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Ciance sparse: insetti e tagliuzzamenti

Ma buonasera miei indomiti Spelacchiati, come state? Vi state guardando “House of the Dragon” e siete innamorati persi di Daemon, proprio come me? Mi auguro di sì, se invece avete altri manzi da consigliarmi fate pure un elenco che qua ho bisogno di distrarmi.

Ora vi narrerò del mio pomeriggio molto traumatico.

Ero sul balcone a studiarmi i meccanismi degli orologi, perché non so una cippa e non avete idea dei clienti rompi balls che arrivano in negozio ogni volta…
“Ma questo con che orologio è sincronizzato?” … Non lo so signora, con che cazzo di orologio dev’essere sincronizzato? Col Big Ben? Sa che può regolarlo lei, sì?
“Ma che movimento ha?”

“Ha presente ‘movimento lento’ di Vasco Rossi? Ecco, lo ha scritto pensando a questo orologio”.
MA CHE COSA VUOI SAPERE? COSA? LE VEDI LE LANCETTE CHE SI MUOVONO IN SENSO ORARIO? ECCO, QUELLO E’ IL MOVIMENTO.

Beh, inutile dirvi che no, non è proprio così che stanno le cose, ma cosa ne so io dannazione.

Comunque, dicevo, me ne stavo lì a cercare di capirci qualcosa quando a un certo punto STONK! Una cimice si schianta a velocità folle contro lo schermo del mio pc e io
per poco non mi ribalto dalla sedia.

Io e gli insetti non andiamo esattamente d’accordo, diciamo pure che mi fanno rivoltare lo stomachino e se posso me la squaglio il più velocemente possibile lasciando all’eventuale mostriciattolo tutti i miei averi. 

Comunque raccimolo tutto il coraggio possibile e lancio via la cimice con un foglio, mi rimetto lì a leggere come minchia è stato creato il primo orologio Maserati, quando sento un rumore di eliche e penso “ehllamadò, dov’è ‘sto elicottero? Che ci fa vicino a casa mia?”
MA ALTRO CHE ELICOTTERO ED ELICOTTERO

ERA UN INSETTO

ANZI, ALTRO CHE INSETTO

ERA UN MOSTRO, NON SO COME ALTRO DEFINIRLO

DI DIMENSIONI ESAGERATE, AVEVA UN REATTORE SOTTO AL CULINO PELOSO, SFRECCIAVA CHE NEMMENO UN CACCIA BOMBARDIERE, VE LO GIUROOOOO! RATATATATAAAAA COME CANTAVA GIANNI MORANDI

E OVVIAMENTE DOVE HA DECISO DI PLANARE QUEL COSO ORRIPILANTE? SUL TAVOLO ACCANTO AL MIO PC!

E lì niente, regà, ho abbandonato tutti i miei averi e sono corsa in casa così velocemente che per poco non mi spiaccicavo contro al vetro della porta-finestra, dunque ho fatto l’unica cosa che qualunque essere umano nella mia situazione avrebbe fatto: ho chiamato mia mamma.

E lei, con il coraggio indomito che solo una madre che deve difendere la prole riesce a tirare fuori, ha preso una scopa e ha mandato via quell’essere mutante che io ancora mi chiedo cosa stracazzo fosse. Da quale laboratorio è uscito? Ma è fuggito dall’isola di Jurassik Park? Ma scherziamo? Quello non era un insetto, era un drago di Daenerys Targaryen, eccheccazzo.
Secondo me non aveva un pungiglione, quello quando vuole punzecchiare qualcuno sguaina la spada e lo sfida a duello. Sciabola tutto, tipo Sandokhan.
Ovviamente ho raccattato le mie quattro cose e sono andata a chiudermi in camera mia, penso di non voler uscire di casa mai più dopo aver visto che genere di esseri popolano questa terra.

Intanto sono bombardata su duemila fronti con consigli e pareri che mi stanno solo facendo sprofondare nell’ansia.
“Ma dov’è che ti fai operare? Qui?? Nooo ma io ho sentito che qua per aprire le persone usano l’apriscatole!”
“Nooo a Milano? Ma lì un mio amico è andato per un’ernia ed è uscito senza la trachea!”
“A Londra?! Ma sei pazza?! Lì ti danno una botta in testa, un calcio nello stomaco e se poi ancora non sei schiattata ti affettano con l’affettatrice dei prosciutti!”
E qua mi infilano nel tritarifiuti, là mi asportano le dita dei piedi, lì mi spatasciano, laggiù mi friggono nell’olio delle patatine del McDonald…
Oooohhh ma che cazzoooooo allora ditemi voi dove andare, che se no ho io in mente  un posticino in cui mandare tutti quanti.
A breve fonderò una rivista: Ansiella Duemila.

Sto considerando l’idea di farmi pungere dall’insetto mostruoso, almeno la facciamo finita in maniera frizzantina.
E voi come state, miei cari? Siete anche voi invasi dalle cimici come me che ormai me le trovo pure nei cassetti? Settembre vi sta provando mentalmente e fisicamente o siete forti come delle rocce e carichi come delle mine?
Narratemi, suvvia, che vi voglio bene.
Hasta la Pastaaaa!

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Craniotomia, solitudine e libri belli

Buonasera miei cari spelacchiati, come state?

Io ultimamente mi sento un po’ accartocciata. Un fiore rattrappito. Una carta accartocciata.
Abemus ultima parola sul mio cavernoma, Anselmo, che risiede nella mia capoccia: è da rimuovere tramite craniotomia; ho sentito tre neurochirurghi diversi, e mentre uno si è dimostrato veramente antipatico e con un parere discorde, gli altri due non hanno avuto dubbi: sono giovane e quasi sicuramente Anselmo mi provocherà altre emorragie cerebrali nel corso della mia vita. E la prossima volta potrei non essere così fortunata da non riportare deficit.
Quindi DAJE, prendete l’apriscatole che la mia capoccia è la vostra scatoletta di tonno!

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Come sto affrontando questa cosa?
Principalmente piangendo, in secondo luogo bestemmiando in maniera particolarmente colorita; devo ammettere che mi escono imprecazioni di cui vado abbastanza fiera.

Vorrei essere una di quelle donne super power, una che non vede l’ora di farsi togliere Anselmo per metterlo in un barattolo sul comodino e fargli un dito medio tutte le mattine, e invece io mi ritrovo ad avere la nausea mangiando una mora sulla mia brioche ai frutti di bosco; perché, per chi non lo sapesse, un cavernoma ha la forma esatta di una mora.

Ma diciamo che si tira avanti, anche se il Batterino non c’è perché è all’estero a suonare e quest’estate ci stiamo vedendo veramente poco, anche se le sedute con la psicologa mi riducono in una poltiglia di mascara colato (non so perché io mi ostini a truccarmi quando vado in terapia), anche se i miei amici non sanno cosa dire e finiamo sempre con il parlare di loro e dei loro problemi perché ovviamente non si ferma il mondo solo perché io verrò operata al cervello. 

Ma ora basta piagnistei, che è sta roba, qua dovrebbero essere servite cose cretine e non lamentele, dunque balziamo su altri argomenti come delle rane balzano dove pare a loro.

Domani comincerò a lavurà in gioielleria, sono aperte le scommesse: quanti disastri combinerò in sole quattro ore? Secondo me come minimo venticinque. Mi immagino già io che inciampo e finisco con la testa in una vetrina, o io che mostro orologi di cui non so niente e li faccio cascare per terra.
“No no era tutto voluto, vede? Nemmeno un graffio sul vetro!”

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Sto finendo “Alta fedeltà” di Nick Hornby e devo dire che mi ha tirato fuori a forza dal blocco del lettore.
Il protagonista, Rob, è così da prendere a sberle che non potevo mettere giù il libro: necessitavo di una scena in cui venisse preso a pugni da qualcuno. Non vi dirò se questa cosa succeda o meno, però Rob, Madonna mia, anche meno.
Lui ha trentacinque anni e un negozio di vinili, ed è una rottura di balle vivente:I Genesis gli fanno schifo, i Pink Floyd li odia, i Nirvana sono sopravvalutati, è in crisi esistenziale e per cercare di stare bene fa stare male gli altri; non so Rob dicci tu, andiamo al Jova Beach Party e siamo tutti felici? No, così, per sapere.

Poi è un pezzo di sterco pure con chiunque gli stia intorno, con i suoi amici, con le donne con cui esce, con la sua povera ex ragazza di cui è ancora innamorato ma non sa come affrontare i suoi sentimenti, perfino con i clienti che entrano nel suo negozio riesce ad essere altezzoso e antipatico.

Però porcaccia la miseria, questo libro non si può mettere giù perché scorre come l’acqua di una fontana in estate, e ci sono delle frasi bellissime, e Rob sa di essere una capra sottoforma di essere umano quindi torna in contatto con le sue ex solo per farsi dire cosa andava e cosa non andava e capire come migliorare. Quindi sì, è una persona fastidiosa, però in un certo senso gli si vuole pure bene. Mannaggia a lui.

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Certo, c’è una parte sulla morte che leggere in questo preciso momento della mia vita mi ha fatto annodare lo stomaco in maniera piuttosto violenta, però miei cari spelacchiati io questo libro non posso che consigliarvelo.

Detto ciò vado a cercare di dormire (in realtà continuerò ad ascoltare Nek fumando la mia sigaretta elettronica) che domani devo vendere gioielli.
Come sempre lascio la parola a voi, miei prodi.

Hasta la pasta.