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Ciance sparse: periodo bizzarro

Aaaah che bello, Spelacchiati miei.
Non so voi, ma io apro Instagram e vedo le foto di mia sorella in Sicilia con le chiappe al sole, mia cugina a Timbuctu che non so nemmeno dove si trovi sulla cartina, il fratello del fornaio a Ibiza perché è un pacchiano, il carpentiere spaparanzato alle Hawaii, il tagliaerba che fino a ieri mi scassava lu cazzo facendomi venire un’allergia indegna abbarbicato all’Himalaya… E io?
Io sto a casa, a prendermi una miriade di gocce e pastiglie, con un cappello di paglia sulla capoccia ogni volta che esco di casa.

Cioè, ragazzi miei, capite la situazione..? ho dovuto comprare un cappello di paglia.
Io.

IO, UN CAPPELLO DI PAGLIA

MA STIAMO SCHERZANDO?

Sembro un ignobile mix tra Sampei e Guendalina Bla Bla, l’oca degli Aristogatti. 

‘Na roba atroce, paro ancora più scema del solito, e vi assicuro che già di solito sembro molto scema.

Un cappello di paglia… Ma vaffanculo, Anselmo, non solo alberghi nella mia capoccia ma mi fai pure comprare cose che minano la mia bellezza. Oddio, minano la mia bellezza… minano quel che c’è, dai.
Che forse ora che ci penso una cosa che mi copre un po’ la faccia non può che abbellirmi.

Come avrete forse intuito da questo flusso di incoscienza sto un po’ uscendo di senno (di seno no, già non ce n’è, se ne esco pure è la fine) perché il pensiero che possa cogliermi un’emorragia cerebrale da un momento all’altro un po’ mi turba e un po’ mi condiziona, ma non come il condizionatore in sala che almeno mi da delle gioie, mi condiziona in negativo facendomi evitare un sacco di cose e di situazioni.
Oh sia chiaro, Anselmo o non Anselmo, operazione o non operazione io a luglio andrò al concerto di Harry Styles e chiunque provi a fermarmi pagherà con la vita. O con la Visa, che sarebbe pure meglio visto che sono povera come la mierda.

Però me la passo bene. Cioè sto facendo la vita da pensionata a ventisette anni, quindi un sogno, suppongo.

A parte tutti gli intrugli che devo prendere, cerco di fare quaranta minuti al giorno di ginnastica blanda, e io vi chiedo: non vi viene proprio in mente la vecchiaia a sentire il termine “ginnastica blanda”? Che poi la mia neurochirurga deve dirmi che cazzo è la ginnastica blanda, ma blanda cosa, chi, come che razza di aggettivo è?
Orblando Bloom. Così, a caso, solo per scrivere scemenze.
Quindi niente, cammino sul posto e agito le braccia come un gabbiano un po’ monco nella speranza che basti a non farmi diventare un tricheco in questo periodo allucinante di attesa in cui non posso fare molto.

Il 13 luglio farò nuovamente la risonanza magnetica e l’angiografia, il che significa che dovrò passare una notte in ospedale perché, per chi non lo sapesse, per farmi l’angiografia devono infilarmi una cannuccetta nell’arteria della coscia e poi devo starmene 24 ore ferma immobile perché c’è il rischio che mi si riapra il foro.
Tutto molto bello e interessante, neh?

Pensate un mese e mezzo fa la mia gioia nel dover usare la padella per la prima volta nella mia vita per fare pipì, pensavo di spargere urina ovunque, una sensazione stranissima.
Tra l’altro in tutto ciò visto che sono stata ricoverata all’improvviso la situazione peluria nella zona inguinale ve la lascio immaginare, non so come abbiano fatto a non usare le cesoie per farsi strada tra i peli.
Maròòòò regà ma quanto vi sto disgustando con questo post? Se vedo che calano i followers saprò di essermelo meritata.

E niente, in tutto ciò io e il Batterino stiamo benissimo, lui è l’unica persona con cui riesco a piangere pensando alla mia situazione e tutte le incertezze del futuro e lui ha la pazienza e la forza di sopportarmi e farmi sentire meglio.
Per contro io mi ascolto giornalmente le sue crisi di nervi legate al lavoro, quindi secondo me siamo abbastanza pari.

Scusate questo post sconclusionato, sono un po’ esagitata in questo periodo. Passo dall’euforia alla stanchezza mortale in due secondi, il prossimo post giusto sarà più strutturato e penso parlerò di un po’ di prodotti e libri che mi stanno tenendo compagnia in questi giorni.

Voi come ve la passate? Cosa combinerete quest’estate? Vi state già grigliando al sole? Fatemi sapere, così anche se io non potrò andare da nessuna parte sognerò i vostri viaggi!
Hasta la pasta

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Vi presento Anselmo, il mio cavernoma

Buonasera miei cari spelacchiati, come state?
Per me è un periodo turbolento. Che poi che razza di parola è “turbolento”? O ha il turbo o è lento, no?
Ma lasciamo perdere e procediamo, che sarà un lungo post molto strano.

Stasera voglio farvi conoscere Anselmo.
Anselmo è con me da parecchio tempo, solo che io non lo sapevo; lui mi avrà guardata combinare ogni vaccata possibile e immaginabile fino ad averne le balle piene, tanto che un mese fa è esploso.
Anselmo è il mio cavernoma cerebrale, colui che mi ha provocato l’emorragia e mi sta facendo vivere una vita molto bizzarra da un mese e mezzo a questa parte.


Per colpa di Anselmo non posso prendere il sole, non posso viaggiare in aereo, non posso fare sforzi fisici e non posso nemmeno emozionarmi troppo, perché lui è un tipo tranquillo e queste cose lo disturbano, e credetemi non voglio disturbarlo mai più.

Anselmo, poi, è un tipetto bizzarro. Diciamo che è un po’ imprevedibile, potrebbe andare su tutte le furie e decidere di esplodere di nuovo da un momento all’altro, e allora sarebbe mio compito correre in pronto soccorso dove stavolta, vedendo i miei trascorsi, non mi farebbero stare dieci ore ad aspettare ma mi darebbero subito qualcosa per placare la sua ira funesta.

Io ho provato a convincerlo: “Anselmo, eddai, possiamo vivere un sacco di cose belle insieme, il mio amico ha già fatto i biglietti aerei nominativi per la Sicilia… E poi potremmo andare in Sardegna col Batterino… O in montagna, sai, al fresco…
Niente, non vuole saperne.
Potremmo diventare a-a-abbronzatissimi, dei fichi incredibili, sai quel bel colorito di chi sta dieci ore in piscina con un cocktail ghiacciato sotto al sole” ma niente, nemmeno quello lo convince molto.

Temo che le nostre strade dovranno dividersi.
E’ probabile che tra un mesetto, dopo un’altra angiografia ed un’altra risonanza magnetica, un team di medici dovranno farmi un foro nel cervello e tirar fuori Anselmo cercando di non fare danni nel mentre, passando qua e là nella mia materia grigia. Non che ce ne sia molta, lo so, però è comunque un’operazione delicata, Anselmo non è mica uno che si arrende facilmente, e dei rischi ci saranno. Insomma, non siamo felicissimi di separarci ma ormai è chiaro che lui non voglia più stare nel mio cranio, ha assistito a troppe mie scemenze. Lo capisco.

Beh miei cari spelacchiati, cerco di prenderla a ridere però ogni giorno una decina di minuti di pianto patetico sulla spalla del Batterino mi scappa perché c’ho ‘na fifa incredibile. Non fosse per il mio Batterino non so bene cosa farei in questa situazione, è incredibile quanto stia facendo per me.
Non ho mai subito operazioni quindi partire con una al cervello direi che mi temprerà come il fuoco di mille battaglie, tipo Xena Principessa Guerriera.
In più ho questa sensazione di essere un peso per tutti, perché da quando sono tornata a casa i miei amici vengono quasi ogni giorno a turno a tenermi compagnia e giocare a giochi scemi per non farmi pensare troppo, sapendo che quando io penso è la fine, e mi sento in colpa nei loro confronti per essere così bisognosa.

Ovviamente per mesi e mesi a venire non potrò lavorare, il che mi pone in una situazione piuttosto di cacca economicamente parlando: non c’ho una lira, ma per stare al passo coi tempi dico che non c’ho un euro.
Sono sempre sotto calmanti quindi pure studiare è un’impresa titanica, direi che sta andando tutto alla grande.

Insomma questi sono i miei aggiornamenti per ora, spero che voi ve la passiate un pochetto meglio di me che tra un po’ mi ritroverò con metà testa rasata e penso sarà uno spettacolo agghiacciante perché mi si vedrà ancora di più la faccia, che io cerco sempre di nascondere coi capelli tipo Samara. A volte vorrei pure vivere dentro un pozzo.

Basta ammorbarvi, vi saluto con un bacione calorosissimo da parte mia e di Anselmo, che sotto sotto è un bravino.
Voi raccontatemi tutto quello che volete, così mi distraggo un po’, e giuro che risponderò ad ogni singolo commento perché vi trascuro troppo quando in realtà vi voglio bene e mi state vicini come degli amici in carne ed ossa.
HASTA LA PASTA!