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​🤸‍♂️​ Allenarsi fa bene. A chi, però?!🤸‍♂️​

Allora, miei prodi, come butta?
Io procedo come una lumaca su una collina, stessa velocità di crociera. Forse anche più piano. 

Posso dire? Avere costanza nella vita è impegnativo. 
Scopro questa amara verità a soli trentuno anni, quando cerco di fare il tapis roulant per tre volte alla settimana. A velocità 2. Per quattro minuti.
​🤸‍♂️​
Già decidere di salire sul tapis roulant è così faticoso che a volte lo faccio in pigiama. Non so perché, quando mi sembra di non avere più dignitità riesco a trovare questi escamotage per abbassarla ulteriormente: perché non sudare nel mio pigiama preferito di Star Wars? Boh, non mi capisco neanche io.
Poi mi avvicino al tapis roulant e lo guardo. Di sottecchi. Gli lancio delle occhiate furtive, per vedere se anche lui mi guarda. Di solito non mi guarda, ma quando lo attacco alla corrente comincia a fare quel ronzio minaccioso di chi sta meditando di partire a velocità 9 mentre io mi sto ancora allacciando le scarpe.
In seguito ci salgo, prima con un piede, poi se sono proprio convinta metto pure l’altro… E lì comincia il dramma.

Sono lì che arranco, sudata come Frodo sulla cima del monte Fato e guardo il timer sperando che i miei venti minuti siano passati: sono ancora al primo minuto, quello di riscaldamento.
La delusione è così cocente che per poco non mi tiro la libreria addosso pur di farla finita.

Alzo la velocità di una tacca e dopo pochi secondi rimpiango ogni scelta di vita che mi abbia portata a quel momento. 

Io non so come sia possibile ma quando sono su quell’affare il tempo rallenta, giuro. I secondi diventano minuti, i minuti ore, e ogni volta che guardo il timer rimango delusa e amareggiata. Mi potete spiegare se capita anche a voi? E’ una cosa proprio dei tapis roulant quella di controllare il tempo? Sarà uno dei prossimi Avengers, al posto di Doctor Strange?

Qui comunque siamo in un blog verità, quindi non dirò che in tre giorni ho visto i miei fianchi assottigliarsi, la mia panza sparire e il mio culetto tirarsi su come se fosse stato sollevato da una gru. Qui vi dico che dopo un mese… Non è cambiato niente. Ma niente niente. Zero totale. Anzi, forse mi è spuntato un altro doppio mento, devo contarli per esserne sicura.
Però una cosa la posso affermare: creare un’abitudine mi sta facendo rivalutare la mia forza di volontà, che pensavo essere pari a meno sette. E effettivamente camminare o fare esercizi con i pesi mi aiuta a sfogare tutta quella rabbia e quel nervosismo che altrimenti sfogherei contro chi mi sta intorno, quindi continuerò anche solo per affetto verso i miei cari.

Quindi, per ora non ci sono risultati di alcun tipo e odio ancora alcuni momenti dell’allenamento perché sudare e fare fatica MI FA SCHIFO, però diciamo che sto prendendo il ritmo. Quasi mi manca allenarmi, se sto troppo ferma.
La nota ancora più dolente è il cibo: mi sono accorta che mangio come una capra, tra un po’ troveranno anche i sassi nel mio stomaco.

In tutto ciò il mio corpo sta continuando a non essere felice di essere su questa Terra, quindi la prossima volta potrei narrarvi di quella che sta diventando ufficialmente un’epopea genitale: il mio pavimento pelvico è in aperta ribellione. Pazzia totale. Cose che non pensavo potessero succedere stanno accadendo, e specialisti mi stanno manipolando e massaggiando in luoghi in cui non vorrei essere manipolata. Tra l’altro sì, se ve lo state chiedendo, è dolorosissimo.

E voi invece come state, miei cari Spelacchiati? Sentite l’aria di primavera? Sentite i pollini dar vita a tutte le allergie possibili e immaginabili? Siete mai riusciti a prendere delle abitudini positive nella vita? E ora con quali attrezzi vi cimentate?

Raccontatemi questo e altro, che sono qua che vi aspetto!

Hasta la pastaaaaaaaa!

​🤸‍♂️​ (Questa è la nuova emoji che mi rappresenta, sappiate che vi risponderò con questa ad ogni commento)