Ma buonasera miei amati spelacchiati, come state in questo sabato sera particolarmente nebbioso nella mia città? Sembra di essere a Gotham City, mi aspetto di vedere il simbolo di Batman apparire in cielo da un momento all’altro. In più ho fame. Una fame che è quasi due fami. Dovete sapere una cosa, nella mia famiglia da generazioni e generazioni si pranza e si cena prestissimo; è una lunga dinastia di persone che, se a mezzogiorno e mezza e alle sette e un quarto non è tutto pronto sul tavolo, sclerano e cominciano a rosicchiare i bordi dei tavoli. Credo ci sia un canino di mio nonno incastonato da qualche parte… Non so chi abbia deciso questi orari, quale trisavolo piemontese mi abbia regalato questa tradizione, ma è così e a me va benissimo.
Piccolo inghippo: Mr Batterino, non so se lui sia un pioniere o se anche i suoi orari hanno antiche origini, cena tardi. Ma tardi tardi. Mi viene quasi da dire “minchia quanto cena tardi!”. Perché finisce di lavurà dopo le otto e mezza, quindi io me ne sto affamata come il lupo de “La spada nella roccia”, rantolo in giro per casa, striscio per terra cercando briciole… Prima o poi quando lo vedo lo azzanno. “Ciao tesoro com’è andata la giornata?” E via, giugulare mozzicata. HO FAME. (A parte che non mi chiama mai “tesoro”, è già tanto se mi appella “microcefala unicellulare”.)
Ammetto di essere un filo provata, perché è stata una settimana abbastanza massacrante a livello fisico: all’università, dove faccio la vigilante, ci sono state le lauree e ho passato più o meno otto ore a correre da una parte all’altra dell’ateneo urlando “NON POTETE LANCIARE I CORIANDOLI IN CORRIDOIOOOOO!” e “SE STAPPI QUELLA BOTTIGLIA QUI TI FACCIO LECCARE IL PAVIMENTO FINCHE’ NON E’ PULITOOOOO!” Sembravo Gazza di Harry Potter, stesso charme e savoir faire.
No perché capisco la voglia di festeggiare, io penso comprerei pure dei fuochi d’artificio e noleggerei un circo itinerante se riuscissi a laurearmi, però se lo fai in corridoio sei un mentecatto. Anche perché ho visto proprio la morte nel cuore degli addetti alle pulizie a fine giornata, credo avrebbero preferito staccarsi un arto a morsi piuttosto che mettersi a lavare quello schifo.
L’altro giorno poi ero in aula magna a pattugliare la fuoriuscita dei tori di Pamplona a fine proclamazioni; quando la gente -finalmente- se ne ne va io corro caracollando su per le scale -le faccio quattro a quattro ma mi avanza uno scalino,allora scendo e le faccio tre a tre- esco in cortile e… è tutto giallo. Tutto.
Cosa sarà mai successo, un attacco dei Minion? E’ passato Valentino Rossi a fare l’ultimo saluto? Quasi. Avevano lanciato I FUMOGENI come festeggiamento. Ora qualcuno mi dica perché io la prossima volta non dovrei andare lì e dare una capocciata al festaiolo.
Il resto della mia miserabile esistenza continua, procede in maniera piuttosto bizzarra. Di recente ho avuto un altro momento di totale e malsana ignoranza catalogabile come “vaffanculo, non li prendo più gli antidepressivi” con seguente crisi mistica che mi ha portata a piangere rannicchiata in un angolo per svariate ore. Tutto molto intelligente da parte mia, lo so.
Ora sono di nuovo sotto controllo, evidentemente ogni tanto mi prende lo schiribizzo e penso di essere normale, che vi devo dire. Imparate dai miei imbecilli errori di percorso e non prendetevi pause dai medicinali a meno che non ve lo dica il vostro dottore, per l’amor di Dio.
Comuuunque tra una cosa e l’altra ormai sono un’imprenditrice e cambio lavoro. Così. Mi lasciano a casa da una parte et voilà io sbuco da un’altra, tipo un’ortica fastidiosa. Ebbene sì, farò la receptionist in un salone di parrucchiere, tra l’altro giovanissime e super carine che mi hanno inondata di energia positiva quindi sono mucho contenta. Il fatto che io non sappia fare un cazzo è un altro paio di maniche.
Come diamine si usa un registratore di cassa? Come emetto lo scontrino? Chi mi da un abaco per calcolare quanto resto devo dare alla gente? Come faccio a incastrare tipo tetris i duemila appuntamenti che riceverò? Queste e altre incredibili domande avranno risposta settimana prossima quando probabilmente vi scriverò in lacrime “mi hanno licenziataaaaaaa!”.
Detto ciò passo la palla a voi, che sicuramente siete agili e scattanti come gazzelle quindi la coglierete al balzo: come state? Come procede la vostra spelacchiata e spelacchiante vita? Se avete qualcosa di bello raccontatelo, così ci congratuliamo tutti, se invece siete tristini raccontatelo che ci si tira su a vicenda tra spelacchiati. Con me lo fate sempre, e funziona.
Ahhh per il post di stasera mi sono attrezzata: tazzona di latte caldo col miele e Verdena in sottofondo. Per chi non lo sapesse, il latte caldo col miele è la mia risposta primaria ai sintomi di questo stracazzo di raffreddore che ho da due giorni -ma sarà mica… no eh, perchè se fosse…- e i Verdena sono un gruppo che amo alla follia e se avete un’anima bistrattata, malconcia, malinconica e volete qualcosa che urli disperazione e disagio in maniera meravigliosa loro sono un must.
Allora, vi aggiorno nel modo più onesto del mondo nonostante sia tutto molto patetico: l’ultima seduta con la psicologa l’ho passata interamente a piangere. Tutto il tempo. Dall’inizio alla fine, un singhiozzamento unico, con la psicologa che a un certo punto mi fa “Sara ma… ti deve venire il ciclo?” “NO SONO SOLO PAZZA” e via a piangere ancora.
Maronnnnn, che imbarazzo. Avete presente un mollusco deragliato? Ecco, ero io. Sono uscita da lì che avevo la testa in procinto di esplodere e gli occhi gonfi come quelli di una rana.
Argh. E’ tutto abbastanza difficile in questo momento. Passo momenti in cui mi sembra di non essere pronta per una relazione perché sono troppo pazza ad altri in cui penso che se Mr Batterino mi mollasse mi lancerei dal balcone urlando “banzai”.
Con quella santa donna della mia psicologa stiamo cercando di capire quali traumi infantili mi abbiano portata ad odiarmi tanto, il che è una cosa spaventosa da dire e da sentirsi dire. Ogni volta che mi dice “Sara, tu non ti vuoi bene” è come se una parte di me si mettesse a urlare e contocersi, agonizzante. Non so perché non mi voglia bene. Non lo so, non lo so, non lo so. Però è pericoloso, e non va bene.
Ripercorrendo la il faldone delle mie relazioni -più che un faldone è un faldino, una pagina scritta in caratteri cubitali (come il mio curriculum)- è lampante che io mi sia sempre cercata uomini che non mi dessero mai tutto. La prerogativa per stare con me è che io non debba essere la sua priorità numero uno. Probabilmente per andarmi bene dovrei stare tra il decimo e il millesimo posto della classifica del boyfriend. Quindi sono stata con uno che un giorno era qui e quello dopo era dall’altra parte del mondo; sono stata con un regista così pieno di sè che mi ha lasciata per messaggio, con l’epica frase “ho bisogno di sentirmi dire ti stimo, non ti amo”; poi è arrivato l’amore impossibile, quello per il quale vi ho ammorbati qui sul blog per mesi e mesi, struggendomi come un’onda sugli scogli.
Insomma… tutto torna al fatto che non mi voglio bene e cerco persone che non me ne vogliano poi così tanto. Mr Batterino potrebbe essere l’eccezione, o forse no. So che non sarò mai al primo posto nella sua lista di priorità; ci sono prima la musica ed il lavoro. A volte mi fa male, a volte mi fa bene.
Un’altra cosa che mi ha detto la psicologa è che probabilmente in questo periodo sto così perché sta andando letteralmente tutto alla grande; ho una relazione stabile, ho trovato lavoro, la mia salute non è ai minimi storici… E sto male perché non me lo merito. Torniamo semère lì, al non meritare cose belle, cose piacevoli, cose in generale.
Insomma, sono un piccolo disastro dalle sembianze semi-umane che vaga qua e là più trascinata dalla corrente che per volontà propria.
Ah ci tenevo a chiarire una cosa che probabilmente è inutile e fregacazzi, però dalle mie parole dell’altro post poteva sembrare che io sia una nababba straricca che usa le banconote per soffiarcisi il naso… Ecco, no, anzi. Sono cresciuta guardando mio padre sfogliare i volantini delle offerte dei supermercati, andando a comprare le cose in sconto nei diversi punti vendita; per quattro anni non sono mai stata in vacanza, né in estate né in altri periodi, perché non potevamo permettercelo. O magari potevamo, con ulteriori sacrifici, ma non volevo pesare sui miei che già mi pagano tutt’ora le sedute di terapia.
Aaaah basta, anche stasera sono di umore becero, per fortuna dopo cena uscirò con alcuni ex compagni del liceo -tra cui uno che è di una bellezza che abbaglia, ‘na roba disumana regà- così sentirò di quanto si siano realizzati nella vita mentre io brancolo nella melma. Ma conto anche di divertirmi perché sono veramente dei cretini. Mr Batterino è in libera uscita coi suoi amici invece, cercherò di non fare la passivo-aggressiva infastidita dal non vederci il venerdì sera ed essere molto zen. Più che zen mi sento fastidiosa come una zenzara, e scema come una biglia.
Dopo avervi ammorbati per l’ennesima volta levo le tende, giuro che appena il mio umore sarà un minimo migliore di questo risponderò a tutti i vostri commenti che non potete davvero immaginare quanto mi facciano stare meglio ogni singola volta. Vi voglio un bene spelacchiato.
Hasta la pasta!
Ps: può essere che il 26 novembre io sia a Firenze, se qualcuno è di quelle parti batta un colpetto spelacchiato che ci prendiamo un caffè amaro come la vita!
Premessa: ho scritto questo post in un momento confusionale, dopo un mese turbolento per la mia salute mentale traballante. È ad alto contenuto patetico, ero in modalità paturnie, sconsiglio caldamente la lettura.
Domani ho la seduta con la mia psicologa, e il mio umore è traballante. Per quanto faccia la cretina questo mese è stato strano per quanto riguarda le mie sensazioni; a volte mi sentivo quasi sopraffatta da ogni minima cosa, altre volte mi sentivo lontana da tutto, ero irritata e mi veniva da piangere in continuazione, senza alcun apparente motivo. Ero nervosa e infastidita da me in primis e dal resto del mondo in secundis, e cercare di nasconderlo mi ha portata a star male ogni volta che ero da sola e potevo sfogarmi.
Quando capitano questi periodi temo sempre di star tornando indietro, che ricomincerò a avere la nausea tanto è il malessere, che non vorrò più uscire di casa, che starò a letto tutto il giorno.
E’ strano.
E’ che vorrei che tutto il passato non avesse ripercussioni sulla spelacchiata che sono adesso, ma è impossibile. Come mi ha spiegato mille volte quella santa della mia psicologa la battaglia con la depressione è lunga, a volte estenuante, ed è una guerra di posizione: non ti puoi lanciare addosso al nemico, lo devi contrastare poco alla volta. “Può essere che per molto tempo tu stia bene e poi torni una crisi depressiva. Può essere un momento o può durare di più. Non ti devi spaventare. Quella con la depressione è una battaglia che potresti dover combattere tutta la vita, ma non devi avere paura: adesso hai le armi per difenderti e per vincere. Non sei più da sola come la prima volta. Ora hai gli strumenti per analizzarti, per capire quando la situazione ti sta sfuggendo di mano, e sai a chi devi chiedere aiuto.”
Ecco, quello del chiedere aiuto per me è un concetto abbastanza strano. Oddio non sono Xena la principessa guerriera, se mai sono Sara la plebea ignorante, però non sono abituata a fare richieste. Un aneddoto abbastanza bizzarro di un paio di mesi fa: avrei dovuto incontrarmi in centro con degli amici ma mi hanno paccata tutti all’ultimo, il che significava farmi una scarpinata di quaranta minuti da sola fino a casa, di notte. Niente di che, per quanto mi riguarda, ero pronta a mettermi le gambe in spalla; invece Mr Batterino aveva appena finito di dare lezioni dall’altra parte della città, ha letto il messaggio in cui gli dicevo che stavo per tornarmene a casa sconfitta, e mi ha chiamata immediatamente. “Dimmi dove sei che vengo a prenderti!”.
Così, come se fosse la cosa più ovvia di tutte, come se non gli pesasse minimamente, come se non dovesse schizzare a casa per seguire un meeting di lavoro che sarebbe iniziato da lì a dieci minuti.
E’ venuto a prendermi senza che io gli dicessi nulla, come se fosse l’ovvietà più naturale del mondo; cosa che ha ribadito più volte quando io sono scoppiata a piangere sul suo divano ringraziandolo, sopraffatta da quello che mi rendo conto possa sembrare un gesto banale ma che mi aveva destabilizzata. Non sono abituata a queste cose; non so cosa voglia dire davvero avere qualcuno da chiamare se ho un problema, piccolo o grande che sia. Sia chiaro, sono una persona viziata, con una vita privilegiata sotto duemila punti di vista e i miei problemi non sono paragonabili a situazioni estreme, però nel mio piccolo ho sempre pensato di non dover chiedere niente a nessuno. Anzi, di non poter chiedere niente a nessuno, perché in fondo in fondo non me lo merito. Mi rendo conto che gran parte dei miei problemi siano dettati da un estremo senso di colpa verso la vita, e di inferiorità nei confronti di qualunque cosa. Non merito, non sono abbastanza, non valgo niente. Ammettere queste cose ad alta voce è impossibile, le parole mi si inchiodano in gola e anche solo sfiorare questi temi mi fa piangere come una fontana. E’ tutto strano. Non so perché mi senta cosi, da dove venga questa sensazione di essere sempre nel torto.
Mr Batterino mi ha fatto notare che chiedo sempre scusa, per qualunque cosa. Lo trova strano, non gli piace quando lo faccio ma mi viene in automatico.
C’è un film, Malcolm e Marie, su Netflix; è interamente basato su un litigio. Una coppia litiga dall’inizio alla fine. Si dicono le peggio cose, si dimostrano di amarsi alla follia, si dilaniano, e a un certo punto Malcolm le fa un discorso che mi distrugge ogni volta che lo ascolto, il cui succo è “tu vuoi essere massacrata e calpestata, hai bisogno di sentirti utile perché se non ho bisogno di te allora perchè mai dovrei stare con te?”.
Quando l’ho visto la prima volta ho dovuto mettere in pausa e fumarmi una sigaretta per calmarmi; è stato come se lo stesse dicendo a me, e io non ci avevo mai voluto pensare.
Le persone dicono che sono generosa, altruista, che mi faccio in quattro per gli altri… ma non è vero. Non è altruismo, se mai il contrario. Ho bisogno di sentirmi utile agli altri, perché se no verrei abbandonata. Se non fossi utile, se non servissi a qualcosa, chi mai mi vorrebbe avere intorno? E quindi aiuto. Ascolto. Do una mano a spalare la neve dal viale. Spacco le mattonelle del pavimento della casa dei miei amici che devono ristrutturare. Accompagno Mr Batterino a comprare le cose per la casa, lo aiuto a mettere a posto l’appartamento, gli faccio regali. Non è una battuta quando gli dico che sto cercando subdolamente di comprare il suo affetto, è proprio così. E se so di non poterlo comprare voglio cercare di meritarmelo, perché non posso credere che sia gratuito. E questo mi spezza il cuore.
Ora la smetterò di scrivere, perché sto praticamente piangendo e ho la sveglia tra quattro ore e mi sento patetica. Ahhhh, Spelacchiati miei… non è sempre piacevole leggere questo blog, lo so. Me ne dispiaccio davvero quando scrivo questi post. Vorrei non ammorbarvi, ma allo stesso tempo in così tanti mi rispondete quando mi apro in questo modo che forse fa bene a me e spero faccia bene a voi.
Non so. Stasera non so niente, mi chiedo se dovrei far leggere a Mr Batterino queste cose, se dovrei consegnargli le chiavi del mio cervello spelacchiato, perché forse lo aiuterebbe a capirmi anche quando sembra che io non abbia senso.
Vi lascio un video che ho guardato e riguardato. Non so se conoscete Shy del canale Breaking Italy (probabilmente il mio canale italiano preferito) ma in questo video parla della sua depressione e spiega tutto perfettamente, su molti punti mi ci ritrovo in toto.
E voi miei cari come state? Rendiamo questo post un luogo di paturnie, diamoci una mano a vicenda. Siete belli belli ❣️
Buongiorno miei spelacchiatissimi bipedi, come state?
Mr Batterino è ufficialmente andato a vivere da solo e stiamo scoprendo insieme i grandi quesiti delle persone adulte. Cose come: -“ma la pasta Barilla è davvero più buona o è solo un costrutto sociale e posso prendere la Badabungada a quattro centesimi”? -“perché il tonno in scatola costa cosi tanto?” -“ma se uso il vetril per lavare i pavimenti cosa succede?” -“ma il polistirolo dove diamine si butta?” -“lo scopettino del wc come si lava?” -“posso rubare lo zerbino figo dei vicini?”
L’altro giorno abbiamo pulito tutto da cima a fondo, e con “abbiamo” intendo che lui ha pulito e io ho passato il tempo a dire idiozie. Il mio apporto è riassumibile nel momento clou in cui il mio cervello ha dato forfait e senza alcuna ragione logica ho buttato il non recuperabile nella plastica. Non so come abboa fatto a non mettermi la testa nel forno, che pazienza che ha Mr Batterino! Anche perché per il momento l’unica cosa che faccio è sbavargli sul cuscino ogni notte – quando va bene, quando va male si ritrova la mia saliva sul braccio-. Non oso immaginare che spettacolo raccapricciante sia guardarmi dormire.
Per quanto riguarda me sto continuando il mio lavoro da paladina della giustizia, vigilo l’università come fa Batman a Gotham City. Mettere la sveglia alle sei e mezza comunque mi uccide ogni volta, la mia unica ragione di vita è la colazione al bar.
E voi miei prodi come state? Quanto è stato traumatico per voi passare nel mondo degli adulti? Vi prego preparatemi alle prossime sfide e domande che dovremo affrontare io e Mr Batterino, e se avete consigli salva vita su cose da comprare indispensabili per la casa ditemi, che riferisco!
Narratemi di tutto e di piu, a presto! Hasta la pastaaaa
Buongiorno miei indomiti Spelacchiati, come state? Dopo una settimana di umore immotivatamente nero, con me piangevo ogni tre per due senza alcun motivo e volevo solo dormire ora mi sento meglio. Alè.
Mr Batterino è andato a vivere da solo, altro super alè! Ora siamo nella fase in cui tutti si aspettano che io e lui andiamo a convivere e noi non lo faremo, quindi stiamo spezzando cuori a destra e a manca, tutti quelli che ci conoscono ci chiedono quando mi trasferirò lì. Okay, l’idea di stare nel suo appartamento un sacco di tempo mi piace tanto tanto, ma una convivenza vera ed effettiva… Mi mette un po’ di ansia. Stiamo insieme da troppo poco. CALMA CAZZO, NON COMINCIATE A REGALARCI LA SALIERA E LA ZUCCHERIERA COI NOSTRI NOMI CHE POI MI VIENE LA FIFA E FUGGO VIA.
I miei giorni da paladina della giustizia non mascherata continuano: essere una vigilante in università non fa poi così schifo, è solo piuttosto noioso; avendo quindi del tempo per riflettere sui grandi quesiti dell’umanità sono giunta ad analizzare un argomento estremamente serio.
Vorrei dunque lanciare un grido di denuncia su un argomento che mi preme.
CHI MI RIPAGHERA’ PER GLI ANNI IN CUI MI SONO VESTITA DI MERDA PER ANDARE A SCUOLA? No regà non potete capire, ora che vedo ogni giorno come si vestono i giovini mi sento morire ogni volta; le ragazze vengono tutte con pantaloni a vita alta che valorizzano il fondoschiena, scelgono quei colori tenui super belli, si truccano in maniera decente… E IO??? IO MI RICORDO COME ANDAVAMO VESTITI ALLE MEDIE E AL LICEO, PORCA VACCA, E QUALCUNO DOVRA’ RISPONDERNE! Io non so quanti anni abbiate voi spelacchiati ma vi ricordate I PANTALONI A VITA BASSA? Madonna mia. Perché? Chi? Com’è potuto succedere? Che ai ragazzi si vedevano quei cazzo di elastici delle mutande di colori improponibili e noi femminucce dovevamo stare a tirarci su le braghe ogni quattro secondi netti se no ce li trovavamo alle caviglie. Ma poi che pantaloni indegni che usavamo… Ditemi che non sono l’unica traumatizzata a vita da quelli della Angel&Devil, che avevano le ali che ti andavano dalle chiappe alle ginocchia. ‘Na roba oscena. Oppure quelli della Richmond con la scritta “rich” sulle chiappette. Ho i brividi.
Non che ai maschi andasse meglio eh. Senza offesa, ma ho stampate a fuoco le immagini dei miei coetanei che oltre ad avere le mutande di fuori usavano le fibbie per le cinture più brutte che il Creato abbia mai visto. Patacche di ferro e plastica grandi quanto un macigno, con le peggio fantasie; se andava bene era la sempreverde foglia di marijuana su sfondo nero, se andava male erano delle oscenità brillantinate con gli stemmi dei grandi marchi.
Ma poi chi cazzo ci aveva insegnato ad abbinare i colori? Soprattutto i maschi, ma che diamine… I pantaloni della tuta viola e la felpa gialla. La t-shirt gialla e i pantaloni blu. I maglioni verdi e i pantaloni arancioni. Cose che solo a guardarli veniva un attacco epilettico.
Io poi ero già una miserabile misantropa quindi mi vestivo abbastanza basilarmente: magliette orrende, jeans vomitevoli e la mia cintura era come quella di Avril Lavigne: nera con le borchie, pronta a frustare chiunque mi parlasse.
Ma parliamo del makeup? Sette chili di matita nera al giorno. Sulla palpebra, nella rima inferiore, pure nella cornea ancora un po’. Fondotinta di sedici tonalità più scure e arancioni del necessario, blush che sembrava ci avessero appena prese a schiaffi… Inguardabili.
Ora quando al mattino alle sette salgo sul bus per andare a lavoro vedo queste mandrie di pischelletti vestiti meravigliosamente. Trench color cammello sopra maglioncini dai colori pastello tipo rosino, beigiolino, marroncino caldo, pantaloni chiari e scarpe bianche… I ragazzi con cappotti lunghi, jeans scuri, t-shirt e felpe che non ti fanno venire voglia di piantarti un punteruolo negli occhi… Sono molto invidiosa. Poi in università non ne parliamo, le giovani donne vengono vestite con un’eleganza che mi manda ai pazzi. Mettono addirittura i tacchi, io mi ammazzerei dopo ventidue secondi.
Insomma, dopo tante ciance così serie penso di potervi lasciare andare, spero passiate un mercoledì sera accettabile! Io andrò dal mio Batterino preferito, come ho già detto prima voglio invadere casa sua in sordina, un pochino alla volta, finché non si sa come all’improvviso tutta la mia roba sarà nei suoi armadi e sarà troppo tardi per cacciarmi via. Vi prego tirate fuori tutti i ricordi più beceri delle mode passate, io sono andata a riguardarmi certe foto e stavo per morire dal ridere! E soprattutto narratemi del VOSTRO stile sicuramente terrificante in qualche fase della vostra vita spelacchiata!
Giuuuuuro, mi fai venire voglia di futuuuurooo Mi lasci vincereee e poi vuoi la rivincitaaaa
Bon, momento Fedez finito, mi ricompongo come un puzzle. Poi che più che un puzzle io sia un insieme di puzze (senza L) è un altro discorso che per vostra fortuna non vi riguarda da vicino.
Ancora una volta vi ringrazio per i vostri commenti spelacchiati, voi si che sapete tirar su di morale una persona. Voleste anche farmi un bonifico ve ne sarei estremamente grata.
Domani ho un colloquio per tornare nei meandri paludosi e piuttosto nauseabondi dei call center; mi ero ripromessa di non farlo mai più, ma non sono mai stata così povera e senza prospettive di vita come in questo momento dunque mi attaccherò al telefono e il primo che mi mette giù in malomodo giuro che risalgo al suo indirizzo e vado a dargli una capocciata dritta in mezzo agli occhi. QUINDI STATE TUTTI ATTENTI A COME RISPONDETE, ECCHECCAZZO. Mi ricordo che ai tempi d’oro in cui ero una chiamatrice seriale quelli che mi davano più sui nervi erano quelli che mi rispondevano tutti indignati “signorina ma io sto lavorando!” E IO NO, CARO SIGNORE, NEL TEMPO LIBERO MI DIVERTO A CHIAMARE SCONOSCIUTI PER CERCARE DI APPIOPPARGLI COSE! MA SECONDO TE IO COSA STAREI FACENDO? Potendo avrei infilato una cannuccia nel telefono per fargli arrivare un mio sputo dritto nell’occhio.
Visto che l’ultima volta vi ho ammorbati come nemmeno il Covid abbia mai fatto oggi vi lascio un post di quisquilie, cose a caso pressochè inutili condite dal mio veramente ignobile senso dell’umorismo.
La prima cosa che voglio condividere con voi è un canale di fitness.
Lo so.
Lo so, miei cari, siete increduli. Io, pigra di professione, che consiglio un canale di allenamento… Che viscida ipocrita che sono, lo so. Eppure Jo mi piace da morire. Sto seguendo i suoi workout da un paio di settimane ormai e anche se sono sempre una focena spiaggiata mi sento un po’ meglio; il mio allenamento preferito è il fast walking, praticamente devi camminare sul posto e fare movimenti per attivare tutti i muscoli… Inutile dire che probabilmente una persona normale finirebbe dicendo “embè, quando inizia l’allenamento?” ma per me che sono una foca dalla consistenza gelatinosa di una medusa è stancantissimo. Arrivo alla fine sudata e per lo più muerta, ma molto soddisfatta! Non so perché ma credo che l’unica parte di me che sta fruttando risultati sono i polpacci. Così quando vado in giro la gente mi guarderà e farà “Ehlla che mostro, però c’ha due polpacci da sposare!”.
La seconda cosa che voglio condividere con voi è una canzone del 2003 che rappresenta la mia persona, e nel video c’è la persona di cui ero innamoratissima da marmocchia: sto parlando di Mr Brightside dei The Killers. Partiamo dalla cosa più importante: MA CHE FIGO ERA BRANDON FLOWERS? MA CHE BELLINO, MADOOOOOO! Innamorata persa, che vi devo dire. Invecchiando l’ho perso, ma in questo video era top.
E poi non so quale sia il vero significato di questa canzone ma io l’ho sempre interpretato come un “sono completamente innamorato di questa persona ma ahimè sono anche pazzo quindi nella mia testa mi immagino scenari orribili in cui questa persona mi tradisce deplorevolmente, ma io ci casco lo stesso perchè voglio pensare al lato positivo.” Insomma, è la canzone di un mentecatto: c’est moi.
Infine miei cari spelacchiati vi condivido un link tramite cui potete offrirmi un caffè virtuale; è una cosa che ho visto in diversi blog che seguo e in quelli che seguo di più ho spesso fatto queste piccole donazioni perché mi fa piacere sostenere nel mio piccolo i blogger che mi intrattengono e mi informano! Sia chiarissimissimo, nessuno è tenuto a darmi nemmeno mezzo centesimo, mi è sembrata una cosa carina perché a me in primis fa piacere sostenere gli altri. Se qualcuno decidesse di offrirmi questo caffettino virtuale però è pregato di scrivermi, scambiamoci due chiacchiere come se fossimo davvero in un bar a ciciarare senza pensieri! Linkino: https://ko-fi.com/pensierispelacchiati60745
Per oggi è tutto, miei cari spelacchiati. Vi voglio bene. Stasera risponderò con calma ai vostri commenti meravigliosi dell’ultimo post, ci tengo a farlo per bene. Hasta la pasta!
Stasera è una di quelle sere in cui mi sembra di aver fatto un salto indietro, ad occhi chiusi, nel buio. Ho così tanti pensieri in testa che non riesco a focalizzarmi nemmeno su uno, rimbalzano nel mio cranio (e di spazio per rimbalzare ne hanno), mi sento agitata e poi vuota e poi triste, in loop. Speravo che uscire con Mr Batterino mi aiutasse, invece ho solo appesantito anche lui con il mio umore insopportabile. Quindi stasera andiamo avanti col racconto della mia depressione.
Anche qui, mi sembra doveroso fare un salto temporale indietro. Prima di andare dalla psicologa ho sofferto di insonnia, un’insonnia devastante. Mi capitava di non dormire per più notti di fila, il che mi portava ad essere uno zombie instabile e incapace di fare qualunque cosa. Davo un esame ogni due sessioni perché non riuscivo a concentrarmi su niente, figuriamoci memorizzare qualcosa. Di notte non dormivo, e quando mi addormentavo mi svegliavo di soprassalto con la sensione terrificante di star soffocando; mi risvegliavo come nei film horror con la bocca spalancata per risucchiare aria, perché non ne avevo letteralmente più. In due anni ho visto così tanti dottori, e ognuno mi diceva una cosa diversa: epilessia, problemi respiratori, anomalie polmonari, schiribizzi a livello cerebrale… Ogni volta era una cosa diversa e piuttosto spaventosa. I miei genitori non sapevano più cosa fare.
Alla fine mi hanno ricoverata per dieci giorni al San Raffaele a Milano, e mi hanno rivoltata come un calzino: avevo elettrodi attaccati ovunque (ci ho messo settimane a rimuovere completamente il collante dai miei capelli, ancora penso di averne un po’), monitoravano un po’ tutto quello che mi succedeva. Finalmente ci abbiamo capito qualcosa: soffro di apnee notturne, il che causava i miei risvegli traumatici e senza fiato durante la notte. In più il mio piccolissimo cervelletto bislacco non va in fase rem, mai, motivo per cui devo prendere una pastiglia usata per chi soffre di epilessia, serve a tenere sotto controllo le scariche elettriche che turbano le mie notti e che mi impedivano di addormentarmi e riposare in maniera decente.
Insomma, stavo nammerda ragazzi, un rottame pronto per la demolizione. Tutto ciò ha portato al resto, ovvero il mio viaggio nei meandri della disperazione con quella che Winston Churchill chiamava “il cane nero”, ovvero la depressione.
A distanza di anni mi rendo conto che tutto questo travaglio ha ancora delle ripercussioni su di me, e che quel periodo di assoluta inattività durata parecchi anni mi peserà per sempre. Mi mancano ancora cinque esami all’università, sto cercando finalmente lavoro, ma tutto quel tempo perso in questo momento mi sembra una voragine che mi rovinerà la vita per sempre. Mi sento un peso per tutti, Mr Batterino in primis. Come può pensare di costruire una storia seria con una persona come me, con i miei sbalzi di umore, il mio passato burrascoso, la mia assoluta inettitudine economica? Chi glielo fa fare di imbarcarsi davvero in una situazione con una persona di ventisette anni che non ha un centesimo e si sente persa?
Stasera, miei cari Spelacchiati, va così. Perdonatemi, ogni tanto mi parte il neurone pazzo. Hasta la pasta
VENERDì 17 DI MERDA! Eccheccazzo, che giornata penosa, ma vaffanculoooo io non ci credo nemmeno a ‘ste cose, ma oggi è stata veramente una giornata indegna.
Allora.
La mia stupida tartaruga -intendo proprio l’anfibio, OVVIAMENTE, mica gli addominali, non so neanche se nel mio corpo esistono i muscoli addominali- stamattina alle quattro ha deciso di suicidarsi trascinando in giro per la sua tanica di merda il motore di ricambio dell’acqua, CHE SI E’ BRUCIATO! Sono arrivata in bagno mezza addormentata, con gli occhi ridotti a due fessure minuscole, mi sono bruciata la retina con la luce, non capivo letteralmente un cazzo ma sentivo un odore di bruciato immondo, ho guardato nella vaschetta e Arthur era lì, immobile… Ho pensato “minchia, si è fulminata la tartaruga!”. Ho staccato tutto alla velocità della luce e l’ho toccato con una matita: non ha gradito. Si è un po’ inkazzeto, quindi sta bene.
Oddio, bene non so se lo è mai stato, è un essere veramente bizzarro e abbastanza raccapricciante, mi spaventa parecchio… Quindi Sara al salvataggio ho acchiappato una bacinella gigante, l’ho riempita d’acqua (tiepida, perché il signorino ha pure bisogno di 21 gradi centigradi… MA L’IDROMASSAGGIO NO, PICCOLO ESSERE RUGOSO? MA COSA TI STO DIETRO, IO? Ma vaffanculo, Arthur) e ci ho lanciato dentro Arthur. Ora gli devo cambiare l’acqua ogni due ore perché si raffredda rapidamente.
Arthur
Odio tutto.
L’altro giorno mentre ero a zonzo con Mr Batterino abbiamo incontrato la sua ex storica. Posso dire? ZAN ZAN ZAAAAN. Niente, ‘sto imparanoiata come un gerbillo impazzito. Potete immaginare. “E se lei ora gli scrive? E se torna da lui in ginocchio? E se torna da lui in ginocchio proponendogli attività ricreative che richiedono proprio lo stare in ginocchio? E se lui non aspettasse altro? E se a lui ripartissero i sentimenti ad cazzum?” Niente, regà, sono fuori di testa (ma diversa da loro). Sicuramente sono diversa da lei, che è una figa paurosa mentre io sono un rospo col gargarozzo rigonfio.
Proverò a gracidare in faccia a qualcuno, secondo me mi darebbe soddisfazione e appagamento.
Infine, nota che ha del tragico e del dolente e che mi sta facendo piangere a intermittenza da ore, il mio gatto non torna a casa da ieri e nella mia testa ci sono solo scenari orribili. Io vivo in periferia, in una strada con zero traffico e la campagna/bosco davanti, di solito lei se ne sta lì ben visibile oppure si apposta sul vialetto di casa per farsi accarezzare da tutti… E torna sempre almeno una volta al giorno a casa. Prima ho passato quaranta minuti in giro per il quartiere con Wendy (la mia cagnona) urlando “Sophiiiiiieeeeeeee!” a destra e a manca, ma nulla da fare… Mi sto sentendo male, basta.
Insomma, stasera c’è dello scazzo quindi apro le gabbie: SFOGATEVI A RUOTA LIBERA PER QUALUNQUE COSAAAA! Tirate fuori la furia che tenete dentro, il fastidio che vi cresce nel petto quando al supermercato la vecchia si piazza col carrello davanti allo scaffale che ti serve e sta lì due ore non si sa bene perché, cavate tutto il risentimento che sicuramente covate come galline e diamoci manforte. Hasta la pastaaaaaa e non solo, che tra un po’ si torna alla paniscia qua in piemonte!
Buongiorno miei amati Spelacchiati, come state? Prima di tutto oggi svelerò quanto io e Mr Batterino abbiamo speso in quel cazzo di bar. Ricordo a tutti: un panino con pomodori e mozzarella, una coca cola e un caffè. Costo totale: 21 euro.
Si chiama Central Station Bar, è a fianco alla Stazione Centrale (ovviamente) e se ci capitate sputate in un occhio a tutti, grazie.
Ora partiamo con sto Film Brutt che è la cosa più agghiacciante del mondo, una roba abominevole, un crimine contro al cinema.
365 Days
Il film si apre con padre e figlio mafiosetti sul tetto di una casa in mezzo al nulla.
“Eh ragazzo mio devi stare attento, le belle donne sono il paradiso degli occhi e l’inferno dell’anima!” “E il purgatorio per il portafogli.” Ma che questo film è nammerda per tutti noi però posso dirlo o dobbiamo andare avanti a frasi imbecilli?
Giuro che c’è proprio un momento “Mufasa” ovvero il padre che fa a ‘sto deficiente “un giorno tutto questo sarà tuo…” e qualcuno gli spara. Sarà stato Scar? “Lunga vita a ‘sto cretino”? Stecchito così, senza gnu che lo calpestano però.
Cambio scena, siamo a una festa di compleanno veramente imbarazzante con un tipo polacco, pelato, tamarro, in canotta e calzoncini che si mette a cantare “tanti auguri a teeee” lasciandomi esterrefatta e basita a chiedermi che cosa mi sia saltato in mente quando ho messo “play”. La festeggiata, che è comunque meno imbarazzata di me da questa scena pietosa, va in bagno e SBAAAM mentre cammina si scontra con il Gorilla Supremo che le fa “ti sei persa, bambolina?” Prima di tutto ti calmi, coso. Bambolina sarà tua madre e su tuo padre non mi esprimo perché probabilmente non sai neanche chi sia.
Comunque lei è deficiente fino al midollo osseo, ha proprio la stupidità come parte integrante del DNA, il suo cuore pulsa IGNORANZA TOTALE e la sera va a farsi un giro da sola in città. Non si capisce dove cazzo sia, sembra si aggiri per le peggiori viuzze di Caracas, con una luce bluastra che non si sa da dove cazzo arrivi ma dovrebbe incutere timore… E viene rapita. Così, un tizio le arriva alle spalle e letteralmente le dice “buonasera” e poi c’è il cambio scena. Il famoso rapitore gentiluomo. Ma andatevene tutti a fare un culoooooooo
Comunque sta cretina ignorante deficiente idiota si sveglia in una stanza sconosciuta (sempre tutto bluastro, non si sa perché) e non è che si preoccupa, piange, si dispera o che ne so si lancia dalla finestra, lei è tutta calma e va ad esplorare sta casa gigante e incontra lui che, indovinate cosa le dice apparendole alle spalle? “Ti sei persa, bambolina?”
IO TI SPACCO LA FACCIA CON UN MATTONE SE LO DICI UN’ALTRA VOLTA, LO CAPISCI? Va beh, lei sviene e quando si sveglia e lui le infila in bocca un cubetto di ghiaccio dicendo “succhia!”. S c u s a m i? Non ti dico cosa devi fare tu perché questo blog ha un contegno, però immagina. Spremi quelle minuscole meningi che ti ritrovi.
CIOE’ RAGAZZI TENETEVI FORTE, SEDETEVI, BEVETEVI UNA GOLATA DI QUALCHE ALCOLICO PERCHE’ QUA SI PARTE CON LA PAZZIA. Massimo, che è questto DEFICIENTE, quando hanno sparato al padre si è beccato pure lui un proiettile (cioè il proiettile ha trapassato il padre da parte a parte e ha centrato pure lui, ma che armi hanno?Ma poi già che ha fatto st’impresa non poteva seccarlo direttamente ed evitarci questo film?) E LUI MENTRE STAVA PER MORIRE HA AVUTO UNA VISIONE DI UNA DONNA A CASO CHE LUI AVEVA FISSATO COL BINOCOLO POCO PRIMA PERCHE’ E’ UN GUARDONE DI MERDA E -PENSATE UN PO’- E’ STA MENTECATTA! Ma… Vedere la luce e sentire cori angelici come tutti no? NO? No, lui vede donne sconosciute e le cerca in giro per il mondo. ‘Sto coglione.
Letteralmente c’è un dipinto del volto di lei in camera, un quadro sedici metri per venti. Le racconta sta manfrina che lei è la donna della sua vita e che la ama e la cerca da sempre e lei invece di dirgli che è pazzo e deve farsi curare decide di fare la grandiosa, tutta arrogante “va che non ti basta rapirmi per farmi tua, non sono un oggetto.” SCUSAMI CARA, VA BENE IL FEMMINISMO MA E’ CHIARAMENTE PSICOLABILE IL TIZIO CHE TI HA RAPITA! NON HAI UN MINIMO DI BUONSENSO? NON TEMI CHE POSSA SFRACELLARTI IL CRANIO MISERABILMENTE VUOTO CHE TI RITROVI? NON PUOI FARE COME TUTTE LE PERSONE NORMALI ED ESSERE ACCONDISCENDENTE MEnTRE CERCHI UN MODO PER SQUAGLIARTELA?
Ma cosa ancora più folle lui le risponde “lo so, per questo ti offro la possibilità di innamorarti di me! Se tra un anno non mi amerai, sarai libera! ”
MA COSA STAI DICENDO
MA TI HA DATO DI VOLTA IL CERVELLO? MA SEI NORMALE?
‘Sto pazzo poi le fa vedere delle foto del suo fidanzato polacco (quel tamarro di merda che le ha cantato “tanti auguri”)mentre la tradisce e fa “ho lasciato un biglietto da parte tua in cui dici di essere tornata in Polonia” e lei si incazza perché il fidanzato l’ha tradita. Scusami, ma non ti pare di avere problemi un filo più urgenti? Lui poi le dice che la terrà prigioniera per un anno e se lei non si innamorerà di lui in quel lasso di tempo la lascerà libera, e nel frattempo non la forzerà mai a fare niente. TU L’HAI RAPITA, COSA CAZZO CERCHI DI FARE IL GALANTUOMO ADESSO, PICCOLO MAFIOSETTO DA QUATTRO DANARI?
“non sono abituato a tollerare la disobbedienza” Qualcuno gli faccia un pernacchione, ve ne prego.
Arriva un tipo che fa “scusa, è arrivato un pacco…devi firmare.” DEVE FIRMARE? MA E’ LETTERALMENTE UN BOSS MAFIOSO CHE HA RAPITO UNA DONNA, COSA CAZZO DEVE FIRMARE? MA POI COME FIRMA, CON UNA MACCHIA NERA?
Per farci capire che questo Massimo è una persona meravigliosa, lo vediamo mentre tortura un tizio reo di aver venduto dei bambini a un bordello. Tra l’altro questo qua legato come un capretto gli fa “cosa vuoi fare, ammazzarmi? O spararmi alle palle?” Mah, amico, io fossi in te non gli darei ‘sti suggerimenti, mi sembra un tipetto che non si fa problemi a sfrigolarti lo scroto. Comunque capite, ‘sto giustiziere della notte? Che uomo straordinario che è, Massimo.. Chi è Batman in confronto? Lui rapisce le donne, spara alla gente ma i bambini non si toccano, sia mai. Madre Teresa di Calcutta in confronto a lui era una stronza egoista. Ma vatteneaffanculo, tu e il tuo fisico bellissimo.
La demente assiste all’omicidio del birbantello e sviene. Lei è Dante all’Inferno, che vi devo dire. E’ scema. “Non avresti dovuto vederlo ma sappi che lo meritava… faceva del male ai bambini…” MA TU HAI UCCISO UN UOMO E VIENI A DIRCI CHE QUELLO ERA UN BIRBONE? E TU COSA MERITI, A PARTE UNA DOSE DI SCHIAFFI SU QUELLA FACCIA DA BARBABIETOLA?
Ma poi ci sono dialoghi veramente della minchia, scusate il linguaggio da lady, robe che non stanno nè in cielo nè in terra. “Ordina ai tuoi lacchè di portarmi il cellulare e il computer.” fa lei, tutta arrogante. E lui la spernacchia “Li avrai al momento giusto. Se ti serve qualcosa chiama Domenico.” MA TI HA APPENA DETTO COSA LE SERVE, IL CELLULARE E IL COMPUTER! “Sarà un bell’anno ma devo cercare di reagire, abbasso la guardia quando sono con te” MA COSA STRACAZZO STAI DICENDO.
Lei da un giorno all’altro entra in modalità “spenniamo il pollo” e si fa comprare una caterva di cose. C’è una scena ignobile in cui lei va a fare shopping e gli scagnozzi di lui le portano caterve di sacchetti di vestiti, scarpe, biancheria, cene lussuose… Io completamente basita. Mentre Laura si prova l’intimo lui -che è stufo marcio come ogni fidanzato che accompagna la donna a fare shopping- irrompe e le dice di darsi una mossa, e lei tutta arrogantella “esci subito o è l’ultima volta che vedi tutto questo”. MA SCUSAMI TI RENDI CONTO CHE QUELLO SE VUOLE TI VIOLENTA Lì IN QUELLO STANZINO? MA TI SEMBRA UNA COSA INTELLIGENTE DA DIRE E FARE MENTRE SEI MEZZA NUDA? BOH.
Comunque Laura ormai è in modalità odiosa: lo chef del mafiosetto ha fatto dei ravioli polacchi per lei e il suo commento da Carlo Cracco della situazione è “quelli di mia nonna sono migliori, ma non c’è bisogno di ammazzarlo.” MA SI, FACCIAMO IRONIA SUL FATTO CHE QUESTO SECCHI LA GENTE, MICA E’ UNA COSA ORRENDA, DEPRECABILE E TU DOVRESTI FUGGIRE URLANDO DA UN PAZZO FURIOSO!
Poi lei cerca di capire cosa faccia nella vita questo babbuino a parte essere bello e lui è molto preciso ed eloquente nella risposta: “mi occupo di affari; posseggo società, alberghi e ristoranti.”
MA PUOI ESSERE PIU’ VAGO DI COSì? MA VIVI NEL MONOPOLI, POSSIEDI LA SOCIETA’ ELETTRICA E LE STAZIONI? MA DILLO CHE SEI UN MAFIOSETTO DELLA MINCHIA E NON FAI NIENTE DALLA MATTINA ALLA SERA A PARTE GRATTARTI LO SCROTO!
Lei rincoglionita come nessun’altra mai torna in camera e c’è il suo telefono: cosa fa, la genia? Chiama sua madre e le dice che ha trovato lavoro in Italia quindi starà lì un anno, perché ormai le è partito l’ormone per la tangente.
Tenetemi perché sto per spaccare tutto.
Scene a caso:
– Lei si sveglia con lui a fianco e saggiamente decide di farsi una doccia nel mega bagno dalle pareti in vetro così lui la guarda tutta ignuda e poi va a docciarsi pure lui E LAURA GLI FISSA IL PIPO PER TIPO TRE MINUTI, GIURO, LETTERALMENTE – Devono andare a Roma, lei non vuole quindi lui LETTERALMENTE LA LEGA AL SEDILE DELL’AEREO PRIVATO E LE STRIZZA I CAPEZZOLI
Scena allucinante di lui che la lega al letto e si fa guardare mentre una prostituta gli fa un biribbo (è così che ho deciso di chiamare il sesso orale in questo film). Tra l’altro lui dura mezzo secondo, ma Laura è comunque tutta eccitata.
Devono andare in un club perché lui deve parlare di affari con chissà chi, dunque lei si mette un vestitino da discoteca E QUANDO UNO PROVA A VIOLENTARE STA DEFICIENTE ARRIVA MASSIMO CHE LA SALVA E LE FA “SE TU NON TI VESTISSI DA TROIA NON DOVREI SALVARTI!”
S C U S A M I ? NO QUA NON CI STIAMO CAPENDO, AMIGO, SEI FUORI DI TESTA? Qualcuno gli molli un pugno sul naso, vi prego. E lei poi si scusa! Si scusa di tutto, ma scherziamo!?
Scena patetica di lei che cade in acqua e lui la salva
Scene imbecilli di loro due che fanno sesso in ogni angolo della barca
Lei va in Polonia dalla sua amichetta, le racconta tutto e “SONO STATA RAPITA DA UN GANGSTER E MI SONO INNAMORATA DI LUI, E MI TIENE ALL’OSCURO DI TUTTO!” quindi decidono che le serve un cambio look. Ovviamente. Si tinge di biondo platino. Qualcuno mi spieghi la connessione tra “sto con un mafioso” e “mi tingo di biondo”.
LUI LE CHIEDE DI SPOSARLO
LEI E’ INCINTA E NON GLIELO DICE
IL TUTTO IN LETTERALMENTE DUE MESI DA QUANDO L’HA RAPITA
IO SCLERO COME UNA PAZZA QUALCUNO MI SPARI UN DARDO SEDATIVO
CIOE’ MI STATE DICENDO CHE QUESTI COGLIONI NON HANNO NEMMENO USATO LE PROTEZIONI, TU SEI PAZZA DEFICIENTE CHISSA’ CHE RICETTACOLO DI MALATTIE VENEREE E’ IL SUO PIPO!
Il finale è sconvolgente. Cioè, minchia, bravi. Non si sa chi, non si sa perché, Massimo riceve una telefonata “vogliono uccidere Laura.” MA CHI? MA PERCHE’? MA COME FATE A SAPERLO?
Il film si conclude con Laura e la sua amica che mentre sono in macchina attraversano un tunnel e fanno un incidente alla Lady Diana, e tutto lascia supporre che sia schiattata miseramente.
FINE.
…Ragazzi, sono provata. Turbata nell’anima e nel corpo, ma soprattutto nella mente.
Ma che stracazzo di film è mai questo? Ma cosa dovrei trarre? Ma come fa ad essere tra i più visti di Netflix!?! Dialoghi imbecilli, una trama che è agghiacciante, non ha senso nienteeeeeee NON E’ COSI CHE SI FANNO I FILM, CAZZOOOOOOOOOOOOOO!
Regà non riesco nemmeno a commentare, è tutto troppo sbagliato e vomitevole su così tanti livelli che dovremmo star qui per anni e anni a parlarne.
Se l’avete visto DOVETE obbligatoriamente scrivermi quanto vi ha fatto schifo, perché non contemplo neanche l’idea che a qualcuno possa piacere. Mamma mia. Aberrante. Sto male, voglio cavarmi gli occhi.
Secondo me non troverò mai un film brutt più brutt di questo, ma vi lancio una sfida: trovatemelo e consigliatemelo. Poi mi dovrete pagare gli ulteriori anni di terapia, ma questa è un’altra storia.
E voi come state, Spelacchiati miei? Che farete in questo sabato sera piuttosto bizzarro? Io andrò a sentire Mr Batterino che suona e probabilmente riceverò un pugno in faccia perché ci sarà una persona che mi odia, in caso metterò foto del mio viso deturpato (che può solo migliorare). HASTA LA PASTAAA
AAAHHHHH! Così, volevo solo spaventarvi un po’, ci sono riuscita? Sono tornata dalla vacanzina col mio Mr Batterista preferito (che ora ho deciso di chiamare Mr Batterino perché mi diverto davvero con poco, lui lo odia perché sembra che sia un piccolo batterio) e sono abbronzata come una lucertola senegalese. Cosa non si fa pur di camuffare il mio brutto muso.
Siamo stati a Rivazzurra, una frazione di Rimini, ed è stato incredibilmente piacevole. Ormai saprete che io odio il caldo e la gente, due cose che mi facevano pensare avrei disprezzato ogni cosa di quel posto, e invece era sorprendentemente tranquillo e per (s)fortuna ha pure piovuto un giorno quindi abbiamo passato un pomeriggio di fuego in camera. E una mattina di fuego. E una sera di fueg- va beh, avete capito, c’era un incendio in pratica.
Cose che sono successe in questa vacanza:
Io e Mr Batterino abbiamo iniziato una guerra di scherzi che io ho miseramente perduto: – mi ha letteralmente svuotato in testa una bottiglietta d’acqua – mi ha ribaltata dal lettino facendomi impanare come una cotoletta – mi ha “pucciata”, termine idiota che indica il buttare una persona sott’acqua – ha passato più tempo a farmi il solletico che a fare qualunque altra cosa mentre io avevo le convulsioni dal ridere
Sbronzi e assolutamente imbecilli più del normale abbiamo speso i nostri quattrini in sala giochi cacciando ogni sventurato marmocchio trovassimo sul nostro barcollante cammino. Non so quanto abbiamo speso ma siamo riusciti a tornare a casa vittoriosi con ben due portachiavi: uno con un unicorno minuscolo, l’altro a forma di confezione di patatine del Mc Donald’s.
Abbiamo mangiato come dei cinghiali in una piantagione di barbabietole, io ho messo su almeno due chili.
Un cameriere ha letteralmente infilato il pollice nella mia pasta mentre mi portava il piatto e io volevo urlare.
Ho detto per la seconda volta a Mr Batterino che lo amo, ma in modo molto codardo: mentre lui dormiva.
Sono riuscita a vivere l’incubo di chiunque vada in vacanza con la persona con cui sta da relativamente poco: dopo aver espletato i miei bisogni corporali aspettando il momento propizio, cioè mentre Mr Batterino era ancora in spiaggia… si è rotto lo sciacquone del water. Abbiamo dovuto attendere i gestori del B&B. Chiudete i sipari e possibilmente uccidetemi, grazie.
In tutto ciò c’è una cosa che voglio narrarvi facendo nomi e cognomi, come Conte ai tempi d’oro quando asfaltò Salvini in italiavisione; di ritorno da Rimini io e Mr Batterino dovevamo aspettare un’ora a Milano, dunque io stavo crepando di fame e lui voleva un caffè. “Mah cerchiamo un bar fuori dalla stazione che qua temo ci pelino come patate, già siamo poveri come la merda…” E quindi comincia la ricerca, roba che Proust levati: sembravano tutti troppo pettinati per i nostri miserabili gusti finché non lo avvistiamo: un baretto dall’aria abbastanza orrida, pronto a servire mappazzoni.
Vi dico: io ho ordinato un panino con mozzarella e pomodoro, una coca cola e Mr Batterino si è preso un caffè normalissimo. Apro ufficialmente le scommesse: secondo voi quanto abbiamo speso? Ditemi nei commenti, vediamo chi azzecca. Se qualcuno indovina gli scrivo una freddura pessima in privato.
Nel prossimo articolo vi svelerò il conto di sto cazzo di bar e vi metterò pure il link così potete andare a leggervi le recensioni e se qualcuno capita di lì prima di tutto lo eviti come la peste, e poi vada a sputare sul bancone da parte mia, grazie.
Ah, vi spoilero il prossimo articolo. Ho visto il film peggiore presente su Netflix, una roba che definire ignobile è un complimento, un orrore raccapricciante, un abominio su pellicola, un crimine contro l’umanità… Insomma, ‘nammerda. Titolo? “365 days”. Vi prego, guardatelo così arrivate preparati alla mia recensione brutta e possiamo sclerare tutti insieme appassionatamente.
E voi, miei piccoli spelacchiati, come state? Come ve la passate? Vi prego datemi dei suggerimenti su come vendicarmi con Mr Batterino, il mio orgoglio mi impedisce di non dare battaglia fino al mio ultimo respiro. Mi raccomando, scrivetemi secondo voi quanto abbiamo speso in quel cazzo di bar, che io sono ancora isterica e vorrei picchiare qualcuno. Se siete mai stati derubati legalmente vi prego narratemelo che io mi sento abbastanza polla a ripensarci.
Insomma miei prodi, narratemi quello che vi va, guardatevi quel film abominevole e noi ci sentiamo molto presto! Hasta la pasta!