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Librando: #La notte eterna del coniglio


C’è un che di catartico nel leggere Delitto e Castigo con Adele in sottofondo. Certo, continuo a mangiarmi le mani per non essere riuscita ad accaparrarmi un biglietto per Verona nonostante le tre ore al computer ad aggiornare freneticamente la pagina, ma questa è un’altra triste storia.

In questo periodo di scarse letture ho finito “La notte eterna del coniglio” di Giacomo Gardumi, libro che aveva consigliato la meravigliosa PennyOnTheTube e che mi aveva intrigato per la trama:

“Un’inaspettata apocalisse distrugge la razza umana e trasforma la terra in un pianeta morto. Sopravvivono quattro piccoli nuclei familiari, rinchiusi in minirifugi atomici nella città di San Francisco. I superstiti possono comunicare tra loro grazie a un trasmettitore satellitare. Improvvisamente gli occupanti di uno dei rifugi cominciano a sentire dei colpi battuti sulla porta, come se qualcuno volesse entrare, benché la telecamera che inquadra la superficie riveli chiaramente che nessuno si è avvicinato. Gli avvenimenti misteriosi si moltiplicano, finché un «coniglio» rosa penetra nel rifugio e compie un orrendo massacro. Gli altri memebri del gruppo si rendono presto conto che il «coniglio» è solo all’inizio della sua missione di morte…”

Trovare libri con una trama originale ultimamente è un’impresa, spesso gli autori ricorrono a stessi stratagemmi narrativi o idee che bene o male sono trite e ritrite; Gardumi invece è riuscito a scervellarsi tanto da trovare un’idea vincente: una guerra nucleare, neanche troppo difficile da credere. Che la Korea abbia il missile facile in effetti si sa, e poi con Trump alle porte…

La claustrofobicità dei bunker traspare in maniera incredibilmente forte dalle pagine, l’ansia per l’imminente attacco di questa assurda creatura -un coniglio rosa, con tanto di vaporosa coda a pallino- è sempre più forte, i pensieri della protagonista rendono perfettamente la sensazione di crescente panico e la voglia di capire cosa diavolo stia succedendo è tanta.

Il coniglio killer, poi, è semplicemente terrificante. Quell’infernale bussare è agghiacciante tanto che a volte mi sembrava di sentirlo veramente. 

Il romanzo però come ogni cosa non è perfetto e per me i punti a sfavor sono principalmente tre:

  1. La protagonista. Penso sia volutamente insopportabile ma gli schiaffi a mano aperte non glieli leva nessuno.
  2. La prolissità. Certi punti sono uno schiaffo a noi lettori, nel senso che sono dolorosamente inutili e lunghi da leggere. Nei romanzi horror-thriller penso che il punto dovrebbe essere con poche parole sprigionare tutta l’inquietudine possibile, che invece si perde un po’ in descrizioni e paturnie troppo, troppo lunghe.
  3. Il finale e lo spiegone per fessi. Avete presente i libri “inglese for dummies”? Ecco. Le ultime pagine sono per dummies, ci spiega tutto per filo e per segno come se noi fossimo dei deficienti e non sapessimo unire i puntini. Che poi, sinceramente, in questo tipo di romanzo io preferisco quando non mi viene effettivamente detto tutto e anzi mi si lasci un po’ di mistero. 

Detto questo, è un libro che fa il suo sporco lavoro e incute angoscia tutto il tempo. Si sa che l’anticipazione è quasi più spaventosa degli eventi stessi e infatti è proprio l’attesa dell’arrivo del coniglio a far saltare i nervi ai protagonisti e anche a noi. 
Il libro funziona, funziona molto bene e si resta incollati alle pagine per capire cosa sia questo maledetto coniglio: un’entità quasi divina giunta a completare l’opera di distruzione che la guerra nucleare non aveva portato a termine? Un malvagio superstite disperso?

Bello, intrigante, con qualche pagina in meno di sproloqui sarebbe perfetto.

Sono contenta che a scrivere un libro del genere sia finalmente stato un italiano e sicuramente leggerò l’altro suo romanzo, “L’eredità di Bric”, appena possibile.

 

 

Autore:

Simpatica come una piaga da decupito e fine come un babbuino che si gratta il sedere. Se vi va di scambiare quattro chiacchiere, mandarmi mail minatorie o proporre una bevuta insieme: pensierispelacchiati@gmail.com

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