Buongiorno miei cari Spelacchiati, come state? Siete pronti a queste feste anomale? Ma soprattutto ditemi, sono solo io che a questo punto non capisco una minchia di cosa mi sia permesso fare e cosa no?
Io pensavo che l’unica cosa buona di questo Coviddimmerda fosse l’evitare i parenti durante le feste e invece mi sa che mi tocca vedere mia zia.
Io mi uccido.
Ora, a parte il rapporto molto conflittuale che ho con lei, vi narro cosa succede di solito, ogni singolo natale da che ho memoria.
Dopo le solite ciance e frecciatine durante l’inizio serata, arriva il momento clou.
La scena di solito è la seguente:
Mia zia sopraggiunge dalla cucina con una padellata enorme di spaghetti e gamberoni di merda, io mi schifo, mia mamma mi lancia un’occhiata della serie “Sara, non ribaltarle la padella addosso, sii civile” e mia zia che sobbalza e mi fa “ah già che tu non li mangi! Però puoi fare uno sforzo…”
Zia.
Zia cara
Io sto già facendo uno sforzo. Non puoi capire quanto io mi stia sforzando di non prendere un gamberone e ficcarrtelo su per il setto nasale, tipo tampone per il coviddimmerda.
Al che io chiamando a me tutta la pazienza che l’Onnipotente mi ha donato, sorrido a trentadue denti, le dico di non preoccuparsi e vado in cucina a prepararmi UN PIATTO DI PASTA IN BIANCO DI MERDA CHE BEL NATALE GRAZIE MILLE GAMBERONI.
Che poi oh lo so che sono una viziata di merda ma io gna faccio proprio. Non è una questione di gusto, è proprio il mangiare qualcosa che mi fissa con quegli occhietti neri, per non parlare dei baffi lunghissimi (minchia sono pure più lunghi dei miei, il che è tutto dire)… Bleh, mi viene la nausea solo a pensarci. Poveri gamberozzi. Mi turba nell’anima vederli nel piatto. Non solo sono stecchiti ma gli tocca pure passare il Natale con noi, una roba atroce.
L’alternativa è ingozzarmi di tartine, l’anno scorso sono quasi morta, ne avrò mangiate cinquanta. Tartine col tonno, tartine con salse varie, antipasti di ogni tipo. E tutto perché? PERCHÉ MIA ZIA DEVE FARE STI CAZZO DI GAMBERONI, MA DICO IO, MA LASCIALI STARE P0VERR BESTIOLE
Ma cucina quel ratto del mio vicino di casa, se mai, che cazzo.
Non so perche ma mi sa che quest’anno sbrocco (ma si dice ancora “sbrocco” o sono una boomer ormai?) e salto sul tavolo urlando “VIVE LA REVOLUSION!” calciando via la spadellata. SE NON MANGIO IO NON MANGERÀ NESSUNO!
Okay mi calmo. Scusate.
Vi aggiorno sulla situa sentimentale, va.
Credo che Mr Batterista sia pazzo. Completamente instabile.
Ne sono abbastanza sicura ormai, dopo tre mesi.
Cosa me lo fa pensare? Il fatto che a volte mi sembra che io gli piaccia davvero. Cioe gli piaccia piaccia. Gli fa piacere avermi intorno, nonostante le mie battute idiote, la pancia, le smagliature, la mia stupida faccia, gli sbalzi di umore, l’incapacità di prendere le cose seriamente… Insomma, io.
Non so che tipo di menomazione cerebrale abbia per provare qualcosa per me, credo potrei essere accusata di circonvenzione di incapace. (Ho dovuto cercare su internet come si dicesse perché mi veniva da scrivere “circoncisione”, che non è proprio la stessa cosa)
Rega mi sono pure giocata il tutto per tutto per allontanarlo:mi sono fatta vedere nuda. Uno spettacolo agghiacciante, ve lo posso assicurare, non augurerei neanche al mio peggior nemico di vedermi senza vestiti, vorrei risparmiargli l’orrore e il raccapriccio… Eppure Mr Batterista sembra apprezzare. Sembra volermi spogliare molto spesso. E riesce addirittura a farmi sentire bella e sexy, cosa che per una foca monaca come me non credevo fosse possibile.
Allego foto di me in spiaggia
Insomma, va tutto esageratamente bene e la cosa mi turba. Non sono abituata. Panico. Però sono estremamente contenta, e fosse per me lo vedrei tutti i giorni perché sono in modalità patetica.
E voi cosa mi raccontate? Come state? Come passarete le feste? Perché io che ho una famiglia disfunzionale speravo di starmene sola come un orso ma mi rendo conto che invece c’è chi vorrebbe passare le festività con la famiglia ed è impossibilitato,quindi che dobbiate sorbirvi i parenti o che non possiate vederli mi raccomando, siate forti e cerchiamo di far passare rapidamente questo periodo infame.
Alla prossima miei cari, non vedo l’ora di leggere i vostri commentini ❤️
Buonasera miei adorati spelacchiatini, come state? Spero siate pronti ad un post cretino perché sono le due e ventitrè di notte mentre scrivo, e scrivo perché sto avendo un momento di tristezza mistica dovuta anche al Signor Batterista, mio attuale ragazzo. Madonna che strano scriverlo. Non prendetevela con lui, è straordinariamente straordinario, le mie sono paranoie da persona pazza e schizzata quale sono; poi ci sono le mestruazioni che incombono su di me quindi sono tutta emotiva, abbiate pietà di me.
Cosa faccio dunque quando sto mezzo piangendo mezzo sclerando? SCRIVO. Quindi vi beccate un FILM BELL per la prima volta su questi schermi, perché porca vacca questo film mi è piaciuto un sacco ma mi stavo cappottando dal ridere per certe cose. Tra l’altro film di sir M.Night Shyamalan (er regista de “Il sesto senso”, “Split” Ah ovviamente sarà pieno di spoiler di ogni tipo, quindi se volete recuperatelo e poi tornate qui a leggere e a farmi sapere cosa ne pensate!
Ragazzi riporto questo dialogo perché io mi stavo ribaltando dal ridere, ero allibita da questa cosa ma forse fa ridere solo me che sono deficiente. Il film si apre con questa scena meravigliosa: ci sono due tipe su una panchina, stanno leggendo, una alza lo sguardo e fa “non mi ricordo, dov’ero rimasta?” e l’altra (che poi perché cazzo dovrebbe sapere a che pagina eri?!) “eri al punto in cui i killer decidono cosa fare della ragazza handicappata”. MA COSA STATE DICENDO AHAHA CHE LIBRO E’ COS’E VOGLIO IL TITOLO MA PUO’ QUESTO ESSERE IL PRIMO DIALOGO DEL FILM AHAHAH Scusate mi ricompongo, sono una persona ignobile e deprecabile, addio.
Quella che sa tutto (scusi signorina mi può dire a punto ero arrivata di “American Psycho” che porca vacca mi è volato via il segnalibro?) si rende conto che sta succedendo qualcosa di inquietante nel parco: c’è un comizio della Meloni.
No non è vero, quello sarebbe proprio il peggio del peggio, lì semplicemente tutti i presenti si sono immobilizzati -secondo me è una mega partita di “un due tre stella”- e anche la sua amica è diventata immobile fino a che non prende la bacchetta con cui si era legata i capelli e se la pianta nella gola. Ammetto che questa scena mi ha un attimo colpita, molto fico.
Ehi lei, lei in terza fila, ho visto che si è mosso torni indietro di tre passi
Passiamo ad un’altra scena con un altro dialogo epico, regà io non so se si è notato ma mi focalizzo sulle puttanate inutili invece che sulla trama. Cantiere: ci sono degli operai dal manto scuro -non so più cosa sia politically correct o no ormai, lasciatemi nella mia ignoranza- e uno sta raccontando una barzelletta: “E quindi questo tipo mi fa ‘anche la tua ragazza si chiama Brenda? C’è una B sul tuo pene…’ e io gli dico ‘no amico, sul mio c’è scritto ‘benvenuto in Jamaica, ti auguro una buona giornata!” Cioè avete capito? Perché ce l’ha così lungo che ci sta tutta la frase… eheh… basta ragazzi ma perché seguite questo blog, fatevi un favore e smettete di leggermi, io smetterei di scrivere se avessi una dignità.
Mentre io digito puttanate nel film cominciano a piovere uomini: tutti gli operai sui tetti si stanno lanciando di sotto. Forse stanno girando il video di “Raining men?” Forse hanno sentito Conte pronunciare le parole “nuovo DPCM” e in preda all’isteria hanno deciso di farla finita? No niente del genere, ci verrà spiegato dopo; passiamo a Philadelphia -dove si sa, tutti mangiano bruschette col formaggio spalmabile dalla mattina alla sera- e incontriamo Elliott, un professore di biologia universitario, a cui viene detto di andare a casa perché -parafrasando- sta succedendo un casino.
La situa è che uno strano virus sta portando la gente a suicidarsi inibendo ogni recettore della sopravvivenza, non si sa cosa sia nè da dove venga e c’è del panico nell’aere. Improvvisamente sto rivalutando il Covid. Elliott e sua moglie decidono di partire e andare a casa della mamma di un loro amico, solo che in stazione la moglie, Alma, sclera perché lui ha raccontato all’amico di una loro litigata. Ora. Lo so, il femminismo è importante e tutto, MA QUALCUNO PUO’ DARLE UN MANROVESCIO DA PARTE MIA? MA SIGNORA SI RENDE CONTO CHE LA SITUA E’ UN PO’ PIU’ GRAVE DI TUO MARITO CHE CHIEDE CONSIGLIO AL SUO BFF? CIOE LA GENTE SI STA AMMAZZANDO INTORNO A VOI, CARA, DOVETE SQUAGLIARVELA ALLA VELOCE, LE SCENATE GLIELE FAI DOPO MAGARI, CHE DICI? Scusate mi calmo. La pandemia si espande mentre sono sul treno che è costretto a fermarsi e tutti devono scendere in una cittadina sperduta.
Intanto escono centinaia di video di gente che si spara, un tizio che entra nella gabbia dei leoni e si fa magnare come uno snack pomeridiano (regà per tutto il film le scene dei sucidi sono PAZZESKE), chi si spara, chi si impicca, chi si lancia sotto ai tosaerba… Madò! Ovviamente scatta il delirio ed Elliott, Alma e la figlia dell’amico vanno con una coppia non si sa dove mentre l’amico cerca di raggiungere la moglie a Princeton. Spoiler: l’amico non arriverà mai dalla moglie.
Elliott e le altre due quindi sono in macchina con una coppia completamente sciroccata, due tizi pazzi fissati con le piante. Ma fosse almeno marijuana cazzo, almeno uno se ne va felice… Comunque il tipo sciroccatissimo comincia a dire che seconodo lui sono le piante a produrre la tossina per difendersi da qualcosa.
Ora chiedo un attimo di attenzione, per favore, perché devo proclamare il vincitore di un premio molto ambito, il famoso premio Infame dell’Anno. Con i poteri a me conferitimi da me stessa proclamo vincitrice di questo per niente ambito premio… Alma! Congratulazioni piccola subdola infamotta, sei proprio una merda! Credo di sia meritata questo titolo perché mentre stanno tutti cercando di raggiungere una cittadina sperduta perché a quanto pare le piante si incazzano quando c’è troppa gente, lei si alleggerisce la coscienza rivelando al marito che un sera invece di essere stata a lavoro come gli aveva detto era andata a cena con un collega, anche se non era successo niente tra di loro lei si sentiva in colpa.
MA BRUTTO RABARBARO CHE NON SEI ALTRO, STATE VIVENDO UN INCUBO, E’ QUASI CERTO CHE MORIRETE MALAMENTE TUTTI QUANTI E TU FAI VIVERE I PROBABILI ULTIMI MINUTI DI TUO MARITO COSI, SAPENDO CHE GLI HAI MENTITO E SEI USCITA CON UN ALTRO? MA QUANTO INFAME SEI DA UNO A DUE, IN CUI UNO E’ COMUNQUE TANTISSIMO? Ma vaffanculo, va.
Elliott capisce finalmente che le piante sono diventate razziste nei confronti degli umani, cosa per me più che comprensibile visto che la nostra razza fa cagare, quindi dice a tutti di formare gruppetti piccolini e si sparpagliano nella campagna. Cioè regà dai, una scampagnata, chi ha portato i toast? Elliott poi raggiunge il livello di pazzia che tutti noi in questi lockdown abbiamo raggiunto (non mentite, so che l’avete raggiunto anche voi): si mette a parlare con una pianta cercando di spiegarle che sono lì per poco e non hanno intenzioni bellicose. Poi si accorge che è di plastica.
Passano quindi di casa in casa, sti sciacalli di merda, e il gruppo formato da quella palla di Alma, Elliott, la figlia dell’amico e due adolescenti cretini si insinuano in un’abitazione ma i due ragazzi sclerano quando il padrone di casa rifiuta di aiutarli E QUELLO GLI SPARA! SPARA AI DUE RAGAZZINI! MA CHE CAZZOOOOOO MA QUESTO FILM E’ SENZA PUDORE, CHE FIGOOOOOO Niente ormai sono esaltata come una bertuccia che salta sulla sua roccia, mi avete persa.
Raggiungono poi la casa di una vecchia eremita e si fermano da lei, che è chiaramente me tra pochissimi anni: una vecchia rude, bisbetica, che odia il mondo e il mondo la odia, se ne sbatte le natiche flaccide di tutto e di tutti e non ha la minima idea di cosa stia succedendo perché non ha contatti con nessuno. Minchia signora, mi insegni la via, la prego.
Purtroppo la signora/me schiatta il giorno dopo prendendo a craniate ogni superficie dura le capiti a tiro mentre Elliott si rifugia in camera e Alma e la marmocchia inutile sono nel capanno in giardino. I tre riescono a comunicare perchè c’è un tubo che collega le due cose…ma chissenefrega non ho capito, insomma, possono parlarsi. Lui top tatone, tutto devastato, sapendo che la morte sta per sopraggiungere, dice ad Alma “non è giusto, se devo morire voglio essere lì con te” ed esce di casa per andare da leiiiii da quell’infame… però anche lei e la marmocchia escono dal capanno e si corrono incontro pronti a morire in modo bizzarro ma uniti; sono lì in un turbinio di vento e foglie (credo ci sia un Bulbasaur da qualche parte, quello è chiaramente un Foglielama… regà se non sapete di cosa sto parlando mi fate piangere) MA colpo di scena: l’attacco delle piante è finito, tutti salvi. Cioè, così, a caso. L’attacco è durato ventiquattr’ore, si dice che fosse un avvertimento. Sì, perché le piante mandano avvertimenti, certo. Prima via fax, poi via mail e se proprio non capisci ti chiamano al cellulare. Va beh, io speravo che Alma si prendesse a pugni da sola fino a schiattare e invece ce la ritroviamo mesi dopo insieme ad Elliott ad accudire la figlia del loro amico (cioè sta bambina ha visto più gente morirle davanti di chiunque altro, se non diventa una serial killer psicopatica lei non lo diventa più nessuno), e rimane pure incinta.
Il film si chiude con una scena notevole: siamo a Parigi, in un giardino, quando parte il fruscio di foglie e tutti i presenti si immobilizzano. Fine.
MINCHIAZZA REGA’ CHE FILMAZZO! Cioè è del 2008 ma è proprio figo, l’idea è figa, gli attori sono fighi, io ho avuto dell’ansia incredibile in certi momenti e tutte le scene di suicidi sono qualcosa di sconvolgente! Era davvero come quando vedi un’incidente in autostrada, che non vuoi guardare ma è più forte di te e quindi distogli un attimo lo sguardo e poi torni a sbirciare… Molto figo. Voi l’avevate già visto? Vi era piaciuto? O l’avete trovato una vaccata, come alcuni miei ignorantissimi amici che ora depennerò dalla lista di persone con cui voglio avere a che fare? Ditemi se questa cosa del “Film Bell” può funzionare o se è meglio che io rimanga a parlare solo di quelle ciofeche cinematografiche in cui mi imbatto, non so se possa funzionare anche così quindi attendo un vostro parere! Per il resto spero stiate tutti bene, che siate in zona rossa, gialla, verde, blu o a pois violetti. Hasta la pasta regà!
Buongiorno miei prodissimi ragazzuoli sempre più spelacchiati -vi vedo che avete quasi l’alopecia, dovete rilassarvi- come state? Io qua sono sempre sul filo dell’incoronimento, al primo starnuto mi porto le mani al cuore pensando “ecco, Dio, vengo su“.
Oggi vorrei sdrammatizzare un po’ la situa perché se invece di scrivere mi metto sui social sento che al prossimo post su Maradona o sul Covid mi sbucheranno sei teste e comincerò a sputare fuoco e fiamme come Drogon con la raucedine.
Urge però fare una premessa doverosa, un’ammissione di colpa che potrà essere usata contro di me in tribunale: a me Twilight piaceva. Giuro. In gioventù ero una twilighter, ma a mia discolpa posso dire che tutt’ora ritengo il primo libro della saga una lettura piacevole. E’ il resto che è un ammasso di cose inutili e astruse. Detto ciò parleremo del film, che invece è insalvabile su tutta la linea.
Il film si apre con un monologo di straordinaria profondità, parole che verranno incise sulla pietra e mai dimenticate: “Non ho mai pensato a come sarei morta” (e già qui parti male, che cazzo vieni a dirlo a me che ci penso ogni giorno da ventisei anni più o meno ininterrottamente?) “ma andarmene al posto di qualcuno che amo mi sembra un bel modo per andarmene.” MA SEI CRETINA UN BEL MODO PER ANDARTENE E’ IN UNA MEGAVILLA CON BALDI GIOVANI SEMINUDI CHE TI IMBOCCANO DI CUCCHIAIATE DI NUTELLA MENTRE SGUAZZI NELL’ORO, POSSIBILMENTE SOTTO DROGHE LEGGERE, E LEONARDO DICAPRIO AL TUO CAPEZZALE CHE TI GIURA AMORE ETERNO! Al posto di qualcuno che ami… che pezzente.
Queste parole ci arrivano direttamente dalla protagonista, Bella -che poi, bella… carina, dai- Swan. Come descriverla… Una mentecatta. Un’ameba dalle sembianze quasi umanoidi, un essere acefalo senza quoziente intellettivo, un invertebrato senza spina dorsale… Avete capito. La nostra bislacca protagonista deve andare a vivere dal padre in una cittadina sperduta tra le montagne e la nebbia -credo stia venendo qui a Novara quindi- e sprizza annichilimento da ogni poro. Per farvi capire il tipo di persona di cui stiamo parlando, lei arriva in sta cazzo di città, il padre va a prenderla in aereoporto e lei si fa il viaggio in macchina con un cactus in mano. Bella, posso darti un consiglio su dove infilarti quella pianta grassa quanto me?
Inizia ad andare a scuola in questa nuova mirabolante cittadina inutile e per qualche assurda ragione fa pure amicizia, cosa per me assolutamente incomprendibile data la personalità di Bella: un misto tra una foglia secca e un pesce palla. Credo sia più che altro l’incontrastabile potere della vagina perché ogni penemunito della scuola sembra rimanere folgorato dalla vista del viso pallidino di Isabella Swan. La nostra piccola mentecatta va a pranzo in mensa e qui finalmente conosciamo lui, il solo e grazie a Dio l’unico: Edward Callo, l’incubo di ogni feticista.
Ho visto barracuda con più fascino
Va beh, si chiama Cullen di cognome, ma pure lui ha la personalità di un bozzo del piede quindi… Nomen omen. Tra l’altro la scena in cui compare per la prima volta è terribile, lui ha il sex appeal di una cimice morta, avete presente quando ne trovate una capovolta, con le zampette rattrappite? Ecco. Idem. Lui le passa a fianco e lei praticamente già ha un orgasmo, peccato che poi quel citrullo lei se lo ritrova come compagno di banco a biologia e lui passa il tempo a fissarla con odio estremo senza nemmeno rivolgerle la parola. Ovviamente dopo queste occhiate cariche di disprezzo lei è già completamente cotta e ossessionata, “devo capire perché mi odia così tanto, bla blaaaa” ma i giorni successivi lui sparisce dalla circolazione e quando torna è una persona nuova: le ronza intorno come una mosca su una deiezione di animali, cerca di psicanalizzarla con duemila domande -zio, se vuoi psicanalizzare anche me gratuitamente io ci sto, neh- fino al punto di svolta che ora andrò a narrarvi.
Siamo nel parcheggio della scuola, Bella non si capisce che cosa minchia stia facendo ma è a fianco al suo stupido pick up a lanciare occhiate bizzarre alla famiglia Calli quando un furgoncino sbanda, fuori controllo, proprio verso di lei: parbleau, e ‘mo? Attimi di panico sugli spalti, noi siamo tutti lì a pensare “dai, spiaccicala, spiaccicala!” come Yzma di “Le follie dell’Imperatore” ma quella mozzarellina vivente -alias Edward Cullen- con lo scatto felino di chi non si fa i cazzi propri si catapulta al fianco della donzella e spinge via a manate il veicolo che minacciava di farci un favore seccandola lì sul colpo. Grazie Edward, eh. Lei tutta un tripudio di espressioni sconvolte (quindi ha solo la stessa espressione per tutto il tempo) e occhi da triglia impanata, lui fa tutto lo strafottente e non le da spiegazioni se non un fastidiosissimo “è stata una scarica di adrenalina, cercalo su Google”, a cui io avrei risposto con “cerca su Google il cazzo che me ne frega di te, coglioneeeee”.
Il miglior attore qua è stato il furgoncino
Altri dialoghi di un certo spessore tipo “non credo dovremmo essere amici” cit il ragazzo fantasma che la segue ovunque e cerca di parlarle ogni quattro secondi e mezzo. E lei “non capisco perché ti dispiaccia avermi salvata”… Ma vedi un po’ te, hai visto che fa robe fuori dalla portata dei comuni mortali e potresti dirlo potenzialmente a chiunque, secondo te perché teme di aver fatto una cazzata? MAH. Gallinacea pure tu. “Se tu fossi furba staresti lontana da me” “E se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carriola, testa a pera.”
Essendo comunque due deficienti non riescono a starsi lontani più di mezzo secondo, una roba veramente raccapricciante da quanto sono patetici, nemmeno io con la nutella ho questo rapporto morboso. Un vecchio amico di infanzia di Bella però comincia a metterle la pulce nell’orecchio: secondo la sua tribù i Cullen sono creature millenarie che scassano le balle da centinaia di anni.
Andiamo avanti con la rubrica “Bella anima della festa”: va con due compagne di scuola ad aiutarle a scegliere l’abito per il ballo scolastico e mentre loro sono lì tutte infighettite con abiti lunghi e taccazzi lei se ne sta in un angolo a scarabocchiare su un libro. MINCHIA MA TI DAI UNA SVEGLIATA, PORCA DI QUELLA MISERIACCIA LADRUNCOLA? MA DOVRESTI BACIARE DOVE CAMMINANO QUELLE DUE CHE TI RIVOLGONO LA PAROLA NONOSTANTE TU SIA UNA PIATTOLA! Ma no, lei è diversa, a lei non importano i vestiti bellissimi, lei è scema.
Lascia le amiche in negozio e va in questa straminchia di libreria ma mentre torna indietro per raggiungere le compagne, che a questo punto spero l’abbiano abbandonata lì come un rifiuto, viene seguita da un gruppo di ragazzi inquietanti con chiari intenti poco raccomandabili -Feltri direbbe che vogliono
Edward le salva le pallide chiappe e vanno a cena, dove avviene uno dei dialoghi più inquietanti del mondo. Ragazze e ragazzi all’ascolto, quando qualcuno dice queste parole è il momento di fare fagotto e andarvene. Correndo. E urlando, possibilmente. “Mi sento molto protettivo verso di te” è un biglietto di sola andata per “amore criminale”.
Va beh, tornano a casa, lei ormai ha unito tutti i puntini dunque le due menti brillanti e brillantinate se ne vanno nel bosco lontano da tutto e da tutti e succede questo:
“Quanti anni hai?” “17.” “Da quanto tempo hai 17 anni?” “Da un po’. E anche da un Tevere, ora che ci penso.” E poi ancora: “Io so cosa sei.” “Dillo. Ad alta voce.” Lei prende fiato “Un pirla.”
Segue scena in cui lui cerca di dimostrarle quanto sia pericoloso; come? La agguanta e la porta in una radura, qui si spoglia mostrando un fisico eccesssivamente deludente e così vediamo che lui è come una di quelle magliette piene di paiettes che tanto piacciono alle vecchie: sbrilluccica alla luce del sole. Edward, un po’ complessato, pensa di disgustarla ma Bella è completamente andata, partita per la tangente, irrecuperabile: “sei bellissimo”. Lui fa cose a caso per cercare di spaventarla -tipo correre in tondo super velocemente e sradicare arbusti- e con una sincerità notevole le dice che non desidera altro che magnarsela. Lei ha solo reazioni normali: “ho paura. Non di te, ho paura di perderti”.
MINCHIA MA SEI SERIAMENTE COSI IMBECILLE? MA NON LO CONOSCI NEANCHE, TI VUOLE MAGNARE COME UN FIORE DI ZUCCA PASTELLATO, DOVRESTI PRENDERE LE TUE COSE E DARTELA A GAMBE!
Altre citazioni incredibili che non ricordo benissimo ma erano una cosa tipo “e così la bertuccia si innamorò di Lucio Dalla” “Che macaco birichino… e che barbagianni pazzo e masochista..”
Insomma, alto livello.
Non so se qualcuno di voi si ricorda questo cartone ma nella mia infanzia c’era immancabilmente “Un tritone per amico”, bellissimo. Qui invece inizia la saga “Un vampiro per fidanzato”, solo che Bella scopre molto presto che le attività da svolgere col suo ragazzo sono limitate: niente limonate focose perché se gli parte l’ormone la disintegra, sesso men che meno, quindi cosa rimane? Cena insieme? No, lui non mangia. Dormire insieme? No, lui non dorme. ‘Na birretta semplice semplice? No, lui non beve.
MINCHIA CHE PALLE EDWARD.
Dopo neanche due giorni il vampirello la porta a casa per presentarla alla famigghia, di cui l’unica che si salva è Rosalie che detesta Bella come è giusto che sia.
Regà saltiamo cose che non ne usciamo più, tanto abbiamo capito che questi passano il tempo a fissarsi nelle palle degli occhi per ore e ore.
La famiglia Calli va a fare una partita di baseball e si porta dietro Bella, tipo cagnolino, e mentre loro fanno acrobazie incredibili con quel gatto morto del cantante dei Muse che agonizza in sottofondo (non linciatemi please), e finalmente arriva il vampirone cattivone figone che giustamente vuole farsi uno spezzatino di Isabella Swan sfumato col vino; i Calli partono in difesa della cretina, succedono cose, inseguimenti inutili, Bella che non si sa come riesce a scappare dalla guardia dei Calli e pensando di dover salvare sua madre va dove quel figo incredibile di James le ha detto di andare.
Scontro tra mostri, Edward vince e il povero James sembra morire ma in realtà va ad Orange County a fare surf. Rottura di balle infinita perché Bella è stata morsa da James quindi Edward che non vuole che lei si trasformi si mette a succhiarle il sangue dalla ferita per aspirare il veleno, come si fa quando sei in montagna da solo e ti morde una vipera. Tutto normale no? Ma minchia.
Il film finisce con tutti felici, Edward e Bella al ballo di fine anno che si promettono amore eterno e l’amante cattiva di James che li fissa con astio da una finestra. Ma io dico, sei una vampira, vai lì e la sgozzi in quattro secondi netti, che diamine aspetti? Boh, se non sono tutti scemi dal primo all’ultimo non va bene mi sa.
Fine
Regà ora passo la palla a voi: avevate visto il film? Vi era piaciuto? Vi eravate innamorati tutti quanti di Bella o di Edward o magari pure di Jacob, che alla fine è il più figo di tutti? Fatemi sapere come vanno le cose nelle vostre regioni e nelle vostre vite, che qua se non ci sosteniamo un po’ a vicenda è la fine. Hasta la pasta!
Buonasera miei cari Spelacchiatini. Niente domanda di rito stasera perché diciamocelo, che domanda della minchia è “come state?” in questo periodo? E con “in questo periodo” intendo l’intero 2020, sia chiaro. L’unica cosa positiva è che quel citrullo di Donaldo Trumpo deve sloggiare dalla casa dal colore molto chiaro. Si prendesse pure la cheerleader italiana saremmo tutti a posto!
Ma parliamo dell’argomento scottante. Indovinate un po’ di che colore è la mia zona? Rossa. Potesse esserlo sarebbe bordeaux mi sa, anche se per essere più accurata dovrebbe essere marrone escremento.
Non so come sia la qualità dell’aria nella vostra zona ma nella mia ci sono proprio particelle di panico e delirio, miste ovviamente a smog e schifo; per stare proprio tranquilla per qualche assurda ragione ancora a me sconosciuta l’altra sera sono finita in un gruppo FB di persone guarite dal Coviddimmerda (nomenclatura ufficiale per me) e mi è venuta un’angoscia tale che ho chiuso di scatto il pc e sono andata a infilare la testa nel barattolo della nutella, da bravo struzzo grasso quale sono.
Avevo detto che non avrei fatto polemica ma qui la situazione mi sta mettendo a dura prova; passo le mie giornate a chiedermi cosa sia potuto succedere di così traumatico nella vita di un essere subumano da renderlo incapace addirittura di capire COME STRACAZZO SI INDOSSA UNA STRACAZZO DI MASCHERINA. No perché se vedo un altro naso spuntare da una mascherina io prendo un trinciapolli e lo taglio di netto. Avete presente “il collezionista di occhi”? Ecco, io divento La Collezionista di Nasi.
Ma quella effettivamente è la cosa minore, considerate che nella mia città il pronto soccorso per tre ore ha dovuto “chiudere”, nel senso che era così pieno da non poter più accettare nuovi arrivi che quindi venivano smistati in paesi vicini. Perché? Perché la gente ora ha una paura folle e al primo sintomo di qualunque cosa va in pronto soccorso. Ora, io sono la prima che se dovesse avere quattro linee di febbre o fare due colpi di tosse si preparerebbe all’estrema unzione e scriverebbe il testamento lasciando tutto al cane, però porca di quell’orca, ragazzi… cerchiamo di rimanere razionali, perché non c’è solo il Coviddimmerda al mondo e se qualcuno ha un incidente o qualunque altra malattia che gli fa rischiare la vita in quel momento non può non poter andare all’ospedale, cazzo. E sì, non è normale che siano così poco organizzati, e sì, è tutto una merda, e sì, hanno fatto allarmismo per mesi quindi ora al primo starnuto uno pensa di star tirando le cuoia, ma non mettiamoci del nostro per peggiorare le cose.
Ma parliamo un attimo della piaga superiore, il vero problema di questo periodo, la cosa più grave di tutte. *Inspira* Regà io ve lo dico, al prossimo che posta su qualunque social qualcosa sulla RESILIENZA giuro che faccio un casino. MA SE FINO A IERI NON SAPEVI NEANCHE CHE ESISTESSE LA ZETA NELL’ALFABETO PERCHE’ NON CI ERI MAI ARRIVATO, MA COSA CAZZO SCRIVI RESILIENZA OVUNQUE, ANCORA UN PO’ E TE LO TATUI PURE IN FRONTE? MA RESILIENTE COSA? MA COSA TI RENDEREBBE RESILIENTE, TESTA A PERA PIENA DI AMMACCATURE? IMPARA ANCHE QUESTA PAROLA: SEGATURA, CHE E’ QUELLA CHE TROVERANNO NEL TUO PICCOLISSIMO CERVELLO SOTTOSVILUPPATO QUANDO TI TROVERANNO COL CRANIO APERTO DA UNA MIA MANGANELLATA! Scusate, mi calmo. Divento resiliente pure io. Resilio.
Poi io sono fortunatissima: il Coviddimmerda per ora non ha intaccato la mia sfera personale direttamente, però ammetto che questo secondo lockdown mi sta già pesando molto. Sarà che finalmente ho una vita sentimentale e non poter vedere quel pazzo esserino che da un paio di mesi orbita nella mia vita mi turba parecchio… che patetismo, qualcuno mi picchi. O mi merli. (L’avete capita? Il picchio e il merlo sono due uccelli, ah ah ah sono proprio simpa)
Vi lascio un link di Ivan Grieco, uno streamer con una dialettica molto migliore della mia e che in questo video esprime praticamente tutto quello che personalmente mi fa incazzare per questa situazione:
Detto ciò regà, ditemi. Voi come state? Spero davvero che nel male ve la stiate passando decentemente. Raccontatemi, in che zona colorata siete? Come state vivendo questa situazione? Anche voi siete resilienti? Aggiornatemi un po’, facciamoci compagnia anche in questo momento molto provante. Hasta la pasta, Spalacchiatini!
Buongiorno miei cari Spelacchiati e Spelacchiate, anzi, potrei scrivere direttamente Spelacchiat* e vi aggiustate voi. Magari vi sentite un asterisco, chi sono io per giudicare?
Ahhh oggi sono proprio soddisfatta, Toti ha parlato di me su Twitter. Cioè non mi ha citata per nome e cognome alla Conte, ma so che stava parlando di me medesima. Chi più della sottoscritta rientra nella descrizione “non indispensabile allo sforzo produttivo del Paese”? Cioè io sono un cazzo di parassita, altro che il film di Bong Jang Jung (non mi ricordo MAI come diamine si chiami), se qualcuno deve incoronirsi dovrei proprio essere io cazzo.
Ragazzi… che tempi difficilini che ci troviamo a vivere. Io, dal mio essere un parassita a casa dei miei da 26 anni, sono una privilegiata del menga in questa situazione assurda, me ne rendo molto conto, e proprio per questo vorrei trovare un modo di rendermi anche solo vagamente utile. Avevo pensato di scrivere un post particolarmente cretino insultando un po’ tutto e tutti, ma poi ci ho riflettuto: sono stanca anche io di sentire polemiche più o meno giustificate a destra e a manca, eccheccazzo. Tutti economisti, strateghi, medici… Poi a malapena hanno la terza elementare e trovano affascinante la formazione del ghiaccio. NEL CERVELLO AVETE IL GHIACCIO, TESTOLINE BITORZOLUTE PER LE TROPPE CADUTE DA PICCOLI.
Dunque stasera volevo provare insieme a voi a spargere della positività (… no, aspettate, non intendevo- va beh, avete capito…) perché di escrementi direi che siamo già pieni in questo periodo. Nel mio piccolo -per non dire minuscolo- in queste settimane a rotazione ordinerò cibo a domicilio da tutti quei piccoli locali che per cercare di stare a galla hanno cominciato a fare consegne nella mia città. C’è un pub che fa degli hamburger PAZZESCHI, un ristorante indiano che per me è la fine del mondo, una pizzeria aperta da meno di sei mesi… E lo stesso vale per quei piccoli negozi che ora più che mai hanno bisogno di supporto. Non è molto, ma ritengo sia necessario in momenti di crisi così profonda dare anche il più piccolo sostegno.
Ora dunque passo la palla a voi, miei cari Spelacchiati, e vi chiedo direttamente cos’altro si può fare per cercare di tenere in vita una situazione economica che sta andando a ramengo? Se avete un’attività o conoscete qualcuno che ne ha una potete scrivere qui come si può aiutare, cerchiamo di raccogliere un po’ di idee serie. Avete suggerimenti per dare sostegno al mondo dello spettacolo, dell’arte, alle piccole realtà ovviamente più colpite? E soprattutto se avete scritto o scriverete qualche articolo sulla situazione Covid19, possibilmente a tema speranzoso, siete più che invitati a linkarmelo qua sotto nei commenti! Dunque fuoco alle polveri miei cari.
(Torno presto con gli aggiornamenti sulla mia bizzarra vita sentimentale, che per ora sta andando esageratamente bene). Hasta la pasta!
Buongiorno miei amati Spelacchiati, come state? Questo post in realtà l’avevo scritto a metà Settembre, poi per un motivo o per un altro non l’ho postato ma lo farò ora, perché è il mio blog e decido io. DITTATURA!!!
08/09/2020
Oggi sono stravolta, devastata, una donna distrutta. Già sono spelacchiata di mio, di questo passo mi verrà l’alopecia. Vi narro della mia incredibile mattinata. Come un gerbillo nella sua tana mi sveglio tardissimo dopo una serata molto carina con il batterista e mi dico “Daje Sara, DOMANI hai l’esame di tedesco e oggi devi letteralmente spaccarti di studio fino a morire, deve uscirti tedesco da ogni poro, devi vivere, respirare e sputacchiare auf deutsch.”.
Dunque mi metto ovviamente a cazzeggiare selvaggiamente dicendomi “massì, inizio dopo pranzo e faccio una full immersion fino a mezzanotte”. Per chissà quale ragione mi viene in mente di aprire le mail dell’università: mail di esattamente sei ore prima in cui mi viene comunicato che il mio esame è oggi, precisamente tra un’ora e venti.
Non credo che il turpiloquio sia mai stato più giustificato di così.
Senza pensare acchiappo una maglietta e un pantalone, schizzo in stazione, mi sfracello contro le scale del treno, arrivo, mi caracollo giù dalle scale. corro come Bolt non ha mai corso in vita sua, giungo in uni, cerco di entrare contando i secondi che mancano alla mia fine… e la bidella mi strafulmina con lo sguardo da condor che la contraddistingue e mi fa “Chi ti ha detto che potevi entrare?” Io mi immobilizzo come un leprotto colto dai fari dell’auto in mezzo alla strada “Ma… Signora ho l’esame tra quattro minuti, se non salgo quelle scale ora la mia vita sarà rovinata” “La professoressa non c’è ancora, vai fuori ad aspettare!” VA BENE MA STIA CALMA CAZZO MA DA QUANDO MI DEVI DARE TU IL PERMESSO DI ENTRARE IN UNI MA COVID DI MERDA CHE POTERI HAI DATO A QUESTO ESSERE?! Me la squaglio, fumo sedici sigarette tutte insieme perché ormai ho l’ansia che ha raggiunto un livello mai visto prima, arriva la mia prof, entro e la bidella mi blocca DI NUOVO. “Stai ferma, devo misurarti la febbre”. Più che il Covid a questo punto ho la rabbia, signora. Non potevi misurarmela tipo tre minuti fa quando mi hai cacciata?
“Trentasei e sei è un po’ alta… Professoressa che faccio, la faccio salire?” MA SEI COMPLETAMENTE RINCOGLIONITA O E’ SOLO L’IDEA CHE VUOI DARE DI TE, DONNA DALLE FATTEZZE SUBUMANE?
La prof la guarda come a dire “ma sei demente?” e finalmente posso appropinquarmi all’aula.
Mentre ci dirigiamo verso il patibolo mi volto vero la prof e le faccio “Sa, pensavo che l’esame fosse domani…” “Eh si abbiamo cambiato all’ultimo” “Ahah capisco, scommettiamo che indovino che lavoro fanno le vostre mamme?”
Va beh regà non sto ad ammorbarvi con l’esame MA HO PRESO UN CAZZO DI VENTISEI E NESSUNO ME LO PORTERA’ VIA TIè TIè E TIèèèèèèèè
Il giudizio finale è stato qualcosa tipo “sai la grammatica alla perfezione ma fai cagare nel parlato”.
In tutto ciò io sto continuando ad uscire con il batterista. Ragazzi… Sto partendo. Sto andando. Destinazione: deficienza. Tra l’altro ora, dopo due settimane circa di frequentazione, sta sorgendo un problema riassumibile in cinque parole: ho l’ansia da prestazione.
Non potete capire.
E’ passato troppo tempo dall’ultima volta che ho fischiettato. (Userò il termine fischiettare, fischiettamento et similia per essere aulica.) Non mi ricordo più come si fa. Cosa devo fare Come mi devo muovere Ma poi che orrore, io non vorrei mai vedermi nuda, bleh Poveraccio Starò immobile, tipo stella marina “fai tutto tu, dimmi quando hai finito che andiamo a berci una birra”.
Cioè ragazzi… non mi ricordo neanche più come si finge. E’ grave.
No perché per carità bisogna sempre essere onesti con il partner però a volte mi si spezzava il cuore a vedere tutto quell’impegno e quella dedizione nel fischiettare e cercare di farmi fischiettare come si deve che non me la sono sentita di dargli una pacca sulla spalla “per stasera va bene così, piantala che mi si sta atrofizzando una gamba”. Avete presente no? Lui lì che si impegna ma dopo un po’ la cosa diventa quasi fastidiosa e ti metti a pensare a che c’è una ragnatela sul soffitto e che schifo i ragni e che orrore quel film sui ragni giganti che invadono la Terra… Insomma, avete capito.
Ma regà secondo me è tutto normale e va tutto bene, non è che si debba sempre arrivare a fischiettare pazzamente, è comunque bello fischiettare e giocare e scoprirsi. Non è che deve tutto ruotare intorno al raggiungere la nota più alta.
Con questo post che probabilmente mi farà bannare per sempre vi lascio a pensare a quanto sia ridicola la mia vita, magari vi tira su di morale. Voi come state? Cosa combinate in questo pazzo settembre? Narratemi di tutto e anche di più!
*Sara sospira come un tricheco spiaggiato su un pezzo di iceberg*
Buongiorno miei cari spelacchiati, come state? Come ve la passate? Io parto in quarta dicendo che le cose stanno andando troppo bene quindi mi aspetto una legnata da un momento all’altro. Aspettarmi la disgrazia però non mi impedirà di viverla male e poi mi dovrete sopportare e supportare, sappiatelo già da adesso. Ma andiamo con calma, che vi narro del mio appuntamento di settimana scorsa! Partirei con il pre-appuntamento, ovvero i preziosi consigli dei miei amici. Una cosa mi hanno detto tutti, tutti quanti: “Sara, qualunque cosa succeda, non essere te stessa.” Cari, mi conoscono così bene. No perché se io sono me stessa sono capace di ficcarmi le dita nel naso e sciorinare battute di pessimo gusto una dietro l’altra come se non ci fosse un domani, roba che mi prenderei a palate in faccia da sola, capite?
L’uscita è andata semplicemente molto bene. E’ stato quasi inquietante come io mi sia trovata immediatamente a mio agio con lui, io che quando conosco una persona nuova -specialmente un ragazzo- regredisco a livello di molluscoide imbarazzato che si nasconde tra gli scogli. Invece abbiamo riso tutta la sera, ho fatto anche qualcuna delle mie battute sceme, e lui non mi ha mollato un gancio destro sul naso. Lo so, incredibile.
Ci siamo già visti una seconda volta ed è andata ancora meglio: tante risate, tante chiacchiere e sono tornata a casa alle cinque di mattina dopo ore passate in macchina a prenderci in giro, limonare con una certa passione (va beh, potremmo anche aver fatto qualcosa in più ma terrò per me questi dettagli) e ora sono nello stadio adolescenziale completamente pirla in cui quando mi scrive sorrido allo schermo. Livello patetismo settemila, minimo.
Insomma, so che a breve mi prenderò il palo come sempre a duemila all’ora, ma per il momento vivo come ogni cosa nella mia vita: vivendola di stomaco e non di cervello (anche perché con quei due neuroni che mi ritrovo non è che farebbe tanta differenza.)
Bon, vi ho ammorbati abbastanza con questo stupido post, direi che posso chiuderla qui. Lasciatemi pure tutte le prese in giro che volete nei commenti, sentitevi liberi di ribadire quanto io sia cretina al momento, mi farà solo bene. E voi come state? Cosa combinate, malandrini che non siete altro? Vi scruto tutti eh, la vostra Spelacchiata vi tiene d’occhio quindi fate più boiate possibile.
Ora torno a studiare come se non ci fosse un dopodomani, ho l’esame di tedesco (di nuovo, fanculoooooo) tra una settimana e so a malapena contare fino a dieci. Non so se so peggio il tedesco o l’italiano ormai.
Buongiorno miei cari Spelacchiati, come state? Come passate le ultime settimane d’estate? Io sono un mezzo catorcio ma per fortuna dal mondo arrivano notizie meravigliose tipo questa: BOLSONARO HA PRESO IN BRACCIO UN NANO PENSANDO CHE FOSSE UN BAMBINO.
Ragazzi, io rido per il resto della mia miserabile esistenza, mi fa schiattare questa cosa; quando l’ho letta pensavo fosse di Lercio, invece è tutto vero.
Vi aggiorno un po’ sulle mie ultime disavventure amorose, che pure qua c’è da ridere.
Messaggiavo con un ragazzo conosciuto mesi fa in un locale, lui super carino, abbiamo un sacco di interessi in comune, ci sentiamo per qualche giorno fino a che io penso “dai, ora mi chiederà di uscire, forza Sara cerca di essere brillante”… E lui cosa mi chiede? Di fare sexting.
MA SCUSAMI?
MA COSI’, DAL NULLA? MA TI REPUTI UNA PERSONA NORMALE? Io ero basita.
Che poi fare sexting è divertente a volte, ma già è abbastanza difficile (per me) farlo con un fidanzato, figurati con uno sconosciuto quanto coinvolgimento possa avere. Io lì sdraiata sul divano a guardarmi Dottor House e intanto scrivere cose tipo “oh, sì, ho addosso il pigiama con sopra gli avocadi, mmh”.
Ma vaffanculoooooo
Altro giro altra corsa, sono stata ad una festa in piscina a casa di una mia amica. Conosco questo tipello divertentissimo, ridiamo tutta la sera come dei deficienti facendo battute cretinissime, tutto molto carino fino a che scopro l’orrenda verità. E’ omofobo.
Che vi devo dire, mi sono cadute braccia, gambe e vagina a terra. Ma puoi nel 2020 pensare “che schifo le checche?” Mi sono ammutolita per il resto del tempo perché in questi casi o mi chiudo a riccio o inizio una guerriglia cercando di educare le persone, ma non mi pareva il caso di rompere i coglioni a una festa. PERO’ GIUSTO CIELO COSA CAZZO HAI DA DIRE MA PERCHE MA NON CAPISCOOOO
Poi una mia amica, basita quanto me ma molto più malleabile perché al contrario mio sa stare in società, mi fa “eh però forse dovresti essere un po’ più tollerante, alla fine ti sta simpatico…” Ma io sono tollerante. Io non rompo il cazzo a nessuno. Sono abbastanza tollerante da non lanciarlo in piscina con l’intento di affogarlo, capite? Lì si ferma la mia tolleranza. Non ho intenzione di passare il mio tempo con una persona che discrimina gli esseri umani in base al colore della pelle, alle preferenze sessuali.
Ci sono già abbastanza categorie di persone da discriminare: chi indossa le Birkenstock, per esempio. Le persone a cui piace il color corallo. Quelli che hanno il profilo di coppia. Santa pazienza ragazzi miei, santa pazienza.
Domani invece mi berrò una birra con un ragazzo che conosco di vista e che ho beccato su Tinder; musicista, un po’ pazzoide, il mio tipo insomma. Dire che ho l’ansia a mille è un eufemismo. Io sono molto cretina però quando conosco persone nuove divento un ameba. Encefalogramma piatto. Pero la capacità di coniugare i verbi correttamente, dico boiate inutili, mi chiedo come io abbia fatto ad avere dei fidanzati in passato (remoto).
Voi invece cosa mi raccontati, baldi giovini con il pelo arruffato? Cotte estive? Avventure pazzeske? Vacanze passate a nuotare con gli squali? Narratemi delle vostre vite che vi leggo sempre con estremo piacere!
Ragazzi oggi post riguardante Tinder e tutte le app simili, che io uso da un po’ anche se molto sporadicamente.
ALLORA. Prima cosa: perché minchia non mettete le foto della vostra faccia, a me cosa cazzo importa di vedere voi di spalle a trenta metri di distanza dalla fotocamera mentre guardate l’orizzonte da una montagna? Ci può stare come foto SE NELLE ALTRE MI FAI VEDERE UN ATTIMO COME SEI, PORCA LOCA. Per carità io mi faccio cagare ma due foto le ho messe perché non si sa mai, magari a qualcuno la mia faccia da triglia rinsecchita fa scattare qualcosa (e stranamente è così, parola di lupetto) quindi per favore, mettete foto del vostro muso, a qualcuno piacerà.
Secondo me la cosa migliore su questo tipo di app o siti è EVITARE LA BANALITA’ o almeno dare uno spunto per una conversazione un po’ più diversa del “ciao, come stai, dove vivi, cosa fai nella vita”, perché onestamente mi rompo er cazzo con conversazioni così. Nella mia bio oltre a cosa mi piace e cosa no, per esempio, ho scritto “se voti Salvini non possiamo essere amici” e vi giuro che le persone che iniziano le chat con battute sulla politica o anche solo qualcosa di un po’ diverso per me guadagna mille punti e mi fa venire voglia di continuare a parlarci.
Passiamo alle cose che non sopporto:
PORCA DI QUELLA PUTTENA (scusate mi è salito il Lino Banfi) SE SIETE SU TINDER VI PREGO DI EVITARE QUESTE COSE PERCHé OLTRE AL LINO BENFI MI SALE ANCHE LA VOGLIA DI USCIRE CON VOI SOLO PER DARVI UNA CINQUINA SULLA GUANCIA, STAMPARVELA Lì PER RICORDARVI QUANTO SIETE FASTIDIOSI:
Le bio con scritto “Se passi il tuo tempo a farti le unghie e truccarti sei pregata di non mettere il like” CREDO CHE A TE SFUGGA IL FONDAMENTALE DETTAGLIO CHE IO MI FACCIO LE UNGHIE AD ARTIGLIO DI CONDOR PERCHE’ COSì E’ PIù FACILE CAVARTI GLI OCCHI Ma porca merda, possiamo andare un attimo oltre agli stereotipi? Io ho una collezione di rossetti e palette di ombretti che sembra io abbia sephora in camera, ma ho anche duemila libri, settecento miliardi di cd, degli hobby, delle passioni… e pensa un po’ ho anche delle cose che mi danno fastidio, tipo frasi come la tua.
– “Se non hai senso dell’umorismo non swipare” MA COSA MINCHIA VUOL DIRE, MA TU SARESTI SIMPATICO INVECE? VAI A ZELIG? FAMMI CAPIRE CON CHE SCALA MISURI L’UMORISMO, DAI, CHE POI SEI SICURAMENTE Lì CHE RIDI PER BOLDI E DE SICA CHE SBAVANO SULLE DONNE NUDE NEI VARI CINEPANETTONI DI MELMA
Quelli che “non scrivo niente qui, sono tutto da scoprire dal vivo” MA SE NON RIESCI A SCRIVERE DUE RIGHE SU DI TE IO PER QUALE RAGIONE AL MONDO DOVREI VOLERTI CONOSCERE? MA DIMMI UN MINIMO, FAI UNA CAZZO DI BATTUTA, DAMMI UN MOTIVO PER INTERESSARMI NO?! ANCHE SOLO “ALLEVO I GIRINI” MI RENDEREBBE PIù INTERESSATA A TE
“Non metto foto mie ma se chiedete ve le mando” guarda, posso immaginare che foto mi manderesti, ovvero volgari foto DELLA TUA TESTA DI CAZZO
“Penso fuori dagli schemi, no ragazze banali” WOW, CHE ORIGINALE, SONO GIA’ TUTTA ECCITATA, CHE RIBELLE
Quelli che mettono citazioni di una profondità incredibile, cose alla Fabio Volo. SCUSAMI MA COSA MI DOVREBBE DIRE DI TE, MA PUOI PER FAVORE SCRIVERE QUALCOSA PER L’AMOR D’IDDIO?
“Se metti like e poi non mi rispondi puoi non metterlo” E TU MAGARI PUOI EVITARE DI SCRIVERMI “CIAO” CON TANTO DI FACCINA CHE SORRIDE, CHE NE DICI? PUOI USARE I TUOI PICCOLI NEURONI PER SCRIVERMI QUALCOSA DI VAGAMENTE PIU’ AVVINCENTE? MADONNA MIA OH IO NON RISPONDO AI “CIAO”, “EHI”, “COME STAI” ET SIMILIA. Spremiti le meningi se vuoi messaggiare.
“Che cosa cerchi su tinder?” MA SECONDO TE COSA CERCO, CASTAGNE? UN TAVOLO DA GIARDINO? UNA PIANTA DI AGRUMI? UN RICCIO DA COMBATTIMENTO?
Per l’amor di Dio poi siate degli esseri umani DECENTI: posso anche essere in cerca di una notte di sesso selvaggio ma sicuramente NON sono in grado di vederti solo ed esclusivamente per copulare. Offrimi un caffè, prendiamoci un aperitivo insieme, come minchia dovrei fare a venire a letto con te se non so neanche se ami i cani o se hai visto Hamilton? Dai cazzo, le basi.
Piccolo aneddoto, un paio di anni fa ho avuto un appuntamento molto carino con un ragazzo conosciuto su Tinder, siamo andati a cena insieme al ristorante, poi a farci una birretta al pub, e poi la serata è andata molto bene.
Detto ciò, andate e messaggiate, miei prodi. Tinder non è il male e se fate una scrematura abbastanza attenta riuscirete a trovare persone decenti.
Vi prego fatemi sapere se avete racconti dal mondo degli appuntamenti online, rotoliamo insieme dal ridere spelacchiati miei! Alla prossima!
Ragazzi buonasera, come state? Io sono reduce da una battaglia con un tafano grande più o meno come la Francia, ora vivo nel terrore. La domanda che vi pongo oggi è: ma voi vi ricordate i bei vecchi tempi in cui “serie prodotta da Netflix” voleva dire “OMG, senza dubbio una figata”? Ecco, cosa diamine è andato storto? Perché ora produce aberrazioni come quella di cui vi parlerò oggi, ovvero “Milf”?
Voi giustamente potete dirmi “Sara, ma anche te, già dal titolo si capisce che è una vaccata suvvia” e avete ragione, però è anche il film francese più visto su Netflix in questi mesi estivi quindi ho pensato “parbleau, magari invece di farci un film brutt finisce che mi guardo una commedia carina”. Ecco, io ho sbagliato tante volte nella mia vita, ma mai così tanto. Vi avverto che questo film mi ha fatto proprio sclerare male male, preparatevi.
Chi segue questa rubrica imbecille sa già che a volte i protagonisti dei Film Brutt tentano di sembrare ben costruiti, dotati di quoziente intellettivo superiore a due punti, insomma delle persone decenti. Ecco, qui no. Qui le tre protagoniste ci tengono a farci sapere proprio dal primo momento che sono delle rincoglionite di dimensioni bibliche, delle galline con le balle di fieno rotolanti al posto dei neuroni, delle cretine così cretine che nemmeno a “La cena dei cretini” le avrebbero accettate. Io penso che se avessi un quoziente intellettivo così basso mi berrei del cianuro.
Scusate, cominciamo col film.
Le nostre tre future premie Nobel per la scienza –Elise, Sonia e Cecile– sono in autostrada dirette alla casa al mare di una delle tre che, rimasta vedova anni prima, vuole mettere in vendita la casa che gli ricorda IL MUERTO.
Ragazzi non fanno in tempo a passare quattro minuti dall’inizio che succede letteralmente questo: due tizi nell’auto dietro alla loro vogliono superarle quindi suonano e fanno gli abbaglianti, allora la guidatrice esperta, la Michela Schumacher delle deficienti, si sposta, li lascia passare, urla all’amica “prendi il volante” perchè lei cosa deve fare? ALZA LA MAGLIETTA E FA VEDERE LE TETTAZZE SUPPONGO CADENTI A QUELLI CHE LE STANNO SORPASSANDO, MA SCUSAMI MA TI SEI DROGATA MA COSA STAI FACENDO!? MA PERCHE DOVRESTI FARE UNA MINCHIATA DI QUESTA ESORBITANTE PORTATA, TI HA DATO DI VOLTA IL CERVELLETTO BACATO E CHIARAMENTE VUOTO CHE TI RITROVI ATTACCATO AL COLLO?
Grazie a Dio vengono fermate dalla pula e alla sgallettata viente ritirata la patente.
CRETINA.
Menzione d’onore per la frase “come hai potuto proporre agli agenti di succhiarglielo” con quella che risponde “sembravano divertenti”. Sapete cosa non sembra per niente divertente? Questo film.
Queste qua arrivano a casa e non si sa perché ma C’E’ UN CAZZO DI PELLICANO SU UN LETTO E QUESTA COSA PER IL RESTO DEL FILM NON AVRA’ MAI UNA MOTIVAZIONE DI ESISTERE, E’ UNA ROBA ASSOLUTAMENTE INUTILE E STUPIDA E MI DA SUI NERVI Però se dovessi dire chi è il miglior attore all’interno del film sarebbe sicuramente il pellicano.
Le giovincelle decidono di fare vela e i due istruttori -che avranno si e no sei anni- per far colpo su quelle che loro definiscono molto galantemente “materiale di seconda mano, ma gran materiale” acchiappano uno dei bambini e lo lanciano in mare urlando a quelle cretine che l’hanno fatto cadere loro. Scusatemi qualcuno mi dia dello xanax o una spiegazione perché qui quella che si butterà in mare entro dieci secondi sono io, però lo farò con una pietra al collo.
Tralasciamo scene inutili e dalla dubbissima illuminazione, le nostre vetuste dalle brillanti menti vanno in una discoteca -boh- e incontrano i due istruttori di vela, che non si sa per quale minchia di ragione sono estremamente attratti da queste deficienti dal corpo in decadimento.
E’ tutto di un cringe di livello così elevato che io sono ad un passo dall’attacco epilettico. C’è una ragazza piuttosto figa, bionda che fa sta all’entrata della discoteca ed è innamorata persa di uno dei tre cretini, quindi va da lui e dice “passi da me dopo?” e lui, IL GENIO, risponde “certo, devo passare per forza dalla porta per uscire”. Ahahahah che simpatico TI SPACCO LA FACCIA.
Senza perdere un attimo la più deficiente di tutte, Elise, si limona il più deficiente di tutti, Paul: quando si dice “Dio li fa e poi li fa accoppiare”…
Intanto anche la povera vedova, Cecile, che sembra quella più assennata (non che ci voglia molto eh) incontra Markus, amico dei due deficienti, CHE FACEVA IL BABYSITTER AL FIGLIO DI LEI, MA SCUSAMI UN BAMBINO CHE FA DA BABYSITTER A UN BAMBINO MA COME MA A CHI HAI AFFIDATO I TUOI BAMBINI?
Ragazzi lo so che questo post verrà di una lunghezza indegna però io ho bisogno di narrarvi le citazioni e le scene più putride di questo film. ALLORA. Cena di tutte le menti eccelse del film: le tre oche con i tre goblin; stanno parlando di cosa fanno nella vita -un cazzo tutti e sei- E QUEL CAZZO DI PAUL DICE TESTUALMENTE CIO’ RIFERITO ALLE BAMBINE DI DODICI ANNI MOLTO CARINE CHE FANNO VELA DA LORO: “QUANDO C’E’ IL PRATICELLO IO GIOCO”. … MA TI RENDI CONTO MA COSA STRACAZZO STAI DICENDO COSA MINCHIA TI PASSA PER QUELLA TESTA FALLICA CHE TI RITROVI PUOI ANDARE A PRENDERE A TESTATE UN’ASCIA PER FAVORE?
E poi per pararsi quelle chiappe inutili che si ritrova fa “era uno scherzo, se volete ve lo dico anche in inglese: I was kidding, se volete ve lo dico anche in armeno, turco antico, ostrogoto e linguaggio dei segni”. Guarda, l’unico segno che ti voglio fare è un dito medio gigantesco.
Markus ci prova intanto con la vedova Cecile “mi ricordo che legavi i capelli con una matita, lo trovavo pazzesco”. Probabilmente caro mio ti sconvolge anche come si forma il ghiaccio, fossi in te metterei la testa nel frullatore e la farei finita.
Allo stesso tempo c’è quell’altra bionda del menga, Sonia, che parla con quello di cui non ricordo il nome quindi chiamerò Ricciolino Amoroso e gli fa “io sono manager di diversi gruppi di generi differenti”. SI MA DIMMI DUE NOMI NO? COSA CAZZO MI SIGNIFICA CHE SEI AGENTE DI MOLTI GRUPPI, MA TIPO I CUGINI DI CAMPAGNA O TIPO I PINK FLOYD FAMMI CAPIRE CAZZO
Va beh regà non so che dire del resto del film, faccio una carrellata delle puttanate che si susseguono: – la vedova esce di testa e in preda un raptus di divertimento incontrollabile SPACCA UN CARRETTO DEI GELATI E LI RUBA – le deficienti vanno a fare un bagno di mezzanotte RIMANGONO CHIUSE FUORI DALLA LORO STRACAZZO DI AUTO, ENTRANO DAL FINESTRINO, DORMONO NUDE COME DEI VERMI NELLA MACCHINA E AL MATTINO VENGONO TROVATE DA UN TIZIO E SI METTONO A PARLARE DEL PIU’ E DEL MENO
Ricciolino Amoroso eiacula nei pantaloni perché Sonia gli si è strusciata un attimo contro INVOLONTARIAMENTE durante un viaggio in macchina
La più ignorante di tutte, Elise, scopre come fare i selfie sexy allo specchio per mandarli a Paul
PAUL MANDA UNA FOTO DEL SUO PENE VISIBILISSIMO SOTTO AI PANTALONI OMG *Sara segue immediatamente l’attore su Instagram*
Elise, che due scene prima aveva detto a Paul “io sono una difficile eh, dovrai lavorare” PASSA LA SCOPA CON PAUL
Elise e Paul giocano a “Yes Master”, ‘na puttanata epica che consiste in lei che gli dice che cazzo fare e lui esegue. Giochi veramente impressionanti, sono sconvolta da cotanta originalità, penso andrò a tagliarmi le vene ora
MENTRE GIOCANO A YES MASTER ELISE GLI DICE DI FARE L’ELICOTTERO CON L’UCCELLO (NON IL PELLICANO) QUINDI LUI SI PIAZZA UN CALZINO SUL PENE E NOI LO GUARDIAMO FARE L’ELICOTTERO CON UN CAZZO DI PENE CALZINATO IO STO MALE COSA STA SUCCEDENDO QUI STO ROTOLANDO DAL RIDERE E DAL CRINGE
Sonia rimane sconvolta e col cuore spezzato perché il tizio con cui sta è sposato e per sbaglio le manda un audio di sè mentre scopacchia con la moglie (ma scusa cosa ti aspetti ma sei deficiente?) quindi non avendo una dignità, un cervello o un briciolo di amor proprio si lancia tra le braccia rachitiche di Ricciolino Amoroso Du Du Du Da Da Da.
Ricciolino Amoroso viene ben presto (giustamente) rinominato da me “Ernesto Sparalesto” per ovvi motivi.
Il babysitter Markus cercando di convincere Cecile che non c’è niente di strano in una possibile loro storia le dice “tuo figlio ha 16 anni, io 21” AH BEH QUESTO CAMBIA TUTTO SONO TUTTA TUA TI ASPETTO A BRACCIA E GAMBE APERTE, HAI ADDIRITTURA CINQUE ANNI PIU DI MIO FIGLIO QUINDI VA BENE, PENSAVO NE AVESSI SOLO QUATTRO E MEZZO
MA SEI COGLIONE?
Tutte e tre non fanno altro che slinguazzarsi i rispettivi bambini in un tripudio di orrore e raccapriccio da parte mia
Arriva la figlia di Elise
Ernesto Sparalesto e Sonia fanno sesso, lui finisce e lei “ma cos’hai fatto, sei venuto dentro di me, io non prendo la pillola!” E ALLORA SE SEI DEFICIENTE E TU LO SAI BATTI LE MANI, CRETINA! COSA CI POSSIAMO FARE TUTTI QUANTI, HAI DUEMILA ANNI FORSE DOVRESTI SAPERE CHE SE LUI NON HA ADDOSSO IL PRESERVATIVO DEVI DIRGLI CHE NON PRENDI ANTICONCEZIONALI NO? NO?? NOOO?????? MA POI CHE CAZZOOOO SIETE STATI A LETTO INSIEME GIA’ TRECENTOSETTE VOLTE NON POTEVI DIRGLIERLO PRIMA? E SOPRATTUTTO, IL SALTO DELLA QUAGLIA NON E’ UN MODO SICURO PER NON RIMANERE INCINTA PORCA DI QUELLA PUTTANA CHE INSEGNAMENTO E’ MAI QUESTO
Lui “Se rimani incinta ti aiuterò a crescere il bambino, non mi tiro indietro”. Tu non hai capito, dodicenne del cazzo, ti tiro un pugno in faccia.
Paul indossa una maglietta con scritto “yes master” il che non so cosa voglia dire ma mi basisce
Elise subodora che Paul non sia interessato ad una vita insieme a lei visto che alla domanda “oh ma ci vediamo quando torniamo a Parigi? Potresti venire da me, sai?” lui per poco non se la squaglia urlando.
Elise rimane distrutta dal fatto che il ragazzino voglia fare il ragazzino e godersi l’estate e la figa e piangendo disperata dice “mi è entrato nel sangue quello stronzetto” GUARDA CARA, A ME SEMBRA CHE TI E’ ENTRATO OVUNQUE TRANNE CHE NEL SANGUE MA POI COSA DICI LO CONOSCI DA DUE GIORNI COSA CAZZO PIANGIIIII PER L’AMOR DI DIOOOOOOOOOO! L’UNICA COSA CHE TI CIRCOLA IN QUELLE CAZZO DI VENE E’ STUPIDITA’, LO CAPISCI?
Momento epico di Luise, la ragazza innamorata di Ernesto Sparalesto: lei sale sul tettuccio della macchina delle tre dementi ed essendo una lady educata ad Oxford ci fa la pipì sopra. Commento delle cretine “Incredibile, riesce a pisciare stando in piedi”. MA QUESTA E’ LA PRIMA COSA CHE TI VIENE IN MENTE? CHIUNQUE RIESCE A URINARE IN PIEDI MA SEI CRETINA MA COSA VUOL DIRE, GUARDA CHE SE TU NON CI RIESCI HAI UN PROBLEMA Poi che sia scomodo per una signorina perché rischi ti di inzaccherare tutti i vestiti e le scarpe è un’altra cosa *dice Sara guardando verso l’orizzonte mentre raccapriccianti ricordi di pipì fatte nei boschi le attraversano la mente*
Sonia molla Ernesto, che essendo completamente a posto col cervello va sul bordo di una scogliera e pensa di buttarsi e non si sa come finisce che limonano di nuovo
Paul va a parlare con Elise per dirle “signora, è stato bello però ciao neh” e lei è devastata. Ma scusami c’ha 21 anni, è istruttore di vela, ma cosa stracazzo ti aspettavi? Lui dice chiaramente che non vuole una relazione, MA DAI? A ventun anni deve giocare coi Pokèmon e mangiare goleador, porco l’orco.
Concludono dicendo che si vedrà, il che mi fa temere molto per un possibile sequel
Cecile dice che non è più sicura di vendere la casa e intanto tiene la mano di Markus
Ma aspettate, concludo.
Scena finalissima: il pellicano vola via dalla finestra. IL. CAZZO. DI. PELLICANO.
MA TU PUOI FARE UN FILM COSì, CON ELEMENTI TOTALMENTE AD CAZZUM CHE APPAIONO E SCOMPAIONO SENZA UNA MOTIVAZIONE REALE MA COSA ME NE FACCIO DI UN PELLICANO CHE VOLA VERSO LA LIBERTA MA COSA DOVREBBE RAPPRESENTARE QUALCUNO MI DIA DELLE RISPOSTEEEEEEEEEEEE ORA SCRIVO AL REGISTA PORCA DI QUELLA PUTTANA DEVO SAPERE COSA E’ ANDATO COSì STORTO NELLA SUA VITA DA FARGLI DECIDERE DI GIRARE QUESTO FILM