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Aggiornamenti da una centralina presto disperata

Okay, primi giorni al call center andati.
Credo che questa esperienza possa finire solo in due modi: o uccido qualcuno o me ne vado a vivere sui monti, sperduta come il vecchio dell’Alpe prima che Heidi andasse a rompergli le balle.

Ma la gente, genericamente, che problemi ha? Perché se ti chiamo per delle offerte tu mi parti con la storia della tua vita, di quella dei tuoi figli e di quella dei tuoi antenati come Mulan nel suo templio? Risultati immagini per rude people gif
E perché la mia capa deve passare tutte le sei ore a urlare da una parte all’altra della stanza per qualunque cosa e, soprattutto, perché cazzo mi viene a parlare DEL NULLA mentre sto facendo una registrazione con un cliente? Già sono tarda di mio, gestire due conversazioni importanti contemporaneamente potrebbe essermi fatale.

Risultati immagini per callcenter gifInfine, cosa costa in generale essere anche solo vagamente civili al telefono? Se avessi un centesimo per tutti quelli che scazzati come non so che roba mi han detto “signorina, ma io sto lavorando!” E IO COSA STO FACENDO SECONDO LEI? Non è che la mia vita è così triste che io nel tempo libero mi metto a chiamare sconosciuti a caso proponendo offerte random, okay? In più mi pagano la metà di quanto pagano qualunque altro lavoro, quindi se c’è qualcuno che può scazzarsi sono iooooooooooo

(Okay lo so che i call center sono fastidiosi, non sono ipocrita, però cazzo certe persone sono da andare a prendere a legnate per quanto sono odiose)

Poi io sono costantemente affamata a lavoro perchè ho solo una pausa di un quarto d’ora e mi limito a ingollare un panino per evitare di diventare una botte, quindi immaginatevi il mio umore. 

Ciò detto… le mie sedute con la psicologa continuano, stiamo giungendo a qualche conclusione piuttosto sconfortante ma non è ancora detto nulla di certo, quindi per oranon dico nulla qui sul blog. Magari più avanti quando avrò mi sarò documentata di più. 

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Comunque ho appena lasciato cinquanta euro a Mulac perchè oggi è uscita la nuova collezione, “FreakShow” e io i rossetti non posso proprio non prenderli. Gna faccio, è più forte di me. Alcol e rossetti, le gioie della mia vita.

Poi vogliamo prenderci un secondo esalare tutti un sospiro sognante guardando Cindy? No perché lei ha un anno più di me ma mi sento lontana anni luce dalla sua maturità come donna, come imprenditrice e come essere umano. Diciamo che mi sento un molluso, in confronto.

Penso che per stasera possa bastare, non ho altro di cui lagnarmi. Non è vero, potrei andare avanti per ore, lagnarmi è la cosa che mi riesce meglio, però meglio centellinare le lamentele. Ve le scrivo un po’ alla volta, tipo tortura della goccia d’acqua.

Buonanotte spelacchiati!

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Salv(ini)atemi, ve ne prego

Toglietemi gli occhi. Sparaflashatemi in modo che io mi dimentichi cos’ho visto.

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Mamma. Mia.

Ora, per me Salvini è un essere riprovevole, che disprezzo sotto tantissimi punti di vista e sono piuttosto di parte quando si tratta di lui.
Questa premessa è doverosa.
PERO’ CAZZO, “VINCISALVINI” E’ LA COSA PIU’ SQUALLIDA, TRISTE, SCONVOLGENTE E FASTIDIOSA CHE IO ABBIA MAI VISTO, batte anche Baglioni a Sanremo, batte la mia infame prof di matematica del liceo che entrava in classe urlando “buongiornissimo!”, batte persino il gatto della mia migliore amica che di notte si mette a miagolare all’impazzata senza motivo alcuno.

Se non sapete di cosa io stia parlando, fatevi un favore e non guardate questo: https://www.youtube.com/watch?v=FMXfO_pW1hM

Prima di tutto perchè minchia non ha imparato a memoria quelle quattro frasi? Ma devi leggere parola per parola guardando il foglio come un deficiente? Ma per favore.

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Risultati immagini per kill me please gifMa poi parla di “c’è chi ha banche, telegiornali ecc, noi abbiamo la rete finchè ce la lasciano” MA TI SEI ALLEATO CON BERLUSCONI, PORCA MERDA! BERLU! COLUI CHE POSSIEDE QUALUNQUE COSAAAAAA

Okay scusate, mi calmo. 

Ma poi la tristezza del mettere in vendita un incontro con lui e un video (secondo me di tre secondi netti) da pubblicare ovunque… BOH. Ma almeno metti in palio una cena offerta da te, tirchio. 

E infine… io mi rendo conto che si tratta di persone che hanno tutt’al più la licenza elementare, ma chi cazzo lo vuole vincere Salvini? Io indirei un altro concorso, chiamato “portasalvinilontanodame” e chi riesce a portarlo più lontano e abbandonarlo lì vince la gratitudine del mondo.

Queste elezioni saranno la mia morte, lo so. La triplice alleanza vincerà e sarà la fine. 

 

 

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Call me!

Oggi in palestra ho fatto dieci minuti di ellittica e ho conosciuto un nuovo livello di esuastezza. 

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Rullino i tamburi, squillino le trombe, facciano quello che vogliono tutti gli altri strumenti… Lunedì ho cominciato la settimana di prova in un callcenter e se dovesse andare decentemente comincerei a lavurà praticamente subito.
*sospira*
Nella mia testa lavorare al McDonaldRisultati immagini per call center meme e lavorare in un call center si equivalgono, quindi non sto facendo i salti di gioia all’indietro. Però ho un bisogno dannato di quattrini e di fare qualcosa della mia vita che sta scivolando verso l’oblio, dunque vedremo come va.
Non sono sicura di essere la persona giusta per rompere le balle alla gente per telefono visto se c’è da chiamare mia nonna per chiedere qualcosa lo faccio fare ai miei, però ci si prova. Per una miseria al mese.

Magari è la volta che sviluppo quella che si usa chiamare “faccia come il deretano”, chissà. Poi non si salva più nessuno eh, urgerà correre ai ripari. 

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Però dai, vi prego, d’ora in poi abbiate pazienza con i call center. Io ho sempre sgridato tutti i miei amici e parenti che mettevano direttamente giù quando partiva il “Buongiornosonoannaeoggicèunoffertaimperdibilissimissima”, o magari addirittura facevano partire un “vaffa”. Insomma, è pur sempre gente che lavora. Fa un lavoro fastidiosetto, questo è indubbio, ma è pur sempre un lavoro che per di più loro fanno per il minimo salariale, quindi KEEP CALM. Soprattutto se dall’altro capo del telefono ci sono io, se no piango e mi licenziano dopo un nanosecondo.

Ciò detto, addio. Vado a finire “Dark” su Netflix. Spoiler: non mi sta piacendo (“e quannnn mai” direte voi. E c’avete ragione regà, non mi piace un beneamato organo sessuale maschile, che devo farci.) 

 

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*Sospira in maniera plateale*

Sanremo.
Zan zaaaan.
Berlu che torna in scena e con un colpo di reni dà vita alla unholy trinity (che per chi ha visto Glee vuol dire qualcosa).
Zan zaaaan zaaaaaaaannnnn
Io che comincio ad andare da una psicologa da me rinominata ufficialmente Psycho.
Questo e molto altro
ZAAAAAAANNNNN!

Così magari riesco a portare di nuovo qualcosa di vagamente simpy su questo blog, ma anche qualcosa di lontanamente utile per qualcun altro.

Intanto facciamo un breve recap delle cose viste/lette ultimamente, che si sa mai che a qualcuno di molto annoiato possa interessare:

Filmazzi visti recentemente:

Dunkirk ovvero quando la noia corre sul filo:
Maggio, 1940. Sulla spiaggia di Dunkirk 400.000 soldati inglesi si ritrovano accerchiati dall’esercito tedesco. Colpiti da terra, da cielo e da mare, i britannici organizzano una rocambolesca operazione di ripiegamento. Il piano di evacuazione coinvolge anche le imbarcazioni civili, requisite per rimpatriare il contingente e continuare la guerra contro il Terzo Reich.

Mamma mia CHE PALLE. Io adoro Nolan, ho rotto le balls a tutti con questo film, ero carica come una molla, esaltata come un levriero prima della gara di velocità. Quindi la caduta per me è stata dolorosissima. Non l’ho proprio capito quel film. PERDONAMI CHRISTOPHER TI LOVVO LO STESSO, LO GIURO.
Ps: Harry Styles è proprio bellino e non è neanche un cane a recitare ❤

IT, ovvero il palloncino rosso più famoso del mondo:
 “ Il palloncino rosso che galleggia a mezz’aria è il biglietto da visita di una misteriosa entità demoniaca che tormenta i ragazzini di Derry, attirandoli in una trappola mortale senza vie di scampo. Nell’immaginaria cittadina del Maine dove la gente scompare senza motivo, l’ennesima vittima è un bambino di sette anni di nome George, risucchiato in un tombino durante un temporale. Un gruppo di ragazzini perseguitati dai bulli per diverse ragioni, si riunisce sotto la denominazione di Club dei Perdenti per indagare sul mistero della morte di George e degli altri ragazzi scomparsi.”

BELLO. Bello bello bello. Poco horror, anzi pochissimo. E’ più adventure che altro a dirla tutta ma mi è piaciuto tantissimo. Potrebbe addirittura essere uno di quei rari casi in cui il film è bello quanto il libro, anche perché hanno sapientemente tagliato le cose che del libro mi avevano un attimo lasciata allibita e hanno lasciato le cose importanti. Bravi, bello, date un abbraccio a Finn Wolfhard (Mike di Stranger Things) che nel ruolo di spalla comica è FANTASTICO e una cascata di premi a Bill Skasgard.

Seriozze tv:

Mindhunter, ovvero Johnathan Groff è sempre più fico:
Nel 1977 Holden Ford, negoziatore frustrato dell’FBI, trova un’improbabile collaborazione nel navigato agente Bill Tench del reparto scienze comportamentali e nella professoressa Wendy Carr, con cui inizia a studiare una nuova tipologia di assassino, il cosiddetto “serial killer” e un nuovo metodo di indagine ed identificazione del colpevole chiamato “profilazione”, andando in varie prigioni degli Stati Uniti ad intervistare tutti i maggiori e famosi pluriomicidi che stanno scontando la loro pena.mi sta piacendo un sacco.”

Sarà che c’è Johnathan Groff, sarà che i serial killer visti così da vicino sono qualcosa di super interessante, sarà che è scritta veramente bene… Io la straconsiglio. E’ un po’ lenta ma prende assai.

Peaky Blinders, ovvero non ho ancora nulla di simpatico da dire perché sono all’inizissimo:
“La storia inizia nel 1919 nella povertà della Birmingham del primo dopoguerra dove tutti lottano per sopravvivere ad un periodo particolarmente difficile dal punto di vista storico ed economico. La storia è ambientata nel quartiere di Small Heath e si focalizza particolarmente sulla famiglia Shelby, il cui capofamiglia è anche il boss della gang detta “Peaky Blinders”, dall’usanza di nascondere una lametta nel risvolto dei cappelli, in modo tale da poterla utilizzare anche come arma.”
sono all’inzio ma già mi sembra una bomba. Già si vede dalla prima puntata che la qualità c’è e che la classe non è acqua e un cast cazzuto fa la differenza già da subito.

Stranger Things 2, ovvero il nulla totale per cinque puntate: Questa stagione per me è un grande, immenso MEH. Scene troppo lunghe, puntate troppo lente, pochi eventi e tanta teoria… Una grossa differenza rispetto alla prima stagione. Hanno voluto puntare sull’introspezione ma per quello che mi è arrivato non sono soddisfattissima. Le scene di Eleven però sono sempre belle, dalla prima all’ultima puntata.

The end of the fucking world, ovvero CHE BRUTTA SERIE MA QUALE CAPOLAVORO SIETE PAZZI NON HO NEANCHE VOGLIA DI FARE UN COMMENTO PERCHE’ E’ BRUTTA BRUTTA BRUTTA. 

Librozzi:

Sto andando avanti con “Il trono di spade che avevo accantonato per mesi e che ora mi richiama a gran voce. Sono appena arrivata all’uccisione più orribile del mondo, ovvero quella per mano della Montagna al duello per la sentenza di Tyrion. Che aaaansia. Braccia che volano, teste qua e là che rotolano… Per il resto però è sempre molto fico e non vedo l’ora di andare avanti.
I miei commenti per ora sono:
“Daenery nun fa’ cazzate e stai calmina”
“Qualcuno uccida Sansa Stark”
“Gli Stark sono tutti imbecilli, dal primo all’ultimo MERITANO LA MORTE”
“Nooo Joeffrey nooo”
“Tyrion dai fuoco a tutti sti stronzi ingrati”.

Castelli di rabbia, di Baricco:
Non male. Baricco ha uno stile un po’ pesante, un po’ retorico, quasi renziano: parla, fa voli pindarici, scrive per pagine e pagine senza punteggiatura ma alla fine non ha detto niente se non tante belle parole che suonano incredibilmente bene. Ma forse è proprio questo il suo fascino.

Per il resto posso dire che sto davvero affinando la tecnica dell’infilarmi in situazioni bizzarre e dalle quali non ho idea di come uscire, ho una specie di talento. Così come ho un talento nello sviluppare interesse sentimentale per persone che non lo ricambieranno mai, ma questa è un’altra (triste) storia.
Non sono per niente immune alle rotture di cuore però, anzi. Sembra che ogni volta faccia più male. Se potessi dare un po’ di Xanax ai miei sentimenti sarebbe tutto più facile.

In tutto questo marasma di cose mi sono improvvisata fotografa ad un battesimo e le foto non fanno neanche troppo schifo. Oddio, non sono niente di che, però io c’ho provato e sono contenta di averlo fatto. Ho anche fatto le foto all’interno di una casa e oggi ho dato un esame preparato in due notti perchè quelle teste di cactus della segreteria non avevano pubblicato l’appello dello scritto ma solo dell’orale quindi ero convinta di avere ancora due settimane di tempo.
E voi come state? Cosa avete visto, letto, scritto, qualunquecosato in questo lungo periodo di mia assenza? Spero siate sempre molto più sentimentalmente oculati di me, miei cari ragazzi, perché qua marca sempre peggio. SEMPRE PEGGIO.
Hasta Luego amici, a presto.

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Ahem.
Salve! Buonasera, come butta? Come state? Come sono andate le vacanze?
Io sto per dire la tipica batuttina del cazzo che fa salire i nervi ma che a sto giro è vera: mi serve una vacanza per riprendermi da questa estate.

Cose che sono successe in questa estate 2017:

Ho appurato che i tedeschi sono davvero tutti belli. E quelli brutti sono comunque più belli dei brutti italiani.
Io e l’amore viviamo in due universi paralleli totalmente inconciliabili.
Ho l’incredibile talento di tirare fuori il peggio delle persone: ho conosciuto persone meravigliose, intelligenti, divertenti e chi più ne ha più ne metta che con me si sono comportate così di cacca che ora saranno impegnate per anni a creare pallette di escrementi come gli scarabei stercorari.
Ho imparato a flirtare. Ma tipo tantissimo. Peccato che poi si arrivasse sempre al punto sopra.
Ho imparato a chiudere. Chiudere davvero, forever and ever. Perchè certe persone meritano una seconda possibilità, ma alla quinta un “ma prendi le tue cose e vattene a ‘fanculo” diventa d’obbligo.
Quando il tuo intuito ti dice “c’è qualcosa sotto” allora c’è davvero qualcosa sotto. Fidatevi di voi stessi.
A volte contare fino a dieci non serve, soprattutto se il tuo interlocutore è una stronza di prim’ordine, razzista fino al midollo, che ti guarda a braccia conserte e un sorriso beffardo dicendo “dai, sentiamo la buonista”. A quel punto sciorinare parole come “dietrologia” “qualunquismo” e tanti altri termini che la persona ignora per dirle in modo molto formale che è una testa di minchia è assolutamente un dovere.
Il Maestro e Margherita” è bellissimo.
Dunkirk NO.
Penso di aver trovato una città dove potrei effettivamente vedermici: Friburgo.
Ho una leggera ossessione chiamata Instagram. Se volete guardare le mie foto per le quali mi impegno tanto cercatemi: la_saramandra. Un nome una garanzia eh.

Nei prossimi giorni e nei prossimi post magari entrerò più dettagliatamente in qualche argomento di questi, sicuramente parlerò di Dunkirk e magari di qualche sfiga sentimentale che mi sono beccata. E voi? Cosa mi raccontate?
Ora andrò a leggermi tutti gli articoli che mi sono persa in questi mesi, ho da leggere per tuta la notte!

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Chiacchiere su cose perse

Saaaanto cielo, ci sono le ragnatele in questo blog. Sciò, ragnetto, sciò, qua devo scrivere. Ho dell’auto commiserazione da esternare, quindi niente insetti nei dintorni, grazie.

Oggi post un po’ del pene, quindi potete andare a leggere post migliori di blogger mooolto migliori di me. 

Allooooora. Partiamo dalle cose brutte: ho perso la mia copia di “Il maestro e Margherita”. Credo di averlo lasciato sul treno di ritorno dopo un esame che mi ha praticamente risucchiato il cervello per poi frullarlo.
ARGH. 
Mi stava piacendo tantissimo, mi mangio le mani dal nervoso.

Poi, per parlare di persone perse… vi avevo detto che stavo uscendo con una persona.
Ho perso anche lei, come ho perso il libro: in un momento, senza accorgermene se non quando era troppo tardi. Io andavo in una direzione, lui in un’altra.
Stavo cercando di rimettere in sesto me e la mia vita sentimentale ma qualcuno lassù nell’Alto dei Cieli ha deciso che no, l’amore non è la mia via quindi mi dovrò dare alla prostituzione. Prezzi modici, se siete di bella presenza. 
Insomma, ero appena uscita dalla fase “mi alzo dal tavolo durante la cena per andare a piangere in bagno e poi tornare come se nulla fosse” quando SBAAAAM, è come se fosse arrivata una lettera con scritto “Gentile Sara, mi spiace, non vali la pena, nessuno vuole una relazione con te. Sei riuscita a bruciarne due in un anno, quante altre volte deve andarti così tanto male prima che tu lo capisca?” quindi ora sto gettando anima e corpo nello shopping makeupposo (lo so, ho un problema, LO SO) e nel fare la valigia per il mese che passerò a Friburgo. 

Sì, passerò un mese in Germania.
No, non credo riuscirò a sopravvivere.
Parliamoci chiaro, non so cucinare, faccio pena coi lavori di casa, ho il senso d’orientamento di Jack Sparrow e so dire tre parole sputate in tedesco. Non ho speranze.
In più dovrò trascinare una valigia grande quanto me in giro per la città, cosa che probabilmente sarà fatale per le mie spalle tutte incriccate. 

Quindi ora chiedo consiglio a voi, popolo di WordPress, piccoli topi di biblioteca che non siete altro: che libro mi porto????? 
Il piano era portare Il Maestro e Margherita e Il trono di spade che va sempre bene, ma non ho tantissima voglia di ricomprare il primo… Quindi se vi va di consigliare qualcosa totalmente random che a voi è piaciuto fatelo! E poi ditemi, cosa state leggendo? E guardando?

Sperando che voi siate molto meno broken heart (questo “broken heart ha una storia dietro, una storia di alcol, cavalieri solitari e un’amica con uno sterno incrinato) di me vi auguro un buon inizio settimana!

 

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Quesiti fondamentali e un po’ scemi sull’umanitá. 

Salve a tutti! Hola a todos! Hello ladies and gentleman!
Okay basta. Sono un po’ iperattiva, e questa iperattività credo sia il risultato dei tre caffè in cinque ore che ho bevuto misti alla disperazione profondissima in cui riverso.
Ho dato tedesco. Ho finito poco fa dopo quattro ore di esame.
Com’è andata? Bene. Da Dio. Infatti sto considerando l’idea di buttarmi nel Sesia di testa, mirando a una roccia.

Ora sono sdraiata su una panchina nel parco, attendo che il fato decida cosa fare di me. Nah, non è vero, è che essendo di super fretta stamattina ho dimenticato di prendere una cosa che di solito non manca mai nella mia borsa, ovvero un libro, quindi scrivo questo post.

Post cretino ma che porrà delle domande a cui cerco disperatamente risposta per mettermi il cuore in pace.

Allora.

  1. Da quanti anni esiste l’umanità? Tanti. Tanti tanti direi. Da quanti anni si è notato che in estate fa caldo e in inverno fa freddo? TANTI.
    E allora come stracazzo è possibile che nei vagoni dei treni o c’è il clima della Siberia con tanto di tundra e nevischio oppure la temperatura che trovi nel Grand Canyon a mezzogiorno?
    Stessa cosa vale per i negozi. Tu devi andare al supermercato, passi le porte scorrevoli e all’improvviso ti ritrovi in Alaska e al posto dei cestini ci sono le racchette per camminare sulla neve.
    Poi torni fuori e stramazzi al suolo, stecchito, con un filino di fumo attorno a te: ABBRUSTOLITO come una bruschetta.
    Potete per favorissimo trovare un compromesso? Se volete tenere il clima della Russia in pieno inverno a me va benissimo, ma allora piazzate dei tavolini, dei divanetti… Insomma, fateci passare lì la giornata.
  2. Con sto caldo e con sta sessione estiva i miei momenti liberi li passo sul divano, piazzata dritta dritta in linea d’aria con il getto del condizionatore, a guardare “Abito da sposa cercasi.” (no comment, please)
    Ora.
    Ma io dico.
    Se la circonferenza del tuo braccio ha le dimensioni del continente europeo… perché scegli abiti super mega sbracciati? Tutte le donne del mondo hanno il terrore di quell’accumulo di ciccetta traballante che si accumula nel sotto braccio, TUTTE, anche quelle che pesano meno di centomila chili. Per questo hanno inventato le maniche lunghe, le mezze maniche, I BOLERI CAZZO, I BOLERI.
    Oppure quelle che hanno delle tette che non sono tette, sono mongolfiere attaccate al petto, e pretendono un abito con la scollatura a cuore. MA INSOMMA!!! NO, NO, NO E -INDOVINATE UN PO?- NO. ABITI CON LE SPALLINE SANTISSIMI NUMI. E’ come se io che sono piatta come una tavola da surf -ho visto tavole da surf con più tette di me in realtà- mi piazzassi addosso un vestito super iper mega aderente che mi schiaccia il petto. Al posto del seno avrei due rientranze. Due avvallamenti. Quindi non lo faccio, mi piazzo sette reggiseni e faccio finta di essere tette-munita.
  3. Maaaa i professori che fissano l’inizio dell’esame alle otto e arrivano alle dieci, precisamente, che problemi hanno? Stronzite acuta? Bastardaggine a uno stadio avanzatissimo, irrecuperabile? Poi la volta che tu pensi “ma stavolta non mi frega” e arrivi alle nove e mezza trovi la porta sbarrata perché l’esame è iniziato alle otto.
  4. Gli anziani aprono due grandi quesiti.
    Prima di tutto perchè anche in estate vedi queste persone grigette andare in giro con i maglioncini legati al collo? Ma a voi non viene voglia di picchiettargli su una spalla e avvertirli che ci sono circa settecento gradi all’ombra e che il tempo dei maglioncini è finito tipo a marzo? O sono tutti kamikazee che cercano di andare in autocombustione?
    Quesito due.
    Situazione: è mezzogiorno circa, tu stai tornando a casa praticamente strisciando e cercando ogni millimetro di ombra possibile perché sei consapevole di essere a un passo dall’abbrustolimento e vedi questi anziani che arrancano peggio di te, ansimano, banfano, lasciano scie di sudore dietro di loro come fanno le lumache, sono paonazzi e per di più tengono enormi sacchetti della spesa in quelle mani raggrinzite.
    Gente, allora. Io ero costretta a tornare a quell’ora, voi l’avete deciso, quindi la domanda sorge spontanea: COSA C’E’ CHE NON VA IN VOI?
    Se sto per collassare io che ho circa trecento anni in meno… CHE COSA VI È SALTATO IN MENTE? Cosa c’è in quel cervelletto raggrinzito? L’avete usato troppo nei vostri cinquemila anni di vita? Statevene a casa con ventilatorino o le pale (il condizionatore mai eh, fa venire la bronchite) e uscite al mattino presto come le lumache. Eddai.
  5. Questo porta al quesito cinque: ma la smetteranno mai di fare servizi su servizi sul caldo? Lo sappiamo che fa caldo. Ce ne rendiamo conto. Non abbiamo bisogno di un telegiornale che ce lo dica. Okay che tanto nessuno vi ascolta visto che gli anzianotti sono tutti in giro come mai in nessun’altra stagione, ma avete un po’ rotto le palline con i titoli tipo “caldo killer e no legittima difesa” “caldo record, verrà presto inserito nel Guinness dei primati”. E poi basta, BASTA dare un nome al caldo! Ma che è? Stavolta è Caronte, prima era Nerone, il prossimo cosa sarà? Katniss, come la ragazza di fuoco di Hunger Games? Hell Boy? O andiamo sul fantasy e lo chiamiamo Smaug come il drago de “Lo Hobbit”?
    Ma se intanto chiamassi “pirli” quelli che hanno dato il via a questa moda?

 

Va bene dai, per stamattina posso anche smettere di essere stupida. Vado a studiare per il prossimo esame che non passeró. 

Ps: mi sono comprata Pirate di Chanel, in barba a tutto e tutti. Credo di essermi innamorata di quel rosso, voglio sposarlo. 

Adieu! 

 

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Breve aggiornamento e libro in lettura!

Ma quanto è bello stare in casa in biancheria intima con il condizionatore a mille mentre fuori fa così caldo che anche il sole sta sudando? Posso passare così tutta l’estate?
Stasera invece dovrò vestirmi, e anche decentemente perché -rullo di tamburi- ho un appuntamento. Un quinto appuntamento, per la precisione. Con la stessa persona, ovviamente.
Andremo in un ristorante super elegante, se sentite qualcuno urlare “ansia” a squarciagola correndo su e giù per la strada… sarò io. 

Va beh. Terrò per me tutte le paranoie che mi stanno assalendo e condividerò con voi la mia lettura del momento, invece: “La cena” di Herman Koch. Esatto, finalmente lo sto leggendo! Tra l’altro per il mio compleanno me l’hanno regalato due persone diverse quindi ora ho due copie, entrambe con una dedica super carina quindi nope, non ne venderò una. 
Mi sta piacendo tanto, è scritto moooolto bene e il modo in cui si sente la tensione salire pagina dopo pagina mentre ci si avvicina al clou del romanzo fa capire quanto la sua scrittura sia stata studiata al dettaglio. E bravo Ermanno!
Ah, se volete leggerlo… NON LEGGETE LA TRAMA DA NESSUNA PARTE, MEN CHE MENO IN QUARTA DI COPERTINA. Fossi nel signor Koch mi incazzerei a bestia perché spoilerano tutto in due righe.
Limitatevi a sapere questo: “Due coppie sono a cena in un ristorante di lusso. Chiacchierano piacevolmente, si raccontano i film che hanno visto di recente, i progetti per le vacanze. Ma non hanno il coraggio di affrontare l’argomento per il quale si sono incontrati: il futuro dei loro figli.

Basta, torno a studiare tedesco come se non ci sia un domani perché l’esame si avvicina galoppando e io ancora non so come minchiazza declinare gli aggettivi. 

Hasta la vista!

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Discorsi semi-seri su depressione e dintorni.

Ufffff… Esiste un manuale di istruzioni per la vita? Uno tipo “life for dummies“, con disegnetti e grafici esplicativi, possibilmente.
No perché io sto per dare forfait. Non capisco nulla. Non so come muovermi in questo pianeta, è evidente che vado nel verso contrario a quello del buon senso.
Okay che le vie del Signore sono infinite, ma qui stiamo un po’ esagerando. E poi a me sembra di stare in un labirinto, più che altro, con tanto di minotauro dentro.

Ehi Lei, lassù nell’alto dei cieli, non è che potrebbe darmi un segno? Una lettera con scritto specificatamente cosa devo fare passo passo andrebbe bene, tipo. 
Che poi mi rendo conto che è anche un po’ colpa mia che mi infilo in situazioni da cui non so uscire, un po’ come da un parcheggio a S tra due macchine quasi appiccicate… solo che in quel caso me ne sbatterei le natiche e andrei a parcheggiare a seimila chilometri di distanza, in questo caso non posso far altro che stare ferma a fissare il riflesso del mio vuoto interiore.

Mi sa che alla fine della mia vita mi toccherà chiedere un rimborso. 

Come avrete forse intuito sono di nuovo in uno di quei momenti, quei momenti davvero bui che mi danno una spallata e mi buttano giù; in questi momenti tutto sembra ostile e devo trovare la forza di armarmi e combattere contro me stessa, i miei demoni e il mondo là fuori. La depressione non è una battaglia, è una guerra. Una guerra a volte fredda, a volte combattuta corpo a corpo, in trincea, e in prima linea nelle varie battaglie ci sei sempre e solo tu. Puoi avere degli alleati, questo sì, amici, famiglia, persone che ti ripetono fino alla nausea che passerà.

Il problema è che durante questi momenti pensare che passerà sembra un’utopia, assolutamente irraggiungibile. Quando questi periodi passano poi ripensarci è quasi ridicolo: mi ritrovo a dire “ma veramente ho passato sei ore sdraiata sul pavimento del bagno a fissare il vuoto, con lo stomaco aggrovigliato, pensando che niente ha senso e il mondo non è un posto in cui voglio vivere?” 

E poi ripiombo in quello stato, e poi ne esco, e poi ci vengo trascinata di nuovo.

E anche se ci sono alleati ci sono anche nemici, e oltre a loro ci sono le persone che semplicemente non capiscono.

Le persone più vicine sono quelle che possono fare più danni. Non so quante volte mi sono sentita dire “dai, ma su con la vita, sei giovane” “ma sei sempre triste tu? Mamma mia che palle” “sì vabbè, sei solo pigra, devi sforzarti un po’” “pensi di star male solo tu?tutti abbiamo problemi ma non facciamo così” e tantissime altre frasi che mi hanno semplicemente dilaniata, perché non c’è niente di peggio di star morendo dentro e non sentirsi presi sul serio. Quando poi si usa il nome di questa condizione la gente si spaventa.
Malattia mentale, disturbi dell’umore, depressione… Fanno paura eh? Lo so. Anche a me. Ho paura e faccio paura.

Questo post è per me, per cercare di tirare fuori una briciola dell’universo vuoto che sento dentro, e per chi ha un amico, un parente, un conoscente depresso, magari può aiutarvi a capire un po’ di più come si sta sentendo. Non è mai piacevole passare del tempo con una persona depressa, me ne rendo conto. Sono irritabile, silenziosa, disinteressata. Fingo di ascoltare, ma si capisce che sto facendo finta. Sono disfattista, pessimista, faccio humor nero e mi esprimo con frasi sarcastiche. 
Perché mi stanno vicino? Non lo so. Forse perché nei momenti buoni, quando sto bene, sono tutto il contrario di così. Quindi se volete davvero aiutare una persona in difficoltà tenete a mente i momenti migliori e cercate di avere pazienza, tanta pazienza. 

In tutto ciò sto centellinando le storie di Leo Ortolani, l’unica cosa che mi va di leggere perché è ironico e caustico, cattivo quando serve e fa anche riflettere. Stra-consigliata questa raccolta “Il libro delle meraviglie”.

Alla prossima, Spelacchiati, sperando di portare un po’ più di allegria

 

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Salone del libro 2017: SalTo17. 22/05.

Buondì Spelacchiatini e Spelacchiatine, come butta?
Io sono distrutta. Spompatissima.
Non ho più l’età per certe cose, e con “certe cose” intendo perdermi a Torino e camminare quattro chilometri sotto al sole all’una di pomeriggio… E non sto scherzando ahimè. Tutta colpa di una vecchia che non sa dare indicazioni, sarei dovuta tornare indietro a bastonarla sulle rotule.

Comuuuunque nonostante mille peripezie io e una mia amica siamo giunte al Salone del Libro di Torino e mi è piaciuto tanto tanto, anche se forse l’edizione 2016 mi era piaciuta un filino di più. Ma forse solo perché era la mia prima volta ed ero estasiata dall’atmosfera e dal clima di amicizia e di passione letteraria che si respira.

Per la mia amica era la prima volta al Salone, quindi ha fatto quello che secondo me è “l’errore da principiante“, ovvero voler andare agli stand delle grandi librerie. Io penso sia assolutamente inutile andare agli stand di Feltrinelli e degli altri “colossi” dell’editoria per il semplice fatto che ‘ste benedette librerie le trovi ovunque, in qualunque città. Eventi come il Salone del Libro invece dovrebbero far scoprire realtà editoriali nuove, dare la possibilità di conoscere autori autopubblicati, parlare con gestori di piccole case editrici e farti spiegare la loro storia… Insomma, vivere la gente che è l’editoria italiana.

Da quel punto di vista il SalTo è meraviglioso, ci sono tantissime opportunità, tanti laboratori e tante conferenze super iper interessanti.

Insomma, se non si fosse capito io consiglio a chiunque abbia la possibilità l’anno prossimo di andarci.

Detto ciò, io non è che sia stata molto originale a sto giro di acquisti. Scusate ma quest’anno ho troppo pochi soldi per potermi lanciare in queste spedizioni libresche, ordunque mi sono tolta uno sfizio che volevo togliermi da veramente tanto tempo:

  • Oh! Le meraviglie del mondo, di Leo Ortolani.
    Chi non conosce Leo Ortolani? Credo nessuno. O almeno spero, perché per me è veramente bravissimo. Ho scelto proprio questo tra i vari volumi presenti perché mi aspetto che sia il più sarcastico, satirico e caustico. Perché la cosa che più mi piace di Ortolani -oltre ovviamente al senso dell’umorismo- è la capacità di far ridere e far riflettere allo stesso tempo, dote che vorrei tantissimo avere anche io e che ammiro molto. In questo caso si parla di aborto, di naziskin, di morte, di mafia, di sesso e molti altri argomenti su cui è difficile scherzare se non si sa come farlo.
    E Leo lo sa.
    Per ora quella sulla droga è la mia preferita, ma a lettura finita farò sicuramente una recensione.
  • Le fleurs du mal, ovvero I Fiori del Male di Baudelaire. Lo volevo da tanto, continuavo a rimandare ma oggi me lo sono trovata davanti a due euro e novanta quindi crepi l’avarizia.

    Ciò detto vado a guardarmi “Una serie di sfortunati eventi” su Netflix, che mi è stato più volte consigliato. Se l’avete visto ditemi, vale la pena?

    Buenas noches, Spelacchiatos!

    Ps: se mi arriva un commento del tipo “con l’attentato di Manchester parli delle tue boiate” vado direttamente a casa del commentatore a piedi e gli lascio i calzini che ho usato tutto il giorno al salone.
    Per restare in tema di armi di distruzione di massa.
    #blackhumorisracist?

    Buonanotte, andate a mettere foto con il fiocchetto con le orecchie di Ariana Grande in nome del cattivo gusto, dai.