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Lettera al gin tonic

Lettera al gin tonic.
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Caro Gin Tonic, per gli amici Jin,
ti scrivo questa lettera con la tristezza nel cuore. Voglio cominciare dicendo che con te ho vissuto dei momenti bellissimi: mi hai fatta ridere anche quando non c’era niente da ridere (letteralmente, una mia amica aveva litigato col fidanzato e io non riuscivo a rimanere seria), mi hai fatta piangere quando avevo bisogno di sfogarmi, mi hai tenuta compagnia nelle mie serate solitarie.
Sei stato un amico fidato, sapevo che su di te potevo sempre contare (1,2,3,4…)

Non rinnego nulla… va beh dai, forse quella serata al parco in cui dopo essermi seduta sul prato ci ho messo mezz’ora a rialzarmi perché ero completamente andata un po’ la rinnegherei, però tutte le altre figuracce che ho fatto con te e per te le rifarei tutte. 
Ti ricordi quando, completamente ubriaca di te, mi sono messa a discutere della situazione Palestinese con tre sconosciuti al bancone infervorandomi come una pazza, finendo col farmi offrire altri due giri?
Ah, quante conoscenze ho fatto grazie a te.
Mi sei stato offerto un’infinità di volte quest’anno in svariate occasioni, da persone terrificanti e da persone quasi decenti (mai una volta da persone normali o addirittura fighe, dovresti impegnarti di più da quel punto di vista).

Però adesso sento che abbiamo bisogno di stare separati, almeno per un po’.
Non è colpa tua, sono io il problema. 
Ho bisogno di un cambiamento, di qualcosa di diverso. Non posso uscire e bere sempre te.
Poi se voglio fare un giro di shottini o magari voglio una birra tu cosa fai? Il geloso. Mi tieni il muso. “Dove sei stata? Cos’hai bevuto?” 

Non posso vivere così, Jin. Ho ventitrè anni, devo essere libera di ubriacarmi anche con qualcos’altro senza che tu stia lì a giudicarmi.
Siamo cambiati, ci stiamo evolvendo. Magari un giorno ci rivedremo e uscire insieme sarà di nuovo bello come all’inizio, chissà, forse addirittura meglio. Per ora però devo fare quello che ritengo più giusto. Sono sicura che troverai una persona che saprà apprezzarti come meriti per quello che sei, purtroppo in questo momento quella persona non sono io. 
Ti auguro il meglio, grazie di tutto. 
A presto.
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Ogni tanto devo abbassare il livello di questo blog, capitemi. 
E voi con cosa vi ubriacate? Cosa bevete di solito? Ora che sono single anche dal punto di vista alcolico la caccia al nuovo cocktail è aperta, sbizzarritevi con i consigli! 

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Superpoteri e baggianate

Ho trovato finalmente una risposta alla classica domanda “ma se tu potessi avere un superpotere quale sceglieresti?”

Andiamo un attimo per esclusione.

Sono troppo codarda per voler leggere nel pensiero della gente, sarebbe un incubo più che un potere. Scoprire a quante persone io stia sul cactus 🌵 mi ucciderebbe, o finirebbe col farmi uccidere qualcuno. Poi già faccio fatica a pensare io da sola, figuriamoci se ho un’altra voce nella testa. Mica sono Edward Cullen. Sbrilluccico al sole? Dissanguo animali nel tempo libero? Non credo.

Invisibilitá? Naaaahhh, passo gia abbastanza inosservata; sono un camaleonte: sto sullo sfondo, nessuno mi caga, però sono li attaccata al mio rametto con le mie zampette viscide e gli occhi spiritati. Vi scruto tutti quanti, fate attenzione.

Controllare gli elementi sarebbe fico ma dopo un po’ lo userei solo per far bollire piú in fretta l’acqua per la pasta e riportare in vita le piante che mia madre, piangendo, mi affida quando va in vacanza sapendo che non le rivedrà mai piu. Poi oddio, far prendere fuoco ai capelli di quella stronza pezzo di sterco a lavoro non sarebbe male… tutto sommato è meglio che io non abbia quel potere. Altro che Carrie di Stephen King, se no.

insomma la mia scelta ricade su un altro campo: voglio poter controllare i sentimenti.

Pensate che figata smettere cosi, da un momento all’altro, di avere una cotta stratosferica per uno che mi ha rifiutata mesi fa. Senza sofferenza nè nulla, uno schiocco di dita e addio, bye bye, è stato bello conoscerti ma puoi evaporare come neve al sole. Addios. Prendi in tuoi occhi azzurri e la tua personalità fantastica e vattene in un posto non meglio specificato ma molto lontano da me.

Oppure decidere di innamorarmi di questo bravissimo e carinissimo ragazzo che non merita di star male per me che non posso far altro che dirgli che merita molto piu di quel poco che io potrei anche dargli, se solo non fossi una testa di cazzo e avessi l’homobastardus di cui sopra ancora per la testa.

Che vita ingiusta per noi poveri babbani.

E voi che abilità vorreste avere, potendo scegliere? Ridurre in scarafaggi i propri ex? Mangiare senza prendere un grammo?

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Ode a Mentana

Ohibò.
Quindi “La forma dell’acqua” ha vinto le elezioni e l’Oscar al miglior attore non protagonista è andato a Renzi, giusto?
No?
Ho capito male?
Ah.

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C’è modo peggiore per iniziare il lunedì che sapere che Salvini potrebbe diventare Premier?Forse solo scoprire di essere sposata con Kim Jong-un potrebbe reggere il confronto, ma non sono sicura. 

L’unica cosa positiva di queste elezioni? LA MARATONA CON MENTANAAAAAA!
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Non so perchè io abbia seguito quest’uomo così poco ultimamente, ho riscoperto il mio amore per lui stanotte. Ma l’avete visto? Quanto era frizzante? Che figo quando ha ridotto in poltiglia Di Stefano, avrei voluto baciarlo in fronte. Mentana, non Di Stefano. Di Stefano lo toccherei a malapena con dei guanti antiradiazioni, e solo se costretta per salvare l’universo. 
Tornando al Super Chicco, sto passando la mia mattinata da malata guardando tutte le sue birbonate nei confronti dei suoi inviati, sto ridendo tantissimo. Che grande uomo.

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Gente, imparate! Non potete essere tutti così? Prendete esempio, cazzo. Posso sorvolare sugli occhiali, ma per il resto prendete appunti.

Ma poi spiegatemi tutti questi commenti e like ai miei ultimi post, cosa sta succedendo? Non sono abituata, manteniamo la calma che poi mi monto la testa e per voi è la fine. 
Pensate che sto addirittura valutando l’idea di aprire un canale youtube per sparare stronzate a ruota libera con possibile visibilità intergalattica, così alle prossime elezioni saprete chi votare. 

 

 

 

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Aggiornamenti da una centralina presto disperata

Okay, primi giorni al call center andati.
Credo che questa esperienza possa finire solo in due modi: o uccido qualcuno o me ne vado a vivere sui monti, sperduta come il vecchio dell’Alpe prima che Heidi andasse a rompergli le balle.

Ma la gente, genericamente, che problemi ha? Perché se ti chiamo per delle offerte tu mi parti con la storia della tua vita, di quella dei tuoi figli e di quella dei tuoi antenati come Mulan nel suo templio? Risultati immagini per rude people gif
E perché la mia capa deve passare tutte le sei ore a urlare da una parte all’altra della stanza per qualunque cosa e, soprattutto, perché cazzo mi viene a parlare DEL NULLA mentre sto facendo una registrazione con un cliente? Già sono tarda di mio, gestire due conversazioni importanti contemporaneamente potrebbe essermi fatale.

Risultati immagini per callcenter gifInfine, cosa costa in generale essere anche solo vagamente civili al telefono? Se avessi un centesimo per tutti quelli che scazzati come non so che roba mi han detto “signorina, ma io sto lavorando!” E IO COSA STO FACENDO SECONDO LEI? Non è che la mia vita è così triste che io nel tempo libero mi metto a chiamare sconosciuti a caso proponendo offerte random, okay? In più mi pagano la metà di quanto pagano qualunque altro lavoro, quindi se c’è qualcuno che può scazzarsi sono iooooooooooo

(Okay lo so che i call center sono fastidiosi, non sono ipocrita, però cazzo certe persone sono da andare a prendere a legnate per quanto sono odiose)

Poi io sono costantemente affamata a lavoro perchè ho solo una pausa di un quarto d’ora e mi limito a ingollare un panino per evitare di diventare una botte, quindi immaginatevi il mio umore. 

Ciò detto… le mie sedute con la psicologa continuano, stiamo giungendo a qualche conclusione piuttosto sconfortante ma non è ancora detto nulla di certo, quindi per oranon dico nulla qui sul blog. Magari più avanti quando avrò mi sarò documentata di più. 

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Comunque ho appena lasciato cinquanta euro a Mulac perchè oggi è uscita la nuova collezione, “FreakShow” e io i rossetti non posso proprio non prenderli. Gna faccio, è più forte di me. Alcol e rossetti, le gioie della mia vita.

Poi vogliamo prenderci un secondo esalare tutti un sospiro sognante guardando Cindy? No perché lei ha un anno più di me ma mi sento lontana anni luce dalla sua maturità come donna, come imprenditrice e come essere umano. Diciamo che mi sento un molluso, in confronto.

Penso che per stasera possa bastare, non ho altro di cui lagnarmi. Non è vero, potrei andare avanti per ore, lagnarmi è la cosa che mi riesce meglio, però meglio centellinare le lamentele. Ve le scrivo un po’ alla volta, tipo tortura della goccia d’acqua.

Buonanotte spelacchiati!

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Ciciarando. Allarme: pateticume a livelli altissimi.

Eeeee niente. Post nato da una serata triste e dal fatto che non ho altro di cui parlare. Potete chiudere il post direttamente qui, prometto che il prossimo sarà su un libro. Ora si tratta solo di pensieri, pensieri spelacchiati.

A questo punto pensavo che sarei stata meglio, non dico bene ma almeno meglio.

Io ce la sto mettendo tutta. Mi tengo impegnata, esco, conosco gente. Rido, chiacchiero, faccio shopping. Se sono proprio disperata studio pure.

Però ancora non riesco a mettere i vestiti che ho messo con lui, non riesco ad andare nei posti dove andavo con lui. E se proprio capita il mio stomaco si annoda, un nodo così stretto che ci mette giorni a sciogliersi.

Non ascolto le canzoni che mi ha fatto conoscere e a dirla tutta non ascolto più musica. Parlano tutte di amore, e che siano allegre o tristi non le voglio sentire in ogni caso.

Le persone felici mi danno fastidio, le coppie che si sbaciucchiano le prenderei a fucilate, la mia migliore amica che si fidanza mi fa sentire tradita. Mi abbandona così nell’oceano dei single e della solitudine, ‘sta stronza.

Quindi compro vestiti nuovi, guardo film horror, leggo libri pesanti. Studio.
Sto andando avanti, o almeno ci sto provando. E’ un po’ come se avessi una palla da cento chili legata alla caviglia: non cammino, mi trascino. Arranco.

Inciampo spesso, incespico, è come se mi muovessi a una velocità diversa rispetto al resto del mondo.

E poi ci sono serate come questa in cui nonostante io sappia perfettamente che lui è stato cattivo con me, che io gli ho dato tutto quando lui non mi ha dato niente, darei qualunque cosa per sentire le sue braccia stringermi e il suo corpo contro il mio, qui nel mio letto.

E immaginare che stia stringendo un’altra è atroce.

E allora esco. Bevo. Vado in palestra, mi chiudo in biblioteca. Studio. Piango spesso, per questo ringrazio l’esistenza degli occhiali da sole.

E’ faticoso divertirsi quando non si ha voglia di divertirsi, ma ci provo lo stesso.

Ogni tanto, quando non riesco più a fingere di stare bene, qualcuno mi chiede cos’ho.

Niente.

Mi hanno solo spezzato il cuore.
Ora cerco di riattaccare i pezzi con la colla, ma avete presente quando un piatto si rompe e piccolissime schegge schizzano ovunque diventando impossibili da recuperare? Ecco. Stessa cosa. Ci sono schegge del mio cuore che sono irrecuperabili, sparite, quindi sarà per sempre incompleto. Più forte forse, chissà. Così dicono. Io non credo.

Per come sono io le cose non mi rendono più forte, solo più insicura: mi rialzo -ci provo, almeno- barcollo, ricomincio da capo. Ma non sono più forte. Sono più sola.

 

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Pensieri Spelacchiati, perché?

Era una notte buia e tempestosa e la nostra eroina per niente eroica non sapeva cosa fare. L’insonnia incombeva, la noia era tanta e l’idea fu fulminea: perché non creare un blog in italiano?

Et voilà.

Perché pensieri spelacchiati? perchè mi sembrava un nome simpatico, che fa capire fin da subito la mia incapacità di prendere le cose sul serio, me stessa in primis.

A detta di molti mi piace fare solo cose noiose, a detta mia… queste persone non capiscono un razzo. Passo il mio tempo leggendo libri da almeno ottocento pagine perché per le le dimensioni contano, guardando film super drammatici perché mi piace piangere ma non ho il pianto facile, facendo maratone di serie tv con protagonisti psicopatici e dannatamente affascinanti -Hannibal, sì, sto parlando con te- e cercando di studiare il tedesco con scarsissimi risultati. Ich kann nich sprachen Deutch.

Non ho idea di cosa scriverò in questo blog ma spero di poter intrattenere qualcuno di molto, molto annoiato.

Ai prossimi pensieri spelacchiati!