Pubblicato in: Senza categoria

Cose che mi danno fastidio: persone e piccoli fastidi quotidiani

VAI CAZZOOOOO UN PO’ PIU’ A SINISTRA QUELLA PIETRAAAAA DAI COSIIIIII MISERIAAA!
… Scusate stavo riguardando le partite di curling, sport che amo da millenni e che finalmente sta avendo la risonanza che merita. Dai ditelo che è uno sport pazzescooooo è bellissimo!

Comunque, oggi volevo sfogare della rabbia repressa, e in questi giorni di rabbia (non sempre repressa) ne ho un po’. Un po’ tanta.
Dunque elencherò alcune cose che mi danno fastidio.

Le persone che camminano lentamente sui marciapiedi.
Ma non intendo “lentamente” nel senso umano del termine. Intendo “lentamente” tipo documentario sulla crescita del muschio.
Si piazzano in mezzo al marciapiede come se stessero facendo un mix tra una processione e una gara di Formula 1, non perché sfreccino ma perché non c’è modo di superarli: io tossicchio sommessamente per annunciare la mia presenza: niente.
Metto la freccia: niente.
Gli alito sul collo: niente.
Alla fine mi arrendo e guardo le lumache superarmi a destra.

La gente che manda i vocali in orari impropri.
No. Non posso accettarli, mi fanno incazzare come una rana quando lo stagno comincia ad asciugarsi.
Amica mia, tu conosci non solo gli orari della mia vita ma pure quelli della mia vescica, sai pure quando in che istante mi viene il ciclo, posso sapere perché mi mandi un audio di sette minuti alle dieci di mattina, che io sono in ufficio e non posso ascoltare? E poi, perché cazzo mi mandi un audio di sette minuti!?

Le confezioni che si aprono male.
Quelle con scritto “apertura facilitata” sono le peggiori. Infide. 
Parto col non capire da dove tirare. La confezione del prosciutto o dei formaggi è praticamente un tutt’uno, per mangiare devi chiamare Wolverine. Quando apro i cereali mi esplodono. Le confezioni dei biscotti sono squarciate.
La mia dispensa è un fioccare di mollette e scotch per tenere chiuse confezioni aperte male, e questa cosa mi fa saltare i nervi.

Chi si mangia le unghie in pubblico, nello specifico davanti a me. (Per esempio il Batterino.)
Ma non per il gesto, che me ne frega di quella forma di cannibalismo.
A me infastidisce il suono.
Quel “gngnggngn”, avete presente?
Ti stacco direttamente le falangi, se vuoi. 

Le persone che non scelgono bene gli aneddoti da raccontare.
Sì, lo so, sono una rompipalle, parto già da questo presupposto.
Però cazzoooo cosa mi fai sei ore di preambolo carico di suspance che sembra tu mi stia per raccontare il tuo più grande segreto quando poi devi dirmi che una volta nell’82 hai mangiato una caccola?!

Le persone che “oddio che imbarazzo, mi dispiace per il casino, non farci caso!” quando stai per entrare a casa loro.
E poi ti guardi intorno ed è come essere da Molteni.
Ma vai a cagaaaaaare va!
Che se guardi dove vivo io prima ti prendi qualche stafilococco e poi comunque muori di infarto per il disordine!

E poi mi do fastidio io, che dico “va beh, lasciamo perdere”… e non lascio perdere un cazzo.

Rimugino.
Rifaccio le conversazioni nella mia testa come se potessi sistemarle.
“E se…”
“Ma se poi…”
“Allora forse…”

EH MA ALLORAAAAAA! HAI DETTO BASTA!

Però non basta.

E mi ritrovo a pensare che forse a volte non mi irritano davvero i marciapiedi o i vocali lunghi.
Forse mi irritano altre cose… come tutto quello che resta aperto.
Tutto quello che non riesco a chiudere.

È più facile arrabbiarsi per una confezione di biscotti
che per le battaglie che non ho l’energia di combattere…
E allora me la prendo con le cose piccole.
Almeno lì posso urlare.

*

E a voi, miei cari spelacchiati, cosa irrita fortemente? Cosa vi scatena quel fastidio estremo, interiore, che però non potete esporre?

Pubblicato in: Senza categoria

La gente al bar: tutte le cose più fastidiose (e spelacchiate) del mattino

La gente al bar

Ora che la mia vita sta lentamente tornando simile a quella di un essere umano dopo la malattia e l’intervento al cervello mi sto rendendo conto di quante cose incredibilmente fastidiose ci siano nel mondo.

La gente al bar, per esempio.

Io arrivo lì, già irritata di per sé prima di tutto perché è mattina, in secondo luogo perché reduce dai viaggi in bus, e infine perché le persone sono insopportabili in ogni contesto.

Io mi siedo tranquilla al mio tavolino, col mio libro, mi sgranocchio la brioche e intorno a me… il caos. 

Giovani che piazzate il cellulare al centro del tavolo e mettono la musica a palla, mi rivolgo a voi: VE LO INZUPPO NEL CAPPUCCINO, OKAY? E’ CHIARO IL CONCETTO? ABBASSA QUEL VOLUME O TI ABBASSO LA STATURA A PUGNI, OKAY? 
Ma poi ascoltassero cose carine uno chiuderebbe pure un occhio, ma ascoltano queste cose strane che ascoltano i giovani, questa musica trap che a questo punto “trap” penso stia per “trappola”: se lo ascolti muori.

E io muoio un po’ ogni volta, infatti.

Un’altra cosa che non sopporto, ma forse è un problema mio, è lo sbatacchiare dei cucchiaini nelle tazzine. Metallo contro i bordi. In continuazione.
HO CAPITO CHE STAI MESCOLANDO MA COSA CAZZO SEI, UNA STREGA COL CALDERONE? VA CHE DOPO DUE GIRETTI LO ZUCCHERO SI E’ SCIOLTO, EH! MA POI COSA CAZZO DEVI MESCOLARE CON QUELLA FOGAAAAA MA RILASSATIIIIIIII NON PUOI SFOGARE TUTTA LA TUA RABBIA IN QUEL MODO PERCHE’ POI IO VORRO’ SFOGARE LA MIA SU DI TE E QUEL CUCCHIAINO TE LO FICCO IN UN AVAMBRACCIO!
Ma no, è tutto un cling cling cling cling.
Incessante.

E quando finalmente l’anziano accanto la smette col cling cling è il turno del tipo che legge il giornale leccandosi il dito ogni volta che deve girare pagina, con quel suono a metà tra un risucchio, un rantolo e uno sputacchio.
Ma posso dire “che schifo”?
Signore, si rende conto di quanti germi sta letteralmente leccando? Secondo me il prossimo passo è leccare i pali delle metro o direttamente i marciapiedi, veda lei.

Poi qualcuno mi deve spiegare com’è possibile che a ogni ora del giorno e della notte, in qualunque bar del mondo, ci sia un gruppo di uomini che parlano di calcio e donne. E basta. Non conoscono altri argomenti, non hanno mai parlato d’altro, non credo nemmeno sappiano i nomi l’uno dell’altro.

Si incontrano, parlano della formazione scadente della squadra all’ultima partitta e di come “hanno giocato da soli” “non c’era partita” “a un certo punto ho spento” alternando con commenti sulle gnocche, che no, non sono le mogli degli gnocchi.
Ma se siete così bravi com’è che siete qua a bere un bianchino ogni giorno prima del lavoro e non a bordo campo con Buffon? (Scusate, la mia conoscenza calcistica si ferma a quegli anni lì) o a fare spot pubblicitari di infimo gusto sulle patatine in accappatoio?
No così, io chiedo.

E in tutto ciò la mia colazione si rovina, perché mentre vorrei solo stare tranquilla e leggere prima di andare a lavoro mi ritrovo infastidita da tutto e mentre fisso con astio i ragazzini con la trap a palla la mia brioche mi sbrodola tutta la marmellata sui pantaloni. Allora corro in bagno per salvare il salvabile ma il lavandino appena lo apri spruzza come un gyser e mi ritrovo sempre con la camicia a macchie e quando vado a pagare sono così nervosa che prima o poi ruberò il barattolo delle mance perché sento di meritarmi una mancia per non aver elargito neanche uno schiaffo.

Domattina porterò i tappi e una pistola, sono aperte le scommesse su cosa userò per primo. 

Spoiler, userò i tappi perché conoscendimi sparerei alla mia tazzina di decaffeinato per errore, e questo mi innervosirebbe ancora di più.

*
E voi, miei cari spelacchiati, narratemi: cosa vi da fastidio al bar?
Cosa ne pensate di questa rubrichina di situazioni banali che mi fanno saltare i nervi? Sembro solo una pazza squinternata o potete capire la mia frustrazione?