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Cinemando: Oculus

Per la peppa e la peppina, comincio a latitare pure qua… sono Miss Incostanza 2016.



In questo periodo ho voglia di horror in qualunque formato: film, libri, pizza quindi sono partita con il classicissimo The Ring (muy fico) ho fatto una scelta sbagliatissima guardando Drag Me To Hell (che, perdonate il francesismo, è una puttanata colossale) ed infine sono approdata su Oculus, film del 2013 che per quanto ne so era passato un po’ in sordina.

Film Oculus: il riflesso del male

Anno 2013

Durata 104 min.

Regia: Mike Flanagan

Trama:
Il ventunenne Tim viene dimesso dall’ospedale psichiatrico in cui era stato internato 11 anni prima, dopo essere stato considerato responsabile dell’omicidio del padre, improvvisamente impazzito. Viene a prenderlo la sorella Kaylie, che, al contrario del fratello, ha passato tutto il tempo ad informarsi sugli eventi soprannaturali attorno al misterioso e antico specchio che il loro padre aveva comprato quando si erano stabiliti nella nuova casa.

Oculus è uno di quei film horror non horror, in cui non succede quasi nulla di veramente spaventoso ma per tutto il film c’è questo sottofondo angosciante e il tempo passa in fretta con la crescente sensazione che quello specchio bastardissimo l’avrà vinta.

Kaylie vuole far capire a tutti i costi a suo fratello che i suoi genitori non eran impazziti, che loro padre non era un pazzo furioso e che la loro famiglia non è stata distrutta da lui ma da quel malefico specchio in grado di influenzare azioni, decisioni e visioni di chi gli sta intorno e già solo la veemenza con la quale lei cerca di fargli capire come siano andati effettivamente le cose ricordando gli avvenimenti del passato dà intensità.

Karen Gillan, che io adoro dopo averla vista in Doctor Who, è brava come mi aspettavo e bella come sempre, ma il suo co-protagonista non tiene botta (che giovine che sono) e ha l’espressività di un sasso; ho apprezzato di più l’attrice bambina nellescene in cui c’era da proteggere il fratello minore.

La trama però diciamocelo, è un po’ poverina. L’idea è buona e tirarci fuori un film di due ore dev’essere stato difficilotto perché dai, dopo mezz’ora poteva chiudersi. La cosa che mi ha colpita e fatta rimanere attaccata allo schermo sono state regia e montaggio: ho amato molto il modo in cui Flanagan è riuscito a intrecciare passato e presente in maniera quasi destabilizzante.

Nulla da obiettare sul finale, anzi, ma devo ammettere però una cosa… non mi sarebbe dispiaciuto alla fine scoprire che era stato uno dei due fratelli -o entrambi- a compiere il massacro anni prima, ma darò la colpa al fatto che preferisco i film in cui il male sono le persone piuttosto che oggetti/spiriti/mostri vari.

So che questo film a molti non è piaciuto affato e vorrebbero cancellarlo dalla loro memoria, probablmente si tratta di persone moooolto più abituate di me al genere horror e che avranno visto decine di film, trovando questo banale e con poco mordente. Io, da assoluta ignorantona di questa branca di filmazzi, sono riuscita invece ad apprezzarlo molto  trovarlo addirittura originale, perché di film horror splatter con la trama di una tristezza e povertà incredibili ne ho visti anche io a decine, questo mi è risultato ben diverso.

Poi sì, forse la mia crush per Karen Gillan c’entra pure qualcosina eh.

Hasta la vista.

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Serialmente parlado: #Fortysomething

Serialmente parlando #Fortysomething


Ovvero quando tutti i tuoi attori preferiti si riuniscono

Anno: 2003
Stagioni: 1
Episodi: 6
Durata: 50 minuti
Hugh Laurie, Benedict Cumberbatch e Peter Capaldi entrano in una serie tv: sbaaam!

Siparietto cretino a parte, sto parlando di Fortysomething, serie comica di sole sei puntate da cinquanta minuti l’una. 

Direi che è la durata giusta per questa serie, nè troppo nè troppo poco, la vicenda ha il giusto tempo di svilupparsi.

Che bellini!

Di che si parla in questa serie tv? 

E’ presto detto! Si parla di Paul Slippery, quarantaequalcosa anni e in crisi di mezz’età. E’ convinto di sentire i pensieri della gente, non si ricorda l’ultima volta in cui ha fatto l’amore con sua moglie (Anna Chancellor) ed è vagamente paranoico: un ruolo perfetto per Hugh Laurie.

Ah, è un dottore.
E c’è Peter Capaldi. Che fa il dottore suo collega. 
A buon intenditore poche parole.


Crossover futuri a parte, questa serie è veramente carina.
E’ divertente, ironica, interpretata alla stragrande, l’unica pecca è che ci mette un po’ a ingranare; il primo episodio infatti è quello più debole, come spesso accade con le serie tv, perché serve a presentare tutti i personaggi. Superata la prima puntata io sono andata avanti come un treno, trovando sul mio cammino scenette divertenti, eventi tanto assurdi da sembrare reali, battute grandiose e momenti quasi tristi. 

Insomma, c’è di tutto.

Ammetto che ogni tanto i sessanta minuti hanno avuto il loro peso, qualcosina in meno sarebbe stato perfetto, ma in generale io riesco a seguire più volentieri le serie da quarantacinque minuti quindi può essere solo un problema mio.

E voi l’avete vista? Progettate di guardarla? Avete altre serie tv di nicchia da consigliarmi?

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Ex Machina

Qualcuno dica alla parte meno cretina di me che devo smetterla di guardare film e mettermi a studiare come se non ci fosse un domani perché la sessione di aprile mi ha messa nel mirino e conta di farmi fuori. 

Comunque visto che di studiare non se ne parla sto occupando il mio tempo guardando film sul divano, sono una pusillanime doc. Dico a me stessa che va tutto bene perché guardo i film in lingua “così alleno l’inglese” ma in realtà non serve a niente visto che non apro un libro di grammatica dal Cretaceo… Ma non è questo il punto di questo post dall’intro di dubbia utilità, il punto è che sto guardando tanti film belli e uno di questi è Ex machina, film del 2015 scritto e diretto da Alex Garland.

 

Trama

Caleb, un programmatore 24enne della più grande società internet del mondo, vince una competizione il cui premio è trascorrere una settimana in un rifugio di montagna che appartiene a Nathan, il solitario CEO della società. Ma quando arriva in questo luogo remoto, Caleb scopre che dovrà partecipare a uno strano e affascinante esperimento nel quale dovrà interagire con la prima vera intelligenza artificiale del mondo, contenuta nel corpo di una bellissima ragazza robot.

Alicia Vikander è quell’attrice che hai già visto in dodicimila film senza mai saperlo, mi sto rendendo conto di aver guardato almeno tre film con lei nel cast senza sapere chi lei fosse… Shame on me! Qui, nei panni anzi, nei circuiti di un robot, è meravigliosa. Sarà che io sono uno scarabocchio umano, un esemplare femmina malriuscito di razza umana e quindi più incline all’invidia, ma Miss Vikander pelata e mezza meccanica è comunque di una bellezza impressionante, mannaggia a lei. E questo è sì un commento superficiale, ma vi assicuro che pur vedendo questa bellissima ragazza e sapendo perfettamente che è un’attrice, il suo modo di muoversi, di inclinare la testa, di parlare per tutto il film mi hanno veramente fatto pensare che ci fosse qualcosa di robotico in lei. La dolcezza incredibile che trasmette, poi, trasforma tutto in una comprensibile ingenuità nei riguardi del mondo umano.

Menzione d’onore ad Oscar Isaac che mi piace sempre tantissimo. Nei panni del riccone geniaccio misantropo ci sta benissimo e la scena del ballo è così “cos’ho appena visto” che mi riguardo la gif ogni volta che posso.

Che ansia questo film, gentaglia. Non che succedano chissà che cose, non che ci siano momenti super creepy, diciamo pure che per tutto il film succede moooolto poco alla volta… Ma in certe scene puoi proprio avvertire la tensione e una sensazione quasi opprimente.

Il sottofondo durante gli incontri dei due protagonisti è qualcosa di meraviglioso, un nonsochè di inquietante che preannuncia una svolta quasi spaventosa nel film. L’ansia, gente, l’ansia.

In generale il film è costruito veramente bene, si procede a piccoli passi, piccoli passi necessari per costruire i personaggi, la loro credibilità e portare al finale; nonostante succeda tutto poco per volta io non mi sono mai sentita annoiata, anzi ero così dentro al film che non mi sembrava neanche fossero passate due ore. 

Bello. Bello, bello, bello. Da riguardare per coglierne tutte le sfaccettature.

Ma alla fine… E’ un’intelligenza artificiale o è qualcosa di più?

Manipolare qualcuno per ottenere un vantaggio? Per me è dannatamente, unicamente umano.

 

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La Notte Eterna del Coniglio -Giacomo Gardumi-

Non so da voi, ma a casa mia c’è tensione.

Alta tensione. Altissima purissima levissima tensione.

C’è la partita.

Bayern-Juventus, mio papà e mio cugino impazziti in sala, tutti i maschi e gran parte dei contatti femminili dei gruppi su whatsapp sono in visibilio o intenti a discutere di grandi
sistemi calcistici… E io scrivo. Scribacchio. Okay dai, diciamo che schiaccio sulla tastiera senza la minima coerenza. 

Mi sembra la serata giusta per parlare di un libro horror, uno dei primi del genere che io abbia mai letto perché, detto papale papale, sono una fifonissima. Sono la tipica persona che guarda i film di paura e poi ogni volta che rimane da sola da qualche parte è terrorizzata da ogni ombra o rumore. 

In ogni caso la meravigliosissima Pennylane On The Tube ne aveva parlato bene in un suo video e io l’ho cercato in un lungo e in largo finché questo libro non è entrato nella mia libreria. 

 

Trama:

Un’inaspettata apocalisse distrugge la razza umana e trasforma la terra in un pianeta morto. Sopravvivono quattro piccoli nuclei familiari, rinchiusi in minirifugi atomici nella città di San Francisco. I superstiti possono comunicare tra loro grazie a un trasmettitore satellitare. Improvvisamente gli occupanti di uno dei rifugi cominciano a sentire dei colpi battuti sulla porta, come se qualcuno volesse entrare, benché la telecamera che inquadra la superficie riveli chiaramente che nessuno si è avvicinato. Gli avvenimenti misteriosi si moltiplicano, finché un «coniglio» rosa penetra nel rifugio e compie un orrendo massacro. Gli altri membri del gruppo si rendono presto conto che il «coniglio» è solo all’inizio della sua missione di morte…

In questo libro ho trovato sia cose molto positive che cose molto negative. Visto come sta andando la partita cominciamo da quelle negative va, che se no finisce in suicidio per tutti.

Non so come dirlo in modo carino quindi vado di getto, come quando si fa la ceretta: uno strappo e via.
Il modo in cui è scritto questo romanzo, specialmente i dialoghi e gli spiegoni scientifici, non mi piace. Se da un lato Mr Gardumi è bravissimo a far venire l’ansia e il senso di claustrofobia spaventoso, dall’altro “ammazza” un po’ l’atmosfera con certi dialoghi troppo pesantozzi e banali e dalla scarsa utilità.

Un’altra cosa che non mi è piaciuta, ma so che non è piaciuta quasi a nessuno tra quelli che hanno letto questo libro, è la parte finale, lo spiegone del come-quando-perché il coniglio ha fatto quello che ha fatto. Una volta che hai dato l’idea e sparso qua e là gli indizi, sta al lettore mettere tutto insieme e capire. E poi secondo me lasciare un po’ all’immaginazione è anche meglio…ma qui no, qui ti dice tutto per filo e per segno. 

Passando alle cose che mi sono piaciute, direi che prima di tutto devo citare la capacità dell’autore di incutere angoscia. Giuro, se qualcuno avesse bussato alla mia porta mentre leggevo questo romanzo, il mio cuore mi sarebbe uscito dal naso.
Quel maledetto toc toc. LA PAURA.

E poi diciamocelo, tutti guardiamo con diffidenza quei mega pupazzoni con qualcuno dentro. Sono inquietanti per antonomasia.

Un’altra cosa mucho (o muy?) positiva è l’originalità della storia: finalmente qualcosa di diverso dal solito, niente omicidi super strani e ostentatamente perfetti, niente fantasmi per niente spaventosi… Una bella storia con un bel cattivo stavolta. 

Anche la scelta e la caratterizzazione dei personaggi non è male e vedere il panico crescere in persone diverse tra loro aumenta maggior mente il senso di oppressione anche in noi lettori. 

Insomma, se i dialoghi fossero meno banali e più realistici questo libro sarebbe una vera perla. In ogni caso lo consiglio perché, personalmente, mi sono trovata a prendere in mano questo libro dalla copertina inquietante ogni volta che potevo, troppo curiosa di conoscere il mistero dietro a quel maledetto coniglio assassino. 

Qualcuno di voi l’ha letto? Cosa ne pensate? Se no, vi piace l’horror e quale libro del genere mi consigliereste? 😀

Ps: partita finita. Si vanno a contare i feriti ora.

 

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5 cose che odio nei libri

Visto che su questo blog voglio mostrarmi più acidella di quello che sono in realtà ho deciso che il primo tag su questa piattaforma sarà su cose che odio, precisamente cose che odio nei libri.

Io questo tag l’ho visto sul canale della meravigliosissima e super simpatica MaharetOtonashi che dopo anni di assenza è tornata sul tubo per la nostra gioia, ma credo che ad averlo creato sia stata Luisaa85.

  1. I personaggi femminili Mary SueOvvero quelle ragazze/donne, di solito protagoniste, che dovrebbero sembrare delle innocenti cazzare come noi tutte, possibilmente incapaci di fare qualunque cosa tipo pensare o avere un minimo di dignità e che poi:
    a) fanno capitolare il figone di turno che fino a quel momento aveva evitato le ragazze come la peste
    b) scoprono di avere i superpoteri più super di tutto l’universo e dovranno salvare il mondo intero usando quei quattro neuroni rincoglioniti che hanno.
    Il 90% delle protagoniste degli young adult sono insopportabili e anche in molti libbbbri per persone vagamente mature ne sono pieni.

    WE ARE
  2. Come MaharetOtonashi LE TRADUZIONI SBAGLIATE. Tempi verbali ad cazzum, traduzioni letterali di modi di dire… (dico davvero, una volta ho letto un “rompiti una gamba” al posto di un italianissimo “in bocca al lupo”). Frasi senza senso, parole a caso, ma che cazzo…
  3.  I libri la cui trama richiederebbe un minimo di conoscenza dell’argomento -da parte dell’autore eh- e che invece sono scritti senza la minima accuratezza storica o quel che serve. In barba a tutti quegli autori che si fanno un mazzo così *fa il gesto con le mani* per documentarsi e scrivere un libro con dettagli veritieri. 
  4. I lieto fine. Okay, non sempre, non sono così masochista, però mi sono resa conto
    dovete morire tutti

    che la maggior parte dei romanzi che mi sono piaciuti di più non hanno un lieto fine, o almeno non un lieto fine comple
    to. Harry Potter, sto parlando con te: saresti dovuto morire. Okay? MORIRE. SCHIATTARE. TIRARE LE CUOIA. Non avere dodicimila figli da quella capra di Ginny.

  5. Sto per dire una cosa terribile, tenetevi forte. La punteggiatura usata in modo originale, alla Cormac McCarthy. Che lo so che è uno dei migliori scrittori americani, il Capitan America degli scrittori, ma a me il suo modo di scrivere e la sua relazione con la punteggiatura… Mi turba. Mi agghiaccia. E, soprattutto, mi innervosisce. 

Purtroppo il tag è già finito, mi stavo divertendo! Tirate fuori tutta la vostra oggettività e ditemi quali sono le cose che voi odiate!

A presto con altri pensieri spelacchiati.

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Pianto nervoso, Peter Cameron e Nabla

Ahhhh, la famiggggghia. Se non ci fosse… nessuno dovrebbe inventarla.
Dopo una litigata piuttosto incazzata vorrei sparire da questa casa per un po’ e tornare tra, chessò, trent’anni.

Non so voi, ma quando mi arrabbio tantissimo mi viene da piangere. E’ una cosa che detesto fortemente ma non posso farci nulla, il mio corpicino necessita di uno sfogo fisiologico perchè altrimenti imploderei, il che non sarebbe poi così male ma vabbè. 

Quindi ora sto qui, a cercare di non farmi sentire mentre mi soffio il naso. Ho cercato di reggere abbastanza per essere almeno da sola ma tanto qui lo sanno tutti che poi piagnucolo sempre. Stupida emotività da donniciuola…

In ogni caso quando mi succedono cose particolarmente frustranti o dolorose mi viene sempre in mente il titolo di un libro di Peter Cameron: “Un giorno questo dolore ti sarà utile“.

Credo che sia una frase meravigliosa, così vera da far paura: quello che oggi è uno schifo, domani sarà un insegnamento. Spaventoso, eh?

Tra l’altro il libro è molto bello, se cercate un romanzo formativo alla “Il giovane Holden” ma più moderno direi che è perfetto, l’ho letto in pochissimo tempo e come vedete ce l’ho ancora dentro, da qualche parte tra il ventricolo destro e l’esofago.

Vi capita mai di innervosirvi così tanto da sentire proprio il fastidio e la rabbia appiccicarvisi addosso come una pellicola? A me succede quando sono particolarmente alterata, vorrei poterla stracciare e tornare ad essere la versione Hakuna Matata (traduzione: senza pensieri) di me stessa. E’ in questi momenti, comunque, che in genere mi sparo i film e i libri più drammatici, giusto per sfogarmi per bene con la negatività e la tristezza. 

Mamma mia, piango già solo con questa gif.

Ora per esempio mi riguarderei la puntata del Doomsday di Doctor Who. Capite? Il Doomsday. Oppure, se proprio volessi lacerarmi dentro e creare un Horcrux lasciando nel pc parte della mia anima, la puntata della rigenerazione di Ten. Oppure mi rileggerei le parti di Grantaire ed Enjolras ne “I Miserabili”. 

Capite il grado di turbamento emotivo in questa stanzetta?!

L’unica cosa che mi consola è che domani dovrebbe arrivarmi il pacco che ho ordinato su Nablacosmetics, un lampo di gioia in questa tempestosa serata. E’ il mio secondo ordine dal sito e stavolta ho preso tre rossetti –Ombre Rose, Alter Ego e Domina– e sei ombretti –Daphne 2, Entropy, Interference, Desire, Unrestricted e Glitz– se non conoscete Nabla e amate il make up… Rimediate subito! Io sono innamorata persa dei loro prodotti e se potessi sposare un ombretto sposerei Grenadine. O Rust. O Aphrodite. O forse Babylon… Insomma avete capito, se avessi mille pesetas le spenderei tutte lì.

Non ce lo vedete bene in abito bianco?

Anche per stasera è tutto, prima o poi scriverò post vagamente più strutturati. Per ora fatemi sapere… Anche voi diventate delle fontane di Trevi quando qualcuno o qualcosa vi fa inalberare? O diventate dei piccoli Hulk distruttori e a piangere sono gli altri?
E soprattutto, conoscete Nabla? Amate i suoi prodotti o sono io esageratamente innamorata con questo brand?

A presto con altri pensieri spelacchiati, bacini e bacilli a tutti!

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Pensieri Spelacchiati, perché?

Era una notte buia e tempestosa e la nostra eroina per niente eroica non sapeva cosa fare. L’insonnia incombeva, la noia era tanta e l’idea fu fulminea: perché non creare un blog in italiano?

Et voilà.

Perché pensieri spelacchiati? perchè mi sembrava un nome simpatico, che fa capire fin da subito la mia incapacità di prendere le cose sul serio, me stessa in primis.

A detta di molti mi piace fare solo cose noiose, a detta mia… queste persone non capiscono un razzo. Passo il mio tempo leggendo libri da almeno ottocento pagine perché per le le dimensioni contano, guardando film super drammatici perché mi piace piangere ma non ho il pianto facile, facendo maratone di serie tv con protagonisti psicopatici e dannatamente affascinanti -Hannibal, sì, sto parlando con te- e cercando di studiare il tedesco con scarsissimi risultati. Ich kann nich sprachen Deutch.

Non ho idea di cosa scriverò in questo blog ma spero di poter intrattenere qualcuno di molto, molto annoiato.

Ai prossimi pensieri spelacchiati!

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Ciarliamone 2, la vendetta

Se prima avevo ancora un briciolo di fiducia nel genere umano ora sono nella fase “umanità autodistruggiti che è meglio”.

Lanciafiamme mode: on.
Ma basta. 
Ma come si fa.
MA VERGOGNAAAAAAH.
Su internet è uscito il titolone “Marc Marquez è gay?”, ed è subito schifo. Commenti omofobi come se piovessero, mentalità medievale che torna alla ribalta, persone con il quoziente intellettivo di Andrew di Sherlock… 
Non saprei neanche cosa dire se non una sequela di parolacce.
Perchè se a questo punto c’è ancora gente così bigotta da pensare che essere omosessuali renda improvvisamente peggiori, allora non c’è niente da dire per far loro cambiare idea. 
E si sa, solo gli stupidi non cambiano idea.

Guardatevi tutti “Queer as folk” e andate in pace

Ora parlerò molto molto chiaro e molto molto terra terra: avete rotto i coglioni con sto “escilo”. Uscite i cervelli, per favore. Tra il Lucca Comics e Halloween non potevate travestirvi tutti da persone intelligenti? 
Che poi lo so che Iannone farà la sua gara – magari pure da dio – ma verrà insultato a manetta per NON aver fatto una cosa orribile. Cioè oddio spero non la faccia, anche perché poi l’anno prossimo gli spagnoli scriverebbero ovunque “Pedrosa esci Iannone” e poi noi “Petrucci esci Pedrosa” e loro “Lorenzo è giunto il momento che anche tu ti dia da fare per la patria, esci Petrucci” e così via per il resto dei mondiali.

“Sulla roccia non cresce l’erba” ho riso per due ore
dategli una medaglia a forma di moto

E per restare sul pezzo, Iannone da Fazio.
Ma che diamine… Già che sembrava un interrogatorio, mancava solo un faretto puntato in faccia, lui è stato un signore. Bravissimo, ottime risposte. 
La mia lamentela è: Fazio, se vuoi parlare di Rossi, invita Rossi. Che idea pazzesca, eh? Cosa inviti un altro talento italiano per parlare di Valentino? Ma gli vuoi mostrare un minimo di rispetto? 
Una domanda, una sola, per far credere che non l’hai invitato solo per quello. 
“Soddisfatto della stagione?”, tipo. Per dire. Banale eh, ma almeno gli si dava un attimo di spazio per parlare del suo lavoro.
Sai com’è, un italiano che corre con la moto italiana… Un minimo… No? Buuu. 


Altra notizia anche se la dinamica dei fatti è ancora poco clara.
Le Iene, le nostre Iene, sono andate a casa Marquez per portare a Marc un premio a forma di organo genitale. Si sa com’è questo programma, irriverente, divertente, bla bla bla.
A me sinceramente piacciono molto i servizi di denuncia di cose serie, quando trattano cose che possono comunque aiutare qualcuno a stare all’occhio; quando si tratta di deridere i vip non mi aggrada, e a sto giro secondo me hanno toppato.
Non che debbano fare distinzioni, ma qua si tratta comunque di un ragazzo di ventidue anni che deve concentrarsi su una gara di MotoGP, non andare a Uomini e Donne.
Comunque, loro dicono che la famiglia Marquez li ha attaccati, i Marquez dicono di essere stati attaccati, tutti denunciano tutti e non si capisce più un ca.
Vedremo come andrà a finire la cosa.

Altra riga altra polemica.
Valentino, okay che sei arrabbiato, okay che uno le prova tutte… Ma vuoi chiamare anche L’ONU? La NATO? Amnesty International? 
No perché qua tra corsi e ricorsi mi sembra che la cosa stia sfuggendo di mano visto che comunque ha ammesso anche lui la scorrettezza in pista, quindi la protesta è su cosa? 

Detto tutto questo anche se avrei molto altro da dire chiudo qua, che se no non finisce piu il post.
Non so voi ma ho 

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Letture, film e serie tv!

Aaaah che periodo altalenante! Un momento ci sono, poi no, poi sì… Un casino insomma. Un fantasma.
The Phantom of the Internet, altro che Opera.
Ma parliamo di cose vagamente interesting, va là, perché in questo ho visto, letto e comprato (soprattutto comprato, temo) un sacco di robbbba.

Serie tv

  • Fortysomething: Serie molto inglese e molto comedy, una cosina leggera dunque, almeno stavolta.
    La serie è del 2003 ed è di… Hugh Laurie! Er Dottor Aus, capite? Gregory House, scorbutico, con il bastone… Lui! Che è un attore in grado di fare un po’ qualunque cosa, dal drammatico al comico senza alcun problema.
    Qui interpreta la parte di un uomo in crisi di mezz’età e lo si vede affrontare problemi con la moglie, con il lavoro e con i figli (tra cui il più grande è interpetato da un giovanissimo e allampanatissimo Benedict Cumberbatch. Già solo questo è un motivo per guardarla, no?).
  • Mozart in the Jungle: Altra serie tv leggerina e molto, molto carina. Si è capito che a sto giro non ho voglia di drammi?
    Qui si segue la giovane Hailey alle prese con il suo sogno di diventare una grande oboista ed entrare in un’orchestra prestigiosa, ma soprattutto la si segue alle prese con un grandioso maestro d’orchestra appena arrivato alla New York Symphony:
    Bella, simpatica, piacevole. Datemi la seconda stagione.

  • Gotham #2: Minchia che inizio. Per ora sono uscite solo quattro puntate, ma queste quattro sono puntate bomba, trust me.
    Che devo dire, si sa chi è il protagonista assoluto di questa stagione… Il Joker. Alla faccia tua, Jared Leto.
    Sì, lo odicchio perché ha vinto un Oscar, va bene? Sono una brutta persona.
    Comunque inizio stagione con il botto, non vedo l’ora di scoprire come si evolveranno le cose!

  • The Bastard Executoner: Nota dolente di questa lista. Ho atteso con ansia questa serie perché mi sembrava una figata, lo dico sinceramente, ma sono rimasta delusissima. Okay che ho visto solo tre puntate, ma… Che noia! Che barba! Che brutto!
    Spargimenti di sangue piazzati a casissimo, scene dalla dubbia utilità, una storia che non parte… Meh, meh, meh.
    Mi rendo conto di essere una rompiballs, ma non possono avere tutti costumi e facce sporche di fango, sudore, fatica, mentre i protagonisti sono lindi e curatissimi come appena usciti dall’estetista. Mi ammazzi l’atmosfera così, diamine.
    Da rivalutare, ma senza fretta.

Libbbbri (in lettura)

  • Il piccolo amico di Donna Tartt: sono all’inizio inizio quindi non posso dare pareri, però una cosa la posso dire: la Tartt scrive proprio bene. Dio di illusioni mi era piaciuto tantissimo, questo promette bene.

  • Niceville di Carsten Stroud: questo libro lo sto leggendo un po’ senza logica, nel senso che è quello che ho in borsa e leggo quando ho qualche momento morto ma non la sera quando vado avanti con la Tartt o Il trono di spade. Non mi fa impazzire la scrittura di Stroud ma la trama per ora mi spinge avanti.

  • Il trono di spade-Tempesta di spade di George Martin: la mia scalata al tronazzo di spade continua, un po’ a rilento ma continua. E’ sempre tutto una figata, sia chiaro, ma in alcuni momenti dopo quattro libri la prospettiva di averne altri tremila prima di giungere alla conclusione non sembra più così entusiasmante.


    Filmozzi


  • Non avere paura del buio di Guillermo del Toro: MEH. In attesa di Crimson Peak mi sono detta “guardiamoci qualcosa di questo toro, no?” e in tv è capitato a fagiuolo questo film.
    Purtroppo.
    Mi aspettavo un bell’horror inquietante al punto giusto e invece sembrava un film per un pubblico dai tredici ai quindici anni.
    Brutto. Fatto male. Noioso. Mai paura. Bocciato. 

    Sembra ‘na figata dalla locandina, eh?


  • The Martian di Ridley Scott: Ridley, quoque tu? Come hai potuto? Io mi fidavo di te, quasi ciecamente! E tu cosa fai? Un film brutto. Ma brutto brutto -per me- eh. Volevo strozzarmi con la cannuccia della coca cola, in sala. Nessuna emozione, due ore di costrizione, scene senza senso… No, no, no. Ridatemi le due ore perse.
    Locandina letta con il tono di Alfie Boe in Les Miserables

    Questi sono i miei ultimi movimenti, voi cosa avete letto/visto/seguito?
    Presto post di recensioni varie ed eventuali 🙂

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Leggins a pois e attacchi di panico

Aaaah, due notizie delle dieci di sera:

  1. Frugando nella zona più recondita dell’armadio ho fatto un ritrovamento interessante: dei leggins neri a pois bianchi, orrendi secondo tutti quelli a cui ho chiesto, bellissimi per me.
    Li lovvo, c’è poco da fare.
    Ora sono la mia tenuta da casa, ma sto pensando di ampliare i loro orizzonti e far vedere loro il mondo esterno.
    Mondo: brace yourself.
  2. Sono entrata anche io nell’angoscioso mondo di quelli che soffrono di attacchi di panico, buongiorno! Ho avuto due attacchi parecchio forti (pronto soccorso, thanks), poi la situa si è calmata… Ora sto bene ma ho sempre un po’ l’ansia che mi si ripresentino i sintomi.
    Ho comunque cercato fin da (quasi) subito di non cedere all’impulso insensato di chiudermi in casa e smettere di fare le cose normali. I primi giorni sono andata per gradi, ora riesco ad uscire tranquillamente.
    E’ strano perché all’improvviso mi sono sentita incompresa e un po’ matta, credo che chi ne ha sofferto possa capirmi… Ma non bisogna perdersi in bicchieri d’ansia e cercare di reagire.

Ciò detto, posso tornare a scribacchiare un po’ sul blog. Sto andando avanti a leggere La regina dei draghi, sono penso a metà (Theon, bastardello che non sei altro, te se ama. Facci un favore e ammazza Bran, per favore.)
Ho anche un acquisto in mente, ma stavolta non è colpa mia, lo giuro! Mi è stata regalata una gift card di Sephora e ora ho 50 euri (sì, euri, con la i) da spendere.
Anche a voi si è illuminata una lampadina improvvisamente?
NAKED. NAKED 1, 2, 3… TUTTE.
Non avendone neanche una posso scegliere, per ora sono indecisa tra la 1 e la 3. A momenti propendo per una a momenti per l’altra… in questi giorni andrò a swatchare (mamma mia che termini da fashion blogger che uso) e prenderò la grande decisione.
O avrò un attacco di panico nel farlo.
Non sto guardando nulla in questi giorni ma debbo recuperare assolutamente Hannibal, della terza stagione ho visto solo quattro puntate… Molto male, Sara, molto male.
Voi come state? Cosa leggete e guardate in questo periodo? Fatemi sapere, fatemi sapere!