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Cinemando: Oculus


Per la peppa e la peppina, comincio a latitare pure qua… sono Miss Incostanza 2016.



In questo periodo ho voglia di horror in qualunque formato: film, libri, pizza quindi sono partita con il classicissimo The Ring (muy fico) ho fatto una scelta sbagliatissima guardando Drag Me To Hell (che, perdonate il francesismo, è una puttanata colossale) ed infine sono approdata su Oculus, film del 2013 che per quanto ne so era passato un po’ in sordina.

Film Oculus: il riflesso del male

Anno 2013

Durata 104 min.

Regia: Mike Flanagan

Trama:
Il ventunenne Tim viene dimesso dall’ospedale psichiatrico in cui era stato internato 11 anni prima, dopo essere stato considerato responsabile dell’omicidio del padre, improvvisamente impazzito. Viene a prenderlo la sorella Kaylie, che, al contrario del fratello, ha passato tutto il tempo ad informarsi sugli eventi soprannaturali attorno al misterioso e antico specchio che il loro padre aveva comprato quando si erano stabiliti nella nuova casa.

Oculus è uno di quei film horror non horror, in cui non succede quasi nulla di veramente spaventoso ma per tutto il film c’è questo sottofondo angosciante e il tempo passa in fretta con la crescente sensazione che quello specchio bastardissimo l’avrà vinta.

Kaylie vuole far capire a tutti i costi a suo fratello che i suoi genitori non eran impazziti, che loro padre non era un pazzo furioso e che la loro famiglia non è stata distrutta da lui ma da quel malefico specchio in grado di influenzare azioni, decisioni e visioni di chi gli sta intorno e già solo la veemenza con la quale lei cerca di fargli capire come siano andati effettivamente le cose ricordando gli avvenimenti del passato dà intensità.

Karen Gillan, che io adoro dopo averla vista in Doctor Who, è brava come mi aspettavo e bella come sempre, ma il suo co-protagonista non tiene botta (che giovine che sono) e ha l’espressività di un sasso; ho apprezzato di più l’attrice bambina nellescene in cui c’era da proteggere il fratello minore.

La trama però diciamocelo, è un po’ poverina. L’idea è buona e tirarci fuori un film di due ore dev’essere stato difficilotto perché dai, dopo mezz’ora poteva chiudersi. La cosa che mi ha colpita e fatta rimanere attaccata allo schermo sono state regia e montaggio: ho amato molto il modo in cui Flanagan è riuscito a intrecciare passato e presente in maniera quasi destabilizzante.

Nulla da obiettare sul finale, anzi, ma devo ammettere però una cosa… non mi sarebbe dispiaciuto alla fine scoprire che era stato uno dei due fratelli -o entrambi- a compiere il massacro anni prima, ma darò la colpa al fatto che preferisco i film in cui il male sono le persone piuttosto che oggetti/spiriti/mostri vari.

So che questo film a molti non è piaciuto affato e vorrebbero cancellarlo dalla loro memoria, probablmente si tratta di persone moooolto più abituate di me al genere horror e che avranno visto decine di film, trovando questo banale e con poco mordente. Io, da assoluta ignorantona di questa branca di filmazzi, sono riuscita invece ad apprezzarlo molto  trovarlo addirittura originale, perché di film horror splatter con la trama di una tristezza e povertà incredibili ne ho visti anche io a decine, questo mi è risultato ben diverso.

Poi sì, forse la mia crush per Karen Gillan c’entra pure qualcosina eh.

Hasta la vista.

Autore:

Simpatica come una piaga da decupito e fine come un babbuino che si gratta il sedere. Se vi va di scambiare quattro chiacchiere, mandarmi mail minatorie o proporre una bevuta insieme: pensierispelacchiati@gmail.com

3 pensieri riguardo “Cinemando: Oculus

  1. Se mai è il contrario. The Ring è una puttanata colossale è Drag me to hell geniale.

    Tu non puoi capire la critica che c’è dietro al film, che solo a pensarci ti vengono i brividi.

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    1. Mmh, di film di Sam Raimi ne ho visti altri (L’armata delle tenebre e La Casa per esempio) e questo l’ho trovato decisamente inferiore, saranno solo gusti… Per quanto riguarda la critica (sociale e soprattutto politica) puoi illuminarmi tu che decisamente ne sai di più, perché nonostante io abbia colto palesi metafore e richiami non sono stati abbastanza da farmi apprezzare il film… O almeno, non come film horror. Mi era stato presentato come un film spaventoso ma che da spunti di riflessione ma di paura, sinceramente, non ne ho provata, il che mi rende incline a trovare fallito il film.
      Se hai tempo e voglia di spiegarmi cosa non ho colto di questo film mi farebbe piacere leggerti!

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  2. Com’è giusto che sia ognuno ha i suoi gusti, e la mia non era un offesa verso di te.

    Ma leggere che Drag me to hell è una puttanata…mi vien da star male. Perché le puttanate sono altre (The Grudge, Ombre dal passato, Liberaci dal male) questi sono degli esempi di Horror di merda.

    Non c’è niente da aggiungere, ma oltre allo spavento il film ti deve lasciar qualcosa…e se ti invita a pensare al marcio che c’è nel mondo, vuol dire che il suo lavoro l’ha fatto.

    Ti ringrazio per la dritta, farò una recensione a breve, sul film.

    Se vuoi vedere horror spaventosi ti consiglio: Sinister e 1921 il mistero di Rookford.

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