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Ciance sparse: Anselmo, libri e troppo caldo

Ma buonasera miei cari spelacchiatiiiii come state?
Io sono ancora viva e vegeta, so che speravate che Anselmo mi avesse stroncata e invece sono ancora qua a rompere le uova nei panieri.
Madonna quanto mi piace tirar fuori modi di dire assolutamente a caso. Cioè da dove è nato? CHI MAI E’ ANDATO A ROMPERE DELLE UOVA NEI PANIERI DI ALTRE PERSONE?

Ma poi… lo dice il nome, “paniere”, quindi ci dovresti mettere il pane, no? Cosa ci metti le uova? Quelle vanno messe nell’uoviere, eccheccazzo. Sono le basi.

Come vedete la mia stupidità è rimasta invariata, forse è anche peggiorata.
Oggi però ho avuto una bella notizia finalmente, ma non cantiamo vittoria troppo presto; vi narro.

Ore undici: partenza da casa direzione stazione ferroviaria, gradi percepiti settecentoventicinque. Pensavo che il mio cappello di paglia si sarebbe sciolto sulla mia capoccia come ha fatto Khal Drogo con la sua cintura per poi versarla addosso a Varys.
Destinazione Milano, perché sono andata a fare una visita con un neurochirurgo della Madonna all’Istituto Besta, che per chi non lo sapesse è un’eccellenza italiana e si trova al sesto posto in Europa come miglior ospedale che tratta di neurologia e neurochirurgia.

Sono arrivata a destinazione che ero praticamente Blob, una massa informe, squagliata, mi sudavano anche le sopracciglia oltre che i miei proverbiali baffetti.
Pochi giorni fa ho fatto una nuova risonanza magnetica che ci ha informati del fatto che l’ematoma nella mia capoccia è ancora lì, anche se si è ridotto della metà! Quindi stando al capoccia con cui ho parlato oggi, che oltre ad essere un figo incredibile mi ha ispirato una professionalità incredibile (nonostante mi abbia trattata con sufficienza e aveva chiaramente le balle girate), secondo lui al momento le opzioni sono due:

1) Anselmo ad aprile si è suicidato, ovvero è letteralmente esploso dando vita alla mia emorragia cerebrale, ma di fatto eliminandosi da solo. Sarebbe la cosa migliore, non voglio aggrapparmi troppo a questa possibilità.

2) Anselmo è più piccolo del previsto ed è nascosto nella zona ancora coperta dall’ematoma, e ci vorranno ancora mesi perché il sangue si riassorba.

Quindi è tutto ancora in forse, sono ipotesi che finché non sarà sparito l’ematoma non possono essere confermate né ribaltate, nemmeno da Alessandro Borghese.
Però sono un po’ meno spaventata.
Ovviamente ci sono ancora tante limitazioni per me: niente sole, niente caldo, non devo arrabbiarmi nè stressarmi, non posso guidare perché c’è il rischio che le luci delle altre auto mi scateni crisi epilettiche, ovviamente non posso andare al concerto di Harry Styles per il quale ho i biglietti da tre cazzo di anni, devo limitare gli sforzi fisici, niente alcol… Insomma, un’esistenza bislacca. Ha detto che potrei tornare a lavorare se trovassi delle condizioni adatte alla mia situazione, ma la vedo un po’ dura quindi dovrò continuare a fare il parassita ancora per un po’.

Detto ciò ragazzi oggi vi faccio una carrellatina dei libri che i miei meravigliosi amici mi hanno regalato per superare questo periodo allucinante in cui non potevo fare nulla, chissà che magari qualcosa vi stuzzichi

Alta fedeltà - Nick Hornby - Libro - Guanda - Le Fenici tascabili | IBS
  • Nick Horby “Alta fedeltà”: In una Londra irrequieta e vibrante, le avventure, gli amori, la passione per la musica, i sogni e le disillusioni di una generazione di trentenni ancora pieni di voglia di vivere. Romanzo che ha inaugurato il nuovo filone della letteratura “confessionale” maschile.


L’ho cominciato due giorni fa a un concerto del Batterino e mi sta già piacendo TANTISSIMO. Parla di amore, di prime esperienze sessuali, di crescita e lo fa in maniera super sciolta e divertente. APPROVATO

  • Paolo Cognetti “Le otto montagne”: La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio, tempo e misura.
    Lo sa bene Paolo Cognetti, che tra una vetta e una baita ambienta questo potentissimo romanzo. Una storia di amicizia tra due ragazzi – e poi due uomini – cosí diversi da assomigliarsi, un viaggio avventuroso e spirituale fatto di fughe e tentativi di ritorno, alla continua ricerca di una strada per riconoscersi.


    Questo non l’ho ancora iniziato ma sono molto curiosa, so che recentemente è uscito il film tratto da questo romanzo ma io sono team “prima il librooooo” (immaginate me con la barba e una felpa col nome di una città italiana mentre urlo il mio slogan. Ogni riferimento a capi di partito piuttosto imbarazzanti è assolutamente non casuale)

Direi che per stasera posso smetterla di blaterare e lasciare la parola a voi!
Come state? Quanti gradi ci sono nelle vostre città? Facciamo partire una sfida, quello che vive nella città più calda vincerà… Non so cosa. La mia simpatia e tutta la mia compassione, direi.
Come state passando questa estate? Avete vacanze incredibili in programma? Narratemi tuttoooo ora vado a rispondere a tutti i commenti arretrati che sono proprio una capra indegna.
Vi voglio molto bene,
Hasta la pasta!

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Ciance sparse: periodo bizzarro

Aaaah che bello, Spelacchiati miei.
Non so voi, ma io apro Instagram e vedo le foto di mia sorella in Sicilia con le chiappe al sole, mia cugina a Timbuctu che non so nemmeno dove si trovi sulla cartina, il fratello del fornaio a Ibiza perché è un pacchiano, il carpentiere spaparanzato alle Hawaii, il tagliaerba che fino a ieri mi scassava lu cazzo facendomi venire un’allergia indegna abbarbicato all’Himalaya… E io?
Io sto a casa, a prendermi una miriade di gocce e pastiglie, con un cappello di paglia sulla capoccia ogni volta che esco di casa.

Cioè, ragazzi miei, capite la situazione..? ho dovuto comprare un cappello di paglia.
Io.

IO, UN CAPPELLO DI PAGLIA

MA STIAMO SCHERZANDO?

Sembro un ignobile mix tra Sampei e Guendalina Bla Bla, l’oca degli Aristogatti. 

‘Na roba atroce, paro ancora più scema del solito, e vi assicuro che già di solito sembro molto scema.

Un cappello di paglia… Ma vaffanculo, Anselmo, non solo alberghi nella mia capoccia ma mi fai pure comprare cose che minano la mia bellezza. Oddio, minano la mia bellezza… minano quel che c’è, dai.
Che forse ora che ci penso una cosa che mi copre un po’ la faccia non può che abbellirmi.

Come avrete forse intuito da questo flusso di incoscienza sto un po’ uscendo di senno (di seno no, già non ce n’è, se ne esco pure è la fine) perché il pensiero che possa cogliermi un’emorragia cerebrale da un momento all’altro un po’ mi turba e un po’ mi condiziona, ma non come il condizionatore in sala che almeno mi da delle gioie, mi condiziona in negativo facendomi evitare un sacco di cose e di situazioni.
Oh sia chiaro, Anselmo o non Anselmo, operazione o non operazione io a luglio andrò al concerto di Harry Styles e chiunque provi a fermarmi pagherà con la vita. O con la Visa, che sarebbe pure meglio visto che sono povera come la mierda.

Però me la passo bene. Cioè sto facendo la vita da pensionata a ventisette anni, quindi un sogno, suppongo.

A parte tutti gli intrugli che devo prendere, cerco di fare quaranta minuti al giorno di ginnastica blanda, e io vi chiedo: non vi viene proprio in mente la vecchiaia a sentire il termine “ginnastica blanda”? Che poi la mia neurochirurga deve dirmi che cazzo è la ginnastica blanda, ma blanda cosa, chi, come che razza di aggettivo è?
Orblando Bloom. Così, a caso, solo per scrivere scemenze.
Quindi niente, cammino sul posto e agito le braccia come un gabbiano un po’ monco nella speranza che basti a non farmi diventare un tricheco in questo periodo allucinante di attesa in cui non posso fare molto.

Il 13 luglio farò nuovamente la risonanza magnetica e l’angiografia, il che significa che dovrò passare una notte in ospedale perché, per chi non lo sapesse, per farmi l’angiografia devono infilarmi una cannuccetta nell’arteria della coscia e poi devo starmene 24 ore ferma immobile perché c’è il rischio che mi si riapra il foro.
Tutto molto bello e interessante, neh?

Pensate un mese e mezzo fa la mia gioia nel dover usare la padella per la prima volta nella mia vita per fare pipì, pensavo di spargere urina ovunque, una sensazione stranissima.
Tra l’altro in tutto ciò visto che sono stata ricoverata all’improvviso la situazione peluria nella zona inguinale ve la lascio immaginare, non so come abbiano fatto a non usare le cesoie per farsi strada tra i peli.
Maròòòò regà ma quanto vi sto disgustando con questo post? Se vedo che calano i followers saprò di essermelo meritata.

E niente, in tutto ciò io e il Batterino stiamo benissimo, lui è l’unica persona con cui riesco a piangere pensando alla mia situazione e tutte le incertezze del futuro e lui ha la pazienza e la forza di sopportarmi e farmi sentire meglio.
Per contro io mi ascolto giornalmente le sue crisi di nervi legate al lavoro, quindi secondo me siamo abbastanza pari.

Scusate questo post sconclusionato, sono un po’ esagitata in questo periodo. Passo dall’euforia alla stanchezza mortale in due secondi, il prossimo post giusto sarà più strutturato e penso parlerò di un po’ di prodotti e libri che mi stanno tenendo compagnia in questi giorni.

Voi come ve la passate? Cosa combinerete quest’estate? Vi state già grigliando al sole? Fatemi sapere, così anche se io non potrò andare da nessuna parte sognerò i vostri viaggi!
Hasta la pasta

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Estate killer di cuori

Maaaammia mia ragazzi, sto per morire di caldo. Lo sento, la fine è vicina. Ho pensato spesso a come morire ma cazzo, autocombustione per un’estate del pene non mi sembra un modo granché poetico per andarmene.
Sto bevendo un frappè per cercare di contrastare il calore dall’interno ma penso di stare solamente ingrassando. Ad ogni sorso mi allargo un po’.

Mi sono ripromessa di non parlare di politica perché è già tutto un casino così, poi mi altero, impazzisco e parto a scrivere post chilometrici e non è il caso.

Ma parliamo un attimo di questa estate 2019, che nella mia città sta facendo una strage di cuori.
Non potete capire quante coppie sono scoppiate nell’ultimo mese. Contando solo le persone che conosco abbastanza bene SEI COPPIE SCOPPIATE, più una decina di conoscenti e persone che conosco di vista. Allucinante, mai successo così ravvicinatamente.

Chi stava insieme da quindici anni, chi aveva firmato il contratto per la casa in cui andare a convivere, chi ha un figlio, chi stava insieme da tre anni e sembrava la coppia più unita del mondo… Una valanga di rotture. Corna da tutte le parti, la popolazione della mia città si è trasformata in un parco naturalistico pieno di cervi.

Ma poi si sono mollati tutti con una cattiveria incredibile cazzo, come se l’umanità l’avessero tutti lasciata in vacanza. Per messaggio, per messaggio ad un’amica della persona in questione, con insulti, senza dare nemmeno una spiegazione… Ma oh, ma dico io, qui bisogna tenere un corso su come fare le cose senza essere dei cazzo di stronzi perché non è possibile stare con una persona per anni e poi lasciarla in un modo tanto becero e cattivo.
E’ normale e sacrosanto voler lasciare qualcuno, capita. Però fatelo con un briciolo di tatto e umanità!

L’unico che in questo tripudio di melma si è accasato è il Pirla, rendiamoci conto. (Per chi non lo sapesse, Il Pirla è il mio grande amore platonico.)
Ho anche conosciuto la sua dama, che per comodità chiamerò la Pirla (senza accezione negativa, sia chiaro, è come il leone e la leonessa, il gatto e la gatta, il Pirla e la Pirla. Nomenclatura enciclopedica.).

Mi piacerebbe dire che lei è un’arpia, che ha la pelle a squame come i serpenti, che ha il quoziente intellettivo di un mollusco ed è simpatica come una cimice che comincia a volare nella stanza appena spegni la luce per dormire… Ma non posso, porca di quella miseria. Neanche ste soddisfazioni posso togliermi, perché è carina, spigliata, sembra avere anche un pochino di sale in zucca ed è divertente.
Capite, il mio massimo di simpatia si può riassumere in:
“Che pesci sono quelli?”
“Squali.”
“Squelli!”

…Non c’è competizione.
Diciamo che è proprio come piace a lui: bassa e frivola, lavora nella moda ed ha una quarta di reggiseno. Non come me che sono un metro e settantaquattro di problematicità, come diceva lui, e ho una retromarcia.

Mah. Mi passerà, come un’influenza.

Comunque, ragazzuoli, in questo periodo sto leggendo solo libri molto fighi: dopo “L’arminuta” che mi è piaciuto tantissimo ho finito anche “4,3,2,1” di Paul Auster e ora sto leggendo “Il Cardellino” di Donna Tartt, anche perché a settembre uscirà film film e io sono super curiosa. Tutti quanti super consigliati.

E voi cosa state leggendo? La vostra estate come procede? Quante rotture ci sono state nella vostra cerchia, è qui da me che si è scatenata la voglia di singleitudine o l’estate ha fatto danni anche da voi?