Pubblicato in: random, randomizzando, Senza categoria

Ciciarando di elezioni.

Scrivo questo post praticamente spiaggiata come un balenottero sulla riva (tanto le dimensioni sono quelle) con la gastrite che ha deciso di tornare a farmi visita. Risultati immagini per elezioni gif

Ho da fare ammenda: ho cercato di boicottare i miei nonni. Non volevo andassero a votare. Sì, lo so, siamo in democrazia, viva la democrazia, facciamo la hola per la democrazia… Ma che sangue del mio sangue oggi votasse per l’uomo con più plastica in faccia di Ken il fidanzato di Barbie mi sembrava inaccettabile.
Nonna ma fa freddo, c’è il ghiaccio… Rischi di cadere. Di spappolarti di nuovo il gomRisultati immagini per the day after tomorrowito. Guarda che poi non vengo a farti le pulizie con te che mi aliti sul collo perché non ho usato il movimento rotatorio del polso per eliminare una macchia ma ho sfregato come una forsennata rigandoti il vetro del tavolino.”
Gliel’ho messa giù come se stessimo vivendo un remake di “The day after tomorrow“, ma niente, alla fine è andata. E’ una donna forte, se ne sbatte le natiche della neve, del freddo, del ghiaccio e delle mie minacce. Per il Berlu questo e altro.

Quindi io dico: possiamo fare in modo che dopo i sessant’anni si debba smettere di votare? No perché qui il Berlu, in Inghilterra la Brexit…. EBBASTA CON STI ESSERI BIANCHINI CHE PRENDONO DECISIONI PER UN FUTURO NON PROPRIO LOROOOO!
Okay mi calmo.
Lo so che ognuno ha le sue opinioni, che tutti cercano di votare quello che ritengono “il meglio” o se non altro “il meno peggio”, però possiamo ammettere collettivamente che gli anziani non hanno modo di informarsi come dovrebbero? Anche perché accendi la tele e c’è “Dalla vostra parte” con Belpietro che oltre adavere l’imparzialità di Emilio Fede e un’esemplare faccia da… cactus non fa altro che mandare servizi sugliimmigrati cattiwoni. Poi tra Berlu e Salvini io non sapevo più che canale guardare, ovunque girassi c’erano loro, temevo di trovarmeli anche nel letto. Risultati immagini per old people gif

Le fake news non sanno cosa siano, sentono notizie a caso nei telegiornali e le danno per dannatamente vere, cose per sentito dire diventano la verità assoluta… Non è così che uno può votare consapevolmente.

Vaaa beh.
Mi prendo un attimo per chiedervi: ma a voi che i seggi sono nelle vostre vecchie scuole, non è venuto un brivido lungo la schiena solo varcando quella soglia? Io sono entrata e il mio primo pensiero è stato “non ho fatto i compiti!”.Risultati immagini per scuola gif
Volevo farmi fare la giustificazione da mia mamma.

Comunque oggi ai seggi c’era un sacco di gente, non so se essere preoccupata o fiera di questa cosa. Dipende da cos’hanno votato.

Tra l’altro non so voi ma io ero super sospettosa. Guardavo tutti dritti in faccia con gli occhi ridotte a fessure cercando di leggergli negli occhi se era un nemico o un alleato. Un furfante o un amico. Uno di loro o uno di noi.
Volevo aspettare che votassero per poi prenderli per il bavero “quoque tu, fili mi?” con tutta la verve che guardare spettacoli teatrali possa avermi infuso. 

Ovviamente sto a scherzà, non è questo lo spirito democratico che io tanto amo. Chiunque abbia votato, qualunque cosa abbia votato, ha fatto bene. Ricordatevi che c’è gente che è morta per darci oggi la possibilità di entrare in quelle cabine tenute su con sputo e buona volontà e di farci mettere una X segreta sul simboletto del nostro cuore. 

Però cazzo, se ha vinto la destra vengo a prendervi uno a uno nelle vostre case e ve ne do tante, ma tante… 

Pubblicato in: random, randomizzando, Senza categoria

Ciciarando. Allarme: pateticume a livelli altissimi.

Eeeee niente. Post nato da una serata triste e dal fatto che non ho altro di cui parlare. Potete chiudere il post direttamente qui, prometto che il prossimo sarà su un libro. Ora si tratta solo di pensieri, pensieri spelacchiati.

A questo punto pensavo che sarei stata meglio, non dico bene ma almeno meglio.

Io ce la sto mettendo tutta. Mi tengo impegnata, esco, conosco gente. Rido, chiacchiero, faccio shopping. Se sono proprio disperata studio pure.

Però ancora non riesco a mettere i vestiti che ho messo con lui, non riesco ad andare nei posti dove andavo con lui. E se proprio capita il mio stomaco si annoda, un nodo così stretto che ci mette giorni a sciogliersi.

Non ascolto le canzoni che mi ha fatto conoscere e a dirla tutta non ascolto più musica. Parlano tutte di amore, e che siano allegre o tristi non le voglio sentire in ogni caso.

Le persone felici mi danno fastidio, le coppie che si sbaciucchiano le prenderei a fucilate, la mia migliore amica che si fidanza mi fa sentire tradita. Mi abbandona così nell’oceano dei single e della solitudine, ‘sta stronza.

Quindi compro vestiti nuovi, guardo film horror, leggo libri pesanti. Studio.
Sto andando avanti, o almeno ci sto provando. E’ un po’ come se avessi una palla da cento chili legata alla caviglia: non cammino, mi trascino. Arranco.

Inciampo spesso, incespico, è come se mi muovessi a una velocità diversa rispetto al resto del mondo.

E poi ci sono serate come questa in cui nonostante io sappia perfettamente che lui è stato cattivo con me, che io gli ho dato tutto quando lui non mi ha dato niente, darei qualunque cosa per sentire le sue braccia stringermi e il suo corpo contro il mio, qui nel mio letto.

E immaginare che stia stringendo un’altra è atroce.

E allora esco. Bevo. Vado in palestra, mi chiudo in biblioteca. Studio. Piango spesso, per questo ringrazio l’esistenza degli occhiali da sole.

E’ faticoso divertirsi quando non si ha voglia di divertirsi, ma ci provo lo stesso.

Ogni tanto, quando non riesco più a fingere di stare bene, qualcuno mi chiede cos’ho.

Niente.

Mi hanno solo spezzato il cuore.
Ora cerco di riattaccare i pezzi con la colla, ma avete presente quando un piatto si rompe e piccolissime schegge schizzano ovunque diventando impossibili da recuperare? Ecco. Stessa cosa. Ci sono schegge del mio cuore che sono irrecuperabili, sparite, quindi sarà per sempre incompleto. Più forte forse, chissà. Così dicono. Io non credo.

Per come sono io le cose non mi rendono più forte, solo più insicura: mi rialzo -ci provo, almeno- barcollo, ricomincio da capo. Ma non sono più forte. Sono più sola.

 

Pubblicato in: Librando, libri, random, Senza categoria

Librando: Io e Mabel, e chiacchiere varie

Ommmmmioddio, sono tornata in palestra dopo due settimane di inattività (lo so, faccio schifo e merito i risvoltini forzati) e stavo per morire, collassare lì con i miei due pesetti da dieci grammi.
Ho visto la luce e ho sentito proprio cori di angeli risuonare qua e là, credo di essere stata ad un soffio dal raggiungere il Creatore. Avete presente in The Sims quando arriva il Tristo Mietitore e ci si gioca la vita a scacchi? Ecco, chiunque abbia giocato per me ha vinto ma c’è mancato poco.
tenor
Puttanate a parte, finito l’allenamento ero distrutta. Disintegrata nel corpo e nella mente. MAMMA MIA CHE FLACCIDUME UNICO, credo di non avere dei polmoni ma delle minuscole sacche d’aria come i passerotti. Non ho fiato. Se soffio per fare le bolle di sapone finisco in rianimazione.

A parte che l’allenatore (ancora  non ho capito come chiamarlo, se ne sta lì a chiacchiere con tutti e ogni tanto mi lancia occhiate di disprezzo) mi ha cazziata come se non ci fosse un domani. E’ stato inutile pigolare “ma…gli esami… sessione primaverile…”, mi ha fatta sentire una cacchetta di chiuaua.

In ogni caso è una questione di priorità e personalmente vorrei laurearmi entro i quarant’anni; se questo significa saltare sessioni in palestra e diventare un metro e settantatrè di altezza per due di larghezza va bene così, vuol dire che rotolerò in giro risparmiando sulla benzina.

Ho intanto finito Io e Mabel, e devo dire che mi è piaciucchiato. Si parte da un lutto e si arriva molto lontano tra battiti d’ali, beccate dolorose, cadute e risalite. La protagonista 6720950_1265978si aggrappa alle ali di Mabel nel tentativo di uscire dalla depressione in cui è caduta, arrivando ad avere un rapporto quasi morboso con l’animale, chiudendosi in un microuniverso in cui esistono solo lei il suo astore. Impara ad essere meno umana e racconta di T.H White (autore delle storie di Merlino narrate ne “La spada nella roccia”) e della sua omosessualità repressa, racconta di come si è chiusa sempre di più allontanando il mondo intero che non capiva il suo dolore. E poi parlra di come è riuscita a riaprirsi alla vita e a donarla anche a Mabel.
Un po’ pesantino, un po’ lentino (e non un polentino, fate attenzione), le parti su White mi sono interessanti ma di una pesantezza disumana, i pesi che sollevo in palestra non sono nulla in confronto, ma in generale è stata una bella lettura.
Sto evitando accuratamente di fare battute sugli uccelli, dico solo che me ne sono venute in mente dodici fin’ora.

A me le storie con gli animali turbano sempre emotivamente, sono un’animo sensibile, quindi ora il mio unico desiderio è darmi alla falconeria; già mi ci vedo a farmi fare a fettine le braccia dagli artigli di un astore.

Non riesco proprio a scrivere un post serio oggi, scusatemi. Sarà l’esame di didattica che mi ha risucchiato i neuroni e li tiene in ostaggio, non so. L’idea di essermelo tolta per sempre mi riempie di gioia.

giphy
io dopo l’esame

Perché di cose da dire su questo libro ce ne sarebbero, e anche parecchie: la grande metafora dell’accettazione e del superamento del lutto, il legame unico che si può instaurare con un animale, l’accettare l’ineluttabilità della vita… Come vedete anche io so parole difficili come “ineluttabilità”, siete sorpresi eh? Conosco anche parole di tante sillabe, checchè voi pensiate. Tsk.

Ora ho lì sul comodino a fissarmi “Generazione Perduta”, credo lo comincerò a breve anche se mi spaventa un po’ e mi irrita molto l’impaginazione. Okay, sarò pazza, me ne rendo conto, ma hanno lasciato tipo mille centimetri di margine da ogni parte come nei libri per ragazzini e la cosa mi altera molto.

E voi cosa state leggendo? Ditemi, che ora che ho di nuovo la tessera della biblioteca mi sembra di avere le chiavi del mondo. 

Alla prossima, spelacchiati!

giphy1