Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: venerdì 17 infame

VENERDì 17 DI MERDA!
Eccheccazzo, che giornata penosa, ma vaffanculoooo io non ci credo nemmeno a ‘ste cose, ma oggi è stata veramente una giornata indegna.

Allora.

La mia stupida tartaruga -intendo proprio l’anfibio, OVVIAMENTE, mica gli addominali, non so neanche se nel mio corpo esistono i muscoli addominali- stamattina alle quattro ha deciso di suicidarsi trascinando in giro per la sua tanica di merda il motore di ricambio dell’acqua, CHE SI E’ BRUCIATO!
Sono arrivata in bagno mezza addormentata, con gli occhi ridotti a due fessure minuscole, mi sono bruciata la retina con la luce, non capivo letteralmente un cazzo ma sentivo un odore di bruciato immondo, ho guardato nella vaschetta e Arthur era lì, immobile… Ho pensato “minchia, si è fulminata la tartaruga!”.
Ho staccato tutto alla velocità della luce e l’ho toccato con una matita: non ha gradito. Si è un po’ inkazzeto, quindi sta bene.

Oddio, bene non so se lo è mai stato, è un essere veramente bizzarro e abbastanza raccapricciante, mi spaventa parecchio…
Quindi Sara al salvataggio ho acchiappato una bacinella gigante, l’ho riempita d’acqua (tiepida, perché il signorino ha pure bisogno di 21 gradi centigradi… MA L’IDROMASSAGGIO NO, PICCOLO ESSERE RUGOSO? MA COSA TI STO DIETRO, IO? Ma vaffanculo, Arthur) e ci ho lanciato dentro Arthur. Ora gli devo cambiare l’acqua ogni due ore perché si raffredda rapidamente.

Arthur

Odio tutto.

L’altro giorno mentre ero a zonzo con Mr Batterino abbiamo incontrato la sua ex storica.
Posso dire?
ZAN ZAN ZAAAAN.
Niente, ‘sto imparanoiata come un gerbillo impazzito.
Potete immaginare.
“E se lei ora gli scrive? E se torna da lui in ginocchio? E se torna da lui in ginocchio proponendogli attività ricreative che richiedono proprio lo stare in ginocchio? E se lui non aspettasse altro? E se a lui ripartissero i sentimenti ad cazzum?”
Niente, regà, sono fuori di testa (ma diversa da loro).
Sicuramente sono diversa da lei, che è una figa paurosa mentre io sono un rospo col gargarozzo rigonfio.

Proverò a gracidare in faccia a qualcuno, secondo me mi darebbe soddisfazione e appagamento.

Infine, nota che ha del tragico e del dolente e che mi sta facendo piangere a intermittenza da ore, il mio gatto non torna a casa da ieri e nella mia testa ci sono solo scenari orribili.
Io vivo in periferia, in una strada con zero traffico e la campagna/bosco davanti, di solito lei se ne sta lì ben visibile oppure si apposta sul vialetto di casa per farsi accarezzare da tutti… E torna sempre almeno una volta al giorno a casa.
Prima ho passato quaranta minuti in giro per il quartiere con Wendy (la mia cagnona) urlando “Sophiiiiiieeeeeeee!” a destra e a manca, ma nulla da fare…
Mi sto sentendo male, basta. 

Insomma, stasera c’è dello scazzo quindi apro le gabbie: SFOGATEVI A RUOTA LIBERA PER QUALUNQUE COSAAAA! Tirate fuori la furia che tenete dentro, il fastidio che vi cresce nel petto quando al supermercato la vecchia si piazza col carrello davanti allo scaffale che ti serve e sta lì due ore non si sa bene perché, cavate tutto il risentimento che sicuramente covate come galline e diamoci manforte.
Hasta la pastaaaaaa e non solo, che tra un po’ si torna alla paniscia qua in piemonte!

Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: vacanzine bislacche e totoscommesse

AAAHHHHH!
Così, volevo solo spaventarvi un po’, ci sono riuscita?
Sono tornata dalla vacanzina col mio Mr Batterista preferito (che ora ho deciso di chiamare Mr Batterino perché mi diverto davvero con poco, lui lo odia perché sembra che sia un piccolo batterio) e sono abbronzata come una lucertola senegalese. Cosa non si fa pur di camuffare il mio brutto muso.

Siamo stati a Rivazzurra, una frazione di Rimini, ed è stato incredibilmente piacevole.
Ormai saprete che io odio il caldo e la gente, due cose che mi facevano pensare avrei disprezzato ogni cosa di quel posto, e invece era sorprendentemente tranquillo e per (s)fortuna ha pure piovuto un giorno quindi abbiamo passato un pomeriggio di fuego in camera. E una mattina di fuego. E una sera di fueg- va beh, avete capito, c’era un incendio in pratica.

Cose che sono successe in questa vacanza:

  • Io e Mr Batterino abbiamo iniziato una guerra di scherzi che io ho miseramente perduto:
    – mi ha letteralmente svuotato in testa una bottiglietta d’acqua
    – mi ha ribaltata dal lettino facendomi impanare come una cotoletta
    – mi ha “pucciata”, termine idiota che indica il buttare una persona sott’acqua
    – ha passato più tempo a farmi il solletico che a fare qualunque altra cosa mentre io avevo le convulsioni dal ridere
  • Sbronzi e assolutamente imbecilli più del normale abbiamo speso i nostri quattrini in sala giochi cacciando ogni sventurato marmocchio trovassimo sul nostro barcollante cammino. Non so quanto abbiamo speso ma siamo riusciti a tornare a casa vittoriosi con ben due portachiavi: uno con un unicorno minuscolo, l’altro a forma di confezione di patatine del Mc Donald’s.
  • Abbiamo mangiato come dei cinghiali in una piantagione di barbabietole, io ho messo su almeno due chili.
  • Un cameriere ha letteralmente infilato il pollice nella mia pasta mentre mi portava il piatto e io volevo urlare.
  • Ho detto per la seconda volta a Mr Batterino che lo amo, ma in modo molto codardo: mentre lui dormiva.
  • Sono riuscita a vivere l’incubo di chiunque vada in vacanza con la persona con cui sta da relativamente poco: dopo aver espletato i miei bisogni corporali aspettando il momento propizio, cioè mentre Mr Batterino era ancora in spiaggia… si è rotto lo sciacquone del water.
    Abbiamo dovuto attendere i gestori del B&B.
    Chiudete i sipari e possibilmente uccidetemi, grazie.

In tutto ciò c’è una cosa che voglio narrarvi facendo nomi e cognomi, come Conte ai tempi d’oro quando asfaltò Salvini in italiavisione; di ritorno da Rimini io e Mr Batterino dovevamo aspettare un’ora a Milano, dunque io stavo crepando di fame e lui voleva un caffè.
“Mah cerchiamo un bar fuori dalla stazione che qua temo ci pelino come patate, già siamo poveri come la merda…”
E quindi comincia la ricerca, roba che Proust levati: sembravano tutti troppo pettinati per i nostri miserabili gusti finché non lo avvistiamo: un baretto dall’aria abbastanza orrida, pronto a servire mappazzoni.

Vi dico: io ho ordinato un panino con mozzarella e pomodoro, una coca cola e Mr Batterino si è preso un caffè normalissimo.
Apro ufficialmente le scommesse: secondo voi quanto abbiamo speso? Ditemi nei commenti, vediamo chi azzecca. Se qualcuno indovina gli scrivo una freddura pessima in privato.

Nel prossimo articolo vi svelerò il conto di sto cazzo di bar e vi metterò pure il link così potete andare a leggervi le recensioni e se qualcuno capita di lì prima di tutto lo eviti come la peste, e poi vada a sputare sul bancone da parte mia, grazie.

Ah, vi spoilero il prossimo articolo.
Ho visto il film peggiore presente su Netflix, una roba che definire ignobile è un complimento, un orrore raccapricciante, un abominio su pellicola, un crimine contro l’umanità… Insomma, ‘nammerda.
Titolo? “365 days”. Vi prego, guardatelo così arrivate preparati alla mia recensione brutta e possiamo sclerare tutti insieme appassionatamente.

E voi, miei piccoli spelacchiati, come state? Come ve la passate? Vi prego datemi dei suggerimenti su come vendicarmi con Mr Batterino, il mio orgoglio mi impedisce di non dare battaglia fino al mio ultimo respiro.
Mi raccomando, scrivetemi secondo voi quanto abbiamo speso in quel cazzo di bar, che io sono ancora isterica e vorrei picchiare qualcuno. Se siete mai stati derubati legalmente vi prego narratemelo che io mi sento abbastanza polla a ripensarci.

Insomma miei prodi, narratemi quello che vi va, guardatevi quel film abominevole e noi ci sentiamo molto presto!
Hasta la pasta!

Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: umore nero e traumi da palcoscenico

Oggi sono lugubre.
Di umore nero pece.
Incatramata e incatramita come la mamma gabbiana di “Storia di una gabbianella e il gatto che le insegnò a volare” di Sepulveda (se non lo avete mai letto fatevi un favore e leggetelo, perché scalda il cuore.)

Non so bene cosa stia succedendo nel mio cervello bislacco e chiaramente menomato, ma oggi è una di quelle giornate in cui mi detesto profondamente e vorrei uscire dalla mia pelle per un po’; il povero Mr Batterista non sa che pesci pigliare, vede che sono strana e taciturna ma non capisce perché.
Come Vasco Rossi anche lui cerca di trovare un senso ma io un senso non ce l’ho e non so come spiegargli che quando sono di questo umore irrazionale e sinceramente imbecille mi odio così tanto che proietto il mio orrore verso me stessa sugli altri e voglio solo isolarmi per non costringerli a vedere il mio brutto muso e avere a che fare con il mio carattere. Il mio testolino bacato è settato in modalità “guarda che ti odiano tutti, fai schifo” e mi sento a disagio a rivolgere la parola a chiunque, Mr Batterista o familiari compresi. Anzi, con loro anche di più, perché mi sento orrenda dentro e fuori e il loro parere sulla mia persona per me vale mille (LABBRA ROSSO COCA COLAAAAAA DIMMI UN SEGRETO ALL’ORECCHIO STASERAAAAAA)

Self Hating GIFs - Get the best GIF on GIPHY

Detto ciò, giusto perché spero che possa sempre essere utile leggere che ci sono persone che provano queste cose e magari qualcuno si sente meno solo e meno pazzo, ora passerò ad argomenti molto più cretini.
Molto più cretini.

Qualche giorno fa è successa una cosa da cui sto ancora cercando di riprendermi.
Mi sento violata nell’anima.
Credo non riuscirò mai più a tornare la spelacchiata di prima, ho vissuto un’esperienza che mi ha segnata troppo profondamente; una donna cambiata irreparabilmente da ciò che ha vissuto.
Come avrete già capito da molto tempo io sono la persona più inadatta alla vita e alle situazioni sociali del mondo; per farvi capire, probabilmente divento di almeno sette tonalità di rosso anche solo se devo richiamare l’attenzione di un cameriere al bar per chiedere qualcosa.
Se più di due persone mi fissano vorrei sprofondare nell’entroterra e sbucare dall’altra parte del nostro pianeta in rovina.
Quindi voi capirete che per me, che sono un paguro bernardo che vorrebbe solamente stare ritirato nel suo guscio conchiglioso, quello che è successo l’altra sera mi è quasi stato fatale.
Cosa è successo?
Sono dovuta salire su un palco.
Pensavo di morire.

Voi immaginate il mio stato d’animo quando mi hanno chiesto di fare qualche foto dal palco E POI IL GESTORE DEL LOCALE MI HA ACCHIAPPATA E TRASCINATA DAVANTI PER UMILIARMI PUBBLICAMENTEEEEEEEEEEEE! Mi ha presentata come la fidanzata di Mr Batterista, che intanto stava per ribaltarsi dal ridere, QUEL PIRLA INFAME!
No regà mi è stato quasi fatale, pensavo di avere un infarto davanti a tutti. Un finale col botto, e il botto ero io che saltavo in aria dall’imbarazzo.
Avete presente una mentecatta che non ha idea di come stare al mondo? Ecco, sono precisamente io, che in tutto ciò non avevo la minima idea di cosa cazzo fare quindi me ne stavo lì immobile tipo cerbiatto davanti ai fari di un tir mentre quel tizio diceva scemenze e la piccola folla urlava cose a caso.

Bernard l'eremita - Taglia S - Invertebrati Marini vendita online
Diapositiva di me che volevo solo rientrare nel mio guscetto e perire

Quando sono riuscita a squagliarmela sono rimasta in silenzio per dieci minuti in un angolo a rimuginare su quante possibilità ci fossero che qualcuno mi acciuffasse prima che io potessi raggiungere il Messico a piedi, di corsa.
Non andrò mai più ai concerti di Mr Batterista, nessuno mi vedrà mai più.

Zequila GIFs | Tenor

In tutto ciò la mia convivenza con Mr Batterista prosegue, ma siamo quasi all’epilogo.
Quel tonto di mio padre è ancora positivo a sto cazzo di Coviddimmerda ma a quanto pare sono cambiati i regolamenti e da domani sarà un uomo libero nonostante la positività, il che significa che potrò tornare ad avere un tetto sulla capoccia.
Ammetto che sento già che mi mancherà non avere Mr Batterista intorno così tanto, e che stare a studiare tutto il pomeriggio è molto più piacevole sapendo che poi lui entra dalla porta e possiamo stare insieme a pirleggiare.
Credo invece che lui stia facendo il conto alla rovescia con un’impazienza che nemmeno a Capodanno; in camera sua sono comparsi dei segnetti sulla parete come nelle celle dei carcerati, sta contando i giorni di prigionia. Pover’uomo. Ha la pazienza di un santone indiano nonostante io sia un gerbillo cretino la maggior parte del tempo.

E voi miei cari spelacchiati come state? Vi state strappando gli ultimi peli rimasti per cercare di stare più al fresco? Siete su una spiaggia deserta a ingurgitare Mojito e fritto misto? O come me state studiando come dei Giacomo Leopardi dei poveri per cercare di passare mezzo esame a settembre?
Narratemi di tutto e ancora di più, che vi adoro!
Hasta la pasta!

Ps: mi rifiuto di parlare della situazione in Afghanistan su questo piccolo blog indegno, però ieri leggendo certe notizie mi sono messa a piangere. Tutt’ora mi vengono i brividi ogni volta che leggo qualcosa di sempre più agghiacciante.
Dico solo: informiamoci tutti. Non possiamo rimanere ignoranti ad eventi come questi; per quanto lontani da noi e quasi impossibili da credere veri informarsi e fare qualcosa nel nostro piccolo è un dovere.

Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: mare e vacanza con Mr Batterista

… Burp.

Per chi non fosse avezzo ai fumetti, burp indica un elegante rutto; io e Mr Batterista ci siamo ingozzati di fritto mistico e pesce alla griglia per ventiquattro ore non stop, madóóó che bbbbbuono!

Allora, miei prodi, come state? Io mi sento abbronzata. Non so se davvero mi sono scurita, ma io mi sento almeno una tonalità pantone in più rispetto a quando sono partita dunque vado in giro a testa alta e ali spalancate, come un piccione particolarmente impettito.

Sono riuscita a perdere un calzino. Non so come, non so quando, ma è successo: in questo momento sono sul treno del ritorno – con Mr Batterista a fianco che si guarda Narcos- e ho un calzino solo. Molto bislacco. Ho anche quasi perso un polmone per acchiappare la coincidenza, ma questa è un’altra (patetica) storia della mia preparazione atletica.

Vacanzina toccata e fuga andata alla grande: nonostante la mia avversione al caldo, alla gente e alla spiaggia la presenza di Mr Batterista è bastata a placare la mia parte peggiore e tirar fuori quella più imbecille, dunque abbiamo passato tutto il tempo a ridere e fare i cretini, cosa che ci riesce piuttosto bene. Ci era anche venuto lo schiribizzo di andare in una spiaggia naturista, ma era troppo lontana e noi troppo vecchi dentro per camminare sotto al sole. Ritenteremo.

Resta il fastidio incredibile per:

  • Bambini in spiaggia, a un certo punto una marmocchia ha letteralmente gettato una secchiellata d’acqua addosso all’ignaro padre che stava giocando al cellulare. Io l’avrei lanciata via, nell’iperspazio.
  • Anziane signore che si mettono in formazione 4-4-3 sul lungo mare impedendo il passaggio a chiunque. Fastidio aggiuntivo perché si rischia sempre di inciampare nelle loro tette cadenti.
  • Ambulanti che pur di venderti un braccialetto, un telo mare o un rene preso al mercato nero farebbero qualunque cosa, per esempio rimanere immobili a fissarti per interi minuti scatenando ondate di disagio in me che avrei dato loro tutti i miei averi per i sensi di colpa.
  • Camerieri inferociti. Ora, io sono la prima ad odiare il prossimo e penso che se lavorassi a contatto col pubblico mi verrebbero un’ulcera dopo l’altra fino a consumare i tessuti del mio stomaco, MA SE TU MI SBATTI DI NUOVO IL PIATTO SUL TAVOLO SBUFFANDO E RISPONDENDOMI PURE MALE IO NON SO COSA FACCIO MA QUALCOSA LO FACCIO!
  • La ghiaia bollente che mi ha fritto i piedi, ora andrò in giro strisciando sulle ginocchia
  • Le stracazzo di campane, MAMMA MIA IO VADO A DISINTEGRARE OGNI CAMPANILE NON PUOI SUONARE A FESTA DI MERCOLEDÌ MATTINA SENXA ALCUNA RAGIONEEEEE! Giuro mi sono svegliata di soprassalto con il Gobbo di Notre Dame che stava tenendo un concerto, ma vaffanculoooo!

Bene, direi che posso smettere di sclerare almeno per un pochino. Oserei dire che se Mr Batterista non mi molla adesso non so cosa potrebbe spingerlo a farlo: mi ha vista in costume, sudata, struccata, esausta, e mi ha pure sentita russare a un certo punto. Come abbia fatto a non piazzarmi un cuscino in faccia e tenerlo premuto per almeno cinque minuti – anche sei, per essere certo che non ci fosse proprio più niente da fare per salvarmi- lo sa solo lui. Forse è un monaco buddista super zen e ancora non lo so.

E voi, miei cari, narratemi qualcosa che qui il viaggio è ancora lungo e l’aria condizionata del treno penso mi sarà fatale! Rallegrate i miei ultimi momenti, tema libero!

Hasta il fritto mistooooo

Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: sclero calcistico, vado a briglia sciolta

NO.
PROPRIO NO.
Allora, io vi avviso, questo post sarà sclerotico e inferocito, dunque se siete appassionati di calcio forse non dovreste leggere le mie parole. Oppure sì, e poi nei commenti vi aspetto coi forconi e ci insultiamo vicendevolmente, a voi la scelta.
(Che poi qui non c’è democrazia, vige la Saracrazia quindi dovete solo dire che ho ragione su tutto).

MA E’ MAI POSSIBILE TUTTO IL CASINO CHE E’ SUCCESSO PER ‘STI CAZZO DI EUROPEI? MA SI PUO’ ESSERE PIU’ CAPRE IGNORANTI DI COSI?

Ora cercherò di esporvi con calma e pacatezza le mie perplessità, potete rispondere a quello che volete come volete.

  • Ma per quale sicuramente accettabile ragione in un momento in cui i cinema devono essere mezzi vuoti, i teatri devono essere mezzi vuoti, i locali possono avere una capienza ridicola, bisogna stare con la mascherina, al supermercato si può entrare uno solo per famiglia… PERCHE’ CAZZO GLI STADI SONO PIENI AL SETTANTACINQUE PERCENTO? Ma siamo tutti seri? DAVVERO? Io non posso andare in un buco di paese a vedere un concerto all’aperto ma cinquantottomila persone possono andare a Wembley a urlarsi in faccia. Okay. Va bene.
  • Perché il campo è a strisce verdi chiare e verdi scure? Come fanno?
  • PERCHE’ NEL TENNIS SE UNO BISBIGLIA DI UN QUARTO DI OTTAVA TROPPO FORTE VIENE SBATTUTO FUORI CON DISONORE SU TUTTA LA SUA STIRPE E ALLO STADIO ANCORA UN PO’ E LANCIANO I CAMION GIU’ DAGLI SPALTI?
  • Perché cazzo al primo segno di non-rispetto (mi viene da dirlo in inglese, disrespect, e non trovo il corrispondente) non viene bloccata la partita e accompagnato all’uscita la testa di cazzo?
  • Chi sceglie il numero della maglia dei giocatori? Possono metterli a tre cifre? “Possesso di palla al numero seimiliardinovetentotrentanovemilaseicentoquarantadue!”
  • Perché è concesso ai giocatori buttarsi a terra, fallarsi, rotolare come me in un campo in discesa nonostante siano sani come pesci mentre in altri sport giocano senza fiatare pure con le ossa rotte?
  • Perché i mister sono in giacca e cravatta allo stadio, MADONNA MIA? Ma stai sciallo in t-shirt e bermuda, per l’amor del cielo.
  • Come è possibile che dopo un anno e mezzo di lockdown, zone colorate, zone a pois, zone a righette, mascherine, posti contingentati ovunque e chi più ne ha più ne metta all’uscita degli stadi e in tutte le città è stato possibile creare lo sfacelo che c’è stato? Ma veramente non abbiamo capito UN CAZZO DI NIENTE? Quando la gente non aveva letteralmente lo stipendio moriva di fame in casa in silenzio, poi un branco di persone segna quattro gol e scendono tutti in piazza? Ma ce la facciamo? Ma posso vedere nella mia città centinaia e centinaia di persone a petto nudo sputarsi in faccia l’un l’altro dopo l’anno che abbiamo vissuto?
  • Chi fornisce la palla delle partite importanti? Come la scelgono?
  • Ma sti cazzo di festeggiamenti post partita davvero vi divertono? Cioè seriamente, qualcuno trova divertente andare in giro urlando e clacsonando in piena notte, sparpagliando ogni genere di rifiuto, rompendo cose, creando disagi a chi la mattina dopo deve andare a lavorare, a chi è in un letto d’ospedale?
    Saranno discorsi da vecchiarda eh ma per me tutto ciò PER UNA PARTITA DI CALCIO è inconcepibile.

    Per quanto mi riguarda potete tutti prendere le vostre bandierine, le vostre trombette e ficcarvele su per il culo una dietro l’altra.
    Evviva la finezza.

    E davvero non fatemi aprire il becco sulla violenza perché divento una bestia di Satana. Insulti razzisti, minacce di morte, italiani picchiati in Inghilterra, feriti in quasi tutte le città italiane (che io sappia è morto anche un ragazzo, non ho voluto leggere altre notizie del genere perché impazzisco), monumenti sfasciati perché i deficienti si sono arrampicati, rifiuti ovunque, macchine vandalizzate… E tutto questo per cosa, scusatemi? Per protesta contro qualche cosa indegna? NO. Per una partita di calcio.
    E allora andatevene tutti a quel paese, che tanto ci ribecchiamo all’inferno e vi do tante di quelle botte, ma tante…

    Dunque miei cari Spelacchiati, questi sono i miei pensieri completamente a briglia sciolta scritti in un impeto di furore cieco. In caso l’argomento vi interessi posso fare un articolo ugualmente sclerotico ma più dettagliato, se invece non ve ne importa un nonnulla e volete dirmi che sono vecchia dentro siete liberi di farlo.
    Io vi blocco per sempre, ma siete liberi di farlo.
    Va beh, non blocco nessuno, però sono incazzata nera.

    Detto ciò, se non vedessi il mondo del calcio come completamente marcio e malato so che potrei apprezzarlo e apprezzare anche la gioia post-partita, ma mi fa tutto veramente troppo schifo.
    Ora lascio la palla a voi (ahah avete capito, si parla di calcio e vi lascio la palla, che simpa che sono) ditemi di tutto e di più! Siete stati a fare baldoria come i pazzi? Vi siete incoroniti limonando uno sconosciuto in preda all’euforia? Avete strombazzato il clacson fino a friggerlo? Che ne pensate di tutto il mondo calcistico?

    Sono molto curiosa di leggervi e riflettere, siete sempre molto bravini ad argomentare: come sono orgogliosa di voi!
    Hasta la pasta, pasta la hasta!
Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: paturnie notturne e pensieri intrusivi

Aaaaahhh che bello, sono le tre di notte e non c’è traccia di sonno in me. Zero. Renato. Nada de nada. Oserei dire Nadal.
In preda a questa insonnia veramente poco simpatica ho provato a guardarmi un porno e rilassarmi ma non riesco fare neanche quello, dunque ho deciso di condividere con voi le mie tare mentali di questo periodo, perché sono una mentecatta. Sparisco per settimane e poi metto due articoli in una sera, la mia strategia di marketing mi sa che è un po’ una merda.
Non siete costretti a leggere, sarà un flusso di pensieri particolarmente patetico: spelacchiato avvisato mezzo salvato.

Mr Batterista domani andrà in piscina con i suoi amici, e fin qui niente di strano. Mi ha chiesto ripetutamente di andare con lui, ma sono stata irremovibile come un elefante che bruca. (Ma brucano gli elefanti? Come si dice?)
La sola idea di stare in costume con persone che ho visto tre volte mi turba enormemente, e anche lo stare in bikini con Mr Batterista mi turba: un conto è quando mi spoglia e facciamo l’amore, momenti in cui spero non stia a notare tutte le mie migliaia di imperfezioni fisiche, ma stare mezza nuda per una giornata intera sotto i suoi occhi… E’ tutta un’altra cosa.

La settimana scorsa eravamo a casa di questi amici di Mr Batt, e io ero la personificazione del disagio.
Perché?
Perché ero assalita da pensieri veramente inutili, che non riuscivo a scacciare. Erano come una di quelle mosche fastidiosissime che entrano in casa in estate dalle finestre aperte e poi non escono più e continuano a posartisi addosso: non proprio lusinghiero visto dove si appoggiano di solito.
Il mio microscopico encefalo era tormentato:
“Staranno pensando che Mr Batterista è pazzo a stare con me?” “Penseranno che la sua ex era mille volte più simpatica, più bella, più carismatica?” “Staranno pensando che sono antipatica, così taciturna in un angolo?” “E se mi odiassero?”
E così via.
Ero letteralmente assalita da questi pensieri, dall’idea che tutti quanti si rendessero conto che Mr Batterista ha toppato in pieno a stare con me e che lo avrebbero fatto capire anche a lui. Perché diciamocelo, sono una persona un po’ problematica, con un senso dell’umorismo opinabile, un cinismo non da poco, e una notevole quantità di problemi a relazionarmi con il resto del mondo.
Quando sono a disagio divento l’essere più insopportabile del mondo: sto zitta, cerco di farmi piccola piccola e mimetizzarmi con il muro, pensando di essere totalmente inadatta alla vita.
Insomma, una metecatta che non sa avere a che fare con le persone e vorrebbe sparire.

Quando sono a disagio, poi, mi viene naturale concentrarmi sui miei difetti e pensare che tutti stiano guardando quelli.
La mia voce fastidiosa, il mio naso enorme, i denti imperfetti, l’andatura bislacca, il seno mancante all’appello, lo smalto sbeccato, i capelli appiattiti, i peli sfuggiti al radar e alla ceretta…

Bizzarramente tutto ciò non mi succede sempre -grazie a Dio, o chiunque si occupi di queste cose- e con altri amici di Mr Batterista mi trovo incredibilmente bene e riesco a dare sfogo alla mia immane idiozia senza problemi. Non so bene da cosa dipenda, forse vado semplicemente a pelle, un po’ come i cani. Forse dovrei mollare la psicologa e andare da un veterinario, non so.


E quindi che si fa?
BOH!
Per ora mi limito a non rovinare le giornate a Mr Batterista con le mie paturnie imbecilli e lo lascio libero di andare ad abbronzarsi senza di me; suppongo che con i suoi amici mi serva più tempo per lasciarmi andare. Vedremo.
E voi miei cari Spelacchiati cosa mi raccontate? Vi va di narrarmi situazioni in cui vi è capitato di essere a disagio o assaliti da pensieri negativi irrazionali? Come li combattete? Sono aperta ad ogni tipo di consiglio, potrei quasi pagarvi una parcella!
Vi allego una mia foto spiaggiata per tentare di vincere il ribrezzo che provo nei miei confronti, siete pregati di non insultarmi perché potrei effettivamente lanciarmi dal balcone (che non è chissà quanto alto, penso mi romperei un po’ di ossa e basta).
Hasta la pasta!

Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: catcalling

Buongiorno miei cari Spelacchiati indomiti, come state? Io sto per sciogliermi dal caldo, presto di me resterà soltanto una macchia umida sul pavimento. Ricordatemi cretina e bislacca.

Oggi vorrei parlare di un argomento trito e ritrito, però ho voglia di sfogare della rabbia repressa quindi tenetevi forte:parliamo di catcalling.

Ne avrete fin sopra le orecchie di sentirne parlare e soprattutto se siete maschietti che di solito urlano e fischiano alle donzelle in giro per la città… Beh, state per essere non troppo velatamente insultati. Vedete voi se leggere.

Allora, io partirei da un presupposto: odio tutti e nessuno deve rompermi i maroni. Chiaro e semplice, no?

E invece ogni volta che metto il becco spelacchiato fuori di casa da sola, ovunque io sia eh, partono i “oooh bellaaaaa!” “Mamma mia che bonaaaaa!”, fischi, suonate di clacson… MA SIETE TUTTI RINCOGLIONITI? Ma vi è colato il cervello dal naso, vi è colato nel gin tonic e ve lo siete bevuto?

Ma io non credo ci voglia una scienza per dire che è una cosa enormemente fastidiosa e sí, anche inquietante.

Aneddoto: stavo tornando a casa da sola, di notte, a piedi, passando per le vie maggiori della città; passa una macchina, finestrini abbassati, e i quattro geni dentro cominciano a urlarmi cose. Vanno avanti, fanno la rotonda e tornano indietro: di nuovo fischi e schiamazzi; hanno fatto cosi un paio di volte, e io ero spaventatissima. Per loro era una cosa divertente suppongo, per me sono stati minuti di ansia allo stato brado.

Lo stesso tipo di ansia mi viene quando qualcuno mi apostrofa in giro, ma li mi parte anche l’embolo: ma cosa stracazzo fai? Ma cosa vuoi? Ti ho chiesto un parere? Non mai pare.

“Ma è un complimento, pensa se ti dicevo che eri un cesso” (detto proprio cosi ogni volta perché questi figuri non hanno idea di come coniugare i verbi) MA ALLORA SE È SOLO UN COMPLIMENTO, BRUTTA TESTA A PERA, FAMMELI QUANDO C’È ANCHE MIO PADRE PRESENTE O UN QUALUNQUE ESSERE DI SESSO MASCHILE INSIEME A ME, NO? Se è solo un complimento saranno felici, NO?

E invece no, quando c’è qualche maschio insieme a me nessuno fiata, nessuno strilla, nessuno starnazza. E allora prendete i vostri “complimenti” e andatevene a fare in culo, detto con calma, eleganza e finezza.

Il primo che commenta dicendo che “ora si deve avere paura di provarci con una ragazza” verrà preso a testate da me medesima, perché se non capite la differenza tra “molestia” e un lecito “provarci” meritate solo capocciate. Affettuose se siete spelacchiati, ma sempre testate.

Detto ciò vado a vestirmi con abbigliamento da guerra:stasera Mr Batterista suona e io arriverò armata fino ai denti per sgominare le sgallettate mannare. Voi miei cari come state? Cosa prevede la vostra estate? Quanto caldo fa da voi (cosi se scopro un posto in cui non si schiatta mi ci trasferisco immediatamente)? E cosa ne pensate del catcalling, avete esperienze da condividere?

Fatemi sapere, fate i bravi, cercate di stare al sicuro e vogliatevi bene. Io vi scruto e vi adoro. Hasta la pasta!

Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: compleanno, amore, vaccini e negozi carini online

Ahhhhhhhh.
Se non inizio i post con un’esclamazione non sono contenta, credo di sia capito.
State parlando con una Spelacchiata vaccinata, alla faccia del Coviddimmerda. Mia mamma è cardiopatica dunque ho avuto “la precedenza” e mi hanno iniettato una bella dose di Pfizer nel braccio.

Injection GIFs - Get the best GIF on GIPHY

-Nausea super forte
-Braccino privo di muscolatura particolarmente dolorante (regà mi raccomando cercate di muovere il braccio e non stare immobili altrimenti sarà un male incredibile quando lo farete)
-Spossatezza e stanchezza incredibili (mi sono addormentata durante una videochiamata)
-Non ho ancora il 5G
-Non mi sento più vicina a Satana rispetto a prima (forse perché siamo già vicinissimi)
-Forse sono addirittura più scema di prima

Insomma, ho passato una notte poco piacevole in preda a nausea e conati a vuoto, con il braccio dolorante e gonfio, ma dopo ventiquattr’ore stavo molto meglio e oggi che ne sono passate quarant’otto sto perfettamente bene. Che poi “perfettamente bene” per i miei standard è comunque una merda, sono un rottame in attesa di demolizione, ma non c’entra nulla con quello che mi è stato iniettato.

Detto ciò parliamo di cose più carine, perché sono un ammasso di dolcezza in questo momento; dovete sapere, miei cari Spelacchiati, che io e il caldo non andiamo d’accordo. Zero. Odio avere caldo, odio essere sudaticcia, odio stare al sole e se la temperatura supera i quindici gradi mi innervosisco come un velociraptor a cui hanno rubato un uovo.

Velociraptor GIFs - Get the best GIF on GIPHY


Per questo ho sempre amato la montagna, e per una decina d’anni ho sempre passato un mese a Santa Maria Maggiore durante l’estate; camminate nei boschi, scampagnate al fiume, aria fresca e pulita, letture di libri in ogni anfratto sotto alberi particolarmente belli.
Ebbene, il mio bipede preferito -ovvero Mr Batterista- per il mio compleanno mi ha portata lì. Ha guidato due ore sotto al sole dopo aver passato tre giorni di stress assoluto per portarmi in pineta ad accarezzare cavalli e pony, con me che ero un tripudio di totale deficienza e amore smisurato nei suoi confronti.
Ho pianto come un coccodrillo.
Gli ho detto per la prima volta che lo amo. Penso di essere diventata viola in viso per almeno un paio d’ore.

Ma passiamo a qualcosa di vagamente più utile e interessante, ovvero vi narro due esperienze di acquisto che vi stra consiglio.
Una è questo sito: Fiverr, un luogo mistico in cui tanti professionisti freelance mettono a disposizione i loro talenti per disegni, traduzioni, composizioni musicali, foto editate e un sacco di altre categorie, a prezzi bassi e in modo super comodo e veloce.
Per il compleanno di Mr Batterista ho fatto realizzare questa card: gli dico sempre che è un galletto mentre io mi sono sempre sentita un pinguino (ovvero goffa, imbranata, che inciampa, buffa in maniera piuttosto imbarazzante ma che a volte nel suo elemento naturale diventa agile e leggiadro).

Credo che questa foto parli da sè, è la cosa più carina e adorabile del mondo! Vi lascio il link della ragazza che l’ha realizzata, Renepanteduran. Velocissima, ha fatto un lavoro veramente bello e una volta stampato su carta rigida è venuto una meraviglia.

Un altro sito che amo alla follia ma che ha prezzi non sempre bassissimi è Etsy, da cui al momento ho comprato queste cosette meravigliose; il ciondolo è lo stesso, ma una è una collana e l’altro è un portachiavi.
Il negozio virtuale da cui ho comprato è di Marussina73 (ha delle cose troppo carine, correte a vedere).
Ovviamente il film di riferimento è Up della DisneyPixar: io e Mr Batterista ce lo eravamo guardati a distanza quando eravamo in zona rossa e ci siamo mandati audio in cui singhiozzavamo come dei deficienti perché certe scene spezzano il cuore e poi te lo ricompongono e pure io che sono una capra dal cuore di pietra in alcune scene ho ceduto.
Carl ed Ellie coppia di riferimento nella vita!


Nella foto c’è la collana, che adoro; i colori sono super brillanti, il materiale è ottimo, mi sembra bello resistente e le dimensioni sono perfette: non troppo ingombrante ma estremamente carino e rimanda immediatamente al film.
Insomma, super soddisfatta e per di più la venditrice è gentilissima e super disponibile, mi sono trovata benissimo!

Bene miei cari Spelacchiati, io vi ringrazio infinitamente per gli auguri, siete stati di una carineria incredibile e mi scaldate sempre il cuoricino spelacchiato che mi ritrovo.
Conoscevate già questi siti? Ne avete altri di nicchia da consigliarmi, così che io spenda ogni mio singolo centesimo in cosette carinissime? Ma soprattutto, in una scala da uno a dieci quanto avete pianto guardando Up? (E quanto avete odiato quel marmocchio fastidiosissimo che io avrei preso a sprangate dall’inizio alla fine?)
Fatemi sapere di tutto e di più, che qua la sessione incombe e io ho voglia di scambiare quarantaquattro chiacchiere!
Stasera (visto che ormai è l’una di notte di giovedì) andrò a sentire Mr Batterista live a Moleto, luogo di cui ignoravo completamente l’esistenza, e non vedo l’ora. Penso che mi emozionerò così tanto che perirò, ma probabilmente sarò troppo brilla per vergognarmene.
Hasta la pasta!

Pubblicato in: random, Senza categoria

Ciance sparse: ritorni e Mr Batterista

Ohhh Madonna (intendo la cantante, ovviamente).
Avete presente in Jurassic Park quando si sentono i passi del T-Rex in avvicinamento rapido e scattano panico&paura folli? Ecco, per me vale lo stesso principio con l’incombere della sessione estiva.
Sto cercando di organizzare sedute di studio fatte in modo vagamente decente, il punto è che non mi ricordo una minchia di quello che studio. Credo di essere troppo deficiente per poter continuare l’università, per me è un miracolo già solo l’aver superato le elementari.

Jurrasic Park Trex GIFs | Tenor
Io vs la sessione estiva

Poi dando ripetizioni ai marmocchi mi rendo conto di essere una capra di dimensioni epocali: ma come diamine ho fatto a superare le verifiche di geometria solida? Ma cosa cazzo me ne frega dell’area di una piramide costruita su un cilindro in equilibrio precario su una sfera? Ma vi siete bevuti il cervello?
Ma che cosa stracazzo è un tronco di piramide, in che foresta lo trovo? Che corteccia ha? E il prisma esagonale chi cazzo lo ha mai visto nella vita vera, perché dovrebbe fregarmene qualcosa dell’ottaedro regolare, MA VAFFANCULOOOOOOOOOOOOOOO!
Giuro l’altro giorno dopo una lezione in cui mi sono tornati in mente tutti i traumi legati alla geometria mi stavo per raggomitolare in un angolo e piangere.

Okay, mi placo. Scusate. Piccolo sfoghetto esagonale.
Che poi lo so che ci sono persone che sguazzano in quelle materie terrificanti quali ARITMETICA, geometria, disegno tecnico… Io volevo impiccarmi a ogni lezione. Mi ricordo perfettamente che ogni volta pensavo “ora picchio una capocciata alla finestra, agguanto un vetro e mi estirpo la giugulare: non farà mai male quanto prendere un altro due”.
Tra l’altro io giuro che una volta sono riuscita a prendere UNO E MEZZO a una verifica. Uno e mezzo. Neanche due. Probabilmente avevo sbagliato a scrivere pure la data o il mio nome, che roba imbarazzante.

Math GIFs | Tenor

Ma basta parlare di traumi passati e parliamo di sconvolgimenti presenti: in questi giorni è successa una cosa bizzarra che mi ha lasciata un po’ stranita. (e voi direte “Sara, per l’amor di Dio, a te stranisce anche che le penne rilascino inchiostro”… E avete ragione anche stavolta ma lasciatemi spiegare.)
Mi ha scritto una persona, un uomo che non sentivo da un anno e mezzo; penso di aver parlato di lui nel blog, per quei pazzi che mi seguono da tanto.
Lui era in una relazione aperta, io mi stavo cominciando a riprendere dal mio periodo “oscuro”; lui aveva una situazione problematica e ci eravamo avvicinati tanto. Abbiamo avuto una sorta di relazione molto breve, poi lui ha dovuto scegliere tra la sua ragazza e me, e ovviamente abbiamo chiuso ogni contatto. Dopo un periodo di tristezza mista a disperazione, perché sono bravissima a struggermi per queste cose, posso dire di aver cicatrizzato ed essere in pace col mondo.

Fatto sta che mi ha scritto.
(DDL) Zan zaan zaaaan.
Ha detto che non ha mai smesso di pensarmi, che gli sono mancata per tutto questo tempo, e che continua a sognarmi.
Posso dire? Poverino.
Più che sogni devono essere incubi, di quelli da cui ti svegli tutto sudato e urlante e ringrazi il cielo di esserti svegliato. No perché io non vorrei vedere il mio muso nemmeno da sveglia, figuriamoci mentre dormo… Penso che volendo potrebbe farmi causa e chiedermi i danni morali. Un uomo segnato dall’orrore.

Nightmare GIFs - Get the best GIF on GIPHY

Ha detto che mi ha ritrovata in tantissime situazioni, in tanti film, nei testi delle canzoni… Immagino.
Vedeva in un documentario un tricheco arenato su un iceberg? “Ma quella è Sara!”
C’era una qualunque puntata di Vite al Limite? “Ma quella è davvero Sara!”
Passava un video di Rihanna? “Quanto vorrebbe essere quella, Sara!
Io me la sono immaginata così, ‘sta cosa.

Ahhhh.
Suppongo mi abbia idealizzata un po’ troppo, in questo periodo; non avendomi intorno a ricordargli quanto io sia un subumano inadatto alla vita si sarà immaginato cose incredibili sul mio conto. Forse dovrei dirgli che ancora mi scaccolo quando penso di non essere vista e che annuso i calzini prima di mettermeli per capire se sono stagionati e da sbattere in lavatrice o se posso ancora indossarli senza attirare file di roditori.

Smelly Sock GIFs | Tenor

Mah. Che cose bizzarre. Non me l’aspettavo.
Se da una parte mi ha fatto piacere sapere di non essere stata un’infatuazione passeggera e che lui si era legato a me quanto io avevo fatto con lui, dall’altra non ho alcuna intenzione di riallacciare i rapporti: mi ci è voluto tempo, ma l’ho superata e ora sto benissimo.

Ho cercato di rispondergli con calma e pacatezza che ormai, essendo passate eoni, per me non sussiste alcun rimorso, che mi auguro davvero che lui sia felice, e, cosa più importante, che io ora ho un ragazzo meraviglioso… cosa verissima, io non so come sia possibile.
Non mi capacito di aver accalappiato Mr Batterista, il fidanzato più spelacchiatamente fantastico che io potessi mai immaginare.

Per darvi un’idea, sono passati nove mesi e lui ancora ride alle mie battute.
Cioè sembra davvero divertito dal mio essere una persona assolutamente bislacca e cretina, non mi detesta per ogni scemenza che sparo o per il mio essere mostruosamente goffa e imbarazzante in ogni momento.

Drummer GIFs - Get the best GIF on GIPHY
Un’accurata gif di Mr Batterista



Ogni volta che mi nascondo in qualche anfratto per sbucare fuori all’improvviso nel tentativo di spaventarlo, lui ride. Non prende una padella per spaccarmela sulla fronte, ride.
Quando completamente a caso mi metto a sbattere le mani come le foche perché pretendo un bacio o un abbraccio, lui sorride e mi coccola. Giuro. Non agguanta una scimitarra per farmi a fettine come meriterei, lui mi asseconda. 
Sono così fastidiosa che ogni volta che all’aperto vedo un merlo -ogni singola volta, giuro- esclamo “un merluzzo!” (lo so che non fa ridere, lasciatemi in pace) e lui invece di darmi una capocciata proprio in mezzo agli occhi ribatte “un merduzzo!”.
E niente, siamo deficienti. 

Merlo | Parco Natura Viva
GUARDATE, UN MERLUZZO!

Insomma, capite quindi perché io non mi sognerei mai di fare la minima cosa che potrebbe compromettere il fantastico rapporto che ho con questo squinternato, quindi nonostante mi senta in colpa per aver risposto freddamente a colui che mi ha scritto cercherò di costringermi a non cercare di indorare la pillola.
Ammetto che mi ha fatto piacere sentirlo, perché sono una persona becera: sono convinta di essere una persona assolutamente dimenticabile, che la mia assenza nella vita di qualcuno conti veramente poco; sapere che per lui non è così mi ha dato un pizzico di autostima in più.
Alla fine io sono convinta che ognuno fa le proprie scelte e deve accettarne le conseguenze; lui mi piaceva molto, mi faceva sentire bene, mi trattava meglio di qualunque altro fidanzato, e quando abbiamo smesso di sentirci sono stata male come una foglia secca schiacciata. Gli auguro davvero di stare bene e di trovare la sua serenità, lo dico col cuore in mano (ed è subito Grey’s Anatomy).
Ma non avrebbe senso dirgli queste cose, quindi non lo farò.

E voi, miei cari Spelacchiati, come state? Partiamo dalle domande fondamentali: ma voi che rapporto avevate con le materie scientifiche?! Narratemi dei voti più bassi che abbiate mai preso, fatemi sentire meno capra ignorante por favor!
E invece…Persone tornate alla carica dopo notevoli lassi di tempo ne avete? Avete qualche consiglio da spelacchiato a spelacchiata da darmi?
Come sempre vi ringrazio miei cari, alla prossima!
Hasta la pasta!

Pubblicato in: random

Ciance sparse: mestruazioni e birra analcolica

Ma buongiorno Spelacchiati miei, come state? Siete pronti a godervi questa zona dall’interessante color arancio scuro, a metà tra un mandarino e un pomodoro?
Io no, penso mi darò presto alla droga per sopperire la mancanza di prospettive di vita.

Non credo possiate neanche lontanamente immaginare lo stato pietoso in cui sto riversando in questo momento.
Sto ciclando, ovvero ho le infamissime mestruazioni che questo mese mi hanno colpita come un’onda energetica di Goku, passo dal rantolare sdraiata sul divano al mugugnare per terra spiaggiata accanto al cane; passo da un “porca puttana che male” a un “porca merda mamma passami un coltello che mi devo togliere le ovaie” senza sosta.
Insomma, sto gestendo tutto con la calma e la pacatezza che mi contraddistinguono. (Tra l’altro, porca di quella vacca, COME STRACAZZO SI SCRIVE “CONTRADDISTINGUE”, mi manda in crisi ogni singola volta. COSA CI FA QUELLA “N” ALL’INIZIO, MA PERCHE’? VATTENE, SCIO’ MI CONFONDI).
Va beh, in realtà non dico niente ad alta voce perché odio lamentarmi, sto solo tutta ingrugnata in un angolo maledicendo mentalmente lo sciagurato giorno in cui sono venuta al mondo.

Stavo valutando se chiudere qui il discorso “ciclo infame” ma ho deciso di no, parliamone proprio terra terra perché mi pare che sia sempre un argomento mezzo tabù. che tutti sanno che le donne ciclano ma c’è sempre dell’imbarazzo quando se ne parla. MA IMBARAZZO COSA, SE MAI IO SONO FURIOSA COL CREATORE, NON CI MERITAVAMO PURE LA ROTTURA DI BALLE OGNI MESE!
Se siete facilmente impressionabili all’argomento ciclo mestruale CHISSENEFREGA, SIAMO NEL 2021, FANNO PURE LE PUBBLICITA’ CON LE VAGINE CHE CANTANO.
Scusate, mi placo.
Mi faccio un’iniezione di valium. Vado a sniffare camomilla.

Dovete sapere, miei cari spelacchiati, che la mia miserabile esistenza mi ha fornito anche la sindrome dell’ovaio policistico e multifollicolare, il che -non sto qua a farvi gli spiegoni- è una gran rottura di balle: oltre a portare i malesseri del ciclo oltre la normale soglia, inficia anche un’eventuale gravidanza (non che a me importi qualcosa di gravidare, anzi, lo dico a titolo informativo).
Essendo io super spelacchiata ho avuto il ciclo molto presto, in quinta elementare; da lì una volta al mese pensavo di tirare le cuoia tra atroci sofferenze; e il male alla schiena -che poi non è mal di schiena, è un dolore infimo e sordo all’altezza delle reni-, e la testa che “pulsa”, e i crampi, e la belina dolorante, e questo, e quello MA OOOOOOHHHH MA VAFFANCULOOOOO! Tutto ciò mentre ancora non mi sono abituata a perdere sangue e ogni volta cambiare l’assorbente mi turba in maniera veramente esagerata, nemmeno il peggior film splatter del mondo potrebbe turbarmi quanto questa esperienza mensile. Bleah.
Va beh, dicevo. Fino ai miei per niente ruggenti quindici anni io una volta al mese per cinque giorni ero letteralmente costretta a stare a letto perché quando mi veniva er ciclazzo il mio fisico contemplava due possibilità: o svenivo in continuazione o vomitavo in continuazione.
Lo so, mi amate perché sono sempre così delicata nel mio eloquio, così leggiadra nelle descrizioni disgustose… Vi voglio bene anche io.
Dicevo… Ah sì. Giuro, neanche la bambina dell’esorcista poteva farmi concorrenza, era una roba atroce, andavo avanti a plasil e biochetasi come una drogata.
Durante il mese ancora un po’ e me li sniffavo, gli integratori di ferro (che tra l’altro sono ORRIDI e super indigesti, ancora ho gli incubi a pensare a quelle bustine di merda).
Poi, finalmente, LA PILLOLA.
Devo dire che mi ha cambiato la vita, perché ora anche se rantolo, mugugno e borbotto qua e là sono completamente operativa.
(Poi che la pillola aumenti le probabilità di depressione, sbalzi di umore, trombosi e disastri vari è un altro discorso.)

In tutto ciò, la mia emotività è completamente fuori controllo.
So che è quasi un clichè, ma io quando ciclo voce del verbo ciclare– piango per qualunque cosa.
Una volta ho pianto perché una mosca stava morendo e non riusciva a volare, camminava qua e là facendo un tristissimo “bzzz“.
Per farvi capire come sto passando la serata: guardo video strappalacrime su youtube piangendo disperatamente.
Le mie categorie di video preferite durante il ciclo sono:
– soldati che tornano a casa facendo una sorpresa ai familiari
– animali bislacchi e feroci riuniti agli umani che li avevano cresciuti (DITEMI CHE TUTTI AVETE VISTO E PIANTO GUARDANDO IL VIDEO DEL LEONE CHRISTIAN)
proposte di matrimonio
– E quando proprio voglio darmi quel colpo finale, quando sono proprio in modalità harakiri, mi guardo i video di gente che fa sopprimere il proprio cane.

Bon, col tema ciclo ho chiuso, ora parliamo un attimo di vecchiaia. Fino a poco tempo fa mi reputavo non dico una giovincella sgallettante, ma quantomeno una ventiseienne accettabile.
Da ieri non ho più nemmeno questa certezza.
Ieri io e Mr Batterista, nel pieno dei nostri nemmeno trent’anni, ci siamo addormentati sul divano mentre guardavamo The Big Bang Theory.
Me lo dico da sola, spelacchiati: madò che schifo.
Addormentati. Morti. Completamente ko.
Secchi secchi sul divano, di pomeriggio. Un pisolino di un’ora.
L’unica cosa positiva è che almeno non gli ho sbavato addosso, grazie al cielo.

Tra l’altro per completare il quadro generale di totale demenza che affligge me e quello squinternato che inspiegabilmente ancora vuole vedere il mio brutto muso, l’altro giorno eravamo andati al supermercato a comprare due cose: pasta e birra.
Non un’impresa titanica, no? Niente di sconvolgentemente difficile, per una persona cerebralmente normodotata.
Bene, noi andiamo, tutti spavaldi, acchiappiamo due pacchi di tortiglioni e una confezione da sei di birre, torniamo a casa e ci mettiamo a fare quello che ci viene meglio (dopo il sesso): i cretini.
Siamo in cucina a cazzeggiare bellamente quando i miei occhietti astigmatici cadono sulla confezione di birra, e il mio cuore ha un sussulto. Ho sentito un fremito nella Forza.
Sono rimasta a fissare quella confezione con orrore, finché non ho guardato Mr Batterista -che pensava avessi avuto una sincope- e gli ho indicato la scritta in rosso sotto la marca.
“Alcool free beer”.

Abbiamo preso sei bottiglie di birra analcolica.

Mi viene ancora da piangere, a pensarci. Non so come sia potuto succedere, come due persone possano non rendersi conto di una cosa tanto grave, sono molto delusa da me stessa e anche da lui. Tra l’altro come punizione divina per la nostra imbecillità ce ne siamo bevuti una bottiglia: abobinevole. E’ dolciastra, vagamente fruttata, non sa di un cazzo e dopo il primo sorso mi stavo rotolando a terra con le convulsioni da quanto faceva schifo. 

Detto ciò direi che posso smettere di cianciare e lasciare la parola a voi, Spelacchiati e Spelacchiate del mio cuoricino peloso: come state? Come vivete voi -o come vivono le vostre conoscenze femminili- quell’infame periodo del mese in cui tutto sembra una minaccia alla salute mentale e fisica? Siete team “spacco tutto” o team “tisanina calda e poltrona”?
E a livello di vecchiaia come siamo messi? Fatemi sapere di tutto e anche di più!
Hasta la pasta!