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Ciance Sparse: Gita a Villa Pallavicino


Ahhhhhhh fa caldo.
Una zanzara mi ha punta sulla punta dell’indice. Scusate la ripetizione di parole ma questa cosa mi ha innervosita così tanto che sto sragionando, sto considerando l’idea di tagliarmi una falange.
Ma zanzara infame figlia di malandrina, ma io dico, pungimi in un posto normale no? Già devi scassare o’razz, almeno fallo come le altre e punzecchiami un braccio, una gamba, cosa vai sulla punta dell’indice?

Oggi vorrei non lamentarmi di niente, quindi vi faccio vedere qualcuna delle foto che ho fatto al parco di Villa Pallavicino, un bellissimo parco faunistico che si trova a Stresa, così magari se non sapete cosa fare e siete nei dintorni vi ispiro a fare una gitarella che personalmente ho trovato molto carina.

Piccola nota di colore: Il Batterino ha passato più o meno bestemmiando pensando che non avrebbe mai trovato parcheggio da nessuna parte e che avrebbe dovuto mollarmi all’entrata del parco per poi andare a cercare parcheggio. Beh, regà, non è così OVVIAMENTE, proprio di fronte al parco c’è un parcheggio proprio per i visitatori, quindi Batterino porca di quella vacca rilassati che se no ti metto il valium nel caffè. Anzi, lo polverizzo e lo spargo sulle pelli della batteria così ogni volta che ci batte una bacchettata inala un po’ di calmante.

La cosa ovviamente più carina per me che ho la maturità di una capra è la zona fattoria, dove ci sono daini, caprette, lama, alpaca in totale libertà che puoi inseguire per braccarli in un angolo e coccolarli quanto vuoi. Cioè, io ho fatto così, altri si limitavano ad avvicinarsi cautamente e dare qualche carezzina alle capocce pelose e cornute.

Un’altra cosa bellissima di questo posto è che ospita solo animali che a causa di incidenti o di una vita passata in cattività non possono essere re-immessi in natura perché non sopravviverebbero. Quindi c’è una meravigliosa aquila che è stata trovata con una spalla da operare e ora è incapace di volare, una volpe a cui hanno dovuto amputare una zampa in seguito ad un incidente, una giovanissima volpe abbandonata dalla madre quando era piccolissima… Tutti loro non avrebbero speranze, da soli. Altri invece giungono da zoo, ovviamente anche loro impossibili di re-immettere in natura.

Davanti a tantissime gabbie poi troverete dei fiocchetti rosa o azzurri: sono nati dei piccoli! Noi abbiamo visto una piccola zebra, un gufo reale di dieci mesi, qualche capretta minuscola e sicuramente mi sto dimenticando qualcosa!

Il parco è di una bellezza incredibile, ci sono alberi giganteschi di specie molto particolari, i fiori sono di una bellezza disarmante e tutto è così curato e così bello che ci avrei passato le ore, lì a girovagare nel verde.

Insomma questa è stata la mia giornata fuori porta col Batterino. Avevamo entrambi bisogno di staccare un attimo da tutto anche solo per un pomeriggio, e ci ha aiutati a rimetterci un attimo in carreggiata. Io mi stavo lasciando prendere dalla rabbia, dallo sconforto e dal senso di colpa che provo perché il mio problema -il fatto che verrò operata al cervello- sembra fagocitare tutto, come se gli altri non avessero più problemi perché io ne ho uno importante. Questo mi turba molto.
Il Batterino invece ha avuto degli impegni lavorativi belli tosti che lo hanno assorbito e stressato tantissimo, e ovviamente essendo entrambi sclerati l’atmosfera tra di noi non era la solita.
Ora abbiamo parlato, ci siamo confrontati, io ovviamente ho pianto perché è la mia reazione naturale a qualunque cosa in questo periodo, e devo dire che ora siamo ancora più cretini ed uniti. Sicuramente mi attendono mesi un po’ complessi: il Batterino a Settembre inizierà un lavoro molto fico che lo impegnerà tantissimo, io avendo cominciato a lavorare avrò turni bizzarri quindi dovremmo fare un tetris di impegni per vederci, insomma vedremo come vivrò io questo tipo di situazioni.

Bon, per oggi ho finito. Voi come state? Siete riusciti a farvi almeno una gitarella da qualche parte? Siete già tornati a sgobbare?
Narratemi tutto, che stasera sono un po’ giù di morale e voi siete bravissimi a tirarmi su. Vi voglio molto bene.
Hasta la pasta!

Autore:

Simpatica come una piaga da decupito e fine come un babbuino che si gratta il sedere. Se vi va di scambiare quattro chiacchiere, mandarmi mail minatorie o proporre una bevuta insieme: pensierispelacchiati@gmail.com

7 pensieri riguardo “Ciance Sparse: Gita a Villa Pallavicino

  1. Le foto che hai fatto sono spettacolari! Si vede persino la polvere fluttuare! Anche a me piacerebbe visitare questo genere di posti. Mi piace accarezzare gli animali e chiamarli “Pucci pu!” manco se fossero i miei figli.
    Anche se si hanno sempre tanti problemi, ogni tanto, pure se per poche ore, è bello fare finta che non esistano e viversi la vita.
    Il mio obiettivo verso una vita libera ed indipendente si avvicina sempre di più e non vedo l’ora di spiccare il volo come il gufetto nella tua foto.
    So che non ci consociamo personalmente, ma leggere delle tue vicissitudini, mi ha toccato particolarmente, sarà che siamo sfigatte simili o forse è solo che tra esseri umani credo è normale capirsi e appoggiarsi. Boh, vedo sempre le cose in maniera molto “a libro”, quindi guardo tutto con occhio di scrittrice, non so se sia un bene o un male dato che tante volte me la becco nel didietro 😅
    Vabuò, buona fortuna con il lavoro e con il Batterino. Vi auguro il meglio❤️

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  2. Bentornata Sara 🙂 Io e mia moglie siamo reduci da una gita in val d’Aosta, dove abbiamo avuto un incontro abbastanza ravvicinato con una volpe selvatica che ha attraversato il sentiero e si è voltata a guardarci come a dire: “Beh? Che volete da me?”. Molto divertente… Buon settembre e un forte abbraccio!

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  3. Ma che bel posto! Sembra un mega giardino segreto!
    Penso che il fatto che il tuo problema di salute stia fagocitando tutto sia una reazione piuttosto umana. C’è da mettergli un freno, certo, perché anche i problemi altrui sono importanti, ma mi sembra di leggere un certo equilibrio e una certa maturità nel modo in cui ne scrivi, quindi mi sembra che tu non te la stia cavando così male, date le circostanze. Anche se immagino che a viverle in prima persona non ti sembri affatto così e in questo momento vorresti solo mandarmi a cagare per aver scritto questa cosa.

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