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Film Bell: “E venne il giorno”

Buonasera miei adorati spelacchiatini, come state?
Spero siate pronti ad un post cretino perché sono le due e ventitrè di notte mentre scrivo, e scrivo perché sto avendo un momento di tristezza mistica dovuta anche al Signor Batterista, mio attuale ragazzo. Madonna che strano scriverlo.
Non prendetevela con lui, è straordinariamente straordinario, le mie sono paranoie da persona pazza e schizzata quale sono; poi ci sono le mestruazioni che incombono su di me quindi sono tutta emotiva, abbiate pietà di me.

Cosa faccio dunque quando sto mezzo piangendo mezzo sclerando?
SCRIVO. Quindi vi beccate un FILM BELL per la prima volta su questi schermi, perché porca vacca questo film mi è piaciuto un sacco ma mi stavo cappottando dal ridere per certe cose.
Tra l’altro film di sir M.Night Shyamalan (er regista de “Il sesto senso”, “Split”
Ah ovviamente sarà pieno di spoiler di ogni tipo, quindi se volete recuperatelo e poi tornate qui a leggere e a farmi sapere cosa ne pensate!

E venne il giorno - Film (2008)

Ragazzi riporto questo dialogo perché io mi stavo ribaltando dal ridere, ero allibita da questa cosa ma forse fa ridere solo me che sono deficiente.
Il film si apre con questa scena meravigliosa: ci sono due tipe su una panchina, stanno leggendo, una alza lo sguardo e fa “non mi ricordo, dov’ero rimasta?”
e l’altra (che poi perché cazzo dovrebbe sapere a che pagina eri?!) “eri al punto in cui i killer decidono cosa fare della ragazza handicappata”.
MA COSA STATE DICENDO AHAHA CHE LIBRO E’ COS’E VOGLIO IL TITOLO MA PUO’ QUESTO ESSERE IL PRIMO DIALOGO DEL FILM AHAHAH
Scusate mi ricompongo, sono una persona ignobile e deprecabile, addio.

Quella che sa tutto (scusi signorina mi può dire a punto ero arrivata di “American Psycho” che porca vacca mi è volato via il segnalibro?) si rende conto che sta succedendo qualcosa di inquietante nel parco: c’è un comizio della Meloni.

No non è vero, quello sarebbe proprio il peggio del peggio, lì semplicemente tutti i presenti si sono immobilizzati -secondo me è una mega partita di “un due tre stella”- e anche la sua amica è diventata immobile fino a che non prende la bacchetta con cui si era legata i capelli e se la pianta nella gola. Ammetto che questa scena mi ha un attimo colpita, molto fico.

E venne il giorno" di M. Night Shyamalan | CineFile
Ehi lei, lei in terza fila, ho visto che si è mosso torni indietro di tre passi

Passiamo ad un’altra scena con un altro dialogo epico, regà io non so se si è notato ma mi focalizzo sulle puttanate inutili invece che sulla trama.
Cantiere: ci sono degli operai dal manto scuro -non so più cosa sia politically correct o no ormai, lasciatemi nella mia ignoranza- e uno sta raccontando una barzelletta:
“E quindi questo tipo mi fa ‘anche la tua ragazza si chiama Brenda? C’è una B sul tuo pene…’ e io gli dico ‘no amico, sul mio c’è scritto ‘benvenuto in Jamaica, ti auguro una buona giornata!”
Cioè avete capito? Perché ce l’ha così lungo che ci sta tutta la frase… eheh… basta ragazzi ma perché seguite questo blog, fatevi un favore e smettete di leggermi, io smetterei di scrivere se avessi una dignità.

Mentre io digito puttanate nel film cominciano a piovere uomini: tutti gli operai sui tetti si stanno lanciando di sotto. Forse stanno girando il video di “Raining men?” Forse hanno sentito Conte pronunciare le parole “nuovo DPCM” e in preda all’isteria hanno deciso di farla finita?
No niente del genere, ci verrà spiegato dopo; passiamo a Philadelphia -dove si sa, tutti mangiano bruschette col formaggio spalmabile dalla mattina alla sera- e incontriamo Elliott, un professore di biologia universitario, a cui viene detto di andare a casa perché -parafrasando- sta succedendo un casino.

La situa è che uno strano virus sta portando la gente a suicidarsi inibendo ogni recettore della sopravvivenza, non si sa cosa sia nè da dove venga e c’è del panico nell’aere.
Improvvisamente sto rivalutando il Covid.
Elliott e sua moglie decidono di partire e andare a casa della mamma di un loro amico, solo che in stazione la moglie, Alma, sclera perché lui ha raccontato all’amico di una loro litigata.
Ora.
Lo so, il femminismo è importante e tutto, MA QUALCUNO PUO’ DARLE UN MANROVESCIO DA PARTE MIA?
MA SIGNORA SI RENDE CONTO CHE LA SITUA E’ UN PO’ PIU’ GRAVE DI TUO MARITO CHE CHIEDE CONSIGLIO AL SUO BFF? CIOE LA GENTE SI STA AMMAZZANDO INTORNO A VOI, CARA, DOVETE SQUAGLIARVELA ALLA VELOCE, LE SCENATE GLIELE FAI DOPO MAGARI, CHE DICI?
Scusate mi calmo.
La pandemia si espande mentre sono sul treno che è costretto a fermarsi e tutti devono scendere in una cittadina sperduta.

Intanto escono centinaia di video di gente che si spara, un tizio che entra nella gabbia dei leoni e si fa magnare come uno snack pomeridiano (regà per tutto il film le scene dei sucidi sono PAZZESKE), chi si spara, chi si impicca, chi si lancia sotto ai tosaerba… Madò! Ovviamente scatta il delirio ed Elliott, Alma e la figlia dell’amico vanno con una coppia non si sa dove mentre l’amico cerca di raggiungere la moglie a Princeton.
Spoiler: l’amico non arriverà mai dalla moglie.

Elliott e le altre due quindi sono in macchina con una coppia completamente sciroccata, due tizi pazzi fissati con le piante. Ma fosse almeno marijuana cazzo, almeno uno se ne va felice… Comunque il tipo sciroccatissimo comincia a dire che seconodo lui sono le piante a produrre la tossina per difendersi da qualcosa.

Ora chiedo un attimo di attenzione, per favore, perché devo proclamare il vincitore di un premio molto ambito, il famoso premio Infame dell’Anno.
Con i poteri a me conferitimi da me stessa proclamo vincitrice di questo per niente ambito premio… Alma! Congratulazioni piccola subdola infamotta, sei proprio una merda!
Credo di sia meritata questo titolo perché mentre stanno tutti cercando di raggiungere una cittadina sperduta perché a quanto pare le piante si incazzano quando c’è troppa gente, lei si alleggerisce la coscienza rivelando al marito che un sera invece di essere stata a lavoro come gli aveva detto era andata a cena con un collega, anche se non era successo niente tra di loro lei si sentiva in colpa.

MA BRUTTO RABARBARO CHE NON SEI ALTRO, STATE VIVENDO UN INCUBO, E’ QUASI CERTO CHE MORIRETE MALAMENTE TUTTI QUANTI E TU FAI VIVERE I PROBABILI ULTIMI MINUTI DI TUO MARITO COSI, SAPENDO CHE GLI HAI MENTITO E SEI USCITA CON UN ALTRO? MA QUANTO INFAME SEI DA UNO A DUE, IN CUI UNO E’ COMUNQUE TANTISSIMO?
Ma vaffanculo, va.

E venne il giorno: il peggior film di M. Night Shyamalan, senza dubbio

Elliott capisce finalmente che le piante sono diventate razziste nei confronti degli umani, cosa per me più che comprensibile visto che la nostra razza fa cagare, quindi dice a tutti di formare gruppetti piccolini e si sparpagliano nella campagna.
Cioè regà dai, una scampagnata, chi ha portato i toast?
Elliott poi raggiunge il livello di pazzia che tutti noi in questi lockdown abbiamo raggiunto (non mentite, so che l’avete raggiunto anche voi): si mette a parlare con una pianta cercando di spiegarle che sono lì per poco e non hanno intenzioni bellicose.
Poi si accorge che è di plastica.

Passano quindi di casa in casa, sti sciacalli di merda, e il gruppo formato da quella palla di Alma, Elliott, la figlia dell’amico e due adolescenti cretini si insinuano in un’abitazione ma i due ragazzi sclerano quando il padrone di casa rifiuta di aiutarli E QUELLO GLI SPARA! SPARA AI DUE RAGAZZINI! MA CHE CAZZOOOOOO MA QUESTO FILM E’ SENZA PUDORE, CHE FIGOOOOOO
Niente ormai sono esaltata come una bertuccia che salta sulla sua roccia, mi avete persa.

Raggiungono poi la casa di una vecchia eremita e si fermano da lei, che è chiaramente me tra pochissimi anni: una vecchia rude, bisbetica, che odia il mondo e il mondo la odia, se ne sbatte le natiche flaccide di tutto e di tutti e non ha la minima idea di cosa stia succedendo perché non ha contatti con nessuno.
Minchia signora, mi insegni la via, la prego.

Dossier | E venne il giorno di M. Night Shyamalan: un loop esistenziale che  sovverte il genere | Il Cineocchio

Purtroppo la signora/me schiatta il giorno dopo prendendo a craniate ogni superficie dura le capiti a tiro mentre Elliott si rifugia in camera e Alma e la marmocchia inutile sono nel capanno in giardino.
I tre riescono a comunicare perchè c’è un tubo che collega le due cose…ma chissenefrega non ho capito, insomma, possono parlarsi.
Lui top tatone, tutto devastato, sapendo che la morte sta per sopraggiungere, dice ad Alma “non è giusto, se devo morire voglio essere lì con te” ed esce di casa per andare da leiiiii da quell’infame… però anche lei e la marmocchia escono dal capanno e si corrono incontro pronti a morire in modo bizzarro ma uniti; sono lì in un turbinio di vento e foglie (credo ci sia un Bulbasaur da qualche parte, quello è chiaramente un Foglielama… regà se non sapete di cosa sto parlando mi fate piangere) MA colpo di scena: l’attacco delle piante è finito, tutti salvi.
Cioè, così, a caso. L’attacco è durato ventiquattr’ore, si dice che fosse un avvertimento. Sì, perché le piante mandano avvertimenti, certo. Prima via fax, poi via mail e se proprio non capisci ti chiamano al cellulare.
Va beh, io speravo che Alma si prendesse a pugni da sola fino a schiattare e invece ce la ritroviamo mesi dopo insieme ad Elliott ad accudire la figlia del loro amico (cioè sta bambina ha visto più gente morirle davanti di chiunque altro, se non diventa una serial killer psicopatica lei non lo diventa più nessuno), e rimane pure incinta.

Il film si chiude con una scena notevole: siamo a Parigi, in un giardino, quando parte il fruscio di foglie e tutti i presenti si immobilizzano.
Fine.

MINCHIAZZA REGA’ CHE FILMAZZO! Cioè è del 2008 ma è proprio figo, l’idea è figa, gli attori sono fighi, io ho avuto dell’ansia incredibile in certi momenti e tutte le scene di suicidi sono qualcosa di sconvolgente! Era davvero come quando vedi un’incidente in autostrada, che non vuoi guardare ma è più forte di te e quindi distogli un attimo lo sguardo e poi torni a sbirciare… Molto figo. 
Voi l’avevate già visto? Vi era piaciuto? O l’avete trovato una vaccata, come alcuni miei ignorantissimi amici che ora depennerò dalla lista di persone con cui voglio avere a che fare?
Ditemi se questa cosa del “Film Bell” può funzionare o se è meglio che io rimanga a parlare solo di quelle ciofeche cinematografiche in cui mi imbatto, non so se possa funzionare anche così quindi attendo un vostro parere!
Per il resto spero stiate tutti bene, che siate in zona rossa, gialla, verde, blu o a pois violetti.
Hasta la pasta regà!

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Ciance sparse da una zona non rossa, di più

Buonasera miei cari Spelacchiatini. Niente domanda di rito stasera perché diciamocelo, che domanda della minchia è “come state?” in questo periodo? E con “in questo periodo” intendo l’intero 2020, sia chiaro. L’unica cosa positiva è che quel citrullo di Donaldo Trumpo deve sloggiare dalla casa dal colore molto chiaro. Si prendesse pure la cheerleader italiana saremmo tutti a posto!

Ma parliamo dell’argomento scottante.
Indovinate un po’ di che colore è la mia zona?
Rossa.
Potesse esserlo sarebbe bordeaux mi sa, anche se per essere più accurata dovrebbe essere marrone escremento.

Non so come sia la qualità dell’aria nella vostra zona ma nella mia ci sono proprio particelle di panico e delirio, miste ovviamente a smog e schifo; per stare proprio tranquilla per qualche assurda ragione ancora a me sconosciuta l’altra sera sono finita in un gruppo FB di persone guarite dal Coviddimmerda (nomenclatura ufficiale per me) e mi è venuta un’angoscia tale che ho chiuso di scatto il pc e sono andata a infilare la testa nel barattolo della nutella, da bravo struzzo grasso quale sono.

Avevo detto che non avrei fatto polemica ma qui la situazione mi sta mettendo a dura prova; passo le mie giornate a chiedermi cosa sia potuto succedere di così traumatico nella vita di un essere subumano da renderlo incapace addirittura di capire COME STRACAZZO SI INDOSSA UNA STRACAZZO DI MASCHERINA.
No perché se vedo un altro naso spuntare da una mascherina io prendo un trinciapolli e lo taglio di netto.
Avete presente “il collezionista di occhi”? Ecco, io divento La Collezionista di Nasi. 

Ma quella effettivamente è la cosa minore, considerate che nella mia città il pronto soccorso per tre ore ha dovuto “chiudere”, nel senso che era così pieno da non poter più accettare nuovi arrivi che quindi venivano smistati in paesi vicini.
Perché?
Perché la gente ora ha una paura folle e al primo sintomo di qualunque cosa va in pronto soccorso.
Ora, io sono la prima che se dovesse avere quattro linee di febbre o fare due colpi di tosse si preparerebbe all’estrema unzione e scriverebbe il testamento lasciando tutto al cane, però porca di quell’orca, ragazzi… cerchiamo di rimanere razionali, perché non c’è solo il Coviddimmerda al mondo e se qualcuno ha un incidente o qualunque altra malattia che gli fa rischiare la vita in quel momento non può non poter andare all’ospedale, cazzo.
E sì, non è normale che siano così poco organizzati, e sì, è tutto una merda, e sì, hanno fatto allarmismo per mesi quindi ora al primo starnuto uno pensa di star tirando le cuoia, ma non mettiamoci del nostro per peggiorare le cose. 

Ma parliamo un attimo della piaga superiore, il vero problema di questo periodo, la cosa più grave di tutte.
*Inspira*
Regà io ve lo dico, al prossimo che posta su qualunque social qualcosa sulla RESILIENZA giuro che faccio un casino. MA SE FINO A IERI NON SAPEVI NEANCHE CHE ESISTESSE LA ZETA NELL’ALFABETO PERCHE’ NON CI ERI MAI ARRIVATO, MA COSA CAZZO SCRIVI RESILIENZA OVUNQUE, ANCORA UN PO’ E TE LO TATUI PURE IN FRONTE? MA RESILIENTE COSA? MA COSA TI RENDEREBBE RESILIENTE, TESTA A PERA PIENA DI AMMACCATURE?
IMPARA ANCHE QUESTA PAROLA: SEGATURA, CHE E’ QUELLA CHE TROVERANNO NEL TUO PICCOLISSIMO CERVELLO SOTTOSVILUPPATO QUANDO TI TROVERANNO COL CRANIO APERTO DA UNA MIA MANGANELLATA!
Scusate, mi calmo. Divento resiliente pure io. Resilio.

Poi io sono fortunatissima: il Coviddimmerda per ora non ha intaccato la mia sfera personale direttamente, però ammetto che questo secondo lockdown mi sta già pesando molto. Sarà che finalmente ho una vita sentimentale e non poter vedere quel pazzo esserino che da un paio di mesi orbita nella mia vita mi turba parecchio… che patetismo, qualcuno mi picchi. O mi merli.
(L’avete capita? Il picchio e il merlo sono due uccelli, ah ah ah sono proprio simpa)

Vi lascio un link di Ivan Grieco, uno streamer con una dialettica molto migliore della mia e che in questo video esprime praticamente tutto quello che personalmente mi fa incazzare per questa situazione:

Detto ciò regà, ditemi. Voi come state? Spero davvero che nel male ve la stiate passando decentemente. Raccontatemi, in che zona colorata siete? Come state vivendo questa situazione? Anche voi siete resilienti?
Aggiornatemi un po’, facciamoci compagnia anche in questo momento molto provante.
Hasta la pasta, Spalacchiatini!

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Leggo i miei lettori: Covid edition! Spargiamo suggerimenti&spirito positivo

Buongiorno miei cari Spelacchiati e Spelacchiate, anzi, potrei scrivere direttamente Spelacchiat* e vi aggiustate voi. Magari vi sentite un asterisco, chi sono io per giudicare?

Ahhh oggi sono proprio soddisfatta, Toti ha parlato di me su Twitter. Cioè non mi ha citata per nome e cognome alla Conte, ma so che stava parlando di me medesima.
Chi più della sottoscritta rientra nella descrizione “non indispensabile allo sforzo produttivo del Paese”? Cioè io sono un cazzo di parassita, altro che il film di Bong Jang Jung (non mi ricordo MAI come diamine si chiami), se qualcuno deve incoronirsi dovrei proprio essere io cazzo.

Ragazzi… che tempi difficilini che ci troviamo a vivere. Io, dal mio essere un parassita a casa dei miei da 26 anni, sono una privilegiata del menga in questa situazione assurda, me ne rendo molto conto, e proprio per questo vorrei trovare un modo di rendermi anche solo vagamente utile.
Avevo pensato di scrivere un post particolarmente cretino insultando un po’ tutto e tutti, ma poi ci ho riflettuto: sono stanca anche io di sentire polemiche più o meno giustificate a destra e a manca, eccheccazzo. Tutti economisti, strateghi, medici… Poi a malapena hanno la terza elementare e trovano affascinante la formazione del ghiaccio.
NEL CERVELLO AVETE IL GHIACCIO, TESTOLINE BITORZOLUTE PER LE TROPPE CADUTE DA PICCOLI.

Dunque stasera volevo provare insieme a voi a spargere della positività (… no, aspettate, non intendevo- va beh, avete capito…) perché di escrementi direi che siamo già pieni in questo periodo.
Nel mio piccolo -per non dire minuscolo- in queste settimane a rotazione ordinerò cibo a domicilio da tutti quei piccoli locali che per cercare di stare a galla hanno cominciato a fare consegne nella mia città. C’è un pub che fa degli hamburger PAZZESCHI, un ristorante indiano che per me è la fine del mondo, una pizzeria aperta da meno di sei mesi… E lo stesso vale per quei piccoli negozi che ora più che mai hanno bisogno di supporto.
Non è molto, ma ritengo sia necessario in momenti di crisi così profonda dare anche il più piccolo sostegno.

Ora dunque passo la palla a voi, miei cari Spelacchiati, e vi chiedo direttamente cos’altro si può fare per cercare di tenere in vita una situazione economica che sta andando a ramengo? Se avete un’attività o conoscete qualcuno che ne ha una potete scrivere qui come si può aiutare, cerchiamo di raccogliere un po’ di idee serie.
Avete suggerimenti per dare sostegno al mondo dello spettacolo, dell’arte, alle piccole realtà ovviamente più colpite?
E soprattutto se avete scritto o scriverete qualche articolo sulla situazione Covid19, possibilmente a tema speranzoso, siete più che invitati a linkarmelo qua sotto nei commenti! Dunque fuoco alle polveri miei cari.

(Torno presto con gli aggiornamenti sulla mia bizzarra vita sentimentale, che per ora sta andando esageratamente bene).
Hasta la pasta!

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Buongiorno miei amati Spelacchiati, come state? Questo post in realtà l’avevo scritto a metà Settembre, poi per un motivo o per un altro non l’ho postato ma lo farò ora, perché è il mio blog e decido io. DITTATURA!!!

08/09/2020

Oggi sono stravolta, devastata, una donna distrutta. Già sono spelacchiata di mio, di questo passo mi verrà l’alopecia.
Vi narro della mia incredibile mattinata.
Come un gerbillo nella sua tana mi sveglio tardissimo dopo una serata molto carina con il batterista e mi dico “Daje Sara, DOMANI hai l’esame di tedesco e oggi devi letteralmente spaccarti di studio fino a morire, deve uscirti tedesco da ogni poro, devi vivere, respirare e sputacchiare auf deutsch.”.

Dunque mi metto ovviamente a cazzeggiare selvaggiamente dicendomi “massì, inizio dopo pranzo e faccio una full immersion fino a mezzanotte”.
Per chissà quale ragione mi viene in mente di aprire le mail dell’università: mail di esattamente sei ore prima in cui mi viene comunicato che il mio esame è oggi, precisamente tra un’ora e venti.

Non credo che il turpiloquio sia mai stato più giustificato di così.

Senza pensare acchiappo una maglietta e un pantalone, schizzo in stazione, mi sfracello contro le scale del treno, arrivo, mi caracollo giù dalle scale. corro come Bolt non ha mai corso in vita sua, giungo in uni, cerco di entrare contando i secondi che mancano alla mia fine… e la bidella mi strafulmina con lo sguardo da condor che la contraddistingue e mi fa “Chi ti ha detto che potevi entrare?”
Io mi immobilizzo come un leprotto colto dai fari dell’auto in mezzo alla strada “Ma… Signora ho l’esame tra quattro minuti, se non salgo quelle scale ora la mia vita sarà rovinata”
“La professoressa non c’è ancora, vai fuori ad aspettare!”
VA BENE MA STIA CALMA CAZZO MA DA QUANDO MI DEVI DARE TU IL PERMESSO DI ENTRARE IN UNI MA COVID DI MERDA CHE POTERI HAI DATO A QUESTO ESSERE?!
Me la squaglio, fumo sedici sigarette tutte insieme perché ormai ho l’ansia che ha raggiunto un livello mai visto prima, arriva la mia prof, entro e la bidella mi blocca DI NUOVO.
“Stai ferma, devo misurarti la febbre”.
Più che il Covid a questo punto ho la rabbia, signora. Non potevi misurarmela tipo tre minuti fa quando mi hai cacciata?

“Trentasei e sei è un po’ alta… Professoressa che faccio, la faccio salire?”
MA SEI COMPLETAMENTE RINCOGLIONITA O E’ SOLO L’IDEA CHE VUOI DARE DI TE, DONNA DALLE FATTEZZE SUBUMANE?

La prof la guarda come a dire “ma sei demente?” e finalmente posso appropinquarmi all’aula.

Mentre ci dirigiamo verso il patibolo mi volto vero la prof e le faccio “Sa, pensavo che l’esame fosse domani…”
“Eh si abbiamo cambiato all’ultimo”
“Ahah capisco, scommettiamo che indovino che lavoro fanno le vostre mamme?” 

Va beh regà non sto ad ammorbarvi con l’esame MA HO PRESO UN CAZZO DI VENTISEI E NESSUNO ME LO PORTERA’ VIA TIè TIè E TIèèèèèèèè

Il giudizio finale è stato qualcosa tipo “sai la grammatica alla perfezione ma fai cagare nel parlato”.

In tutto ciò io sto continuando ad uscire con il batterista.
Ragazzi… Sto partendo. Sto andando. Destinazione: deficienza.
Tra l’altro ora, dopo due settimane circa di frequentazione, sta sorgendo un problema riassumibile in cinque parole: ho l’ansia da prestazione.

Non potete capire.

E’ passato troppo tempo dall’ultima volta che ho fischiettato. (Userò il termine fischiettare, fischiettamento et similia per essere aulica.)
Non mi ricordo più come si fa.
Cosa devo fare
Come mi devo muovere
Ma poi che orrore, io non vorrei mai vedermi nuda, bleh
Poveraccio
Starò immobile, tipo stella marina “fai tutto tu, dimmi quando hai finito che andiamo a berci una birra”.

Cioè ragazzi… non mi ricordo neanche più come si finge.
E’ grave.

No perché per carità bisogna sempre essere onesti con il partner però a volte mi si spezzava il cuore a vedere tutto quell’impegno e quella dedizione nel fischiettare e cercare di farmi fischiettare come si deve che non me la sono sentita di dargli una pacca sulla spalla “per stasera va bene così, piantala che mi si sta atrofizzando una gamba”.
Avete presente no?
Lui lì che si impegna ma dopo un po’ la cosa diventa quasi fastidiosa e ti metti a pensare a che c’è una ragnatela sul soffitto e che schifo i ragni e che orrore quel film sui ragni giganti che invadono la Terra… Insomma, avete capito.

Ma regà secondo me è tutto normale e va tutto bene, non è che si debba sempre arrivare a fischiettare pazzamente, è comunque bello fischiettare e giocare e scoprirsi. Non è che deve tutto ruotare intorno al raggiungere la nota più alta.

Con questo post che probabilmente mi farà bannare per sempre vi lascio a pensare a quanto sia ridicola la mia vita, magari vi tira su di morale.
Voi come state? Cosa combinate in questo pazzo settembre? Narratemi di tutto e anche di più!

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Altre ciance di una vita sentimentale piuttosto bislacca

*Sara sospira come un tricheco spiaggiato su un pezzo di iceberg*

Buongiorno miei cari spelacchiati, come state? Come ve la passate?
Io parto in quarta dicendo che le cose stanno andando troppo bene quindi mi aspetto una legnata da un momento all’altro. Aspettarmi la disgrazia però non mi impedirà di viverla male e poi mi dovrete sopportare e supportare, sappiatelo già da adesso.
Ma andiamo con calma, che vi narro del mio appuntamento di settimana scorsa!
Partirei con il pre-appuntamento, ovvero i preziosi consigli dei miei amici.
Una cosa mi hanno detto tutti, tutti quanti: “Sara, qualunque cosa succeda, non essere te stessa.”
Cari, mi conoscono così bene.
No perché se io sono me stessa sono capace di ficcarmi le dita nel naso e sciorinare battute di pessimo gusto una dietro l’altra come se non ci fosse un domani, roba che mi prenderei a palate in faccia da sola, capite?

L’uscita è andata semplicemente molto bene. E’ stato quasi inquietante come io mi sia trovata immediatamente a mio agio con lui, io che quando conosco una persona nuova -specialmente un ragazzo- regredisco a livello di molluscoide imbarazzato che si nasconde tra gli scogli.
Invece abbiamo riso tutta la sera, ho fatto anche qualcuna delle mie battute sceme, e lui non mi ha mollato un gancio destro sul naso. Lo so, incredibile.

Ci siamo già visti una seconda volta ed è andata ancora meglio: tante risate, tante chiacchiere e sono tornata a casa alle cinque di mattina dopo ore passate in macchina a prenderci in giro, limonare con una certa passione (va beh, potremmo anche aver fatto qualcosa in più ma terrò per me questi dettagli) e ora sono nello stadio adolescenziale completamente pirla in cui quando mi scrive sorrido allo schermo.
Livello patetismo settemila, minimo.

Insomma, so che a breve mi prenderò il palo come sempre a duemila all’ora, ma per il momento vivo come ogni cosa nella mia vita: vivendola di stomaco e non di cervello (anche perché con quei due neuroni che mi ritrovo non è che farebbe tanta differenza.)

Bon, vi ho ammorbati abbastanza con questo stupido post, direi che posso chiuderla qui.
Lasciatemi pure tutte le prese in giro che volete nei commenti, sentitevi liberi di ribadire quanto io sia cretina al momento, mi farà solo bene.
E voi come state? Cosa combinate, malandrini che non siete altro? Vi scruto tutti eh, la vostra Spelacchiata vi tiene d’occhio quindi fate più boiate possibile.

Ora torno a studiare come se non ci fosse un dopodomani, ho l’esame di tedesco (di nuovo, fanculoooooo) tra una settimana e so a malapena contare fino a dieci.
Non so se so peggio il tedesco o l’italiano ormai.

Alla prossima, miei prodi!

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Ciance sparse su una vita sentimentale inesistente

Buongiorno miei cari Spelacchiati, come state? Come passate le ultime settimane d’estate?
Io sono un mezzo catorcio ma per fortuna dal mondo arrivano notizie meravigliose tipo questa: BOLSONARO HA PRESO IN BRACCIO UN NANO PENSANDO CHE FOSSE UN BAMBINO.

Ragazzi, io rido per il resto della mia miserabile esistenza, mi fa schiattare questa cosa; quando l’ho letta pensavo fosse di Lercio, invece è tutto vero.

Vi aggiorno un po’ sulle mie ultime disavventure amorose, che pure qua c’è da ridere.

Messaggiavo con un ragazzo conosciuto mesi fa in un locale, lui super carino, abbiamo un sacco di interessi in comune, ci sentiamo per qualche giorno fino a che io penso “dai, ora mi chiederà di uscire, forza Sara cerca di essere brillante”…
E lui cosa mi chiede?
Di fare sexting.

MA SCUSAMI? 

MA COSI’, DAL NULLA? MA TI REPUTI UNA PERSONA NORMALE?
Io ero basita.

Che poi fare sexting è divertente a volte, ma già è abbastanza difficile (per me) farlo con un fidanzato, figurati con uno sconosciuto quanto coinvolgimento possa avere.
Io lì sdraiata sul divano a guardarmi Dottor House e intanto scrivere cose tipo “oh, sì, ho addosso il pigiama con sopra gli avocadi, mmh”.

Ma vaffanculoooooo

Altro giro altra corsa, sono stata ad una festa in piscina a casa di una mia amica. Conosco questo tipello divertentissimo, ridiamo tutta la sera come dei deficienti facendo battute cretinissime, tutto molto carino fino a che scopro l’orrenda verità.
E’ omofobo.

Che vi devo dire, mi sono cadute braccia, gambe e vagina a terra.
Ma puoi nel 2020 pensare “che schifo le checche?”
Mi sono ammutolita per il resto del tempo perché in questi casi o mi chiudo a riccio o inizio una guerriglia cercando di educare le persone, ma non mi pareva il caso di rompere i coglioni a una festa.
PERO’ GIUSTO CIELO COSA CAZZO HAI DA DIRE MA PERCHE MA NON CAPISCOOOO

Poi una mia amica, basita quanto me ma molto più malleabile perché al contrario mio sa stare in società, mi fa “eh però forse dovresti essere un po’ più tollerante, alla fine ti sta simpatico…”
Ma io sono tollerante. Io non rompo il cazzo a nessuno.
Sono abbastanza tollerante da non lanciarlo in piscina con l’intento di affogarlo, capite? Lì si ferma la mia tolleranza.
Non ho intenzione di passare il mio tempo con una persona che discrimina gli esseri umani in base al colore della pelle, alle preferenze sessuali.

Ci sono già abbastanza categorie di persone da discriminare: chi indossa le Birkenstock, per esempio. Le persone a cui piace il color corallo. Quelli che hanno il profilo di coppia.
Santa pazienza ragazzi miei, santa pazienza.

Domani invece mi berrò una birra con un ragazzo che conosco di vista e che ho beccato su Tinder; musicista, un po’ pazzoide, il mio tipo insomma. Dire che ho l’ansia a mille è un eufemismo.
Io sono molto cretina però quando conosco persone nuove divento un ameba. Encefalogramma piatto. Pero la capacità di coniugare i verbi correttamente, dico boiate inutili, mi chiedo come io abbia fatto ad avere dei fidanzati in passato (remoto).

Voi invece cosa mi raccontati, baldi giovini con il pelo arruffato? Cotte estive? Avventure pazzeske? Vacanze passate a nuotare con gli squali? Narratemi delle vostre vite che vi leggo sempre con estremo piacere! 

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Ciance sparse: Tinder

Ragazzi oggi post riguardante Tinder e tutte le app simili, che io uso da un po’ anche se molto sporadicamente.

ALLORA.
Prima cosa: perché minchia non mettete le foto della vostra faccia, a me cosa cazzo importa di vedere voi di spalle a trenta metri di distanza dalla fotocamera mentre guardate l’orizzonte da una montagna? Ci può stare come foto SE NELLE ALTRE MI FAI VEDERE UN ATTIMO COME SEI, PORCA LOCA. Per carità io mi faccio cagare ma due foto le ho messe perché non si sa mai, magari a qualcuno la mia faccia da triglia rinsecchita fa scattare qualcosa (e stranamente è così, parola di lupetto) quindi per favore, mettete foto del vostro muso, a qualcuno piacerà.

Secondo me la cosa migliore su questo tipo di app o siti è EVITARE LA BANALITA’ o almeno dare uno spunto per una conversazione un po’ più diversa del “ciao, come stai, dove vivi, cosa fai nella vita”, perché onestamente mi rompo er cazzo con conversazioni così.
Nella mia bio oltre a cosa mi piace e cosa no, per esempio, ho scritto “se voti Salvini non possiamo essere amici” e vi giuro che le persone che iniziano le chat con battute sulla politica o anche solo qualcosa di un po’ diverso per me guadagna mille punti e mi fa venire voglia di continuare a parlarci.

Passiamo alle cose che non sopporto:

PORCA DI QUELLA PUTTENA (scusate mi è salito il Lino Banfi) SE SIETE SU TINDER VI PREGO DI EVITARE QUESTE COSE PERCHé OLTRE AL LINO BENFI MI SALE ANCHE LA VOGLIA DI USCIRE CON VOI SOLO PER DARVI UNA CINQUINA SULLA GUANCIA, STAMPARVELA Lì PER RICORDARVI QUANTO SIETE FASTIDIOSI:

  • Le bio con scritto “Se passi il tuo tempo a farti le unghie e truccarti sei pregata di non mettere il like” CREDO CHE A TE SFUGGA IL FONDAMENTALE DETTAGLIO CHE IO MI FACCIO LE UNGHIE AD ARTIGLIO DI CONDOR PERCHE’ COSì E’ PIù FACILE CAVARTI GLI OCCHI
    Ma porca merda, possiamo andare un attimo oltre agli stereotipi? Io ho una collezione di rossetti e palette di ombretti che sembra io abbia sephora in camera, ma ho anche duemila libri, settecento miliardi di cd, degli hobby, delle passioni… e pensa un po’ ho anche delle cose che mi danno fastidio, tipo frasi come la tua.
  • – “Se non hai senso dell’umorismo non swipare” MA COSA MINCHIA VUOL DIRE, MA TU SARESTI SIMPATICO INVECE? VAI A ZELIG? FAMMI CAPIRE CON CHE SCALA MISURI L’UMORISMO, DAI, CHE POI SEI SICURAMENTE Lì CHE RIDI PER BOLDI E DE SICA CHE SBAVANO SULLE DONNE NUDE NEI VARI CINEPANETTONI DI MELMA
  • Quelli che “non scrivo niente qui, sono tutto da scoprire dal vivo” MA SE NON RIESCI A SCRIVERE DUE RIGHE SU DI TE IO PER QUALE RAGIONE AL MONDO DOVREI VOLERTI CONOSCERE? MA DIMMI UN MINIMO, FAI UNA CAZZO DI BATTUTA, DAMMI UN MOTIVO PER INTERESSARMI NO?! ANCHE SOLO “ALLEVO I GIRINI” MI RENDEREBBE PIù INTERESSATA A TE
  • “Non metto foto mie ma se chiedete ve le mando” guarda, posso immaginare che foto mi manderesti, ovvero volgari foto DELLA TUA TESTA DI CAZZO
  • “Penso fuori dagli schemi, no ragazze banali” WOW, CHE ORIGINALE, SONO GIA’ TUTTA ECCITATA, CHE RIBELLE
  • Quelli che mettono citazioni di una profondità incredibile, cose alla Fabio Volo. SCUSAMI MA COSA MI DOVREBBE DIRE DI TE, MA PUOI PER FAVORE SCRIVERE QUALCOSA PER L’AMOR D’IDDIO?
  • “Se metti like e poi non mi rispondi puoi non metterlo” E TU MAGARI PUOI EVITARE DI SCRIVERMI “CIAO” CON TANTO DI FACCINA CHE SORRIDE, CHE NE DICI? PUOI USARE I TUOI PICCOLI NEURONI PER SCRIVERMI QUALCOSA DI VAGAMENTE PIU’ AVVINCENTE? MADONNA MIA OH IO NON RISPONDO AI “CIAO”, “EHI”, “COME STAI” ET SIMILIA. Spremiti le meningi se vuoi messaggiare.
  • “Che cosa cerchi su tinder?” MA SECONDO TE COSA CERCO, CASTAGNE? UN TAVOLO DA GIARDINO? UNA PIANTA DI AGRUMI? UN RICCIO DA COMBATTIMENTO? 


Per l’amor di Dio poi siate degli esseri umani DECENTI: posso anche essere in cerca di una notte di sesso selvaggio ma sicuramente NON sono in grado di vederti solo ed esclusivamente per copulare. Offrimi un caffè, prendiamoci un aperitivo insieme, come minchia dovrei fare a venire a letto con te se non so neanche se ami i cani o se hai visto Hamilton? Dai cazzo, le basi.

Piccolo aneddoto, un paio di anni fa ho avuto un appuntamento molto carino con un ragazzo conosciuto su Tinder, siamo andati a cena insieme al ristorante, poi a farci una birretta al pub, e poi la serata è andata molto bene.

Detto ciò, andate e messaggiate, miei prodi. Tinder non è il male e se fate una scrematura abbastanza attenta riuscirete a trovare persone decenti.

Vi prego fatemi sapere se avete racconti dal mondo degli appuntamenti online, rotoliamo insieme dal ridere spelacchiati miei!
Alla prossima!

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Leggo i miei lettori + scleri pre-esame

Buonasera ragazzuoli spelacchiati del mio cuoricino nero e tenebroso, come state?

Io sto sclerando come l’australopiteco impazzito che sono, ho le budella attorcigliate con doppio nodo da marinaio perché ho scoperto -dato che sono un’imbecille- due giorni prima dell’esame che sarà tutto orale e quindi ciò che ci avrebbero fatto fare in cinque pagine di grammatica scritta + produzione sarà tutto condensato in venti minuti di orale.
Ora la domanda è: vado di veleno, di impiccagione o mi pianto un coltello nel petto?
Attendo i vostri consigli, grazie.


Dato che sono in questo mood di totale ansia e panico e penso che l’unica cosa che possa fare è prendere il primo volo per il Messico volevo proporvi una cosa un po’ diversa che renda voi Spelacchiati un po’ protagonisti: vorrei che mi linkaste nei commenti gli articoli dei vostri blog di cui siete più orgogliosi! Avete carta bianca, anzi bianchissima, però ci tengo a leggervi quindi potete mandarmi il post che per voi è stato il più difficile da scrivere, o quello che vi ha divertiti di più o quello che secondo voi ha il messaggio più importante… Insomma, quello che volete! E ovviamente sarebbe carino se vi leggeste un po’ anche tra di voi, una piccola community spelacchiata insomma.
Attendo impazientemente i vostri articoli, se vi va di condividerli con me, così mi terrete compagnia nelle notti insonni e nelle pause studio (non che farò pause studio, sono così terrorizzata che andrò avanti a leggere testi in tedesco per 72 ore).
Insomma, pronti, partenza, VIAAAAA LINKATE TUTTO, ANCHE VOSTRA MADRE!

Hasta la pasta!

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Gita al SafariPark di Varallo Pombia: foto e selfie.

Buongiorno miei cari spelacchiati, come state oggi?
Io male. Il ritorno alla vita normale non mi aggrada, voglio tornare a trincerarmi in casa e non vedere altri esseri viventi al di fuori del mio cane per il resto dei miei giorni.
Voglio una vita di isolamento e solitudine, tipo suora ma senza pregare, senza convento e senza astinenza sessuale obbligatoria.
Ovviamente sto studiando come se non ci fosse un domani -la sessione estiva è così vicina che mi sta venendo un attacco di panico solo a pensarci- credo che la mia mutazione in Leopardi stia avvenendo: entro due settimane conto di avere la gobba che Quasimodo in confronto era una persona dalla postura invidiabile.
Datemi un campanile e campanilerò il mondo.

Qualche settimana fa, appena hanno riaperto le gabbie, io e una delle mie migliori amiche abbiamo deciso di prenderci una giornata di relax e animaletti dunque siamo partite alla volta del Safari Park di Varallo Pombia che è a due passi da dove abitiamo.
Premessa doverosa:
Io non ci mettevo piede da almeno quindici anni, al Safari Park, ma visto che il Covid ha messo in ginocchio anche questo tipo di strutture e che dalla pagina facebook la struttura stessa chiedeva aiuto perché non riuscivano nemmeno a sfamare gli animali, ci siamo dette di provare e dare un’occhiata sperando che la visita non ci intristisse troppo perché né io né lei siamo amanti degli animali in cattività e comunque di dare una piccolissima mano nel pagare tutte le spese sicuramente enormi che hanno.
Devo dire che mi ha lasciata meno triste e desiderosa di liberare tutti gli animali del mondo di quanto mi aspettassi: soprattutto gli erbivori hanno una zona veramente ampia in cui pascolare, corricchiare, rotolarsi, mangiare e fare più o meno il cazzo che vogliono; non sembravano neanche particolarmente infastiditi dalle automobili, suppongo ormai siano abituati, a parte una tigre che a un certo punto era così incazzata che è dovuto intervenire un ranger.
Insomma, se avete parchi e strutture che di solito evitate forse questo è il momento di dargli una seconda possibilità e cercare di dare una mano anche solo pagando il biglietto, che ne dite?

Vi lascio ora a una carrellata di selfie.

Questa sono io quando sento cose tipo “All lives matter mica solo quelle nere!!!”, “prima gli italiani”, “Sara basta col caffè”, “ma non è un po’ corto quel vestito?”, “signorina accetta un 20 o vuole riprovare al prossimo appello?”.

Questo è lo sguardo perso e rassegnato che mi viene mentre guardo i Film Brutt chiedendomi cosa mi sia passato in testa quando ho iniziato quella rubrica.

Qui sopra invece potete osservare me mentre inizio a battagliare nella mia mente con qualunque essere mi infastidisca.

Io qualche anno fa quando “Sara devo dirti una cosa… ho conosciuto una ragazza…”

Io tranquilla e serafica che mi chiedo perché al mondo sembra che io porti un’armatura.

Io immersa nella merda fino al collo che osservo la sessione estiva avvicinarsi rapidamente.

Io che cerco di mimetizzarmi per passare inosservata nei restanti anni della mia esistenza deprecabile.

Io come Scar che penso costantemente “sono circondato da idioti”.

Direi che la carrellata di foto brutte è finita!
Conclusioni… Allora. Mi è piaciuto abbastanza, gli animali mi sembravano curati e tranquilli nelle loro ampie aree, il personale faceva rispettare le norme di distanziamento sociale e in generale siamo state tutta la giornata a spupazzare cavalli e guardare animali liberi passeggiare intorno alla macchina.
Inoltre abbiamo assistito ad una dimostrazione di volo con i rapaci (veramente bellissimo) e con un leone marino simpaticissimo (ecco, il leone marino sono esattamente io: grassoccio, tozzo, apparentemente tonto…) che è stata la parte che forse più mi ha intristita. So che certi animali hanno bisogno di stimoli anche mentali e imparare cose nuove li aiuta a svilupparsi, però mi ha messo un po’ di malinconia.

Voi come state, miei cari Spelacchiatini? Cosa mi raccontate di bello? Avete vissuto anche voi qualche avventura o riscoperto qualche posticino? Cosa pensate dei parchi faunistici? Pensate che gli animali vadano bene solo per le pellicce e la carnazza o dareste la vostra anima in cambio della vita di un cucciolo di pantegana?
Narratemi tutto, che leggere i vostri commenti è ormai diventato il mio hobby preferito&pprincipale!

Hasta la pasta

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(Post)Quarantena tag

Buonasera miei Spelacchiatissimi amici, come state?
Ho visto questo tag mi pare sul canale di Matteo Fumagalli e ho deciso di farlo nonostante la quarantena sia finita, fate conto che le domande si riferiscono al lockdown!

1. Da quanti giorni sei in casa?
Mi sono fatta tutta la fase 1 chiusa in casa come un topo ed è stato il periodo più bello della mia vita. Da quando hanno aperto i cancelli dell’ovile sono uscita solo due volte ma ahimè giovedì prossimo sarà il mio compleanno quindi dovrò sicuramente mettere il muso (mascherato) fuori di casa… Ridatemi l’obbligo di clausura, vi prego.

2. Come stai passando queste giornate?
Per lo più leggendo, preparando dolci e cercando di allenarmi con costanza D’Altavilla
Ma l’attività principale è rompere i coglioni ai miei genitori, che a loro volta li rompono a me che dunque mi sento in diritto di ri-romperli a loro… è un ciclo continuo.
Il cerchio della vita. Ora capisco cosa voleva dire Mufasa.

3. Con chi parli più spesso su whatsapp?
La mia psicologa.
Nah, non è vero. Visualizza e non risponde.
Mah penso mia sorella, che vive in Svizzera col suo fidanzato e non torna da mesi quindi ci tengo ad aggiornarla sugli scleri della famiglia.

4. Serie tv da consigliare?
Una serie fantastica, si chiama “Fatevi i cazzi vostri, statevene a casa e non rompete li collioni”.
Stasera sono uno spasso vero? Se volete venire a picchiarmi scrivetemi in privato e vi dò l’indirizzo, so di meritarmelo.
Serie tv da consigliare… Non ho guardato niente a puntate perché non ero né in vena (né in arteria), che vi devo dire.

5. Dai 3 consigli su come passare il tempo in casa a chi ti segue
Okay, qua facciamo i seri:
– smetti di seguirmi
– cerca blog più simpatici
– leggili

6. La tua Crush di questa quarantena?
Non posso dirlo regà che imbarazzo… L’ho citato qualche post fa però.
Se qualcuno è di Roma e vuole offrirmi un posto letto vengo subito, poi parte lo stalkeraggio selvaggio.

7. Chi sarà la prima persona che vedrai appena finirà tutto?
E’ stato quel PIRULO del mio miglior amico, l’unica persona al mondo che avevo davvero voglia di vedere dopo il mio pusher di fiducia ma questa è un’altra storia

8. Quale sarà la prima cosa che farai?
UNA BIRRA ALLA SPINAAAAAAAAA DATEMI DEL LUPPOLO

9. La seconda?
Un’altra birra.
Scherzo, dai, un gin tonic.

10. Il primo posto in cui andrai?
Suppongo che in molti mi manderanno in un certo posto ma io sono una piccola anarchica quindi andrò in qualche parco a leggere e far finta di studiare.

11. Il primo negozio in cui metterai piede?
Considerando che non ho il becco d’un quattrino per un bel po’ mi terrò lontano da ogni negozio, quelli in cui vorrei entrare sono: Sephora (ragazzi ma la nuova palette della Too Faced quanto è bella?), Zara e IBS.
(Chiunque voglia farmi dei regali è cortesemente pregato di farlo, grazie.)

12. Con chi andrai a cena fuori la prima volta?
Non ne ho la più pallida idea, conoscendomi andrò con me stessa e sarà un appuntamento molto deludente.

13. Il primo viaggio che vorrai fare?
Alloooora considerando che ho una voglia di viaggiare incredibile mi piacerebbe girovagare un po’ per le città italiane quali Bologna, Roma, Firenze e Venezia.
Non avendo un tallero bucato tutto quello che vedrò sarà la campagna novarese, probabilmente mi lancerò in una risaia.

14. Il primo drink che berrai?
Mi sembra di ripetermi ormai

15. Cosa hai imparato in questi giorni?
Che sono una persona ancora più ignobile di quanto pensassi, e credo sia la cosa più vera e seria che ho scritto finora.
Ma ho imparato anche che l’incavo del ginocchio si chiama cavità poplitea.

Il tag è finito, ragazzuoli cari, e spero vi sia piaciuto! Ovviamente se anche voi decidete di rispondere alle domande potete (e dovete) linkarmele o rispondere nei commenti, io vi scruto tutti, sempre, come una poiana. (Non so se le poiane siano famose per scrutare le cose ma suonava bene)
Voi come state invece? La fase 2 vi ha già smaronati ampiamente come a me? State tornando ad essere operativi e operosi come delle piccole apette spelacchiate?
Fatemi sapere un po’, così mi tenete anche compagnia nelle mie notti insonni!
Hasta la pasta!