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Una mia amica mi ha chiesto di farle da testimone di nozze.

Posso fare un commento a caldo, con la mia solita, signorile, eleganza?

Porca troia.

“Ma sei sicura?”

“Certo che lo sono!”

“Scusa, volevo esserne proprio certa… Per caso hai picchiato la testa e poi vomitato, recentemente?”

No perché io capisco tutto eh, però che lei non abbia trovato un’altra anima a cui chiedere di fare da testimone mi pare strano..

“Ma io voglio te, Sara”

Ah.

… sicura sicura di non aver preso craniate?

Scherzi a parte, io non sono mai stata a un matrimonio e, onestamente, penso di essere la persona meno adatta a questo ruolo.

Sulla parte del supporto morale ed organizzativo posso anche farcela (forse) perché in fondo mi piace essere utile, è tutta la faccenda della cerimonia a non garbarmi particolarmente.

Essendo io agnostica come Gregory House (regá ma vedete che serie tv vi cito?) per me la parte in chiesa non ha alcun significato. Renato Zero. Potrebbero celebrarlo al McDonald, per quel che mi riguarda, e avrebbe lo stesso significato.

Scambiarsi i voti innanzi a Dio… mah. Non mi convince.
Perché, comunque, dovrebbe importargliene qualcosa a Dio? Non ha cose un filino più importanti a cui pensare?

Per esempio, Onniscente e Supremo, io sono ancora single e con gli ormoni in giostra, si può fare qualcosa? Grazie.

Dicevamo… mi devo sorbire la cerimonia in chiesa. Okay. Posso farcela.

“Guarda che non puoi bere”

Cazzo.

Non posso farcela, ma cercherò di non sbronzarmi troppo.

È che io i matrimoni in generale non li capisco.

Se dovessi spendere millemila euro li spenderei tutti in viaggi pazzeschi: Islanda, Nuova Zelanda, Africa, Norvegia, Circolo Polare Artico… altro che centrotavola e bomboniere.

Poi a un certo punto la mia amica distoglie lo sguardo.

“Ehm, pensavamo di invitare anche Pinco e Pallo…” e mi guarda di sottecchi.

Pinco e Panco sono due dei miei ex.

“Tranquilla, è acqua passata. Poi da qui all’anno prossimo fanno in tempo a morire tutti e due.”

Vi immaginate che situazione simpatica? Un tavolo solo con miei ex. Chissà che conversazioni avvincenti, che piatti fondi lanciati in pieno viso, che accoltellate poetiche…

E poi dovrò fare il discorso, il famigerato discorso.

“Ti prego, niente di troppo imbarazzante… “

Io non faccio promesse, donna.

“E ti imploro, ti supplico, cerca di arrivarci sobria…”

Allora, vuoi anche dirmi di non respirare? Vuoi dire al sole di non splendere, agli uccellini di non cinguettare e alle rane di non saltare? 

Dirmi di non bere e non essere imbarazzante è come chiedere a Salvini di essere una persona con un quoziente intellettivo superiore a due, come chiedere a DiCaprio di recitare male o ai comici di Colorado di far ridere… non si può! 

Infine, spelacchiati cari, mi ha detto di che colore dovrò vestirmi.

Giallo.

Non mi resta che capire se uccidere lei o me stessa.

Hasta Luego, spelacchiati.