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Film brut (ma non tant): The Open House

The Open House, un film che più ci penso più mi perplime. Di una tristezza involontaria quasi drammatica oserei dire.
Ritroviamo Dylan Minette, che a mio modesto parere sta diventando un bel fieu e anche un buon buon buon attore, spero non si perda strada facendo.
Per ribadire il fatto che io di cinema non ci capisco una mazza vi avverto che a me è piaciucchiato e al resto del mondo ha fatto schifo come poche altre cose, quindi non fidatevi di me. 
E attenti agli spoiler, che dico di tutto e di più come sempre. Vi chiedo già scusa per la lunghezza del post, sarò meno prolissa in futuro.
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Aluuuura, il film inizia col botto, nel senso letterale del termine: c’è una famigliola (in)felice in super difficoltà economiche e padre e figlio vanno al supermercato; tempo un minuto e mezzo e siamo già alla prima morte: un’auto travolge Mr Papà nel parcheggio, stecchendolo sotto gli occhietti miopi di Logan.

Madre e figlio si trasferiscono dunque nella casa di montagna più grande del mondo che appartiene alla sorella di lei, e fanno conoscenza fin da subito di Martha, la vicina di casa super inquietante che praticamente ha più denti che capelli e sta cavalcando gloriosamente verso l’alzheimer.
Che poi la guardi e pensi “capelli rossi, una vecchia giacca di seconda mano… devi essere una Weasley“.Risultati immagini per the open house martha

Madre e figlio cominciano ad ambientarsi in questa villa che ogni domenica ospita un gruppo di persone le quali vogliono vedere la casa per comprarla, e i nostri due sfigatini protagonisti devono starsene fuori dai piedi… ma siamo sicuri che i visitatori se ne siano andati tutti?

Cominciano a succedere cose bizzarre che più che altro sembrano dispettini di un bimbo di dieci anni: la ciotola dei cereali passa dalla stanza da letto alla cucina, gli oggetti si spostano o spariscono, la caldaia continua a spegnersi mentre La Mamma si lava, si sentono tonfi provenire dalla cantina a Logan sparisce il cellulare… e già qui troviamo  la cosRisultati immagini per the open house gif dylan minnettea più irreale del mondo: lui se ne frega. Se a me sparisce il telefono piuttosto ribalto la casa dalle fondamenta, la scoperchio, di certo non faccio spallucce dicendo “boh, lo ritroverò”. Io sono abbastanza convinta che dopo ventiquattr’ore di assenza di cellulare avvertirei le forze dell’ordine della scomparsa, dopo quarantotto arriverei al decesso.

Quindi uno si comincia a chiedere: ma sono dementi loro? C’è uno spiritello scemo in casa? Lo Yeti? Riccioli d’Oro? 
Ve lo dico già adesso: no. E’ un uomo. Un essere umano chiaramente deficiente che si diverte con pochissimo, in poche parole un pirla.
Ma chi è? Boh.
Perché lo fa? Doppio boh.
Perché per i primi cinquanta minuti non succede assolutamente nulla se non inquadrature di angoli della casa vuoti, anfratti da cui non sbuca nulla e ‘sto tizio non si palesa? TRIPLO AXEL DI BOH.
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Questa escalation di puttanate cose strane si conclude con loro due che una sera tornano a casa e trovano la tavola apparecchiata con tanto di candela; ammetto che questo un po’ di ansia a me la metterebbe, onestamente. Prenderei i miei quattro panni di persona povera e andrei a contemplare il mio futuro sotto un ponte, immediatamente… Col cazzo che rimango in una casa in cui qualcuno ha apparecchiato per me senza essere stato pagato per farlo.
Ma la madre è scema, povera creatura, e dice che non hanno soldi per un albergo; pure i poliziotti dicono di stare scialli che saranno stati dei bambini (ma che bambini avete lì? Che si intrufolano nelle case degli altri e apparecchiano le tavole? Sono tutti filippini?!) ordunque rimangono li in attesa di essere maciullati, noi lo sappiamo.

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Logan che pensa chiaramente “che madre stupida”.

Comunque come ho già detto per un’ora non succede una ramazza, poi accade un casino della miseria nell’ultima mezz’ora. Millemila minuti di pellicola in cui noi capiamo dalle inquadrature che questi due vermi solitari non sono poi così solitari, ma niente di più finche non arriviamo a un quarto d’ora dalla fine; un po’ inquietato dall’ultimo avvenimento Logan chiama un tizio che fa la corte a sua madre e gli chiede di passare lì la notte perché se la stanno facendo sotto, ma vi dico solo che questo qui è nero, quindi RUSPA e ormai sappiamo tutti che fine fanno i neri negli horror (e in America in generale; se poi incontrano un poliziotto non ne parliamo neanche. Peggio che incontrare Freddy Krueger)

Tempo due scene e infatti ce lo ritroviamo sgozzato come un capretto (con una quantità  minima di sangue, come se si fosse tolto una pellicina da un dito) e il nostro povero Logan viene messo k.o nel vialetto di casa e successivamente inondato d’acqua fredda e lasciato fuori a morire congelato, anche perché è quasi Natale.
Il tizio pazzo intanto va dalla madre, precedentemente legata come un cotechino, e non sapendo bene che fare decide di torturarla un po’; prima le fa sentire tutta la discografia di Dolcenera, poi le fa guardare tre puntate di Peppa Pig e infine le spiezza le dita una ad una.
Una scena deliziosa. Squisita. Grazie.
Logan si ripiglia, prende un coltello, si mette a cercare madre e pazzoide e in un attimo di concitata follia -che non ha il minimo senso in qualunque modo guardi la scena- uccide la madre.
In pratica lui sta tenendo in mano sto coltello e la madre gli corre addosso urlando e autoimpalandosi. Mah. 

Poi lei, ormai morente, lo guarda negli occhi con amore e gli dice dice… “Ma i Marò?”
Non è vero, gli sussurra di scappare perché dietro di lei c’è il mega-pazzo.Risultati immagini per run forrest run gif
Per la prima volta in un film horror il protagonista fa esattamente quello che avrei fatto io: comincia a correre urlando come un matto in preda al panico.
Siamo agli sgoccioli, il nostro eroe cade, il cattivo gli piomba addosso come una pantegana sul formaggio e in una scena un po’ schifida gli toglie le lenti a contatto e gli dice prorprio “scappa adesso, pirla“. (Capite che sto killer è scemo? Sarà diventato killer per corrispondenza, non ha idea di come fare.)
Logan, cieco come una talpa, fugge nel bosco e continua a correre e correre come un cavallo al Palio di Siena. Ricordiamoci anche che è ancora bagnato fradicio e ci saranno meno mille gradi, poverino. Io sono di una pigrizia allucinante e al suo posto mi sarei sdraiata ad attendere il mio triste destino.
Credo sia la prima volta che mi dispiaccio per un personaggio di un horror.
Comunque sia ultimi tre minuti di film: è mattina, Logan si sveglia e va ad abbeverarsi al fiume come un animaletto selvatico quando uno stivale gli piomba di fianco e lui comincia a implorare per la sua vita a priori, senza neanche guardare chi è.
Come finisce? Con il pazzoide che lo strangola e lo lascia lì, muerto stecchito, per tornare in auto e andare alla prossima casa aperta per le visite. Alias verso un’altra Open House.

…Miiiinchia che pesantezza di finale. Cioè di solito mi piacciono quelli in cui muoiono i protagonisti, ma stavolta tifavo davvero per Logan perché è un personaggio un po’ diverso dai soliti cliché che vediamo e speravo che una gioia gliela si potesse dare.

Passando alla parte detective, ho letto millemila teorie su chi fosse sto benedetto killer. Io continuo a restare della mia idea, ovvero che sia stato l’idraulico.Risultati immagini per gif idraulico
Le battute “Sono già venuto qui” “Vengo qui quasi ogni giorno” mi erano sembrate piuttosto compromettenti. Non credo di essere arguta e scaltra come la Signora in Giallo però è lui anche a “ritrovare” il cellulare di Logan.

Permettetemi di fare un piccolo recap: a questo poveraccio muore il padre sotto gli occhi, cambia scuola per trasferirsi in una casa isolata dal mondo in cui succedono cose strane, perde il cellulare, uccide sua madre , scappa come un leprotto terrorizzato e infine quando pensa di essersi salvato le brache viene trovato al killer e strangolato. Così non solo è muerto, ma tutti penseranno che è stato lui a uccidere sua mamma e poi morire assiderato nel bosco.
ORA DITEMI DOV’E’ LA GIUSTIZIA, personaggi completamente del cazzo vivono, sopravvivono e si riproducono pure e lui che era quasi una persona normale viene ucciso così malamente dopo una vita infame!?

Per concludere direi che questo film è da guardare quando uno è triste e pensa che la sua vita faccia schifo. A confronto con quella di Logan siamo tutti dei privilegiati, non mi lamenterò mai piu di niente.

Tirando le somme a me questo film non è dispiaciuto anche se non è niente di elaborato da nessun punto di vista, ne di trama ne di regia ne di nulla; si fa guardare, ecco. Sarà che ultimamente ho visto cose di qualità infima… Il problema principale di questo film aRisultati immagini per what gif parte la noia è che non ha nè capo nè coda. Se qualcuno ha voglia di spiegarmi la scena con l’assistente dell’agente immobiliare gliene sarei estremamente grata. C’è semplicemente lui che sbuca da una stanza una domenica molto tardi, quindi il gruppo di gente se n’era già andato da un pezzo, dice un paio di scuse e se ne va, sembrando spaventato.
Sapeva che qualcuno era rimasto in casa? Ha avuto un incontro ravvicinato del terzo tipo con il killer? E’ solamente cretino? Boh. Non ho capito. Delucidatemi, please.

Insomma, guardatelo e fatemi sapere cosa ne pensate perché io sono confusaRisultati immagini per confused gif 

 

 

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Librando: IT by Stephen King.

“E scusa se ti aaaaamooooo, e se ci conooooosciamooo, da due mesi o poco piùùùùùù” *canta e balla in giro per casa ingozzandosi di Nutella*

Da questa piccola intro avrete capito un po’ lo stato in cui giaccio da qualche tempo e nel quale giacerò ancora più profondamente tra un po’. Non so neanche come sono finita ad avere Tiziano Ferro come sottofondo ma che nostalgia ❤ 

“E scusa se non parlo pianoooooo
Ma se non urlo muoiooooooo
Non so se sai che ti amooooooo”

Va bene la smetto. Via i fazzoletti, via la Nutella, via Tizzi Tizzi (è così che chiamo Tiziano nell’intimità della mia testa), facciamo le persone serie. 

Di che si parla oggi? Di quanto voglio i brow pot di Nabla? Della Teoria delle Stringhe? Di quanto sia bello Sam Claflin? Ma no, ma no. Niente di tutto questo (anche se i brow pot li vorrei davvero, anche se non quanto vorrei Sam Claflin) oggi si parla finalmente di IT, il brevissimo romanzo di quel simpaticone per nulla inquietante di Stephen King

Non scappate, por favor! Lo so che ormai basta il titolo per far impallidire tutti quanti, ma sarà che io non ho visto il film in tenera età e quindi non sono rimasta traumatizzata… Ma durante la lettura non ho mai avuto terrore cieco, capite? E’ una leggenda metropolitana che IT faccia effettivamente così tanta paura. E’ un po’ inquietante, c’è qualche scena splatter, l’ansia di veder comparire un clown con un mazzo di palloncini ve la fa venire, ma non è quella cosa terrificante che mi aspettavo.
E’ comunque bellissimo.
C’ho messo un sacco a leggerlo nonostante mi avesse acchiappata un sacco perché sono veramente tante pagine, e per di più tutte importanti! Quindi, furbacchioni, se siete abituati (come me) a saltare qualche pagina qua e là per arrivare al sodo… Beh, qui non si può fare. Ve lo dico io che ci ho provato a fare la furbetta e poi sono dovuta tornare indietro dieci volte a leggere quello che avevo così scaltramente saltato.

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“Non saltate le pagine o vi mando IT a casa.E non parlo di una copia autografata”

Trama:

“In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. E quando, molti anni dopo, It ricompare a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano la famiglia e il proprio lavoro per tornare a combatterlo. E l’incubo ricomincia. Un viaggio illuminante lungo l’oscuro corridoio che conduce dagli sconcertanti misteri dell’infanzia a quelli della maturità”

Opinione e pensieri a briglia sciolta:

Questo è il King che piace a me, quello dei “primi tempi”, che si prende il suo tempo, entra nella psicologia di ogni personaggio, te li caratterizza a fondo, ti ci fa affezionare. Soprattutto quando i protagonisti sono giovani, come nell’acerbo Carrie che io ho apprezzato molto. 

Qui è impossibile non affezionarsi a Ben, il cicciotto bambino tormentato in maniera orribile dal futuro pazzoide Henry Bowers, o a Bill Denbrough, il capo dei Perdenti, o ancora a Richie “Boccaccia” che è un asso nel dire cose fuori luogo. Risultati immagini per i perdenti it

Anche i cattivi poi sono praticamente perfetti, tutti si evolvono e nel corso del romanzo l’influenza che ha IT su tutti gli abitanti di Derry si palesa sempre di più, in maniera inquietante, subdola, malvagia. 

IT in sè, poi, è quanto di più orribile possa esistere. E’ il male, è Derry stessa, è tutte le paure e le nefandezze e ancora molto di più, e cosa se non un gruppo di bambini può sconfiggere il male assoluto? 

Uno dei personaggi che più mi ha turbata è un personaggio secondario, che si vede molto poco e c’entra poco con la storia. Quelle rare volte in cui King ce ne ha parlato, però, mi hanno sconcertata. Sto parlando di Patrick, membro della cricca di Henry Bowers, chiaramente sociopatico fin da piccolissimo. Leggere le sue pagine mi ha scossa, perché in un libro di mostri leggere di mostri umani è la cosa più agghiacciante. 

Il finale (che non vi spoilero, andate tranzolli) mi è piaciuto molto molto, il che è raro. Di solito i libri belli hanno finali brutti, è un po’ una verità assoluta. Come cielo a pecorelle pioggia a catinelle. 

Insomma, se non si fosse capito lo stra consiglio praticamente a chiunque perché non è così horror come tutti pensano, quindi non rimarrete traumatizzati a vita (e se lo dico io che sono fifona potete stare tranquilli), non è così lungo da far passare la voglia di leggerlo ed è semplicemente bellissimo, attanagliante e non riuscirete a staccarvene fino alla fine, parola di lupetto.

Io torno alla mia Nutella, alle mie canzoni deprimenti, ai miei fazzoletti e a leggere Nessun Dove di Neil Gaiman: in questo momento ho proprio bisogno di lui. 

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Neil salvaci tu

 

Ah, per la gioia di tutti quelli la cui infanzia è stata rovinata da IT, sappiate che uscirà un remake del film quindi aspettatevi un ritorno di clown ovunque, trailer inquietanti e chi più ne ha più ne metta.
HALOA.

* DI SEREEEEEEEEE… NEREEEEEEEE! EEEEE NON C’E’ TEMPOOOO NON C’E’ SPAZIOOOOOO E MAI NESSUUUNO CAPIRAAAAAA’*

 

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La Notte Eterna del Coniglio -Giacomo Gardumi-

Non so da voi, ma a casa mia c’è tensione.

Alta tensione. Altissima purissima levissima tensione.

C’è la partita.

Bayern-Juventus, mio papà e mio cugino impazziti in sala, tutti i maschi e gran parte dei contatti femminili dei gruppi su whatsapp sono in visibilio o intenti a discutere di grandi
sistemi calcistici… E io scrivo. Scribacchio. Okay dai, diciamo che schiaccio sulla tastiera senza la minima coerenza. 

Mi sembra la serata giusta per parlare di un libro horror, uno dei primi del genere che io abbia mai letto perché, detto papale papale, sono una fifonissima. Sono la tipica persona che guarda i film di paura e poi ogni volta che rimane da sola da qualche parte è terrorizzata da ogni ombra o rumore. 

In ogni caso la meravigliosissima Pennylane On The Tube ne aveva parlato bene in un suo video e io l’ho cercato in un lungo e in largo finché questo libro non è entrato nella mia libreria. 

 

Trama:

Un’inaspettata apocalisse distrugge la razza umana e trasforma la terra in un pianeta morto. Sopravvivono quattro piccoli nuclei familiari, rinchiusi in minirifugi atomici nella città di San Francisco. I superstiti possono comunicare tra loro grazie a un trasmettitore satellitare. Improvvisamente gli occupanti di uno dei rifugi cominciano a sentire dei colpi battuti sulla porta, come se qualcuno volesse entrare, benché la telecamera che inquadra la superficie riveli chiaramente che nessuno si è avvicinato. Gli avvenimenti misteriosi si moltiplicano, finché un «coniglio» rosa penetra nel rifugio e compie un orrendo massacro. Gli altri membri del gruppo si rendono presto conto che il «coniglio» è solo all’inizio della sua missione di morte…

In questo libro ho trovato sia cose molto positive che cose molto negative. Visto come sta andando la partita cominciamo da quelle negative va, che se no finisce in suicidio per tutti.

Non so come dirlo in modo carino quindi vado di getto, come quando si fa la ceretta: uno strappo e via.
Il modo in cui è scritto questo romanzo, specialmente i dialoghi e gli spiegoni scientifici, non mi piace. Se da un lato Mr Gardumi è bravissimo a far venire l’ansia e il senso di claustrofobia spaventoso, dall’altro “ammazza” un po’ l’atmosfera con certi dialoghi troppo pesantozzi e banali e dalla scarsa utilità.

Un’altra cosa che non mi è piaciuta, ma so che non è piaciuta quasi a nessuno tra quelli che hanno letto questo libro, è la parte finale, lo spiegone del come-quando-perché il coniglio ha fatto quello che ha fatto. Una volta che hai dato l’idea e sparso qua e là gli indizi, sta al lettore mettere tutto insieme e capire. E poi secondo me lasciare un po’ all’immaginazione è anche meglio…ma qui no, qui ti dice tutto per filo e per segno. 

Passando alle cose che mi sono piaciute, direi che prima di tutto devo citare la capacità dell’autore di incutere angoscia. Giuro, se qualcuno avesse bussato alla mia porta mentre leggevo questo romanzo, il mio cuore mi sarebbe uscito dal naso.
Quel maledetto toc toc. LA PAURA.

E poi diciamocelo, tutti guardiamo con diffidenza quei mega pupazzoni con qualcuno dentro. Sono inquietanti per antonomasia.

Un’altra cosa mucho (o muy?) positiva è l’originalità della storia: finalmente qualcosa di diverso dal solito, niente omicidi super strani e ostentatamente perfetti, niente fantasmi per niente spaventosi… Una bella storia con un bel cattivo stavolta. 

Anche la scelta e la caratterizzazione dei personaggi non è male e vedere il panico crescere in persone diverse tra loro aumenta maggior mente il senso di oppressione anche in noi lettori. 

Insomma, se i dialoghi fossero meno banali e più realistici questo libro sarebbe una vera perla. In ogni caso lo consiglio perché, personalmente, mi sono trovata a prendere in mano questo libro dalla copertina inquietante ogni volta che potevo, troppo curiosa di conoscere il mistero dietro a quel maledetto coniglio assassino. 

Qualcuno di voi l’ha letto? Cosa ne pensate? Se no, vi piace l’horror e quale libro del genere mi consigliereste? 😀

Ps: partita finita. Si vanno a contare i feriti ora.