Okay, questo post è un po’ una prova per me. Questa è una di quelle sere, quindi devo trovare qualcosa da fare per distrarmi e visto che l’altro post è stato apprezzato e leggere i vostri commenti mi ha fatto sentire tanto bene ho deciso di riprovare a parlarne. Che poi anche in questo momento mi rendo conto che c’è gente che è messa peggio di me, pensate quella povera donna che sta con Salvini… Se ce la fa lei a tirare avanti lo posso fare anche io. Per sdrammatizzare questo post ho deciso di inserire gif a mio parere divertenti qua e là senza alcuna logica.
Una delle cose che mi è stata più detta dalla mia famiglia e dai miei amici è stata: “Ma non sembri avere un problema.” Ecco. Lo so che non sembra. Lo so che è orribile pensare di non conoscere nemmeno tua figlia. Lo so, e mi dispiace tanto.
Quando sono con altre persone è come se si attivasse un meccanismo di difesa che mi rende ancora più scema. Non parlo mai di me, i miei problemi non esistono. Ascolto tanto, un po’ perché mi piace e un po’ perché egoisticamente parlando ascoltare altri mi distrae dal buco nero che a volte sembra aprirsi dentro di me risucchiando tutte le cose belle e anche quelle decenti. Insomma, è più facile ascoltare. Ma allo stesso tempo rendermi conto che nessuno si sia mai accorto di come stessi realmente mi ha fatta sentire sola al mondo.
Ho cominciato a pensare di avere un problema molto tardi, ci ho messo veramente un sacco ad accettare anche solo l’idea di avere qualcosa che non va a livello mentale. Aspettare non ha aiutato, quindi io ve lo dico spassionatamente: se non vi sentite bene agite subito. Se poi è davvero solo un periodo del cazzo meglio ancora, ma non aspettate. Si dice “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire” e in effetti io non volevo sentire nè vedere, piuttosto mi sarei ascoltata Justin Bieber a manetta ininterrottamente per una settimana. Però succedevano cose e in reazione io sentivo cose, pensavo cose e di fare cose, e non andava bene. Piangevo ovunque, praticamente ogni volta fossi sola. Sul treno di ritorno dall’università, in centro mentre tornavo a casa, in libreria, nell’ascensore per andare dal marmocchio a cui dò ripetizioni… Ovunque. Spessissimo. C’erano settimane in cui succedeva ogni giorno, altre in cui stavo benissimo e mi dicevo “Okay Sara non fare la deficiente, era un momento no. Succede, è passato.” Ma no, non passava proprio per niente, dopo un mese ero di nuovo in bagno col mascara sbavato e il naso rossissimo mentre gli altri mangiavano totalmente ignari del mio disagio.
Insomma, non andava bene. E io così ho passato non mesi ma anni; su e giù, solo che ogni momento giù era sempre peggio di quello precedente. Poi nell’ultimo anno sono successe veramente un sacco di cose che mi hanno destabilizzata; c’è stata un’escalation di persone e situazioni che mi hanno fatta esplodere come un candelotto di dinamite in un episodio di Willy Coyote e mia sorella ha scoperto che effettivamente la sua sorellina scemetta ha un lato nascosto non poi così piacevole.
Parlarne ad alta voce con qualcuno ha finalmente smosso qualcosa, è come se l’avesse reso più reale, quindi il giorno dopo averne parlato con lei ho chiamato e preso appuntamento da un esperto. Vorrei dire che da quel momento le cose sono cambiate radicalmente e che ora sono una persona felice che sgambetta nei prati come Heidi, che sto bene, che non penso più di voler semplicemente non esistere in una vita che non ho scelto io di vivere… Vorrei dire tutto questo, ma non sarebbe vero per niente. Sicuramente parlare con un’esperta mi sta aiutando a mettere a fuoco certe cose della mia vita e sapere di star facendo qualcosa per cercare di mettere a posto quello che c’è da aggiustare mi da un minimo di speranza. Però poi ci sono serate come questa e niente può farle cambiare.Devo aspettare che passino da sole, come un temporale di disperazione senza senso che deve fare il suo corso.
Ordunque per stasera basta ammorbarvi con queste cose, spero che il vostro sabato sera stia andando molto meglio del mio.
Altro film altro post. Stavolta ero partita carica, a bombazza. Avevo gia i brividi prima di mettere “play”, brividi preventivi.
Sinister (perché diciamocelo, “Destrer” non era un titolo poi così inquietante) è un film del 2012 di Scott Derrickson, e mi è stato consigliato da un sacco di gente. Perché? Perché effettivamente rispetto alla media è un horror che fa il suo sporco lavoro, ovvero spaventare, però non mi ha fatta impazzire lo stesso. Ho gia ammesso di essere una rompipalle astronomica? Ecco.
Premettiamo che io tra una settimana rimango a casa da sola per qualche giorno e avrò una paura mostruosa dopo tutti questi film, stavolta parliamo di una pellicola non proprio brut ma solo bruttin. Perche fa paurina, ho fatto degli zompi sul divano che quasi mi attaccavo al lampadario come un gatto, però MEH tutto il resto, anche perchè dura quasi due ore. Due ore di clichè, bambini inquietanti, un protagonista cretino, una lentezza pallosissima…
Basta vi lascio alle mie ciance sul film, aspettatevi spoiler in ogni dove e qualche battuta un po’ scema.
Ellison Oswalt è uno scrittore diventato celebre dopo aver scritto un romanzo su un caso di cronaca nera in Kentucky un decennio prima e, alla ricerca di ispirazione, si trasferisce con la famiglia -a loro insaputa- nella casa in cui un anno prima è avvenuto un omicidio di cui lui vorrebbe scrivere.
Ebbravo pirla.
Già qui si spalanca un quesito di fondamentale importanza: ma perché i protagonisti dei film horror devono sempre avere nomi del cazzo? Ellison? Quale madre chiama suo figlio Ellison, con la “E” per di piu? Non solo è un nome da donna, ma è pure scritto come si pronuncia, a prova di imbecille.
Qui sta facendo “la Magnum” di Zoolander
Ma poi quanto sei capra se ti trasferisci nel luogo più lugubre del mondo dopo il castello di Dracula senza dirlo a nessuno perché pensi di poter indagare meglio di tutti? Vedi che ti meriti una morte lenta e dolorosa, da parte di tua moglie però? Un mattarello in fronte, ecco cosa ti devi beccare. Ripetutamente, finché non metti un po’ di sale in zucca.
Comunque sia in soffitta trova delle cassette in formato super8 e visto che farsi gli affari propri è passato di moda se le guarda, scoprendo che si tratta di cinque omicidi ripresi proprio dall’assassino, avvenuti nell’arco di una quarantina d’anni in luoghi diversi. Gli omicidi sono multipli e hanno in comune il fatto che il membro piu giovane della famiglia sia poi risultato scomparso. E qui io comincio a pensare che Ellison sia imparentato con quella demente del film “Reversal la fuga è solo l’inizio”, perché indovinate cosa NON fa? Esatto, NON dice niente alla pula. Nulla. Nada. Perchè secondo lui gli sbirri sono inutili e non fa che parlare della loro inettitudine nei suoi romanzi. Ha parlato l’oracolo. Il grande e supremo guru dei casi irrisolti, Ellison Oswalt. Ma vai a cagare
Insomma, ha tra le mani i video inediti di omicidi orridi e se li tiene per sé pensando di essere il nuovo detective Conan dei poveri e che potrà risolvere il caso vendendo poi la storia e facendosi un sacco di crana. Vedete, quando uno è mosso dai nobili fini…
Comunque sti filmini sono inquietantissimi e mi hanno fatto passare la voglia di fare e avere qualunque cosa.
No piscina in giardino, no macchina, no tagliaerba, no alberi a cui poter essere amorevolmente legata per il collo con un cappio… Voglio vivere la mia vita lontana da qualunque cosa possa anche solo rischiare lontanamente di farmi fare una brutta fine.
Il film va avanti con una certa snervante lentezza, cose inquietanti, lui coglie dettagli che lo avvicinano al caso, ci sono scene inquietantissime del figlio che in preda a terrori notturni terrorizza noi sbucando tutto accartocciato da scatoloni sparsi e da cespugli bui… (Minchia, se mio figlio facesse una roba del genere quella sarebbe l’ultima volta che mi vede; salgo in macchina e mi fermo solo quando arrivo a Honolulu da Mago Merlino. Faccio sparire le mie tracce, neanche quelli di Chi l’ha visto potrebbero trovarmi.)
Ellison comincia ad avere visioni ed esperienze sempre piu inquietanti, sia perché ha un figlio pazzo sia perché una strana presenza comincia a perseguitarlo. La stessa strana presenza che lui zoommando nei filmini intravede in ognuna delle cinque cassettine. Giustamente si da all’alcol -come se uno avesse bisogno di essere perseguitato da un demone per bere-, dorme malissimo e inizia a vedere bambini scorrazzare per la casa; come se non bastasse pure la figlioletta comincia a fare cose strane tipo parlare con ragazzine che non esistono, chiedersi perché gli immigrati abbiano tutti il cellulare e disegnare impiccagioni sui muri. Beh ci sono bambini che partecipano a gare di spelling, altri che giocano a basket e poi ci sono quelli che vengono contattati dagli spiriti per fare una strage, va un po’ a fortuna.
E poi ci sono questi che mi spaventano più di qualsiasi horror possibile.
Il nostro intrepido (ma non perché coraggioso, è intrepido solo perchè è troppo cretino per avere paura. E’ come un insetto, non sa quello che fa) ammette finalmente alla moglie che stanno vivendo nella casa dove sono morte delle persone e lei, piuttosto giustamente, sclera. Ma sclera anche poco rispetto a quello che avrei fatto io, che nell’ordine gli avrei dato un manrovescio di quelli potenti -così che magari qualche impulso elettrico arrivasse al suo microscopico cervellino- avrei preso la figlia sottobraccio, il figlio inquietante l’avrei chiuso da qualche parte e me la sarei squagliata chiamando un avvocato divorzista di quelli super cattivi. Roba da lasciarlo in mutande, quel cretino.
Vi lascio una gif della moglie incazzata
Alla fine viene tirato in ballo il professorone di turno che spiega al nostro Ellison (più scrivo il suo nome più lo trovo ridicolo) che a spingere qualcuno a compiere gli omicidi è stato uno spirito malvagio babilonese. Ora. Io non so perche, però non riesco proprio a prendere seriamente uno spirito babilonese. E’ un mio limite. I babilonesi li associo agli Assiri e alle lezioni di storia alle elementari, che ci devo fare. C’era bisogno di ripescarlo da lì? Poi lo spirito è uno strano essere a metà tra il protagonista de “Il Corvo” e uno dei Kiss, quando compariva sullo schermo mi aspettavo si mettesse a cantare a squarciagola “AND AAAAAAAI WANNA ROCK AND ROOOOLL ALL NIIIIIIIGHT! AND PARTY EVERYDAY!“
Infine il Demente Colombo ha un incontro ravvicinato col demone e in barba alla sua filosofia del “non credo al paranormale, sono un figo” se la fa sotto quindi da fuoco alle cassette e, come Flash nei suoi momenti migliori, prende moglie e figli e se la da a gambe in un’altra contea.
Che scaltro, che genio. Guardate un attimo in cielo, lo vedete? E’ proprio lì che brilla nel firmamento delle teste di cazzo. Oswalt parliamoci un attimo chiaro… Ma secondo te puoi davvero seminare uno spirito? Pensi davvero che cambiare abitazione salvi le tue chiappette?
Come volevasi dimostrare infatti scopre solo dopo essersi trasferito che abbandonando la casa ha dato inizio alla fine, perché tutto quello che le famiglie trucidate avevano in comune era aver vissuto per un po’ nella casa in cui era avvenuto l’omicidio precedente.
QUINDI BRAVO PIRLA, COMPLIMENTI, MENO MALE CHE TU DOVEVI ESSERE PIU SVEGLIO DEI PIEDIPIATTI, DEFICIENTE!!!
Scusate, ho avuto un impeto d’odio incontrollabile. Questo fa il figo per un’ora e mezza e poi gli sfugge il dettaglio fondamentale che lo fa finire sbriciolato.
Non fa in tempo a scoprire questo dettaglio insignificante che sbam sbaaam la figlioletta armata di ascia dopo aver visto tutti quei programmi di cucina su Sky decide di fare uno spezzatino di genitori con ragù di fratello, sotto indicazione del babilonese che poi se la porta nel suo mondo parallelo per magnarsela.
Tutto è bene quel che finisce bene, no?
Posso dire che l’unica per cui mi dispiace è la moglie? ‘Sta poveraccia ha la sola colpa di aver sposato un idiota.
Diciamo che se fosse stato un thriller e invece dello spirito ci fosse stato un serial killer, un maniaco o qualunque altra cosa terrena probabilmente mi sarebbe piaciuto molto di più; trovo sempre che la vena sovrannaturale rompa qualcosa alla fine degli horror.
Mi è piaciuto il finale però, tosto, cinico, finalmente vediamo i cretini fare una finaccia.
Bene, per oggi concludo qui. Spero che la nuova grafica del blog vi piaccia, io sentivo di dover cambiare qualcosina in questo spazio e “blue is the new black”.
Se avete visto questo film fatemi sapere cosa ne pensate, so che tanti lo hanno apprezzato molto io a fine visione avevo due balle così *allarga le braccia più che può*.
Hasta Luego!
Io ho un problema: sono una rompicoglioni di natura, il 99% delle volte rimango delusissima dai film, in particolare dagli horror, però non riesco a smettere di guardarne alla ricerca di uno che sia finalmente fico.
A sto giro mi sfogo spoilerandovi tutto lo spoilerabile di “IlMai Nato”, film horror (non sto esagerando, è così brutto da risultare horror) del 2009. Mi aveva ispirata il fatto che ci fosse Gary Oldman ma ho proprio fallito nella scelta. Gary? Gary sei in ascolto? Ma che fai?
Se nell’altro (Reversal:la fuga è solo l’inizio) la sciura era una copia di Jennifer Lawrence questa volta abbiamo una copia un po’ sbiadita e molto meno capace di recitare di Megan Fox (che diciamocelo, già lei non brilla nel firmamento degli attori più pazzeschi del mondo).
proprio così
Il film si apre con la nostra protagonista -Casey non Stoner– che scorrazza come un alpaca nelle praterie,spensierata e frizzante come solo una cretina di prima categoria può essere. Trova un guanto per terra, si gira e alle sue spalle c’è il bambino più inquietante del mondo, a metà tra uno zombie e un alcolizzato, dalle dimensioni di Brunetta, che tempo mezzo secondo si trasforma in un cane con la maschera di un bambino. Ora, io credo di aver già ammesso di essere una persona codarda, ma io me la sarei data a gambe così velocemente che l’intero globo terrestre avrebbe aumentato la sua velocità di rotazione grazie alla mia fuga. Un momento sono qui quello dopo sono in Cina. E lei invece, che ha i neuroni in mutua, cosa fa? Quello che fanno tutte le protagoniste dementi, ovvero si avvicina e lo segue nel boschetto. MA LO VEDI CHE TE LE CERCHI? LO VEDI CHE MERITI DI FINIRE STECCHITA?
Comunque questa scena di per sè è inutile e non succede niente quindi procediamo con Casey a casa dei vicini che fa da babysitter (ma se non sai badare a te stessa chi cazzo ti affida i figli?) e il piccolino di cinque anni a un certo punto comincia a sussurrare cose inquietanti tipo “prima gli italiani”, “Corona è in carcere per quattro foto”, “domani hai un esame” e poi “Jumby vuole nascere adesso“. La nostra cretina protagonista comicia ad avere allucinazioni orribili con insetti che sbucano qua e là, bagni che esplodono, Salvini Premier, e intanto i suoi occhi cominciano a cambiare colore, cosa completamente inutile che serve solo a farci sapere che è una cosa che succede ai gemelli (e non ai capricorno o agli ariete, sia chiaro) così lei scopre di aver avuto un fratello che non è mai nato perché, come un pokémon troppo confuso, si era colpito da solo e si era arrotolato il cordone ombelicale al collo, morendo. Secondo me più che altro aveva già capito della coglionaggine della sorella quindi ha detto “parbleau, una vita con questa? No grazie, addio“. Come dargli torto. Casey scopre quindi che “Jumby” era il nomignolo dato al marmocchietto mai nato (e qui capiamo che la deficienza è genetica e i genitori di lei sono portatori sani di stupidità. ma che razza di soprannome è? Ma che problemi avete? ...) e le cose cominciano ad andare sempre peggio. Succedono cose, lei parla con una vecchia sopravvissuta ad Aushwitz (e qui non vorrei fare la moralista eh, però a me ste cose tirate in ballo tanto per fare scena infastidiscono un pochetto) e scopre che *rullo di tamburi* la vecchiarda è sua nonna! La vecchietta aveva un gemello e i nazisti hanno fatto esperimenti su di loro, finendo con l’uccidere il piccolo gemellino che però è poi tornato in vita posseduto da uno spirito che vagava qua e là perché impossibilitato a entrare in Paradiso e lei l’ha ucciso di nuovo rimandandolo nel limbo ma ora evidentemente is back. Insomma gente avrete capito che è pieno di cose super pallose che ammazzano quel poco di tensione che le scene inquietanti di mostriciattoli striscianti avevano creato. Se voglio uno spiegone cerco Alberto Angela, che almeno è anche un bel fieu.
La cretina più cretina del west si reca dunque da un rabbino chiedendo un esorcismo come io chiedo del pane arabo al panettiere. Sembra quasi una barzelletta: una cretina, un rabbino e un demone entrano in una chiesa…
Per sto cazzo di esorcismo ci vogliono dieci persone che noi non abbiamo idea di dove raccattino, fatto sta che si radunano in una chiesa e all’improvviso sembra di essere ad un raduno di esorcisti anonimi. Tutti in cerchio intorno a lei “Ciao, sono Mark, non faccio un esorcismo da due mesi..” e via con gli applausi. Continuano a succedere cose, il demone si ribella, muore gente a caso, Vettel vince la gara di Formula Uno, sembra di essere in una puntata brutta di Supernatural e questa oca padovana non fa che scappare da una parte all’altra seminando cadaveri; alla fine il demone si impossessa del suo fidanzato e lei, che è una capra assoluta, finisce l’esorcismo col rabbino (che a quanto pare è immortale) e il povero Mark finisce stecchito. Poi lei è li che piagne, lui le chiede “ora finirò nel limbo anche io?” E LEI NON DICE NIENTE! MA MENTI!!!!! DIGLI DI NO, CHE ANDRA IN PARADISO DA BEATRICE INSIEME A DANTE, QUALUNQUE COSAAAAA! FALLO MORIRE IN PACE SAPENDO CHE AVRA UNETERNITA DI MERDA PER COLPA TUA!!!
Che infame. Infine abbiamo la risposta alla domanda “siamo soli nell’universo? perchè devo pagare ogni volta che prelevo col bancomat? Perchè sto demone ha cominciato a rompere le balle proprio ora?” e la risposta è… Vi lascio un attimo per pensarci, la cosa è così ovvia che volevo vomitare. Ci siete arrivati? Secondo me sì. La demente è incinta. Indovinate? Di due gemelli. BRAVA. B-R-A-V-A. Ma sparati, cretina. Solo la Ferragni può avere figli ormai. Sei bionda? Sei ricca? Stai con Fedez? Non credo, quindi vedi di darti una regolata.
Insomma, questo film non mi ha fatto paura, non mi è piaciuta la trama, non mi è piaciuta la recitazione (questa qui poverina ha una sola espressione possibile, che vitaccia. Non si sa mai se è triste, spaventata, se ha visto un demone o peggio se ha visto Barbara D’Urso senza tutti quei faretti puntati in faccia… BOH.)
Io vi avverto che questa serie sui film brutti e principalmente horror potrebbe andare avanti a lungo, almeno finché non finisco tutti gli horror di Netflix. Se volete darmi consigli su film del genere vagamente interessanti io sono qua (per dirne tre che in generale mi sono piaciuti: Hoculus, The Conjuring e The Ring)
Forse sono una persona che si accontenta di poco, forse sono una sognatrice… Ma io credo che ci siano poche cose al mondo in grado di farti sentire bene quanto mangiare una piadina all’una di notte accompagnata da una quantità spropositata (e pochissimo sana) di maionese e la puntata di una serie tv. Ditemi, mi sbaglio?
Stanotte la serie tv è qualcosa di semi-sconosciuto che io sto amando: The Marvelous Mrs Maisel, che potete trovare su Amazon Video se anche voi siete abbonati a Prime.
Non è del mio solito genere drammone-strambo-pesantozzo, è una serie leggerissima, che praticamente vola come se avesse bevuto una Redbull, ma è veramente un piccolo gioiellino.
I produttori sono i coniugi Sherman-Palladino (sentite anche voi una sigla familiare in lontananza? “Where you leeead, I will follooooow… Anywheeeere!”) ovvero gli stessi di Gilmore Girls, quindi dai, sapete gia cosa aspettarvi: risate, atmosfera allegra, battute spesso sceme e quel tocco di serietà che non guasta mai per tendere una comedy una serie bella.
La protagonista indiscussa è Miriam (Midge) Masel, una donna solare che sprizza gioia e vitalità da ogni poro, che prende le misure della vita e delle caviglie ogni sera perché non vuole cambiare di un millimetro dal giorno del suo matrimonio, madre di due marmocchietti e sposata con Joel, un uomo d’affari (come lui stesso ammette non sa neanche lui cosa fa, quindi non pretendete che ve lo possa dire io) e aspirante cabarettista. Peccato faccia ridere quanto un pugno di sabbia dritto negli occhi, o quanto Berlusconi al Parlamento Europeo.
La sua vita è quella di una tipica donna degli anni ’50: vive per il marito, per lui cucina, accudisce i figli e prepara manicaretti con cui corrompere i gestori del Gaslight -il buco locale dove chi vuole può avere il palco per mettersi alla prova- per fargli avere l’orario con più pubblico. Il suo mondo però si sgretola quando, dopo una serata andata particolarmente male al Gaslight, Joel decide di punto in bianco di mollarla per la sua segretaria. ‘Sto stronzo infame maledetto. Lui infatti una sera torna a casa, infila i suoi vestiti nella valigia di Midge e se ne va.
Da qui comincia il viaggio di Miriam, un viaggio esilarante, triste, divertente e a tratti profondissimo che la porterà fuori dal suo ruolo a cui il matrimonio l’ha relegata; un viaggio che ci farà ridere tantissimo, commuovere un bel po’ e tifare per lei come delle cheerleader impazzite. Lei cercherà di ritagliarsi un posto tutto suo nel mondo, scoprendo nel cabaret un talento e in Susie Mayers, colei che gestiste il Gaslight, una manager ma soprattutto un’amica. Scoprirà poi che gli uomini sono sessisti anche in quel campo, che “una donna bella non può essere divertente“, che le femmine non possono parlare di sesso altrimenti sono considerate sgualdrine e che affermarsi è difficile e spesso le donne devono nascondersi dietro personaggi completamente diversi e lontani da loro per potersi affermare. Lei stessa, puntata dopo puntata, userà pseudonimi diversi ogni volta che dovrà salire sul palco. Solo alla fine della stagione e del suo viaggio si presenterà al pubblico come Miriam Maisel indossando un vestito bellissimo e un sorriso radioso.
Miriam non è l’unico personaggio speciale di questa serie, però. Io ho adorato suo padre, professore di matematica molto più sveglio di quello che vuole farcredere per preservare la sua amata tranquillità. E’ interpretato da Tony Shalhoub… Il detective Monk! Vi prego ditemi che anche voi guardavate quella serie, faceva spaccare dal ridere.
Lui e sua moglie vivono la separazione di Joel e Midge quasi peggio di loro. La signora infatti è preoccupatissima per la figlia, ora sola al mondo con due bambini, che dovrà addirittura trovarsi un lavoro. Joel è il personaggio più MEH della serie. Uno stronzo inizialmente, man mano farà sempre più pena/tenerezza perché si renderà conto da solo di aver fatto ‘na strunzata e che Midge era la cosa migliore che gli fosse mai capitata. Era addirittura troppo, come lui stesso ammette, tanto da farlo sentire in soggezione. Infatti la sua segretaria era così stupida da non saper temperare una matita con il temperino elettrico.
Menzione d’onore a due elementi di questa serie tv: la colonna sonora BELLISSIMA e i costumi STUPENDI. Desidero ogni singolo vestito indossato da Midge. Ah, se solo avessi il suo vitino da vespa… Nel caso non si fosse ancora capito consiglio e straconsiglio questa serie, soprattutto se siete in un periodo un po’ giu di morale. Guardare una donna che affronta un momento devastante e riesce a farlo con dignità, ironia e tanta, tanta forza fa sempre un bell’effetto.
E sì, gente, noi donne possiamo parlare di sesso e sesso orale quanto voi siete liberi di parlare di calcio e di politica. Almeno noi sappiamo quello di cui stiamo parlando.
Ora datemi la seconda stagione e nessuno si farà male.
Caro Gin Tonic, per gli amici Jin, ti scrivo questa lettera con la tristezza nel cuore. Voglio cominciare dicendo che con te ho vissuto dei momenti bellissimi: mi hai fatta ridere anche quando non c’era niente da ridere (letteralmente, una mia amica aveva litigato col fidanzato e io non riuscivo a rimanere seria), mi hai fatta piangere quando avevo bisogno di sfogarmi, mi hai tenuta compagnia nelle mie serate solitarie.
Sei stato un amico fidato, sapevo che su di te potevo sempre contare (1,2,3,4…) Non rinnego nulla… va beh dai, forse quella serata al parco in cui dopo essermi seduta sul prato ci ho messo mezz’ora a rialzarmi perché ero completamente andata un po’ la rinnegherei, però tutte le altre figuracce che ho fatto con te e per te le rifarei tutte. Ti ricordi quando, completamente ubriaca di te, mi sono messa a discutere della situazione Palestinese con tre sconosciuti al bancone infervorandomi come una pazza, finendo col farmi offrire altri due giri? Ah, quante conoscenze ho fatto grazie a te.
Mi sei stato offerto un’infinità di volte quest’anno in svariate occasioni, da persone terrificanti e da persone quasi decenti (mai una volta da persone normali o addirittura fighe, dovresti impegnarti di più da quel punto di vista). Però adesso sento che abbiamo bisogno di stare separati, almeno per un po’. Non è colpa tua, sono io il problema. Ho bisogno di un cambiamento, di qualcosa di diverso. Non posso uscire e bere sempre te. Poi se voglio fare un giro di shottini o magari voglio una birra tu cosa fai? Il geloso. Mi tieni il muso. “Dove sei stata? Cos’hai bevuto?” Non posso vivere così, Jin. Ho ventitrè anni, devo essere libera di ubriacarmi anche con qualcos’altro senza che tu stia lì a giudicarmi. Siamo cambiati, ci stiamo evolvendo. Magari un giorno ci rivedremo e uscire insieme sarà di nuovo bello come all’inizio, chissà, forse addirittura meglio. Per ora però devo fare quello che ritengo più giusto. Sono sicura che troverai una persona che saprà apprezzarti come meriti per quello che sei, purtroppo in questo momento quella persona non sono io. Ti auguro il meglio, grazie di tutto. A presto.
Ogni tanto devo abbassare il livello di questo blog, capitemi. E voi con cosa vi ubriacate? Cosa bevete di solito? Ora che sono single anche dal punto di vista alcolico la caccia al nuovo cocktail è aperta, sbizzarritevi con i consigli!
Ho trovato finalmente una risposta alla classica domanda “ma se tu potessi avere un superpotere quale sceglieresti?”
Andiamo un attimo per esclusione.
Sono troppo codarda per voler leggere nel pensiero della gente, sarebbe un incubo più che un potere. Scoprire a quante persone io stia sul cactus 🌵 mi ucciderebbe, o finirebbe col farmi uccidere qualcuno. Poi già faccio fatica a pensare io da sola, figuriamoci se ho un’altra voce nella testa. Mica sono Edward Cullen. Sbrilluccico al sole? Dissanguo animali nel tempo libero? Non credo.
Invisibilitá? Naaaahhh, passo gia abbastanza inosservata; sono un camaleonte: sto sullo sfondo, nessuno mi caga, però sono li attaccata al mio rametto con le mie zampette viscide e gli occhi spiritati. Vi scruto tutti quanti, fate attenzione.
Controllare gli elementi sarebbe fico ma dopo un po’ lo userei solo per far bollire piú in fretta l’acqua per la pasta e riportare in vita le piante che mia madre, piangendo, mi affida quando va in vacanza sapendo che non le rivedrà mai piu. Poi oddio, far prendere fuoco ai capelli di quella stronza pezzo di sterco a lavoro non sarebbe male… tutto sommato è meglio che io non abbia quel potere. Altro che Carrie di Stephen King, se no.
insomma la mia scelta ricade su un altro campo: voglio poter controllare i sentimenti.
Pensate che figata smettere cosi, da un momento all’altro, di avere una cotta stratosferica per uno che mi ha rifiutata mesi fa. Senza sofferenza nè nulla, uno schiocco di dita e addio, bye bye, è stato bello conoscerti ma puoi evaporare come neve al sole. Addios. Prendi in tuoi occhi azzurri e la tua personalità fantastica e vattene in un posto non meglio specificato ma molto lontano da me.
Oppure decidere di innamorarmi di questo bravissimo e carinissimo ragazzo che non merita di star male per me che non posso far altro che dirgli che merita molto piu di quel poco che io potrei anche dargli, se solo non fossi una testa di cazzo e avessi l’homobastardus di cui sopra ancora per la testa.
Che vita ingiusta per noi poveri babbani.
E voi che abilità vorreste avere, potendo scegliere? Ridurre in scarafaggi i propri ex? Mangiare senza prendere un grammo?
Oggi in palestra ho fatto dieci minuti di ellittica e ho conosciuto un nuovo livello di esuastezza.
Rullino i tamburi, squillino le trombe, facciano quello che vogliono tutti gli altri strumenti… Lunedì ho cominciato la settimana di prova in un callcenter e se dovesse andare decentemente comincerei a lavurà praticamente subito. *sospira* Nella mia testa lavorare al McDonald e lavorare in un call center si equivalgono, quindi non sto facendo i salti di gioia all’indietro. Però ho un bisogno dannato di quattrini e di fare qualcosa della mia vita che sta scivolando verso l’oblio, dunque vedremo come va. Non sono sicura di essere la persona giusta per rompere le balle alla gente per telefono visto se c’è da chiamare mia nonna per chiedere qualcosa lo faccio fare ai miei, però ci si prova. Per una miseria al mese.
Magari è la volta che sviluppo quella che si usa chiamare “faccia come il deretano”, chissà. Poi non si salva più nessuno eh, urgerà correre ai ripari.
Però dai, vi prego, d’ora in poi abbiate pazienza con i call center. Io ho sempre sgridato tutti i miei amici e parenti che mettevano direttamente giù quando partiva il “Buongiornosonoannaeoggicèunoffertaimperdibilissimissima”, o magari addirittura facevano partire un “vaffa”. Insomma, è pur sempre gente che lavora. Fa un lavoro fastidiosetto, questo è indubbio, ma è pur sempre un lavoro che per di più loro fanno per il minimo salariale, quindi KEEP CALM. Soprattutto se dall’altro capo del telefono ci sono io, se no piango e mi licenziano dopo un nanosecondo.
Ciò detto, addio. Vado a finire “Dark” su Netflix. Spoiler: non mi sta piacendo (“e quannnn mai” direte voi. E c’avete ragione regà, non mi piace un beneamato organo sessuale maschile, che devo farci.)
Uh Diu che emozione, per la prima volta sono stata nominata al Liebster Award, un riconoscimento che altri blogger conferiscono ad altri blogger con un numero di followers inferiore a 200, da ben due persone! La prima è Mariquittyche ha un blog piacevolissimissimo (insomma, andate e iscrivetevi tutti), la seconda è Baylee, il cui blog è super carino e molto più serio&professionale del mio!
Per poter partecipare è necessario seguire queste poche regole:
Pubblicare il logo del Liebster Award sul proprio blog;
Ringraziare il blog che ti ha nominato e seguirlo;
Rispondere alle sue 11 domande;
Nominare a tua volta altri 11 blogger con meno di 200 followers;
Formulare altre 11 domande per i blogger nominati;
Informare i blogger della nomination;
Titolo del libro che useresti per descriverti: “L’idiota“, del vecchio FedorDoestocoso. Ma anche “Sola Come un Gambo di Sedano” mi descrive bene.
Il libro più brutto di sempre: Lo dico? Non lo dico? Mi picchiate? I pilastri della terra. *me la squaglio*
La ricetta (dolce o salata) che ti riesce meglio; Mah, con i dolci in generale me la cavicchio… escono fuori cose sghimbesce e stortignoccole eh, ma dal sapore buono. Cosa mi riesce meglio? Forse i muffin.
Citazione preferita: Sono una persona orribile, al momento non mi viene in mente nessuna citazione. Sarà che la citazione preferita devo ancora leggerla?
L’estate si avvicina: quale libro non mancherà sotto l’ombrellone? “The catcher in the rye”, ovvero “Il Giovane Holden”. Ho deciso che quest’estate me lo rileggerò, magari in inglese giusto per rendermi conto di aver passato mille anni a studiarlo e sono ancora al livello “the cat is on the table”.
Il viaggio che ti è rimasto nel cuore; Scozia. Scozia forever.
Nebbia incredibile, pioggia a manetta, fango in ogni poro, una lingua che non si capisce una mazza… L’ho amata.
Di quale libro vorresti che fosse fatto il film? Non essendo fan dei film tratti dai libri se proprio devo fare un titolo dico qualcosa di Neil Gaiman, con Stardust hanno fatto un lavoro apprezzabile in fondo.
Quale scrittore/scrittrice vorresti intervistare? Mah, al momento direi uno qualunque degli autori di young adult palesemente offensivi verso il genere umano, i cui personaggi sono sessisti/razzisti/violenti e chi più ne ha più ne metta. Seriamente parlando… Adorerei intervistare Shakespeare, credo farei un miliardo di domande su Henry V. Se invece si parla di persone tutt’ora viventi… R.R. Martin. Anche solo per dirgli “when you write the game of thrones, you write or you die”. Quindi muoviti, uomo malvagio.
Mare o montagna? MONTAGNA FOR PRESIDENT. Se mi vergogno ad andare in palestra secondo voi come mi sento in costume in mezzo alla gente? Ecco. In più odio il caldo, mi innervosisce proprio. Divento isterica. Il massimo che posso fare è stare letteralmente tutto il tempo all’ombra a leggere e ascoltare la musica lanciando occhiate astiose allo scellerato che mi ha convinta ad andare in spiaggia.
Canzone preferita di sempre? Non credo esista, mi fisso con una canzone e la ascolto senza sosta ventiquattr’ore su ventiquattro ma dopo un paio di settimane ne ho le balle così piene che la bandisco dalla mia vita per un po’. Come quando vi mangiate un barattolo di nutella in un giorno e poi alla sola vista vi vien la nausea… Come? Non avete mai mangiato un barattolo di nutella in un giorno?! Addio.
La foto per te più significativa pubblicata su instagram Devo dire che sto cominciando adesso a prenderci la mano con Instagram, smanettare con le impostazioni del cellulare e poi modificare le foto mi piace veramente tanto… Ma di foto significative per ora non ne ho messe. Cioè, per me vogliono tutte dire ed esprimere qualcosa di me e di mio, ma per ora nessuna è “la foto”. Se volete seguirmi su instagram cercatemi pure come la_saramandra e vedrete tante foto della mia musona Wendy e qualche altra foto più o meno seria.
Le domande di Bailee
Qual è la cosa che ami di più del tuo blog? Ma i miei lettori, ovviameeente! *sparge ruffianaggine a destra e a manca* No beh, seriamente. Quando l’ho aperto pensavo che nessuno l’avrebbe mai letto nè tantomeno commentato, è sempre un’emozione vedere il pallino arancione delle notifiche.
Hai un mezzo di trasporto (auto, moto…) preferito da un libro/film/serie tv? IL TARDIIIIIIIS!autore dell’immagine
Giusto per farvi capire, io non dico più “non è mai troppo tardi” ma “non è mai troppo TARDIS”. O “meglio TARDIS che mai”. Sono scema, che ci devo fare.
Ascolti musica mentre leggi? Spesso sì, se non devo essere super iper mega concentratissima (tipo se leggo in inglese. Se leggo in lingua e intanto ascolto la musica il mio cervello va in mind blown ed esplode.)
Ti appunti informazioni (citazioni, osservazioni…) mentre leggi? Nope. Ho provato a tenere un quaderno delle citazioni, che sembrava una cosa hipster e artistica, ma dopo due frasi copiate mi sono rotta il mazzo.
È primavera: fiore preferito? Fiori di zucca, possibilmente fritti.
Che colore assoceresti alla lettura? Di primo acchito avrei detto blu, perché è il colore della calma ed è il mio colore preferito… Se ci penso però la calma è l’ultima cosa che provo mentre leggo (o almeno mentre leggo un libro bello!) quindi… ARCOBALENO!
Banalità mode: on.
Hai fatto qualcosa di scemo che ti va di raccontare durante l’adolescenza? Dipende, quanto tempo avete? Mah, di cose sceme ne ho fatte tante. Ne faccio tutt’ora, non oso immaginare quante ne farò… In adolescenza credo che la cosa più stupida e umilante sia stata diventare una groupie a tutti gli effetti di una band locale per il semplice fatto che il chitarrista piaceva alla mia migliore amica. Detto così può sembrare quasi interessante, ma io e lei eravamo due sfigatine e loro pure, e ci prendevano pure in giro ‘sti stronzi.
Preferisci i personaggi realisti o quelli sognatori? Realisti come me. I sognatori mi piacevano quando ero una giovinetta adolescente, ora voglio realisti cinici e incattiviti, che non mi diano false speranze.
Ti sei mai sentit* tradit* da un* autore/autrice o da un personaggio? MAMMA MIA SI’. Che bella questa domanda. Gli schiaffi che andrebbero dati agli autori, a mano aperta e con un guanto orticante. J.K Rowling mi ha tradita non facendo morire quell’ameba ambulante di Harry Potter, prima di tutto. Era chiaro che doveva morì. Poi che cazzo, J.K… CON GINNY? CON GINNY LO FAI FINIRE?! Okay che tra esseri inutili si intendono ma è comunque inaccettabile.
C’è un argomento che vorresti vedere maggiormente trattato nei romanzi? Forse la depressione e in generale i disturbi psichiatrici come il bipolarismo. Mi piacerebbe trovare personaggi affetti da questi disturbi, e ovviamente l’argomento deve essere trattato con competenza.
Hai un’app preferita o davvero tanto utile? Mah, al momento l’app che uso di più è Tinder ahahah. ( <– da questa parte potete ammirare un esempio di risata finta.)
E le domande che io pongo (e Peggy) sperando di non essere troppo banale sono:
Per la serie “non giudicare un libro dalla copertina”… Qual è il libro che avete comprato perchè aveva una copertina super figa ma siete rimasti iper delusi? (Perché succede a tutti, lettori belli e lettori brutti, quindi cacciate il titolo)
Il libro e il film più brutti che vi siano mai capitati!
Quale libro hai in lettura? (okay, questa è di una banalità imbarazzante, ma ho bisogno di qualche spunto per le nuove letture >.>)
Puoi portare in vita un personaggio letterario: chi, perché, dove e cosa fareste? (potete sbizzarrirvi, il disclaimer “vietato ai minori” esiste per questo. Mr Darcy, sto parlando con te. E anche tu, Enjolras. La camera da letto è di là.)
E se tu potessi entrare in uno dei mondi letterari dove andresti? (Narnia, Hogwarts, La Contea…)
E già che siamo in tema, elenca la top 3 (o anche più, a vostra discrezione) dei personaggi più affascinanti o per i quali avete sviluppato una super cotta
Il vostro suono o rumore preferito.
Foto: a colori o in bianco e nero?
L’acquisto più folle mai fatto
C’è qualcosa che vorresti imparare a fare nel prossimo futuro?
No va beh regà mi sono accorta adesso di essere una totale incapace, sto spulciando i miei blog preferiti ma non so quanti seguaci abbiano! Visto che questo premio va dato a chi ne ha meno di 200 mi sento persa, quindi citerò totalmente a caso quelli che leggo più spesso. Insomma, se ne hanno più di 200… Amen. Giusto? Plis? In più spero che arrivi la notifica ai proprietari dei blog ora che metterò il link ai vari blog… Sono imbranata, in ogni caso chiunque abbia voglia di rispondere a qualunque di queste domande si senta invitato calorosamente a farlo. Come l’amica che ti trascina a ballare anche se tu vuoi stare appoggiata alla colonna della discoteca tutta la sera. Ah, cito un po’ quelli che sono i miei preferiti in generale, non tutti tutti trattano di libri…voi date un’occhiata, che ne vale la pena 😉 Librivolant BloodyIvy Visioni dal basso Wwayne Milioni di particelle The imbranation girl Cronache di una vita annunciata Canti delle balene Erigibbi La stanza 101 Vondernebel
Ahh le belle giornate. E le belle serate. Il sole, il cibo, gli alcolici, i giochi da tavolo, le amicizie finite perché hai comprato Parco della Vittoria, il reggere la testa della tua migliore amica che ha bevuto decisamente troppo…
A parte questo credo ci sia un qualche movimento astrale in atto perché non so spiegare il miracolo per il quale io ho passato due esami su due. Pa-pam! Non tedesco, quello non lo passerò mai, ma almeno mi sono levata altri due esami dal groppone.
Visto che ho comunque passato un’altra giornata in biblioteca perché voglio lanciarmi in un’impresa titanica a giugno e dare dieci miliardi di esami ne ho approfittato per prendere due libri:
“Pastorale Americana” -Philip Roth- : “Seymour Levov è un ricco americano di successo: al liceo lo chiamano “lo Svedese”. Ciò che pare attenderlo negli anni Cinquanta è una vita di successi professionali e gioie familiari. Finché le contraddizioni del conflitto in Vietnam non coinvolgono anche lui e l’adorata figlia
Merry, decisa a portare la guerra in casa, letteralmente. Un libro sull’amore e sull’odio per l’America, sul desiderio di appartenere a un sogno di pace, prosperità e ordine, sul rifiuto dell’ipocrisia e della falsità celate in quello stesso sogno.” Non l’ho ancora letto ma ne ho sentito parlare, anche perché ne hanno fatto un film di recente. Un padre che cerca di tenere uniti i cocci di una famiglia in frantumi quando la figlia compie un attentato terroristico per poi fuggire. La storia mi piace tantissimo, è il mio primo approccio a Roth… Vediamo se saprà conquistarmi. Voi l’avete già letto o avete letto qualcos’altro di suo?
“Cose Fragili” -Neil Gaiman-: “Un circo misterioso terrorizza il pubblico con una performance straordinaria prima di svanire nella notte, portando con sé uno spettatore… Due anni dopo American Gods, Shadow va a visitare una vecchia villa scozzese e si trova intrappolato in un gioco pericoloso di mostri e omicidi… In un’Inghilterra vittoriana appena un po’ alterata, Sherlock Holmes si trova alle prese con il più inquietante delitto della corona mai registrato dalla storia… Due ragazzini si intrufolano in una festa e incontrano le ragazze dei loro sogni e dei loro incubi… I membri di un esclusivo club epicureo si lamentano perché hanno ingerito qualsiasi cosa gli fosse possibile ingerire, tranne il leggendario, rarissimo ed eccezionalmente pericoloso uccello d’Egitto… Un incalzante succedersi di invenzioni – compresa un’avventura ambientata nel mondo di Matrix – affolla questa raccolta che contiene esattamente il tipo di storie che ci si aspetta da Neil Gaiman: brillanti, originali, fantasiose, capaci di fare un salto dall’horror al gotico, di mettere un piede tra i fantasmi e le paure dell’infanzia.” Sarò sincera, l’ho preso quasi a occhi chiusi questo. Neil Gaiman è un autore che semplicemente adoro. E’ bravissimo nello scrivere romanzi per ragazzi e ancora di più a scrivere sceneggiature. I suoi romanzi in generale hanno un’ironia e una profondità… E soprattutto Sandman, il fumetto scritto da lui che è qualcosa di meraviglioso. Non sono molto ferrata in materia fumetti, ma davvero… Leggetelo. Non ve ne pentirete. Tornando a “Cose Fragili” mi sono bastate due cose per prenderlo: l’autore -un nome una garanzia- e il titolo. Perché mi sento una cosa fragile anche io al momento.
Io torno ad aspettare con impazienza il pacchetto di Mulac, perché non ho resistito e mi sono comprata un po’ di rossetti: Hocus Pocus (viola metallizzato), Satisfaction (che credo sia un amaranto-ciliegia) e Vintage (rosa-marroncino metallizzato). Sono in fibrillazione, se non mi arriva domani credo mi impegnerò a intercettare il pacchetto ovunque esso sia e accaparrarmelo.
Fatemi sapere voi che letture state facendo, come sta andando la vostra vituzza, aggiornatemi come una pagina di google.
Avete presente quando sentite di aver toccato il fondo e poi scoprite che il fondo ha una cantina? Ecco, io ho scoperto che sotto la cantina c’è un pozzo. E probabilmente c’è pure Samara, giusto per non farmi mancare nulla. Sento che mi sto trasformando, sto diventando Grillo. Ho il VAFFA facile, sempre sulla punta della lingua. Vaffamando chiunque mi capiti a tiro perché la mia gestione della rabbia non sta proprio procedendo tanto tanto bene e mi sfogo così. Così e mangiando pane e marmellata, quindi sono grassa e arrabbiata, un’accoppiata da paura. All’interno del post ci saranno piccoli messaggi subliminali non indirizzati a voi ma che trasmetteranno a voi lettori il mio mood incazzato.
vaffanculoooo
Mi sono anche accorta di non avere più l’età per avere la febbre. Un tempo reggevo bene, tenevo botta. Avevo quaranta di febbre e scorrazzavo per la casa come un fringuello, contenta di non dover andare a scuola e sperando che mi durasse tutto l’anno così sayonara matematica! Bye bye educazione fisica! L’altro ieri invece avevo 38.5 e sembrava stessi morendo, sembrava quasi che fossi un uomo, il che dice tutto. Male ovunque, sonno a ogni ora del giorno e della notte, la testa con dentro un rave party pesante… Mamma mia. Volevo chiamare un prete per l’estrema unzione, poi mi han fatto notare che forse ero un tantino melodrammatica e mi sono limitata a spiaccicarmi sul cuscino a faccia in giù per il resto della giornata.
Vai a fare in chiuuuuul
In questi giorni di malanno ho cominciato “Delitto e Castigo“. Così, una botta di vita. Sono all’inizio inizissimo quindi non posso dire molto, ma lo stile del vecchio Fëdor mi piace assai: sembra di essere nella testa del protagonista o forse addirittura sembra di essere il protagonista; per ora mi piace molto. Mi trasmette tanta disperazione e tanta umanità, sembra impossibile sia stato scritto addirittura prima del Novecento.
vaaaaaaaaffancuuuuuuloooooo
Stanotte in America ci sarà la notte degli Oscar, ma mentre l’anno scorso ho fatto nottata per tifare senza alcun pudore per Leonardo, quest’anno passo. Mi vergogno molto di me stessa ma credo di aver visto solo due o tre film di tutti quelli candidati e vi assicuro che non è mai successo negli ultimi anni; di solito mi impegno a recuperare tutti quelli che corrono per la statuetta -soprattutto i film stranieri, spelacchiati, soprattutto i film stranieri meritano!- ma a sto giro non ce l’ho fatta. Ho miseramente fallito. Anzi, non c’ho proprio provato… L’anno prossimo mi rifarò, lo ggggiuro. Voi seguirete la serata? Avete qualche film tra i candidati da suggerirmi calorosamente? So che tutti sono impazziti per La La Land... Io non l’ho visto quindi sto per dire cose totalmente random secondo il mio frizzantissimo intuito, ma.. secondo me vincerà pochino. Non so, così a naso mi viene difficile pensare che gli Academy faranno vincere un musical. Ora che l’ho detto probabilmente sbancherà e io andrò in un angolo a piagnucolare.
vaffanculoooo
Penso che uno dei prossimi post potrebbe essere su Tinder, a qualcuno possono interessare le mie (dis)avventure su una chat di incontri? Potrei avere un po’ di aneddoti divertenti da condividere, che ne dite? Ora andrò a farmi una tisana al finocchio (vorrei fare facili battute ma sono una donna adulta, seria e composta quindi eviterò) e cercherò di non mandare messaggi stracolmi di insulti a una certa persona, perché that’s not my style. (Ma ehi, se stai leggendo questo post… Le foto con lei puoi infilartele direttamente su per il deretano, grazie. E vaffanculo.)
Fatemi sapere come sta andando la vostra domenica sera, le ultime visioni e le ultime letture che avete fatto! C’è qualcuno che sperate vinca tutto quanto agli Oscar? Avete letto qualcosa di Dostoevskij? (Non potete capire l’impegno che c’ho messo per scrivere correttamente il suo cognome, datemi un premio… Accetto volentieri DiCaprio come premio eh). Fatemi sapere di tutto e di più che qua si ha voglia di ciciarare un po’! A presto!