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Ciance sparse: influencer che seguo e ciclismo

Sgrunt.
Sono le due (di notte) e non riesco a dormire.
Niente di nuovo per me che sono un animaletto notturno (non una roba figa tipo un gufo, penso di essere più una blatta mannara) ma stasera mi sto irritando enormemente anche perché c’è un’infamissima mosca che continua a ronzare da qualche parte nell’oscurità.
In più ho fame.
Che faccio, sgattaiolo al piano di sotto a cercare qualcosa di commestibile per ficcarmelo direttamente nell’esofago o rimango sotto le mie calde copertine?
I grandi dilemmi della vita.
Se fossi bionda e bellissima mi chiamerei Dilemma Leotta.

Aaaah che bello, la mia città è in delirio perché oggi passa (di nuovo) il Giro d’Italia quindi sono chiuse quasi tutte le strade principali (che a loro volta erano state chiuse nei giorni scorsi per fare i ritocchi all’ultimo, tipo riempire le voragini che si erano create nel tempo), e la gente è in modalità cheerleader.
Posso dire una cosa davvero becera che fa capire la mia natura di persona di merda?
Che noia il ciclismo. CHE. NOIA.
Mio papà è super appassionato quindi ho provato e riprovato a seguire almeno il Giro d’Italia, ma porca vacca… seimila ore di gambette che pedalano velocissimamente, gente odiosa a bordo pista che da delle pacche ai corridori che nemmeno Cannavacciuolo a Masterchef, incidenti catastrofici in cui i ciclisti finiscono nei cespugli… ma poi davvero, ogni tappa dura qualcosa come quattro ore e passa.
Quattro ore. Come quelle che io dormo per notte, tipo.

Ma poi poverini… io mi sento malissimo a guardare il ciclismo, mi viene proprio l’affaticamento per osmosi; fisso questi atleti pazzeschi -che non hanno il minimo riconoscimento se confrontati con campioni di altri sport e se fossi in loro sarei oltraggiata- affrontare salite impervie, pedalare sotto la pioggia, col vento avverso, lungo le stradine dissestate e penso “ohibò, e io che sono qui a mangiare il gelato a manciate.”
Se io faccio tre squat di fila mi fanno male le gambe per almeno sei mesi, loro pedalano 160 chilometri al giorno per ventun giorni di fila senza morire…
Quindi ammiro tantissimo questi folli ciclisti, ma per l’amor di Dio non chiedetemi di seguire una tappa intera perché è probabile che mi metta a prendere a capocciate il pavimento.

Oggi volevo sottoporvi una carrellata di influencer che seguo e allietano le mie giornate.

Twitch 

Il primo canale che mi viene in mente è quello di Claudiodibiagio, che per chi seguiva “la vecchia guardia” di youtube ricorderà con estremo affetto come “nonapritequestotubo”. Quando ero più piccola schiattavo dal ridere coi suoi video, ora sono più grande e muoio dal ridere con le sue live; per me l’appuntamento imperdibile è la Serata Cuore il venerdì sera: si ride, si piange, si beve ed è tutto bellissimo.
Se avete degli ex di cui parlare malissimo è il posto perfetto.

In combutta con Claudiodibiagio c’è Martina Permegian, la sua ragazza, che oltre ad essere di una bellezza sconvolgente e ad avere un cane dalla personalità esilarante è anche molto interessante e simpatica da seguire nella sua quotidianità su Instagram. Tiene un sacco compagnia, è super “vera” e non si vergogna a mostrarsi struccata. Mortacci sua, con quel viso io non lo toccherei nemmeno il fondotinta e lancerei via tutti i miliardi di trucchi che ho accumulato nella vita.

Altro canale twitch che seguo è quello dei Cool and the Game: ogni volta che sono in live mi dico “li tengo in sottofondo mentre faccio tedesco” e puntualmente dopo dieci minuti lancio via i libri e seguo la live. Non so se sono loro ad essere deleteri o io ad avere la concentrazione di una rana pescatrice, ma anche se la mia media universitaria li odia io li ringrazio per le seratine carine passate ad ascoltarli ciciarare. Format preferito: “Commento-Rama” in cui leggono i commenti più deliranti trovati su internet. Da ribaltarsi dal ridere, giuro.

Infine ragazzi vi suggerisco due pagine Instagram che trattano di sesso soprattutto tramite sondaggi: Urladipiacere e Sessuologia che secondo me sono utili per chi ritiene di avere qualche problema legato all’attività sessuale o semplicemente si vergogna di eventuali fantasie; senza alcun giudizio si parla di tutto e danno spesso consigli anche per i più giovani, cosa che non mi stancherò mai di ripetere: è fondamentale.

Bene, per oggi direi che posso smettere di cincischiare, anche perché sono in ritardo: devo stuccarmi la faccia col trucco perché stasera per la prima volta dopo mesi vado a fare un aperitivo con Mr Batterista e vorrei essere quantomeno decente nonostante il ciclo in arrivo (leggasi: gonfiore addominale e brufoli sparsi a manciate, come becchime per galline nell’aia). Poi non so se anche voi avete questo trauma ma a furia di passare da una casa all’altra mi sono abituata alla meravigliosa illuminazione artificiale che in un modo o nell’altro un po’ ti pialla la pellacchia: stasera non ci saranno barbatrucchi invece.
E’ probabile che fugga urlando di terrore alla mia sola vista.
Per sicurezza mi porto dietro un lazo così potrò riacchiapparlo e trascinarlo di nuovo da me.  

Detto questo miei cari, io vi ringrazio dal profondo del mio cuoricino perché abbiamo raggiunto la strabiliante quota di 1800 Spelacchiati! Siete tantissimi e vorrei dare uno scappellotto affettuoso (più o meno, userei la scusa per sfogare un po’ di nervosismo represso) a ognuno di voi!

Hasta la pasta!

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Ciance sparse: sesso e dintorni

Buonasera miei cari Spelacchiati, come ve la passate?
Io ho passato due settimane abbastanza toste, stavolta per davvero e non per le mie solite idiozie. E’ venuta a mancare una mia cara amica, malata dalla nascita, e questa cosa mi ha spiazzata e spezzata allo stesso tempo.
Sdrammatizzo con un aneddoto.
Al funerale ho incontrato un mio ex compagno del liceo, un ragazzo veramente BELLISSIMO, e mi fa “Sara ma sei cambiata un sacco!”.
Ora.
Immaginatemi con il mascara colato ovunque perché avevo pianto per quaranta minuti di fila, gli occhi gonfi come una rana, ero sudata come un facocero nella savana all’ora di punta… ECCO, se per lui in quel momento ero cambiata e migliorata rispetto al liceo vi lascio immaginare come fossi all’epoca, probabilmente il Mostro della Laguna aveva più bellezza di me.
Sì, dico stronzate per esorcizzare il dolore, lasciatemi essere pazza, plis.

Ma l’argomento di oggi è tutt’altro, avevo solo bisogno di scrivere della mia amica Camilla per un secondo. Faccio ancora fatica a capire che non mi scriverà mai più.
Dopo essermi guardata ogni puntata di Lol su prime video (dai che ne parlano ovunque, so che vi siete rotolati anche voi dal ridere) sono entrata nel mondo della stand-up comedy italiana e penso di essermi innamorata di Luca Ravenna.


No perché fa sempre ridere quando gli uomini si auto-deridono parlando di dimensioni del pipo e durate molto brevi, ma secondo me c’è anche il mondo della sessualità femminile di cui parlare.

Per esempio, non so voi, ma io che sono una persona dall’autostima che rasenta il suolo durante gli amplessi non sono mai stata lì a pensare alla lista della spesa o a Johnny Depp -ma magari funzionassi così, per la miseria- ma a volte mi sono partiti i trip mentali.
Ma da qui vedrà i miei sedici doppi menti!”, “chissà se sono riuscita a depilarmi decentemente il retrobottega, parbleau”, “ora mi molla perché ho le smagliature pure sulle palpebre”, “ma mi si è aggiunto un rotolo di ciccia o è una mia impressione?”, “dev’essere proprio sexy vedere il mio piattissimo petto di pollo a distanza ravvicinata, poverino, ora gli passo un sacchetto per vomitare”.

No perché poi parliamone un attimo, alzi la mano (o il piede, insomma l’arto che preferite) chiunque si sia accorto mentre si denudava che c’era qualcosa che non andava.
Esempio: magari ho passato settecento ore a depilarmi guardandomi da ogni angolazione possibile e immaginabile e poi, una volta desnuda e pronta all’uso, mi rendo conto che mi è sfuggita una chiazza di pelo su una coscia. Oppure, forse ancora peggio, un pelazzo infame di quelli attorno ai capezzoli, che ogni volta che li estirpi con la pinzetta lacrimi come se fossi Cannavacciuolo che affetta cipolle.
E lì vorrei strapparmi proprio il brandello di carne incriminato, perché ‘sto stronzo di pelo non solo merita l’estinzione ma deve proprio essere sradicato dalla radice, dal bulbo pilifero di merda. 

Oppure, altra cosa che a me è capitata un sacco di volte…

Sesso in macchina.

Siamo lì, tutti presi, per una questione di praticità io, con l’eleganza che mi contraddistingue, mi metto sopra di lui (con manovre che nemmeno per liberare l’Evergiven dal canale di Suez, tra l’altro) cerco di non piantargli una rotula nella carne, si prende un po’ il ritmo e SDEEEENGGGGG!
Capocciata devastante contro al tettuccio.
Mr Batterista grazie a Dio è pirla quanto me e quando succedono queste cose ride come una iena (e io pure, mezza accecata dal dolore ma pur sempre idiota nell’anima), c’era un altro partner che invece si innervosiva come una salamandra a cui pesti la cosa per ogni cosa che non filava liscissima.

Tipo, cosa che sarà successa letteralmente a chiunque: si sta amplessando senza pudore alcuno e SLOP, il pipo si ribella e scivola fuori; c’era questo mio ragazzo che ogni volta si inalberava. Si innervosiva.
Ma scusai, ma ci stiamo divertendo o il sesso è una fonte inesauribile di isteria? Fammi capire, devi sbuffarmi addosso come un rinoceronte incazzato o possiamo viverla con più calma? Poi oh non è che ti si è staccato il pipo e ora dobbiamo riappiccicartelo con l’attack, stai calmo cazzo.
Insomma, ho avuto davvero pochissimi partner nella mia miserabile esistenza, però questa cosa me la ricordo bene perché mi metteva molto a disagio vederlo innervosirsi; perché io vivo l’intimità come vivo la vita, ovvero in modo assolutamente imbecille. Ora mi rendo conto che ho proprio bisogno di una persona che la veda come me, che rida quando ci sono situazioni “bislacche” (bislacche tra virgolette perché non c’è niente di bislacco in queste cose) e che la viva con ironia e rilassatezza.

Ma vogliamo prenderci un attimo per ribaltarci dal ridere al ricordo di tutti gli infamissimi crampi a muscoli vari ed eventuali che sono comparsi nei momenti meno opportuni? 
C’è qualcosa di più seducente e romantico di te che sei lì in brodo di giuggiole “oooh siii, continua così bel manzo italiano…AAAHHHHH CRAMPO CRAMPOOOO MUOIOOOOOO” con tanto di stiracchiamenti assurdi e improbabili?
Secondo me no.

Insomma, miei cari Spelacchiati, per stasera questo è tutto visto che domani mi devo alzare presto ed è già l’una di notte, porca di quella vacca.
Ora passo la palla (sì, intendo proprio il testicolo) a voi: i post sul sesso vi turbano o posso andare a ruota libera?
Vi prego se vi va narratemi aneddoti cretini legati al sesso, sento che potreste farmi ribaltare dal ridere. Potrei istituire un premio per i commenti migliori, ci sto pensando. Anche a voi capita di partire con le paturnie sul vostro fisico in quei momenti? Vi incazzate come leoni a cui sfugge una gazzella se capitano cose sceme durante gli amplessi o siete come me che ci ridete su e si riparte?
Insomma, fatemi sapere come state, se questa zona gialla vi sta dando un attimo di pace mentale, e narratemi tutto quello che volete!
Hasta la pasta.


Ps: ciao Cami, ti voglio bene.

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Ciance sparse: ansia sociale e domande cretine

Io avevo fatto un fioretto, avevo promesso a me stessa di non parlare di politica per un po’. Possibilmente per una trentina d’anni, che mi viene il sangue praticamente radioattivo quando ci penso.
PERO’.
Ora.
A me va bene tutto.
Non c’è più Giuseppy del mio cuore, okay. C’è Drogon al suo posto, va bene.
PERO’.
CAZZO.
GIURO CHE AVREI ACCETTATO QUALUNQUE COSA SENZA BATTERE CICLIO.
MA BRUNETTA?
R E N A T O B R U N E T T A?
DAVVERO?
Puoi tu, Drogon dei miei stivaletti, mettere Brunetta come ministro e aspettarti che io non scleri?
Suvvia.
LA GELMINI? SERIAMENTE?
Mah.
Posso dire solo un flebile, appena sussurrato “ma vaffanculoooooo”? Mi è concesso?

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Stasera è una di quelle sere in cui sono sversa e vorrei essere un serpente. Ora, non dico un cobra reale o un fighissimo boa costrictor (io mi limito ad avere l’aspetto di una boa di quelle che trovi in mare), mi accontenterei di essere una viscida biscia o qualcosa del genere. Una lucertola zoppa. Un vermetto dell’hummus.
In realtà mi basterebbe essere un qualunque esserino in grado di cambiare pelle.
Non parlo di pelle fisica, mi sono ormai arresa alla mia totale mancanza di tette (e mi sto anche affezionando alle scollature vertiginose che posso sfoggiare con il mio petto di pollo), mi riferisco a una pelle mentale che mi renda un filo meno incapace di gestire le situazioni della vita.
Argh.
Ho presentato Mr Batterista a una coppia di amici e ho passato il tempo in un imbarazzo così totale e assoluto che se avessi potuto far aprire una voragine nel terreno e farmici risucchiare l’avrei fatto immediatamente.
Uno zombie al contrario.
Uno eibmoz.
… Ma capite che non cancello nemmeno ‘ste vaccate e le pubblico? Chissà se ho mai avuto una dignità.
Poi io quando sono veramente in imbarazzo non sono nè tenera nè simpatica, divento una capra ignorante, mi do al silenzio non selettivo: sto zitta a priori, chiunque sia il mio interlocutore. Non seleziono proprio niente e mi limito ad essere un camaleonte che passa tutte le sfumature di rosso.
Uno spettacolo orripilante, oltre che assolutamente insensato.
Immaginate di essere in compagnia a prendere un caffè e di punto in bianco una comincia a boccheggiare come una trota arenata sulla sabbia divendo di colori improbabili in volto, dando prova di evidentissimi disagi psicologici meglio chiamabili “mentecattismo”.
C’era solo da chiamare la neuro, ve lo dico io. Oppure prendere un badile e porre fine alle mie sofferenze, cosa che avrei molto gradito.

Ora visto che non avevo niente di cui parlare ho deciso di cercare delle domande assolutamente inutili che non vi dicano niente su di me se non che sono deficiente nell’anima.

1.quale parte ti piace di più del corpo umano?
Il belino
Ovviamente il cervello. Per chi mi avete presa, piccoli infingardi malpensanti? (Cioè che arrivate direttamente da Malpensa, intendo).

2. e del TUO corpo?
Sempre il belino
L’unghia dell’alluce. Alluce sinistro, l’altra è un po’ incarnita.

3. quale parte del corpo ti piace di più toccare?
Devo davvero dirlo di nuovo? 
La punta del gomito.

4.quale parte del corpo ti piace di più farti toccare?


La gola, possibilmente con una presa ferrea che ponga fine alle mie sofferenze su questo pazzo pianeta.

5.lo sai che se hai risposto viso, o mani, sei un ipocrita?
Ma tu che cazzo vuoi?

6.ti è mai capitato che ti cadesse l’occhio proprio su di un punto un pò intimo di un estraneo mentre parlavi con lui?
Sì ma poi l’ho sempre raccolto, non volevo lasciare il mio bulbo oculare lì… sarebbe stato un po’ macabro.

7.hai mai toccato qualcuno in quel punto per sbaglio?
“Per sbaglio”, ceeeeerto. Sbaglissimo.
Volevo accarezzargli la testa e invece la mano ha deviato verso l’incavo del ginocchio. Ah non intendevi quello con “in quel punto”?

8.Hai mai avuto a che fare con una mano morta indesiderata?

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Lei? Sempre

10.e tu hai mai fatto la mano morta a qualcuno?
No, ma la mano viva sì.

12.sei mai stata attratta da un animale?
… Lo so che la risposta giusta sarebbe “NO MA CHE DOMANDA E’, CHE ORRORE” però brutti bislacchi possiamo parlare un attimo di Kovu de Il re leone 2 o la Bestia di La Bella e la Bestia???? Addio

14.hai mai chiamato qualcuno nell’intimità “mio stallone imperiale!”?
La domanda giusta è se è mai capitato che non lo chiamassi così.
Durante gli amplessi sono tutta un “Oooh, Spirit cavallo selvaggio, uuuh, Furia cavallo del weeest…Sì, Flicka spirito libero!”

15.hai mai dato soprannomi a parti del tuo corpo?

No ma ora penso che chiamerò il mignolo del mio piede destro Gino.

18.Che parte del tuo corpo cambieresti?
Trasformerei un rene in un fegato così da averne due e poter bere il doppio. Oppure parte di stomaco in un polmone aggiuntivo.

20.che parte del tuo corpo viene più apprezzata?
Nessuna, faccio espletare i propri bisogni fisiologici sotto ogni punto di vista, di udito, di tatto e di qualunque altro senso.

22.in che parte del tuo corpo vorresti che qualcuno mangiasse sopra?
“Oh sì, mangiami sull’orecchio, di piùùùùù! Sgranocchiami nel timpano”

25.hai mai partecipato ad un concorso di miss maglietta bagnata?
Credo mi verrebbe categoricamente impedito di partecipare, sarebbe istigazione al suicidio. Vedermi con una maglietta bagnata è una visione troppo raccapricciante per chiunque.

26.hai mai visto qualcuno nudo provando ribrezzo?
Un lombrico. Letteralmente, non sto facendo riferimenti ambigui!
…Okay, ora li sto facendo.

27.ti ha mai visto nudo qualcuno e ha provato ribrezzo?
Penso che chiunque mi abbia vista nuda abbia provato ribrezzo e sia stato scosso da incontrollabili conati di vomito. Povero Mr Batterista.

28.hai mai baciato un cane?
No ma ho limonato con un armadillo.

29.qual’è la cosa più stramba a cui riesci a pensare che il tuo corpo possa fare?
Mi balla l’occhio ogni tanto, a volte la samba a volte la bachata. Stiamo lavorando sul tango.

30.hai mai chiamato per sbaglio il tuo partner con il nome di qualcun altro mentre eravate in intimità?
Nell’intimità no, ma mi è partito un “non fare l’idiota, *nome sbagliato*.
A parti invertite io avrei dato vita ad una mattanza di dimensioni epocali, lo avreste dovuto raccogliere con la paletta e poi fare un puzzle per ricomporlo.

34.credi che ti abbiano mai coccolato per pena?
In ventisei anni credo mi abbiano coccolata SOLO per pena

35.hai mai giocato al gioco della bottiglia?
No perché se vedo una bottiglia mi ci attacco e basta e se qualcuno prova a rubarmela lo mordo.

36.ti è mai capitato di baciare il tipo figo della compagnia?
Con anni di distanza, ma sì. Grandi rivincite.

37.hai mai baciato il tuo migliore amico?
No perché non ho amici, figuriamoci migliori.

38.Hai mai fatto eccitare qualcuno senza volerlo?
Non ci riesco neanche volendo, figuratevi.

40.ti è mai venuta una reazione strana mentre eri a telefono?
Ma tipo? Una colonia di stafilococchi nell’orecchio?

47.Hai mai avuto dei pensieri piccanti su una persona molto più grande di te?
Beh qua c’è da stendere una trapunta double face pietosa.

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Bene ragazzuoli miei cari, so che questo post non ha arricchito per nulla la vostra vita ma sentivo di volerlo condividere. Vi ringrazio tantissimo per tutti i vostri commenti spelacchiati, siete la cosa che più mi distrae quando ho i miei momenti bui e ve ne sono estremamente grata!
Voi come state invece, miei piccoli prodi? Come vi state barcamenando in questo continuo delirio? Narratemi di tutto e di più, scambiamoci delle ciance! E ovviamente se vi va rispondete a queste domande bizzarre, che io vi leggo sempre.
Hasta la pastaaaaa

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Ciance sparse: tra il serio e l’imbecille

Aaaah, miei cari, salve a tutti. Come state?
Io sono di quello che definisco “umore MEH”, ovvero grigetto. Grigio occhiaia.
Stasera i miei pensieri rimbalzano qua e là, li sento praticamente sbattere contro le pareti umidicce della mia scatoletta cranica (grande come una di quelle di tonno, per contenere un cervelletto incredibilmente piccolo non è che serva molto spazio).
E’ tipo il pinball, pensieri che schizzano disordinatamente su e giù per le rampe facendo però un punteggio misero perché non colpiscono nessun moltiplicatore di punti. Si moltiplicano solo le bestemmie che tiro ininterrottamente, una sequela di imprecazioni a mitragliatrice.

Visto che le cose non vanno già abbastanza male volevo aggiornarvi un po’ sulla mia situazione mentale.
Mi è comparso un nuovo brufolo sul mento, fine.
Madonna regà quanto NON faccio ridere da uno a dieci, in cui uno è comunque tantissimo? Secondo me come minimo SEICENTO.

Battute veramente imbecilli a parte volevo sfogare un po’ della mia irrazionale pazzia, perché è da un po’ che faccio post imbecilli illudendomi da sola di essere una persona divertente e allegra quando la verità è che io mi sto veramente poco simpatica.
Mi detesto sotto così tanti punti di vista che non saprei da dove cominciare e in questi giorni vorrei decompormi. Se poi fosse possibile essere riassemblata completamente da capo, fisicamente, mentalmente, tuttamente, accetterei volentieri, se no potete lasciarmi tranquillamente a raggrinzire sempre di più.
Odio anche scrivere queste cose perché penso possa sembrare una richiesta di “ma Sara cosa dici sei meravigliosaaahhhh” ma la verità è che penso che qualcun altro si senta così e forse è giusto parlarne e parlare del fatto che non va bene sentirsi così.
Me ne rendo conto, è davvero un problema. Un problema serio, che mina un po’ tutti gli ambiti della mia vita.
Me ne accorgo in particolar modo ora che ho Mr Batterista accanto: lui è fantastico, io mi sento un miserabile lombrico immeritevole di attenzioni e affetto perché, onestamente, mi sto sui coglioni. Mi do fastidio in tutto. La mia faccia, le mie espressioni, il mio reagire alle cose, il modo in cui parlo, la mia voce, quello che dico, come lo dico, come mi sento, quello che penso.
Mi sento stupida e fuori luogo in quasi tutti i contesti, e se non mi sento così mentre vivo le cose mi sento così a posteriori, quando il mio cervelletto parte in quarta a recriminare tutto. 
Se ho fatto passi avanti grazie alla terapia, mi rendo comunque conto che di strada ne ho ancora tanta da fare, ed è strada sterrata, fangosa, piena di buche e io vorrei soltanto starmene a letto invece che percorrerla.
Niente, fine momento piagnisteo, se qualcuno volesse venire a prendermi a sprangate me lo dica che gli faccio avere il mio indirizzo e una spranga piuttosto pesante.

Per dimostrarvi che comunque sono una persona becera e imbecille vi narro due aneddoti un po’ pirli.
L’altro giorno ho dato un esame (passato con 23, grazie a qualche divinità) e avendo un’oretta di tempo prima di prendere il treno e probabilmente incoronirmi mortalmente sono andata a fare un giro di shopping.


Sono entrata in un negozio perché ero in preda ad un raptus di acquisti compulsivi grazie ai saldi e non so per quale assurda ragione ho deciso di provare una tuta, non da ginnastica eh, una di quelle pantaloni+parte di sopra, che mi stanno proverbialmente da cani ma ero imbecillemente ottimista.
La scena è questa:

Esco dal camerino e mi guardo allo specchio. Orrore e raccapriccio, per poco non vomito lì nel corridoio del negozio, faccio per catapultarmi di nuovo nel camerino e darmi fuoco per aver solo pensato di poter provare una tuta quando alle mie spalle sento una specie di rantolo, un singulto, un verso di disgusto e schifo.

Dovevate vedere la faccia della commessa che mi stava guardando.
Una donna distrutta.
Un essere umano devastato.
Nemmeno i reduci del Vietnam, giuro.
Se avesse visto un lombrico sventrato sarebbe stata meno schifata.
Nei suoi occhi leggevo chiaramente, a caratteri cubitali, “PASSATEMI UN SECCHIO CHE DEVO VOMITARE”.
Una donna segnata per sempre, nel profondo, dall’atroce visione di me strizzata in una tuta.
Anni e anni di terapia per colpa della sottoscritta, forse dovrei farle un bonifico.
Questa è una mia supposizione ma secondo me una volta rimasta sola ha preso a testate il muro sperando in una commozione cerebrale che le facesse dimenticare lo scempio appena visto.
Signora, mi perdoni, non lo faccio più. Giuro che d’ora in poi faccio solo shopping online.
GIURO. 

Poc’anzi invece ero intenta ad adempiere un’impresa titanica, una missione ardua, pericolosissima ed estremamente estenuante: stavo tentando di estirpare il vello che cresce su di me come i muschi sulle cortecce.
Non so come facciate voi, Spelacchiate e Spelacchiati all’ascolto, ma ormai prenotare un appuntamento dall’estetista è diventata una Mission Impossible che nemmeno Tom Cruise paracadutandosi da una navicella spaziale riuscirebbe a stendersi su quel lettino e farsi massacrare l’epidermide.

Ma torniamo a me, che sono egocentrica quanto una mangusta: ero lì che mi contorcevo come un’anguilla morente, una gamba dietro la testa, l’altra direttamente a Bari, la cera spalmata un po’ ovunque a chiazze disomogenee, un dolore incredibile che quasi svenivo,  faccio per prendere il mio cellulare… e quello non si muove.
Parbleau, che cosa accade?
Semplice: sono riuscita a cerettare il telefono.
L’ho spiaccicato su un tocco di cerca fusa senza rendermene conto. Ovviamente dritto sulla fotocamera da quindici fantastilioni di megapixel (che comunque non sono in grado di camuffare la mia faccia da natiche, quindi tutti soldi buttati), e non voleva saperne di staccarsi.

Ho dovuto sgrassare via la cera con l’olio.

Alla luce di questi recenti avvenimenti la domanda è solo una: vado di veleno o rivoltella? Oppure vado in Papua Nuova Guinea ad sgranocchiare animali a caso finché non contraggo un nuovo virus sperando che mi renda intelligente. 

Detto ciò Follettini e Follettine Spelacchiatini e Spelacchiatine, voi come state? So che ormai siamo tutti stremati da questa situazione assurda in cui riversiamo, ma spero che vi stiate tenendo occupati e soprattutto al sicuro.
Nei commenti sentitevi liberi di mandarmi a fare in chiul, raccontarmi quello che volete, insomma avete come sempre carta bianca e almeno ci facciamo tutti un po’ compagnia.
Hasta luego, alla prossima spelacchiataggine!

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Soluzioni alternative a regali che non so fare

Codice rosso, allarme, sos: devo fare circa duemila regali di natale e non ho i soldi manco per piangere, come razzo faccio? (Che maga della censura che sono, neh? Cosi fine, educata, children friendly…)

Ora innanzi a me vedo solo tre opzioni:

1) litigare con tutti i miei amici entro il 23 Dicembre in modo tale da piazzarla nel culetto a tutti quelli che aspettavano con ansia un mio regalo (ma chi mai si aspetta un regalo da me poi, ma che tristezza). Sono già sulla buona strada direi, sfracello un paio di coppie, faccio qualche scenata e i regali di natale -e gli amici- saranno un lontano ricordo. Per i familiari è diverso… potrei direttamente ucciderli.

2) Con magheggi incredibili e un’organizzazione da manuale delle giovani marmotte creo una catena di “dare-ricevere regali” che mi consenta di prendere il regalo appena ricevuto dall’amica A e rifilarlo all’amica B, cosi il regalo di B andrà a C e cosi via finché non finisce l’alfabeto. Non so se ho l’intelligenza necessaria a un piano tanto subdolo però, finirei col fare un casino e ridare i regali a chi me li ha appena dati.

3) spaccio cose inutili per regali incredibili. Una manciata di sabbia del gatto diventa incredibile terreno lunare preso nella mia recente gita nell’iperspazio, uno scarabocchio di mio nonno diviene un personalissimo autografo di attore/cantante X che tanto piace a mia cugina, una sciarpa su cui ha dormito il mio gatto verrà spacciata come colletto di visone.

Oppure insceno la mia morte, alla Il fu Mattia Pascal. Ella fu Sara non Pascal, potremmo dire.
Voi siete pronti, carichi per il Natale?
Io no. Zero. Zero virgola zero zero nada. Il Natale per la mia famigghia è sempre un disastro epocale, è come essere sul Titanic ogni anno: sappiamo che ci saranno pianti, litigate, strilli vari, ma ci raduniamo lo stesso, dritti verso l’iceberg.
Penso che stavolta mi porterò scialuppa di salvataggio e salvagente per sicurezza.

E poi voglio aprire una parentesi: ma i messaggi che ricevi a Natale da quelle persone che ti scrivono solo alle feste comandate? A me fan schiattare.

Non fa in tempo a scattare la mezzanotte che DRRRRR il cellulare vibra; parbleau, chissara mai? Quel figo che tanto mi piace e a cui sto dietro dal seimila avanti cristo? Quel rachitico del mio ex che ancora rompe le balle? Quantomeno mia sorella?

No.

Numero sconosciuto.

“Sono Luisella Luisana. Buon Natale a te e famiglia. :)”

E tu guardi lo schermo e pensi “ma chi minchia è Luisella Luisana?”, poi capisci: è l’amica della cugina del fratello della tua amica di secondo grado, vista una volta di sfuggita in ascensore per quattro secondi netti.
Poi sale lo sconvolgimento perché capisci che la persona che ti vuole più bene al momento, al punto di farti gli auguri allo scoccare della mezzanotte, è Luisella Luisana. Una sconosciuta.

Voi Spelacchiati come passerete le feste? Come sono i rapporti con i vostri parenti? Andrete a pranzoni e cenoni armati fino ai denti pronti a sbudellare qualche parente o siete tra quei fortunati con una famiglia normale che riesce a stare ore insieme senza drammi epici?
E soprattutto, come siete messi con i regali!? Ditemi che non sono l’unica messa così male!

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Film Bruttissim: Escape Room (2017)

Aaaah.
Mamma mia, regà, che robe. Che situazioni. Che roba strana la vita. 

Ora, senza scendere nei particolari, per la prima volta da tanto tempo (e non mi ero nemmeno mai accorta di questa cosa) ho fatto qualcosa per me, pensando solo al mio benessere, e ora sto incredibibilmente bene. Cioè, non mi sentivo così allegra e quasi speranzosa per il futuro da non so davvero quanto tempo.
Che sia un preludio di una grandissima crisi depressiva?
Può essere.
Però per ora mi godo questa sensazione nonostante il tornado si stia scatenando ovunque intorno a me.

Ma partiamo con questo film brut, che più brut vi giur non si può. ‘Na roba inclassificabile, il mio ex che era un regista in confronto era Kubrick, porca vacca.

Siamo in macchina con due deficienti, ed è il compleanno del cretino. La sua ragazza, la tipica bionda inutile, è tutta orgogliosa perché “è il tuo compleanno e sono mesi che te lo sto organizzando!”.
Ora, non so voi, ma in mesi e mesi di preparazione io quantomeno cerco di invitare una celebrità alla festa, chiamo amici sparsi nel mondo, faccio venire i dieci migliori spogliarellisti dell’universo… Lei cos’ha organizzato? Quale incredibile fantasiosa idea ha avuto?
Una roba incredibile eh, preparatevi perché non so se siete pronti a cotanta inventiva: cena + escape room.

Ma vaaaafffanculo, gallinaceo.

Arrivano al ristorante dove ci sono gli amcii: Il Coglioncello, sua moglie L’Insopportabile e la coppia di arrapati perenni; qui cominciano le scene da “questi sono troppo stupidi per essere veri”.
Per far capire quanto i personaggi si conoscano, siano amici e il tipo festeggiato sia uno Sherlock Holmes dei poveri c’è un giro di “chi ha ordinato cosa”: “Allora, scommetto che lui ha ordinato un bambino fritto, lei una melanzana farcita di gerbilli, l’altra una costina di triceratopo…” MA POTETE OCCUPARE COSI’ DUE MINUTI DI FILM? MA POTETE?! MA SAPETE CHE C’E’ GENTE CHE PAGHEREBBE ORO PER AVERE DEI MINUTI SUL GRANDE SCHERMO?

Intanto si intuisce che tra il festeggiato deficiente e la moglie dell’amico c’è dell’intesa… insomma, se la fanno. Oltre che scemi pure stronzi, combo micidiale.
‘Sti dementi.

Cominciano a parlare dell’escape room e “non riesco a credere che hai pensato a qualcosa di così avventuroso!” MINCHIA REGA’ CHE DIVERTIMENTO CHE DEV’ESSERE USCIRE CON VOI!
 Se questo è il massimo dell’avventurosità chissà nelle serate noiose cosa fanno, si chiudono in una bara e dormono per anni?

Va beh, che domande inutili che mi pongo, salgono tutti sul furgone che li porterà alla escape room senza che loro possano capire dove stanno andando (ma a cosa minchia serve? non è che se uno vede che tragitto fanno allora sa risolvere più enigmi) e mettono cellulari e cose varie in una cassetta di sicurezza. Brave teste di *epiteto a scelta*.

Viene fuori che la bionda è stata invitata a sta cazzo di escape room, neanche ha avuto l’idea di andarci lei, ma non si sa chi l’ha invitata. Dimmi, cara, ma sei nata così cretina o è una cosa che si è sviluppata con l’età? No, così, per sapere.

Finalmente ‘sti scemi si bendano e si comincia sta cavolo di escape room e sono tutti un po’ sparsi in camere diverse.


Il festeggiato, che si crede Sherlock Holmes ma in realtà è solo leggermente meno mentecatto degli altri, si ritrova in una stanza piena di giornali e orologi; la coppia di arrapati in una stanza con lui che ha delle mutande di ferro con lucchetto attaccate al pacco, i più insopportabili di tutti hanno dei fili che li uniscono per i polsi (‘na roba inutilissima, devono solo fare qualche acrobazia per slegarsi) e la tipella di Sherlock Holmes non si sa minimamente perché ma è nuda in una gabbia.
Suppongo sia una scelta registica molto sottile e sofisticata chiamata “piazziamo del sessismo anche in questo film”.

Per farvi capire la levatura dei dialoghi:“siamo legati insieme, non è assurdo?”
LA TUA IDIOZIA E’ ASSURDA, ECCO COSA.


Poi passiamo alla tristezza dei due arrapati, che per sbloccare il lucchetto devono scrivere “sesso orale” (“head” in inglese) col lucchetto. Complimenti, maestro, quanta eleganza. Forse un ragazzino delle medie avrebbe potuto fare ‘sta cosa.

Per farvi capire anche cosa intendo quando dico che succedono cose senza una ragione, Anderson (l’amico scemo) si ferisce al dito aprendo una specie di finestrella che li mette in contatto con Sherlock. Io pensavo “ecco, ora vedi che si è beccato del veleno in circolo, sto scemo” e invece NIENTE. Nulla. Secondi di lui che si lamenta per il dolore assolutamente per nulla.
BOH.

Vaccate su vaccate, enigmi che anche un bambino di sei anni potrebbe risolvere… tipo: ci sono quattro stracazzo di quadri con degli animali (QUATTRO! MA MINCHIA!) tipo un lupo, una lepre, una volpe e non so che altro… Qual è la soluzione?
Metterli nell’ordine della catena alimentare.

Minchia ma voi siete anche più in fondo degli invertebrati, voi dovreste essere mangiati dai funghi da quanto siete stupidi! MA CHI CAZZO HA SCRITTO QUESTO FILM, TOPO GIGIO?!

Il Coglioncello, ovvero l’amico di Sherlock, chiaramente non ha idea di come funzioni una escape room e tutto quello che fa, dice e pensa sono cose tipo “ma come facciamo a uscire?” “ma perchè c’è un quadro alla parete?” “ma adesso cosa facciamo?” “Si ma allora?” 

ALLORA ADESSO TI PICCHIAMO, CAZZO. DEVI TROVARE DEI MODI DI USCIRE, STARE A TIRARE LA PORTA NON SERVE, MENTECATTO.

Ma non che lei sia da meno, per carità, d’altronde è sua moglie.
“Ehi guardate c’è una carta!”
E lei: “Chissà che ci fa qui!”

No io me ne vado, io esco, come Tina Cipollari in ogni puntata di Uomini e Donne.
Ma cosa minchia vuol dire chissà che ci fa qui? Ma hai qualcosa oltre alla segatura e alla plastica da imballaggio nel cranio? Ma contate di farvi studiare in obitorio perché c’è il vuoto cosmico nel vostro cervello?

Ragazzi salto parti perché non ne usciamo più altrimenti, a un certo punto, finalmente, cominciano a crepare i personaggi; i primi a schiattare sono gli arrapati, che si sciolgono perché nella stanza esce del gas acido che li squaglia, il tutto mentre limonano come babbuini e perdono parti di labbra e viso.
Che. Schifo.

Tra l’altro Il Coglioncello rompe una chiave nella serratura e partono gli sfottò di moglie e amico, incazzati come iene “mi hai proprio deluso” “è così Anderson”.
Non commento nemmeno, va.

Sherlock, il Coglioncello e L’Insopportabile (la moglie del Coglioncello) si infilano nel condotto di aereazione e arrivano… a un altro enigma! Con Sherlock tutto incazzato che “ora lo risolviamo e usciamo!” ma cosa vuoi risolvere e uscire, Demente Colombo dei poveri? Ma cosa? Io non vedo l’ora che tu schiatti, capisci?
Comunque di questo enigma non c’ho capito na mazza ma mi ha fatto riderissimo il fatto che a un certo punto l’Insopportabile abbia mosso a caso delle calamite, non sia successo niente ma gli altri due si siano incazzati che ancora un po’ la ammazzavano di botte così, senza ragione.


Risolvono ‘sto enigma e muore pure il Coglioncello, che era rimasto a metà nel condotto di aereazione (molto comoda come posizione, capisco perché non fosse sceso insieme agli altri… MA CAZZO) e quando si rende conto che si sta chiudendo il condotto dietro di lui dice di avere “la gamba bloccata”. Ma bloccata da cosa, di grazia? Ma ci sei solo tu in quel condotto, cosa blocca la tua zampetta di persona idiota? 

Non si sa, fatto sta che rimane tagliato a metà come meritava di finire dal primo minuto del film.

Sherlock e l’Insopportabile escono dal condotto e si ritrovano punto e a capo nella stanza di partenza (tiè) e finalmente tocca all’Insopportabile risolvere un enigma, che è una vaccata di dimensioni bibliche che io dico ma come minchia avete fatto a farvi sponsorizzare un film del genere?
In pratica ci sono dei cavetti colorati e lei intreccia quelli dei colori primari.
Brava, Giovanni Muchacha sarebbe molto fiero di te, forse anche una maestra dell’asilo lo sarebbe.

Peccato poi crepi pure lei, o rimanga intrappolata, non mi è chiaro. Rimane con la mano nella bocca di un orso impagliato e Sherlock se la squaglia lasciandola lì, perché come ha dimostrato per tutto il film è un pezzo di sterco secco.

Arriviamo alla scena madre della stupidità, il confronto tra Sherlock e la sua ragazza, con lui che continua a ripetere “perchè ci hai portati qui!?” e lei “io non ho fatto niente” PER TRE MINUTI.
Poi compaiono dei pulsanti con scritto “salva me” o “salva lui/lei”, il bastardone cerca di salvare sé stesso ma visto che lei è stata buona e generosa scegliendo di salvare lui invece di sé stessa Sherlock rimane impalato.

Ah, se qualcuno potesse insegnare alla bionda come piangere per finta gliene sarei molto grata, perché guardarla strizzare gli occhi mugugnando senza che una lacrima uscisse mi ha dato sui nervi come poche altre cose al mondo, forse solo la faccia di Salvini mi provoca una tale irritazione.

Siamo alla fine, tenete duro.
La bionda scappa, chiama la pula e al telefono parla il tizio del furgoncino la chiama e le dice “ma tu pensi di essere innocente, testa di minchia?” e boh non ho capito il senso, non me ne frega nulla, voglio soltanto dimenticarmi di questo deprecabile film e andare a dormire.

Ragazzi, vi prego, non guardate ‘sta roba. Soprattutto quando esce al cinema. Film così non meritano NIENTE, neanche un dollaro bucato.
Mi dispiace dirlo perché il cinema mi piace, però qui non c’è stato un minimo di sforzo da parte di nessuno: né regista, né sceneggiatore, né tantomeno gli attori che hanno chiaramente dato il meno possibile (o forse sono solo dei cani a recitare, non so).
I N A C C E T T A B I L E, possono andare tutti a quel paese per quel che mi riguarda.

Spelacchiati, se l’avete visto VI SCONGIURO ditemi che anche voi pensate sia una grandissima vaccata, ne ho bisogno. Se non l’avete visto… BEATI VOI. Non fatelo. Spendete il vostro tempo in maniera migliore, anche prendendo a martellate i vostri genitali. 

Alla prossima, se mi riprendo da questa visione.

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Ciciarando: mal di schiena, esami e domande (non) esistenziali

Ragazzi ho un mal di schiena così maloso che sto per togliermi la spina dorsale. Me la sfilo dal naso, se serve, poi la uso come frusta. Voi come state, come ve la passate, spalacchiatini miei?

Oggi ho delle domande esistenziali, dei quesiti che nemmeno alla NASA si pongono. Preparatevi a rispondere a ogni mio dubbio (e ad offendervi, probabilmente.)

Allora.
Qualcuno mi può cortesemente spiegare a perchè diavolo esiste la birra analcolica? Mi da sui nervi. Cosa vuol dire, a cosa serve, chi l’ha inventata?
E il caffè decaffeinato? E il tè deteinato? Che altro avremo poi? Il pollo spollato? Il brodo sbrodolato? Il cazzo scazzato?
Scusate, finisco sempre nella volgarità, è più forte di me. Non che ci voglia molto ad essere piu forti di me, comunque, la mia forza è pari a quella di una formica, forse anche inferiore.

Altra categoria a me incomprensibile: le ragazze che mettono le collane con scritto il proprio nome (e l’equivalente maschile, ovvero i ragazzi coi braccialetti)? Ma cos’è, tipo medaglietta per cani? Allora scrivete pure indirizzo e numero di telefono così almeno chiamo qualcuno che venga a prendervi.

Lo stesso vale per i tatuaggi.
Ma perché dovrei tatuarmi “SARA” con tutti gli schiribizzi intorno? Cosa sono, la protagonista di Memento? (Tra l’altro film bellissimo.)Non capisco. Non comprendo. Che poi dopo venticinque anni dovrei essere abituata a non capire niente, però ancora mi stizzisco, che ci devo fare.

Ultimo argomento del giorno: oggi ho reincontrato un mio compagno del liceo.
Commento?
MINCHIA.
No, dico. Me lo ricordavo gracilino e spelacchiato, ora invece è un ometto. Un ometto interessante. Alla faccia del bicarbonato di sodio.
Io sono rimasta la triglia di dieci anni fa però, com’è sta storia? Cambia solo che mi so truccare un po’ meglio (mamma mia regà, che orrore, ma come uscivo di casa? Chilate di matita nera, fondotinta arancionino… Boh, qualcuno avrebbe dovuto porre fine alla mia esistenza con un proiettile ben piazzato.)
Insomma, traumatico rendersi conto che la gente è andata avanti molto meglio di me nella vita, non voglio incontrare mai più nessuno del mio passato, mai più.
“Oh organizziamo una rimpatriata?” mi fa.
“Ehm, certo. dai, sentiamo gli altri”.
Io non sento nessuno del liceo da almeno cinque anni.
N e s s u n o.

Detto ciò, io vado a nanna che domani ho un esame per il quale sto studiando come una sciroccata, se non dovessi passarlo sarebbe abbastanza tragico. 

Voi che farete in questa tiepida serata settembrina? qualcuno mi tiri su di morale dicendomi che anche se ci sto mettendo una vita a finire l’università non sono un fallimento totale, vi prego.

A presto!

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Riflessioni alcoliche del giorno

L’aperol shackerato con il gin è molto buono.

Gli shot tequila, menta e tabasco sono molto buoni.

La birra Corona con dentro gocce di tabasco è ottima.

Il Negroni con il gin non è buono.

Il Pastiss “fa schifo ma è buono”.

Sul Bloody Mary ho ancora dei dubbi.

Ora che vi ho sciorinato le mie scoperte alcoliche frutto di serata più o meno (s)piacevoli possiamo passare ad altro, va. Se provate qualcuno di questi cocktail (o se ne avete altri da propormi, bestioline spelacchiate) fatevi avanti e ditemelo!

Giusto qualche piccolo aggiornamento sulla mia miserabile vita, sperando di farvi sentire meglio riguardo la vostra:

  • sono stata baciata da una persona che non volevo mi baciasse
  • Mi sono tirata indietro da una situazione MOLTO piacevole perché la persona in questione è impegnata, e per quanto io sia cretina ho una morale e un’etica che mi impongono di non fare quello che mi farebbe stare bene, ed essere rispettosa della sua relazione. Anche se lui non lo è, mi rende le cose molto difficili e ci penso da giorni.
  • Il Pirla ha portato la sua dama in vacanza, dopo un mese di frequentazione, e la cosa mi ha dato una stilettata al cuore (dite che prima o poi smetterò di chiedermi “ma perché io non valgo la pena? Cosa gli ho fatto, perché non mi vuole?”)
  • Quindi capirete che l’alcol al momento è mio alleato. Il mio fegato a breve chiederà il divorzio da me, me lo sento.
  • In tutto questo sto divorando Peaky Blinders, che al momento è la mia unica ragione di vita. Ragazzi, quella serie è oro, andate e guardatene tutti (ma giu le zampette spelacchiate da Cillian Murphy perché è mio.)
  • Voi state facendo qualcosa di produttivo? Anche voi vi siete trovati in situazioni un po’ del pene, controverse, in cui fare la cosa giusta sembra suuuper difficile? Tra l’altro l’opinione pubblica dei miei amici si divide in:
    1. “Sara, vai, escici, fattelo, fai quello che vuoi perché quello impegnato è lui e tu non hai obblighi verso nessuno, se non te stessa. Meriti di stare bene e se lui ti piace la sua situazione sentimentale deve gestirla lui, non tu”
      “Brava Sara, fai la cosa giusta, lui è uno stronzo perche è disposto a tradire cosi la sua ragazza ma tu non ti immischiare”.
  • Voi che dite? Partono i sondaggi qua, sbizzarritevi.
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    Compleanni e altri traguardi

    Ragazzi, oggi giornata di traguardi.

    Io compio 25 anni (e qui può benissimo partire il pernacchione collettivo, non importa nemmeno a me questa cosa) ma -rullo di tamburi- il blog ha appena raggiunto gli 800 followers! 801 per l’esattezza, pazzesco!

    Piccolo momento sdolcinato: quando ho aperto questo blog non avevo la minimissima idea di dove sarei andata a parare, volevo uno spazietto mio dove chiacchierare per lo più di film e libri, ma poi ha preso tutto una via diversa e ora parlo praticamente di tutto quello che mi passa per la testolina bacata che mi ritrovo, con voi che non solo mi sopportate, ma mi supportate e mi date pure corda.
    A volte leggo i vostri commenti e mi fate morire dal ridere ma ci tengo a farvi sapere che quando sono presa male e sono in una delle mie crisi depressive spesso vado a rileggermi i commenti con le vostre esperienze e il vostro sostegno. Consapevolmente o inconsapevolmente mi avete aiutata molto in diverse occasioni, spelacchiati che non siete altro, quindi GRAZIE!

    Okay basta essere carini e sdolcinati visto che non è proprio una cosa da me e mi viene pure male.
    Presto arriveranno nuovi articoli più o meno seri, ce n’è uno a cui sto lavorando da giorni e giorni ma continua a non soddisfarmi appieno il che comincia a mandarmi in isteria. sempre che il caldo non mi elimini prima. Non so voi ma io ora ho la forma e la consistenza di Slimer dei Ghostbusters, ancora qualche grado in più e penso andrò in autocombustione. 

    Risultati immagini per slimer ghostbusters gif
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    Paturnie e lamenti del sabato notte

    Spelacchiati del mio cuoricino, stanotte va cosi. Stanotte piango e mi dispero per motivi futili, che vi devo dire… mi sembra di essere tornata sedicenne, grazie al cielo almeno non devo fare verifiche di matematica. Brividi solo a pensarci.

    Per fortuna, come diceva una donna molto più bella di me, “domani è un altro giorno”.

    Un altro giorno in cui spero di non fare minchiate, detto proprio cosi, in maniera delicata e signorile.

    In realtà non penso di aver fatto niente di male, certamente non lo chiamo “errore”… Dai, lo dico: ho baciato una persona. Un amico. Entrambi single, entrambi ubriachi, ci siamo fatti prendere dal momento. Anche più di un momento, a dirla tutta. Ci siamo fatti prendere dalle ore, piu che altro.

    Non so cosa mi sia successo, di solito quando sento di stare per agire di impulso mi prendo mentalmente a schiaffi finché non torno abbastanza lucida da pensare alle conseguenze e, in genere, evito di fare qualunque cosa… stavolta mi sono lasciata prendere la mano. Letteralmente, mi ha preso la mano nella sua mentre mi stringeva i fianchi e mi baciava con passione sotto casa mia.

    E ora? Ora il mio cervello va in tutte le direzioni. Perché è successo? Mi piace? Gli piaccio? Era una cosa fisica e basta? Ho rovinato gli unici rapporti che per me contano davvero? L’ho ferito? Dovrei scrivergli per parlarne? Facciamo finta di niente? E se lui e gli altri non vogliono più avere a che fare con me perché ho scombinato l’equilibrio della combriccola? Perché devo pagare quando prelevo con il bancomat?

    E il suo amico, Il Pirla cosa ne penserà? Mi sono giocata tutte le possibilità che avevo con lui per una limonata sotto casa mia, perché sono cosi deficiente?

    Dio, ti prego, vieni a prendermi.

    Ragazzi, scusate. Stasera va cosi, domani mi metto a rispondere a tutti i vostri commentini, che adoro sempre ❤️

    Se volete insultarmi nei commenti perché sono un esserino debole è patetico fate pure, nessuno vi fermerà. Se invece volete narrarmi della vostra vita sentimentale e dei trusci che avete passato penso vi vorrei ancora più bene!