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Ciciarando di Infinity War. SPOILER OVUNQUE, FUGGITE SCIOCCHI.

Fermi tutti, questa è una rapona!
No perchè una rapina, vezzeggiativo, non fa effetto secondo me. Così invece sono sicura di aver colto la vostra attenzione.

Ieri sera la mia vita è finita.
Ho visto Infinity War. 
Risultati immagini per avengers infinity war gifMA COSA STIAMO FACENDO DOV’E IL RESTO DEL FILM COSA SUCCEDE COME VA AVANTI DOV’E LOKI RIDATEMI LOKI SUBITO E POI TUTTI GLI ALTRI COS’E’ SUCCESSO QUAL’E IL SENSO DELLA VITA COSA FACCIAMOOOOOOOOOOOOOOO

Non so se si è capito, ma può darsi che il film mi sia piaciuto. Come sempre sono molto pacata nelle mie opinioni.

Ma dico, metti che domani mi investe un camion e schiatto DEVO SCHIATTARE NON SAPENDO COME CAZZO FINISCE ‘STA STORIA!? Ma altro che Thanos, qui i cattivi sono i produttori, ‘sti sadici maledetti!!

Okay dai cerco di calmarmi. Vorrei fare un post serio, calmo e tranquillo che analizza approfonditamente perchè e per come questo film é un super film, ma non credo di farcela. Sono una donnetta fragile, io, ho dei sentimenti che prendono il sopravvento. Ho l’adrenalina a bombazza ancora. In più ci sono veramente troppe cose da dire e a cui pensare in questo film motivo per cui penso proprio andrò a riguardarlo un’altra volta, dunque questo post sarà sclerotico, dopo la seconda visione (e non Visione) cercherò di scrivere qualcosa di più sensato.Immagine correlata

Il film si apre con uno sfacelo in atto: gli Asgardiani sono stati attaccati e in gran parte cortesemente fatti fuori, Thanos è lì che torreggia su tutti con il suo bel muso violetto, Loki è bellissimo come sempre ma in una posizione very scomoda e ci sono pure Thor e Heimdall che non sono messi poi tanto bene, lì incastonati e tenuti prigionieri.
Thanos mette Loki davanti a un dubbio amletico: la vita di Thor o il Tesseract? Dopo un attimo di sboronaggine cede, gli consegna il tesseract, pensa di fare il furbone come al solito e tenta di accoltellare il malvagio.

Quindi Thanos lo uccide.
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Ho sentito distintamente qualcosa dentro al mio petto rompersi in quel momento: IL MIO CUORE.
Ho addirittura smesso di sgranocchiare la mia secchiellata di popcorn.
Dopo questa scena ho guadato mia sorella:”Io vado. Ci vediamo a casa.”
Alla fine sono rimasta, ma è stato un duro colpo. Non so voi ma io sono ancora in lutto, ho una fascetta nera al braccio da ieri. E ancora non sapevo del resto!!

Intanto sulla terra succede un casino madornale -roba che io sono sempre dalla parte sbagliata del mondo mannaggia a me- Mr Stark, Bruce, Peter Parker e Doctor Strange devono affrontare gli scagnozzi di Thanos, con Bruce che deve anche accettare il fatto che il suo amico verde non gli vada più in soccorso a chiamata.

Contemporaneamente Wanda (<3) e Visione vengono attaccati da una stronza che deve morire male altri scagnozzi malvagi e simpatici come un pugno di sabbia negli occhi (e ho detto occhi, apprezzate la mia signorilità) quindi vengono soccorsi da altri della vecchia guardia, tra cui Mr Captain Amurrrrica che si è fatto crescere una barbetta mica male che gli da quel fascino esotico che tanto ci piace. 
Personalmente io vorrei un film di due ore di Steve che spacca la legna a mani nude, chi è con me?
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Infine nello spazio Thor viene soccorso dai Guardiani della Galassia, che fanno alcune delle battute più sceme che qualcuno potesse fare. La scena di Drax invisibile mi ha stesa. 

Comunque succedono casini su casini, fini su fini e berlusconi su berlusconi  fino a convogliare in due situazioni giganti in cui tutti si ammazzano con tutti, Thanos cerca di acchiappare tutte le pietre che gli servono per diventare l’essere violaceo più potente del mondo e i nostri Avengers tentano di fermarlo in ogni modo possibile e immaginabile.
Questa è la situaz (come sono giovine oggi, mamma mia) di partenza e da cui si dirama tutto il resto del caos organizzato di questo film, bello perché gestito in maniera tale da far incastrare tutto quanto, anche quello che sembra impossibile da far quadrare. PECCATO CHE ALLA FINE MUOIANO TUTTI DIVENTANDO CENERE NEL VENTO (che per chi non lo sapesse è un romanzo rosissimo di Kathleen Wodiss) E THANOS VINCE. 
Quando ho capito che effettivamente era finito il film mi è partito un “ma vaffanculo” che potrebbe aver rimbombato nella stanza.

Il film è super divertente, ci sono scene che mi hanno veramente divertita tantissimo, e poi ci sono scene super iper mega drammatiche, tristissime, quindi alla fine si esce dalla sala con un misto di emozioni. Le scene di battaglie e combattimenti forse sono un filino troppe, ma sono proprio belle. Ora capisco perché abbiano speso circa quattrocentomila dollari AL GIORNO per questo film.

Va beh. Comunque io non l’ho presa malissimo. Cioè ho sentito persone a cui è stata praticamente risucchiata l’anima da questo film, sono in catalessi da quando sono usciti dalla sala cinematografica e ora andranno in terapia. A parte che io in terapia ci vado già, nella mia testa è chiaro che non è così che stanno le cose, che abbiamo dei multiverse, dei viaggi del tempo e cazzi e mazzi di cui tenere conto.
Quindi per me è scontato che non sono tutti schiattati (magari qualcuno ci rimane, e in caso fosse Loki troverete la testa di chi ha preso questa decisione sulla mia scrivania) sono solo inkazzata (con la “k” che rende di più) perché dovremo aspettare tanto, troppo per sapere come diamine va avanti tutto ciò.

Bene, ora vado a leggere tutte le teorie sul possibile futuro degli Avengers e a guardarmi tutti i video di Tom Holland che spoilera tutto a destra e a manca.
E voi l’avete visto? Quali sono le vostre teorie? Come state? Vi siete ripresi dalla visione?

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Random: di ex, Philip Roth e Netflix

Per un po’ abbandoniamo i toni seri e parliamo di qualcosa di stupido e vediamo di dare qualche consigliozzo di lettura e di visione, che questo blog sta diventando troppo serio. 

Direi di partire dal mio sabato sera, quando ho avuto un incontro ravvicinato del terzo tipo.
Un alieno? No. Peggio.
Un fantasma? Mah. Quasi.
Un mio ex. 
Zan zaaan zaaaaaan!

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E’ andata proprio così la scena

In realtà ero stata avvertita della sua presenza visto che dovevamo entrambi assistere allo spettacolo teatrale di un’amica comune, ma è stato comunque strano vederlo dal vivo considerando che da quando ci eravamo mollati non ci eravamo mai rivisti.

Scena:
Io lo vedo.
Lui mi vede.
GHIACCIO.
Entrambi giriamo la testa dall’altra parte così in fretta che io ho ancora un torcicollo terribile quindi spero che a lui sia quantomeno uscita una vertebra dal collo.
Con affetto lo dico, eh. 
(Nel senso che vorrei affettarlo, esatto.)

Risultati immagini per cut gifCaso ha voluto che fossimo entrambi nella stessa fila, ai due estremi opposti. Ho minacciato degli amici ignari di tutto pur di farli sedere accanto al padre di lui, piuttosto mi sarei messa a roteare su me stessa fino a consumare il pavimento e sparire in Cina.
Comunque lo spettacolo è andato (due balle quadrate, a essere sinceri) e io pensavo “okay, a posto”.
E INVECE NO. 
Mi giro e me lo trovo lì, appoggiato alla parete, con quella faccia da pirla che un po’ mi mancava, siamo onesti. 
Imbarazzati come due deficienti il massimo che siamo riusciti a fare è stato un cenno con la testa, poi io molto disinvoltamente (secondo me almeno, voglio immaginare di essere stata disinvolta) ho ruotato di centottanta gradi per parlare con i miei amici e farlo tornare nel dimenticatoio da cui era uscito momentaneamente, anche perché lui si stava avvicinando (suppongo per parlarmi. E si sa come si dice: se non hai niente di carino da dire, non dire niente.)

Che voi ci crediate o no vederlo non mi ha turbata minimamente. Cioè magari minimamente, ma era più un “a’ stronzo, hai fatto le tue stronzate ora gira al largo, thanks“. Sarà che ho ben altro a farmi stare male al momento maledetti uomini.

Ma passiamo a qualche consigliozzo, approfittando del fatto che sto uscendo dalla mia impasse.

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Sto finalmente leggendo qualcosa di Philip Roth e ho deciso di partire dall’inizio -o quasi- ovvero il suo terzo romanzo: Lamento di Portnoy, del 1969 io ce l’ho dell’edizione Bompiani
In questo romanzo seguiamo il lunghissimo (300 pagine!) monologo più o meno interiore di Alex Portnoy, il nostro esilarante, disperato protagonista che deve cominciare la terapia con lo psicologo, il Dottor Spielvogel. 
E nel suo monologo parla di tutto: parla dei genitori, parla di seghe, parla di vagine, parla di donne e di uomini e di tutto quello che può starci intorno. Alex è nevrotico e leggerlo è un bellissimo viaggio. 

 

Invece su Netflix ho cominciato a guardare Requiem, che non sembra affatto male (anche se ho visto solo due episodi, quindi posso ancora alzare la cloche e cambiare o confermare il risultato).
Gli specchi inquietanti? Ci sono.

I suicidi? Ci sono.
Una protagonista stramba? C’è.
La campagna inglese, che piace sempre a tutti? Eccola lì.
Una ragazzina sparita anni e anni fa? C’è anche lei, cosa volete di più?! (Se qualcuno ha sentito il bisogno di rispondere “un lucano” si dia cortesemente uno schiaffetto, grazie) 
Ne parlerò meglio una volta finita, per ora ho paura di sbilanciarmi e poi dover ritrattare tutto in caso i prossimi episodi facciano schifo. Risultati immagini per requiem netflix

Per ora se vi capita uno o l’altro sottomano vi direi di buttarvici, poi mal che vada venite qui a parlarne male con me, io sono più che a disposizione.
A presto, spelacchiati!

 

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Film brut (ma non tant): The Open House

The Open House, un film che più ci penso più mi perplime. Di una tristezza involontaria quasi drammatica oserei dire.
Ritroviamo Dylan Minette, che a mio modesto parere sta diventando un bel fieu e anche un buon buon buon attore, spero non si perda strada facendo.
Per ribadire il fatto che io di cinema non ci capisco una mazza vi avverto che a me è piaciucchiato e al resto del mondo ha fatto schifo come poche altre cose, quindi non fidatevi di me. 
E attenti agli spoiler, che dico di tutto e di più come sempre. Vi chiedo già scusa per la lunghezza del post, sarò meno prolissa in futuro.
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Aluuuura, il film inizia col botto, nel senso letterale del termine: c’è una famigliola (in)felice in super difficoltà economiche e padre e figlio vanno al supermercato; tempo un minuto e mezzo e siamo già alla prima morte: un’auto travolge Mr Papà nel parcheggio, stecchendolo sotto gli occhietti miopi di Logan.

Madre e figlio si trasferiscono dunque nella casa di montagna più grande del mondo che appartiene alla sorella di lei, e fanno conoscenza fin da subito di Martha, la vicina di casa super inquietante che praticamente ha più denti che capelli e sta cavalcando gloriosamente verso l’alzheimer.
Che poi la guardi e pensi “capelli rossi, una vecchia giacca di seconda mano… devi essere una Weasley“.Risultati immagini per the open house martha

Madre e figlio cominciano ad ambientarsi in questa villa che ogni domenica ospita un gruppo di persone le quali vogliono vedere la casa per comprarla, e i nostri due sfigatini protagonisti devono starsene fuori dai piedi… ma siamo sicuri che i visitatori se ne siano andati tutti?

Cominciano a succedere cose bizzarre che più che altro sembrano dispettini di un bimbo di dieci anni: la ciotola dei cereali passa dalla stanza da letto alla cucina, gli oggetti si spostano o spariscono, la caldaia continua a spegnersi mentre La Mamma si lava, si sentono tonfi provenire dalla cantina a Logan sparisce il cellulare… e già qui troviamo  la cosRisultati immagini per the open house gif dylan minnettea più irreale del mondo: lui se ne frega. Se a me sparisce il telefono piuttosto ribalto la casa dalle fondamenta, la scoperchio, di certo non faccio spallucce dicendo “boh, lo ritroverò”. Io sono abbastanza convinta che dopo ventiquattr’ore di assenza di cellulare avvertirei le forze dell’ordine della scomparsa, dopo quarantotto arriverei al decesso.

Quindi uno si comincia a chiedere: ma sono dementi loro? C’è uno spiritello scemo in casa? Lo Yeti? Riccioli d’Oro? 
Ve lo dico già adesso: no. E’ un uomo. Un essere umano chiaramente deficiente che si diverte con pochissimo, in poche parole un pirla.
Ma chi è? Boh.
Perché lo fa? Doppio boh.
Perché per i primi cinquanta minuti non succede assolutamente nulla se non inquadrature di angoli della casa vuoti, anfratti da cui non sbuca nulla e ‘sto tizio non si palesa? TRIPLO AXEL DI BOH.
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Questa escalation di puttanate cose strane si conclude con loro due che una sera tornano a casa e trovano la tavola apparecchiata con tanto di candela; ammetto che questo un po’ di ansia a me la metterebbe, onestamente. Prenderei i miei quattro panni di persona povera e andrei a contemplare il mio futuro sotto un ponte, immediatamente… Col cazzo che rimango in una casa in cui qualcuno ha apparecchiato per me senza essere stato pagato per farlo.
Ma la madre è scema, povera creatura, e dice che non hanno soldi per un albergo; pure i poliziotti dicono di stare scialli che saranno stati dei bambini (ma che bambini avete lì? Che si intrufolano nelle case degli altri e apparecchiano le tavole? Sono tutti filippini?!) ordunque rimangono li in attesa di essere maciullati, noi lo sappiamo.

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Logan che pensa chiaramente “che madre stupida”.

Comunque come ho già detto per un’ora non succede una ramazza, poi accade un casino della miseria nell’ultima mezz’ora. Millemila minuti di pellicola in cui noi capiamo dalle inquadrature che questi due vermi solitari non sono poi così solitari, ma niente di più finche non arriviamo a un quarto d’ora dalla fine; un po’ inquietato dall’ultimo avvenimento Logan chiama un tizio che fa la corte a sua madre e gli chiede di passare lì la notte perché se la stanno facendo sotto, ma vi dico solo che questo qui è nero, quindi RUSPA e ormai sappiamo tutti che fine fanno i neri negli horror (e in America in generale; se poi incontrano un poliziotto non ne parliamo neanche. Peggio che incontrare Freddy Krueger)

Tempo due scene e infatti ce lo ritroviamo sgozzato come un capretto (con una quantità  minima di sangue, come se si fosse tolto una pellicina da un dito) e il nostro povero Logan viene messo k.o nel vialetto di casa e successivamente inondato d’acqua fredda e lasciato fuori a morire congelato, anche perché è quasi Natale.
Il tizio pazzo intanto va dalla madre, precedentemente legata come un cotechino, e non sapendo bene che fare decide di torturarla un po’; prima le fa sentire tutta la discografia di Dolcenera, poi le fa guardare tre puntate di Peppa Pig e infine le spiezza le dita una ad una.
Una scena deliziosa. Squisita. Grazie.
Logan si ripiglia, prende un coltello, si mette a cercare madre e pazzoide e in un attimo di concitata follia -che non ha il minimo senso in qualunque modo guardi la scena- uccide la madre.
In pratica lui sta tenendo in mano sto coltello e la madre gli corre addosso urlando e autoimpalandosi. Mah. 

Poi lei, ormai morente, lo guarda negli occhi con amore e gli dice dice… “Ma i Marò?”
Non è vero, gli sussurra di scappare perché dietro di lei c’è il mega-pazzo.Risultati immagini per run forrest run gif
Per la prima volta in un film horror il protagonista fa esattamente quello che avrei fatto io: comincia a correre urlando come un matto in preda al panico.
Siamo agli sgoccioli, il nostro eroe cade, il cattivo gli piomba addosso come una pantegana sul formaggio e in una scena un po’ schifida gli toglie le lenti a contatto e gli dice prorprio “scappa adesso, pirla“. (Capite che sto killer è scemo? Sarà diventato killer per corrispondenza, non ha idea di come fare.)
Logan, cieco come una talpa, fugge nel bosco e continua a correre e correre come un cavallo al Palio di Siena. Ricordiamoci anche che è ancora bagnato fradicio e ci saranno meno mille gradi, poverino. Io sono di una pigrizia allucinante e al suo posto mi sarei sdraiata ad attendere il mio triste destino.
Credo sia la prima volta che mi dispiaccio per un personaggio di un horror.
Comunque sia ultimi tre minuti di film: è mattina, Logan si sveglia e va ad abbeverarsi al fiume come un animaletto selvatico quando uno stivale gli piomba di fianco e lui comincia a implorare per la sua vita a priori, senza neanche guardare chi è.
Come finisce? Con il pazzoide che lo strangola e lo lascia lì, muerto stecchito, per tornare in auto e andare alla prossima casa aperta per le visite. Alias verso un’altra Open House.

…Miiiinchia che pesantezza di finale. Cioè di solito mi piacciono quelli in cui muoiono i protagonisti, ma stavolta tifavo davvero per Logan perché è un personaggio un po’ diverso dai soliti cliché che vediamo e speravo che una gioia gliela si potesse dare.

Passando alla parte detective, ho letto millemila teorie su chi fosse sto benedetto killer. Io continuo a restare della mia idea, ovvero che sia stato l’idraulico.Risultati immagini per gif idraulico
Le battute “Sono già venuto qui” “Vengo qui quasi ogni giorno” mi erano sembrate piuttosto compromettenti. Non credo di essere arguta e scaltra come la Signora in Giallo però è lui anche a “ritrovare” il cellulare di Logan.

Permettetemi di fare un piccolo recap: a questo poveraccio muore il padre sotto gli occhi, cambia scuola per trasferirsi in una casa isolata dal mondo in cui succedono cose strane, perde il cellulare, uccide sua madre , scappa come un leprotto terrorizzato e infine quando pensa di essersi salvato le brache viene trovato al killer e strangolato. Così non solo è muerto, ma tutti penseranno che è stato lui a uccidere sua mamma e poi morire assiderato nel bosco.
ORA DITEMI DOV’E’ LA GIUSTIZIA, personaggi completamente del cazzo vivono, sopravvivono e si riproducono pure e lui che era quasi una persona normale viene ucciso così malamente dopo una vita infame!?

Per concludere direi che questo film è da guardare quando uno è triste e pensa che la sua vita faccia schifo. A confronto con quella di Logan siamo tutti dei privilegiati, non mi lamenterò mai piu di niente.

Tirando le somme a me questo film non è dispiaciuto anche se non è niente di elaborato da nessun punto di vista, ne di trama ne di regia ne di nulla; si fa guardare, ecco. Sarà che ultimamente ho visto cose di qualità infima… Il problema principale di questo film aRisultati immagini per what gif parte la noia è che non ha nè capo nè coda. Se qualcuno ha voglia di spiegarmi la scena con l’assistente dell’agente immobiliare gliene sarei estremamente grata. C’è semplicemente lui che sbuca da una stanza una domenica molto tardi, quindi il gruppo di gente se n’era già andato da un pezzo, dice un paio di scuse e se ne va, sembrando spaventato.
Sapeva che qualcuno era rimasto in casa? Ha avuto un incontro ravvicinato del terzo tipo con il killer? E’ solamente cretino? Boh. Non ho capito. Delucidatemi, please.

Insomma, guardatelo e fatemi sapere cosa ne pensate perché io sono confusaRisultati immagini per confused gif 

 

 

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Film Brut: La forma dell’acqua. Il fascino anfibio

Ho un po’ paura a scrivere questo articolo, mi aspetto orde di fan inferocite che mi manderanno maledizioni e sciagure inenarrabili… però oh, a me ‘sto film non è piaciuto proprio, devo essere sincera. Tredici nomination agli Oscar mi fanno capire che sono io a non aver colto un pene di The Shape of Water , ne sono abbastanza consapevole. 

Guillermo Del Toro comunque ha creato un film visivamente molto bello con atmosfere piuttosto fighe, rendendo omaggio a “Il mostro della laguna nera” (che io vidi millenni fa e di cui mi ricordo onestamente pochissimo) con la sua rivisitazione in chiave fiabesca e romantica. Proprio il genere che odio, insomma, però ne hanno parlato tutti così tanto che ho dovuto guardarlo.
Vi avviso che spoilero tutto a manetta, se avete intenzione di guardarlo state molto lontani da questo post.

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Il film si apre con una suadente voce fuori campo che sta lì a monologare e porsi domande tipo “di cosa dovrei raccontarvi?”
Ma non lo so, vedi tu, io ho pagato il biglietto quindi qualcosa devi pur narrarlo.

Poi passiamo alla protagonista, “la principessa senza voce” perché muta.
Muta come un pesce.
Ba dum tsss.
La vediamo nella sua routine quotidiana fatta di niente con un po’ di nulla di contorno.(Ormai lo sapete, io faccio caso a dettagli inutili: ma c’è bisogno di riempire la vasca da bagno fino all’orlo, che appena infili un alluce straripa come l’Arno nel ’96? Figuratevi quando si mette a toccarsi, allaga l’appartamento. Due volte.)
Comunque noi la seguiamo a lavoro dove -diciamocelo- fa un po’ la sottona; okay che non può parlare, ma nessuno le impedisce di sventolare alto un dito medio.
Lei si occupa delle pulizie in un laboratorio ultra segreto dove avvengono esperimenti vari di cui non ci è dato sapere nulla e qui c’è la sua migliore amica, Zelda, un’afroamericana chiacchierosissima che la difende dalle colleghe antipatiche. 
Qui arriva il boss malvagio che emana proprio cattiveria da ogni lineamento durissimo e dagli zigomi super marcati; il cattivissimo è un razzistello sessista un filino sociopatico che si occupa della sicurezza dopo aver portato la nuova “risorsa” al laboratorio, ovvero un anfibio umanoide (che ha più fascino e carisma di molti esseri con cui sono uscita io) da studiare per battere i Russi visto che siamo in piena Guerra Fredda.Immagine correlata

La nostra protagonista un po’ inetta non si sa per quale ragione si ritrova da subito ammaliata da questo essere strano (fascino animale o fascino anfibio?) nonostante questo abbia staccato due dita al Cattivone quasi davanti a lei. 

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Cucù

Gli porta le uova, gli porta la musica, minchiazza meno male che è un posto super all’avanguardia e quel coso è da controllare attentamente! Questa entra ed esce come le pare portando dischi, pollai, sta lì seduta a cincischiare in mutese, balla, fa quel che le pare come Marquez in Argentina e nessuno si accorge di nulla… Mah. Sono più sorvegliata io al call center.

Il Cattivissimo Mascalzone insiste per vivisezionare la povera creatura quindi Elisa entra in modalità Wonder Woman e con l’aiuto del suo amico Giles e della sua amica Zelda –Risultati immagini per magikarpentrambi considerati “reietti” dalla società proprio come lei, uno perché omosessuale l’altra perché nera- salvano il Magicarp portandolo a casa di lei, che lo molla nella vasca da bagno con un po’ di sale e una strana polvere.
Lo lascia a mantecare insomma.
Elisa, io per i prodotti bagno ti consiglio la Lush, poi vedi tu.Risultati immagini per lush

Il rapporto tra i due si intensifica tanto che questi due scemuniti arrivano a fare sesso. Colpo di scena (anzi, colpo di scema, questa ha salvato una creatura completamente a caso e ora ci va a letto… o per essere pignoli ci va a vasca da bagno).

Mah.

Il fatto che lui poi abbia un pene estraibile nascosto mi ha un po’ turbata. 

Risultati immagini per the shape of water gif penis
Grazie Elisa, molto delicata

Poi ci sono scene di violenza assolutamente non necessaria che effettivamente mi hanno sconvolta perché non me le aspettavo affatto. Per chi l’ha visto dico solo: “guancia del dottore” e “dita”. 

Alla fine dopo tantiiiiissime scene inutili Elisa porta Pescetto al fiume e -proprio come me quando andavo a pescare e mi sentivo in colpissima dopo aver preso qualcosa- lo vuole ributtare in acqua; solo che arriva Cattivik che spara qua e là colpendo sia lei che lui, il quale si incazza come solo un essere branchiato sa fare e gli molla un’artigliata che Wolverine levate che me fai ombra. Quindi acchiappa Elisa morente e se la porta in fondo al mar usando i suoi poteri da stramboide per farle spuntare le branchie.

E VISSERO PER SEMPRE ANFIBI E CONTENTI.

Guillermo del Toro non si smentisce mai e continua a costruire dialoghi e situazioni che a me non dicono proprio nulla. È probabilmente un mio limite, ho una sensibilità diversa, di una capra più o meno, però a me due ore di sto pesce che non si sa come impara il linguaggio dei segni e fa sesso con Elisa non ha intrigato. E’ stato come vedere tanti avvenimenti uno di seguito all’altro senza un briciolo di emozione.

A me la mancanza di introspezione in questo genere di film disturba sempre tantissimo. L’attrazione di questa donna per il “mostro” non è giustificabile, il loro “innamoramento” non ha proprio senso! Non si approfondisce niente!!! 

Capisco il fascino del simbolismo presente, però a me il tema della diversità trattato così non piace granché. No, gente, non è “come la Bella e la Bestia” per una semplice ragione: qui sono tutti e due reietti “stramboidi” isolati e senza praticamente nessuno al mondo. Non c’è lei che supera il pregiudizio e va oltre l’aspetto fisico, c’è lei che riconosce in lui la sua stessa solitudine e dice “Oh, sola io, sola tu, stiamo soli insieme”, che non è un messaggio che apprezzo particolarmente.
Sì sì, i veri mostri sono altri, l’animo delicato vince sempre, bla bla bla… Cose viste, riviste e straviste a cui questo film non aggiunge nulla di chè. 
E poi se proprio devo rompere i coglioni fino in fondo… Lei non decide proprio niente nel finale. Non è lei che lo segue in acqua, è lui che per salvarle la vita la trasforma senza chiedere nessun parere, magari lei preferiva schiattare piuttosto che diventare uno strano essere acquatico. 

Ma come ho gia detto sono io che sono limitata, se l’avete visto vi prego fatemi sapere se e perché vi è piaciuto!

L’unico personaggio che mi è piaciuto assai è Giles: “Sono nato troppo presto o troppo tardi per la mia vita”.

Ora vado a limonarmi un ranocchio, hasta luego.

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Film brut: girare a Sinister al prossimo incrocio

Altro film altro post.
Stavolta ero partita carica, a bombazza. Avevo gia i brividi prima di mettere “play”, brividi preventivi.

Sinister (perché diciamocelo, “Destrer” non era un titolo poi così inquietante) è un film del 2012 di Scott Derrickson, e mi è stato consigliato da un sacco di gente.
Perché? Perché effettivamente rispetto alla media è un horror che fa il suo sporco lavoro, ovvero spaventare, però non mi ha fatta impazzire lo stesso. Ho gia ammesso di essere una rompipalle astronomica? Ecco.

Premettiamo che io tra una settimana rimango a casa da sola per qualche giorno e avrò una paura mostruosa dopo tutti questi film, stavolta parliamo di una pellicola non proprio brut ma solo bruttin.
Perche fa paurina, ho fatto degli zompi sul divano che quasi mi attaccavo al lampadario come un gatto, però MEH tutto il resto, anche perchè dura quasi due ore. Due ore di clichè, bambini inquietanti, un protagonista cretino, una lentezza pallosissima…
Basta vi lascio alle mie ciance sul film, aspettatevi spoiler in ogni dove e qualche battuta un po’ scema.

Ellison Oswalt è uno scrittore diventato celebre dopo aver scritto un romanzo su un caso di cronaca nera in Kentucky un decennio prima e, alla ricerca di ispirazione, si trasferisce con la famiglia -a loro insaputa- nella casa in cui un anno prima è avvenuto un omicidio di cui lui vorrebbe scrivere.

Ebbravo pirla.

Già qui si spalanca un quesito di fondamentale importanza: ma perché i protagonisti dei film horror devono sempre avere nomi del cazzo? Ellison? Quale madre chiama suo figlio Ellison, con la “E” per di piu? Non solo è un nome da donna, ma è pure scritto come si pronuncia, a prova di imbecille. 

Risultati immagini per ellison oswalt
Qui sta facendo “la Magnum” di Zoolander

Ma poi quanto sei capra se ti trasferisci nel luogo più lugubre del mondo dopo il castello di Dracula senza dirlo a nessuno perché pensi di poter indagare meglio di tutti? Vedi che ti meriti una morte lenta e dolorosa, da parte di tua moglie però? Un mattarello in fronte, ecco cosa ti devi beccare. Ripetutamente, finché non metti un po’ di sale in zucca.

Comunque sia in soffitta trova delle cassette in formato super8 e visto che farsi gli affari propri è passato di moda se le guarda, scoprendo che si tratta di cinque omicidi ripresi proprio dall’assassino, avvenuti nell’arco di una quarantina d’anni in luoghi diversi. Gli omicidi sono multipli e hanno in comune il fatto che il membro piu giovane della famiglia sia poi risultato scomparso.
E qui io comincio a pensare che Ellison sia imparentato con quella demente del film “Reversal la fuga è solo l’inizio”, perché indovinate cosa NON fa?Risultati immagini per police gif
Esatto, NON dice niente alla pula.
Nulla.
Nada.
Perchè secondo lui gli sbirri sono inutili e non fa che parlare della loro inettitudine nei suoi romanzi.
Ha parlato l’oracolo. Il grande e supremo guru dei casi irrisolti, Ellison Oswalt.
Ma vai a cagare

Insomma, ha tra le mani i video inediti di omicidi orridi e se li tiene per sé pensando di essere il nuovo detective Conan dei poveri e che potrà risolvere il caso vendendo poi la storia e facendosi un sacco di crana. Vedete, quando uno è mosso dai nobili fini…

Comunque sti filmini sono inquietantissimi e mi hanno fatto passare la voglia di fare e avere qualunque cosa.
No piscina in giardino, no macchina, no tagliaerba, no alberi a cui poter essere amorevolmente legata per il collo con un cappio… Voglio vivere la mia vita lontana da qualunque cosa possa anche solo rischiare lontanamente di farmi fare una brutta fine.

Il film va avanti con una certa snervante lentezza, cose inquietanti, lui coglie dettagli che lo avvicinano al caso, ci sono scene inquietantissime del figlio che in preda a terrori notturni terrorizza noi sbucando tutto accartocciato da scatoloni sparsi e da cespugli bui… (Minchia, se mio figlio facesse una roba del genere quella sarebbe l’ultima volta che mi vede; salgo in macchina e mi fermo solo quando arrivo a Honolulu da Mago Merlino.
Faccio sparire le mie tracce, neanche quelli di Chi l’ha visto potrebbero trovarmi.)

Ellison comincia ad avere visioni ed esperienze sempre piu inquietanti, sia perché ha un figlio pazzo sia perché una strana presenza comincia a perseguitarlo. La stessa strana presenza che lui zoommando nei filmini intravede in ognuna delle cinque cassettine. 
Giustamente si da all’alcol -come se uno avesse bisogno di essere perseguitato da un demone per bere-, dorme malissimo e inizia a vedere bambini scorrazzare per la casa; come se non bastasse pure la figlioletta comincia a fare cose strane tipo parlare con ragazzine che non esistono, chiedersi perché gli immigrati abbiano tutti il cellulare e disegnare impiccagioni sui muri.
Beh ci sono bambini che partecipano a gare di spelling, altri che giocano a basket e poi ci sono quelli che vengono contattati dagli spiriti per fare una strage, va un po’ a fortuna.

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E poi ci sono questi che mi spaventano più di qualsiasi horror possibile.

Il nostro intrepido (ma non perché coraggioso, è intrepido solo perchè è troppo cretino per avere paura. E’ come un insetto, non sa quello che fa) ammette finalmente alla moglie che stanno vivendo nella casa dove sono morte delle persone e lei, piuttosto giustamente, sclera.
Ma sclera anche poco rispetto a quello che avrei fatto io, che nell’ordine gli avrei dato un manrovescio di quelli potenti -così che magari qualche impulso elettrico arrivasse al suo microscopico cervellino- avrei preso la figlia sottobraccio, il figlio inquietante l’avrei chiuso da qualche parte e me la sarei squagliata chiamando un avvocato divorzista di quelli super cattivi. Roba da lasciarlo in mutande, quel cretino.

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Vi lascio una gif della moglie incazzata

Alla fine viene tirato in ballo il professorone di turno che spiega al nostro Ellison (più scrivo il suo nome più lo trovo ridicolo) che a spingere qualcuno a compiere gli omicidi è stato uno spirito malvagio babilonese.
Ora.
Io non so perche, però non riesco proprio a prendere seriamente uno spirito babilonese.
E’ un mio limite. 
I babilonesi li associo agli Assiri e alle lezioni di storia alle elementari, che ci devo fare. C’era bisogno di ripescarlo da lì?Risultati immagini per gene simmons
Poi lo spirito è uno strano essere a metà tra il protagonista de “Il Corvo” e uno dei Kiss, quando compariva sullo schermo mi aspettavo si mettesse a cantare a squarciagola “AND AAAAAAAI WANNA ROCK AND ROOOOLL ALL NIIIIIIIGHT! AND PARTY EVERYDAY!

Infine il Demente Colombo ha un incontro ravvicinato col demone e in barba alla sua filosofia del “non credo al paranormale, sono un figo” se la fa sotto quindi da fuoco alle cassette e, come Flash nei suoi momenti migliori, prende moglie e figli e se la da a gambe in un’altra contea.

Che scaltro, che genio.
Guardate un attimo in cielo, lo vedete? E’ proprio lì che brilla nel firmamento delle teste di cazzo.
Oswalt parliamoci un attimo chiaro… Ma secondo te puoi davvero seminare uno spirito? Pensi davvero che cambiare abitazione salvi le tue chiappette? 

Come volevasi dimostrare infatti scopre solo dopo essersi trasferito che abbandonando la casa ha dato inizio alla fine, perché tutto quello che le famiglie trucidate avevano in comune era aver vissuto per un po’ nella casa in cui era avvenuto l’omicidio precedente.

QUINDI BRAVO PIRLA, COMPLIMENTI, MENO MALE CHE TU DOVEVI ESSERE PIU SVEGLIO DEI PIEDIPIATTI, DEFICIENTE!!! 

Scusate, ho avuto un impeto d’odio incontrollabile.
Questo fa il figo per un’ora e mezza e poi gli sfugge il dettaglio fondamentale che lo fa finire sbriciolato. 

Non fa in tempo a scoprire questo dettaglio insignificante che sbam sbaaam la figlioletta armata di ascia dopo aver visto tutti quei programmi di cucina su Sky decide di fare uno spezzatino di genitori con ragù di fratello, sotto indicazione del babilonese che poi se la porta nel suo mondo parallelo per magnarsela. 

Tutto è bene quel che finisce bene, no?

Posso dire che l’unica per cui mi dispiace è la moglie? ‘Sta poveraccia ha la sola colpa di aver sposato un idiota.
Diciamo che se fosse stato un thriller e invece dello spirito ci fosse stato un serial killer, un maniaco o qualunque altra cosa terrena probabilmente mi sarebbe piaciuto molto di più; trovo sempre che la vena sovrannaturale rompa qualcosa alla fine degli horror.
Mi è piaciuto il finale però, tosto, cinico, finalmente vediamo i cretini fare una finaccia.

Bene, per oggi concludo qui. Spero che la nuova grafica del blog vi piaccia, io sentivo di dover cambiare qualcosina in questo spazio e “blue is the new black”.
Se avete visto questo film fatemi sapere cosa ne pensate, so che tanti lo hanno apprezzato molto io a fine visione avevo due balle così *allarga le braccia più che può*.
Hasta Luego!

Pubblicato in: figli, film, filmando, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, mommy

Filmando #Mommy

Filmando  #Mommy

Ovvero quando essere mamma è un casino

Non so perché ma ultimamente sono un po’ fissata con libri e film che riguardano il rapporto complicato tra madre e figlio.
Sarà che più il tempo passa più il mio essere donna viene fuori e mi rendo conto che prima o poi vorrò (e badate bene: vorrò, non dovrò) avere un pargoletto tutto mio. Ed è spaventoso pensare di mettere al mondo qualcuno, di crescere un essere umano che un giorno andrà in giro, avrà delle idee, esprimerà opinioni sue.
E se sarà malato?
E se crescendo diventasse uno psicopatico, o un serial killer?
E se sarò una pessima madre? Le sue azioni saranno tutte colpa mia.
Ultimamente queste domande me le faccio spesso. A volte crescere fa paura, eh?

Mommy è un film del 2013 di Xavier Dolan ed è un film molto turbolento e molto duro, ed è esattamente quello che cercavo. E’ assolutamente particolare, unico nel suo genere, fonde immagini visivamente forti alla musica a dialoghi volgari, cattivi.
Mi ha turbata.

Diane ha un fliglio, Steve. Lui ha quattordici anni e soffre del decifit di mancanza di attenzioni, è iperattivo e durante le sue crisi diventa violento tanto che la sua stessa madre avrà paura di lui più e più volte.
Scatti d’ira, momenti di gioia irrefrenabile, bisogno di dolcezza, carezze… Steve è una bomba di emozioni e di necessità, dà tanto quanto richiede.
Come gestire una situazione così? Come trovare la forza di andare avanti, di fare bene, di credere in un futuro migliore?
Diane ci prova. Non è una madre perfetta, anzi è ben lontana dall’esserlo. Ma è una donna che ha perso il marito e ha visto il figlio crescere con le sue problematiche.
A loro si unisce la vicina di casa, balbuziente a causa di un recente trauma non spiegato, che riuscirà a conquistare la fiducia di Steve.


C’è un momento straordinario nel film, una scena che secondo me è bellissima: Steve precede Diane e Kyla sullo skateboard, si ferma un attimo, inspira profondamente… E apre l’inquadratura con le mani. I brividi che mi ha dato quel momento.
Inaspettato, magico, da brividi. Per un istante ho avvertito tutto il bisogno di libertà di Steve.
Fino a quel momento infatti il formato era stato 3/4, un’inquadratura stretta, che da spazio ad una sola persona: Steve. Ma quando è tranquillo e sotto controllo c’è spazio per respirare, per mostrare qualche spiraglio attorno a lui.
L”intera scena con Wonderwall in sottofondo è magica.

Nel corso del film l’inquadratura si aprirà e chiuderà più volte, sempre in modo significativo.
Strana la scelta delle canzoni, questo lo ammetto. Lana del Rey, Oasis, Bocelli… Vi consiglio di fare sempre attenzione al testo delle canzoni, è sempre molto azzeccato.

Il film è una continua ricerca di equilibrio, di normalità e di libertà. Steve è prigioniero della sua malattia, Diane dell’essere madre: la continua ricerca di attenzioni del figlio la sfianca, e lei continua ad essere divisa tra l’amore per lui e il bisogno di essere ancora una donna prima che una madre.
Ad un certo punto Steve fa una cosa, un gesto molto violento, e lì ci si chiede ancora “ricerca la libertà o solo attenzioni?”
Menzione d’onore per Antoine Olivier Pilon, l’attore canadese che interpreta Steve: ha solo diciotto anni ma è bravissimo, regge il film quasi da solo.
Questo film lo consiglio a tutti, è fatto benissimo e recitato anche meglio.
Mette ansia, è inquietante, ma è forte in senso positivo.

Saramandra
Pubblicato in: adam sandler, commedia, film, filmando, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, insieme per forza

Filmando: #Insieme per forza

Filmando: #Insieme per forza
Ovvero quando Adam Sandler e Drew Barrymore tornano a far ridere

Che fare quando si è a casa da soli per una notte, non si ha sonno e si ha passati i giorni precedenti a guardare serie paurose?
Ci si guarda una commedia, sperando che non sia troppo demenziale!
E questa, ragazzi, è la storia di come ho guardat “Insieme per forza”, film del 2014 di Frank Coraci e della durata di quasi due ore.
Jim Friedman è un padre single di tre figlie, vedovo, che da poco ha deciso di provare ad incontrare altre donne. Un amico gli organizza un appuntamento al buio con Lauren Reynolds, madre separata di due bambini. Il loro incontro è un disastro: i due non si piacciono ed entrambi si convincono che sia stata una cattiva idea provare ad incontrare nuove persone. Si reincontrano casualmente in un supermercato, dove si scambiano consigli per compere per i rispettivi figli, e la commessa scambia le rispettive carte di credito. Quando Jim, in seguito, si reca a casa di Lauren per riavere la sua carta, scopre che Jen, miglior amica di Lauren, ha appena litigato con il suo fidanzato, Dick, l’uomo per il quale lavora Jim, rinunciando ad un viaggio romantico per famiglie in Africa con lui. Sia Lauren che Jim hanno la stessa idea: chiedere a Dick, anche lui genitore single, di rivendere loro i suoi biglietti. I due non scoprono di stare per effettuare la stessa vacanza finché non si reincontano in Sudafrica.
Drew Berrymore e Adam Sandler mi piacciono sia singolarmente che assieme, “50 volte il primo bacio” credo sia una delle mie commedie preferite quindi ero abbastanza felice all’idea di guardare questo film… E non mi ha delusa.
Premettendo che non è il mio genere, mi è piaciuto abbastanza. Insomma, era quello che volevo: un film tranquillo, allegro, romantico e con il lieto fine. Quello che mi serviva!

Lui è un personaggio top

L’umorismo non è particolarmente brillante ma un paio di spunti divertenti ci sono, la storia è carina e senza pretese, alcune scene fanno sorridere spontaneamente. 

Durante il film noi vediamo Jim e Lauren passare dall’appuntamento peggiore della loro vita alla vacanza migliore della loro vita, con la quale riusciranno a passare sopra i loro traumi e le loro insicurezze, e sarà proprio grazie ai loro figli che riusciranno a farlo e ad avvicinarsi: Lauren insegnerà alle bambine di Jim quello che solo una donna -una mamma- può insegnare, e Jim farà la stessa cosa con gli ometti di lei. Vestiti, trucchi, ninnna nanne, baseball, corse sugli struzzi… Tutto questo e la super vacanza per avvicinare le coppie non possono far altro che far sbocciare l’amore.
Insomma, film carino, piacevole da guardare, e Adam Sandler e Drew Berrymore sono sempre bravi.
Dategli un’occhiata se vi capita!

Saramandra
Pubblicato in: babadook, essie davis, film, filmando, horror, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post

Filmando: #Babdook

Filmando: #Babadook
Ovvero quando un film horror incontra una bella trama
Come credo di aver già detto, io e gli horror abbiamo un rapporto controverso, Facebook lo descriverebbe come “una relazione complicata”.
Il fascino del macabro e dello spaventoso colpisce anche me, ma in generale non è il tipo di film che guardo anche perché sinceramente detesto i film horror-splatter e gli horror-survivor in cui i protagonisti muoiono semplicemente uno dopo l’altro. Gli unici del genere che ho apprezzato sono i primi “Final Destination”, poi mi hanno stufata anche quelli.
Per intenderci, preferisco gli horror tendenti al thriller.
Un giorno però ho visto il trailer di questo film chiamato “
Babadook“, ed è stato un piccolo colpo di fulmine. Mi è sembrato, finalmente, un film horror interessante.
Mi sono quindi mobilitata a rompere le balls a tutti per andare a vederlo al cinema, ma per una serie di motivazioni io e le mie amiche (molto più amanti del genere di me) ci siamo ritrovate a guardarlo a casa, una sera, sole.

Babadook ha una durata complessiva di un’ora e mezza ed è scritto e diretto da Jennifer Kent.

Babadook racconta la storia di Amelia, madre single in quanto rimasta vedova dopo l’incidente d’auto avuto proprio mentre il marito la portava in ospedale per partorire il figlio Samuel.
Il piccolo, che noi conoscermo bambino, è un ragazzino molto particolare, vagamente inquietante e con qualche problema a relazionarsi.

Una sera Samuel trova un libro apparentemente per bambini, intitolato “The Babadook”, e Amelia comincia a leggerglielo finche non si rende conto di quanto sia spaventoso. Samuel ne rimane traumatizzato e da allora la sua missione sarà combattere il mostro e proteggere se stesso e sua madre, che lo ritira dalla scuola in seguito al fatto che lui si sia portato un classe un coltellino artigianale. É in casa che comincia l’incubo.

Questa è la trama senza spoiler, perché sono una brava bambina.
Anche questa volta il casting è notevole.
Noah Wiseman oltre ad essere tenerissimo tanto da avermi fatto rivalutare la mia visione dei bambini (ora voglio un figlio come lui, se no niente) è anche molto, molto bravo. Dava un senso di innocenza, tristezza e paura che mi ha fatto tifare per lui tutto il tempo.

Lui ed
Essie Davis (Amelia) reggono il film completamente da soli, e questo è tutto dire. Lei è bravissima, il suo cambiamento durante il film è riuscitissimo e le sue espressioni sono veramente paurose.

Considerazioni sparse e qualche spoilerino:

Una delle cose che più ho apprezzato di questo film è la praticamente totale mancanza di spargimenti di sangue. Niente dita mozzate o squartamenti vari per una volta, solo un’aurea inquietante per tutto il tempo.
Non è uno di quei film pieni di jumpscare (sapete che non so come tradurlo? intendo i “sobbalzi” che si fanno quando c’è per esempio un mostro che sbuca all’improvviso), anzi, le scene con il Babadook sono lente: tu sai che sta arrivando e lui incombe inarrestabile, e questo fa più paura dello sbucare da un armadio.

Luci tendenti al blu, angoli bui di un nero pestissimo in cui può nascondersi qualunque cosa, una psicologia seria dietro a questo mostro, una morale e soprattutto una trama e un finale che hanno un senso. Non è un horror fine a sè stesso, non è solo un film con un mostro da sconfiggere.

Forse perché Babadook non è solo un mostro, è una metafora.

Perchè ognuno di noi ha un mostro dentro di sè, e non sempre riusciamo a sottometterlo. A volte esce, ci perseguita, ci distrugge se non riusciamo a domarlo. 

Insomma, questo film mi è piaciuto molto proprio perché non ha la solita filosofia spicciola dell’ultimo minuto, ma credo che anche qui la componente “gusto personale” sia molto importante… forse chi è abituato ad altri generi di horror non sarà soddisfatto da questa pellicola, proprio perché si discosta dai soliti filoni. Probabilmente a chi è avvezzo (ragazzi che fatica cercare di non ripetere i termini…) al genere non si sentirà inquietato come lo ero io durante la visione, ma secondo me una possibilità dovrebbe dargliela chiunque.
Fatemi sapere se l’avete visto e cosa ne pensate, mi raccomando, e soprattutto… “Non fatelo entrare, non fatelo entrare!” 
 

Saramandra