Simpatica come una piaga da decupito e fine come un babbuino che si gratta il sedere.
Se vi va di scambiare quattro chiacchiere, mandarmi mail minatorie o proporre una bevuta insieme: pensierispelacchiati@gmail.com
Buonasera miei piccoli, amati Spelacchiati! Come state?
Io sono in una fase di recupero post-operatoria abbastanza del menga, ho sintomi bizzarri, alcuni pesantini altri sono delle scemenze, in generale trascino avanti le mie stanche membra come una lumaca. Vorrei almeno avere un guscio bello bello, tutto intarsiato e lavorato, ma mi sa che mi devo accontentare di un guscetto brutto e pesante. Almeno sbavo solo quando dormo, ma quello lo faccio da sempre.
In questi giorni -non so per quale assurda ragione, giuro- mi sono fissata e sto ascoltando a ripetizioni una canzone.
Volete sapere quale?
Ve lo dico, però ricordate tutte quelle volte in cui vi dicevo che non ero mica tanto a posto? Ecco, mi sa che qua mi direte “okay Sara sei fuori come una tegola”.
Sto ascoltando praticamente in loop la canzone di Tarzan (dai su, la più famosa, Son of a Man) in versione rock/metal.
…
Io provo a domandarmi cosa sia andato storto con me (tante cose, in effetti) però capite che c’è della follia? Cioè io un giorno dal nulla mi sono messa al pc, ho aperto youtube e ho digitato “son of a man, metal version”.
Ma così, dal nulla.
Se volete mettervi in fila per picchiarvi vi do anche i numerini, così almeno viene fuori una cosa ordinata.
Detto questo, stavo pensando di tornare a guardarmi una quantità spropositata di Film Brutt visto che ora avrò del tempo libero da occupare in qualche modo, e i modi meno proficui sono ovviamente i miei preferiti. Voi che ne pensate? Preferite i Ciance Sparse, quindi sproloqui a caso, o i Film Brutt, in cui mi incazzo come una biscia a cui pestano la coda?
Fatemi sapere così vedo di darmi una regolata e tornare attiva su questo blog, perchè è un po’ strano da dire e sembra una frase fatta ma mi mancate. A volte penso ai vostri nickname e mi vengono fuori giochi di parole cretine che forse un giorno vi dirò, per ora non lo faccio per rispetto. Insomma regà, mi mancate e vorrei tornare a interagire e leggervi, quindi preparatevi e visto che mi troverete di nuovo qua tanto vale che mi diciate le vostre preferenze dai!
Ora vi lascio la versione di Tarzan che mi sta rubando le notti a furia di ascoltarla, ditemi se non è super accattivanteeeeeeee! (Ma chissà se riuscirò davvero a fare questa cosa, ormai sono come quelle anziane signore che non capiscono cosa sia Whatsapp e pensano che Facebook manda direttamente a loro le cose. Fatemi sapere se si vede il video)
Per il resto ditemi pure quello che volete, narratemi delle vostre vite, come state, come va il lavoro, lo studio, il vostro animale domestico?
Anche voi avete avuto delle fisse di cui un po’ andate fieri e vorreste condividere ma un po’ vi vergognate? Fatevi avanti, fatemi scoprire cose bizzarre!
Detto questo per ora vi saluto, ma mi rileggerete presto. Può essere intesa come una minaccia o come una promessa, vedete voi!
Buonasera miei cari, piccoli Spelacchiati! Come state? Io ho un dubbio, devo sottoporvi un quesito di fondamentale importanza. Ma anche voi in questo periodo state trovando cimici decedute ovunque? Alzo un libro e c’è un insetto morto. Sposto un vestito abbandonato sulla sedia in camera mia da tempo immemore e cade una cimice. Apro una finestra e mi piombano addosso cimici a vagonate, una cascata di cimici rinsecchite, giuro è uno spettacolo aberrante io prima o poi esco dalla mia stessa pelle e me ne vado alle Bahamas perché così non si può continuare. Non so se fosse peggio prima, quando ogni trenta secondi cominciavi a sentire un ronzio in lontananza che poi diventava praticamente assordante fino a che STOOOOCK! Una cimice ti piombava addosso. Sullo schermo del pc. In testa, per terra, nel piatto. Non so come io abbia fatto a sopravvivere fino ad ora.
Ma parliamo di cose vagamente più serie, che voi siete degli Spelacchiati adorabili e vi interessate alla mia salute. Beh, sono viva! Habemus ancorus una Spelacchiata Suprema -cioè io-. Cercherò di andare con ordine partendo da un martedì di fine novembre quando sono andata all’Istituto Besta per fare il pre-ricovero. Devo dire che quel giorno l’ho vissuto bene, girovagavo per l’ospedale, andavo alle macchinette a prendermi i Kinder Bueno, chiacchieravo allegramente con persone a caso… Me la spassavo. Mercoledì ho cominciato a subodorare che stesse davvero per succedere qualcosa di orribile al mio piccolo cranio, ma una parte di me era ancora in modalità “non è vero, tu stai tranquilla mica ti aprono come una scatoletta di tonno”. La consapevolezza mi è piombata addosso quando alla sera l’infermiera mi ha sganciato un po’ di bustine con dentro shampoo e bagno doccia bizzarri dicendomi “cara, devi farti la doccia anti-batterica”.
Prima di tutto stiamo calmi, che mi sembra una roba da apocalisse. E poi che cazzo devo fare? Niente di che regà, in realtà ho dovuto soltanto cercare di non allagare troppo il bagno mentre mi lavavo con quella roba molto specifica che ammazza qualsiasi tipo di germe o batterio nel raggio di chilometri. Ecco, quello è stato il momento della consapevolezza, il momento in cui ho cominciato a valutare le mie opzioni: “allora, calarmi dalla finestra non posso perché siamo troppo in alto, infilarmi nel cesto dei panni sporchi no perché mi fa schifo, potrei cercare di saltare sul vassoio gigante della colazione domattina…”
E niente ragazzi miei, alla fine dopo lungo pensare e un breve piantino sono entrata in trans-agonistica: facciamolo. Leviamo Anselmo. Pensavo che non sarei riuscita a chiudere occhio invece ho dormito come una citrulla, perché ormai era fatta: non era più solo una possibilità che aleggiava su di me, mi stavano davvero per operare. Ed ero… sollevata. Anche perché il mio neurochirurgo regà era un figo di dimensioni astronomiche, emanava Sindrome di Dio da ogni poro eh, però quella sicurezza, quell’atteggiamento da “io posso fare qualunque cazzo di cosa” mi ha dato una notevole dose di calma. Penso che ogni tanto si metta a fare cose tipo fermare i treni a mani nude e lottare con le tigri, così, giusto perché sente di poterlo fare. Io invece mi sento un verme verminoso e verminante, ma questa è un’altra miserabile storia. La mattina dell’intervento ho mandato qualche selfie stupido alla mia famiglia perché la cosa che più mi preoccupava non era il mio intervento ma l’idea che i miei genitori potessero farsi venire un infarto dall’ansia o che mia sorella in preda ad un attacco isterico si mangiasse cose con il lattosio o che il Batterino si ingoiasse una bacchetta per la disperazione. Sono sopravvissuti pure loro, meno male.
Mi hanno messo il camice, mi hanno portata giù, mi hanno detto “ora arriva il cocktail di farmaci…” e io non ho capito niente da lì fino a tre/quattro giorni dopo.
L’intervento è andato bene, Anselmo non ha opposto resistenza, io ho avuto un po’ di crisi epilettiche a ripetizione quando mi hanno svegliata ma di quello ho dei vaghi ricordi. So che la mia famiglia era lì, ma non mi ricordo nulla. So che sono venuti a trovarmi anche i giorni seguenti, ma non ricordo nulla. Comincio ad avere dei ricordi dal terzo giorno dopo l’intervento, e i miei ricordi sono: DOLORE, DOLORE, DOLORE CAZZO CHE DOLORE. Quando i miei mi chiedevano come stessi dicevo che stavo alla grande, la verità è che il dolore che ho provato in certi momenti non me lo dimenticherò mai; non riesco neanche a descriverlo, era solo estenuante e spaventoso. Una mattina hanno ritardato a darmi la morfina e pensavo che sarei schiattata lì così, un modo veramente stupido di schiattare dopo un intervento. Poi l’infermiera è arrivata con luci angeliche intorno e cori di angeli che la precedevano e quando mi ha iniettato la morfina avrei voluto farle un bonifico a sei zeri.
Ora sono a casa, in convalescenza. Ho avuto due crisi epilettiche da quando sono a casa, il che non è esattamente un buon segno ma attendo il parere della dottoressa prima di cominciare a disperarmi e prendere a testate il muro -anche questa non sembra un’ottima idea, lo so, però cercate di capirmi- perché potrebbe voler dire un altro intervento molto più invasivo -CIOE’ ANCORA PIU’ DI QUESTO, CAPITE?!- ma non voglio neanche pensarci al momento.
Devo dire che adesso ragazzi mi sento come se un enorme peso che non sapevo neanche bene di portare addosso mi sia stato tolto. Mi hanno tolto Anselmo, il mio tumore al cervello. Non rischio più di avere un’emorragia cerebrale da un momento all’altro. Mi viene da piangere, non sembra possibile. Ora mi viene da piangere anche per un altro motivo: come si torna alla vita dopo quasi due anni? Cosa devo fare? QUALCUNO MI DIA UN LIBRETTO DI ISTRUZIONI PER FAVORE, non so cosa devo fare! Visto che ho ancora crisi la patente ovviamente me la sogno, devo capire se posso cominciare a cercarmi un lavoro, se posso finalmente tornare in università e cercare di dare gli ultimi cinque esami che mi mancano per laurearmi in lingue, se posso uscire da sola a fare una passeggiata. E’ tutto un po’ strano, come se fossi in un mondo che non conosco bene. Fa un po’ paura.
Ma qua andiamo a pipo durissimo incontro alle cose quindi forza ragazzi, narratemi, voi come state? Ditemi qualcosa di bello che avete fatto in questo periodo, qualcosa di cui siete orgogliosi. Può anche essere “ho trovato un bar che fa un cornetto al pistacchio che al mattino mi regala della gioia di vivere“, e poi ditemi che bar è perché i cornetti al pistacchio sono la mia passione. Potete anche sfogarvi raccontando qualcosa di brutto o stressante che dovete affrontare, mi piacerebbe che nei commenti vi supportaste un po’ a vicenda perchè è di fondamentale importanza trovare qualcuno che dia un po’ di supporto. Avrete sempre il mio. Insomma, hasta la pasta ragazzi, grazie di esserci sempre per me.
Qual è il tuo animale preferito? Il gerbillo. Va beh non è vero però penso spesso ai gerbilli, sono così belluzzi!
Cosa fai nella vita? Principalmente schifo, nel tempo libero do’ fastidio alle persone.
Se potessi viaggiare ovunque nel mondo, dove andresti? Sul cucuzzolo di una montagnola.
Sei una persona mattiniera o notturna? Notturniera Ma sto ancora cercando di capire se sono una persona, mi sento più un’entità bizzarra
Qual è il tuo ricordo d’infanzia preferito? Quando stavo al caldo nel grembo materno e non pensavo A UN CAZZO DI NIENTE quanto si stava bene quando non si stavaaaaaaa
Chi è la tua cotta per una celebrità? DiCaprio. No, Johnny Depp. No, Jason Momoa. No, Jorge Lorenzo. No, Benedict Cumberbatch, no, non lo so AAAAHHHHHHH
Qual è la tua festa preferita? Una ben organizzata
Cosa apprezzi di più in un amico? I regali che mi fa
Quale animale vorresti essere? Un ermellino
Sei un secchione? No, sono un piccolo catino
Ti consideri una persona felice? Neanche lontanamente, NEANCHE PER UN CAZZO REGA’ ZEROOOOOO. Scusate, la smetto. Sì, sono gioiosa. Tra due minuti passano l’anestesista e il neurochirurgo, pensate quanto possa essere felice, sto per bere l’amuchina.
Cosa dici quando rispondi al telefono? “Cosa cazzo c’è?”
Ti dà fastidio se ti toccano i capelli? Mi da’ fastidio qualunque cosa Pensa dal parrucchiere, mi mettono la museruola
Hai mai fatto il bagno nudo/a? No di solito mi metto quindici strati di vestiti. A volte non ci sto nella vasca, ma sono rischi che vale la pena correre.
Il concerto che non dimenticherai mai? GREEN DAY, 21st CENTURY BREAKDOWN TOUR
Hai qualche velleità artistica? Zero. Anche meno. Però ho un vello notevole, dovreste vedere che peli c’ho.
Qual è la cosa più avventurosa che hai fatto nella vita? Aprire la scatoletta del tonno. Il terrore di affettarmi un dito è sempre lì con me.
Qual è la tua aspirazione più grande? Non so, ho fatto un paio di spirometrie e non sono stata poi così brava
Fai sport? Fuggo dai problemi come se non ci fosse un domani
Riesci a fissare a lungo le persone negli occhi? Che domanda inquietante. No, ma posso fissargli i piedi per ore. Anche le rotule.
Quando è stata l’ultima volta che hai pianto? E l’ultima volta che hai riso? E l’ultima volta che ho pasta non me lo chiedete?!
Sei superstizioso? Non sono super niente
Vedi il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno? Dipende da cosa c’è dentro. Se qualcosa che mi piace è vuotissimo, ci metto un secondo. Se no rimane pieno
Sorprendi i ladri in casa: come ti comporti? Gli offro un caffè, poi ci mettiamo insieme a lagnarci e piangere delle nostre miserie e alla fine secondo me mi danno una pacca sulla spalla dicendo “dai, verranno tempi migliori, ti lascio un buono pasto”.
Cosa fai se vedi una cartaccia abbandonata in un prato? Le chiedo se va tutto bene
Qual è il più bel gesto che si possa ricevere? Un bonifico
Se potessi ricominciare la tua vita da capo, cosa faresti? Dipende, da capo di cosa?
Qual è il tuo supereroe preferito? SuperPippo
Se dovessi morire oggi, quale sarebbe il tuo più grande rimpianto? Non essere morta ieri
Cosa fai se vedi una rissa? Me la squaglio così velocemente che la Terra comincia a ruotare al contrario
Cosa ti riesce meglio? Allora, mi sembra di aver capito che le crisi epilettiche mi escono abbastanza bene, anche le emorragie cerebrali penso meritino un otto su dieci. Anche fallire miseramente mi viene benino.
Cosa pensi che gli altri pensino di te? Penso che pensino che penso che li odio, e pensano bene, infatti li detesto tutti
Dove ti vedi fra cinque anni? Allo specchio
Se un tuo amico ti chiedesse mille euro in prestito, cosa faresti? Scoppierei a ridere perché al massimo posso dargli mille schiaffi
Qual è il tuo piatto preferito? Fondo, con dei ghirigori blu intorno, molto carino
Hai molti amici veri? Sì ma ne ho di più immaginari
Cosa non sopporti in una persona? Principalmente il fatto che parli, che abbia delle opinioni e soprattutto che me le esponga
Estate o inverno? Libro o camicia? Cuffie o casa? Posso andare avanti a elencare cose per tutto il giorno.
Dopo questa carrellata di scemenze posso dirmi pronta ad andare a fare la tac, visto che stamattina ho già fatto tutto il resto: risonanza magnetica di mille ore, esami del sangue (minchia me ne hanno preso venti provette ma cosa voleteeee ridatemelooooo), ho firmato millemila fogli in cui mi dicono cose ORRIBILI e rischi ORRIBILI per qualunque cosa. Insomma, sono carica a pallettoni per ‘sto intervento ma cerchiamo di farlo in fretta che poi mi sgonfio come un palloncino e mi passa tutto il coraggio. Domani è il giorno prescelto, mi scavano un pochino nel cervelluzzo, levano Anselmo, levano un po’ di cose visto che Anselmo intanto ha arredato il suo monolocale, poi mi ricuciono e mi mandano su con una pacca sulla spalla. “Su” non dal Divino, spero, ma “su” in reparto in terapia intensiva dove mi lasciano per 24/48 ore a smaltire tutto quanto. Comincia ad esserci dell’ansiella, ma sono sorprendentemente più calma di quanto mi aspettassi: insomma regà ‘ste cose si fanno così, de botto e soprattuttto “con il pene ben ritto”, a gamba tesa. (Per chi vuole essere più volgare: a cazzo duroooooooo)
Il Covid impervia tutto intorno a me, in reparto c’è Coviddimmerda un po’ ovunque, a casa pure, insomma qua è una guerra e se mi ammalo anche solo di raffreddore dopo l’intervento mi incazzo tantissimo perché qui dobbiamo stare tutti calmi ma mi sembra di essere presa un po’ in giro da quello che sta lassù nell’Altissimo dei Cieli.
Ragazzi, voi come state? Narratemi di tutto e di più, fatemi domande se avete curiosità sull’intervento o sull’ospedalizzazione in generale, magari farò un post dedicato se può interessarvi! Hasta la pastaaaaaa
Buongiorno miei cari piccoli Spelacchiati dall’aria spelacchiata. Come state? Io sono in un limbo, tra sei giorni mi opereranno al mio piccolo cervelletto raggrinzito quindi sono a metà tra il rassegnato, l’impanicato, il frustrato e altri aggettivi che finiscono in “ato” a vostra scelta. Però ne parliamo tra qualche giorno, perché non potevo non guardare questa cosa di cui sto per parlarvi. Cioè, era proprio necessario, non c’era altra scelta, ero obbligata da una forza superiore a premere play e so già che questa volta sclererò come non ho mai sclerato. Allora. Di Film Brutt ne abbiamo visti un po’. Questo non so se è il peggiore ma è qualcosa di veramente abominevole, non so chi abbia permesso la realizzazione di questo affare, è raccapricciante pensare ci abbiano speso soldi ed energie quindi ora farò un appello alla nazione: se avete un sacco di soldi da buttare in vaccate potete riempirmi di regali. Sommergetemi di iphone 15 pro max. Ribaltatemi l’esistenza con ville con piscina sparse qua e là per il mondo. Compratemi un maneggio pieno di cavalli.
Avete tutti presente Winnie the Pooh, voglio sperare. L’orsetto con la maglia rossa che mangia sempre il miele. Ecco. Ora vi narro di Winnie the Pooh BLOOD AND HONEY, CIOE’ SANGUE E MIELE, GIA’ PARTIAMO IN MODO MOLTO STRANO.
Questo è Winnie Pooh. Giusto per farvelo ricordare.
Io ammetto di essere partita molto perplessa; onestamente non avendo capito un cazzo mi aspettavo un film demenziale, di quelli così bizzarri e stupidi da fare il giro e diventare geniali. Ecco, non so come dirvelo ma non c’è NIENTE di geniale in questo film. NIENTE. NIENTEEEEEEEEE Anzi no, la verità è che di demenziale c’è tutta la storia, le reazioni dei personaggi a ogni singola cosa, i costumi che fanno ribaltare dal ridere, insomma fa veramente schifo e volevo spararmi a un certo punto, però ero anche sorpresa perché gli attori sono decenti e non so come facessero ad essere così convincenti visto il loro cazzo di copione. Eroi. Anche le scene splatter sono fatte abbastanza bene, se volete vedere schifezze varie non troppo elaborate qua c’è di tutto. Però. Però non c’è niente da fare questo film fa SCHIFO nel modo più totale e assoluto, ma cosa sta succedendo, ma Prime perché compra i diritti per ‘ste cose, DOVE STIAMO ANDANDOOOOOOO?
Allora. Il primo minuto e mezzo è la parte più bella del film, vedete voi come prendere questa affermazione. Con questo minuto e mezzo fatto a disegni ci parte il film narrando di quando Christopher Robin ha incontrato nel Bosco dei Cento Acri il pazzerello Winnie Pooh e gli altri animali, che lui essendo un bambino vedeva in modo tenero ma che in realtà erano, come definisce la voce narrante, “orribi abomini”. Ma sarai bello tu, non so. Comunque, Christopher Robin era un bambino ingenuo e ha ignorato la loro pericolosità diventando loro amico, ha dato loro cibo, ha conquistato il loro affetto ed è andato a trovarli per anni fino a che non è cresciuto e a malincuore è partito per il college abbandonando Winnie e gli altri; e da qua regà parte lo sclero, io continuo a ridere da sola. Winnie e gli altri non sapevano più come procacciarsi il cibo quindi durante l’inverno stavano per schiattare di fame e cosa decisero di fare?! STUFATO DI ASINO SI SONO MAGNATI IH HO AVETE CAPITO BENE STRACOTTO DI ASINO, CAPITE!?
GUARDATE BENE QUESTA IMMAGINE
‘Sta cosa di aver mangiato il loro amico li butta fuori di testa quindi decidono di tornare a essere animali pazzi, odiano profondamente Christopher che li ha abbandonati e giurano di non parlare mai più perché rifiutano ogni cosa che è umana. Questa era la parte bella ragazzi, perché era fatta a disegnini. Ora inizia il disagio vero.
Christopher Robin anni e anni dopo vuole mostrare alla sua fidanzata il suo amato Boschetto dei Cento Acri, quindi porta la sua compagna in sta cazzo di foresta e ignora tutti i segnali di pericolo possibili e immaginabili. C’è un vasetto di miele con impronte di sangue, tutto è disastrato e cosa che mi ha piegata in due dal ridere: C’E’ LA LAPIDE DI IH-OH CON APPESA LA SUA CODA CON IL FIOCCHETTO! MA QUANTO FA RIDERE, SONO DEI GENI, SI STA RIBALTANDO LA SITUAZIONE CAZZO LA VEDETE QUELLA CODINA, VERO? NON ME LA STO IMMAGINANDO? MA CHE IDEA BISLACCA E’ MAI QUESTAAAAAA
Va beh saltiamo cose fino a che Chris e Mary non incontrano niente popodimeno che PIMPY il maialino che balbetta, il quale agguanta Mary e la strangola con una catena gigantesca. Appare pure Winnie l’orso, Chris implora pietà e la scena si chiude con i due animali che si chinano inquietantemente su di lui.
Ora. Io devo mettervi delle foto per farvi capire che non sono pazza.
CIOE’ RAGAZZI MA IO POSSO CAPIRE IL POCO PERCHE’ STO FILM E’ STATO GIRATO IN DIECI GIORNI CON CENTOMILA DOLLARI DI BUDGET PERO’ NON POSSO CAPIRE PERCHE’ CAZZO I COSTUMI SONO SEMPLICEMENTE DEGLI UOMINI CON DELLE MASCHERE DA MAIALE INQUIETANTE E DA WINNIE POOH PERCHE? COSA MI SIGNIFICAAAAA QUALCUNO MI DIA DEL VALIUM
NO NON RIESCO A FERMARMI, MA COS’E’ STA ROBA HANNO PURE GLI SCARPONCINI TIPO TIMBERLAND MA POI DOVE SONO GLI ALTRI? DOV’E’ TIGRO, L’ULTIMO DEI TIGRI? E TAPPO? DOVE CAZZO SONOOOOOOOO? E PERCHE’ QUELLO HA LA MASCHERA DI WINNIE POOH MA L’ALTRO NON HA LA MASCHERA DA PIMPI MA DA SEMPLICE MAIALE INQUIETANTE? QUALCUNO MI SPIEGHIIIII VOGLIO DELLE MOTIVAZIONI CAZZOOOOOO
Poi si passa completamente ad altro, c’è ‘sta povera ragazza che è stata assalita a casa sua e in seduta dalla psicologa racconta cose a caso, quindi la psicologa le dice “senti zia, vatti a fare una vacanza, rilassati”, quindi lei affitta una casa con delle sue amiche e inizia il party. Ovviamente non sarebbe un film horror cretino se le ragazze non decidessero di chiudere i cellulari da qualche parte per non usarli tutta la vacanza, mi sembra sempre molto sensato come ragionamento, tanto mica può succedere qualcosa ai tuoi cari o a lavoro, figuriamoci, togli pure la sim e lanciala nel fiume già che ci sei, no? Immagino che tutti voi facciate così quando andate in vacanza. Cambiamo tutti sei telefoni all’anno. Ma io poi non devo incazzarmi…
Tra l’altro io sconvolta perché Winnie (cioè un uomo in salopette di jeans sopra una camicia a quadri rossa) ammazza la tizia numero uno ma prima le strappa la maglia lasciandola con le tette al vento. Ma scusatemi? Ma era necessario? Ma perché dobbiamo vedere dei seni? Per creare friccicorino al pubblico? Mah. Però sia mai che vediamo un pettorale maschile o una virile natica ben fatta eh. Anche solo una chiappa pelosa di Pooh, per dire. Va beh Spelacchiatini miei da qua in poi è solo un film slasher in cui le ragazze vengono ammazzate una dopo l’altra e ogni tanto vediamo cosa sta succedendo a Chris:
Cose che mi hanno fatta ridere tantissimo + come prosegue: – Pimpi che fa la ciclette per tenersi allenato (GIURO NON SO DARE ALTRA SPIEGAZIONE A QUELLA SCENA MA COSA STAI FACENDO SUINO CHE NON SEI ALTRO?) – Christopher che è incarcerato e cerca di impietosire Pooh parlando dei bei vecchi tempi, con Winnie che sclera male, spacca tutto (tra cui bottiglie di birra, ma chi cazzo le beve?) e poi si mette a frustare Christopher. Ora. Io sarò polemica e rompina, ma questi non avevano deciso di eliminare ogni traccia di umanità da loro? Gli animali che io sappia non torturano, al massimo ti sventrano e te magnano. Non contento Winnie ha costruito un bizzarro sistema di doccia che lui collega quando cucina gli altri esseri umani in modo da far fare a Chris una doccia di sangue. … Ma tutto a posto? Ma voi non siete gli animali animaleschi animaluti? Ma poi soprattutto non rischiate di morire di fame dunque sarebbe più sensato tenere le budella per voi?
-Winnie the Pooh guida la macchina. Cioè, io non ho la patente ma lui guida. Non so come, non so perché, ma Winnie ha una macchina che utilizza per spiaccicare la testa all’amica tettona della protagonista. C’è sempre un’amica tettona, l’unica cosa che mi consola è che se arrivasse un pazzo io non sarei la prima a morire.
Le ragazze incontrano un’altra tizia tenuta lì da chissà quanto, non ho minimamente capito chi fosse, e questa parla di “quel pazzo sadico bastardo” di Pimpi dicendo che vuole vendicarsi; ovviamente tempo mezzo secondo Pimpi la disintegra malamente. Ribadisco il concetto di “perché sti animali devono torturare le persone?” però lasciamo svanire la domanda nel nulla, dai.
Finalmente una delle ragazze tira fuori le palle, non si sa come lega Pimpi come un salame e lo prende a martellate fino a che quello non grugnisce i suoi ultimi respiri. Vi lascio una foto di Pimpi per ricordarvi da chi prende spunto tutto questo, mica che ve lo dimentichiate.
Va beh ragazzi vogliamo parlare del finale? Le ultime ragazze rimaste salgono in auto (no ma aspettate ancora un po’ che finisce il film per fare qualcosa di sensato, dai) e tentano di fuggire, si spiaccicano perché Pooh si aggrappa all’auto come una mosca particolarmente agguerrita, un gruppo di uomini cerca di aiutarle ma schiattano tutti sotto i colpi micidiali dell’orsetto mieloso e alla fine quando rimane solo la protagonista già traumatizzata di suo e sta per essere fatta fuori arriva lui, il pirla: Christopher Robin. Lui fa la cosa che sa fare meglio, ovvero NIENTE mentre implora come un babbeo: è lì che piagnucola “prendi me, resterò io, lasciala andare” quando Pooh lo guarda intensamente (credo, dalla maschera non si capisce in che modo lo guardi) e poi cosa fa? Sgozza la tipa. Così, de botto. Gli dice soltanto “te ne sei andato, coglione” e lo lascia lì a singhiozzare come un citrullo. Christopher piange tutte le sue lacrime (tra l’altro neanche per la sua fidanzata ha pianto così tanto) e quando Pooh torna chiaramente per farlo a pezzettini e unirlo allo stufato d’asino Christopher se la squaglia. Il film si chiude con Pooh che accoltella ripetutamente il cadavere della ragazza.
… …Non dico niente. Giuro. Non aggiungo nulla, perché credo non ci sia nient’altro da dire. Vorrei togliermi un occhio, sento che sarebbe la cosa giusta da fare dopo questo scempio che mi sono autoinflitta. Tra l’altro ragazzi io vi avviso: vogliono fare il sequel ovviamente. E non contenti vogliono fare la versione horror di Bambi, col cerbiattino che ammazza tutti per vendicare la madre, e di Peter Pan, che non ho idea quale possa essere la “trama” se così possiamo chiamarla. Non so voi ma io penso di volermi estinguere prima che tutto ciò accada.
Bene ragazzi, ora vado a fare un po’ di meditazione zen per arrivare all’intervento senza piangere ogni quattro secondi. Non credo ci riuscirò però tanto vale provarci, va là. Voi come state? Avete visto questa cosa chiamata “Winnie the Pooh: Blood and Honey”? Mi è sfuggito qualcosa di fondamentale di ‘sto coso? Fatemi sapere come state e cosa ne pensate, io vi auguro un sempreverde HASTA LA PASTISSIMAAAAAAAAAAA
Buonasera miei amati Spelacchiati, come state? Io sono tornata a casa dopo due settimane di villeggiatura all’Istituto Besta, che sarebbe il San Mungo dei Babbani o forse è più simile ad Arkham, il manicomio di Gotham City. E’ stata un’esperienza… Meh, impegnativa. Ne approfitto per dirvi che secondo me se conoscete qualcuno con problemi neurologici l’Istituto Carlo Besta è un’alternativa da tenere bene in considerazione; ho visto cosa sono in grado di curare e il tipo di pazienti afflitti da malattie rarissime che sono stati in grado di curare.
La cosa che mi ha segnata di più è che ho stretto delle amicizie incredibili. Non ho parole per descrivere i legami che ho creato in questi quindici giorni, perché quando si hanno malattie difficili trovare qualcuno che capisce davvero è quasi un sogno. Per quanto chi è intorno a me possa provare a immaginare come mi senta solo chi vive o ha vissuto qualcosa di altrettanto forte può davvero capire, quindi insieme abbiamo riso, abbiamo pianto, ci siamo fatti forza e ci siamo sentiti liberi di esternare tutto sapendo che non saremmo stati giudicati né compatiti: è normale, va tutto bene. Credo che le partite a carte ogni sera sul mio letto me le ricorderò per sempre. La pizzata clandestina è stato il momento più alto di questo ricovero, ci siamo fatti arrivare le pizze con un Deliveroo e abbiamo mangiato in camera mia perché ero l’unica legata ai cavi che non poteva muoversi. Allo stesso tempo non mi ero resa davvero conto di quanto le storie degli altri mi avessero toccata nel profondo fino a che stasera non mi sono ritrovata a singhiozzare con il Batterino che tentava di consolarmi mentre io pensavo a tutti loro, alle loro storie tremende, al futuro che li attende. Alcune storie vi assicuro che spezzano il cuore. Non come me che mi lamento a caso.
Cosa è successo durante questo ricovero? Eh. Ho avuto due crisi, il che è positivo perché hanno avuto modo di registrarle ma negativo perché evidentemente sono farmaco resistente, il che è una gran rottura di balle come potete immaginare.
Ora si deve riunire un gran concilio di capocce per valutare il mio caso, se l’intervento chirurgico è consigliabile o meno; io devo dire che sono piuttosto affezionata al mio lobo frontale destro e l’idea che me ne possano togliere metà mi turba un pochino, sono trent’anni che vivo con quel lobo, ci vogliamo bene nonostante sia una relazione complicata. Mi hanno detto che posso fare richiesta per le categorie protette in quanto legalmente ai colloqui di lavoro devo dire di essere epilettica, e vi lascio immaginare come possa andare una conversazione
“Bene Sara, hai qualcos’altro da aggiungere? Qualcosa che vuoi che sappiamo su di te?” “Mah, allora, a parte che so contare fino a dieci in tedesco e che una volta ho fatto una capriola ad educazione fisica mi sembra giusto che siate a conoscenza del fatto che so fare le bolle con le cicche. Ah, sì, soffro di epilessia e al momento ho crisi un po’ a caso, quindi può essere che mi vediate a terra a contorcermi in maniera scomposta a un certo punto, siete pregati di non toccarmi perché rischiate di rompermi le ossa. Ah, se dovessi staccarmi la lingua a morsi vi chiedo di raccattarla perché me la ricuciono. Quando comincio?”
Tornare a casa è stato strano, mi sento un po’ frastornata. E’ bizzarro non essere più legata al letto, non avere più elettrodi fino al buco del gnao, non dover chiamare le infermiere per andare in bagno e non avere aghi infilati ogni giorno qua e là. Stasera il Batterino mi ha portata a mangiare un hamburger perché dopo due settimane di passati di verdura penso che avrei potuto staccargli una mano a morsi, penso l’abbia intuito dal mio sguardo famelico.
Che farò ora? Bella domanda, se qualcuno ha consigli io ascolto volentieri. Se sapeste consigliarmi un modo per guadagnare dei cavolicchio di soldi da casa non sarebbe male visto che ho ventinove anni e non ho idea di cosa fare della mia vita. Potrei aprirmi un Onlyfans, ma credo che al massimo la gente potrebbe pagarmi per non vedermi nuda. “Ti prego prendi questi dieci euro e copriti, esserino abominevole”.
Insomma, sono un po’ confusa, un po’ turbata, un po’ turbante, e vedrò di fare un passo alla volta perché se no mi deprimo e vado a nascondermi sotto un sasso in uno stagno per sempre. Voi come state invece, piccoli spelacchiati? Grazie mille per i commenti e per la vostra vicinanza, mi riempite il cuoricino spelacchiato (sì, ho peli anche sul cuore) di gioia. Hasta la pasta!
Buongiorno miei cari Spelacchiatini, come state? Oggi ho voglia di lamentarmi di una cosa che secondo me non ha abbastanza risonanza mediatica ma la meriterebbe tutta. Una cosa tipicamente maschile, per quanto riguarda la mia esperienza. Ce l’hanno mio padre, il Batterino, i miei amici. So che mi capirete o che vi ritroverete in questa fastidiosa cosa, fatemi sapere le vostre esperienze a riguardo vi prego! Non credo abbia un nome, quindi glielo do io: ILSOFARETUTTISMO.
C’è una lampadina da cambiare? “Ci penso io!” disse il batterino. C’è da aggiustare il lavandino del bagno, che perde? “Ci penso iooooo” disse nuovamente il Batterino, col risultato finale di fare un disastro, incazzarsi e poi chiamare l’idraulico. C’è da smontare la serratura e rimontarla perché non si sa per quale ragione si è sminchiata? “CI PENSO IOOOOOOOOOOO” urlò agguerrito il Batterino armato fino ai denti, non sapendo neanche cosa fosse una serratura. Non so cosa sia successo, so solo che ha bestemmiato in quindici lingue diverse per parecchie ore, poi esausto e sudato si è arreso e mi fa “chiama il fabbro, io vado in saletta.”
E pensare che non viviamo nemmeno insieme, figuratevi.
Giuro, l’altro giorno lo tenevo per i pantaloni mentre si è arrampicato sul davanzale della finestra aperta per cercare di rimettere a posto le tapparelle che si erano incagliate.
Ora. Io dico. Batterino mio, luce dei miei occhi, sola e unica gioia in un mondo di tristezza, MA SEI DEFICIENTE? Ma perché ti devi appendere come uno scimpanzè rischiando di sfracellarti dal terzo piano, per fare qualcosa di cui non hai la minima competenza? Ma ti chiami Tarzan per caso? Sei Re Luigi de Il Libro della Giungla? Io la prossima volta gli do una spintarella. Un colpetto piccolo piccolo, poi vado a raccattarlo con il cucchiaino dalla strada. Anche perché non so voi come siate messi coi vostri compagni tuttofare ma mentre si improvvisano carpentieri, elettricisti, idraulici e quant’altro il mio Batterino si incazza come un orso, non si sa bene con chi, e comincia a sbraitare qua e là senza alcun motivo. Batterino mio, posso dirti una cosa? Ti metto le mani al collo. Ma ci sarà un motivo se non mandano me a suonare, no? Se chiamano te, che hai anni e anni di esperienza e studio alle spalle.
E ALLORA PERCHE’ PER FARE UNA CAZZO DI CANALINA CHE NON SO NEANCHE COSA SIA TU NON VUOI CHIAMARE UNO CHE FA ‘STE COSE NELLA VITA DA TRENT’ANNI E CI METTEREBBE MEZZO SECONDO, PER DI PIU SENZA IMPRECARE? Ma questa totale mancanza di senso critico e di umiltà è solo degli uomini della mia vita? No perché io lo so che sono anche tra di voi questi qui, questi esseri che pensano -non si sa per quale motivo- di saper fare tutto. ‘Sti artigiani della qualità, sti guru della manualità, ‘sti cosi che provano a fare del loro meglio, solo che il loro meglio fa cagare e poi bisogna risolvere un problema più grande di quello di partenza. Io prima o poi gli prendo quella capoccia e gliela sbatto contro qualcosa, così mentre lui è tramortito chiamo l’elettricista a metterci tutto a posto e al suo risveglio è tutto sistemato.
Lui, dal canto suo, dice che sono una capra. Ed è assolutamente vero, come dargli torto, a volte belo pure. Non so neanche mettere un chiodo alla parete o avvitare una vite per unire due assi di legno, quindi spendo il mio miserabile patrimonio (un numero a tre cifre con una virgola in mezzo) in persone che aggiustano cose.
Per non parlare di quando ci sono problemi all’auto. Lì è finita. Non c’è ritorno. “Amore mio unico della vita, MA VUOI ANDARE A FAR CAMBIARE STE CAZZO DI VENTOLE CHE CI SONO SEICENTOVENTI GRADI ALL’OMBRA?” chiedo io dopo aver fritto due uova sul cofano. “Non dire sciocchezze, piccola, ci penso io.” dice lui mangiando le uova miste a tetano. Sono passati due anni. Va beh non mi chiama “piccola” e non comunichiamo così, però era per rendere l’idea. Che poi io un po’ comunico così, ora che ci penso. Insomma, la sua auto non vede un meccanico dal Millenovecentoventi se non per fare le cose principali, poi che non funzioni l’aria condizionata, ci siano ventotto spie accese e faccia un rumore bizzarro quando mette la retro è un problema secondario. No? Io giuro che prima o poi gli metto le mani addosso.
Quando sto per farlo però mi ricordo che lui è il Batterino che ogni volta che mi hanno ricoverata in ospedale veniva sotto la finestra della mia camera e mi telefonava perché voleva sentirmi più vicina, e allora chissenefrega della ventola, della serratura, dei tubi e della casa allagata. Va bene così.
Hasta la pasta (un po’ annacquata e scotta ma quella è colpa mia che non so cucinare).
Buonasera miei cari spelacchiati, come butta? Io tra un po’ mi butto, non so se dalla finestra o nel cestino dei rifiuti non recuperabili. Diciamo che la mia salute mentale e fisica non sono esattamente al massimo, potrei anche azzardare e dire che siamo vicini al minimo; mi hanno ricoverata di nuovo per le simpatiche crisi epilettiche che mi stanno venendo a ripetizione in questo periodo. In reparto ormai mi chiamano per nome, quando arrivo in pronto soccorso mi battono il cinque “uè ancora qua sei, ma Sara, se ti manchiamo basta dirlo e ci facciamo un aperitivo!” non siete simpatici ma apprezzo lo sforzo.
Ahhh… La verità è che sono decisamente abbachiata in questi giorni, dunque mi sto sparando un po’ di film alla ricerca di un film abbastanza brutto da farci un Film Brutt. Vorrei delle risposte facili a domande difficili e smettere di avere conversazioni inconcludenti con Dottori di qualunque tipo; neurologi, neurochirurghi, epilettologi, radiologi… Dottore, vorrei capire… perché mi stanno venendo tutte queste crisi? Io capisco di essere scema come una biglia, però non al punto di mettermi a fissare il vuoto e non saper dire il mio nome. Può essere Anselmo, il cavernoma, che ogni tanto si irrita e decide di rilasciare sostanze nel tuo piccolo cervello che creano casini, ma può anche essere che siano le cicatrici lasciate dall’emorragia dell’anno scorso a infastidirsi e infastidirti.
Quindi cosa dobbiamo fare? Prendo una rivoltella con un colpo solo? Potremmo operarti e togliere Anselmo, ma non sappiamo se ti aiuterebbe a risolvere la situazione. Potremmo operarti, togliere Anselmo e togliere tutte le cicatrici sparse per la tua capoccia, però sarebbe un’operazione della Madonna, praticamente una lobotomia. Potremmo anche continuare a cambiarti farmaci finché non troviamo la combinazione giusta, che ti faccia passare le crisi.
Okay, fico, mi piace andare a tentoni. Ha presente la citazione “non mi aspetto niente ma sono già deluso”? Ecco. E mentre decidiamo come procedere io che faccio? Bevo la candeggina? Eh, cerca di vivere normalmente.
…Con tutto il dovuto rispetto, qua di normale è rimasto ben poco. Ho avuto quattro crisi di assenza nell’ultima settimana, il che significa che non posso fare niente di normale. Non posso andare in bicicletta, non posso uscire da sola, se avessi un lavoro non potrei stare in negozio da sola e probabilmente finirei col far derubare il negozio durante una delle mie crisi. Quindi la prego, non mi dica di vivere una vita normale perché potrei prendere quel fermacarte e colpirla ripetutamente. Capisco, però non c’è altro da fare purtroppo. E’ una situazione complicata, sei un caso piuttosto difficile. Purtroppo la tua situazione è piuttosto rara, hai diverse problematiche che si presentano raramente da sole, e tu le hai tutte insieme.
Quindi torniamo alla rivoltella? Quindi aspettiamo. Ci riaggiorniamo tra tre settimane, il tempo per capire se il farmaco nuovo sta facendo effetto insieme all’altro.
Dottore, non vorrei sembrare lamentosa perché so che avete a che fare con casi ben più gravi ed estremi del mio, però mi sento un po’ persa. Non so come gestire la mia vita. Un passo alla volta, Sara.
Quindi regà barcolliamo insieme, un passo alla volta, a volte inciampando, a volte appoggiandoci a qualunque cosa possa sorreggerci, in attesa di qualcosa di migliore. Ora torno a cercare Film Brutt, voi raccontatemi quello che vi va! Hasta la pasta!
Buonasera miei Spelacchiati amici, come state? Io… sto. Il che è già qualcosa. Giungo da un ennesimo ricovero ospedaliero, comincio ad essere un pochino frustrata, e con “un pochino” intendo parecchio ma cerchiamo di tenere alto almeno il morale.
Negli ultimi mesi di latitanza dal blog ho più che altro lavorato e avuto crisi epilettiche, quindi niente di entusiasmante fino a settimana scorsa in cui sono arrivata in negozio, mi sono messa a smagliare un orologio e ho fatto appena in tempo a dire “ohibò, schiatto” che ho perso i sensi; a quanto pare ho avuto una crisi epilettica di quelle vere e potenti, con convulsioni, schiuma alla bocca e tutto quello che ne succede. Per fortuna c’erano le mie colleghe meravigliose che mi hanno soccorsa, io ho ripreso i sensi solo quando c’era un paramedico inginocchiato accanto a me che mi chiedeva domande difficilissime tipo “come ti chiami?”.
Mi hanno ricoverata per cinque giorni per capire cosa diamine stesse succedendo nel mio piccolo cervellino, perché ovviamente il pensiero di tutti quel giorno era “okay, Sara sta avendo un’altra emorragia cerebrale, ce la siamo giocata”. Ma come si suol dire l’erba cattiva non muore mai quindi sono ancora qua, non era un’emorragia cerebrale solo il mio cervello mezzo rotto che mi ricorda di non essere in gran forma. Non si è ancora capito cosa fare a riguardo, stanno rivalutando l’idea dell’intervento, mi hanno aggiunto dei farmaci, io intanto sospiro e annuisco.
Cerchiamo di vedere il lato positivo, cioè che il neurologo era un figo imperiale, aveva un sorriso che Patrick Dempsey in Grey’s Anatomy levati; il lato negativo è che io ero in condizioni pietose, piena di elettrodi ovunque e la faccia da triglia lessa, quindi non penso di aver fatto colpo.
Durante le convulsioni mi ero pure morsa la lingua così forte che non sono riuscita a mangiare per due giorni. Ora. Io posso accettare tutto, però non toglietemi il cibo perché ribalto qualcosa. Mi hanno nutrita a caffè latte e crostatina, come quando andavo a scuola. Sempre meglio del pranzo comunque, credo che gli gnocchi col tonno che mi hanno proposto in ospedale invaderanno i miei incubi per molte notti.
Insomma ragazzuoli mi sembrava giusto aggiornarvi, e visto che per un po’ non lavorerò -non aprirò una parentesi sulla collega infame che ha raccontato tutto alla capo area nella speranza di farmi licenziare e far assumere una sua amica al mio posto- avrò un bel po’ di tempo libero per scrivere le mie cazzatine.
Questa estate 2023 se la sta giocando bene per aggiudicarsi il primato di “estate più demmerda de tutte”, è in lizza con quella in cui ho avuto l’emorragia e l’estate del Coviddimmerda.
Ora che ho finito di lamentarmi come gli anziani che elencano i propri malanni passo la palla a voi: come state? Ditemi che la vostra estate sta andando alla grande, fatemi sognare un po’! Io mi sono fatta un paio di giorni a Firenze col Batterino prima di questo tracollo fisico, mi sa che per i prossimi vent’anni ho finito di andare in giro.
Zan zan zaaaaaaaaaan!!! A volte ritorno, nuovo romanzo di Stephen King con me come protagonista. Questa ve la devo raccontare. Siamo in negozio, volano bestemmie una dietro l’altra in una sequela che nemmeno nei peggiori bar veneti perché è tutto un disastro al momento il negozio e arriva LEI, la mitica. Donna. Razza caucasica. Età indefinibile tra i quaranta e i seicento anni. Varca la soglia già su piede di guerra senza alcun motivo e urla “Oggi è il mio compleanno, che cos’ho in regalo?” ma serissima, non a mo’ di battuta (che comunque non farebbe ridere ma chi sono proprio io per giudicare il senso dell’umorismo della gente). “Ehm… Signora non c’è un regalo, ha il dieci percento di sconto sul suo acquisto ed è una promozione valida una settimana.” Lei, indispettita, gonfia il petto come Lady Cocca di Robin Hood “Ma come, negli altri negozi mi danno dei regali” E allora vada negli altri negozi “Eh mi spiace, noi possiamo solo farle lo sconto.” Indispettita come un gatto a cui hai pestato la coda comincia a fracassare le palle come se non ci fosse un domani facendoci tirar fuori praticamente tutto il negozio perché lei doveva provare. PROVARE TUTTO, INDISTINTAMENTE. OROLOGI, COLLANE,, ORECCHINI, AVESSIMO AVUTO PLUG ANALI AVREBBE PRETESO DI PROVARE PURE QUELLI CON NOSTRO ENORME DISGUSTO. A una certa lasciamo la stagista a vedersela con questa perché altrimeni io e la mia collega, che siamo piene fino al collo di cose da fare, le avremmo messo le mani addosso. Personalmente le mani gliele avrei messe alla gola, e poi avrei stretto un po’. Non da ucciderla, non sono mica così crudele, però sai, un piccolo svenimento… Non le va bene niente. Tutto brutto. Tutto scadente. Lei al mercato trova cose migliori. Lei ha una spilla dei Novecento Avanti Cristo che non so bene cosa c’entri. Alla fine si decide. Sembrava dovesse comprare quantomeno un diamante da trecento carati e con cosa arriva in cassa? Con un anello da trenta euro. Che oddio, io non mi posso permettere perché sono povera come la merda, però cosa mi fai tirar fuori tutti gli zaffiri e i rubini CHE SONO FASTIDIOSISSIMI DA RIMETTERE A POSTO, per poi prenderti una patacchina in argento? Ma non è tutto, comunque è un suo diritto provare quello che vuole. Il problema è che una volta pagato si ferma davanti alla cassa, guarda lo scontrino con una smorfia arcigna, e fa “dammi la calcolatrice, voglio vedere se mi avete davvero fatto lo sconto.” …
Signora. Signora mia. Io ho preso degli 1 in matematica, quindi probabilmente parliamo la stessa lingua. Però se l’anello costava trenta euro E lei ne ha pagati ventisette E LO SCONTO ERA DEL DIECI PERCENTO SECONDO LEI COSA ESATTAMENTE ABBIAMO SBAGLIATO? MA POI COME, CHE LO FA DIRETTAMENTE LA CASSA? MA POI (BIS) COSA CAZZO VUOI CHE TI METTI A METTERE IN DUBBIO LA NOSTRA ONESTA’ PER TRE EURO? Niente, alla fine se ne va mica tanto convinta. Io le avrei lanciato dietro una vetrina intera, per fortuna la stagista a cui ormai vogliamo tutti bene come se fosse nostra figlia mi ha placata.
Poi ho passato il resto della giornata a fare casini su casini e arrivata a casa volevo solo schiattare, ma questa è un’altra storia (che intitolerò “come essere licenziata in meno di tre giorni”).
Per quanto riguarda la mia miserabile salute regà è stato decretato che io rimanga in attesa di un’emorragia cerebrale prima di aprirmi, perché se mi aprono mi devono asportare quasi completamente il lobo frontale destro e io al mio lobetto sono affezionata, non me la sento di separarmene così presto. Anche perché sarebbe un intervento sconvolgentemente rischioso, quindi mi spiace aver rotto le balle a tutti con l’idea di un’operazione che non avverrà mai (spero). Insomma, vado avanti a farmaci e preghiere che Anselmo decida di starsene tranquillo e non esplodere mai più, intanto lo controlliamo ogni tre mesi e se prova a cambiare forma o dimensione gli faccio un bel discorsetto a quello lì.
E voi miei cari spelacchiati come state? Giuro che stavolta risponderò a ognuno di voi, siete sempre meravigliosi con me e sono affezionata a voi e alle vostre avventure quindi aggiornatemi che ciciariamo un po’! Hasta la pastaaaaaa