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Booktubers italiani, i miei preferiti

Salve gente, gentaglia e gentiloni (che ormai c’entra sempre) spelacchiata, come state? Come butta questo 2017? Il mio è iniziato col botto, in senso letterale visto che mia nonna si è spaccata scivolando sul ghiaccio super infido.

Io personalmente sto affogando in un mare di libri, lacrime ed esami, credo morirò presto di crepacuore se non passo un’altra volta l’esame di linguistica.

Comuuunque, visto che ho un blocco non solo del lettore ma dell’essere umano in generale (insomma, è già tanto se respiro, mangio e bevo), ho pensato di lasciarvi qualche nome di booktubers, ovvero di youtubers che parlano di libri nel loro canale, così che abbiate qualche altro spunto e che anche voi spendiate migliaia di danari in libreria.

I booktubers in Italia purtroppo non sono tantissimi quindi probabilmente li conoscete già, ma vi dico i miei preferiti (i cui nomi avevo già fatto in qualche post qua e là).

  1. Lei, la sola, l’unica: IleniaZodiaco.
    Ho conosciuto il suo canale tardissimo e mi sono guardata tutti i suoi video in un battibaleno, grazie a lei (o meglio, per colpa sua) la mia wish list libresca è aumentata a dismisura e il mio portafoglio si è alleggerito; legge praticamente di tutto, romanzi, saggistica, non fiction, libri per i più piccoli, graphic novels… Insomma, chi più ne ha pi, e i suoi consigli sono sempre azzeccatissimi. Il suo modo di parlare di libri poi è meraviglioso, è la professoressa di letteratura che tutti quanti dovremmo avere. 
  2. MatteoFumagalli.
    Anche questo canale l’ho scoperto in tempi recenti e anche qui ho fatto manbassa di video. E’ come sentir parlare il proprio amico di libri, si ride, si scherza, ci si commuove (ci si incazza pure eh), e a fine video vuoi fiondarti in libreria.
    La sua rubrica sui libri trash young adult è qualcosa di meraviglioso, in questo periodo di turbamento emotivo me ne sarò guardata una decina al giorno!
  3. PennylaneOnTheTube, la prima booktuber che ho conosciuto e che occupa un posto speciale nel mio cuoricino libresco.
    Se Matteo è l’amico, la Penny e l’amica che parla di libri. Legge tantissimo, conosce un sacco di classici, parla di libri con una passione che passa attraverso lo schermo e riesce a farlo anche con ironia. Nel suo canale parla anche di film e serie tv, se cercate qualcuno con cui condividere gli scleri ormonali su Tom Hiddleston…questo è il canale giusto!
  4. Le Pagine di Leda.
    Una ragazza adorabile che parla di libri con altrettanta adorabilità, grazie a lei ho conosciuto un sacco di romanzi che mi sono piaciuti molto, sia romanzi “pugno nello stomaco” (per esempio “dobbiamo parlare di Kevin”) sia romanzi più leggeri ma mai frivoli. Un canale veramente piacevolissimo!
  5. MaharetOtonashi.
    La seguivo tantissimo qualche anno fa, poi, provocando una grande depressione nei suoi followers, ha abbandonato il canale… E ora è tornata! Ed è tornata in grande stile visto che parla di un’altra cosa meravigliosa: il make-up. Quindi se c’è ancora qualche imbecille che pensa che le ragazze che leggono sono necessariamente acqua e sapone/che non si curano/bla bla bla spediteli sul suo canale a farsi una cultura. Lei è simpaticissima e legge una bella varietà di generi, sicuramente dopo ogni suo video la vostra wish list si sarà allungata.
  6. Diaryofabibliophile.
    Purtroppo abbiamo gusti letterari diversi ma lei è una ragazza allegra e i suoi video mettono di buon umore, e se voi volete dei consigli sul genere young adult affidatevi a lei e non sbaglierete. Niente splendidi distastri o errori tuoi suoi loro, lei lgge young adult degni di essere pubblicati e ne parla con ironia e simpatia, facendo anche molti tag che rendono la scoperta di libri ancora più piacevole.
  7. MmartiNao.
    Lei è una ragazza super solare che parla di libri, di gadget, di cose potteriane, fa video tag, insomma c’è tutto quello che ci deve essere in un canale allegro e frizzante che parli di libri!
  8. JeMakeup7
    altra ragazza super dolce e carinissima che si trova sul tubo, legge sia classici che young adult, ama alla follia Orgoglio e Pregiudizio quindi non può che starmi simpatica! Ha una dolcezza innata che per me è un pregio bellissimo, oltre che di libri parla -ovviamente- anche di makeup quindi trovate un bel mix sul suo canale, accontenta un po’ l’animo di tutte noi.
  9. ValeLibri
    Donna e mamma simpaticissima e con una voce che adoro (sono una persona fissata con le voci, sarà che odio la mia) e che ha sempre tanti libri di cui parlare e spesso anche da vendere a pochi euro!

Questi sono i booktubers che seguo principalmente, almeno in lingua italiana. Prima o poi farò un post simile con i booktubers inglesi/americani, che sto ancora scoprendo.
E voi, seguite già tutti questi youtubers? Ne seguite altri? Consigliatemi, consigliatemi, che non sono mai abbastanza! 

Buona serata spelacchiati, alla prossima! 

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Spelacchiati e spelacchiate, spero che vi stiate tutti abbuffando di dolci come sto facendo io. Credo di aver inglobato un chilo e mezzo di struffoli in meno di quarantotto ore, dite che è un record? Finirò su Canale Cinque?

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GIVE IT TO MEEEEEE

Sciocchezze a parte… Il 2016 è finito e io mi sono resa conto di aver letto veramente pochissimo e divano troppo.

Dopo questa pessima battuta giuro che la smetto. Ho letto penso una decina di libri, il che è vergognoso, e ho parlato di quasi tutti qui sul blog… e se volete saperlo credo che il migliore sia stato IT di Stephen King.

Cosa aspettarvi dal 2017 sul blog?

Niente. Non nel senso che sparirò forever and ever, ma che anche se io promettessi di essere più costante e più presente (cosa che mi piacerebbe davvero eh!) so già che non riuscirei a mantenere la promessa. E poi dai, diciamocelo, il fatto che io appaia e scompaia aggiunge fascino e mistero.

Di sicuro farò del mio meglio, questo posso assicurarlo, ma non so se per voi sarà un bene o un male, e sicuramente parlerò di diecimila cose. Libri, film, serie tv, trucco, attori manzi, avventure&disavventure quotidiane, cose bislacche e chi più ne ha più ne metta.

Prima o poi arriverà un post su “Guerra e Pace” perché l’ho piazzato sul comodino in attesa di essere dell’umore adatto a leggere. Non so quando ciò accadrà ma voi preparatevi e, soprattutto, se voi l’avete già letto ditemi qualcosa, vi è piaciuto? L’avete trovato noioserrimo? La mole del libro non mi spaventa particolarmente ma un mio amico ha detto di averlo mollato per la noia quindi ora sono preoccupata.giphy

Va bene, per oggi basta così che questo post inutile è già abbastanza lungo e gli struffoli mi attendono. Anche la puntata di Sherlock mi attende, 4×01 a noi due! Anche se parto prevenuta perché la terza stagione non mi è piaciuta affatto… Vi farò sapere. 
Alla prossima, spelacchiati!

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La vita non è un libro

La cosa brutta di essere una lettrice è che spesso i libri hanno il lieto fine, e alla lunga leggere di situazioni che si risolvono per il meglio, persone che nonostante tutto riescono a stare insieme, lieto fini indipendentemente dalle mille avversità… beh, crea aspettative. Illude. 

Ringrazio gli Harmony (quelli poco poco zozzi che aveva mia nonna) per avermi dato qualcosa da leggere quando avevo qualcosa come dodici anni, ringrazio Jane Austen per avermi fatta innamorare più e più volte dei suoi personaggi e dell’idea dell’amore, ringrazio tutti gli autori e le autrici che ho letto nella mia semi-misera vita.
Vi ringrazio perché in una fase della mia vita siete stati importanti… Ma in questo momento vi odio. Raggomitolata sul divano a mangiare Nutella penso che vi odio, e penso che odio voi perché non posso odiare chi di dovere in questo momento. Mi è umanamente impossibile.

Quindi oggi parliamo dei cinque libri che mi hanno fatta piangere secchiate e secchiate di lacrime e che tutt’ora mi fanno venire gli occhi umidi a pensarci o che mi hanno lasciata un senso di malinconia/tristezza perenne. Pronti? Partenza… Via!

  1. Harry Potter.

    Saltiamo lo schifido lieto fine per Harry Potter e quella sciacquetta di Ginny (lui sarebbe dovuto morireeeeeeee continuerò a sostenerlo per sempre) e focalizziamoci su quello che mi ha effettivamente fatto piagnucolare come una capra.
    La morte di Fred. MAMMA MIA QUANTO CI SONO STATA MALE. NON POTETE CAPI’. Dolore a palate proprio, secchiate di piagnisteo, giornate passate a cercare di superare il lutto. Ancora non ci sono riuscita. FRED TORNA DA NOI.
    E Tonks e Lupin? Eh? EH?? Vogliamo parlarne? Ma con che cattiveria fai una cosa del genere? Il povero Ted rimasto orfano così brutalmente… Poraccio poi, costretto a crescere con i Potter, con Harry e Ginny come parenti acquisiti. Sarebbe stato meglio far fuori anche lui, ‘poraccio.
    Poi vabbè la questione Severus Piton/Lily Evans ve la lascio lì, tanto chevvelodicoaffare.Risultati immagini per harry potter gif
  2. I Miserabili.
    Devo davvero dire qualcosa? Davvero davvero?
    Okay, lo farò senza spoiler, perché DOVETE leggerlo tutti e non voglio anticipare assolutamente nulla.
    E’ il romanzo che più mi ha fatta piangere e commuovere, sia in bene che in male, e per ora lo considero il mio libro preferito. Ho effettivamente pianto un po’ in diverse parti del libro ma quello che più mi ha uccisa è stato il “Me lo permetti?”. E tutto quello che ci sta intorno.
    Ma ce ne sarebbero altri dieci di momenti che mi hanno fatta accartocciare sul letto con i lacrimoni.
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  3. L’uomo che sussurrava ai cavalli.
    Okay, questo romanzo non me lo ricordo quasi per nulla, perdonatemi, so solo che mi era piaciuto parecchio e che avevo pianto un po’ anche qui e che odiavo la marmocchia. Dovrei proprio rileggermelo, ora che ci penso…
  4. Cercando Alaska.
    Va beh dai uno young adult ogni tanto leva il medico di torno, no? Poi John Green scrive bene, gli piace vincere facile ma scrive bene, quindi sono perdonabile!
    Qui non ho propriamente pianto ma ci sono rimasta male per giorni… Risultati immagini per alaska map
  5. The Perks of Being a Wallflower/ Ragazzo da parete/ Noi siamo infinito
    Chiamatelo come volete, io l’ho letto in inglese e per il mio cervello resterà sempre The Perks of Being a Wallflower. 
    In ogni caso, il senso di qualcosa di sbagliato che si percepisce durante tutto il romanzo mi ha fatta sentire male a più riprese. Charlie resterà nel mio cuoricino per sempre. 
    Risultati immagini per perks of being a wallflower

Questi sono i cinque che mi sono venuti in mente per primi, e mi ero ripromessa di seguire l’ordine casuale del mio cervello. Altri libri che mi hanno commossa sono “Molto forte incredibilmente vicino”, un po’ tutte le tragedie di Shakespeare (in particolare l’Enrico V), “Weasley il Gufo”, “Qualcuno con cui correre”… E come non parlare delle morti devastanti ne “Il trono di spade”?! 

Va beeeeene poniamo fine a questo post lacrimoso, fatemi sapere quali libri vi hanno fatti stramazzare per terra circondati da fazzoletti usati! 

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Blocco del lettore, qualche consiglio per superarlo

Oggi parliamo di lui, il maledetto. No, non parlo di George R. R. R. R. R. R. R. Martin, che resta comunque il maledetto per eccellenza, ma parlo di un signorino che tutti i lettori conoscono: il blocco del lettore.

ARGH.

Quest’anno ho letto pochissimissimo, sono una capra. Sgarbi dovrebbe venire a casa mia a urlarmelo in faccia, me lo merito.

Il blocco del lettore è quella seccatura incredibile che ti fa roteare gli occhi all’indietro quando guardi i libri appollaiati sul tuo comodino, ti fa sbuffare come un bufalo quando prendi in mano il libro che devi finire, ti fa pensare “ma che è sta roba” anche se stai leggendo il tuo libro preferito per la centesima volta.

Per un motivo o per un altro quest’anno ho praticamente avuto il blocco del lettore come coinquilino fisso, e non pagava neanche l’affitto…

Sto per dare qualche consiglio super banali quindi potete anche smettere di leggere.

  1. Non sforzatevi. 
    Questo è il consiglio più banale del mondo, il più scontato, eppure è fondamentalmente vero: se vi sforzate è la fine. Io ho provato a costringermi a leggere e il risultato è stato devastante, poi non ho toccato libro per mesi perché non lo vedevo più come un piacere… come a scuola. BrrrRisultati immagini per books gif
  2. Ma non abbandonate del tutto la lettura!
    Allora, un conto è non sforzarsi, un altro conto è smettere di avere contatti con il mondo letterario. Prendete in mano un libro ogni tanto, provate a leggere una pagina e vedete come va. Leggete i blog che parlano di libri, seguite youtuber che parlano di libri, insomma, circondatevi da persone che possano trasmettervi la scintilla che farà sparire il blocco.
  3. Provate libri diversi.
    Chissenefrega se ne avete gia dodici iniziati lì sul comodino, se siete in preda al blocco mettetevi davanti alla libreria, pensate alle trame o agli autori e seguite il vostro cuoricino letterario. Il libro che vi farà passare il blocco è lì, dovete solo trovarlo.
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  4. Spegnete il cervello.
    Questa è la cosa più difficile per me in questo momento. Quando mi metto a leggere il mio cervello istantaneamente parte per la tangente, mi si affolla di cose da dire, che avrei voluto dire, che non dirò mai, mi immagino scenari in cui il mio cuore non letterario non viene pungolato con un coltello, partono i ricordi, penso a tutte le cose che non stanno funzionando nella mia vita e… ah ma stavo leggendo? Beh ormai è tardi, devo cercare di deprimermi ancora un po’ e poi dormire.
    A questa situazione non ho ancora trovato una soluzione, se avete consigli fatevi avanti. Penso che la chiave sia il tempo, ma magari anche una botta in testa non sarebbe male.
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  5. Preparate il setting da lettura.
    Se la situazione è grave e non riuscite a leggere qualcosa da troppo tempo bisogna fare qualcosa. Musica preferita, una tazza di latte coi biscotti, di thè o di cioccolata, una coperta addosso (visto che siamo in inverno), una posizione comoda e il libro del vostro autore preferito. 
  6. Prendete a calci in culo il blocco del lettore!
    Insomma, questo è quello che provo a fare io quando il blocco del lettore si impadronisce di me e mi fa passare la voglia di leggere, dunque di vivere. E voi? Avete altri consigli utili? Uniti contro il blocco!

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Librando: IT by Stephen King.

“E scusa se ti aaaaamooooo, e se ci conooooosciamooo, da due mesi o poco piùùùùùù” *canta e balla in giro per casa ingozzandosi di Nutella*

Da questa piccola intro avrete capito un po’ lo stato in cui giaccio da qualche tempo e nel quale giacerò ancora più profondamente tra un po’. Non so neanche come sono finita ad avere Tiziano Ferro come sottofondo ma che nostalgia ❤ 

“E scusa se non parlo pianoooooo
Ma se non urlo muoiooooooo
Non so se sai che ti amooooooo”

Va bene la smetto. Via i fazzoletti, via la Nutella, via Tizzi Tizzi (è così che chiamo Tiziano nell’intimità della mia testa), facciamo le persone serie. 

Di che si parla oggi? Di quanto voglio i brow pot di Nabla? Della Teoria delle Stringhe? Di quanto sia bello Sam Claflin? Ma no, ma no. Niente di tutto questo (anche se i brow pot li vorrei davvero, anche se non quanto vorrei Sam Claflin) oggi si parla finalmente di IT, il brevissimo romanzo di quel simpaticone per nulla inquietante di Stephen King

Non scappate, por favor! Lo so che ormai basta il titolo per far impallidire tutti quanti, ma sarà che io non ho visto il film in tenera età e quindi non sono rimasta traumatizzata… Ma durante la lettura non ho mai avuto terrore cieco, capite? E’ una leggenda metropolitana che IT faccia effettivamente così tanta paura. E’ un po’ inquietante, c’è qualche scena splatter, l’ansia di veder comparire un clown con un mazzo di palloncini ve la fa venire, ma non è quella cosa terrificante che mi aspettavo.
E’ comunque bellissimo.
C’ho messo un sacco a leggerlo nonostante mi avesse acchiappata un sacco perché sono veramente tante pagine, e per di più tutte importanti! Quindi, furbacchioni, se siete abituati (come me) a saltare qualche pagina qua e là per arrivare al sodo… Beh, qui non si può fare. Ve lo dico io che ci ho provato a fare la furbetta e poi sono dovuta tornare indietro dieci volte a leggere quello che avevo così scaltramente saltato.

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“Non saltate le pagine o vi mando IT a casa.E non parlo di una copia autografata”

Trama:

“In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. E quando, molti anni dopo, It ricompare a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano la famiglia e il proprio lavoro per tornare a combatterlo. E l’incubo ricomincia. Un viaggio illuminante lungo l’oscuro corridoio che conduce dagli sconcertanti misteri dell’infanzia a quelli della maturità”

Opinione e pensieri a briglia sciolta:

Questo è il King che piace a me, quello dei “primi tempi”, che si prende il suo tempo, entra nella psicologia di ogni personaggio, te li caratterizza a fondo, ti ci fa affezionare. Soprattutto quando i protagonisti sono giovani, come nell’acerbo Carrie che io ho apprezzato molto. 

Qui è impossibile non affezionarsi a Ben, il cicciotto bambino tormentato in maniera orribile dal futuro pazzoide Henry Bowers, o a Bill Denbrough, il capo dei Perdenti, o ancora a Richie “Boccaccia” che è un asso nel dire cose fuori luogo. Risultati immagini per i perdenti it

Anche i cattivi poi sono praticamente perfetti, tutti si evolvono e nel corso del romanzo l’influenza che ha IT su tutti gli abitanti di Derry si palesa sempre di più, in maniera inquietante, subdola, malvagia. 

IT in sè, poi, è quanto di più orribile possa esistere. E’ il male, è Derry stessa, è tutte le paure e le nefandezze e ancora molto di più, e cosa se non un gruppo di bambini può sconfiggere il male assoluto? 

Uno dei personaggi che più mi ha turbata è un personaggio secondario, che si vede molto poco e c’entra poco con la storia. Quelle rare volte in cui King ce ne ha parlato, però, mi hanno sconcertata. Sto parlando di Patrick, membro della cricca di Henry Bowers, chiaramente sociopatico fin da piccolissimo. Leggere le sue pagine mi ha scossa, perché in un libro di mostri leggere di mostri umani è la cosa più agghiacciante. 

Il finale (che non vi spoilero, andate tranzolli) mi è piaciuto molto molto, il che è raro. Di solito i libri belli hanno finali brutti, è un po’ una verità assoluta. Come cielo a pecorelle pioggia a catinelle. 

Insomma, se non si fosse capito lo stra consiglio praticamente a chiunque perché non è così horror come tutti pensano, quindi non rimarrete traumatizzati a vita (e se lo dico io che sono fifona potete stare tranquilli), non è così lungo da far passare la voglia di leggerlo ed è semplicemente bellissimo, attanagliante e non riuscirete a staccarvene fino alla fine, parola di lupetto.

Io torno alla mia Nutella, alle mie canzoni deprimenti, ai miei fazzoletti e a leggere Nessun Dove di Neil Gaiman: in questo momento ho proprio bisogno di lui. 

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Neil salvaci tu

 

Ah, per la gioia di tutti quelli la cui infanzia è stata rovinata da IT, sappiate che uscirà un remake del film quindi aspettatevi un ritorno di clown ovunque, trailer inquietanti e chi più ne ha più ne metta.
HALOA.

* DI SEREEEEEEEEE… NEREEEEEEEE! EEEEE NON C’E’ TEMPOOOO NON C’E’ SPAZIOOOOOO E MAI NESSUUUNO CAPIRAAAAAA’*

 

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“Avevano spento anche la luna”

Tempi tristi, letture impegnative.

Come gran parte delle persone sono fondamentalmente ignorante riguardo la deportazione di Lituani, Estoni e Lettoni da parte di Stalin e del governo russo. So il minimo indispensabile, dei campi in Siberia.

Se vi interessa io l’ho comprato con la promozione “due libri a quindici euro”al Melbook Store, controllate nella vostra città!avevano-spento-anche-la-luna.jpg

Autrice: Ruta Sepetys

Editore: Garzanti

Pagine: 304
Prezzo: € 18,60 (cartaceo)

Sinossi: 
Lina ha appena compiuto quindici anni quando scopre che basta una notte, una sola, per cambiare il corso di tutta una vita. Quando arrivano quegli uomini e la costringono ad abbandonare tutto. E a ricordarle chi è, chi era, le rimangono soltanto una camicia da notte, qualche disegno e la sua innocenza. È il 14 giugno del 1941 quando la polizia sovietica irrompe con violenza in casa sua, in Lituania. Lina, figlia del rettore dell’università, è sulla lista nera, insieme alle famiglie di molti altri scrittori, professori, dottori. Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere. Verrà deportata. Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe. Settimane di fame e di sete. Fino all’arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio, dove regna il buio, dove il freddo uccide, sussurrando. E dove non resta niente, se non la polvere della terra che i deportati sono costretti a scavare, giorno dopo giorno. Ma c’è qualcosa che non possono togliere a Lina. La sua dignità. La sua forza. La luce nei suoi occhi. E il suo coraggio. Quando non è costretta a lavorare, Lina disegna. Documenta tutto. Deve riuscire a far giungere i disegni al campo di prigionia del padre. E l’unico modo, se c’è, per salvarsi. Per gridare che sono ancora vivi.
 

Questo libro racconta della deportazione di Lina, appena quindicenne, che una notte viene svegliata di soprassalto. Qualcuno bussa alla porta tanto forte da sembrare intenzionato a buttarla giu.
La madre fa riempire a lei e a suo fratello le valigie, una ciascuno, e Lina, ancora in pigiama, sarà costretta a salire insieme alla famiglia e ai pochi averi sul camion che la porterà all’inferno in terra.

La vita diventerà una battaglia, sopravvivere una lotta. Il lavoro, massacrante, l’unico modo per ricevere una minuscola razione di cibo. Le malattie, in agguato, faranno fronte comune con i sovietici.

E Lina e tutti gli altri devono fare del loro meglio per farcela, per arrivare fino al giorno in cui il papà e tutti gli altri uomini, e tutti gli altri uomini del mondo arriveranno a salvarli. Quel giorno arriverà, no? No, Lina?

Trecento pagine di romanzo e un sacco di emozioni; ammetto che ad un certo punto potrei essermi commossa. Il modo che ha l’autrice di descrivere questo mondo fatto di soprusi, umiliazione e stenti è poetico, semplice e diretto, e arriva dritto dove deve arrivare: alla nostra coscienza.

Quando ho letto della morte di uno dei personaggi ero sul treno di ritorno da Torino dov’ero stata per una visita e ho dovuto chiudere un attimo il libro: avevo un nodo alla gola. Ero Lina, in quel momento, ed ero distrutta.

La semplicità con cui è scritto è però anche uno -forse l’unico- difetto del romanzo: i pensieri a volte erano fin troppo superficiali, anche per una ragazzina appena quindicenne. “Non ci conoscono neanche, perché ci fanno questo?”.
Ragionamenti troppo semplicistici per qualcuno che sta vivendo un orrore simile. A questa ragazza, al suo fratellino, a tutti quanti i sovietici hanno strappato la vita, la dignità, il futuro, e i personaggi rimangono sempre positivi. Sempre fiduciosi.

L’autrice per scrivere questo romanzo ha fatto ricerche e indagini per mesi e mesi, andando a visitare i luoghi di cui racconta, intervistando superstiti, famiglie di sopravvissuti, persone i cui cari sono stati strappati via dalle braccia. 

Bel libro su una storia troppo taciuta. Lo consiglio praticamente a tutti. 

 

Lagna delle undici meno cinque, perché è un blog e scrivo quello che mi passa per la testa bacata.

Con un esame domani mattina presto e diecimila cose da ripassare sto guardando voli, calcolando distanze, spezzandomi il cuore.
Certo, leggere libri come Avevano spento anche la Luna e poi ritrovarsi a brandelli per una cosa chiamata “ventiduemila chilometri di distanza” mi fa sentire una persona vagamente orrida…
Spero che la vostra serata sia meno appannata dalle lacrime della mia.
Che la lettura sia con voi, giovani padawan, a breve verrà a tenermi compagnia una signorina francese, una certa Emma Bovary. Non sono sicura diventeremo amiche. 

 

 

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Harry Potter and the Cursed Child e disperazioni varie

Se la mia vita fosse un libro questo capitolo si chiamerebbe “decisioni sbagliate”.

Maaaamma mia, il 2015 è stato un anno pessimo ma il 2016 porca loca sta battendo ogni record. Non bastavano le operazioni chirurgiche in vista, le mie scelte totalmente sbagliate in ogni campo della mia vita e il mio cuore sentimentalmente dolorante, ora si è aggiunta anche la Rowling a pugnalarmi alle spalle con il nuovo libro. 

Posso dire “che merda” o è offensivo?

No perché non ho ancora letto il libro ma da quello che ho letto e sentito in giro è una trama pessima che più pessima non si può. 

(Spoilerini e spoileroni vari ed eventuali sparsi, quindi addios, voi che non volete sapere nulla)

Scorpius e Albus Severus in combutta? Viaggi nel tempo per salvare CEDRIC?!

Non che non mi sia dispiaciuta la sua morte, per carità, ma CEDRIC? Tu torni indietro nel tempo e non salvi i genitori del tuo migliore amico che in questo romanzo non compare, alias Teddy Lupin? Non salvi Sirius Black? Severus Piton, di cui porti anche il nome cazzo? Albus Silente, che potrebbe mettere tutto a posto in uno schiocco di dita ossute?
I TUOI NONNI, PORCA PUTTANA?

No. Loro devono porre rimedio agli errori di Harry Potter e salvare Cedric Diggory.

CEDRIC DIGGORY!? MA SEI PIRLA NELL’ANIMA? 

Sorvolerò sul come cercano di salvarlo perché è una cosa così cretina che sto male a scriverlo, ma posso dire che quel poveraccio di Harry Potter non solo ha vissuto un’infanzia e un’adolescenza abbastanza di merda ma si ritrova un figlio che sarebbe da prendere a cinghiate tutti i giorni? Altro che Sansa Stark, Harry non ha mai una gioia. 

Aveva quattordici anni cazzo,errori de che? Ha salvato il mondo magico, più di cosi che doveva fare? E poi come poteva salvare Cedric? E in che modo sarebbe colpa sua la morte di quel Tassorosso da strapazzo? 
Ma por favor.

E poi l’altra bomba pazzesca, quella che mi ha fatto chiudere il pc e andare a picchiare la testa al muro dopo averla letta.

La figlia di Voldemort.

La. Figlia. Di. Voldemort. 

MA CHE CAZZO.

Voldemort e Bellatrix.

Certo.

Non ha il naso, ha l’anima spezzettata come uno stufato ma ha l’ambaradan che gli funziona così bene da concepire una figlia.

Con Bellatrix.


Scusate, vado a spararmi in bocca.

Gia io detesto quando tirano in ballo gravidanze e figliate in condizioni normali, questa per me è insopportabile.

Stiamo parlando di Voldemort che fa l’amore con Bellatrix Lestrange, la cosa mi nausea e turba quanto una dichiarazione di Donald Trump.

Okay, lo so che un libro non si giudica dalla copertina ma ammettiamo che questa trama fa acqua da tutte le parti e sia una vera schifezzuola? No perché a teatro ci sta uno spettacolo così, potrebbe essere figo. Teatralmente parlando funziona.
Ma nel momento in cui lo traduci in libro e lo fai diventare canon come sequel allora stai sbagliando tutto. TUTTO.

Se volete avere un’idea più precisa del disastro che è questo romanzo potete leggere direttamente la pagina di Wikipedia dello spettacolo teatrale oppure darvi direttamente al video della mitica Ilenia Zodiaco.

Non so se leggerò questa cosa, sinceramente non ho voglia di spendere soldi in una cosa che so già odierò. Harry Potter per me è finito anni fa, tra lacrime e dolore. Punto.

E voi l’avete letto? Avete letto tutta la trama? Che ne pensate? Solo io che penso sia una cosa terrificante??
Fatemi sapere!

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Ricordi letterari TAG!

Hola a todos, spelacchiati! 
Oggi, che fa un caldo torrido nonostante siano le dieci di sera, si va di tag letterari grazie alla cara The Real Sadness, che spero seguiate già tutti. E se non lo fate già, seguitela ora o tacete per sempre.

Il tag si chiama “Ricordi letterari”, si parla di libri e come ho già detto ringrazio Visioni dal basso che è stata così carina da pensare a me!

Le regole:

  • Taggare il blog che ha creato il Tag (Everpop)
  • Taggare i blog che ti hanno nominato (Visioni dal Basso)
  • Tagga 5 blogger
  • Usa il banner

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MOMENTO #1 : IL MIO PRIMO LIBRO
Io credo di sapere quale sia il mio primo libro. O almeno il primo libro di cui ho ricordo. E’ ovviamente un libro per bambinissimi, per lattanti, per marmocchietti, e si chiama “Il libro delle cose blu”.
Era uno di quei libri quadrati con le pagine di cartone, tipo quelli con i riassuntissimi delle favole Disney… Lo amavo e ce l’ho ancora in camera. 
Se invece si vuole fare le persone serie il primo “romanzo” è stato, forse (la mia memoria non arriva all’altro ieri, figuriamoci se mi ricordo anni e anni fa) “Storia di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare”, di Sepùlveda, che è un libro meraviglioso che consiglio a tutti i bambini/ragazzini… ma anche a tutti gli adulti che vogliono una storia dolce, carina, che lascia un sorriso e forse qualche lacrimuccia.

MOMENTO #2: LE SCUOLE ELEMENTARI
Maaaamma mia… La me stessa delle elementari era una bambina piagnosissima che non sopportava la scuola e veniva derisa dai compagni senza sosta, che brutti ricordi. Meno male che c’erano i libri, va’. 
Ai primi anni delle elementari leggevo tantissimi libri di Geronimo Stilton, adoravo i font pazzerelli che usavano e le parole inventate per rendere tutto più rattoso… Che ricordi, mi viene in mente anche che mia sorella mi chiamava sempre “pantegana babbea”, per restare in tema. Che simpa. 

MOMENTO #3: LE SCUOLE MEDIE
Le medie sono state il momento clou della mia vita da lettrice perché ho fatto due scoperte straordinarie (straordinarie per me, molto ordinarie e molto banali per il resto del mondo): Jane Austen e Harry Potter.
Harry Potter è stata la mia ossessione per anni, ero davvero un caso patologico e rasentavo la follia: leggevo e rileggevo i libri in continuazione, partendo dal primo fino all’ultimo uscito (che era il quinto credo, quando ho cominciato).
Non facevo altro, giuro.
Per un totale di otto riletture per libro, raggiungendo però le dieci per il quinto e il sesto.
Non commentate, please. Sono uscita dal giro, davvero. (non è vero mai ma non ho intenzione di essere internata.)

Jane Austen invece l’ho conosciuta con, ovviamente, “Orgoglio e Pregiudizio” e mi sono innamorata pazzamente e follemente di Mr Darcy, della personalità di Elizabeth Bennett e della penna di “zia Jane”. Grazie a lei sono entrata nel giro dei classici, un giro torbido e meraviglioso.

MOMENTO #4: IL LICEO
Il liceo… Il liceo è stata la mia prima esperienza con dei compagni non dico simpatici, ma che si limitavano ad ignorare me come io ignoravo loro. Le mie letture erano varie e senza limiti, passavo da un genere all’altro ma la passione per i classici rimaneva. 
Credevo sarebbe stato difficile scegliere un solo titolo invece non c’è romanzo più adatto per riassumere il periodo: “I Miserabili” di Hugo. Meraviglioso, l’avrò citato mille volte in questo blog.
Poi sì, ci sarebbe anche Peter Cameron con “Un giorno questo dolore ti sarà utile”, o “Il signore degli Anelli” o diecimila altri titoli, ma questi sono quelli che mi hanno segnata di più.

MOMENTO #5: UNIVERSITÀ’
Considerando che sono tutt’ora all’università… IL TRONO DI SPADE. 
DETTO QUESTO DETTO TUTTO.
#TEAMTARGARYEN #JONSNOWSPACCATUTTO #TYRIONISMYKING

MOMENTO #6: IL COMPLEANNO PIÙ’ BELLO
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Può bastare? EH? EHHH???????

 

MOMENTO #7: NATALE
Mmh, se dovessi essere sincera sceglierei l’anno in cui mi è stato regalato “I Miserabili” nell’edizione che mi piaceva tanto, quella della Mondadori che costa un sacco ed è divisa in tre libri:

Ma per non ripetermi dirò l’anno in cui mia sorella mi ha regalato “Shantharam” di Gregory Roberts, un romanzo meraviglioso scritto con una tale poesia e una tale delicatezza… Buffo, considerando che l’autore è un eroinomane rapinatore, no?

MOMENTO #8: ESTATE
Okay dai, lo dico.
Cinquanta sfumature di grigio.
Sto ridendo da sola davanti allo schermo, sappiatelo, perché non mi venivano in mente romanzi che mi riportino all’estate a parte questo, che ho letto proprio l’estate in cui uscì e lo odiai così tanto che ne parlavo male ogni volta che vedevo qualcuno leggerlo. 

MOMENTO #9: IN VIAGGIO
Certo che per essere una lettrice accanita faccio proprio pena, c’ho messo un sacco a trovare un libro per questa sezione. Sarà che non ho mai fatto caso alle stagioni, non in rapporto con le letture almeno… 
La saga di Hannibal Lecter di Thomas Harris. In montagna avevo trovato questo mercatino dell’usato con una sezione libri veramente incredibile e per pochissimi euro avevo preso Il silenzio degli innocenti, Hannibal, e Le origini del male. Bellissimi, il terzo un po’ meno.

MOMENTO #10: L’ANNO ATTUALE
Il 2016 è sicuramente l’anno di IT visto quanto ci sto mettendo a leggerlo (mi sta piacendo veramente tantissimo eh, sono solo lenta causa esami e vita di melma), ma è anche l’anno dei libri in lingua, o meglio dei libri in lingua che riesco a leggere dall’inizio alla fine senza problemi: Middlesex, The Land of Stories, Me before you…

Ora che il tag è concluso passiamo alla fase “ce la puoi fare, Sara” ovvero quella in cui devo taggare altri blog ma io non sono in grado di farlo. Io ci provo, spero che per volere divino le notifiche arrivino alle interessate!

Shiner Supernova

PennyLane on the Tube

Diario di una lettrice sognatrice

Start a free life

La donna che leggeva troppo

Bravissime ragazze, continuate così! ❤ vi leggo sempre con grande piacere!

Ovviamente chiunque abbia voglia di rispondere alle domande è liberissimo di farlo, anzi mi farebbe un sacco piacere leggere altri ricordi letterari ;D

Alla prossima!

 

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Serialmente parlando: #Stranger Things.

 

 

In questo momento sono a metà tra la commozione e l’estasi.
Ho appena finito di guardare l’ultima puntata di “Stranger Things”, serie tv approdata su Netflix il 15 luglio e che io ho guardato in una giornata sparandomi una puntata dopo l’altra, incapace di smettere.

Stranger Things is the new Black, altrochè. 

Questo dovrebbe farvi capire che quando una serie prende -e questa cavolo se prende- non ci si può staccare un attimo.

Trama:
“Il 6 novembre 1983 ad Hawkins, Indiana, il dodicenne Will Byers sparisce in circostanze misteriose. La polizia, la madre di Will e i suoi amici si mettono sulle sue tracce. Il giorno dopo una misteriosa bambina dotata di strani poteri arriva in città, dando il via a una serie di eventi che rischiano di mettere in pericolo l’intera città.”

Questa è la trama in via molto generale, le sottotrame si snodano e si intersecano tra loro per tutte le otto puntate incastrandosi così bene e in modi così inaspettati che non si può veramente smettere di guardarla; per fortuna, in più, ci sono continui colpi di scena che rendono la visione avvincente, non come alcune trame che, alla seconda puntata, hai già capito tutto e passi il resto del tempo ad annoiarti e a prendertela con l’incompetenza dei protagonisti.

Ci sono la madre ed il fratello di Will che una volta capito che qualcosa non va con la sparizione del bambino non si arrendono, muovendo mari e monti per trovarlo. Ci sono i bambini che avendo capito che Eleven è l’unica che può aiutarli a ritrovare Will continuano le ricerche per conto loro, stando ben attenti che “gli uomini cattivi” non li trovino.
La sorella di Mike, Nancy, si ritrova in un triangolo amoroso: da una parte il suo ragazzo, Steve, diversissimo da lei che però prova un sentimento sincero, e Jonathan, il ragazzo strano, il ragazzo emarginato, con il quale si ritroverà ad indagare arrivando ad andare con lui “a caccia di mostri”.
C’è poi lo sceriffo triste, che ha visto sua figlia morire di cancro e che è stato lasciato dalla moglie, ci sono i genitori assenti di Mike, ci sono “gli uomini cattivi” e il loro inquietante laboratorio…

Quello che rende così bella e nostalgica la serie è sicuramente l’atmosfera degli anni ’80 e, ovviamente, i continui richiami e citazioni che qui abbondano ma mai in modo pretenzioso o fastidioso: non fanno mai pensare ad una serie citazionistica che di suo non mette nulla. I gli ideatori, Matt e Ross Duffer, sono riusciti a fare un lavoro splendino mixando idee originali con momenti che, chi gli anni ’80 li ha vissuti e chi li ha soltanto amati, non può non apprezzare.

Tantissimi sono i riferimenti a Stephen King e alle sue opere. Sarà che sto leggendo IT proprio in questo periodo, ma i riferimenti ai clown all’interno di questa serie per me si riferivano tutti al caro Pennywise! La ragazzina con i super poteri invece mi sembra a metà tra Charlie (L’incendiaria) e Carrie (dell’omonimo romanzo): entrambe coraggiose, forti, che cercano una vita in un mondo che le ha sempre prese a schiaffi, e ovviamente tutte e tre hanno poteri incontrollati e incontrollabili.

Altri riferimenti sono a Stephen Spielberg e in particolare al film sull’extraterrestre più famoso e piu adorabile del mondo: E.T. Dalle corse in bicicletta alle parrucche bionde fatte indossare per i travestimenti, non si può non pensare all’alieno almeno una volta durante la visione.

I ragazzini protagonisti si riuniscono continuamente per dare vita a campagne epiche con il gioco da tavolo Dungeon’s and Dragons, e durante le loro partite vengono menzionati personaggi da “Il signore degli Anelli” e “Lo Hobbit”, mentre quando parlano di Eleven e dei suoi poteri fanno continui riferimenti agli X-Men.
I protagonisti, poi,  sono i tipici ragazzini da trama classica: c’è il grassottello saggio e tenerissimo, Dustin, chiamato odiosamente “sdentato” dai bulletti della scuola, c’è il ragazzino nero divertente e agitatissimo, Lucas, un po’ testa calda del gruppo, e c’è Mike, il il capo banda, un ragazzino normalissimo dal cuore buono. 

(Ci sarebbe anche Will, ma di lui non si sa una mazza!)

Ci sono delle menzioni d’onore da fare qui, okay? Okay.

Prima tra tutte Wynona Rider che è perfetta per questo ruolo di madre single un po’ hippie e un po’ pazzoide che dopo la scomparsa del figlio diventa -comprensibilmente- isterica. Personaggio bellissimo il suo, una madre che non si arrende, non cede a entità piu grandi di lei che cercano di ingannarla e di farla desistere dal cercare ulteriormente il suo bambino.

Altra menzione d’onore va a Millie Brown, la ragazzina che interpreta Eleven. All’inizio non mi aveva colpita particolarmente, anche perché nelle prime puntate dirà due parole in croce, (a parlare sono i suoi occhi, sempre), ma poi non può che esserci amore nei suoi confronti.

E poi mi piace molto il triangolo Nancy-Steve-Johnathan. Non sono assolutamente personaggi approfonditi per ora (spero nella seconda stagione) ma le loro scene sono comunque tra le mie preferite della serie. Perché sono una romantica inside. Tral’altro #teamJohnathan tutta la vita ma se Steve bussasse alla mia porta non ci resterei male. Tutt’altro. 

Se niente di tutto questo vi ha convinti sappiate che la colonna sonora è molto bella e molto curata, così come lo sono le luci, la fotografia, i cambi scene… Tutto, insomma. Tutto riporta agli anni ’80, resi splendidamente anche grazie a tutte le tecnologie che sono stati in grado di usare per rendere al meglio le atmosfere.

E poi vengono citati i Clash, e si sa che se vengono citati i Clash in una serie, quella serie è bella.
E’ una regola, una legge dell’universo.
C’è chi mette in discussione la sfericità della Terra, ma nessuno metterà mai in discussione il binomio Clash-Bella Serie. Mai. Nessuno.

Correte a guardare Stranger Things, prima che un Demagorgon esca dal muro di casa vostra e trascini in una dimensione parallela.

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Due entrate libresche

Ultimamente il mio mercatino dell’usato di fiducia mi sta un po’ diludendo (-cit Bastianich-), sono mesi che vado e torno a casa senza cataste di libri presi per pochi euri.

A sto giro mi sono presa due librini stra-famosi, di cui uno gia letto in ebook ma lo volevo in cartaceo perché mi piacque molto. (Il passato remoto fa sembrare che io l’abbia letto nell’89 ma vabbè.)

Allora, il libro in questione è “Castelli di Rabbia” di Baricco, mi ricordo di averlo letto durante la mia adolescenza, scegliendolo solamente per il titolo che mi dava l’idea di qualcosa di tosto e ribelle.
Avendo io la memoria di una capra non mi ricordo NIENTE di questo romanzo, solo che mi era piaciuto tanto.

“Il primo libro di narrativa di Baricco: il romanzo è ambientato nell’Ottocento, in una cittadina immaginaria, Quinnipak; è generoso nel presentare storie e personaggi, ciascuno con i suoi sogni e caratteri. E tra questi ci sono il signore e la signora Rail, che si amano di un amore tutto loro, e il bambino Penth con il suo amico Pekisch, e due bande che partono dagli estremi del paese per incontrarsi. La narrazione è costruita come un montaggio cinematografico e orchestrata come una partitura musicale.”

L’altro è un classicone che però ho sentito denigrare così tante volte per così tanto tempo che fino ad ora non ho mai letto. Poi è francese, e io ho un problema con la letteratura francese (ovviamente a parte Hugo, che è nella mia cerchia d’oro degli autori).

Sto parlando di quella simpaticona di “Madame Bovary“, che non ho mai neanche sfiorato.
Vedremo se mi piacerà o meno, credo sarà il libro che inizierò dopo IT,sento il bisogno di un classico.

“Emma Bovary, moglie insoddisfatta di un mite medico di campagna, cerca un senso alla sua monotona esistenza in una serie di sfortunate vicende sentimentali. Un romanzo dallo stile esemplare che costò a Flaubert (1821-80) un processo con l’accusa d’avere offeso la morale pubblica.”

Voi li avete letti? Pensate che potrebbe piacermi Madame Bovary o lo lancerò via urlando “che fastidiosa donna!” dopo tre pagine? Cosa state leggendo? 
Fatemi sapere tutto, spelacchiati!