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Ciance sparse: Deliri di una recruiter pazza e senza esperienza.

Caro amico mio,

Ti scrivo perché ho bisogno di un testimone. Non oculare e non di nozze. Qualcuno che possa dire, quando inevitabilmente verrò ricoverata o assunta come soggetto di studio in un esperimento sulla follia umana, che ero abbastanza normale prima di iniziare questo lavoro.

Sì, perché ora sono una recruiter. Io. Recruiter. Cioè capisci? Io recruito la gente. Che cazzo vuol dire? Non ne ho idea. Pensavo fosse una frase che, se pronunciata al contrario tre volte al contrario stando davanti a uno specchio con una candela in mano con sufficiente convinzione, potesse aprire portali dimensionali verso universi paralleli in cui i petauri dello zucchero governano il mondo e gli stipendi sono decenti. Ma ahimè non è così. Mi tocca andare a lavorare tutti i giorni con uno stipendio piuttosto miserabile, con tre settimane di ferie all’anno e una crescente sensazione di morte nel cuore.

Immaginati la scena: primo giorno di lavoro, io entro baldanzosa (ovvero in preda al panico più totale) e con l’eleganza di un pinguino mentre cade sul ghiaccio, convinta che “sì dai, cosa sarà mai trovare persone per un lavoro? Basta leggere un CV e fare due domande, no?”. NO. SBAGLIATO. PRIMA BUGIA. IL COLLASSO DELLA REALTÀ.

Perché nel meraviglioso mondo del reclutamento, niente è come sembra. Alle domande piace cambiare, come alle scale di Hogwarts.

Ho ascoltato gli altri fare domande per giorni. Domande a chi entra, domande a chi esce, domande al telefono, domande ai colloqui di persona… Tutte diverse. Ognuno chiede cose diverse. Mi hanno detto che col tempo troverò il mio stile, e beh, penso che il mio stile sarà più o meno questo:

💬 “Se potesse reincarnarsi in un utensile da cucina, quale sceglierebbe e perché?”

 💬 “Mi elenchi i suoi difetti, ma in ordine alfabetico.” 

💬 “Se il suo capo fosse un dinosauro, quale specie sarebbe e come lo convincerebbe a darle un aumento?” 

💬 “Mi esplichi il suo stile lavorativo attraverso pittogrammi rupestri.”

Ora, potresti pensare: “Ma che azienda è questa?” Una normale. Sono io che sto facendo casino. 

Perché, capiamoci, io non so nulla di questo lavoro. ZERO. Io sono entrata credendo che il muletto fosse un piccolo asinello su cui i magazzinieri saltano e lo lanciano al galoppo per trasportare le merci qua e là.

Mi chiedono se so cosa sia un report e io penso alla trasmissione. I software alfanumerici? Gli ATS? Per me “ATS” è l’imprecazione che dico quando inciampo.

Ma il meglio arriva con i candidati.

📄 “Ci mandi il CV in formato cartolina natalizia musicale.” 

📄 “Allora, mi parli un po’ di lei. Come si chiama, dove vive, che squadra tifa… Sa giocare a scacchi? Vorrei ricominciare ma non ho nessuno con cui allenarmi.”

📄 “Va bene, allora mi racconti un po’ delle sue esperienze ma non troppo, ho ancora i neuroni addormentati.”

📄 “Bene, bene… Allora, lei si vede più come un leader o come una fotocopiatrice umana? Io mi sento un po’ un fermacarte, ora che ci penso, se può esserle d’aiuto.”

📄 “Ora mi racconti un po’ di un suo fallimento, e se riesce a farlo in rima darò dieci punti a Grifondoro.”

📄 “Preferisce i cani o i gatti? Non è rilevante per l’azienda ma solo per me, per giudicarla come persona.”

📄 “Sa usare Linkedin? Perfetto, perché io no: mi spiega come funziona?”

📄 “Se il suo capo anticipa la scadenza di domani a ieri, lei cosa fa?”

📄 “La posizione è per un ruolo d’ufficio, ma cerchiamo qualcuno che sappia guidare una nave da guerra. E che abbia fatto il marines.”

📄 “Sa usare Excel?”

“Sì, molto bene.”

“Capiamoci, con ‘molto bene’ intende come me che so scrivere nelle caselle di testo o come un hacker di Anonimous?”

“… Caselle di testo.”

“Capisco. Beh, dipendesse da me sarebbe assunto.”

📄 “Okay, ora le chiedo di mandarmi una mail e allegare il suo CV al suo CV.”

“… Come scusi?”

“Allegare il CV. Al suo CV.”

📄 “Facciamo un gioco, mio caro candidato. Per ottenere questo lavoro deve risolvere un enigma inventato adesso da me medesima. Allora: si sveglia in un ufficio vuoto. Davanti a lei c’è un telefono con un solo tasto e una cartelletta con scritto “non aprire”. Lei cosa fa?”

📄 “Sa cosa potrebbe servire? Una lettera di presentazione, scritta su pergamena e con penna d’oca, possibilmente usando sudore e fatica come inchiostro. Anche lacrime, ora che ci penso.”

📄 “Abbiamo quasi finito: mi può mandare il suo codice fiscale, la carta di identità, l’iban e la password del suo account Netflix?”

📄 “Lei è una persona puntuale? Se sì, mi spiega come diventarlo?”

📄 “Sa lavorare in team? Sì? Ah peccato, qua lavorerà da solo.”

📄 “Okay allora le chiedo cortesemente di mandarmi il suo CV in PDF. Anzi no, in Word. Possiamo fare in Powerpoint con le animazioni e la musica? Apprezzerei molto. Cerchi di essere accattivante e divertente.”

📄 “Scriva una lettera di presentazione in stile thriller psicologico.”

📄 “Mi può mandare il CV in formato cartolina natalizia musicale?”

📄 “Ci serve un candidato bravo con le lingue straniere. Mi può dire il suo livello di inglese, spagnolo e klingon?”

📄 “Se un collega le ruba il pranzo dal frigorifero aziendale, qual è la vendetta più creativa che ordisce ai suoi danni?”

📄 “Sì, sì, l’azienda ha un orario molto flessibile. Intendo che l’azienda ti detta l’orario cambiandolo quando vuole e tu ti fletti senza contestare.”

📄 “Mi servirebbe una foto, ma non di lei. Preferirei un cucciolo estremamente carino, ma stia attento: cani, gatti e animali domestici sono molto inflazionati. Mi sorprenda.”

E intanto i colleghi mi parlano di pitch, di pal, ti recall, di video conference about anything, di clienti pazzi, di ordini urgenti e io… Io li guardo. Ogni tanto annuisco. Faccio un piccolo cenno, come per dire “ma certo ho capito tutto, ci penso io” quando la verità è che non ho capito un cazzo e sto pensando alla cena.

Avrò tre settimane di ferie all’anno, questa cosa mi turba l’anima. Non che io sia mai andata da qualche parte negli ultimi quattro anni, ma l’idea di non poterlo fare mi strugge. E se io volessi farmi un coast to coast in America? E se volessi farmi tre mesi in Giappone per imparare l’arte del tè matcha? Niente, sogni infranti prima ancora di sognarli.

“Sara, mi sembri un po’ sclerata. Il tuo epilettologo ti darebbe una craniata, a vederti così. Sai che puoi sempre andartene, vero? Lo stress non fa bene al tuo piccolo cervello martoriato.”

“Ma ho appena cominciato, datemi tempo di carburare. O di morire. E poi… Il delirio mi diverte.

Vedere la faccia dei candidati quando chiedo “Come gestirebbe una rissa tra colleghi nel bagno aziendale?” non ha prezzo. Immaginarmi che da qualche parte ci sia qualcuno che sta davvero scrivendo una lettera di motivazione in stile Edgar Allan Poe solo per me mi scalda il cuore. E se non posso andarmene, almeno posso rendere questa esperienza un’esperienza mistica per tutti.

Quindi, caro amico mio, ti prego: se un giorno sparisco e trovi solo un biglietto con scritto ‘Colloquio finale, non tornerò’, sappi che è successo. Il reclutamento mi ha reclutata.

Ora vado, c’è un candidato che devo valutare in base alla sua capacità di sopravvivere a un attacco di gabbiani affamati. Ti aggiorno.

Con affetto,

La Recruiter Pazza e Senza Esperienza

*
Buonasera miei cari spelacchiati, dopo questa carrellata immane di stupidità che fluisce da me come se nulla fosse direi che passo la palla a voi: come state? Come procede la vostra vita lavorativa, sentimentale, vitale? Ragguagliatemi, che mi fate sempre tanta compagnia e mi date la forza e la voglia di continuare sparare cazzate e affrontare la vita senza fuggire innanzi a ogni minimo turbamento!
Hasta la pastaaaaaaa

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Ciance sparse: racconti di avventure epiche di insetti spericolati.

Il tutto nato da un incontro troppo ravvicinato con una cimice.

Immaginatevi questo bar, un posto semplice, carino, un po’ rozzo, in stile irish pub. Tutto in legno scuro: bancone, sgabelli, tavolini, sedie, panche… C’è pure un minuscolo camino in un angolo. 
All’inizio fuori c’era stata un’insegna luminosa, ma la proprietaria, una coccinella di una certa età, tarchiata e tostissima di nome Lady Puntini, aveva dovuto toglierla perché tutti i clienti -mosche, zanzare, falene e simili- finivano con l’incantarsi lì fuori e non entrare a consumare. 
Aveva dovuto togliere anche i distillatori per riempirsi da soli il bicchiere di gocce di sangue poichè un paio di zanzare e Rino “à Sanguisuga” -una zecca così tirchia che cerca di farsi offrire tutto da chiunque- era finito in collasso globulare, ovvero un globulo rosso di troppo gli era andato di traverso rischiando di stecchirlo.

Quella sera la porta si aprì e dai presenti si levarono urla di giubilio, applausi e fischi di approvazione: era entrato un signor cimice soprannominato Er Piuma, chiamato così perché era Er Più Matto: “E sono ancora quiii stronziii! Sopravvissuto anche stavoltaaaaa! Lady Puntini fammi una Puzza Colada!”.
“Allora, raccontaci! Cos’è successo?”
Er Piuma si appollaiò su uno sgabello e dopo un sorso del suo disgustoso drink cominciò a raccontare con aria solenne “Ero lì in bagno come mio solito, mi stavo sgranchendo le zampette camminando avanti e indietro sul muro. Tutto tranquillo, una giornata come tante. Poi a un certo punto entra lei, la più orrida creatura che io abbia mai visto. E’ la giovane umana della casa. Beh, giovane… Insomma, entra questa cosa disgustosa e si mette a lavarsi i capelli, io ero ancora lì a fare un po’ di camminata veloce per tenermi in forma. Solo che a un certo punto il vapore dell’acqua calda ha reso le pareti scivolose, e  io ho cominciato a perdere la presa! L’immonda creatura sotto di me stava per cominciare ad asciugarsi i capelli quando io ho sentito la zampetta anteriore slittare, poi l’altra. Dovevo prendere una decisione: rischiare di cadere nella vasca piena d’acqua e morire annegato oppure… Passare alla storia.
E io ho scelto la gloria.
Mi sono lasciato cadere di schiena nel vuoto. Mi sono girato a mezz’aria con una manovra da fuori di testa e poi ho iniziato una picchiata da paura, ero un F-16. ero una saetta, ero il peggior incubo di ogni umano. Giù in picchiata, nel vuoto per almeno quaranta centrimeti ragazzi, non scherzo, giuro su mia madre… Pace alla corazza sua. Traiettoria perfetta.
SBANG! Capelli ovunque, un urlo isterico, panico totale. Ho fatto il delirio, regà, er panico. Poi qualcosa di enorme mi ha colpito: una mano! Ho chiuso gli occhi un istante e quello dopo ero di nuovo in aria, fuori controllo! L’ala destra era in avaria, quella sinistra si era incastrata, stavo perdendo quota troppo rapidamente… Sapevo che era questione di un attimo prima dell’impatto! Allora mi sono preparato: ho chiuso le ali, mi sono raggomitolato su me stesso. La collisione con il pavimento è stata dura, durissima, quasi letale, ma sapevo di non avere tempo: l’umanoide avrebbe potuto spiaccicarmi con una scarpa da lì a un secondo quindi senza neanche guardarmi intorno ho cominciato a strisciare via, un millimetro alla volta, per chilometri, ero nella linea nemica! Sono sgusciato dietro al water e ho aspettato, pronto a esalare il mio ultimo puzzo… Ma il colpo non è arrivato. L’umana non mi stava dando la caccia, era scappata a gambe levate! Ma sapevo di non poter ancora considerarmi salvo, sarebbe potuta tornare con i rinforzi, con un’ammazza mosche o peggio ancora uno spray insetticida. Allora mi sono inerpicato sulla parete fino a raggiungere la finestra… E sono qua, stronzi!”

Un silenzio sconvolto accolse il racconto e venne interrotto soltanto dal fastidioso “fzz fzz” di Gloria Abbagliante, un’anziana falena sciroccata. Poverina… si era bruciata le antenne contro una lampada troppo calda quando era ancora giovane. Non era più tornata come prima. 
Saveria Briciola, un’anziana formica rossa annuì teatralmente “Io una volta sono rimasta intrappolata in una maglietta. 
So cosa significa l’oscurità. So cosa significa la disperazione. Le ho provate. Le ho vissute.
E so cosa significa essere scaraventati via cun un urlo alle sei di mattina e finire in una goccia di rugiada.”

Poi prese la parola Tony Rimbalzo, un grillo verde completamente matto in culo. Prendere il brevetto di salto gli aveva dato alla testa.
Cominciò a parlare con il suo accento bizzarro e strascicato, tipico dei grilli benestanti, e ammiccò ad un paio di giovani locuste sedute sul divanetto “Io me ne stavo lì, sul davanzale, con Celine Grillon, Jack lo Stridulo e Chirpez quando… l’ho vista. Io non volevo, giuro. Ma il richiamo del brivido era troppo forte, per uno spericolato come me… D’altronde la vita è una sola, va vissuta fino in fondo. Meglio morire rapidamente spiaccicato da una ciabatta che avvelenato lentamente col Vape… Beh insomma, ho visto quel piatto di insalata sul tavolo, ho visto l’umano che parlava distratto… e ho saltato. BOOM! A gambe tese, tutte e sei, sono atterrato dritto dritto in mezzo al pomodoro. Gli umani hanno urlato, una scena meravigliosa! Mi hanno lanciato contro delle posate, ho schivato tutto quanto, poi ho saltato di nuovo. Stavolta ho centrato un bicchiere, sono quasi affogato, poi io odio la Fanta…” le giovani locuste ridacchiano “allora ho cominciato a tossire all’impazzata mentre il bicchiere si rovesciava, sono atterrato sulla tovaglia, intorno a me ormai regnava il caos e ho pensato “è arrivato il mio momento, lo accetto.” Poi il colpo di scena: la nonna umana ha detto ‘Ma che schifo, buttatelo fuori! E non fate ‘ste scene per un insetto, eccheccazzo.’. Sono stato scaraventato in giardino. Ne è valsa la pena, ragazzi. Ne è valsa la pena.”

Un ragno nell’angolo stava fumando una pipa reggendola con una zampa mentre con le altre continuava a tessersi uno scialle; era Ruggero Ottomano, un grosso ragnone nero e peloso assuefatto alla nicotina e al tabacco. Aveva l’aria molto vecchia ma i suoi innumerevoli occhi erano vispi e lucenti, anche se una benda con un teschio sopra gli copriva uno dei tanti occhi. Anche una delle sue zampe era storta e malridotta.
“Hanno cercato di uccidermi tante, tante volte…” iniziò con voce bassa e tenebrosa.
Nino, un giovanissimo moscerino squilibrato con attacchi d’ansia e ipocondriaco, lo guardava con aria di venerazione “E’ vero che tu odi gli umani?
“Odiarli? L’odio è per i giovani, per gli incauti, per gli stolti… Io non odio. Io provo solo rancore e sete di vendetta.”
Un brivido percorse tutti quanti.
“Anni fa me ne stavo in una bella casa in campagna. Gli umani erano tranquilli, io vivevo una vita pacifica con loro, me ne stavo in un angolo dietro l’armadio e loro mi lasciavano stare lì. Ci tolleravamo vicendevolmente. Ogni tanto ci scambiavamo un cenno di saluto. Una notte però… Avevo fame. Volevo controllare se sotto al letto ci fosse una carcassa di qualche stupida mosca -non guardarmi così, Al Moschino, non siete la specie più brillante e lo sai anche tu- quindi ho cominciato a calarmi dal mio filo, un pochino alla volta, con grazia ed eleganza, ero il re dell’aria. Stavo per atterrare morbidamente sulla coperta quando lei mi ha visto e ha fatto un singulto: mi ha fissato per un istante lunghissimo, e io ho fissato lei. Dicono che se guardi a lungo nell’abisso, l’abisso guarderà te: è ciò che è successo. Non ho avuto tempo di spiegarle che volevo solo mangiarmi una mosca secca, ha cominciato a urlare come una pazza. Ho cercato di battere in ritirata, stavo risalendo rapidamente sul mio filo ma lei ha lanciato un cuscino: il filo si è spezzato. Sono atterrato sul suo cellulare. Ha urlato ancora di più. Sono rotolato giù dal letto, lei ha cercato di lanciarmi una ciabatta puzzolente ma mi ha mancato. Anche lei è sulla mia lista nera.”
Nino lo guardava con gli occhietti spalancati “E come pensi di vendicarti?”
“Renderò la loro vita un inferno. Lei sta cucinando? Corro vicino ai fornelli. E’ al telefono? Mi arrampico sulla gamba del tavolo. Sta per mettere il cellulare in carica? Sbuco da dietro al comodino. Prima o poi riuscirà ad ammazzarmi, ma solo con la morte considererò compiuta la mia vendetta.”

*

Insomma Spelacchiati miei, una cimice mi ha assalita mentre mi lavavo la capoccia, sono rimasta traumatizzata e questo è ciò che la mia mente malsana ha partorito. Mi sono divertita molto a scrivere questa cosa e penso potrei andare avanti per sempre a narrare aneddoti insettosi dal punto di vista degli insetti.
E voi come state? Come state vivendo l’arrivo della primavera, del caldino, delle belle giornate e di quelle creature immonde chiamate cimici?
Sara per il sociale: se trovate insetti vari abbiate la pietà di cercare di acchiapparli e buttarli fuori di casa. Non serve ammazzarli. Non fanno niente di male. Se dovessimo spiaccicare qualunque essere insulso e bruttino io sarei la prima della lista a finire a zampe all’aria, e gli insetti servono sicuramente più di me. Fate i bravi!
Hasta la pastaaaaaa

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Ciance Sparse: SOS, sono una recruiter e non so cosa sto facendo!

Allora, miei cari Spelacchiati, come state?
Tenetevi forte perché ho una notizia shock: ho trovato lavoro come Recruiter per un’azienda piuttosto grande di selezione del personale, inizierò a metà marzo!
Sì, avete capito bene: io, a scegliere persone. Candidati per lavorare. Decidere chi merita di avere un posto di lavoro e chi no.

Molto figo, neh?
Peccato che io non abbia la minima idea di come si faccia.
Zero esperienza.

Devo lanciarti addosso un diamante urlandoti “compralo è bellissimooooo”? Posso farcela.
Dirti “ehi, ritira l’ancora, sei a bordo!” mai fatto nella mia miserabile esistenza.

Diciamo che la mia esperienza nel campo delle risorse umane è pari a quella di un criceto nel calcolo differenziale, un ramarro che deve risolvere un’equazione di secondo grado, Salvini che deve tenere un discorso serio su un qualsiasi argomento.
Ma ehi, tutti dobbiamo iniziare da qualche parte, no? Peccato che io sia lenta ad imparare, goffa come un T-Rex sui pattini e, diciamolo, scema come una biglia. 
Siamo onesti, suvvia, sono tarda come Internet Explorer.
Tu mi dici una cosa? Io la processo dopo sei mesi. E la imparo dopo tre anni.

Possibilissimi scenari che vedo dipanarsi innanzi a me:

  • Assumo un narco-trafficante internazionale e gli do un posto da farmacista.
  • Mando al colloquio come cassiere il mio stesso capo perché ho confuso i nomi.
  • Essere licenziata dopo tre giorni per aver chiesto al candidato “Ma… Sei proprio sicuro di voler lavorare qua? Va che è una merda.”
  • Invio erroneamente una mail assuntiva con contratto da 100mila euro annui a un candidato che era stato scartato, e quello comincia a chiamarmi tutti i giorni chiedendo “quando inizio??”
  • Scorro i CV e, senza accorgermene, seleziono il mio stesso profilo. Mi auto invito al colloquio.
    Vado.
    Mi faccio delle domande.
    Non so rispondere.
    Mi scarto.
    Ci rimango male.
  • Entro in crisi e non sapendo dire di no a nessuno assumo centocinquanta persone in un mese. Alla fine l’azienda avrà più dipendenti che clienti.
  • Il mio capo mi chiede una lista di candidati promettenti. Io, non avendo idea di cosa fare, consegno una lista di persone carine trovate su Tinder.

Insomma regà, se tra qualche mese vedrete aziende in rovina, candidati in lacrime, disperazione e sfacelo un po’ ovunque saprete chi è la responsabile (e ammettetelo, non sarete sorpresi.)
Se qualcuno volesse inviarmi dei neuroni, gliene sarei grato.

E voi invece come state, miei cari Spelacchiati? Vi va di narrarmi dei vostri primi giorni di lavoro? Errori che avete commesso, tremendi strafalcioni presi dai vostri colleghi, qualunque cosa!
Chi mi racconta le cose più disastrose vince qualcosa, devo ancora capire cosa. Vi prego, aiutatemi, narratemi cose che mi facciano pensare “dai Sara, peggio di così non puoi fare!” (sapendo che invece, ovviamente, lo farò.)

A presto per i nuovi risvolti della mia vita sentimentale e medica. Non so cosa sia più disastroso ormai, ma ehi, ho comprato i biglietti per il concerto di Achille Lauro quindi come vedete le mie priorità nella vita sono ancora ben salde! O in saldo?

Hasta la pastaaaaa

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Ciance sparse: isteria capodannesca.

Bene, siamo a quel momento dell’anno. 

Quel momento in cui la domanda aleggia nell’aria, è sulla bocca di tutti, è un sussurro trasportato dal vento: “Che diamine fai a Capodanno?”
Niente, non faccio niente, mi dovete lasciare in pace, me ne starò a casa a fare il massaggio cardiaco al mio cane che rischierà la vita almeno sette volte, okay?!

“Mah, guarda, non so ancora, devo vagliare alternative, valutare, scegliere…” 
MA NON E’ VERO NIENTE, E’ UNA MENZOGNA, IL PIANO E’ STARE A CASA A BERE UN BICCHIERE DI VINO ALLE NOVE E ANDARE A DORMIRE ALLE DIECI, OKAY!? MAGARI A UN CERTO PUNTO DELLA SERATA MI SCHIARIRO’ ADDIRITTURA I BAFFETTI CON LA CREMA, NON SO ANCORAAAA

Anche se un po’ mi scoccia stare a casa perché ogni anno durante i saldi compro un vestito succinto giustificandomi con me stessa dicendo “questo lo metto sicuramente a Capodanno!”.
Poi arriva Capodanno, lo provo, e mi esce una tetta da una parte, perdo tutte le paillettes e mi accorgo che mi arriva più o meno all’ombelico dando a tutti una visione piuttosto raccapricciante della mia zona pubica, probabilmente non depilata. Perché chi cazzo c’ha voglia di depilarsi, fa freddo, la pelliccia mi tiene al caldo.

E poi mi è capitato di andare a quelle maledette cene in cui “ognuno porta qualcosa, ihihihih”
NOOOO IO NON PORTO UN CAZZOOOOO NON SO CUCINARE, NON CUCINO MAI, SU TRECENTOSESSANTACINQUE GIORNI IO CUCINO SOLO TRE VOLTE, QUANDO MI FACCIO I NUGGETS DELL’ESSELUNGA! NON VI PORTO UN CAZZOOOOO PIUTTOSTO VI DO’ TUTTI I MIEI SOLDI MA PER L’AMOR DI DIO NON COSTRINGETEMI A METTERMI AI FORNELLI CHE MI VIENE PURE L’ANSIA DA PRESTAZIONE E RISCHIO DI DAR FUOCO PURE AL GATTOOOOO!

“Massì, Sara tranquilla, basta una torta salata!”

MA CHE CAZZO E’ UNA TORTA SALATAAAAA STAI ZITTOOOOO! FALLA TU UNA TORTA SALATA, E’ UN OSSIMORO, COSA STRACAZZO DICI

“Un’insalata di pasta?”

MA LO FAI APPOSTA O COSA, TI SPACCO IL MUSO, O E’ UN’INSALATA O E’ UNA PASTA!CHE CAZZO CI METTO, LE FOGLIE DI ICEBERG?! SEI UN RUMINANTE PER CASO? HAI DUE STOMACI COME LE PECORE?!

“…Vuoi portare quattro salatini?”

Dipende. Posso andare a comprarli già pronti?

“… Sarebbe più carino se li facessi tu… basta poco, una sfoglia e del prosciutto, li arrotoli-“

MA NON HAI CAPITO, IO NON ARROTOLO NIENTEEEE COSA STAI DICENDO, TU SEI UN PAZZO, UN FOLLE VISIONARIO!

“E se ti occupassi del beveraggio? Sai, qualche bottiglia di analcolici e qualche birra…”
Mmh. Questo forse posso farlo. Devo andare a qualche fonte a prendere l’acqua? Devo ammostare io il luppolo?
“No, no, vai e compri le bottiglie.”
“Eh, va bene.”

MA NON VA BENE UN CAZZOOOO PERCHE’ POI MI RITROVO Lì COME UNA TROTTOLA IMPAZZITA E NON SO COSA COMPRARE! IL THE’, IL THE’, VA BENE QUELLO DELLA COOP O FACCIO LA FIGURA DELLA PEZZENTONA!? DEVO PRENDERE IL SAN BENEDETTO? VOLETE I BRICCHI DI ESTATHE’?! CHE CAZZO DI SPUMANTE PIGLIO, QUELLO DA DUE EURO CHE SARA’ SPUTO E ACQUA O QUELLO DA TRENTOTTO EURO E MI GIOCO LA TREDICESIMA!?
E POI, QUALCUNO BEVE IL CHINOTTO? E SOPRATTUTTO, COSA CAZZO E’ IL CHINOTTO?!

Poi si arriva lì alla festa, ci si guarda nelle palle degli occhi per tre ore, c’è chi si appisola sul pavimento, chi sulla poltrona, si cerca di fare qualche gioco da tavolo ma ovviamente nessuno ci capisce un cazzo delle regole -anche perché poi le legge le regole, “si capisce giocando!”- arrivano le undici e mezza, le undici e quarantacinque, le undici e cinquantotto e poi nessuno si rende conto che scatta la mezzanotte quindi brindiamo alle 00.11 perdendo il senso della serata e mi ritrovo il telefono che vibra ininterrottamente perché c’è chi è così pazzo da stare lì attaccato al cellulare a mandarmi gli auguri, ma cosa fai ma perché, ma sei scemo? cosa mi mandi gli auguri a mezzanotte, cioè tu il 31 di dicembre alle 00:00 pensi a me?! ma cosa è andato storto nella tua esistenza!? 

E poi basta, non si sa come si fanno le quattro del pomeriggio dopo, la gente si accorge di non essere andata a lavoro, non aver ripreso i figli dai nonni, scatta il panico, fuggi fuggi generale e il padrone di casa si ritrova miserabilmente a dover pulire tutto.

Bello il Capodanno, mi piace tanto.

Vado a cercare su Google come si fa una torta salata, ciao.

Buon anno, Spelacchiati.

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Ciance sparse: Cronache di una commessa un po’ fessa

Allora.
Io non so se qualcuno aspettasse questa cosa oppure no, se qualcuno ci avesse sperato oppure no, ma… ho ricominciato a lavorare in gioielleria.
Ebbene sì.
Mi hanno richiamata loro, ma placate gli animi, è solo per il mese di dicembre.
Questo cosa significa?

SIGNIFICA CHE SONO NERVOSA COME UN GABBIANO CHE HA VISTO CADERE IN ACQUA UN PANINO, IRRITATA COME UN CRICETO CHE HA SCOPERTO LA SUA RUOTA DA CORSA ESSERE ROTTA, ISTERICA COME UN RICCIO CHE HA PERSO UN ACULEO!

Ma io posso essere rientrata in un mondo di “signorina con undici euro di budget che bracciale di diamanti posso comprare?”, “allora io sto cercando un orologio con il quadrante undecagonale, le lancette in amianto e la chiusura a incastro tipo tetris”, “vorrei fare un regalo per il battesimo di mia figlia, qualcosa in oro ma sa vorrei stare entro gli otto euro e ventidue centesimi”, “signorina ma…ma com’è bella lei, è in vendita?”.

Allora.
Io lo dico.
Prima o poi metto le mani addosso a qualcuno, ma andiamo per gradi.

Ore nove: apertura del negozio. Non fa in tempo ad asciugarsi il Vetril che arrivano signore che si appiccicano alla vetrina con entrambe le mani, si incollano lì con la fronte, guardano dentro come se fosse un telescopio, il naso ormai è come quello di Voldemort per quanto sono spiaccicate sul vetro. Avete presente le mosche sul parabrezza in autostrada? Ecco, è quello che vedono i gioielli dalla loro prospettiva.
“Signorina posso vedere quell’anello?
“Sì certo, quale?” mi accingo prontamente a prendere le chiavi.
“Quello lì accanto a quell’altro! No non quello, QUELLOOOO! QUELLO LAAAAA! PIU’ IN LIIIII!!!”

ALLORA SIGNORA LEI SI DEVE CALMARE PERCHE’ SONO LE NOVE E MANCA TANTO COSI’ CHE IO TIRI GIU LA SERRANDA E ME NE TORNI A CASA, OKAY?!

i will kill you jim GIF

Poi manco faccio in tempo ad aprire ‘sta cazzo di vetrina che vedi delle trasformazioni incredibili. Mani che spuntano ovunque. Dita che si moltiplicano. Falangini e falangette in ogni dove, anche dal soffitto. 
Io chiamo a me tutta la forza interiore e la pazienza che guardare video di yoga mi hanno insegnato “Signora, per cortesia infinita, aspetti un attimo che le mostro io– ” MA NIENTE, QUELLA LESTOFANTE RAPIDA COME UN’ANGUILLA NEL CANALE MI HA GIA’ TIRATO FUORI DALLA VETRINA TRE ANELLI, DUE COLLANE, SEI BRACCIALI E PURE UNA PENNA CHE AVEVO DIMENTICATO LI’ DENTRO LA SERA PRIMA NON SO COME.
E si incolla pure a loro.
Sembra stia facendo una perizia del RIS, guarda ‘sti gioielli, li esamina, li annusa, li lecca, tira fuori una lente di ingrandimento x 50 dai capelli, prende la pietra di diaspro nero e l’acido cloridrico per fare i test di autenticità…
Io faccio esercizi di respirazione “Allora… Uno di questi l’ha colpita al cuore? (come vorrei fare io con un arpione?)”
“Mmh no, poi hanno dei prezzi… Ma non è che mi fa lo sconto?”
“…No, non mi è permesso fare scontistica.”
“Ma come niente sconti? Guardi che io ho la tessera.”
“Brava, così accumula punti.”
“E poi due mesi fa era il mio compleanno.”
“Eh, auguri, ha ricevuto qualcosa di bello?”
“Ma uno sconto me lo merito dai, vengo qua una volta ogni due anni!”
“Io vado al bagno tre volte al giorno, cosa dovrei chiedere? Un premio?”
“Senta, dai, lo sappiamo che quell’anello non vale trecento euro.”
“Anche secondo me il mio tempo non vale solo sette euro l’ora eppure eccoci qua.”
“E’ proprio maleducata, sa?” 
“So.”

Achille Lauro Musica GIF by X Factor Italia

Uomo. Mezza età. Specie: rompipalle.
“Ma se pago in contanti? eheh Togliamo l’IVA suvvia, ci accordiamo così, tra noi.”
“Ma guardi, lei può accordarsi come uno Stradivari, il prezzo rimane quello.”
“E se pagassi in natura?Eheheh”
“E se chiamassi la sicurezza?”
“E’ proprio irresistibile signorina, mi passi il POS, dai. Per questa volta la lascio vincere perchè con quelle labbra non posso dirle di no.”
…Bleh.

Season 6 Nbc GIF by The Office

“Benissimo sono sessantanove euro, preferisce pagare con carta o contanti?”
“Ma signorina, non erano trentanove?”

“No, le ho fatto vedere anche il cartellino, ricorda?”
“eheh sì sì stavo cercando di fare il furbetto, signorina.”
“AHAHAHAHA LEI SI CHE E’ PROPRIO DIVERTENTE, CHE RIDERE MI DIA I SOLDI PRIMA CHE IO DECIDA DI FARLA A PEZZETTINI E CHIUDERLA IN CASSAFORTE AHAHAHAH”

Perry Cox Laughing GIF by HULU

Poi ragazzi a volte invece sono io ad andare in corticircuito. Giuro. A volte mi si blocca il cervello, error 404.
L’altro giorno arriva una coppia.
“Buongiorno, stiamo cercando una catenina per ciucci.”
Io sconvolta.
Basita.
Cosa cazzo stanno cercando questi!?
“Una catenina per…?”
“Per ciucci.”
Per ciucci.
Ma che cazzo vuol dire.
Asini?
Cosa?!
Che cazzo di catena gli serve?
“Ma… Allora, ecco, sì, insomma… Io…” sudo freddo, divento color ametista bruciata “Ehm… Le nostre catenine in argento sono tutte lì, vede? In quella vetrina…”
Al che giunge una mia collega scema come un’oca che ride come una iena “SARA, VUOLE UNA CATENINA PER IL CIUCCIOTTO DI SUO FIGLIOOOOO!”
Vi giuro che non l’avrei mai capito, non sapevo neanche esistessero, che vi devo dire sono pazza pure io.
MA COMUNQUE NON VENDIAMO CATENINE PER CIUCCIOTTI, MA CHE CAZZO VIENI IN GIOIELLERIA A CERCARE ‘STE ROBE?!

E poi boh fanno richieste bizzarre.
“Mi scusi avete anelli per il dito mignolo?”
“Mi scusi avete anelli per il dito medio del piede?”
“Mi scusi avete anelli per l’alluce?”
“Mi scusi avete anelli per il ginocchio?”

OOOOHHH MA COSA CAZZO VOLETE DA ME, CHE COS’E’ UN ANELLO PER MIGNOLO? MA PERCHE’ VUOI UN ANELLO PER POLLICE? MA CE LA FATE A CAPIRE CHE VI SERVE UN NORMALISSIMO ANELLO MA DI UNA MISURA ADATTA A DOVE CAZZO VOLETE METTERLO!?

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Regà l’altro giorno…
Stavo facendo il pacchettino, tutta trionfante per la vendita. Prendo la scatolina, la chiudo, compilo la garanzia, la infilo nel sacchettino, faccio il fiocchetto e consegno tutto alla signora che prende, saluta e se ne va.
Io soddisfatta mi giro per mettere via la pinzatrice e cosa vedo sul bancone?
Gli orecchini da trecento euro.
Della signora.
Quelli che aveva appena comprato, e che dovevano essere nel suo sacchettino.
OMMIODDIOOOOOOOO SIGNORAAAA TORNI QUA ODDIOOOO LE HO DATO LA SCATOLETTA VUOTAAAAAA SONO IMBECILLE MI PERDONI MI HANNO OPERATA AL CERVELLO MI SCUSIIIIIIII AIUTOOOOOO SIGNORAAAAAA TORNI QUAAAAAA
E io comincio a correre per tutto il centro commerciale come una trottola impazzita finché con una menzogna incredibile e una manovra degna di nota non riesco a rendere tutto molto meno drammatico di quel che era in verità e le infilo gli orecchini nella scatoletta.
Le mie colleghe sono ancora piegate in due dal ridere.

Però a volte succedono anche cose belle, e quelle scaldano un po’ il mio cuoricino impietrito e indurito.
Signora molto elegante che passa davanti e incrociamo lo sguardo, dopo un attimo torna indietro ed entra “Signorina sa che ho deciso di entrare solo perché l’ho vista e mi ha sorriso? Mi ha infuso così tanta gioia che non ho potuto evitare di entrare, la ringrazio.”
Clienti che portano il caffè per pura gentilezza.
“Signorina sono tornata qui solo perché ho visto che c’era lei, l’altro giorno mi sono trovata così bene! E’ un piacere comprare quando la commessa ti trasmette qualcosa di positivo, complimenti.”
E poi ragazzi oggi sono quasi morta di commozione perché un ragazzo dopo aver girato in lungo e in largo ha trovato e scelto l’anello di fidanzamento e vederlo così emozionato e commosso mi ha sciolta come un gelato al mare. 
Meno male che si fanno anche esperienze così carine, a volte!

Insomma questo è quello che riguarda la mia vita lavorativa in questo momento molto bizzarro, sto continuando a cercare lavoro da categoria protetta ma è molto più difficile di quanto pensassi. Domani avrò una visita psichiatrica dalla quale non so cosa aspettarmi, voluta dopo i miei test cognitivi andati nuovamente molto male… Mah! Vedremo. Non sapendo cosa aspettarmi parto già delusa. 

E voi come state? Vi state preparando a questo Natale 2024? Siete pronti a mangiare come se non ci fosse un domani? Avete già preparato il menu di cene e cenoni? Ma cosa più importante… Regà, come siete messi a regali!?!? Vi prego ditemi che non sono l’unica che deve ancora finire, non credo di essere mai arrivata al 23 Dicembre a cercare ancora doni da fare!

Raccontatemi un po’ tutto, a presto!

Hasta la pasta 

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Ciance sparse: Amici che si lasciano ed estrazioni di denti

La mia amica Bischerina è disperata. 

Si strugge.

Emette suoni lamentosi.

Si accascia sulla sedia e appoggia la fronte sul tavolo.

“Sara, sono disperata, abbattuta, devastata, mi sento come se mi avesse calpestata Adinolfi! Sto maleeee!” 
“Per la miseria, Bischerina, che diamine succede, cosa turba la tua tranquillità? E ora anche la mia, parbleau.”
“Io e Fetuso ci siamo lasciati.”
Io agrotto le sopracciglia, perplessa: “…Di nuovo?”
“Sì.”
Mi gratto il mento, non troppo impressionata: “Ma sarà tipo la sedicesima volta quest’anno.”
“Eh lo so..”
“Ma poi io credevo vi foste lasciati definitivamente mesi fa, pensa te… Ma quand’è che ci sei tornata insieme?”
Lei si butta sulla sedia e appoggia la fronte al tavolo: “Ma che importanza ha, ci siamo lasciati e sono triste, aiutami! Disintristiscimi!” 

Ogni tanto dice parole strane, che ci devo fare.

“Okay, okay, scusa. Posso dire? Era ora. Guarda l’orologio, segna chiaramente le era ora e un quarto. Però cazzo, fai la seria stavolta, non che tra quattro ore mi scrivi oooh abbiamo fatto pace ihihih!”
Lei si affievolisce e si lascia cadere sul pavimento “Non credo succederà, stavolta sembra diverso, definitivo… Ma comunque non è colpa mia, sai che non riesco a stare senza di lui, lo amo troppo…”

STOP.

FERMI TUTTI.

ALLARME CAZZATA, RIPETO, ALLARME CAZZATA, PREPARATE I CACCIA BOMBARDIERI

CODICE CZZT, RIPETO CODICE CZZT, SCHIAFFI IN USCITA

Io la fisso.

Lei mi fissa.

Per poco non le do un calcio: “Tesoro mio. Cara. Tu lo sai che ti voglio piuttosto bene, sì? Però capisci che se sento di nuovo una cazzata di questa entità o ti schiaffeggio oppure ti blocco per sempre sui social e nella vita vera? Il problema non è che lo ami troppo, anche perché come cazzo si fa ad amare troppo quel coso rimasto fermo allo stadio pre-evolutivo? A volte mi sorprende che sappia usare il fuoco.”
“Lui è molto intelligente, a modo suo…”
“Sì, e io a modo mio sono bella quanto Angelina Jolie. Solo che il mio modo fa cagare! E’ l’anello mancante tra un macaco e l’homo herectus. Ascolta, non è colpa tua, è che è una scimmia! Se tu lo lanciassi in un recinto di scimpanzè ne uscirebbe capobranco. Beh, no, forse no perché non riuscirebbe a scalare la piramide sociale nemmeno lì, però sopravviverebbe. Si metterebbe a tirare la sua cacca agli altri. Accettalo! Nel senso che devi prendere un’accetta e staccargli i calcagni, capisci?”

“Sei perfida.”

“Può essere, ma lui è intelligente quanto un sasso.”

“Ah beh tu invece sei Newton, no?”

“Che io sia un microcefalo lo abbiamo appurato molti anni fa, qua stiamo parlando di quel troglodita che ti porti appresso. Ma sa leggere? Me lo sono sempre chiesta.”

Mi guarda inspiegabilmente male.

Io sospiro “Senti, che vuoi che ti dica? Non mi piace. Riconosco che abbia del fascino e che sia figo, esteticamente parlando, ma cazzo… Apre la bocca e sembra di avere a che fare con un orango tango! Hai presente Re Luigi di Il Libro della Giungla? Ecco, uguale.”

“Sì, okay, non brilla per il suo acume…”

“Non brilla per niente, mia cara, è molto opaco. Un monolite di fango. La differenza tra me e lui è che io accetto e riconosco i miei notevolissimi limiti, lui invece se ne va in giro tutto tronfio come se avesse capito tutto e sia più furbo del mondo! Il problema è che pensa che la Terra sia piatta e che in giro ci siano i sosia delle persone famose.”
“Sì…Beh…Okay, però…”
“SENTI IO DEVO SFOGARMI, QUESTO PENSA DI AVER VISTO MICHAEL JACKSON QUANDO ERA AD ALASSIO, OKAY!? E L’ALTRA SERA MI HA PARLATO PER DUE ORE DI COME E PERCHE’ RE CARLO SAREBBE UN VAMPIRO! UN VAMPIRO, CAPISCI!? PENSA CHE OBAMA SIA BIN LADEN, CHE GLI UCCELLI NON SIANO REALI MA CHE SIANO DEI DRONI AMERICANI, E CHE LE STAGIONI NON ESISTANO! COME POSSO COMMENTARE TUTTO QUESTO?!”
Lei emette un suono gutturale indefinito e indefinibile.
Io cerco di ricompormi e tornare alla mia regale eleganza pari a quella di un rinoceronte sdraiato nel fango “Senti mia cara Bischerina, lo sai che comunque un po’ gli voglio bene, anche se mi fa uscire di testa sentirlo parlare di queste cose. Quindi mi dispiace, se vi mollate. Però penso davvero che tu debba imparare a lasciar andare… Litigate da tre anni e state insieme da due! Sicuramente avete vissuto cose molto belle insieme, ma se continuate così finirete con l’odiarvi. Lascialo andare… Lasciatevi andare a vicenda. E tu potresti prenderti questo periodo per concentrarti su di te, iscriverti in palestra, fare quello strano corso di salto sui tappeti elastici che solo tu potevi trovare, fare nuove amicizie, innalzare la tua autostima… Concentrati su di te, mia miserabile amica!”
Lei ride, io mica tanto, poi prende in mano il telefono: “Va bene, ho capito… Mi scarico tinder.”
E io la sprangata gliela do davvero.

Eccomi tornata, ragazzi miei! Sempre ammaccata, però vivo e vegeto. Proprio i verbi, cioè io vivo e io vegeto.
Potrei essere un po’ nel panico più totale in quanto dopodomani mi devono estrarre sette denti (SETTE CAZZO DI DENTI, CAPITE?! MA COME SI FA, MA PERCHEEE NON HO CAPITO IL GIOCOOO COS’E’ STA COSAAAAA LA MIA DENTATURAAAAAA) e sono vagamente terrorizzata.
Mi compaiono in mente scenari agghiaccianti in cui succederanno cose terribili, proverò dolori inenarrabili e scapperò urlando -o meglio, mugolando senza denti- dallo studio.
Se qualcuno ha delle rassicuranti storie su estrazioni dentali e impianti vari e volesse condividerle con me vi sarei IMMENSAMENTE grata. Sono diventata un po’ pavida, da quando mi hanno operata.
Ma parlando di cose più serie… Regà, ma quando i vostri amici si mettono con dei ramarri voi cosa fate? Glielo dite? Non glielo dite? Aspettate un po’? Perché qua è una tragedia, Bischerina sceglie dei ragazzi che sono uno peggio dell’altro in ottica di una vita insieme. Chi pensa solo ad andare allo stadio e giocare ai videogames, chi conta di vivere con i genitori per sempre perché “almeno risparmio e possiamo andare in vacanza, poi mi lasceranno casa loro!”, chi spende tutto in auto costose -senza potersele permettere-… Ma io dico, una sana via di mezzo? Dove si trova? Come si fa?! Io basita. Non so. E’ lei che pesca in laghetti ammuffiti? Perché secondo me voi Spelacchiati non siete così, per leggere questo blog dovete essere un po’ cretini nell’anima e un po’ più capaci a sopravviere.
Vedremo come se la caverà Bischerina, vi aggiornerò!
Hasta la pasta, Spelacchiatini, fate i bravi!

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Spelacchiati… ci siete ancora? 💕

*Sollevo in aria il mio cane di trentatrè chili* Ma se io tornassi a scribacchiare i miei sciocchi pensieri su questi lidi, quanti Spelacchiati ci sarebbero ancora a leggermi?
E quanti preferirebbero passare le giornate a guardare la vernice asciugarsi?

Per non smentirmi mai vi scrivo:

  • con il Covid (non sento i sapori, sto impazzendo, percepisco solo le consistenze che schifo ridatemi la gioia del cibooooooo odddddiooooooooo come si faaaaaaaaaaaa NON C’E’ PIU’ UN BRICIOLO DI FELICITA’ IN QUESTO MONDOOOOOO)
  • isterica perché il Caaf ha fatto un casino e di conseguenza l’INPS ha bocciato il mio assegno mensile di invalidità
  • con il conto così disperato che l’app della banca si disinstalla da sola ogni due giorni circa
  • dopo che mi è venuto il ciclo DUE VOLTE in questo mese
    … Insomma. E’ un periodino simpatico. Potrebbe essere il momento giusto per tornare a chiacchierare con voi… Se vi va!)
    E voi, Spelacchiatini miei… Come state? 👀💕

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Ciance sparse: Colloqui di lavoro e convivenza

“Bene, Sara… Ti sei mai occupata di contabilità?”
“Ehm… No.”
“Ti sei diplomata in un istituto di ragioneria?”
“No…”
“… Sai usare le tabelle di calcolo di Excel?”
“…Ehm… So scrivere le cose nei rettangolini…”
“… Sara… Quanto fa tre più due?”
“…Sette?”

“Raccontami di una volta in cui hai sbagliato qualcosa.”
“Beh circa ventinove anni fa, quando sono venuta al mondo. E’ stato un grave errore.”
“…”
“Ehm… Una volta ho ordinato un cappuccino normale invece che col latte di soia, Dio solo sa cosa ha visto il bagno quel giorno… Un errore madornale direi, mai più.”
“. . . “
“… Vuole sapere di quando anni fa mi sono distratta ed è scappato il cane?”

“Come gestisci le liti con i colleghi?”
“Beh prima di tutto cerco di mantenere la calma ed essere aperta al dialogo in modo da risolvere la questione come persone adulte, mature e responsabili.”
“Molto bene.”
“Poi se non basta e quello fa l’arrogante prendo la capoccia di quell’imbecille e gliela fracasso sulla scrivania urlando “SEI UNA CAPRA IGNORANTEEEEEE! TI ODIOOOOO! NON TI PERMETTERE MAI PIU’ DI TRATTARMI MALEEEEE” fino a che non sviene, dopodiché gli disegno dei peni sulla fronte con il pennarello indelebile.”
“…”

“Quanto vorresti guadagnare?”
“Ehm, è una domanda un po’ a trabocchetto questa, vero? Cioè io vorrei guadagnare più o meno quanto Bill Gates, diciamo che non vorrei scendere sotto i trecento milioni l’anno, ecco. Però va bene anche lo stipendio di Elon Musk, sono una che si accontenta.” 

“Come lavori sotto pressione?”
“Male. Malissimo. Al minimo inconveniente mi viene un attacco di panico e mi trovate raggomitolata sotto a uno scaffale in preda ai singhiozzi. Una volta ho provato a chiudermi dentro la cassaforte fino alla fine della settimana.”

“Dimmi come motivi il resto del team.”
“Beh gli dico “sentite teste di cazzo, qua c’è da raggiungere il target altrimenti andiamo tutti a casa e moriamo di stenti quindi vedete di vendere quelle cazzo di cose e se vi sento lamentarvi vi tiro una testata fortissima.”

“Come mai vorresti lavorare proprio con noi?”
“Mah guardi per me un posto vale l’altro, spero che voi paghiate un po’ più di Pinuccio che mi darebbe tre euro al giorno per lavorare in pizzeria.”
“… Non ti piace la nostra azienda?”
“Manco so cosa vendete, e comunque probabilmente non mi piacerebbe lo stesso. Non è una questione personale, io odio lavorare.”

“Allora Sara, dimmi un po’, se tu ti trasformassi all’improvviso in un rettile velenoso, con sei zampe, due ali giganti e tre teste, cosa faresti come prima cosa?”
“Beh, decollerei all’istante e andrei in volo fino alle Hawaii, mi farei un po’ di ore al sole come una lucertola, poi tornerei qua e andrei a da fuoco alla macchina del mio ex che mi ha lasciata dicendomi che non ero abbastanza per lui… Ma abbastanza cosa? EH? COSA? ANCORA ME LO CHIEDO DI NOTTE QUANDO MI SENTO SOLA E TRISTE INGLOBATA DALL’OSCURITA’, NON SONO ABBASTANZA COSA!?

“Benissimo Sara, raccontami qualcosa di te.”
“Ehm, beh, ho ventinove anni, ho avuto un’emorragia cerebrale, soffro di epilessia, mi hanno operata al cervello, non so cosa fare della mia vita e principalmente provo due emozioni: disperazione e voglia di piangere. Vado in terapia da sei anni ma evidentemente non sta funzionando visto che contemplo l’idea di lanciarmi da un ponte un giorno sì e l’altro anche, prendo circa duecento pastiglie al giorno per tenere sotto controllo tutti i miei problemi di salute, mi è venuta una contrattura alla spalla destra ma non ho i soldi per il fisioterapista.”
“… Le faremo sapere.”

Insomma ragazzi, questa è la mia miserabile esistenza in questo momento. Diciamo che dopo l’intervento alla cucuzza mi ero presa un periodo di pausa e non volevo neanche saperne di cercare lavoro, ero concentrata sul non farmi riaprire la capoccia, però ora temo sia giunto il momento di tornare in pista.

Sono contenta di farlo? No, neanche un po’, ho l’ansia, non mi sento capace a fare nulla, non ho alcuna abilità di nessun tipo e al massimo posso portare i caffè ma uno alla volta perché se no li rovescio e mi ustiono. 

Anche perché… Mr Batterino parla di convivenza. Con me.
Cioè io e lui.
In una casa.
Da soli.
Insieme.

Credo abbia picchiato un po’ troppo forte quelle bacchette, si dev’essere rincoglionito all’improvviso. 

Ma come gli viene in mente di andare a vivere con me? Con me proprio, che sono la persona più strampalata, bislacca, disordinata e incapace di fare alcunché di tutto il mondo? Temo per la sua salute psicologica, qualcosa dev’essere andato storto in lui. 
Eppure è così, mi parla di convivenza, di starcene da soli in un posticino tutto nostro… E sono contenta, sia chiaro, però mi caco addosso dall’ansia e dal terrore perché non mi sento in grado. 

Prima di tutto il mio casino con il tumore avevamo praticamente vissuto insieme per un bel po’ di mesi, ma era stato tutto così facile e naturale in quel momento… Dopo l’intervento non mi sento più in grado di fare nulla, nemmeno vivere con lui, è come se si fosse creato un varco temporale: il “prima” e il “dopo”, e in questo “dopo” sono persa come un pinguino in un’astronave: fuori posto e non senza idea di come io sia arrivata qui!

Dunque mie piccoli spelacchiati, voi come state? Vi va di narrarmi un po’ del vostro lavoro o dei periodi in cui doveva trovare lavoro ed era tutto un marasma di cose? Avete consigli per una povera Spelacchiata come me?

E poi… CONVIVENZA SERIA, OMG COME SI FA RAGAZZI AIUTO DITEMI COSA SUCCEDEEE COME SI FAAAA COME SI GESTISCE UNA CASA, COSA DEVO FAREEEEE VADO A VIVERE DA LUI E POI?! Troppi cambiamenti, ora farò i bagagli e andrò a vivere da sola su un monte isolato dall’umanità e vivrò di bacche, perchè è così che risolvo le cose io che sono una persona seria e matura.
Bene ora mi calmo e vado a leggere tutti i vostri commentini allo scorso post, vi voglio sempre molto bene e in questi giorni mi metterò a rispondere a tutti voi perché vi voglio molto bene!
Hasta la pastaaaa