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*Sospira in maniera plateale*

Sanremo.
Zan zaaaan.
Berlu che torna in scena e con un colpo di reni dà vita alla unholy trinity (che per chi ha visto Glee vuol dire qualcosa).
Zan zaaaan zaaaaaaaannnnn
Io che comincio ad andare da una psicologa da me rinominata ufficialmente Psycho.
Questo e molto altro
ZAAAAAAANNNNN!

Così magari riesco a portare di nuovo qualcosa di vagamente simpy su questo blog, ma anche qualcosa di lontanamente utile per qualcun altro.

Intanto facciamo un breve recap delle cose viste/lette ultimamente, che si sa mai che a qualcuno di molto annoiato possa interessare:

Filmazzi visti recentemente:

Dunkirk ovvero quando la noia corre sul filo:
Maggio, 1940. Sulla spiaggia di Dunkirk 400.000 soldati inglesi si ritrovano accerchiati dall’esercito tedesco. Colpiti da terra, da cielo e da mare, i britannici organizzano una rocambolesca operazione di ripiegamento. Il piano di evacuazione coinvolge anche le imbarcazioni civili, requisite per rimpatriare il contingente e continuare la guerra contro il Terzo Reich.

Mamma mia CHE PALLE. Io adoro Nolan, ho rotto le balls a tutti con questo film, ero carica come una molla, esaltata come un levriero prima della gara di velocità. Quindi la caduta per me è stata dolorosissima. Non l’ho proprio capito quel film. PERDONAMI CHRISTOPHER TI LOVVO LO STESSO, LO GIURO.
Ps: Harry Styles è proprio bellino e non è neanche un cane a recitare ❤

IT, ovvero il palloncino rosso più famoso del mondo:
 “ Il palloncino rosso che galleggia a mezz’aria è il biglietto da visita di una misteriosa entità demoniaca che tormenta i ragazzini di Derry, attirandoli in una trappola mortale senza vie di scampo. Nell’immaginaria cittadina del Maine dove la gente scompare senza motivo, l’ennesima vittima è un bambino di sette anni di nome George, risucchiato in un tombino durante un temporale. Un gruppo di ragazzini perseguitati dai bulli per diverse ragioni, si riunisce sotto la denominazione di Club dei Perdenti per indagare sul mistero della morte di George e degli altri ragazzi scomparsi.”

BELLO. Bello bello bello. Poco horror, anzi pochissimo. E’ più adventure che altro a dirla tutta ma mi è piaciuto tantissimo. Potrebbe addirittura essere uno di quei rari casi in cui il film è bello quanto il libro, anche perché hanno sapientemente tagliato le cose che del libro mi avevano un attimo lasciata allibita e hanno lasciato le cose importanti. Bravi, bello, date un abbraccio a Finn Wolfhard (Mike di Stranger Things) che nel ruolo di spalla comica è FANTASTICO e una cascata di premi a Bill Skasgard.

Seriozze tv:

Mindhunter, ovvero Johnathan Groff è sempre più fico:
Nel 1977 Holden Ford, negoziatore frustrato dell’FBI, trova un’improbabile collaborazione nel navigato agente Bill Tench del reparto scienze comportamentali e nella professoressa Wendy Carr, con cui inizia a studiare una nuova tipologia di assassino, il cosiddetto “serial killer” e un nuovo metodo di indagine ed identificazione del colpevole chiamato “profilazione”, andando in varie prigioni degli Stati Uniti ad intervistare tutti i maggiori e famosi pluriomicidi che stanno scontando la loro pena.mi sta piacendo un sacco.”

Sarà che c’è Johnathan Groff, sarà che i serial killer visti così da vicino sono qualcosa di super interessante, sarà che è scritta veramente bene… Io la straconsiglio. E’ un po’ lenta ma prende assai.

Peaky Blinders, ovvero non ho ancora nulla di simpatico da dire perché sono all’inizissimo:
“La storia inizia nel 1919 nella povertà della Birmingham del primo dopoguerra dove tutti lottano per sopravvivere ad un periodo particolarmente difficile dal punto di vista storico ed economico. La storia è ambientata nel quartiere di Small Heath e si focalizza particolarmente sulla famiglia Shelby, il cui capofamiglia è anche il boss della gang detta “Peaky Blinders”, dall’usanza di nascondere una lametta nel risvolto dei cappelli, in modo tale da poterla utilizzare anche come arma.”
sono all’inzio ma già mi sembra una bomba. Già si vede dalla prima puntata che la qualità c’è e che la classe non è acqua e un cast cazzuto fa la differenza già da subito.

Stranger Things 2, ovvero il nulla totale per cinque puntate: Questa stagione per me è un grande, immenso MEH. Scene troppo lunghe, puntate troppo lente, pochi eventi e tanta teoria… Una grossa differenza rispetto alla prima stagione. Hanno voluto puntare sull’introspezione ma per quello che mi è arrivato non sono soddisfattissima. Le scene di Eleven però sono sempre belle, dalla prima all’ultima puntata.

The end of the fucking world, ovvero CHE BRUTTA SERIE MA QUALE CAPOLAVORO SIETE PAZZI NON HO NEANCHE VOGLIA DI FARE UN COMMENTO PERCHE’ E’ BRUTTA BRUTTA BRUTTA. 

Librozzi:

Sto andando avanti con “Il trono di spade che avevo accantonato per mesi e che ora mi richiama a gran voce. Sono appena arrivata all’uccisione più orribile del mondo, ovvero quella per mano della Montagna al duello per la sentenza di Tyrion. Che aaaansia. Braccia che volano, teste qua e là che rotolano… Per il resto però è sempre molto fico e non vedo l’ora di andare avanti.
I miei commenti per ora sono:
“Daenery nun fa’ cazzate e stai calmina”
“Qualcuno uccida Sansa Stark”
“Gli Stark sono tutti imbecilli, dal primo all’ultimo MERITANO LA MORTE”
“Nooo Joeffrey nooo”
“Tyrion dai fuoco a tutti sti stronzi ingrati”.

Castelli di rabbia, di Baricco:
Non male. Baricco ha uno stile un po’ pesante, un po’ retorico, quasi renziano: parla, fa voli pindarici, scrive per pagine e pagine senza punteggiatura ma alla fine non ha detto niente se non tante belle parole che suonano incredibilmente bene. Ma forse è proprio questo il suo fascino.

Per il resto posso dire che sto davvero affinando la tecnica dell’infilarmi in situazioni bizzarre e dalle quali non ho idea di come uscire, ho una specie di talento. Così come ho un talento nello sviluppare interesse sentimentale per persone che non lo ricambieranno mai, ma questa è un’altra (triste) storia.
Non sono per niente immune alle rotture di cuore però, anzi. Sembra che ogni volta faccia più male. Se potessi dare un po’ di Xanax ai miei sentimenti sarebbe tutto più facile.

In tutto questo marasma di cose mi sono improvvisata fotografa ad un battesimo e le foto non fanno neanche troppo schifo. Oddio, non sono niente di che, però io c’ho provato e sono contenta di averlo fatto. Ho anche fatto le foto all’interno di una casa e oggi ho dato un esame preparato in due notti perchè quelle teste di cactus della segreteria non avevano pubblicato l’appello dello scritto ma solo dell’orale quindi ero convinta di avere ancora due settimane di tempo.
E voi come state? Cosa avete visto, letto, scritto, qualunquecosato in questo lungo periodo di mia assenza? Spero siate sempre molto più sentimentalmente oculati di me, miei cari ragazzi, perché qua marca sempre peggio. SEMPRE PEGGIO.
Hasta Luego amici, a presto.

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Librando: IT by Stephen King.

“E scusa se ti aaaaamooooo, e se ci conooooosciamooo, da due mesi o poco piùùùùùù” *canta e balla in giro per casa ingozzandosi di Nutella*

Da questa piccola intro avrete capito un po’ lo stato in cui giaccio da qualche tempo e nel quale giacerò ancora più profondamente tra un po’. Non so neanche come sono finita ad avere Tiziano Ferro come sottofondo ma che nostalgia ❤ 

“E scusa se non parlo pianoooooo
Ma se non urlo muoiooooooo
Non so se sai che ti amooooooo”

Va bene la smetto. Via i fazzoletti, via la Nutella, via Tizzi Tizzi (è così che chiamo Tiziano nell’intimità della mia testa), facciamo le persone serie. 

Di che si parla oggi? Di quanto voglio i brow pot di Nabla? Della Teoria delle Stringhe? Di quanto sia bello Sam Claflin? Ma no, ma no. Niente di tutto questo (anche se i brow pot li vorrei davvero, anche se non quanto vorrei Sam Claflin) oggi si parla finalmente di IT, il brevissimo romanzo di quel simpaticone per nulla inquietante di Stephen King

Non scappate, por favor! Lo so che ormai basta il titolo per far impallidire tutti quanti, ma sarà che io non ho visto il film in tenera età e quindi non sono rimasta traumatizzata… Ma durante la lettura non ho mai avuto terrore cieco, capite? E’ una leggenda metropolitana che IT faccia effettivamente così tanta paura. E’ un po’ inquietante, c’è qualche scena splatter, l’ansia di veder comparire un clown con un mazzo di palloncini ve la fa venire, ma non è quella cosa terrificante che mi aspettavo.
E’ comunque bellissimo.
C’ho messo un sacco a leggerlo nonostante mi avesse acchiappata un sacco perché sono veramente tante pagine, e per di più tutte importanti! Quindi, furbacchioni, se siete abituati (come me) a saltare qualche pagina qua e là per arrivare al sodo… Beh, qui non si può fare. Ve lo dico io che ci ho provato a fare la furbetta e poi sono dovuta tornare indietro dieci volte a leggere quello che avevo così scaltramente saltato.

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“Non saltate le pagine o vi mando IT a casa.E non parlo di una copia autografata”

Trama:

“In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. E quando, molti anni dopo, It ricompare a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano la famiglia e il proprio lavoro per tornare a combatterlo. E l’incubo ricomincia. Un viaggio illuminante lungo l’oscuro corridoio che conduce dagli sconcertanti misteri dell’infanzia a quelli della maturità”

Opinione e pensieri a briglia sciolta:

Questo è il King che piace a me, quello dei “primi tempi”, che si prende il suo tempo, entra nella psicologia di ogni personaggio, te li caratterizza a fondo, ti ci fa affezionare. Soprattutto quando i protagonisti sono giovani, come nell’acerbo Carrie che io ho apprezzato molto. 

Qui è impossibile non affezionarsi a Ben, il cicciotto bambino tormentato in maniera orribile dal futuro pazzoide Henry Bowers, o a Bill Denbrough, il capo dei Perdenti, o ancora a Richie “Boccaccia” che è un asso nel dire cose fuori luogo. Risultati immagini per i perdenti it

Anche i cattivi poi sono praticamente perfetti, tutti si evolvono e nel corso del romanzo l’influenza che ha IT su tutti gli abitanti di Derry si palesa sempre di più, in maniera inquietante, subdola, malvagia. 

IT in sè, poi, è quanto di più orribile possa esistere. E’ il male, è Derry stessa, è tutte le paure e le nefandezze e ancora molto di più, e cosa se non un gruppo di bambini può sconfiggere il male assoluto? 

Uno dei personaggi che più mi ha turbata è un personaggio secondario, che si vede molto poco e c’entra poco con la storia. Quelle rare volte in cui King ce ne ha parlato, però, mi hanno sconcertata. Sto parlando di Patrick, membro della cricca di Henry Bowers, chiaramente sociopatico fin da piccolissimo. Leggere le sue pagine mi ha scossa, perché in un libro di mostri leggere di mostri umani è la cosa più agghiacciante. 

Il finale (che non vi spoilero, andate tranzolli) mi è piaciuto molto molto, il che è raro. Di solito i libri belli hanno finali brutti, è un po’ una verità assoluta. Come cielo a pecorelle pioggia a catinelle. 

Insomma, se non si fosse capito lo stra consiglio praticamente a chiunque perché non è così horror come tutti pensano, quindi non rimarrete traumatizzati a vita (e se lo dico io che sono fifona potete stare tranquilli), non è così lungo da far passare la voglia di leggerlo ed è semplicemente bellissimo, attanagliante e non riuscirete a staccarvene fino alla fine, parola di lupetto.

Io torno alla mia Nutella, alle mie canzoni deprimenti, ai miei fazzoletti e a leggere Nessun Dove di Neil Gaiman: in questo momento ho proprio bisogno di lui. 

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Neil salvaci tu

 

Ah, per la gioia di tutti quelli la cui infanzia è stata rovinata da IT, sappiate che uscirà un remake del film quindi aspettatevi un ritorno di clown ovunque, trailer inquietanti e chi più ne ha più ne metta.
HALOA.

* DI SEREEEEEEEEE… NEREEEEEEEE! EEEEE NON C’E’ TEMPOOOO NON C’E’ SPAZIOOOOOO E MAI NESSUUUNO CAPIRAAAAAA’*