Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: chiacchiere casalinghe

Ebbene sì, miei prodi Spelacchiati, il mio piano malvagio sta funzionando, fila come l’olio. Io sto ingrassando quindi più che altro mi sto espandendo a macchia d’olio, ma questo è un altro paio di maniche (ma se vi vengono in mente altri modi di dire con l’olio scriveteli, che mi sono accorta ora che sono bizzarri).
Dicevo: il piano procede.
Ho un cassetto.
Mi sono accaparrata in cassetto a casa Batterino.
E non ho neanche dovuto impormi, chiederglielo o appropriarmene a sua insaputa! Un giorno mentre cercavo di ricacciare tutti i miei vestiti nello zaino per tornarmene a casa il Batterino mi guarda e fa “ma lasciali qui, no? L’ultimo cassetto è vuoto, l’ho lasciato apposta per te!”.
Poi ha dovuto raccogliermi col cucchiaino perché mi ero sciolta sul pavimento.
(Avrebbe anche potuto dirmelo prima, eh, però non facciamo i puntigliosi)

Intanto prosegue la mia lotta contro la casa.
A parte il fatto che sono ancora in quella fase in cui piuttosto che andare in bagno quando c’è il Batterino nell’appartamento me la trattengo fino ad esplodere, quindi ogni volta che lui va in studio io lo saluto con tutta la grazia e l’eleganza di cui sono capace (quindi pochissime) e appena lo sento chiudere la porta del palazzo parte la mia corsa sfrenata verso il water, dove sono finalmente libera di espletare i miei bisogni fisiologici.

Madò, venti parole quando basterebbe dire “defecare”.
Poi mi dicono che sono volgare, ma guarda te… una lady.

Dicevo, comunque… l’altro giorno ho iniziato la battaglia contro i vetri.
Armata fino ai denti di Vetril e panno -non in microfibra perchè che cazzo ne so io che cambia qualcosa, un panno vale l’altro, userei pure la carta igienica per quel che mi riguarda- mi sono cimentata nell’antica arte di pulire le superfici trasparenti di tutta la casa, ottenendo come risultato sì, il pulirli, ma riempendoli di aloni e di pelucchi di quello stracazzo di pannetto sfilacciato.
Idem col tavolino di vetro, ovviamente.

Poi ho deciso di lavare i pavimenti.
“Ma sì, da qualche parte avrà secchiello e mocio, no?”
Ecco, sì, ce l’ha, ma evidentemente non veniva usato dal 1800 considerando il suo stato.
Ho passato più tempo a pulire i quattro fili rimasti al mocio che i pavimenti, CHE COMUNQUE HANNO DECISO DI RIVOLTARSI CONTRO DI ME E RIEMPIRSI DI ALONI INFAMI.
Quindi li ho rilavati.
Finalmente sono decenti.
Io giuro che non mi arrenderò, però mi sento un po’ oltraggiata dal comportamento di questa casa.

Non che dai miei abbia fatto chissà che lavori eh, però mi rendo conto che quella santa donna di Madre Superiora col tempo si è infurbita e ha comprato dei prodotti della Madonna.
“MAMMA PERCHE’ E’ TUTTO UN DISASTRO NON SO FARE LE COSE AIUTAMIIII! STAVO PURE PER VOLARE GIU’ DAL BALCONE PER PULIRE I VETRI DALL’ESTERNOOOO!”
“Allora, prima di tutto: hai usato il panno in microfibra?”
“… Credo che quello che ho usato fosse una camicia, un tempo. Tipo nel Milleduecento. Poi è stata fatta a pezzi.”
“MA NON TI HO INSEGNATO NIENTE? Non puoi usare quella roba lì, se no perde pelucchi che rimangono tutti impaciugati.”
“Scusi, Madre Superiora, por non averti mai ascoltata quando mi spiegavi le cose.”
“E poi che hai usato, spero non il Vetril che è una robaccia…”
“…Nooooo, io, il vetril?? Ma figurati…”
MA COME PUOI CHIAMARE “VETRIL” UNA ROBA CHE POI NON LAVA BENE I VETRI, ALLORA CHIAMALO “COSIL” che pulisce un po’ a cazzo…
“E per i pavimenti la cosa migliore è mezzo secchio d’acqua con mezzo bicchiere di ammoniaca, che così ti toglie odori e batteri…”
“E se si sbaglia e invece dei batteri mi toglie il Batterino?”
“Parlare con te è sempre più difficile.”
“Lo so, ne sono piuttosto orgogliosa.”
“Per il legno, per carità non usare prodotti a caso sul legno. Lo rovini. Guarda, senti, se volete un giorno vengo io…”
“Ma non ci pensare neanche, Madre Superiora! Faccio io. Cioè, faccio uno sconquasso probabilmente, ma lo faccio io. Ma tipo, per lavare i fornelli e il lavandino… E il forno… E le piastrelle del terrazzo… Cioè… Va beh, lascia perdere, ho capito tutto. Sono giunta a una conclusione.”
“Cioè?”
“Mollo il Batterino.”
“Ma vai a farti friggere, cretina. Ho già capito, ora ti preparo una lista di prodotti per la casa e le istruzioni.”
“Sei una donna meravigliosa. Straordinaria. Hai presente il film “La leggenda degli uomin straordinari”? Ecco, dovrebbero fare un film su di te “La leggenda della donna straordinaria.”
“Sì, con una figlia straordinariamente cretina.”

Niente, alla fine ho gettato la spugna.
Letteralmente, nel lavandino.

Scusate tutti ‘sti post caserecci&casalinghi ma al momento la mia salute fa pena, passo le mie giornate trascinandomi da una parte all’altra come un’anima in pena.
Poi non starò qua ad ammorbarvi con la mia epopea Covid+Green Pass che scade+terza dose di vaccino sconsigliata visto come sto= dal 1 febbraio non posso più fare nulla, ma sto un po’ diventando isterica.

E voi, miei piccoli prodi spelacchiati come state? Narratemi qualcosa di bello, di brutto, di così così… Quello che vi pare.
Tra l’altro invece di film brutt mi sono guardata Encanto e mi è piaciuto TANTISSIMO, finalmente un cartone bellino! (Unpopular opinion: FROZEN CARTONE DISNEY PIU’ BRUTTO DELLA STORIA, ODIO TUTTI E TUTTO, AAAHHHHH!).

Giuro che i prossimi post non riguarderanno il lavare cose, che se no qua passo per una brava massaia con cui non è così terribile vivere, ma vi assicuro che lo è.
Hasta la pastaaaaaa!
 

Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: dialoghi veri e immaginari con Madre Superiora e La Pina

Ebbene sì, habemus diagnosi di long coviddimmerda il che significa niente terza dose per ora, tremila analisi del sangue, delle urine, devo prendere un po’ di integratori, cortisone per i miei bronchi malandati e se tra un mesetto sto ancora così rx ai polmoni e visita cardiologica.
Insomma, tutto alla grande.
COVIDDIMMERDA. Se non dovessi sopravvivere, vi prego di vegliare sul Batterino e accertarvi che non frequenti mai più nessuna donna dopo di me, devo rimanere la sola e unica. Sarei gelosa pure nell’aldilà.

L’altro giorno stavo parlando con la Madre Superiora (mia mamma), stavamo disquisendo proprio di Mr Batterino e delle mie incredibili capacità di trovare partner e soprattutto vivere bene le rotture.

“Eh, è che tu sei come l’edera: dove ti attacchi muori.”
“Ehllamadonna, madre. Pensavo volessi dirmi che ho un color verdognolo invidiabile o che il mio fogliame è bellissimo. Poi i miei peli ultimemente sono così rigogliosi da sembrare rametti… O magari intendevi che sono brava ad arrampicarmi…”
“Ma se l’unica volta in cui hai provato ad arrampicarti da qualche parte avevi quattro anni e ti sei aperta una gamba, dove vuoi andare…”
“Scusa se non sono Spiderman, signora mamma. Va che tutti i miei difetti e le mie incapacità sono genetiche, tu e padre vi smezzate le colpe. Dovreste pure risarcirmi, ora che ci penso.”
“Ma taci e passami il tagliere. Dico solo che devi fare attenzione, no? Non è che tu sia un asso delle relazioni.”
“Ma come no, non ti ricordi come mi sono strutta –voce del verbo struggere, spesso usato come riflessivo struggersi- per circa ventisei dei miei ventisette anni? Se non è segno di relazioni incredibili quello non so cosa sia.”
“Ecco, appunto. Vorrei evitare di rivederti in giro con gli occhiali da sole di notte per non far vedere che piangevi.”
“Non era solo per quello, era anche stile. Chiara Ferragni mi ha aperto un mondo.”
A questo punto Madre voleva lanciarmi un coltello quindi mi sono nascosta sotto al tavolo.

“Poi tu te li sei sempre scelta bene, gli uomini. Una tragedia dopo l’altra.”
“Su questo non posso darti torto. Oddio, tragedia non so, mi sembravano più dei drammi scritti male…”
“Speriamo ti siano serviti a qualcosa, almeno. Che poi conoscendoti sei anche capace di stufarti te e mollare il Batterino un giorno a caso se qualcosa ti turba.”
“Prima di tutto non si dice “stufarti te”, per l’amor d’Iddio. E poi non so come tu possa conoscermi da tutta la vita e pensare questo, però in effetti anche la psicologa mi ha detto una roba simile. Ma vi siete bevute il cervello, probabilmente, chi volete che molli io? Al massimo mollo una puzzetta, altrochè.”
Madre Superiora ha interrotto le comunicazioni.
Non so darmi una motivazione.

Poi sono uscita con la mia musona, la mia pannocchia, la mia Pippi, ovvero Wendy: il mio cane, che per tutti è La Pina.
Età anagrafica: dieci anni.
Età mentale: tra i tre mesi e i duecento anni a seconda dei momenti.
Razza: mah essendo giallognola direi asiatica.
Caratteristiche: è un cane strano. Si dice che i canidi somiglino ai padronidi (ahah sono esilarante, lo so, qualcuno mi spari) e lei effettivamente ha preso il peggio da me: è assolutamente indifferente ad ogni altro essere canino, se i maschi ci provicchiano con lei ringhia e se ne va, vorrebbe passare le sue giornate mangiando biscottini e prendendo coccole da tutti ed è veramente poco espansiva nei confronti di noi familiari. Con amici e parenti invece ancora un po’ e fa le capriole. Infametta.

Citrulla ma perché ti ostini a portarmi in campagna, che mi fa schifo? Non possiamo andare a prenderci un caffè al bar?”
“No, musona, perché hai una certa età e devi camminare.”
“Questo è quello che dici guardandoti allo specchio…”
“Vuoi che ti tolga i biscottini al merluzzo per una settimana, per caso?”
“No, no, volevo dire… E’ che vorrei portarti a socializzare. Ti farebbe bene.”
“Guarda che sei tu che dovresti socializzare, io sono un essere umano perfettamente integrato nella società.”
“…”
“Va beh, perfettamente integrato forse no, però non vado in giro ad ammazzare gente con una mannaia. Mi sembra già un risultato degno di nota.”
“Mah, a me sembra che ringhi ancora alle persone…”
“Solo quelle che meritano di essere ringhiate. Tipo chiunque mi guardi, mi parli, incroci la mia strada… Ma poi cosa vuoi oh, ora ho il mio Batterino, prova di grande socialità.”
“Sì, sempre che esista davvero e non sia frutto della tua immaginazione…”
“Ma!”
“No, per dire… I tuoi amici l’hanno mai visto?”
“Certo!”
“Mah…”
“Ma l’hai conosciuto pure tu, cretina, gli hai fatto delle feste che a me non hai fatto nemmeno quando sono tornata dai due mesi in Germania!”
“Mmh. Allora non capisco come tu abbia fatto. Era drogato?”
“Eh?”
“No, dico, come hai fatto ad accalappiartelo? Era svenuto e gli hai fatto sottoscrivere un patto col sangue? Hai in ostaggio sua madre?”
“Io ti abbandono.”
“Ma smettila, che poi cosa fai senza di me. Una donna persa. Ma davvero dobbiamo camminare ancora? Andiamo al bar?”
“Senti, io sto praticamente deambulando, il Coviddimmerda mi ha tolto quel briciolo di vitalità che avevo quindi ora camminiamo e tu stai pronta ad intervenire come i veri Golden Retriever, quelli che fanno soccorso. Se vedi che barcollo, mi schianto a terra e annaspo sei pregata di intervenire.”
“Sì, vado al bar a chiamare i soccorsi.”

“Ti darei una capocciata ma in questo momento farei fatica pure ad abbassarmi, ti va di lusso. Comunque Wendy grazie… Non so se te l’ho mai detto ma ci stavo pensando in questi giorni, quando ho cominciato a stare male anni fa senza sapere perché e scoppiavo a piangere senza ragione tu venivi sempre accanto a me.”
“Sì, beh, se fossi muerta chi mi avrebbe dato da mangiare?”
“E anche quando soffrivo per amore e tornavo la notte distrutta emotivamente e tu mezza addormentata venivi a controllare come stessi…”
“Certo, mi davi sempre un biscottino.”
“E anche adesso, che sono poco a casa e facciamo pochissime passeggiate insieme quando torno e scodinzoli muovendo di addirittura tre millimetri la coda mi riempi di gioia.”
“Non so come rispondere in modo cinico a questa cosa. Diciamo che forse un pochino di bene te ne voglio, stramboide umana.”
“Anche io, cane bislacco. Dai senti, io i miei quindici passi giornalieri li ho fatti, andiamo al bar che ti do un biscotto al merluzzo.”

Miei cari spelacchiati, non è particolarmente sensato questo post ma mi è venuto così.
Volevo ringraziarvi per l’ennesima volta perché -non so come sia possibile- abbiamo raggiunto quota duemila spelacchiati. Siete tantissimi, è sconvolgente, potessi vi darei un bacetto uno ad uno.
Hasta la pasta!

Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: lavoro, impiastri e disastri

Buongiorno miei cari spelacchiati, come state?
Io vivo e vegeto, ma più che altro vegeto. Sto immobile come una pianta secca.
Il mio primo regalo del calendario dell’avvento è stata una bustina di Moment, quello rosa per noi donnine ciclanti e ciclabili.
Insomma, noi che abbiamo l’innominabile infame: er ciclo.

Infatti io sto sdraiata ad occhi chiusi, questo post sarà pieno di errori di battitura perché sto muovendo le dita sulla tastiera completamente ad cazzum, non ho davvero idea di dove si trovino le lettere.
Diciamo che tra il mal di testa, i crampi al basso ventre e un veramente fastidioso dolore alle ovaie si è aggiunta anche una ragguardevole dose di ansia perché domani inizio ufficialmente a lavurà nel salone della parrucchiera di cui vi ho parlato, e dopo una giornata di prova sono giunta ad una conclusione piuttosto allarmante: non so fare una minchia.
Scusate il linguaggio sempre molto altolocato, è il Moment che ho sniffato a parlare.

Insomma, giorno di prova in cui sono successe le seguenti patetiche scene:

  • “Okay Sara allora prepara la nostra CicciaPasticcia con asciugamano e mantellina”.
    Okay, mi dico, che ci vuole.
    Mi appropinquo alla cliente con suddetta mantellina tutta piegata, cerco di sgrovigliarla ma è peggio dei sacchetti biodegradabili del supermercato, ci litigo sotto gli occhi basiti della cliente e poi alla fine ce la faccio e per poco non la strozzo facendo il nodo alla mantellina. Penso di essere sembrata una mentecatta stellare.
  • Okay allora prendi appuntamento per la signora Sottolapancalacapracampa alle ore 11:15”.
    Signorsì signora, io scattante come un felino, furba come una volpe acchiappo il tablet degli appuntamenti in cui basta cliccare sul foglio dell’agenda per fissare ‘sti appuntamenti… E mi appare “ore 11:30, aggiungi servizio?
    Ma no, parbleau, 11:15 ho detto, e clicco di nuovo.
    11:45, aggiungi servizio??
    MA HO DETTO DI NO, 11:15, PORCA MISERIA!
    “20:05, aggiungi ‘sti cazzo di servizi?”
    Alla fine mi hanno detto che a volte si impalla e devo uscire dall’app e rientrare.
    Penso che se avessero aspettato anche solo venti secondi in più lo avrei lanciato via.
  • Allora Sara, fai pagare la signora PimperepettennusaPimperepettepppà
    “…”
    Cosa?”
    “…Non so come si usi il registratore di cassa. Sono un verme verminoso, abbi pietà.”
    Ma… Uhm. Beh. Basta che schiacci qui, aggiungi lì, REPduemilasette, punto zero zero se no non te li conta, repcentoquattro come quella che serve a te, poi schiacchi qui, premi là e hai finito. Dai, le prossime le fai tu.”
    … vi lascio immaginare. Un macaco con una pulsantiera.
  • Anche solo per igienizzare le poltroncine a un certo punto mi sono quasi igienizzata il cristallino puntandomi lo spruzzino inavvertitamente dritto negli occhi.
  • Ho fatto cadere una caterva di tubetti di cose colorate mentre cercavo di metterle in ordine numerico. Quindi oltre ad essere tutti ammaccati ora quei cosi sono pure in ordine sparso, esatto.

E niente regà, io dovrei solo vergognarmi di me stessa ma oltre a quello -che faccio già su base giornaliera, non temete- spero che leggere i miei disastri possa far sentire meno imbecille qualcuno che deve fare per la prima volta qualcosa di nuovo, che sia lavorativo o meno.
Cioè, diciamocelo proprio chiaramente, peggio di me NESSUNO può fare. Sono un impiastro. Inciampo, sbaraglio cose, faccio cadere tutto, mi impappino, non so schiacciare nemmeno il touchscreen del tablet per gli appuntamenti PER DIO!
Credo mi assuma solo per pietà nei miei confronti, ma visto che mi servono soldi e non ho una dignità mi va benissimo così.

Ecco, miei prodi spelacchiati, se qualcuno volesse condividere nei commenti la propria esperienza di persona che fa disastri imparando nuove cose sarebbe bellissimo e mi fareste sentire meno sola. Avete mai fatto un paciocco incredibile a lavoro? Come ne siete usciti? Io penso che potrei effettivamente lapidarmi se dovessi sfracellare qualcosa. In più tra le mie mansioni ci sarà il preparare pacchetti e cestini, vi lascio immaginare la mia incredibile manualità quale grandi impacchettamenti tirerà fuori.
Sì, sto pensando di bermi della cicuta prima di domani.

In più visto che io sono un orso solitario ma voi siete degli indomiti spelacchiati vi chiedo un consiglio: ma se io e Mr Batterino volessimo farci un paio di giorni sulla neve, tipo in Valle d’Aosta… sapreste consigliarmi qualche bel posticino? Una baitina, una cosetta accogliente e caldina… Insomma, vogliamo essere come Heidi e Peter, se ci fosse pure un pony sarei la persona più felice del mondo.

Vi voglio tanto bene, forse troppo, ora che ci penso.
Hasta la pastaaaa

Ps: Regà sto avendo una marea di problemi a rispondere ai commenti, non so perchè ma il mio pc non mi fa aprire il blog, sto cercando di risolvere. Abbiate pazienza, scusatemi!

Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: domande da adulti, pasta e vigilanza

Buongiorno miei spelacchiatissimi bipedi, come state?

Mr Batterino è ufficialmente andato a vivere da solo e stiamo scoprendo insieme i grandi quesiti delle persone adulte.
Cose come:
-“ma la pasta Barilla è davvero più buona o è solo un costrutto sociale e posso prendere la Badabungada a quattro centesimi”?
-“perché il tonno in scatola costa cosi tanto?”
-“ma se uso il vetril per lavare i pavimenti cosa succede?”
-“ma il polistirolo dove diamine si butta?”
-“lo scopettino del wc come si lava?”
-“posso rubare lo zerbino figo dei vicini?”

L’altro giorno abbiamo pulito tutto da cima a fondo, e con “abbiamo” intendo che lui ha pulito e io ho passato il tempo a dire idiozie. Il mio apporto è riassumibile nel momento clou in cui il mio cervello ha dato forfait e senza alcuna ragione logica ho buttato il non recuperabile nella plastica.
Non so come abboa fatto a non mettermi la testa nel forno, che pazienza che ha Mr Batterino!
Anche perché per il momento l’unica cosa che faccio è sbavargli sul cuscino ogni notte – quando va bene, quando va male si ritrova la mia saliva sul braccio-. Non oso immaginare che spettacolo raccapricciante sia guardarmi dormire.

Per quanto riguarda me sto continuando il mio lavoro da paladina della giustizia, vigilo l’università come fa Batman a Gotham City. Mettere la sveglia alle sei e mezza comunque mi uccide ogni volta, la mia unica ragione di vita è la colazione al bar.

E voi miei prodi come state? Quanto è stato traumatico per voi passare nel mondo degli adulti? Vi prego preparatemi alle prossime sfide e domande che dovremo affrontare io e Mr Batterino, e se avete consigli salva vita su cose da comprare indispensabili per la casa ditemi, che riferisco!

Narratemi di tutto e di piu, a presto!
Hasta la pastaaaa

Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: fibbie gigantesche e pantaloni con le ali

Buongiorno miei indomiti Spelacchiati, come state?
Dopo una settimana di umore immotivatamente nero, con me piangevo ogni tre per due senza alcun motivo e volevo solo dormire ora mi sento meglio. Alè.

Mr Batterino è andato a vivere da solo, altro super alè! Ora siamo nella fase in cui tutti si aspettano che io e lui andiamo a convivere e noi non lo faremo, quindi stiamo spezzando cuori a destra e a manca, tutti quelli che ci conoscono ci chiedono quando mi trasferirò lì.
Okay, l’idea di stare nel suo appartamento un sacco di tempo mi piace tanto tanto, ma una convivenza vera ed effettiva… Mi mette un po’ di ansia. Stiamo insieme da troppo poco.
CALMA CAZZO, NON COMINCIATE A REGALARCI LA SALIERA E LA ZUCCHERIERA COI NOSTRI NOMI CHE POI MI VIENE LA FIFA E FUGGO VIA.

I miei giorni da paladina della giustizia non mascherata continuano: essere una vigilante in università non fa poi così schifo, è solo piuttosto noioso; avendo quindi del tempo per riflettere sui grandi quesiti dell’umanità sono giunta ad analizzare un argomento estremamente serio.

Vorrei dunque lanciare un grido di denuncia su un argomento che mi preme.

CHI MI RIPAGHERA’ PER GLI ANNI IN CUI MI SONO VESTITA DI MERDA PER ANDARE A SCUOLA?
No regà non potete capire, ora che vedo ogni giorno come si vestono i giovini mi sento morire ogni volta; le ragazze vengono tutte con pantaloni a vita alta che valorizzano il fondoschiena, scelgono quei colori tenui super belli, si truccano in maniera decente… E IO??? IO MI RICORDO COME ANDAVAMO VESTITI ALLE MEDIE E AL LICEO, PORCA VACCA, E QUALCUNO DOVRA’ RISPONDERNE!
Io non so quanti anni abbiate voi spelacchiati ma vi ricordate I PANTALONI A VITA BASSA? Madonna mia.
Perché?
Chi?
Com’è potuto succedere?
Che ai ragazzi si vedevano quei cazzo di elastici delle mutande di colori improponibili e noi femminucce dovevamo stare a tirarci su le braghe ogni quattro secondi netti se no ce li trovavamo alle caviglie.
Ma poi che pantaloni indegni che usavamo… Ditemi che non sono l’unica traumatizzata a vita da quelli della Angel&Devil, che avevano le ali che ti andavano dalle chiappe alle ginocchia.
‘Na roba oscena.
Oppure quelli della Richmond con la scritta “rich” sulle chiappette.
Ho i brividi.

Non che ai maschi andasse meglio eh. Senza offesa, ma ho stampate a fuoco le immagini dei miei coetanei che oltre ad avere le mutande di fuori usavano le fibbie per le cinture più brutte che il Creato abbia mai visto.
Patacche di ferro e plastica grandi quanto un macigno, con le peggio fantasie; se andava bene era la sempreverde foglia di marijuana su sfondo nero, se andava male erano delle oscenità brillantinate con gli stemmi dei grandi marchi.

Ma poi chi cazzo ci aveva insegnato ad abbinare i colori?
Soprattutto i maschi, ma che diamine… I pantaloni della tuta viola e la felpa gialla.
La t-shirt gialla e i pantaloni blu.
I maglioni verdi e i pantaloni arancioni.
Cose che solo a guardarli veniva un attacco epilettico.

Io poi ero già una miserabile misantropa quindi mi vestivo abbastanza basilarmente: magliette orrende, jeans vomitevoli e la mia cintura era come quella di Avril Lavigne: nera con le borchie, pronta a frustare chiunque mi parlasse.

Ma parliamo del makeup?
Sette chili di matita nera al giorno. Sulla palpebra, nella rima inferiore, pure nella cornea ancora un po’.
Fondotinta di sedici tonalità più scure e arancioni del necessario, blush che sembrava ci avessero appena prese a schiaffi… Inguardabili.

Ora quando al mattino alle sette salgo sul bus per andare a lavoro vedo queste mandrie di pischelletti vestiti meravigliosamente.
Trench color cammello sopra maglioncini dai colori pastello tipo rosino, beigiolino, marroncino caldo, pantaloni chiari e scarpe bianche… I ragazzi con cappotti lunghi, jeans scuri, t-shirt e felpe che non ti fanno venire voglia di piantarti un punteruolo negli occhi…
Sono molto invidiosa.
Poi in università non ne parliamo, le giovani donne vengono vestite con un’eleganza che mi manda ai pazzi. Mettono addirittura i tacchi, io mi ammazzerei dopo ventidue secondi.

Insomma, dopo tante ciance così serie penso di potervi lasciare andare, spero passiate un mercoledì sera accettabile! Io andrò dal mio Batterino preferito, come ho già detto prima voglio invadere casa sua in sordina, un pochino alla volta, finché non si sa come all’improvviso tutta la mia roba sarà nei suoi armadi e sarà troppo tardi per cacciarmi via.
Vi prego tirate fuori tutti i ricordi più beceri delle mode passate, io sono andata a riguardarmi certe foto e stavo per morire dal ridere! E soprattutto narratemi del VOSTRO stile sicuramente terrificante in qualche fase della vostra vita spelacchiata!

Hasta la pasta!

Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: venerdì 17 infame

VENERDì 17 DI MERDA!
Eccheccazzo, che giornata penosa, ma vaffanculoooo io non ci credo nemmeno a ‘ste cose, ma oggi è stata veramente una giornata indegna.

Allora.

La mia stupida tartaruga -intendo proprio l’anfibio, OVVIAMENTE, mica gli addominali, non so neanche se nel mio corpo esistono i muscoli addominali- stamattina alle quattro ha deciso di suicidarsi trascinando in giro per la sua tanica di merda il motore di ricambio dell’acqua, CHE SI E’ BRUCIATO!
Sono arrivata in bagno mezza addormentata, con gli occhi ridotti a due fessure minuscole, mi sono bruciata la retina con la luce, non capivo letteralmente un cazzo ma sentivo un odore di bruciato immondo, ho guardato nella vaschetta e Arthur era lì, immobile… Ho pensato “minchia, si è fulminata la tartaruga!”.
Ho staccato tutto alla velocità della luce e l’ho toccato con una matita: non ha gradito. Si è un po’ inkazzeto, quindi sta bene.

Oddio, bene non so se lo è mai stato, è un essere veramente bizzarro e abbastanza raccapricciante, mi spaventa parecchio…
Quindi Sara al salvataggio ho acchiappato una bacinella gigante, l’ho riempita d’acqua (tiepida, perché il signorino ha pure bisogno di 21 gradi centigradi… MA L’IDROMASSAGGIO NO, PICCOLO ESSERE RUGOSO? MA COSA TI STO DIETRO, IO? Ma vaffanculo, Arthur) e ci ho lanciato dentro Arthur. Ora gli devo cambiare l’acqua ogni due ore perché si raffredda rapidamente.

Arthur

Odio tutto.

L’altro giorno mentre ero a zonzo con Mr Batterino abbiamo incontrato la sua ex storica.
Posso dire?
ZAN ZAN ZAAAAN.
Niente, ‘sto imparanoiata come un gerbillo impazzito.
Potete immaginare.
“E se lei ora gli scrive? E se torna da lui in ginocchio? E se torna da lui in ginocchio proponendogli attività ricreative che richiedono proprio lo stare in ginocchio? E se lui non aspettasse altro? E se a lui ripartissero i sentimenti ad cazzum?”
Niente, regà, sono fuori di testa (ma diversa da loro).
Sicuramente sono diversa da lei, che è una figa paurosa mentre io sono un rospo col gargarozzo rigonfio.

Proverò a gracidare in faccia a qualcuno, secondo me mi darebbe soddisfazione e appagamento.

Infine, nota che ha del tragico e del dolente e che mi sta facendo piangere a intermittenza da ore, il mio gatto non torna a casa da ieri e nella mia testa ci sono solo scenari orribili.
Io vivo in periferia, in una strada con zero traffico e la campagna/bosco davanti, di solito lei se ne sta lì ben visibile oppure si apposta sul vialetto di casa per farsi accarezzare da tutti… E torna sempre almeno una volta al giorno a casa.
Prima ho passato quaranta minuti in giro per il quartiere con Wendy (la mia cagnona) urlando “Sophiiiiiieeeeeeee!” a destra e a manca, ma nulla da fare…
Mi sto sentendo male, basta. 

Insomma, stasera c’è dello scazzo quindi apro le gabbie: SFOGATEVI A RUOTA LIBERA PER QUALUNQUE COSAAAA! Tirate fuori la furia che tenete dentro, il fastidio che vi cresce nel petto quando al supermercato la vecchia si piazza col carrello davanti allo scaffale che ti serve e sta lì due ore non si sa bene perché, cavate tutto il risentimento che sicuramente covate come galline e diamoci manforte.
Hasta la pastaaaaaa e non solo, che tra un po’ si torna alla paniscia qua in piemonte!

Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: vacanzine bislacche e totoscommesse

AAAHHHHH!
Così, volevo solo spaventarvi un po’, ci sono riuscita?
Sono tornata dalla vacanzina col mio Mr Batterista preferito (che ora ho deciso di chiamare Mr Batterino perché mi diverto davvero con poco, lui lo odia perché sembra che sia un piccolo batterio) e sono abbronzata come una lucertola senegalese. Cosa non si fa pur di camuffare il mio brutto muso.

Siamo stati a Rivazzurra, una frazione di Rimini, ed è stato incredibilmente piacevole.
Ormai saprete che io odio il caldo e la gente, due cose che mi facevano pensare avrei disprezzato ogni cosa di quel posto, e invece era sorprendentemente tranquillo e per (s)fortuna ha pure piovuto un giorno quindi abbiamo passato un pomeriggio di fuego in camera. E una mattina di fuego. E una sera di fueg- va beh, avete capito, c’era un incendio in pratica.

Cose che sono successe in questa vacanza:

  • Io e Mr Batterino abbiamo iniziato una guerra di scherzi che io ho miseramente perduto:
    – mi ha letteralmente svuotato in testa una bottiglietta d’acqua
    – mi ha ribaltata dal lettino facendomi impanare come una cotoletta
    – mi ha “pucciata”, termine idiota che indica il buttare una persona sott’acqua
    – ha passato più tempo a farmi il solletico che a fare qualunque altra cosa mentre io avevo le convulsioni dal ridere
  • Sbronzi e assolutamente imbecilli più del normale abbiamo speso i nostri quattrini in sala giochi cacciando ogni sventurato marmocchio trovassimo sul nostro barcollante cammino. Non so quanto abbiamo speso ma siamo riusciti a tornare a casa vittoriosi con ben due portachiavi: uno con un unicorno minuscolo, l’altro a forma di confezione di patatine del Mc Donald’s.
  • Abbiamo mangiato come dei cinghiali in una piantagione di barbabietole, io ho messo su almeno due chili.
  • Un cameriere ha letteralmente infilato il pollice nella mia pasta mentre mi portava il piatto e io volevo urlare.
  • Ho detto per la seconda volta a Mr Batterino che lo amo, ma in modo molto codardo: mentre lui dormiva.
  • Sono riuscita a vivere l’incubo di chiunque vada in vacanza con la persona con cui sta da relativamente poco: dopo aver espletato i miei bisogni corporali aspettando il momento propizio, cioè mentre Mr Batterino era ancora in spiaggia… si è rotto lo sciacquone del water.
    Abbiamo dovuto attendere i gestori del B&B.
    Chiudete i sipari e possibilmente uccidetemi, grazie.

In tutto ciò c’è una cosa che voglio narrarvi facendo nomi e cognomi, come Conte ai tempi d’oro quando asfaltò Salvini in italiavisione; di ritorno da Rimini io e Mr Batterino dovevamo aspettare un’ora a Milano, dunque io stavo crepando di fame e lui voleva un caffè.
“Mah cerchiamo un bar fuori dalla stazione che qua temo ci pelino come patate, già siamo poveri come la merda…”
E quindi comincia la ricerca, roba che Proust levati: sembravano tutti troppo pettinati per i nostri miserabili gusti finché non lo avvistiamo: un baretto dall’aria abbastanza orrida, pronto a servire mappazzoni.

Vi dico: io ho ordinato un panino con mozzarella e pomodoro, una coca cola e Mr Batterino si è preso un caffè normalissimo.
Apro ufficialmente le scommesse: secondo voi quanto abbiamo speso? Ditemi nei commenti, vediamo chi azzecca. Se qualcuno indovina gli scrivo una freddura pessima in privato.

Nel prossimo articolo vi svelerò il conto di sto cazzo di bar e vi metterò pure il link così potete andare a leggervi le recensioni e se qualcuno capita di lì prima di tutto lo eviti come la peste, e poi vada a sputare sul bancone da parte mia, grazie.

Ah, vi spoilero il prossimo articolo.
Ho visto il film peggiore presente su Netflix, una roba che definire ignobile è un complimento, un orrore raccapricciante, un abominio su pellicola, un crimine contro l’umanità… Insomma, ‘nammerda.
Titolo? “365 days”. Vi prego, guardatelo così arrivate preparati alla mia recensione brutta e possiamo sclerare tutti insieme appassionatamente.

E voi, miei piccoli spelacchiati, come state? Come ve la passate? Vi prego datemi dei suggerimenti su come vendicarmi con Mr Batterino, il mio orgoglio mi impedisce di non dare battaglia fino al mio ultimo respiro.
Mi raccomando, scrivetemi secondo voi quanto abbiamo speso in quel cazzo di bar, che io sono ancora isterica e vorrei picchiare qualcuno. Se siete mai stati derubati legalmente vi prego narratemelo che io mi sento abbastanza polla a ripensarci.

Insomma miei prodi, narratemi quello che vi va, guardatevi quel film abominevole e noi ci sentiamo molto presto!
Hasta la pasta!

Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: umore nero e traumi da palcoscenico

Oggi sono lugubre.
Di umore nero pece.
Incatramata e incatramita come la mamma gabbiana di “Storia di una gabbianella e il gatto che le insegnò a volare” di Sepulveda (se non lo avete mai letto fatevi un favore e leggetelo, perché scalda il cuore.)

Non so bene cosa stia succedendo nel mio cervello bislacco e chiaramente menomato, ma oggi è una di quelle giornate in cui mi detesto profondamente e vorrei uscire dalla mia pelle per un po’; il povero Mr Batterista non sa che pesci pigliare, vede che sono strana e taciturna ma non capisce perché.
Come Vasco Rossi anche lui cerca di trovare un senso ma io un senso non ce l’ho e non so come spiegargli che quando sono di questo umore irrazionale e sinceramente imbecille mi odio così tanto che proietto il mio orrore verso me stessa sugli altri e voglio solo isolarmi per non costringerli a vedere il mio brutto muso e avere a che fare con il mio carattere. Il mio testolino bacato è settato in modalità “guarda che ti odiano tutti, fai schifo” e mi sento a disagio a rivolgere la parola a chiunque, Mr Batterista o familiari compresi. Anzi, con loro anche di più, perché mi sento orrenda dentro e fuori e il loro parere sulla mia persona per me vale mille (LABBRA ROSSO COCA COLAAAAAA DIMMI UN SEGRETO ALL’ORECCHIO STASERAAAAAA)

Self Hating GIFs - Get the best GIF on GIPHY

Detto ciò, giusto perché spero che possa sempre essere utile leggere che ci sono persone che provano queste cose e magari qualcuno si sente meno solo e meno pazzo, ora passerò ad argomenti molto più cretini.
Molto più cretini.

Qualche giorno fa è successa una cosa da cui sto ancora cercando di riprendermi.
Mi sento violata nell’anima.
Credo non riuscirò mai più a tornare la spelacchiata di prima, ho vissuto un’esperienza che mi ha segnata troppo profondamente; una donna cambiata irreparabilmente da ciò che ha vissuto.
Come avrete già capito da molto tempo io sono la persona più inadatta alla vita e alle situazioni sociali del mondo; per farvi capire, probabilmente divento di almeno sette tonalità di rosso anche solo se devo richiamare l’attenzione di un cameriere al bar per chiedere qualcosa.
Se più di due persone mi fissano vorrei sprofondare nell’entroterra e sbucare dall’altra parte del nostro pianeta in rovina.
Quindi voi capirete che per me, che sono un paguro bernardo che vorrebbe solamente stare ritirato nel suo guscio conchiglioso, quello che è successo l’altra sera mi è quasi stato fatale.
Cosa è successo?
Sono dovuta salire su un palco.
Pensavo di morire.

Voi immaginate il mio stato d’animo quando mi hanno chiesto di fare qualche foto dal palco E POI IL GESTORE DEL LOCALE MI HA ACCHIAPPATA E TRASCINATA DAVANTI PER UMILIARMI PUBBLICAMENTEEEEEEEEEEEE! Mi ha presentata come la fidanzata di Mr Batterista, che intanto stava per ribaltarsi dal ridere, QUEL PIRLA INFAME!
No regà mi è stato quasi fatale, pensavo di avere un infarto davanti a tutti. Un finale col botto, e il botto ero io che saltavo in aria dall’imbarazzo.
Avete presente una mentecatta che non ha idea di come stare al mondo? Ecco, sono precisamente io, che in tutto ciò non avevo la minima idea di cosa cazzo fare quindi me ne stavo lì immobile tipo cerbiatto davanti ai fari di un tir mentre quel tizio diceva scemenze e la piccola folla urlava cose a caso.

Bernard l'eremita - Taglia S - Invertebrati Marini vendita online
Diapositiva di me che volevo solo rientrare nel mio guscetto e perire

Quando sono riuscita a squagliarmela sono rimasta in silenzio per dieci minuti in un angolo a rimuginare su quante possibilità ci fossero che qualcuno mi acciuffasse prima che io potessi raggiungere il Messico a piedi, di corsa.
Non andrò mai più ai concerti di Mr Batterista, nessuno mi vedrà mai più.

Zequila GIFs | Tenor

In tutto ciò la mia convivenza con Mr Batterista prosegue, ma siamo quasi all’epilogo.
Quel tonto di mio padre è ancora positivo a sto cazzo di Coviddimmerda ma a quanto pare sono cambiati i regolamenti e da domani sarà un uomo libero nonostante la positività, il che significa che potrò tornare ad avere un tetto sulla capoccia.
Ammetto che sento già che mi mancherà non avere Mr Batterista intorno così tanto, e che stare a studiare tutto il pomeriggio è molto più piacevole sapendo che poi lui entra dalla porta e possiamo stare insieme a pirleggiare.
Credo invece che lui stia facendo il conto alla rovescia con un’impazienza che nemmeno a Capodanno; in camera sua sono comparsi dei segnetti sulla parete come nelle celle dei carcerati, sta contando i giorni di prigionia. Pover’uomo. Ha la pazienza di un santone indiano nonostante io sia un gerbillo cretino la maggior parte del tempo.

E voi miei cari spelacchiati come state? Vi state strappando gli ultimi peli rimasti per cercare di stare più al fresco? Siete su una spiaggia deserta a ingurgitare Mojito e fritto misto? O come me state studiando come dei Giacomo Leopardi dei poveri per cercare di passare mezzo esame a settembre?
Narratemi di tutto e ancora di più, che vi adoro!
Hasta la pasta!

Ps: mi rifiuto di parlare della situazione in Afghanistan su questo piccolo blog indegno, però ieri leggendo certe notizie mi sono messa a piangere. Tutt’ora mi vengono i brividi ogni volta che leggo qualcosa di sempre più agghiacciante.
Dico solo: informiamoci tutti. Non possiamo rimanere ignoranti ad eventi come questi; per quanto lontani da noi e quasi impossibili da credere veri informarsi e fare qualcosa nel nostro piccolo è un dovere.

Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: mare e vacanza con Mr Batterista

… Burp.

Per chi non fosse avezzo ai fumetti, burp indica un elegante rutto; io e Mr Batterista ci siamo ingozzati di fritto mistico e pesce alla griglia per ventiquattro ore non stop, madóóó che bbbbbuono!

Allora, miei prodi, come state? Io mi sento abbronzata. Non so se davvero mi sono scurita, ma io mi sento almeno una tonalità pantone in più rispetto a quando sono partita dunque vado in giro a testa alta e ali spalancate, come un piccione particolarmente impettito.

Sono riuscita a perdere un calzino. Non so come, non so quando, ma è successo: in questo momento sono sul treno del ritorno – con Mr Batterista a fianco che si guarda Narcos- e ho un calzino solo. Molto bislacco. Ho anche quasi perso un polmone per acchiappare la coincidenza, ma questa è un’altra (patetica) storia della mia preparazione atletica.

Vacanzina toccata e fuga andata alla grande: nonostante la mia avversione al caldo, alla gente e alla spiaggia la presenza di Mr Batterista è bastata a placare la mia parte peggiore e tirar fuori quella più imbecille, dunque abbiamo passato tutto il tempo a ridere e fare i cretini, cosa che ci riesce piuttosto bene. Ci era anche venuto lo schiribizzo di andare in una spiaggia naturista, ma era troppo lontana e noi troppo vecchi dentro per camminare sotto al sole. Ritenteremo.

Resta il fastidio incredibile per:

  • Bambini in spiaggia, a un certo punto una marmocchia ha letteralmente gettato una secchiellata d’acqua addosso all’ignaro padre che stava giocando al cellulare. Io l’avrei lanciata via, nell’iperspazio.
  • Anziane signore che si mettono in formazione 4-4-3 sul lungo mare impedendo il passaggio a chiunque. Fastidio aggiuntivo perché si rischia sempre di inciampare nelle loro tette cadenti.
  • Ambulanti che pur di venderti un braccialetto, un telo mare o un rene preso al mercato nero farebbero qualunque cosa, per esempio rimanere immobili a fissarti per interi minuti scatenando ondate di disagio in me che avrei dato loro tutti i miei averi per i sensi di colpa.
  • Camerieri inferociti. Ora, io sono la prima ad odiare il prossimo e penso che se lavorassi a contatto col pubblico mi verrebbero un’ulcera dopo l’altra fino a consumare i tessuti del mio stomaco, MA SE TU MI SBATTI DI NUOVO IL PIATTO SUL TAVOLO SBUFFANDO E RISPONDENDOMI PURE MALE IO NON SO COSA FACCIO MA QUALCOSA LO FACCIO!
  • La ghiaia bollente che mi ha fritto i piedi, ora andrò in giro strisciando sulle ginocchia
  • Le stracazzo di campane, MAMMA MIA IO VADO A DISINTEGRARE OGNI CAMPANILE NON PUOI SUONARE A FESTA DI MERCOLEDÌ MATTINA SENXA ALCUNA RAGIONEEEEE! Giuro mi sono svegliata di soprassalto con il Gobbo di Notre Dame che stava tenendo un concerto, ma vaffanculoooo!

Bene, direi che posso smettere di sclerare almeno per un pochino. Oserei dire che se Mr Batterista non mi molla adesso non so cosa potrebbe spingerlo a farlo: mi ha vista in costume, sudata, struccata, esausta, e mi ha pure sentita russare a un certo punto. Come abbia fatto a non piazzarmi un cuscino in faccia e tenerlo premuto per almeno cinque minuti – anche sei, per essere certo che non ci fosse proprio più niente da fare per salvarmi- lo sa solo lui. Forse è un monaco buddista super zen e ancora non lo so.

E voi, miei cari, narratemi qualcosa che qui il viaggio è ancora lungo e l’aria condizionata del treno penso mi sarà fatale! Rallegrate i miei ultimi momenti, tema libero!

Hasta il fritto mistooooo

Pubblicato in: Senza categoria

Ciance sparse: sclero calcistico, vado a briglia sciolta

NO.
PROPRIO NO.
Allora, io vi avviso, questo post sarà sclerotico e inferocito, dunque se siete appassionati di calcio forse non dovreste leggere le mie parole. Oppure sì, e poi nei commenti vi aspetto coi forconi e ci insultiamo vicendevolmente, a voi la scelta.
(Che poi qui non c’è democrazia, vige la Saracrazia quindi dovete solo dire che ho ragione su tutto).

MA E’ MAI POSSIBILE TUTTO IL CASINO CHE E’ SUCCESSO PER ‘STI CAZZO DI EUROPEI? MA SI PUO’ ESSERE PIU’ CAPRE IGNORANTI DI COSI?

Ora cercherò di esporvi con calma e pacatezza le mie perplessità, potete rispondere a quello che volete come volete.

  • Ma per quale sicuramente accettabile ragione in un momento in cui i cinema devono essere mezzi vuoti, i teatri devono essere mezzi vuoti, i locali possono avere una capienza ridicola, bisogna stare con la mascherina, al supermercato si può entrare uno solo per famiglia… PERCHE’ CAZZO GLI STADI SONO PIENI AL SETTANTACINQUE PERCENTO? Ma siamo tutti seri? DAVVERO? Io non posso andare in un buco di paese a vedere un concerto all’aperto ma cinquantottomila persone possono andare a Wembley a urlarsi in faccia. Okay. Va bene.
  • Perché il campo è a strisce verdi chiare e verdi scure? Come fanno?
  • PERCHE’ NEL TENNIS SE UNO BISBIGLIA DI UN QUARTO DI OTTAVA TROPPO FORTE VIENE SBATTUTO FUORI CON DISONORE SU TUTTA LA SUA STIRPE E ALLO STADIO ANCORA UN PO’ E LANCIANO I CAMION GIU’ DAGLI SPALTI?
  • Perché cazzo al primo segno di non-rispetto (mi viene da dirlo in inglese, disrespect, e non trovo il corrispondente) non viene bloccata la partita e accompagnato all’uscita la testa di cazzo?
  • Chi sceglie il numero della maglia dei giocatori? Possono metterli a tre cifre? “Possesso di palla al numero seimiliardinovetentotrentanovemilaseicentoquarantadue!”
  • Perché è concesso ai giocatori buttarsi a terra, fallarsi, rotolare come me in un campo in discesa nonostante siano sani come pesci mentre in altri sport giocano senza fiatare pure con le ossa rotte?
  • Perché i mister sono in giacca e cravatta allo stadio, MADONNA MIA? Ma stai sciallo in t-shirt e bermuda, per l’amor del cielo.
  • Come è possibile che dopo un anno e mezzo di lockdown, zone colorate, zone a pois, zone a righette, mascherine, posti contingentati ovunque e chi più ne ha più ne metta all’uscita degli stadi e in tutte le città è stato possibile creare lo sfacelo che c’è stato? Ma veramente non abbiamo capito UN CAZZO DI NIENTE? Quando la gente non aveva letteralmente lo stipendio moriva di fame in casa in silenzio, poi un branco di persone segna quattro gol e scendono tutti in piazza? Ma ce la facciamo? Ma posso vedere nella mia città centinaia e centinaia di persone a petto nudo sputarsi in faccia l’un l’altro dopo l’anno che abbiamo vissuto?
  • Chi fornisce la palla delle partite importanti? Come la scelgono?
  • Ma sti cazzo di festeggiamenti post partita davvero vi divertono? Cioè seriamente, qualcuno trova divertente andare in giro urlando e clacsonando in piena notte, sparpagliando ogni genere di rifiuto, rompendo cose, creando disagi a chi la mattina dopo deve andare a lavorare, a chi è in un letto d’ospedale?
    Saranno discorsi da vecchiarda eh ma per me tutto ciò PER UNA PARTITA DI CALCIO è inconcepibile.

    Per quanto mi riguarda potete tutti prendere le vostre bandierine, le vostre trombette e ficcarvele su per il culo una dietro l’altra.
    Evviva la finezza.

    E davvero non fatemi aprire il becco sulla violenza perché divento una bestia di Satana. Insulti razzisti, minacce di morte, italiani picchiati in Inghilterra, feriti in quasi tutte le città italiane (che io sappia è morto anche un ragazzo, non ho voluto leggere altre notizie del genere perché impazzisco), monumenti sfasciati perché i deficienti si sono arrampicati, rifiuti ovunque, macchine vandalizzate… E tutto questo per cosa, scusatemi? Per protesta contro qualche cosa indegna? NO. Per una partita di calcio.
    E allora andatevene tutti a quel paese, che tanto ci ribecchiamo all’inferno e vi do tante di quelle botte, ma tante…

    Dunque miei cari Spelacchiati, questi sono i miei pensieri completamente a briglia sciolta scritti in un impeto di furore cieco. In caso l’argomento vi interessi posso fare un articolo ugualmente sclerotico ma più dettagliato, se invece non ve ne importa un nonnulla e volete dirmi che sono vecchia dentro siete liberi di farlo.
    Io vi blocco per sempre, ma siete liberi di farlo.
    Va beh, non blocco nessuno, però sono incazzata nera.

    Detto ciò, se non vedessi il mondo del calcio come completamente marcio e malato so che potrei apprezzarlo e apprezzare anche la gioia post-partita, ma mi fa tutto veramente troppo schifo.
    Ora lascio la palla a voi (ahah avete capito, si parla di calcio e vi lascio la palla, che simpa che sono) ditemi di tutto e di più! Siete stati a fare baldoria come i pazzi? Vi siete incoroniti limonando uno sconosciuto in preda all’euforia? Avete strombazzato il clacson fino a friggerlo? Che ne pensate di tutto il mondo calcistico?

    Sono molto curiosa di leggervi e riflettere, siete sempre molto bravini ad argomentare: come sono orgogliosa di voi!
    Hasta la pasta, pasta la hasta!