere da solo e stiamo scoprendo insieme i grandi quesiti delle persone adulte.
Cose come:
-“ma la pasta Barilla è davvero più buona o è solo un costrutto sociale e posso prendere la Badabungada a quattro centesimi”?
-“perché il tonno in scatola costa cosi tanto?”
-“ma se uso il vetril per lavare i pavimenti cosa succede?”
-“ma il polistirolo dove diamine si butta?”
-“lo scopettino del wc come si lava?”
-“posso rubare lo zerbino figo dei vicini?”

L’altro giorno abbiamo pulito tutto da cima a fondo, e con “abbiamo” intendo che lui ha pulito e io ho passato il tempo a dire idiozie. Il mio apporto è riassumibile nel momento clou in cui il mio cervello ha dato forfait e senza alcuna ragione logica ho buttato il non recuperabile nella plastica.
Non so come abboa fatto a non mettermi la testa nel forno, che pazienza che ha Mr Batterino!
Anche perché per il momento l’unica cosa che faccio è sbavargli sul cuscino ogni notte – quando va bene, quando va male si ritrova la mia saliva sul braccio-. Non oso immaginare che spettacolo raccapricciante sia guardarmi dormire.

Per quanto riguarda me sto continuando il mio lavoro da paladina della giustizia, vigilo l’università come fa Batman a Gotham City. Mettere la sveglia alle sei e mezza comunque mi uccide ogni volta, la mia unica ragione di vita è la colazione al bar.

E voi miei prodi come state? Quanto è stato traumatico per voi passare nel mondo degli adulti? Vi prego preparatemi alle prossime sfide e domande che dovremo affrontare io e Mr Batterino, e se avete consigli salva vita su cose da comprare indispensabili per la casa ditemi, che riferisco!

Narratemi di tutto e di piu, a presto!
Hasta la pastaaaa

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Ciance sparse: fibbie gigantesche e pantaloni con le ali

Buongiorno miei indomiti Spelacchiati, come state?
Dopo una settimana di umore immotivatamente nero, con me piangevo ogni tre per due senza alcun motivo e volevo solo dormire ora mi sento meglio. Alè.

Mr Batterino è andato a vivere da solo, altro super alè! Ora siamo nella fase in cui tutti si aspettano che io e lui andiamo a convivere e noi non lo faremo, quindi stiamo spezzando cuori a destra e a manca, tutti quelli che ci conoscono ci chiedono quando mi trasferirò lì.
Okay, l’idea di stare nel suo appartamento un sacco di tempo mi piace tanto tanto, ma una convivenza vera ed effettiva… Mi mette un po’ di ansia. Stiamo insieme da troppo poco.
CALMA CAZZO, NON COMINCIATE A REGALARCI LA SALIERA E LA ZUCCHERIERA COI NOSTRI NOMI CHE POI MI VIENE LA FIFA E FUGGO VIA.

I miei giorni da paladina della giustizia non mascherata continuano: essere una vigilante in università non fa poi così schifo, è solo piuttosto noioso; avendo quindi del tempo per riflettere sui grandi quesiti dell’umanità sono giunta ad analizzare un argomento estremamente serio.

Vorrei dunque lanciare un grido di denuncia su un argomento che mi preme.

CHI MI RIPAGHERA’ PER GLI ANNI IN CUI MI SONO VESTITA DI MERDA PER ANDARE A SCUOLA?
No regà non potete capire, ora che vedo ogni giorno come si vestono i giovini mi sento morire ogni volta; le ragazze vengono tutte con pantaloni a vita alta che valorizzano il fondoschiena, scelgono quei colori tenui super belli, si truccano in maniera decente… E IO??? IO MI RICORDO COME ANDAVAMO VESTITI ALLE MEDIE E AL LICEO, PORCA VACCA, E QUALCUNO DOVRA’ RISPONDERNE!
Io non so quanti anni abbiate voi spelacchiati ma vi ricordate I PANTALONI A VITA BASSA? Madonna mia.
Perché?
Chi?
Com’è potuto succedere?
Che ai ragazzi si vedevano quei cazzo di elastici delle mutande di colori improponibili e noi femminucce dovevamo stare a tirarci su le braghe ogni quattro secondi netti se no ce li trovavamo alle caviglie.
Ma poi che pantaloni indegni che usavamo… Ditemi che non sono l’unica traumatizzata a vita da quelli della Angel&Devil, che avevano le ali che ti andavano dalle chiappe alle ginocchia.
‘Na roba oscena.
Oppure quelli della Richmond con la scritta “rich” sulle chiappette.
Ho i brividi.

Non che ai maschi andasse meglio eh. Senza offesa, ma ho stampate a fuoco le immagini dei miei coetanei che oltre ad avere le mutande di fuori usavano le fibbie per le cinture più brutte che il Creato abbia mai visto.
Patacche di ferro e plastica grandi quanto un macigno, con le peggio fantasie; se andava bene era la sempreverde foglia di marijuana su sfondo nero, se andava male erano delle oscenità brillantinate con gli stemmi dei grandi marchi.

Ma poi chi cazzo ci aveva insegnato ad abbinare i colori?
Soprattutto i maschi, ma che diamine… I pantaloni della tuta viola e la felpa gialla.
La t-shirt gialla e i pantaloni blu.
I maglioni verdi e i pantaloni arancioni.
Cose che solo a guardarli veniva un attacco epilettico.

Io poi ero già una miserabile misantropa quindi mi vestivo abbastanza basilarmente: magliette orrende, jeans vomitevoli e la mia cintura era come quella di Avril Lavigne: nera con le borchie, pronta a frustare chiunque mi parlasse.

Ma parliamo del makeup?
Sette chili di matita nera al giorno. Sulla palpebra, nella rima inferiore, pure nella cornea ancora un po’.
Fondotinta di sedici tonalità più scure e arancioni del necessario, blush che sembrava ci avessero appena prese a schiaffi… Inguardabili.

Ora quando al mattino alle sette salgo sul bus per andare a lavoro vedo queste mandrie di pischelletti vestiti meravigliosamente.
Trench color cammello sopra maglioncini dai colori pastello tipo rosino, beigiolino, marroncino caldo, pantaloni chiari e scarpe bianche… I ragazzi con cappotti lunghi, jeans scuri, t-shirt e felpe che non ti fanno venire voglia di piantarti un punteruolo negli occhi…
Sono molto invidiosa.
Poi in università non ne parliamo, le giovani donne vengono vestite con un’eleganza che mi manda ai pazzi. Mettono addirittura i tacchi, io mi ammazzerei dopo ventidue secondi.

Insomma, dopo tante ciance così serie penso di potervi lasciare andare, spero passiate un mercoledì sera accettabile! Io andrò dal mio Batterino preferito, come ho già detto prima voglio invadere casa sua in sordina, un pochino alla volta, finché non si sa come all’improvviso tutta la mia roba sarà nei suoi armadi e sarà troppo tardi per cacciarmi via.
Vi prego tirate fuori tutti i ricordi più beceri delle mode passate, io sono andata a riguardarmi certe foto e stavo per morire dal ridere! E soprattutto narratemi del VOSTRO stile sicuramente terrificante in qualche fase della vostra vita spelacchiata!

Hasta la pasta!

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Ciance sparse: chi mi offre un caffè virtuale?

Giuuuuuro, mi fai venire voglia di futuuuurooo
Mi lasci vincereee e poi vuoi la rivincitaaaa

Bon, momento Fedez finito, mi ricompongo come un puzzle. Poi che più che un puzzle io sia un insieme di puzze (senza L) è un altro discorso che per vostra fortuna non vi riguarda da vicino.

Ancora una volta vi ringrazio per i vostri commenti spelacchiati, voi si che sapete tirar su di morale una persona. Voleste anche farmi un bonifico ve ne sarei estremamente grata.

Domani ho un colloquio per tornare nei meandri paludosi e piuttosto nauseabondi dei call center; mi ero ripromessa di non farlo mai più, ma non sono mai stata così povera e senza prospettive di vita come in questo momento dunque mi attaccherò al telefono e il primo che mi mette giù in malomodo giuro che risalgo al suo indirizzo e vado a dargli una capocciata dritta in mezzo agli occhi. QUINDI STATE TUTTI ATTENTI A COME RISPONDETE, ECCHECCAZZO.
Mi ricordo che ai tempi d’oro in cui ero una chiamatrice seriale quelli che mi davano più sui nervi erano quelli che mi rispondevano tutti indignati “signorina ma io sto lavorando!” 
E IO NO, CARO SIGNORE, NEL TEMPO LIBERO MI DIVERTO A CHIAMARE SCONOSCIUTI PER CERCARE DI APPIOPPARGLI COSE! MA SECONDO TE IO COSA STAREI FACENDO?
Potendo avrei infilato una cannuccia nel telefono per fargli arrivare un mio sputo dritto nell’occhio.

Visto che l’ultima volta vi ho ammorbati come nemmeno il Covid abbia mai fatto oggi vi lascio un post di quisquilie, cose a caso pressochè inutili condite dal mio veramente ignobile senso dell’umorismo.

La prima cosa che voglio condividere con voi è un canale di fitness.

Lo so.

Lo so, miei cari, siete increduli. Io, pigra di professione, che consiglio un canale di allenamento… Che viscida ipocrita che sono, lo so.
Eppure Jo mi piace da morire. Sto seguendo i suoi workout da un paio di settimane ormai e anche se sono sempre una focena spiaggiata mi sento un po’ meglio; il mio allenamento preferito è il fast walking, praticamente devi camminare sul posto e fare movimenti per attivare tutti i muscoli… Inutile dire che probabilmente una persona normale finirebbe dicendo “embè, quando inizia l’allenamento?” ma per me che sono una foca dalla consistenza gelatinosa di una medusa è stancantissimo. Arrivo alla fine sudata e per lo più muerta, ma molto soddisfatta! Non so perché ma credo che l’unica parte di me che sta fruttando risultati sono i polpacci.
Così quando vado in giro la gente mi guarderà e farà “Ehlla che mostro, però c’ha due polpacci da sposare!”.

La seconda cosa che voglio condividere con voi è una canzone del 2003 che rappresenta la mia persona, e nel video c’è la persona di cui ero innamoratissima da marmocchia: sto parlando di Mr Brightside dei The Killers.
Partiamo dalla cosa più importante: MA CHE FIGO ERA BRANDON FLOWERS? MA CHE BELLINO, MADOOOOOO! Innamorata persa, che vi devo dire. Invecchiando l’ho perso, ma in questo video era top.

E poi non so quale sia il vero significato di questa canzone ma io l’ho sempre interpretato come un “sono completamente innamorato di questa persona ma ahimè sono anche pazzo quindi nella mia testa mi immagino scenari orribili in cui questa persona mi tradisce deplorevolmente, ma io ci casco lo stesso perchè voglio pensare al lato positivo.”
Insomma, è la canzone di un mentecatto: c’est moi. 

Infine miei cari spelacchiati vi condivido un link tramite cui potete offrirmi un caffè virtuale; è una cosa che ho visto in diversi blog che seguo e in quelli che seguo di più ho spesso fatto queste piccole donazioni perché mi fa piacere sostenere nel mio piccolo i blogger che mi intrattengono e mi informano! Sia chiarissimissimo, nessuno è tenuto a darmi nemmeno mezzo centesimo, mi è sembrata una cosa carina perché a me in primis fa piacere sostenere gli altri. Se qualcuno decidesse di offrirmi questo caffettino virtuale però è pregato di scrivermi, scambiamoci due chiacchiere come se fossimo davvero in un bar a ciciarare senza pensieri!
Linkino: https://ko-fi.com/pensierispelacchiati60745

Per oggi è tutto, miei cari spelacchiati. Vi voglio bene. Stasera risponderò con calma ai vostri commenti meravigliosi dell’ultimo post, ci tengo a farlo per bene.
Hasta la pasta!

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Aggiornamenti da una centralina presto disperata

Okay, primi giorni al call center andati.
Credo che questa esperienza possa finire solo in due modi: o uccido qualcuno o me ne vado a vivere sui monti, sperduta come il vecchio dell’Alpe prima che Heidi andasse a rompergli le balle.

Ma la gente, genericamente, che problemi ha? Perché se ti chiamo per delle offerte tu mi parti con la storia della tua vita, di quella dei tuoi figli e di quella dei tuoi antenati come Mulan nel suo templio? Risultati immagini per rude people gif
E perché la mia capa deve passare tutte le sei ore a urlare da una parte all’altra della stanza per qualunque cosa e, soprattutto, perché cazzo mi viene a parlare DEL NULLA mentre sto facendo una registrazione con un cliente? Già sono tarda di mio, gestire due conversazioni importanti contemporaneamente potrebbe essermi fatale.

Risultati immagini per callcenter gifInfine, cosa costa in generale essere anche solo vagamente civili al telefono? Se avessi un centesimo per tutti quelli che scazzati come non so che roba mi han detto “signorina, ma io sto lavorando!” E IO COSA STO FACENDO SECONDO LEI? Non è che la mia vita è così triste che io nel tempo libero mi metto a chiamare sconosciuti a caso proponendo offerte random, okay? In più mi pagano la metà di quanto pagano qualunque altro lavoro, quindi se c’è qualcuno che può scazzarsi sono iooooooooooo

(Okay lo so che i call center sono fastidiosi, non sono ipocrita, però cazzo certe persone sono da andare a prendere a legnate per quanto sono odiose)

Poi io sono costantemente affamata a lavoro perchè ho solo una pausa di un quarto d’ora e mi limito a ingollare un panino per evitare di diventare una botte, quindi immaginatevi il mio umore. 

Ciò detto… le mie sedute con la psicologa continuano, stiamo giungendo a qualche conclusione piuttosto sconfortante ma non è ancora detto nulla di certo, quindi per oranon dico nulla qui sul blog. Magari più avanti quando avrò mi sarò documentata di più. 

Risultati immagini per mulac freak show

Comunque ho appena lasciato cinquanta euro a Mulac perchè oggi è uscita la nuova collezione, “FreakShow” e io i rossetti non posso proprio non prenderli. Gna faccio, è più forte di me. Alcol e rossetti, le gioie della mia vita.

Poi vogliamo prenderci un secondo esalare tutti un sospiro sognante guardando Cindy? No perché lei ha un anno più di me ma mi sento lontana anni luce dalla sua maturità come donna, come imprenditrice e come essere umano. Diciamo che mi sento un molluso, in confronto.

Penso che per stasera possa bastare, non ho altro di cui lagnarmi. Non è vero, potrei andare avanti per ore, lagnarmi è la cosa che mi riesce meglio, però meglio centellinare le lamentele. Ve le scrivo un po’ alla volta, tipo tortura della goccia d’acqua.

Buonanotte spelacchiati!