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Ciance sparse: ritorni e Mr Batterista

Ohhh Madonna (intendo la cantante, ovviamente).
Avete presente in Jurassic Park quando si sentono i passi del T-Rex in avvicinamento rapido e scattano panico&paura folli? Ecco, per me vale lo stesso principio con l’incombere della sessione estiva.
Sto cercando di organizzare sedute di studio fatte in modo vagamente decente, il punto è che non mi ricordo una minchia di quello che studio. Credo di essere troppo deficiente per poter continuare l’università, per me è un miracolo già solo l’aver superato le elementari.

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Io vs la sessione estiva

Poi dando ripetizioni ai marmocchi mi rendo conto di essere una capra di dimensioni epocali: ma come diamine ho fatto a superare le verifiche di geometria solida? Ma cosa cazzo me ne frega dell’area di una piramide costruita su un cilindro in equilibrio precario su una sfera? Ma vi siete bevuti il cervello?
Ma che cosa stracazzo è un tronco di piramide, in che foresta lo trovo? Che corteccia ha? E il prisma esagonale chi cazzo lo ha mai visto nella vita vera, perché dovrebbe fregarmene qualcosa dell’ottaedro regolare, MA VAFFANCULOOOOOOOOOOOOOOO!
Giuro l’altro giorno dopo una lezione in cui mi sono tornati in mente tutti i traumi legati alla geometria mi stavo per raggomitolare in un angolo e piangere.

Okay, mi placo. Scusate. Piccolo sfoghetto esagonale.
Che poi lo so che ci sono persone che sguazzano in quelle materie terrificanti quali ARITMETICA, geometria, disegno tecnico… Io volevo impiccarmi a ogni lezione. Mi ricordo perfettamente che ogni volta pensavo “ora picchio una capocciata alla finestra, agguanto un vetro e mi estirpo la giugulare: non farà mai male quanto prendere un altro due”.
Tra l’altro io giuro che una volta sono riuscita a prendere UNO E MEZZO a una verifica. Uno e mezzo. Neanche due. Probabilmente avevo sbagliato a scrivere pure la data o il mio nome, che roba imbarazzante.

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Ma basta parlare di traumi passati e parliamo di sconvolgimenti presenti: in questi giorni è successa una cosa bizzarra che mi ha lasciata un po’ stranita. (e voi direte “Sara, per l’amor di Dio, a te stranisce anche che le penne rilascino inchiostro”… E avete ragione anche stavolta ma lasciatemi spiegare.)
Mi ha scritto una persona, un uomo che non sentivo da un anno e mezzo; penso di aver parlato di lui nel blog, per quei pazzi che mi seguono da tanto.
Lui era in una relazione aperta, io mi stavo cominciando a riprendere dal mio periodo “oscuro”; lui aveva una situazione problematica e ci eravamo avvicinati tanto. Abbiamo avuto una sorta di relazione molto breve, poi lui ha dovuto scegliere tra la sua ragazza e me, e ovviamente abbiamo chiuso ogni contatto. Dopo un periodo di tristezza mista a disperazione, perché sono bravissima a struggermi per queste cose, posso dire di aver cicatrizzato ed essere in pace col mondo.

Fatto sta che mi ha scritto.
(DDL) Zan zaan zaaaan.
Ha detto che non ha mai smesso di pensarmi, che gli sono mancata per tutto questo tempo, e che continua a sognarmi.
Posso dire? Poverino.
Più che sogni devono essere incubi, di quelli da cui ti svegli tutto sudato e urlante e ringrazi il cielo di esserti svegliato. No perché io non vorrei vedere il mio muso nemmeno da sveglia, figuriamoci mentre dormo… Penso che volendo potrebbe farmi causa e chiedermi i danni morali. Un uomo segnato dall’orrore.

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Ha detto che mi ha ritrovata in tantissime situazioni, in tanti film, nei testi delle canzoni… Immagino.
Vedeva in un documentario un tricheco arenato su un iceberg? “Ma quella è Sara!”
C’era una qualunque puntata di Vite al Limite? “Ma quella è davvero Sara!”
Passava un video di Rihanna? “Quanto vorrebbe essere quella, Sara!
Io me la sono immaginata così, ‘sta cosa.

Ahhhh.
Suppongo mi abbia idealizzata un po’ troppo, in questo periodo; non avendomi intorno a ricordargli quanto io sia un subumano inadatto alla vita si sarà immaginato cose incredibili sul mio conto. Forse dovrei dirgli che ancora mi scaccolo quando penso di non essere vista e che annuso i calzini prima di mettermeli per capire se sono stagionati e da sbattere in lavatrice o se posso ancora indossarli senza attirare file di roditori.

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Mah. Che cose bizzarre. Non me l’aspettavo.
Se da una parte mi ha fatto piacere sapere di non essere stata un’infatuazione passeggera e che lui si era legato a me quanto io avevo fatto con lui, dall’altra non ho alcuna intenzione di riallacciare i rapporti: mi ci è voluto tempo, ma l’ho superata e ora sto benissimo.

Ho cercato di rispondergli con calma e pacatezza che ormai, essendo passate eoni, per me non sussiste alcun rimorso, che mi auguro davvero che lui sia felice, e, cosa più importante, che io ora ho un ragazzo meraviglioso… cosa verissima, io non so come sia possibile.
Non mi capacito di aver accalappiato Mr Batterista, il fidanzato più spelacchiatamente fantastico che io potessi mai immaginare.

Per darvi un’idea, sono passati nove mesi e lui ancora ride alle mie battute.
Cioè sembra davvero divertito dal mio essere una persona assolutamente bislacca e cretina, non mi detesta per ogni scemenza che sparo o per il mio essere mostruosamente goffa e imbarazzante in ogni momento.

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Un’accurata gif di Mr Batterista



Ogni volta che mi nascondo in qualche anfratto per sbucare fuori all’improvviso nel tentativo di spaventarlo, lui ride. Non prende una padella per spaccarmela sulla fronte, ride.
Quando completamente a caso mi metto a sbattere le mani come le foche perché pretendo un bacio o un abbraccio, lui sorride e mi coccola. Giuro. Non agguanta una scimitarra per farmi a fettine come meriterei, lui mi asseconda. 
Sono così fastidiosa che ogni volta che all’aperto vedo un merlo -ogni singola volta, giuro- esclamo “un merluzzo!” (lo so che non fa ridere, lasciatemi in pace) e lui invece di darmi una capocciata proprio in mezzo agli occhi ribatte “un merduzzo!”.
E niente, siamo deficienti. 

Merlo | Parco Natura Viva
GUARDATE, UN MERLUZZO!

Insomma, capite quindi perché io non mi sognerei mai di fare la minima cosa che potrebbe compromettere il fantastico rapporto che ho con questo squinternato, quindi nonostante mi senta in colpa per aver risposto freddamente a colui che mi ha scritto cercherò di costringermi a non cercare di indorare la pillola.
Ammetto che mi ha fatto piacere sentirlo, perché sono una persona becera: sono convinta di essere una persona assolutamente dimenticabile, che la mia assenza nella vita di qualcuno conti veramente poco; sapere che per lui non è così mi ha dato un pizzico di autostima in più.
Alla fine io sono convinta che ognuno fa le proprie scelte e deve accettarne le conseguenze; lui mi piaceva molto, mi faceva sentire bene, mi trattava meglio di qualunque altro fidanzato, e quando abbiamo smesso di sentirci sono stata male come una foglia secca schiacciata. Gli auguro davvero di stare bene e di trovare la sua serenità, lo dico col cuore in mano (ed è subito Grey’s Anatomy).
Ma non avrebbe senso dirgli queste cose, quindi non lo farò.

E voi, miei cari Spelacchiati, come state? Partiamo dalle domande fondamentali: ma voi che rapporto avevate con le materie scientifiche?! Narratemi dei voti più bassi che abbiate mai preso, fatemi sentire meno capra ignorante por favor!
E invece…Persone tornate alla carica dopo notevoli lassi di tempo ne avete? Avete qualche consiglio da spelacchiato a spelacchiata da darmi?
Come sempre vi ringrazio miei cari, alla prossima!
Hasta la pasta!

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Gente che sclera: marmocchi a ripetizioni, genitori edition

Argh, ergh, irgh, orgh e anche urgh.
Si percepisce il mio scompiglio interiore? Sono tutta un acciacco e in più penso di aver raggiunto un record mondiale: sono la donna più rifiutata al mondo.
Dovevo andare al cinema con un ragazzo, ci stavamo mettendo d’accordo per il giorno e…Puf! Scomparso. Dissolto nell’aere. Sparito dalla faccia della terra come Renzi negli ultimi tempi.
Posso dire una cosa? Una sola.
Mavvaaaaaffanculo!
Bastava dire di no al cinema e amici come prima, cos’è questa maturità da duenne

Mah.

Ho capito, devo appendere la vagina al chiodo, io e il genere maschile non siamo compatibili. 

Ma passiamo al punto di questo post, ovvero parlare (male) dei genitori dei marmocchi a cui do ripetizioni, avere a che fare con loro è piacevole quasi quanto darsi una martellata sull’alluce.

La mamma gufo

Lei ci fissa.
Tutto il tempo, come in un film horror.
Io e il marmocchio siamo in camera a fare lezione e lei si siede sul letto, immobile, apparentemente in stato vegetativo.
Stato vegetativo-comatoso che però dura più o meno due minuti, dopodiché comincia “Pargoletto, stai seduto bene.” “Pargoletto, ascolta, hai capito cos’ha detto?” “Pargoletto, se hai domande fagliele” “Pargoletto, fai il bravo.”
“Signora, eccheccazzo, ci lascia lavurà?”
No.
Lei rimane lì, stoica, a dare ordini, chiedere cose, in poche parole a scassare la min-
“Signora, se ha da fare non c’è problema, ce la caviamo benissimo da soli…”
“No, no, così guardo cosa fa.”
Tre secondi dopo è di nuovo lì “Pargoletto, scrivi bene! Stai composto! Fai bene i calcoli!”
SIGNORA LA ACCOLTELLO SE NON SE NE VA, CHIARO?

La Mamma del Genio

Lei è orgogliosissima di suo figlio.
Che lui non sappia fare due più due è un insignificante dettaglio, secondo il suo parere suo figlio è un genio incompreso e siamo tutti dei mentecatti a non capirlo.
Lo ha iscritto a nuoto, karate, pianoforte, teatro, batteria, corso sciamano di rilassamento, preventivamente alla patente, potesse lo manderebbe sulla Luna.
“Eh sì lui sa fare tantissime cose, ha un sacco di passioni.”
Io la guardo.
Guardo il bambino.
Un mocciosino di otto anni che ha come unico scopo nella vita giocare ai videogame, ha a malapena la capacità di camminare e respirare contemporaneamente e la verve di una spugna di mare.
Ovviamente è un piccolo saccente fastidiosissimo perché i suoi genitori l’hanno caricato come non so che roba, quindi lui guarda tutti dall’alto del suo metro e cinque e della sua genialità.
Ma se è così scaltro com’è che è insufficiente in tre materie?
“Eh, sono le maestre il problema…”
Sicuramente signora.
Sicuramente.

I genitori Pablo Escobar

Loro sono come il crimine: non pagano.
Mai.
“Eh te li do tutti insieme a fine mese!”
E a fine mese “La prossima volta!”
E così via finché non entro in modalità “esattore delle tasse” e gli sto addosso come un segugio.
Signora, cazzo, se per non darmi otto euro fugge pure in Messico abbiamo un problema. Che poi vivono nell’oro praticamente, credo abbiano un deposito come Paperon de Paperoni da qualche parte, è solo infinita tirchiaggine la loro.
Maledetti, sganciate i miei spicci che devo comprarmi un vodka tonic se no a vostro figlio insegno tutto sbagliato.

Il genitore incazzoso e incazzato

Storia molto recente.
“Sara, ha preso quattro!! Com’è possibile!!?!”
“Ehm, signora, mi avete chiamata il giorno prima della verifica con sei argomenti da fare, e sua figlia non brilla proprio di guizzo matematico… L’anno scorso eravamo riuscite ad evitare gli esami di riparazione perché ci vedevamo una volta a settimana, dovremmo fare così anche quest’anno per restare al passo col programma.”
Visualizza il messaggio.
Non risponde.
Non mi ha mai più chiamata.
Commento?
Mavvaaaaaffanculo pure te.

Santa pazienza… Che poi in effetti i marmocchietti mi danno anche qualche soddisfazione ogni tanto, tutti sempre promossi con bei voti grazie a moi anche se nessuno si prende la briga di riconoscere il mio merito. “Eh ma lui è bravo, è intelligente”.
Certo, non prende otto perché io rischio la sanità mentale a spiegargli le cose ogni settimana, figurati.

Mi raccomando, se siete genitori, non siate mamme gufo o padri Escobar, che poi ci scappano le botte.
Voi che dite, sono peggio i bambini o i genitori? Io sono indecisa, per non far torti a nessuno li odio indistintamente.

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Gente che sclera: marmocchi a ripetizioni

Oommmm….
Sì, sto cercando di meditare perché sono un po’ isterica. Vagamente idrofoba. Potenzialmente killer.

Dovete sapere che do ripetizioni a una manciata di marmocchi, ma ultimamente mi stanno chiamando fuori dalla grazia.
Io e i bambini non andiamo d’accordo, siamo come i gatti e l’acqua.
Vi farò un breve elenco dei marmocchi con cui ho a che fare per esorcizzare il nervosismo che ho in corpo.

Il Marmocchio saputello
Questo è il fastidio fatto a metro e venti. Puffo Quatrocchi, praticamente.
Sa tutto lui, non gli servono ripetizioni e deve addirittura essere lui a fare la lezione a me.
“Allora, per risolvere un’equazione di primo grado devi-“
Mi interrompe immediatamente “Questo si fa così, cosà, cosù, lo so già!”
Ma cosa straminchia dici, non ha senso quello che stai facendo, taci e lasciami spiegare!

Il Marmocchio Sempre in Piedi.
Lui è agitato. Shackerato, forse. Una molla. Tu lo metti seduto e quello schizza in piedi dopo nove secondi.
Perché?
Non ci è dato sapere. So solo che comincia a trafficare con lo zaino, quasi ci sparisce dentro, poi va alla credenza, in sala, in Cambogia, e alla fine torna come se nulla fosse.
“Dai, Satanino, vediamo che compiti dobbiamo fare oggi…”
E lui si siede.
Abbasso gli occhi per guardare i compiti, li rialzo e lui è in piedi sulla poltrona. Perché? Non si sa.
“Vado un attimo di là a prendere una cosa!”
Non fai in tempo a dire “non ci provare che prendo la sparachiodi e ti inchiodo alla sedia” che lui è già sparito, dissolto nell’etere.
Argh.

La Rompiballe.

Lei sbuffa.
Tutto il tempo.
Quasi incessantemente, non so neanche dove prenda tutta quell’aria, è una vaporiera a due gambe.
Appoggia la penna sul foglio e sbuffa, scrive la data e sbuffa, sbuffa e sbuffa. Oh zia, non è che io mi stia divertendo chissà quanto a farti fare delle cavolo di operazioni, preferirei starmene a casa a guardare Peaky Blinders onestamente, ma la vita fa schifo per tutti.
“Dai Capretta Tibetana, sei per quattro?”
Sguardo carico di sommo disprezzo “Ventidue.”
“Eeee. Errore. Riprova, dai.”
Mi guarda e lo vedi proprio che pensa io sia stupida “Ma si che fa ventidue, guarda. Fallo con la calcolatrice e vedi.”
“Capretta Tibetana, no, non fa ventidue. Rifai il calcolo, please”.
Lei mi guarda, incaponita “Ma si che fa ventidue!” ormai rasenta l’isteria il suo tono e io mi gratto le mani per non lanciare per aria la scrivania.
“Parola di lupetto, non fa ventidue, ora puoi, cortesemente, rifare il conto prima che io prenda e mi lanci direttamente giù dalla finestra?”
Lei sbuffa -ovviamente- prende carta e penna e rifà ‘sto cazzo di calcolo pronta a dimostrarmi che sono io l’ignorante che non sa fare sei per quattro.
Passano i secondi, le ore, le ere geologiche.
Fissa il foglio.
Poi fissa me.
Poi di nuovo il foglio.
“Ventiquattro.”
“Esatto, bravissima” falsa come Giuda le faccio pure i complimenti per averci messo mezz’ora a fare una moltiplicazione “dai, ora facciamo quello dopo. Nove per sette?”
“Settantacinque.”
“Uhm, no. Riproviamo.”
“Ma sì che fa settantacinque!!!”

DUE ORE COSI.
D U E O R E O G N I V O L T A.

Per fortuna mi vogliono abbastanza bene e quando vedono che comincio ad alterarmi diventano degli angioletti. Grazie a me hanno pure la media dell’otto quindi il minimo che possano fare è non farmi lanciare di testa dalla finestra, suppongo.

Potrei aprire una parentesi sui genitori ma il discorso non finirebbe più, sarà per un’altra puntata.


Voi come state, spelacchiatini miei? Avete notato quanto sono simpatica nello scegliere i titoli delle rubriche?
Ma soprattutto: che rapporto avete con i bambini? Li amate, li odiate, li tenete a distanza con un repellente?
Fatemi sapere di tuttoe  di più!
Hasta Luego!